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Zelenski se reúne con el enviado de Trump en el peor momento de las relaciones con la Casa Blanca

20 October 2026 at 18:35

La lista de agravios del presidente Volodímir Zelenski en contra del gobierno del presidente de Estados Unidos, Donald Trump, continúa y, con ella, también aumenta la tensión entre ambos mandatarios. En medio de estas relaciones tensionadas, Zelenski se ha reunido este martes en Oslo, la capital noruega, con el enviado de Trump para negociar la paz, Steve Witkoff. En una rueda de prensa posterior al encuentro, junto al presidente finlandés, Alexander Stubb, y al primer ministro noruego, Jonas Gahr Store, presentes en las negociaciones, el mandatario ucranio ha afirmado que Ucrania “no está perdiendo la guerra”, aunque sí está perdiendo “personas y tiempo”.

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© Associated Press/LaPresse (APN)

El presidente ucraniano, Volodímir Zelenski, se reúne con el rey Haakon de Noruega en Oslo (Noruega), este martes.

La OTAN reforzará su presencia en el mar Negro tras los últimos ataques con drones

20 October 2026 at 18:08

La OTAN ha decidido reforzar su presencia en el mar Negro en respuesta a los recientes ataques con drones contra el transporte marítimo comercial, ampliamente atribuidos a Rusia. Así lo han decidido los embajadores de la Alianza Atlántica tras un encuentro en la sede del organismo defensivo en Bruselas que tuvo como punto central la situación de seguridad en una zona marítima clave para el comercio, pero de alta tensión a causa de la continuada guerra que Moscú sigue librando contra Ucrania.

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© OTAN (Europa Press)

El presidente de Rumanía, Nicusor Dan, el secretario general de la OTAN, Mark Rutte, y el primer ministro de Bulgaria, Rumen Radev, durante una reunión en los márgenes del Consejo Europeo la semana pasada en Bruselas

Rumania pone fin a seis meses de bloqueo político con la investidura del diplomático Luca Niculescu

20 October 2026 at 16:02

Rumania ha puesto fin a una crisis política que se prolongaba desde el pasado 5 de mayo cuando el Gobierno del liberal Ilie Bolojan cayó tras una moción de censura impulsada por el Partido Social Demócrata (PSD) y la ultraderecha de Alianza para la Unión de los Rumanos (AUR), al investir este martes a Luca Niculescu como nuevo primer ministro después de tres intentos fallidos. El diplomático logró articular una mayoría suficiente al sumar 280 votos a favor y 58 en contra en el Parlamento, gracias al respaldo de los socialdemócratas, el Partido Nacional Liberal (PNL) y la Unión Democrática de Húngaros en Rumanía (UDMR). Por el contrario, la Unión Salvar Rumanía (USR), de centro derecha, y las facciones ultranacionalistas se han opuesto.

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© Associated Press / LaPresse (APN)

El primer ministro designado de Rumanía, Luca Niculescu, asiste a una sesión conjunta del Parlamento convocada para otorgar un voto de confianza al nuevo equipo de gobierno, en Bucarest, Rumanía, este martes.


Associated Press / LaPresse
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La UE busca reforzar su influencia en la disputada región del Ártico

20 October 2026 at 15:02

En un pasado no tan lejano, el acelerado deshielo en el Ártico era considerado un problema mayoritariamente medioambiental. Pero para la Unión Europea, el indeseado efecto del cambio climático —casi cuatro veces más rápido que en el resto del planeta— ha pasado a convertirse, en los últimos años, en un rompecabezas sobre todo geopolítico. Un giro radical que se refleja en la nueva estrategia para la región presentada este martes por la Comisión Europea para impulsar “un Ártico estable y preparado para el futuro”; un plan europeo que busca responder y contrarrestar al cada vez mayor interés —no siempre pacífico— de Rusia, pero también de China y Estados Unidos, sobre una región estratégica y rica en algunas de las materias primas más cotizadas.

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© Evgeniy Maloletka (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Manifestantes protestan contra la política de Trump en Groenlandia ante el consulado estadounidense en Nuuk en una imagen de archivo

Autotrasportatori, non solo sciopero: con l’Ets2 rischio aumento diesel. La scelta dell’Ue e dell’Italia

20 October 2026 at 07:20

Il prezzo del diesel potrebbe aumentare fino a 40 centesimi al litro con l’introduzione dell’Ets2, il nuovo sistema europeo che estenderà il mercato delle emissioni di CO2 anche ai carburanti utilizzati nel trasporto stradale. Il meccanismo dovrebbe entrare pienamente in funzione dal 1° gennaio 2028, ma il Governo italiano e diversi Paesi europei chiedono di rivederne le condizioni per limitare le conseguenze economiche su imprese e famiglie. L’allarme arriva soprattutto dal settore dell’autotrasporto, già alle prese con il caro gasolio. Secondo Conftrasporto-Confcommercio, l’applicazione dell’Ets2 potrebbe comportare ulteriori rincari compresi tra 30 e 40 centesimi al litro, con il rischio di portare il prezzo del diesel oltre i 2,50 euro. Al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026, i leader dell’Unione hanno raggiunto un compromesso sulla necessità di valutare gli effetti del nuovo sistema, senza però approvare un ulteriore rinvio della sua entrata in vigore.

Cos’è l’Ets2 e come funziona la nuova normativa europea

L’Ets2, acronimo di Emission Trading System 2, è il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione, introdotto nell’ambito delle politiche dell’Unione per ridurre i gas serra. A differenza del sistema Ets già applicato a grandi industrie e altri settori, l’Ets2 coinvolgerà anche il trasporto stradale, gli edifici e alcune attività produttive.

Il meccanismo prevede che i fornitori di combustibili acquistino quote corrispondenti alle emissioni di CO2 generate dai carburanti immessi sul mercato. Il numero complessivo delle quote disponibili diminuirà progressivamente, con l’obiettivo di incentivare la riduzione dei consumi di combustibili fossili.

L’obbligo di acquistare le quote ricadrà sui distributori di combustibili e non direttamente sui singoli automobilisti. Ovviamente i maggiori costi sostenuti dalle aziende potrebbero essere trasferiti, almeno in parte, sui prezzi finali di benzina, gasolio e combustibili utilizzati per il riscaldamento. L’avvio del nuovo sistema era stato inizialmente previsto per il 2027, prima dello slittamento al 2028.

Diesel fino a 40 centesimi in più al litro: quanto costerebbe un pieno

Secondo le stime di Conftrasporto, l’introduzione dell’Ets2 potrebbe determinare un aumento del gasolio compreso tra 30 e 40 centesimi al litro. Si tratta di una previsione elaborata dall’associazione di categoria, non di un incremento già stabilito dalle istituzioni europee. L’effetto effettivo dipenderà dal prezzo delle quote di emissione e dalla parte dei costi che verrà trasferita ai consumatori. Per gli automobilisti, un rincaro di questa entità avrebbe conseguenze dirette sul costo dei rifornimenti. Un pieno da 50 litri costerebbe 20 euro in più rispetto al prezzo senza tale rincaro.

Gli effetti dell’Ets2 potrebbero estendersi oltre il prezzo del carburante pagato dagli automobilisti. In Italia, secondo le stime richiamate da Conftrasporto, circa il 90% delle merci viene movimentato su strada. Un aumento dei costi del trasporto potrebbe quindi influire sulle spese sostenute dalle aziende per la distribuzione dei prodotti. Le imprese alimentari, agricole e commerciali potrebbero trovarsi a sostenere costi logistici maggiori, con possibili ripercussioni sui prezzi finali di alcuni beni.

La posizione del Governo Meloni

Il tema dell’Ets2 è stato affrontato durante il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalle difficoltà economiche delle imprese. L‘Italia ha sostenuto, insieme ad altri Paesi europei, la necessità di intervenire sul nuovo sistema per contenere il rischio di ulteriori rincari energetici.

Nelle conclusioni del vertice, i leader hanno chiesto alla Commissione europea di aggiornare la valutazione degli effetti dell’Ets2, con particolare attenzione al funzionamento del meccanismo e alle misure di salvaguardia contro aumenti eccessivi dei prezzi. Non è stato invece approvato un rinvio dell’Ets2 al 2030, soluzione sostenuta da diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Il Governo italiano punta anche a ottenere maggiori margini di intervento nazionale per sostenere i settori più esposti alla crisi energetica. Il confronto rimane aperto, mentre Bruxelles è chiamata a valutare ulteriori strumenti per contenere i costi dell’energia senza modificare gli obiettivi generali di riduzione delle emissioni.

Autotrasportatori contro l’Ets2

A contestare gli effetti economici della nuova normativa è Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, secondo il quale il sistema rischia di aggravare una situazione già difficile per le imprese di trasporto. “L’Ets2 darebbe il colpo di grazia all’autotrasporto italiano”, ha dichiarato Russo, sottolineando che il prezzo del gasolio potrebbe superare i 2,50 euro al litro.

Secondo l’associazione, il carburante rappresenta ormai oltre il 40% dei costi complessivi delle imprese di autotrasporto, mentre il prezzo del gasolio sarebbe aumentato di oltre 50 centesimi al litro dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Conftrasporto segnala inoltre che un’impresa di autotrasporto su cinque rischierebbe il fallimento entro la fine dell’anno a causa delle attuali difficoltà economiche. Per affrontare l’emergenza, il settore chiede lo sblocco degli aiuti già annunciati e ulteriori risorse per coprire gli aumenti dei costi negli ultimi mesi del 2026.

En la biblioteca de Jacobo Bergareche: “Con las cartas de amor adolescente uno aprende a manipular emocionalmente”

Jacobo Bergareche abre las puertas de su biblioteca y recorre algunos de los libros que han marcado su vida como lector y escritor. Entre cartas de amor de adolescencia, ediciones raras y autores de referencia como Montaigne o Salinger, el novelista reflexiona sobre la lectura, la escritura y los temas que atraviesan su obra: el amor, el deseo, la pérdida y la memoria. Bergareche, que acaba de publicar Tío Grande con Asteroide, muestra también cómo dialoga con sus libros, llenándolos de notas, recuerdos y huellas de los lugares en los que los leyó.

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© EPV

La biblioteca de Jacobo Bergareche

Ventisette ferrovie nazionali non fanno una rete europea

20 October 2026 at 03:45

Treni rotaie

L’alta velocità non è soltanto una questione di infrastrutture. Per Ana Vasconcelos, eurodeputata portoghese del gruppo Renew Europe, rappresenta uno dei tasselli fondamentali per completare il mercato unico europeo e rafforzare l’integrazione tra gli Stati membri. Mentre il Parlamento è impegnato nell’esame del dossier “Connecting Europe through High-Speed Rail”, Vasconcelos indica una priorità chiara: trasformare le reti ferroviarie nazionali in un autentico sistema europeo. Secondo l’eurodeputata, la sfida principale non consiste soltanto nel costruire nuove linee, ma nel superare la frammentazione normativa e tecnica che ancora caratterizza il settore. Sistemi di segnalamento diversi, standard non armonizzati e procedure di autorizzazione differenti impediscono ancora oggi ai treni di circolare senza ostacoli da uno Stato membro all’altro. È un problema che richiama anche le conclusioni del Rapporto Letta, secondo cui l’alta velocità europea continua, di fatto, a fermarsi alle frontiere nazionali.

Per questo, la relazione in discussione punta a favorire una rete realmente europea, con regole armonizzate, standard tecnici comuni e un mercato più aperto alla concorrenza. Vasconcelos ritiene infatti che l’ingresso di nuovi operatori possa contribuire sia a migliorare la qualità del servizio sia a ridurre il costo dei biglietti per i passeggeri. Accanto all’apertura del mercato, considera prioritaria l’accelerazione dei collegamenti transfrontalieri ancora mancanti, spesso rallentati da procedure autorizzative lunghe e da difficoltà di coordinamento tra gli Stati membri.

Il nodo resta anche finanziario. Secondo le stime della Commissione europea, per completare la rete ferroviaria ad alta velocità entro il 2040 saranno necessari investimenti compresi tra 345 e 546 miliardi di euro, ben superiori alle risorse oggi disponibili. Per Vasconcelos, l’Unione dovrà concentrare gli investimenti soprattutto sui collegamenti transfrontalieri più strategici e utilizzare i fondi europei per attrarre anche capitali nazionali e privati, evitando di disperdere le risorse in interventi poco coordinati.

Rendere il treno una valida alternativa all’aereo richiede però anche un cambiamento nell’esperienza dei viaggiatori. «Le persone scelgono soprattutto in base al prezzo e ai tempi di percorrenza», sottolinea Vasconcelos. La risposta passa quindi attraverso linee più veloci, l’eliminazione dei principali colli di bottiglia della rete e condizioni di concorrenza più equilibrate con il trasporto aereo. Un ruolo importante sarà svolto anche dall’integrazione tra aeroporti e rete ferroviaria, così da rendere più semplici gli spostamenti porta a porta.

Tra gli ostacoli più evidenti per chi viaggia in Europa resta la difficoltà di acquistare un unico biglietto per tratte operate da compagnie diverse. Oggi organizzare un viaggio internazionale può essere complesso e, in caso di coincidenze perse, i diritti dei passeggeri non sempre sono garantiti lungo l’intero percorso. La proposta legislativa europea sulla bigliettazione ferroviaria, attualmente all’esame del Parlamento, punta proprio a introdurre sistemi di prenotazione multioperatore e a rafforzare la tutela dei viaggiatori durante tutto il tragitto.

Per l’eurodeputata portoghese, inoltre, l’alta velocità non deve limitarsi a collegare le grandi capitali europee. «Va considerata uno strumento di coesione», afferma. Significa investire anche nelle regioni periferiche e nei collegamenti mancanti dell’Europa centrale, orientale e atlantica, assicurando che la rete ad alta velocità sia pienamente integrata con il sistema ferroviario regionale. Una rete più capillare, sostiene, potrebbe contribuire a ridurre la pressione abitativa sulle grandi città, favorire lo sviluppo economico dei centri di medie dimensioni e contrastare lo spopolamento delle aree periferiche.

Per Vasconcelos, la posta in gioco va oltre la politica dei trasporti. «Un treno che deve fermarsi a una frontiera rappresenta un problema politico tanto quanto tecnico». L’obiettivo per il 2040 è la realizzazione di un vero Spazio ferroviario europeo unico, nel quale passeggeri e operatori possano muoversi senza barriere, acquistare un unico biglietto valido lungo l’intero percorso e contare su standard comuni in tutta l’Unione. Solo così, conclude, il treno potrà diventare un’alternativa realmente competitiva al trasporto aereo sulle medie distanze e uno dei simboli più concreti dell’integrazione europea.

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