Pessoas com deficiência. Entidade aponta falha no OE

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

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Os candidatos podem consultar o documento na página oficial do Enamed, na parte de “Provas e Gabaritos”.
Nesta terça-feira (20), também começa o prazo para apresentação de recursos contra o gabarito preliminar. O período para contestação segue até quinta-feira (22).
O participante deve acessar o Sistema Enamed.
Os recursos serão analisados e os resultados serão disponibilizados pelo Inep, acompanhados das razões de deferimento ou indeferimento apresentadas pela Banca de Análise de Recursos do Gabarito Preliminar.
Em caso de anulação de item do gabarito oficial preliminar da prova objetiva, a pontuação correspondente será atribuída a todos os participantes, inclusive aos que não tenham interposto recurso.
No edital específico com as regras e o cronograma complementar relativo à reaplicação do Enamed, o Inep estabelece que, após o período de interposição de recursos, as versões definitivas do gabarito oficial da prova objetiva e o resultado definitivo da prova objetiva serão publicados no dia 4 de dezembro.
Criado pelo Ministério da Educação, o Enamed tem duas funções principais: avaliar a formação dos estudantes de medicina no Brasil e servir de critério para processos seletivos de residência médica de acesso direto, como no processo unificado do Exame Nacional de Residências (Enare).
O exame será aplicado obrigatoriamente a cada seis meses, a partir de 2027, a todos os estudantes concluintes de cursos de medicina no Brasil.
Na quinta-feira (15), o Congresso aprovou a Medida Provisória 1370/26, que torna obrigatória a aprovação no Enamed para obter o registro profissional de médicos e exercer a profissão de médico no Brasil.
L’influenza può rappresentare un rischio importante per le persone che soffrono di malattie cardiovascolari, soprattutto per gli anziani. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Antonio Rebuzzi, cardiologo e docente di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma.
“Le persone con problemi cardiaci sono più fragili e hanno bisogno di controlli regolari”, sottolinea lo specialista. L’influenza, infatti, può favorire la comparsa di alcune complicazioni, tra cui le infiammazioni del pericardio, la membrana che avvolge il cuore. Anche il Covid, evidenzia Rebuzzi, può contribuire a questo tipo di problemi.
Un altro elemento da tenere sotto controllo è la pressione arteriosa. I cambiamenti di temperatura, in particolare il passaggio dal caldo al freddo, possono provocare improvvisi aumenti della pressione. Durante un’infezione possono inoltre verificarsi alterazioni dei sali minerali presenti nell’organismo, importanti per il corretto funzionamento del cuore.
Il rischio, precisa il cardiologo, è maggiore nelle persone anziane, perché con l’avanzare dell’età le arterie tendono a diventare meno elastiche, rendendo più probabili gli sbalzi della pressione. Per questo, chi soffre di ipertensione dovrebbe rivolgersi al proprio medico per verificare che la terapia sia adeguata, senza modificarla autonomamente.
Per ridurre i rischi, Rebuzzi raccomanda di confrontarsi con il proprio medico di famiglia e di non trascurare le vaccinazioni.“Consiglierei la vaccinazione antinfluenzale e, quando indicato, anche quelle contro il Covid e le infezioni da pneumococco, che possono causare polmoniti”, evidenzia il cardiologo. Secondo l’esperto è importante intervenire per tempo, soprattutto con l’arrivo della stagione fredda, quando aumentano le occasioni di diffusione delle infezioni respiratorie.“Prevenire è meglio che curare”, è il messaggio di Rebuzzi, che invita a valutare le vaccinazioni già in autunno, senza rimandare troppo. Chi soffre di problemi cardiaci, in particolare se anziano, dovrebbe quindi proteggersi dalle infezioni, sottoporsi a controlli regolari e confrontarsi con il proprio medico per individuare le misure preventive più adatte.
L'articolo Influenza, il cardiologo avverte: “Rischi per il cuore, soprattutto negli anziani” proviene da Affaritaliani.it.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci punta a concludere entro la fine della legislatura il nuovo Piano sanitario nazionale, assente dal 2008 e attualmente in fase di elaborazione insieme ai tecnici del ministero e alle Regioni.
“Vorrei concludere, prima della fine di questa legislatura, il nuovo Piano sanitario nazionale, che manca dal 2008 e che stiamo portando avanti con i tecnici del ministero e con le Regioni. Uno strumento che sicuramente può dare tante risposte in sanità”, ha dichiarato Schillaci intervenendo al Welfare Italia Forum in corso a Roma.
Il ministro ha sottolineato la necessità di aggiornare il Servizio sanitario nazionale, evidenziando come, dopo quasi cinquant’anni, siano necessari diversi interventi di ammodernamento.“C’è la necessità, dopo quasi cinquant’anni, di tanti ammodernamenti per il Servizio sanitario nazionale per stare al passo con la ricerca e per stare vicino alle persone”, ha aggiunto.
Nel suo intervento, Schillaci ha richiamato anche i risultati già raggiunti, indicando come motivo di particolare soddisfazione il conseguimento del target europeo delle Case di comunità.“Sono state una sfida nello scetticismo globale, con qualcuno che tifava perché non ce la facessimo”, ha affermato il ministro. Secondo Schillaci, le Case di comunità stanno ora entrando nella fase operativa e rappresenteranno un cambiamento concreto per i cittadini.“Cominciano a funzionare e saranno la vera rivoluzione di cui i cittadini si accorgeranno e cominciano già ad accorgersi”, ha concluso.
L'articolo Sanità, Schillaci: “Obiettivo di fine mandato chiudere il nuovo Piano sanitario nazionale” proviene da Affaritaliani.it.

Me entristece ver cómo las protestas en Francia, que comenzaron con estudiantes reclamando más profesores y recursos para la educación pública, han terminado siendo noticia por los incendios y los destrozos. El incendio del Ayuntamiento de Limoges es injustificable, pero me indigna que una minoría radical haya conseguido desviar la atención de unas reivindicaciones que merecen ser escuchadas. Lo que empezó como una movilización por las condiciones educativas se ha convertido en un debate sobre violencia. Mientras tanto, los problemas que denuncian los estudiantes siguen ahí. Es una pena que quienes salieron a la calle para defender su futuro hayan acabado perdiendo el protagonismo frente a quienes recurrieron a la agresividad. Los disturbios no deberían hacernos olvidar que detrás de estas movilizaciones hay jóvenes que reclaman algo tan básico como una formación de calidad.

© Emma Da Silva (AP Photo/Emma Da Silva)

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

Ci sono donne che seguono un’alimentazione equilibrata, fanno attività fisica e cercano di mantenere il proprio peso sotto controllo, ma continuano ad avere gambe e fianchi sproporzionati rispetto al resto del corpo. In alcuni casi compaiono anche dolore, pesantezza, gonfiore e lividi che si formano con facilità.
Per anni queste caratteristiche possono essere attribuite al sovrappeso, alla cellulite o a una presunta predisposizione a ingrassare. Ma dietro quella distribuzione del tessuto adiposo può esserci il lipedema, una condizione cronica che interessa quasi esclusivamente le donne e che viene ancora frequentemente riconosciuta con difficoltà.
Ma cos’è il lipedema? Si tratta di un accumulo anomalo di tessuto adiposo, generalmente simmetrico, soprattutto a livello di gambe, fianchi e, in alcuni casi, braccia. E non è avere semplicemente più grasso in una determinata zona del corpo: il tessuto adiposo può essere doloroso, sensibile alla pressione e associato a una maggiore fragilità dei piccoli vasi sanguigni, con la comparsa di ecchimosi anche dopo traumi lievi.
La causa non è ancora completamente chiarita. Si ipotizza il coinvolgimento di fattori genetici, ormonali e di alterazioni del tessuto adiposo e della microcircolazione. Una delle difficoltà più importanti riguarda il riconoscimento della patologia. Il lipedema può essere infatti confuso con la cellulite, con l’obesità o con altre forme di edema.
E quando una donna si sente dire che dovrebbe semplicemente dimagrire, il rischio è che una condizione medica venga ridotta a una questione di volontà personale. Con conseguenze non soltanto sul piano fisico, ma anche su autostima e rapporto con il proprio corpo.
È proprio da questo equivoco che abbiamo approfondito il tema con la dottoressa Marzia Bernardi, specialista in medicina estetica che si occupa di lipedema e che convive personalmente con questa condizione. Una duplice prospettiva, quindi: quella della professionista e quella della paziente, per comprendere meglio una patologia ancora poco conosciuta, le difficoltà della diagnosi e le possibilità di trattamento.
L'articolo Mangi sano, fai sport ma gambe e fianchi restano sproporzionati? Potrebbe essere lipedema e non semplice grasso: come riconoscere la patologia spesso confusa con la cellulite proviene da Il Fatto Quotidiano.

© ANTÓNIO COTRIM/LUSA

Instituída em junho pelo presidente Luiz Inácio Lula da Silva, a MP tinha validade de 120 dias, que venceria nesta sexta-feira (16), e precisava de aprovação parlamentar para ser mantida.
"Diferentemente de uma prova de vestibular ou do exame da OAB [Ordem dos Advogados do Brasil], o novo exame vai permitir avaliar o aluno e a faculdade durante o curso. Teremos bons médicos se formando ao final deste curso", disse o relator.
"Com o tempo, a sociedade vai perceber quais são as boas e as más faculdades de medicina".
O texto prevê três provas durante a graduação em medicina. No segundo ano, será aplicada ao final do quarto semestre. No quarto ano, a prova será aplicada no final do oitavo semestre e antes do internato. E, por fim, uma última avaliação no 12º semestre, que corresponde ao final do sexto ano de graduação.
A nota final será calculada pela média das três avaliações, com maior peso para a última prova. A Comissão Nacional de Avaliação da Formação Médica definirá os critérios, os pesos e o nível mínimo de proficiência.
O exame verificará conhecimentos, habilidades e competências previstos nas diretrizes curriculares nacionais, considerando os princípios e as necessidades do Sistema Único de Saúde (SUS). Também fornecerá informações para a formulação de políticas públicas e para a fiscalização dos cursos.
Quem não alcançar o nível mínimo de proficiência poderá refazer a terceira etapa do exame nas edições seguintes, com novo cálculo da média final. A primeira média acumulada das três avaliações constará do histórico escolar do estudante concluinte, e as faculdades poderão utilizar as notas em seus processos de avaliação acadêmica.
A exigência valerá para estudantes que ingressarem em cursos de medicina a partir de 19 de junho de 2026, data de publicação da MP. Alunos já matriculados antes dessa data seguirão as regras anteriores. Médicos com diploma reconhecido no Brasil ficarão dispensados do exame.
*Com informações da Agência Câmara de Notícias.
Con l’arrivo della stagione autunnale e invernale torna alta l’attenzione sulle infezioni respiratorie, dalla influenza stagionale al Covid-19, fino ai virus che possono provocare complicanze soprattutto nei soggetti più fragili. Quali rischi dobbiamo aspettarci, quanto conta la prevenzione vaccinale e come affrontare il crescente problema dell’antibiotico-resistenza?
A questi interrogativi risponde il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Un approfondimento che, partendo dalle prospettive della stagione influenzale, affronta anche il tema della preparazione alle future pandemie e dell’importanza di una corretta informazione sanitaria.
Professor Pregliasco, con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, quali virus dobbiamo aspettarci e come possiamo proteggerci?
Come spiega il professor Fabrizio Pregliasco, durante la stagione invernale circolano diversi virus respiratori, tra cui quello influenzale, il virus respiratorio sinciziale e il metapneumovirus. “Nelle persone giovani e in buona salute queste infezioni provocano generalmente sintomi lievi. Negli anziani e nei soggetti fragili, invece, possono causare complicanze importanti, aggravando patologie preesistenti“. Le previsioni indicano una stagione di media intensità, con circa 12-14 milioni di italiani colpiti dalle infezioni respiratorie, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche. Pregliasco ricorda inoltre che la vera influenza si distingue per febbre elevata a esordio brusco, sintomi respiratori e dolori muscolari o articolari, mentre le forme più lievi sono spesso provocate da altri virus.
Qual è l’impatto di queste infezioni e quali sono le categorie maggiormente a rischio?
I bambini sono tra i più colpiti, anche per la minore esperienza immunologica. Nei più piccoli, il virus respiratorio sinciziale può provocare la bronchiolite, contro la quale oggi sono disponibili anticorpi monoclonali a scopo preventivo. I rischi maggiori riguardano però anziani e pazienti con patologie croniche. “Si stimano tra i 10 e i 15 mila decessi legati alle complicanze dell’influenza, soprattutto per sovrainfezioni e aggravamento di malattie cardiovascolari e respiratorie“. Nei periodi più critici dell’inverno, inoltre, i ricoveri ospedalieri tra gli anziani possono aumentare del 15-20%, contribuendo alla pressione sui pronto soccorso.
Quanto è importante la prevenzione e quale ruolo svolgono i vaccini?
La vaccinazione è fondamentale per ridurre il rischio delle forme gravi, soprattutto nelle persone vulnerabili. “Non disponiamo di vaccini contro tutti i virus respiratori, ma abbiamo strumenti efficaci per prevenire molte complicanze“. Pregliasco richiama l’attenzione anche sul Covid-19, ancora pericoloso per i soggetti fragili, raccomandando di valutare sia il vaccino antinfluenzale sia quello contro il Covid, somministrabili nella stessa seduta. “Nei pazienti fragili è importante effettuare il test Covid in presenza di sintomi respiratori: una diagnosi tempestiva consente, quando indicato, di intervenire con antivirali come il Paxlovid, riducendo il rischio di complicanze“.
Quanto sono utili i test per distinguere influenza e Covid-19 e quali vaccini sono più indicati?
Secondo Pregliasco, i test diagnostici sono particolarmente importanti per i soggetti fragili e per chi li assiste, così da limitare la trasmissione del Covid-19. Per le comuni infezioni virali, il trattamento è generalmente sintomatico. “È importante evitare l’uso improprio degli antibiotici, che non sono efficaci contro i virus“. Il professore evidenzia inoltre la scarsa adesione vaccinale: “Tra gli ultrasettantacinquenni la copertura antinfluenzale è intorno al 50%, mentre i richiami contro il Covid-19 nelle persone a rischio sono sotto il 10%“. Per anziani e soggetti fragili sono disponibili vaccini antinfluenzali potenziati, con adiuvante MF59 o ad alto dosaggio, capaci di stimolare una risposta immunitaria più efficace. La scelta va effettuata con il medico in base alle caratteristiche del paziente.
Da cosa dipende la diffidenza verso i vaccini e come si può migliorare la sensibilizzazione?
Pregliasco osserva che, dopo la pandemia, è aumentata la sfiducia verso le vaccinazioni, anche a causa delle fake news diffuse sui social. Un fenomeno che coinvolge anche vaccini consolidati, contribuendo alla ricomparsa di malattie come il morbillo. “Accanto a una minoranza di no-vax ideologici, esiste una fascia più ampia di persone esitanti, che sottovaluta i rischi dell’influenza perché in passato l’ha superata senza conseguenze“. Il problema riguarda soprattutto chi, dopo i 60-65 anni, sviluppa patologie croniche senza percepire l’aumento della propria vulnerabilità. Per il professore, è fondamentale una comunicazione scientifica trasparente, che illustri benefici e possibili effetti avversi dei vaccini: “Occorre distinguere i rischi reali dalle fake news, aiutando le persone a compiere scelte consapevoli“.
Esistono ulteriori vaccini per proteggere i polmoni? Possono essere somministrati insieme all’antinfluenzale?
Pregliasco sottolinea l’importanza del vaccino antipneumococcico, che protegge dalle infezioni causate dallo Streptococcus pneumoniae, tra i principali responsabili delle polmoniti batteriche. “L’influenza può indebolire le difese dell’organismo e favorire sovrainfezioni batteriche. Vaccinarsi contro lo pneumococco offre quindi un’ulteriore protezione, soprattutto ai soggetti fragili“. La vaccinazione antinfluenzale può essere l’occasione per programmare anche quelle contro Covid-19, pneumococco ed herpes zoster, nell’ambito di un piano vaccinale personalizzato.
È possibile effettuare più vaccini nella stessa seduta oppure è necessario attendere tra una somministrazione e l’altra?
Secondo Pregliasco, due o tre vaccini possono essere somministrati contemporaneamente, in sedi differenti, senza necessariamente aumentare gli effetti indesiderati. “Esistono alcune precauzioni per determinati vaccini vivi attenuati, ma generalmente non riguardano le vaccinazioni raccomandate agli anziani“. Quando opportuno, le somministrazioni possono essere distribuite in appuntamenti successivi, senza intervalli obbligatori per i vaccini considerati.
Quali rischi comporta l’uso eccessivo degli antibiotici e come possiamo contrastare l’antibiotico-resistenza?
Pregliasco richiama l’attenzione sull’abuso di antibiotici, spesso prescritti anche per infezioni virali o assunti autonomamente dai pazienti. “Gli antibiotici non agiscono contro i virus e non devono essere utilizzati preventivamente per evitare eventuali sovrainfezioni batteriche“. Una complicanza batterica può manifestarsi dopo un apparente miglioramento dell’infezione, con un nuovo peggioramento dei sintomi. In questi casi, il medico può ricorrere, quando indicato, a esami microbiologici e all’antibiogramma per individuare la terapia appropriata. È fondamentale, inoltre, rispettare dosi e durata della prescrizione, senza interrompere o prolungare autonomamente il trattamento. “L’antibiotico è come la lama di un coltello: ogni utilizzo improprio rischia di comprometterne l’efficacia. Ma mentre un coltello può essere affilato, un antibiotico contro il quale i batteri hanno sviluppato resistenza può diventare inutilizzabile“.
Quando una persona con l’influenza può considerarsi non più contagiosa e tornare alla normale vita sociale?
Pregliasco spiega che la contagiosità può iniziare già uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi e proseguire durante la malattia. “Finché persistono sintomi respiratori, soprattutto tosse e starnuti, può esserci ancora un rischio di contagio. I farmaci antinfiammatori e sintomatici alleviano i disturbi, ma non eliminano l’infezione né riducono la contagiosità“. Il professore raccomanda quindi il riposo, quando possibile, per favorire il recupero ed evitare di esporre altre persone al contagio.
Qual è la sua valutazione sul piano pandemico italiano e sulla capacità di affrontare nuove emergenze sanitarie?
Pregliasco esprime preoccupazione per alcune posizioni politiche che rischiano, a suo giudizio, di indebolire la cooperazione sanitaria internazionale e la preparazione alle future pandemie. “Il Covid-19 ci ha insegnato l’importanza dello scambio tempestivo di informazioni tra Paesi. La collaborazione internazionale è indispensabile per affrontare emergenze che non conoscono confini“. Pur riconoscendo una maggiore capacità di risposta del sistema sanitario italiano dopo la pandemia, il professore sottolinea la necessità di rafforzare prevenzione e coordinamento.
“Prima del Covid-19 temevamo soprattutto virus influenzali come H5N1. Oggi parliamo di patogeno X, cioè della possibilità che una nuova pandemia sia provocata da un agente infettivo ancora sconosciuto“. La densità della popolazione mondiale, la rapidità degli spostamenti internazionali e i conflitti possono favorire la diffusione delle infezioni, rendendo necessaria una pianificazione preventiva. “Le pandemie hanno attraversato tutta la storia dell’umanità. Dobbiamo prepararci prima dell’emergenza, investendo nella ricerca, nella prevenzione e nella collaborazione internazionale“.
Il confronto con il professor Fabrizio Pregliasco ha permesso di approfondire temi di grande rilevanza per la salute pubblica, dalla prevenzione delle infezioni respiratorie all’importanza delle vaccinazioni, fino ai rischi legati all’antibiotico-resistenza e alla necessità di prepararci alle future emergenze sanitarie. Ne emerge un messaggio chiaro: la prevenzione, un’informazione scientifica corretta e una maggiore consapevolezza dei cittadini rappresentano strumenti fondamentali per tutelare la salute, soprattutto delle persone più fragili.
L'articolo Influenza e virus respiratori, Pregliasco: “Vaccini fondamentali per proteggere i più fragili” proviene da Affaritaliani.it.




A informação do endereço está no Cartão de Confirmação da reaplicação do exame, disponível na Página do Participante dentro do Sistema Enamed.
Após a reaplicação, em 18 de outubro, o gabarito preliminar da reaplicação do exame será divulgado em 20 de outubro.
Os participantes poderão apresentar recursos entre 20 e 22 de outubro.
O resultado dos recursos, o gabarito definitivo e o resultado final do exame estão previstos para 4 de dezembro.
Criado pelo Ministério da Educação, o Enamed tem duas funções principais: avaliar a formação dos estudantes de medicina no Brasil e servir de critério para processos seletivos de residência médica de acesso direto, como no processo unificado do Exame Nacional de Residências (Enare).
O exame será aplicado obrigatoriamente a cada seis meses a partir de 2027 a todos os estudantes concluintes de cursos de medicina no Brasil.
Em junho deste ano, o Inep formalizou que o Enamed valerá de instrumento de avaliação da proficiência dos estudantes de medicina e da qualidade dos cursos de graduação.
Com isso, os formados só poderão se inscrever no Conselho Regional de Medicina (CRM) se tiverem rendimento suficiente no exame. O registro no conselho é obrigatório para exercer a profissão de médico no Brasil.
A regra está prevista na nova política integrada para a formação em medicina no país, prevista na Medida Provisória 1370/2026.


