Stop armi all’Ucraina? L’annuncio di Salvini subito sconfessato dagli alleati di governo. Tajani: “Pronto il nuovo pacchetto”. Crosetto: “Il nostro impegno non cambia”
“Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato per portare questa nostra posizione”. A parlare, al Congresso che lo ha riconfermato segretario della Lega per altri quattro anni, è Matteo Salvini. La posizione l’ha esplicitata appena prima: “Non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina“. Il leader del Carroccio, dunque, ha promesso ieri di portare in Consiglio di ministri lo stop all’invio di armamenti a Kiev. Ma a distanza di un giorno, gli alleati sgonfiano le sue velleità. Prima l’altro vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, poi il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
La linea dell’Italia “non può cambiare” dice oggi Crosetto al termine della riunione a Parigi coi suoi omologhi. “È un impegno che ci siamo presi al livello internazionale, europeo e Nato. Consideriamo quello che sta accadendo in Ucraina molto pericoloso per la sicurezza dell’Europa e quindi sappiamo che l’aiuto all’Ucraina non è un aiuto ad una terza nazione, ma un aiuto al nostro futuro, alla nostra sicurezza, e continueremo a farlo nel limite delle nostre possibilità”.
Stamattina il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri ha risposto direttamente a Salvini: “La mia posizione è nota, siamo dalla parte dell’Ucraina e continueremo ad aiutarla finché sarà necessario. È pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev”. E da destra, a fare opposizione al leader della Lega, è il suo ex sodale Roberto Vannacci: “Sarà il solito bluff che va in onda negli ultimi tre anni? Salvini si vannaccizza e dice basta ad armi e soldi all’Ucraina. Allora siamo pronti a una crisi di governo tra qualche settimana, visto che il pacchetto armi è già pronto. Noi di Futuro nazionale voteremo convintamente No”. Con Edoardo Ziello, capogruppo di FnV alla Camera, che provoca il ministro dei Trasporti: “Ponga la questione dell’interruzione di forniture di armi e finanziamenti a favore di Zelensky nel vertice di maggioranza altrimenti risulterebbe un chiacchierone. Aveva promesso che se eletto segretario avrebbe portato la linea Vannacci su Kiev al prossimo Consiglio dei ministri che a quanto si apprende si terrà tra domani o dopodomani e sarà preceduto da un vertice di maggioranza che si terrà nella giornata odierna. È il momento perfetto per dimostrare di passare dalle parole del congresso ai fatti del governo. Se non lo dovesse fare risulterebbe un chiacchierone che prende in giro gli italiani”.
Intanto proprio oggi il Consiglio Ue ha adottato oggi una serie di otto decisioni che consentono l’utilizzo di fondi a favore dell’Ucraina nell’ambito dello Strumento europeo per la pace (Epf). Tali decisioni permettono il rimborso parziale, tramite l’Epf, di aiuti militari già forniti dagli Stati membri, per un importo complessivo di 4,7 miliardi di euro. Prevedono inoltre un finanziamento supplementare per la missione di assistenza militare dell’Ue a sostegno dell’Ucraina (Eumam Ukraine), pari a 230 milioni di euro.
Queste decisioni – ricorda il Consiglio in una nota – rappresentano un passo importante verso l’attuazione dell’accordo politico raggiunto dagli Stati membri dell’Ue il 25 settembre 2026, volto a mobilitare 6,6 miliardi di euro a favore dell’Ucraina attraverso l’Epf. L’accordo includeva lo stanziamento di un miliardo di euro in nuovi aiuti militari all’Ucraina e un ulteriore rafforzamento della missione Eumam Ukraine nel 2027. Con le decisioni di oggi, il sostegno complessivo dell’UE all’Ucraina nell’ambito dell’Epf sale a 10,8 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi destinati al rimborso degli aiuti militari forniti dagli Stati membri e 950 milioni all’addestramento militare nell’ambito della missione Eumam.
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