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Dagli abiti storici alla “Meraviglia”: l’Italia delle 51 giornate nazionali. E FdI vuole quella del panettone in piena estate

C’è la Giornata nazionale degli alberi, quella del mare e della cultura marinara, quella degli abiti storici e persino quella della Meraviglia. Fratelli d’Italia, intanto, propone anche la Giornata nazionale del panettone, il 24 luglio, in piena estate. Il calendario della Repubblica italiana è ormai sempre più affollato: le Giornate nazionali e le solennità civili non festive istituite per legge sono arrivate a quota 51, tanto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato oggi Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana – rispettivamente presidente del Senato e della Camera – invitandoli a contenere la proliferazione delle ricorrenze e a individuare criteri più omogenei per la loro istituzione.

Il problema alla base è cche la loro moltiplicazione finisca per indebolirne il significato. Il Parlamento ha istituito 36 nuove giornate nelle ultime tre legislature, venti delle quali nell’attuale. Una crescita che ha spinto il capo dello Stato a sollecitare una riflessione sull’opportunità di continuare ad aggiungere ricorrenze al calendario nazionale senza una linea comune. Le Giornate nazionali sono occasioni istituite per legge per commemorare eventi storici, ricordare vittime, valorizzare patrimoni culturali o sensibilizzare l’opinione pubblica su determinati temi. Non sono, però, festività: non comportano quindi un giorno di vacanza per i cittadini, anche se scuole, università e amministrazioni pubbliche spesso sono chiamate a organizzare incontri, cerimonie e iniziative dedicate.

Nell’elenco delle ricorrenze già approvate convivono commemorazioni dal forte valore storico e civile e giornate dedicate ad ambiti più specifici. Tra le prime figurano il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, dedicato alle vittime della Shoah, il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, per le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, e la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, il 9 maggio. Ci sono poi la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, il 18 marzo, quella dedicata alle vittime dei disastri ambientali e industriali, con particolare riferimento al Vajont, e il Giorno della Libertà, il 9 novembre, che ricorda la caduta del Muro di Berlino.

Accanto a queste ricorrenze trovano spazio iniziative dedicate alla cultura, all’ambiente e alle tradizioni. Il 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi, l’11 aprile quella del mare e della cultura marinara, il 21 febbraio la Giornata nazionale del Braille e il 24 ottobre quella dello spettacolo. Il 5 febbraio è invece dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare. Tra le ricorrenze più recenti figurano la Giornata nazionale della Meraviglia, fissata all’11 ottobre, e la Giornata nazionale del riciclo della carta, prevista per il 18 settembre. Nell’elenco rientrano anche il Giorno del dono e la Giornata nazionale degli abiti storici, a testimonianza di un calendario che si è progressivamente esteso a settori molto diversi della vita sociale e culturale.

Una delle prime tappe di questo percorso risale al 1977, quando fu istituita la solennità civile del 4 ottobre, dedicata a San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena, patroni d’Italia. Dal 2026, in seguito a una legge approvata nel 2025, il 4 ottobre è tornato a essere anche una festività nazionale. Se le 51 ricorrenze già istituite non bastassero, nelle commissioni parlamentari sono in discussione numerose altre proposte. Tra quelle più curiose c’è appunto la Giornata nazionale del panettone italiano, promossa da Fratelli d’Italia e prevista per il 24 luglio, quando il dolce simbolo del Natale sarebbe celebrato in piena estate.

Il Movimento 5 Stelle ha invece avanzato proposte per una Giornata nazionale dell’ecospiritualità, mentre la Lega punta a valorizzare dialetti e lingue locali. Tra le iniziative presentate figurano anche giornate dedicate al silenzio, alla ristorazione, al patrimonio caseario italiano, alla gentilezza e alle botteghe storiche. L’elenco comprende inoltre proposte per celebrare la sartoria tradizionale italiana, gli antichi mestieri, la cultura motociclistica, il diritto al divertimento in sicurezza, la salute e il benessere nelle città, il consumo consapevole dei prodotti di qualità e l’educazione ai sentimenti. Non mancano iniziative sulla cittadinanza digitale, sul merito pubblico e sulla figura del formatore. Per la scrittura a mano, infine, è stata proposta persino una settimana nazionale.

Si tratta, per ora, di progetti non ancora approvati, il cui iter potrebbe risentire del richiamo del presidente della Repubblica. Il monito di Mattarella punta infatti a riportare ordine in un sistema nel quale le ricorrenze si sono moltiplicate nel corso degli anni senza una cornice uniforme.

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Giornate nazionali, Mattarella tira le orecchie alle Camere: “51 sono troppe, serve darsi una regolata”

Mattarella contro la proliferazione delle giornate nazionali: “Contenerle in termini ragionevoli”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il Parlamento sulla proliferazione delle giornate nazionali dedicate a singoli temi, valori e ricorrenze. Un calendario sempre più fitto che, secondo il capo dello Stato, rischia di rendere meno incisivo il significato delle singole iniziative e di creare difficoltà sul piano organizzativo, soprattutto per le scuole. L’occasione è stata la promulgazione della legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta.

Nel firmare il provvedimento, Mattarella ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa: “Il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando. Avverto quindi l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati”, ha scritto il Presidente. Mattarella ha chiarito di aver promulgato la legge sul riciclo della carta perché non ha riscontrato “profili evidenti di incostituzionalità”, seguendo lo stesso criterio adottato la settimana precedente per la giornata nazionale della meraviglia.

Tra le criticità segnalate c’è anche quella legata alle attività previste in occasione delle ricorrenze. Molte leggi, infatti, promuovono iniziative affidate a uffici ed enti pubblici, in particolare alle scuole e, in alcuni casi, alle università. Per Mattarella diventa “sempre più difficile, addirittura inverosimile” chiedere agli istituti di partecipare a tutte queste attività senza sottrarre tempo all’insegnamento delle materie scolastiche. Il presidente riconosce che alcune giornate nazionali veicolano messaggi e valori importanti, ma avverte che “non tutte appaiono avere la stessa levatura”. A suo giudizio, inoltre, molte ricorrenze sono state introdotte senza un criterio omogeneo che permetta di valutarne il significato e la necessità.

Il governo Meloni

I numeri danno la misura del fenomeno: durante il governo di Giorgia Meloni sono state istituite 20 giornate nazionali, alle quali se ne aggiungono altre 16 introdotte nelle due legislature precedenti. Il totale delle ricorrenze nazionali istituite per legge arriva così a 51. Tra le giornate introdotte negli ultimi anni figurano quelle dedicate al Made in Italy, all’educazione e alla prevenzione della violenza contro il personale scolastico, all’agricoltura, al rispetto, alle periferie urbane e ai giornalisti uccisi a causa della loro professione. Si sono aggiunte, più di recente, la giornata nazionale della meraviglia e quella del riciclo della carta.

Le giornate nazionali italiane si affiancano inoltre a quelle internazionali promosse dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione mondiale della sanità, dedicate a temi come la lotta al tabagismo, la donazione del sangue e la prevenzione delle malattie. In Italia, per istituire una nuova giornata nazionale è necessaria una legge approvata dal Parlamento, così come avviene per l’introduzione di nuove festività.

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Working to change the culture from within in Argentine women’s soccer

On March 7, 2024, Cynthia Conforto’s cellphone exploded with calls. On the eve of International Women’s Day events, a sports journalist’s accusation of sexual assault against four Vélez Sarsfield players disrupted plans for 8M. Conforto had been in charge of the club’s Gender Department for only a few months; Vélez is one of the 30 clubs in Argentina’s professional league. The alleged incidents took place during a team training camp in Tucumán, about 750 miles from Buenos Aires.

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© Manuel Fernández

Vélez players arriving at the training ground.
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Colombia’s left flexes its muscles in first street protests against De la Espriella

Protest against the government of Abelardo de la Espriella in Bolívar Square, Bogotá, on Wednesday.

Colombia’s left took to the streets on Wednesday against President Abelardo de la Espriella and fared better than expected. Despite doubts about its ability to mobilize people, fears of police repression stoked by the president himself, the threat of rain and the fact that the protest fell on a weekday, thousands of Colombians demonstrated peacefully for hours. The marches, seen in the country’s main cities, were the first test of the ability of a battered left to mobilize the grassroots after losing power to a right-wing outsider allied openly with the United States and who embodies everything that progressives abhor.

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Protesters in Bogotá on October 14,2026.Former president of Colombia Gustavo Petro (center) at the protest against the government of Abelardo de la Espriella in  Bogotá on October 14.
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Mattarella richiama La Russa e Fontana: “Troppe giornate nazionali, contenetevi”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dice sì all’istituzione della giornata nazionale del riciclo della Carta, ma perde la pazienza e invia una lettera ai presidenti del Senato e della Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Il contenuto? Una “lamentela” per il numero troppo alto di giornate dedicate a uno o all’altro argomento. Il presidente della Repubblica ha infatti spiegato di aver dato seguito alla richiesta “non sussistendo profili di incostituzionalità“, ma facendo presente “che il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei”.

Un avvertimento supportato da dati: “Nelle ultime tre Legislature ne sono state approvate — istituendo le relative giornate — trentasei, di cui venti nel corso di questa Legislatura”, sottolinea il capo dello Stato avvertendo che questo incide in maniera “sempre più difficile, addirittura inverosimile” nei compiti richiesti, ad esempio, alle scuole. “Oltre alle feste nazionali – spiega infatti – il numero di queste giornate è ormai di cinquantuno: la maggior parte di esse — con formula standardizzata — prevede la promozione di iniziative ad opera di uffici ed enti pubblici, particolarmente delle scuole, e talvolta anche delle università, prevedendo che svolgano attività didattiche o divulgative sul tema della singola legge”.

Tra questo alto numero di giornate dedicate ce ne sono alcune che svolgono un compito significativo di ricordo o di messaggio valoriale, “ma non tutte appaiono avere la stessa levatura“, precisa poi ancora Mattarella. In conclusione il presidente della Repubblica ha così chiesto di contenersi nell’istituzione delle giornate in questione: “Avverto quindi l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati, il cui numero, del resto, rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un’autentica efficacia delle loro previsioni, che potrebbero essere adeguatamente perseguite mediante strumenti diversi dalla legge”.

Successivamente, fonti vicine a Ignazio La Russa, hanno fatto sapere che il presidente del Senato condivide il richiamo arrivato da Mattarella sull’eccessivo aumento delle Giornate nazionali, dedicate a vari temi. Per La Russa “purtroppo gli strumenti a disposizione per limitare l’istituzione di tali ricorrenze sono solo di moral suasion ma – riferiscono fonti vicine al presidente di Palazzo Madama – condivide il pensiero del Capo dello Stato”. Per moral suasion si intende, in parole povere, una forma di pressione esercitata attraverso la persuasione, senza imporre direttamente un obbligo o una sanzione.

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Elenco de “Avenida Brasil 2” se reúne pela primeira vez e revela novidades da continuação

Os fãs de “Avenida Brasil” tiveram uma prévia do que vem por aí na continuação da novela. Parte do elenco da nova produção se reuniu publicamente pela primeira vez na quarta-feira (14), durante o Upfront Globo 2027, realizado em São Paulo, evento em que a emissora apresentou novidades sobre seus próximos projetos.

Entre os artistas que marcaram presença estavam Adriana Esteves, Murilo Benício, Débora Falabella, Cauã Reymond, Eliane Giardini, Marcos Caruso, Leticia Isnard, Thalita Carauta, Karol Lannes, Thomas Aquino, Jessica Ellen e Mel Maia.

A sequência contará novamente com personagens que conquistaram o público em 2012. Adriana Esteves voltará como Carminha, Débora Falabella interpretará Nina, Murilo Benício retomará o papel de Tufão e Cauã Reymond estará de volta como Jorginho. A trama também apresentará novos personagens e conflitos.

Durante o evento, Adriana brincou sobre os desafios de reviver a vilã que marcou sua carreira. “Estou preocupada com meus picos de pressão, porque fazer a Carminha não é nada mole”, comentou.

Débora Falabella também deu pistas sobre a produção e afirmou que a história terá uma nova abordagem. “Avenida Brasil volta toda repaginada”, declarou.

Mel Maia também retorna à trama

Conhecida por interpretar Rita na primeira fase da novela original, Mel Maia está confirmada no elenco da continuação. A atriz aproveitou a ocasião para brincar sobre a possibilidade de ganhar uma produção própria no futuro.

“E ainda bem que eu volto pra Avenida Brasil 2, mas eu não volto com uma Nina não, gente. Quem sabe a minha próxima personagem não ganhe uma novelinha só pra ela?”, disse.

O que vai acontecer em “Avenida Brasil 2”?

A história se passa 14 anos depois dos acontecimentos que agitaram o fictício bairro do Divino. Nesse novo cenário, Tufão construiu uma carreira de sucesso como empresário e sua família parece viver uma fase tranquila e unida.

Carminha, por sua vez, terá passado anos na prisão e, após recuperar a liberdade, aparentará ter mudado de vida. A personagem passa a ser reconhecida pelo trabalho social voltado a famílias em situação de vulnerabilidade, realizado depois da desativação do lixão onde vivia Lucinda, sua mãe.

A antiga vilã também tentará reconstruir a relação com a filha, Agatha, interpretada por Karol Lannes. A aproximação fará com que Carminha volte a ser aceita pela família de Tufão. No entanto, a produção deixará em aberto uma questão central: a transformação da personagem é verdadeira ou faz parte de um novo plano?

Em comunicado à imprensa, o autor João Emanuel Carneiro adiantou que a trama vai explorar os impactos do retorno de Carminha na vida dos antigos personagens, especialmente na trajetória de Nina. A continuação também mostrará novos rostos e revelará o que aconteceu com os moradores do Divino ao longo dos anos.

Novos personagens movimentam o Divino

Além de recuperar figuras conhecidas, a novela apresentará novos conflitos e relações. Thomás Aquino interpretará Renan Vitória, um líder comunitário que se aproxima de Carminha. A relação entre os dois promete trazer disputas e questionamentos sobre quem realmente controla os rumos do bairro.

Jéssica Ellen dará vida a Jade, uma jovem que sonha em estudar engenharia genética nos Estados Unidos e busca se afastar de um relacionamento tóxico. Já Thalita Carauta interpretará Salomé, personagem que deve acrescentar humor e carisma à história.

Com o retorno de parte do elenco original e a chegada de novos personagens, “Avenida Brasil 2” pretende revisitar o universo que marcou a teledramaturgia brasileira, apresentando novas disputas e mostrando como a vida dos moradores do Divino mudou com o passar do tempo.

Adriana Esteves, Débora Falabella, Murilo Benício e Cauã Reymond estão entre os artistas confirmados | Foto: Globo/ Maurício Fidalgo

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Le presunte tangenti fotografate dall’ex moglie: così la “guerra dei Roses” sannita apre la pista dei soldi nell’inchiesta sulla corruzione a Benevento

Di casi di corruzione scoperti per le ritorsioni di signore tradite o con il dente avvelenato coi loro consorti ne sono piene le cronache degli ultimi 30 anni, dalla ex moglie di Mario Chiesa in poi. Ne abbiamo uno, presunto, anche nella Tangentopoli di Benevento che sta facendo tremare (politicamente) Clemente Mastella, il sindaco non indagato di un Comune dove dirigenti e funzionari vicini al partito mastelliano Ndc avrebbero trasformato in prassi l’incasso di una tangente su quasi tutti gli appalti e gli affidamenti. Ed una parte di questi soldi sarebbe stata riversata nel finanziamento delle iniziative politiche ed elettorali dei mastelliani.

Il caso riguarda l’ingegnere indagato Maurizio Perlingieri, dirigente comunale del Settore Ambiente, Energia, Mobilità e Servizi Cimiteriali. Questa ‘Guerra dei Roses’ in salsa sannita non appare nei lunghi e numerosi verbali confessori di Gennaro Santamaria, l’ex responsabile del Gabinetto del primo cittadino, che fece salire Perlingieri sul palco del Teatro La Salle durante un’iniziativa elettorale per la candidatura al consiglio regionale di Pellegrino Mastella. È invece il frutto del lavoro dei Carabinieri del comando provinciale. Hanno incrociato le evidenze investigative su Santamaria e company, con una denuncia presentata dalla ex moglie di Perlingieri a febbraio.

La signora, che aveva sottoscritto un accordo di negoziazione assistita con l’ex marito dopo aver scoperto la sua relazione extraconiugale, si è recata nella seconda casa di Salerno e ci ha trovato delle fascette di denaro conservate sottovuoto coi relativi importi annotati a mano. Ha scattato tre foto delle mazzette “la cui entità appariva sin da subito palesemente incompatibile con le fonti di reddito legale del soggetto”, scrivono i carabinieri in un’informativa che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere.

In quella casa c’era anche un Nokia di vecchia generazione intestato a uno sconosciuto straniero, ma di fatto usato da Perlingieri. Lo usava come ‘telefono dedicato’ alle chiamate e ai messaggi con un imprenditore leader di un gruppo che ha ottenuto affidamenti diretti dal Comune di Benevento. La signora ha fotografato anche gli sms che l’ingegnere mandava all’imprenditore. “X tenere il punto ti fa tremare. Valuta fino a che punto ti conviene insistere. Speriamo che non sta impazzendo (…). Non si aspettava andassi avanti così”.

Nella denuncia la signora chiede spiegazioni sul tenore di vita dell’ex marito a suo dire “sproporzionato” rispetto ai redditi dichiarati. E fa l’esempio dell’acquisto di un Suv costato 67.000 euro, per il quale Perlingieri nel corso del giudizio di divorzio non avrebbe fornito riscontri sulla tracciabilità del pagamento. Opponendosi alle richieste di accertamenti tributari. Ètutto nel fascicolo dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Benevento – procuratore Nicola D’Angelo, aggiunto Gianfranco Scarfò, pm Maria Colucci – il cui prossimo step sono gli incidenti probatori fissati a partire dal 3 novembre.

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Colombia’s First National Strike Against De la Espriella Met With Police Crackdown

Colombian protesters and police during nationwide demonstrations against President Abelardo de la Espriella in Bogotá and Medellín.

Thousands protested budget cuts and economic reforms as clashes with police erupted in several Colombian cities.


Thousands of people took to the streets across Colombia on Wednesday in the first national strike against President Abelardo de la Espriella’s administration, as police used tear gas, rubber bullets and armored vehicles to disperse demonstrators in several cities.

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Protests spread across more than a dozen departmental capitals and municipalities, including Bogotá, Medellín, Cali, Barranquilla, Ibagué, Popayán and Bucaramanga. In Bogotá, four columns of demonstrators converged on Bolívar Square under a security operation monitored by a Unified Command Post.

In Medellín, demonstrations escalated into clashes between protesters and the Mobile Anti-Riot Squadron (ESMAD). Security forces deployed tear gas, rubber bullets and armored vehicles, leading to several arrests. Assaults on members of the press were also reported.

Clashes and serious public disturbances were also recorded in Ibagué and Popayán following police interventions. Human rights organizations, including the NGO Temblores, denounced the presence of armed men carrying rifles on the rooftops of government buildings in Bogotá, describing their deployment as a direct threat to protesters.

The demonstrations brought together trade unions, teachers, university students, Indigenous communities, LGBTQ+ groups and feminist organizations. Opposition figures, including former President Gustavo Petro and Senator Iván Cepeda, also took part.

Protesters called for labor, education and social protections, seeking to preserve measures introduced under the previous administration, including free access to public universities and increases in the minimum wage. They opposed what they described as a neoliberal shift under De la Espriella’s government, citing budget cuts and the administration’s initial economic reforms.

Colombianos:

Me dirijo a ustedes esta noche para entregarles un balance claro, objetivo y contundente de la jornada de manifestaciones que vivió hoy nuestro país.

¡Que quede absolutamente claro! El 98% de las movilizaciones transcurrió de manera pacífica.

La inmensa mayoría de… pic.twitter.com/CmllZVPBtu

— Abelardo De La Espriella (@ABDELAESPRIELLA) October 15, 2026

Text Reads: Colombians: I address you tonight to deliver a clear, objective, and unequivocal report on the day of demonstrations that our country experienced today. Let it be absolutely clear! 98% of the mobilizations took place peacefully. The vast majority of those who took to the streets exercised their legitimate right to protest in an orderly and respectful manner toward the institutions. That is democracy, and as President of the Republic, I will always defend and guarantee it. At the close of this day, the national tally records a total of 62,000 citizens mobilized. A figure that represents a very small proportion of the Colombian population, but whose rights and guarantees deserve the full respect of the State. From the first day of my Government, I have issued a directive that admits no interpretations: peaceful protest is respected, protected, and guaranteed. But violence, vandalism, and any attempt to violate the rights of others will have no place under my mandate. Because as legitimate as the right to demonstrate is the right of millions of Colombians to work, move freely, and live in tranquility. Here there is a State, here there is authority, and here there is a Government that respects freedoms, enforces the law, and protects the millions of Colombians who rise early every day to work and build the Nation. Firm for the Nation! Long live Christ the King! (A.D.L.E.)

Demonstrators also rejected the restoration of diplomatic relations with Israel and what they described as U.S. interference in Colombia’s affairs.

Tensions mounted after the government signed a decree hours before the marches that changes the rules governing police conduct during public demonstrations. De la Espriella defended the measure as necessary to combat “urban terrorism,” while opposition politicians and social organizations condemned it as an attempt to intimidate protesters.

Senator Cepeda warned that the decree risked returning Colombia to a situation in which fear enabled arbitrary actions by security forces.

“They want to take us back to a time when fear becomes the means through which the security forces act arbitrarily,” Cepeda said.

Trade union sources said organizers were already drawing up a schedule of further mobilizations for the coming months following Wednesday’s mass protests. The campaign could culminate in a general strike in November.

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Colômbia vive protestos contra o governo de La Espriella

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O governo de Abelardo de la Espriella soma apenas dois meses e, nesta quarta-feira (14), enfrentou um grande desafio nas ruas, que refletem a rejeição popular à sua gestão.

Em um cenário de alta tensão política e social, milhares de pessoas marcharam em Bogotá, Cali, Medellín, Bucaramanga, Pereira e Riohacha para expressar rejeição à agenda econômica e de segurança do presidente, ao aumento do custo de vida, à escalada da violência, ao retrocesso de conquistas sociais e às tentativas de criminalizar e coibir o direito ao protesto.

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A convocação reuniu sindicatos, coletivos estudantis, centrais sindicais e o Conselho Regional Indígena do Cauca (CRIC). A amplitude da aliança, que abrangeu desde o movimento docente até as comunidades originárias, marcou o tom de uma jornada que extrapolou a capital e se replicou em seis cidades do país.

Na mobilização em Bogotá, espera-se a presença do ex-presidente Gustavo Petro, acompanhado por lideranças progressistas.

Os manifestantes enfatizaram o caráter pacífico do protesto, em resposta a alegações difundidas pela Casa de Nariño que buscam deslegitimar as reivindicações da sociedade civil colombiana.

O estopim foi o Decreto 1525, assinado por De la Espriella. A norma estabelece regras para a atuação das forças de segurança em manifestações e autoriza as autoridades a dispersá-las diante de distúrbios graves. Os governos locais responderam com ampla presença de agentes uniformizados nas principais cidades.

A oposição interpretou essa operação como uma tentativa de reprimir, de antemão, o direito de manifestação.

Essa leitura acirrou ainda mais os ânimos em um dia que os organizadores haviam anunciado como uma expressão do descontentamento devido ao custo de vida e ao desmonte de programas sociais. O descontentamento não se limita ao decreto. Os setores mobilizados questionam o conjunto das primeiras decisões do presidente, ao qual acusam de desmontar conquistas sociais e de encarecer a vida da maioria da população.

A Fecode, Federação Colombiana de Educadores, saiu em defesa da educação pública e da saúde do professores. A entidade reivindicou, ainda, a reconstrução da infraestrutura escolar afetada por emergências anteriores — como o terremoto e as réplicas registradas no Vale do Cauca — e denunciou a estigmatização sofrida pelo sindicalismo docente.

As comunidades indígenas e camponesas, por sua vez, rejeitaram os megaprojetos e as medidas econômicas que colocam em risco seus territórios ancestrais. O CRIC alertou que a administração de De la Espriella busca minar a autonomia de suas organizações.

A pauta econômica concentrou boa parte do descontentamento. O encarecimento do custo de vida e as políticas que, segundo os organizadores, corroem direitos adquiridos levaram trabalhadores de diversos setores produtivos às ruas.

Os protestos na Colômbia assumem, assim, a dimensão de um primeiro grande embate social contra o Executivo, apenas dois meses após o início de sua gestão. As centrais sindicais e os movimentos populares situam o conflito na defesa de conquistas históricas, em oposição a uma agenda que consideram regressiva.

* É proibida a reprodução deste conteúdo

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Governo da Colômbia assina decreto que criminaliza protestos sociais

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O presidente da Colômbia, Abelardo de la Espriella, assinou um decreto que visa legalizar a repressão contra manifestações pacíficas no país. O decreto foi assinado poucas horas antes da primeira manifestação convocada por setores da oposição para esta quarta-feira. Os protestos foram convocados por organizações sociais, estudantis e sindicais. 

Segundo o governo, o objetivo é reforçar os mecanismos de controle e garantir a ordem pública durante as manifestações populares.

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Durante uma transmissão pela televisão nacional, o presidente colombiano destacou que o protesto pacífico constitui uma “garantia constitucional”, embora tenha destacado que esse direito “não autoriza agredir outros cidadãos, destruir bens, ameaçar trabalhadores nem impedir o acesso de ambulâncias e serviços de emergência”.

Entre as disposições anunciadas está o acompanhamento permanente das manifestações pelas autoridades. O decreto estabelece que os agentes encarregados da supervisão devem manter uma distância mínima de quatro metros, como parte dos protocolos de controle previstos para esses eventos.

Além disso, o decreto autoriza a intervenção das forças de segurança quando for detectado o porte ou o uso de armas de fogo, armas brancas, explosivos ou artefatos incendiários. Também prevê intervenções em casos de retenção de pessoas contra sua vontade ou agressões contra terceiros.

O documento inclui proteção específica para servidores públicos, pessoal uniformizado, missões médicas e equipes jornalísticas, estabelecendo competências de atuação diante de qualquer ataque ou ameaça dirigida contra esses setores durante as mobilizações.

O Executivo apresentou ainda outras iniciativas legislativas de seu programa de governo, entre elas, um projeto de lei para o combate a grupos armados organizados e um estatuto antiterrorista.

 

*É proibida a reprodução deste material 

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The far right in Latin America threatens progress against deforestation, report warns

There is both good news and bad news about the state of the world’s forests. The good news is that deforestation fell by 15% in 2025 compared with 2024, the largest decline recorded so far this decade. The bad news is that a shift in political priorities could undo some of those gains. Much of the progress in forest conservation depends on the political will of a handful of key countries, particularly in Latin America, which is now entering a period of electoral uncertainty and possible changes of government.

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© Adriano Machado (REUTERS)

An aerial photograph shows a plantation field in the Amazon rainforest during a Greenpeace overflight in the Brazilian state of Maranhão in November 2025.
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WATCH LIVE: Trump campaigns for Sen. Dan Sullivan in Alaska

President Donald Trump on Tuesday will devote a big chunk of his dwindling time ahead of crucial midterm elections to head all the way to Alaska — attempting to bolster a Republican incumbent senator in another sign of GOP fears about retaining control of Congress after Election Day on Nov. 3.

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Medellín records five homicides in September, the lowest number in half a century

The Colombian city of Medellín woke up on October 1 to good news. According to official figures from the city administration, September recorded the lowest number of murders in 50 years: just five homicides in the city of 2.5 million inhabitants, 22 fewer than in September 2025.

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© TravelPenguin (Getty Images)

Aerial view of downtown Medellín.
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Lula and Bolsonaro technically tied in first poll ahead of presidential runoff vote

Bazilian senator and presidential candidate Flávio Bolsonaro starts the runoff race with an advantage for the October 25 second round. A Datafolha poll, the first since Brazilians voted last Sunday, gives him 52% of valid votes. President Luiz Inácio Lula da Silva is four points behind, at 48%. That gap lies outside the margin of error, which is two points either way.

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© Adriano Machado (REUTERS)

Flávio Bolsonaro in Brasília on Thursday.
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US moves spy drones from Africa to Colombia and Ecuador to combat drug trafficking

The United States has sent spy drones to Colombia and Ecuador to support both countries’ actions against organized crime, two military sources told the newspaper The New York Times. The aircraft involved are an undetermined number of MQ-9 Reapers that had been stationed in Africa. Although their primary roles are linked to surveillance, they can be used in offensive operations. The arrival of these aircraft, announced by Colombia in August, cements Washington’s growing active role in the operations of the armed forces of the two South American countries, which in recent months have agreed to begin “joint operations.”

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© William Rio Rosado (EFE)

An MQ-9 Reaper drone during a training mission in Nevada.
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