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Concorso Agenzia delle Entrate da 622 posti, bando riaperto agli stranieri: nuove scadenze

Nuovo sviluppo per la selezione pubblica indetta dall’Agenzia delle Entrate per la copertura a tempo indeterminato di 622 posti per Assistente Gestionale, riservata alle persone con disabilità iscritte al collocamento mirato (Legge 68/1999).

A seguito dell’accoglimento del ricorso da parte del Tribunale di Milano, che ha dichiarato discriminatoria la clausola della sola cittadinanza italiana con la sentenza n. 4273/2026, l’Agenzia ha disposto l’atto di modifica del bando con la riapertura dei termini di candidatura per i cittadini comunitari ed extra-Ue.

Chi può candidarsi con la riapertura dei termini

La nuova finestra temporale per l’invio delle domande è rivolta esclusivamente ai soggetti precedentemente esclusi dalla clausola sulla cittadinanza, purché in possesso di tutti gli altri requisiti previsti dal bando originario:

  • cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • familiari di cittadini Ue titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • cittadini di Paesi terzi titolari del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
  • cittadini di Paesi terzi titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria.

Per i candidati stranieri che non sono rifugiati né titolari di protezione sussidiaria, il godimento dei diritti civili e politici si riferisce al Paese di cittadinanza.

Requisiti generali e collocamento mirato

I candidati che presentano domanda tramite la riapertura dei termini dovevano possedere i seguenti requisiti già il 17 giugno 2026:

  • iscrizione negli elenchi del collocamento mirato (art. 8, Legge 68/1999) della provincia per cui si concorre e stato di disoccupazione;
  • diploma di scuola secondaria di secondo grado o titolo equipollente;
  • età non inferiore ai 18 anni e posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva (se dovuti);
  • idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni proprie della famiglia professionale di destinazione, compatibilmente con la disabilità posseduta.

Ciascun candidato può presentare domanda per una sola provincia, corrispondente a quella del servizio di collocamento mirato presso cui risulta iscritto.

Prove d’esame e nuove date per le istruzioni

L’iter selettivo prevede un’unica prova scritta della durata di 60 minuti, consistente in 50 quesiti a risposta multipla su elementi di diritto amministrativo, fini istituzionali dell’Agenzia delle Entrate, normativa sul pubblico impiego, informatica e lingua inglese. La prova si intende superata con una votazione minima di 18 su 30.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che le indicazioni di dettaglio relative alla data, le sedi e la modalità di svolgimento della prova scritta saranno pubblicate sul sito istituzionale e sul Portale inPA il 15 dicembre 2026.

Modalità e nuova scadenza per le domande

Le nuove istanze di partecipazione devono essere inviate esclusivamente online attraverso il Portale unico del reclutamento inPA, autenticandosi tramite Spid, Cie, Cns o eIDAS e indicando un indirizzo di Posta Elettronica Certificata intestato al candidato.

La finestra temporale si chiude inderogabilmente alle ore 23:59 del 18 novembre 2026.

Altri concorsi attivi

Per chi è interessato alle opportunità d’inserimento nel settore pubblico a tempo pieno e indeterminato, resta aperta la possibilità di partecipare a diversi concorsi in scadenza ad ottobre, tra cui si menziona quello in Marina Militare.

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PSI contraria Europa e regista ganhos a meio da sessão

A bolsa de Lisboa negoceia em terreno positivo esta terça-feira, com uma valorização de 0,09% para 9.401,66 pontos.

A Sonae sobe 1,41% para 2,1550 euros, a NOS ganha 0,96% para 5,280 euros, os CTT aumentam 0,45% para 5,53 euros, a REN soma 0,43% para 3,555 euros e a Galp avança 0,44$ para 22,90 euros.

Em contraciclo, a Semapa perde 1,21% para 19,66 euros, a Teixeira Duarte desce 0,67% para 0,4450 euros, o BCP derrapa 0,63% para 1,0990 euros, a EDP desliza 0,42% para 4,741 euros e a Navigator recua 0,13% para 3,066 euros.

As principais praças europeias seguem no ‘vermelho’, com o DAX a descer 0,69% para 25.247,00 pontos, o CAC40 perde 0,85% para 7.801,54 pontos e o Ibex35 derrapa 0,56% para 18.932,98 pontos.

O analista de mercados do Millennium Investment Banking, Ramiro Loureiro, afirma que “as bolsas europeias seguem globalmente em baixa esta terça-feira, com o PSI a ser a principal exceção, ao seguir com ganho ligeiro. Uma nova escalada dos preços do petróleo alia-se à revelação de que os preços no produtor na Alemanha registaram uma subida mais acentuada que o previsto em setembro, adicionando pressões inflacionistas e sobre a política monetária do BCE no que respeita a subida de juros.  Isto numa altura em que a Europa atravessa instabilidade política e social em várias geografias, com França a ser a mais preocupante”.

“Os investidores estão claramente a jogar à defesa, optando por setores como farmacêutico, bens pessoais, alimentação e utilities, em detrimento de cíclicos como o tecnológico e de recursos naturais.  Isto enquanto aguardam pela aceleração na divulgação de contas, em especial nos EUA, onde nos próximos dias chegam números de cotadas como SpaceX, Meta, Tesla, Netflix e IBM, que podem ditar o sentimento em setores muito ligados ao futuro da Inteligência Artificial”, refere.

No mercado do petróleo o texano WTI sobe 2,04%, fixando o preço do barril nos 100,56 dólares e o Brent ganha 1,60% para 111,30 dólares. O gás natural perde 1,37% para 3,016 dólares.

No mercado cambial o euro deprecia 0,04% face ao dólar, fixando-se nos 1,1208 dólares.

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“Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro. Quel 28 maggio sono morto: è stato un addio forzato, che io non volevo”: così Francesco Totti

“Il 28 maggio sono morto sotto un certo punto di vista perché è stato un addio forzato, che io non volevo e non sentivo. Sapevo che ci sarebbe dovuta essere una fine, ma in quel caso è stato doloroso e diverso da come l’avevo pensato io”. A parlare è Francesco Totti, ex capitano della Roma, nel corso della presentazione del suo nuovo libro “Oltre” al Teatro Brancaccio davanti a circa 1600 persone, sull’addio alla Roma nel 2017. “Alla fine penso che sia la normalità del calcio perché quando servi servi sempre, mentre quando non servi non servi più. Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro, ma ho accettato la decisione della dirigenza e avevo paura di voltare pagina perché non sapevo cosa avrei voluto e trovato. Di cosa ho paura? Della morte, anche se ho tutto e spero di continuare con la stessa passione che ho dentro“, aggiunge Totti.

Tra i temi sempre ricorrenti c’è un suo eventuale ingresso nella Roma da dirigente. Un tema che ogni anno torna ciclicamente. A oggi l’unico impegno sportivo di Totti, però, è quello con la Maxima Roma, neonata società di basket. “Ho altre idee di vita e di lavoro. O le cose si fanno insieme o non si fanno. Se dall’altra parte non c’è il mio stesso pensiero non ha senso andare oltre. Però sono contento che la Roma vada il più lontano possibile, io sto dietro le quinte, ma per la Roma ci sarò sempre“, ha ribadito Totti, come già fatto in altre occasioni, parlando di un eventuale ingresso nella società dei Friedkin.

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Armi all’Ucraina, Balzano incalza Sensi: “Non convincerà mai Conte e Avs, lei è nel posto sbagliato”. “Il M5s la pensa come Vannacci, Le Pen e AfD”

“Ma lei reputa verosimile che, una volta al governo, riusciate a convincere Conte, Fratoianni e Bonelli a mandare le armi all’Ucraina? Voi che siete obiettivamente una minoranza nel Pd e nella coalizione progressista?”. A Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, Savino Balzano pungola il senatore dem Filippo Sensi su uno dei principali motivi di scontro nel campo progressista: il sostegno militare a Kiev. Il parlamentare riformista non ha dubbi: “Non c’è un governo europeo di nessun segno politico, di sinistra, di centro o di centrodestra, che non stia dentro una linea di sostegno all’Ucraina. Pensare che l’Italia possa rompere questa linea secondo me è poco verosimile. Un governo italiano darà sempre sostegno all’Ucraina”.

L’argomento della puntata verte sullo scambio a distanza del 15 ottobre tra Sensi e il deputato M5s Francesco Silvestri, intervistati da Manolo Lanaro per Il Fatto Quotidiano. Dopo gli applausi di alcuni riformisti Pd alle parole di Giorgia Meloni sull’Ucraina, Sensi ha sostenuto che un futuro governo progressista debba inviare armi a Kiev “per davvero”, accusando l’attuale esecutivo di non farlo da oltre un anno. Silvestri ha replicato sarcastico: “Se Sensi vuole più armi, gliele porti lui personalmente, se le carica e gliele porta”. E ha puntualizzato che un governo alternativo alla destra dovrebbe invece interrompere le forniture militari e favorire il dialogo con Putin. I conduttori Balzano e Gianluca Fabi ripartono proprio dalla battuta di Silvestri, chiedendo scherzosamente a Sensi se intenda portare personalmente le armi in Ucraina. Il senatore replica: “A Silvestri non manca l’umorismo, però poi dice delle cose un po’ enormi, come quella che bisogna dialogare con Putin”. E attacca il riferimento del deputato M5s alle conseguenze economiche della guerra: “Ma non c’è un minimo di umanità? Lì muoiono persone ogni giorno, vengono distrutte città”.

Balzano sottolinea che mai M5s e Avs potrebbero accettare di mandare armi a Kiev. Il senatore dem richiama l’esperienza del governo Draghi, del quale fecero parte sia il M5s sia la Lega, oggi contraria a nuove forniture militari. A suo giudizio, l’appartenenza dell’Italia all’Europa pesa più delle differenze tra i partiti di una futura maggioranza. Ma Balzano insiste: come può una componente minoritaria della coalizione convincere Conte, Fratoianni e Bonelli, oltre alla stessa Schlein?Il parlamentare ribadisce che il sostegno militare a Kiev è la posizione ufficiale del Pd, confermata dalla segretaria e dai voti parlamentari. Ammette che non tutti nel partito la pensano come lui, ma rivendica la continuità di quella scelta. Poi arriva l’affondo contro i possibili alleati: “Il Pd la pensa in un modo, secondo me giusto, in coerenza con quello che pensano i grandi partiti in tutta Europa, e il M5s la pensa come Vannacci, come Marine Le Pen, come l’AfD. Penso che se ne dovranno fare una ragione”.

Fabi introduce anche il problema del consenso degli elettori, chiedendo se il Pd sia pronto a scontrarsi con un’opinione pubblica sempre più preoccupata dalle difficoltà sociali ed economiche. Sensi contesta che gli italiani siano contrari al sostegno all’Ucraina: “Ci sono sondaggi che vanno in questa direzione molto chiari e molto espliciti, altri che invece dicono no, però c’è più freddezza”. Richiama quindi le imminenti elezioni americane di midterm e sostiene che negli Stati Uniti il tema controverso sia soprattutto la guerra in Iran, per le sue conseguenze energetiche, più che quella in Ucraina. “Non penso che in Italia noi stiamo soffrendo perché non abbiamo il gas o il gasolio russo. Penso che non ci creda nessuno”. Ma è sulla durata del conflitto che il confronto si fa più serrato. Fabi osserva che, nonostante le armi inviate finora, la guerra prosegue senza una vittoria decisiva di nessuno dei contendenti. Sensi risponde ricorrendo a una metafora: “Se tu dai le armi, cioè dai la medicina al malato, gli stai facendo male perché la medicina gli consente di stare in piedi?”. Precisa che l’Ucraina non è un malato e definisce gli ucraini combattenti dal “coraggio leonino”. Per il senatore, “fornire le armi non vuol dire prolungare la guerra. Significa prolungare l’esistenza dell’Ucraina”. E di fronte alle obiezioni del conduttore e alle immagini dei bombardamenti russi su Kharkiv, sbotta: “Ma di che stiamo parlando? Mi sembra il mondo alla rovescia”.

Fabi insiste: “Noi fino a oggi abbiamo fatto quello che dice lei, ma da soli che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo vincere contro Mosca, che ha il più grande arsenale nucleare del mondo? Questo state proponendo? E peraltro con che armi?”. Il senatore evoca i partigiani: “Se si fosse fatto questo ragionamento ai tempi della Resistenza, l’Italia oggi starebbe sotto i nazisti”. “No, è completamente diverso”, obietta Balzano. Sensi riconosce la diversità delle circostanze, ma ribadisce che togliere le armi agli ucraini non significa automaticamente fermare la guerra. Balzano torna sulle prospettive del conflitto: “Lei si rende conto che l’Ucraina come l’abbiamo conosciuta prima del 2022 non esisterà mai più? Voi con questa cosa ci dovete fare pace, perché è un dato di fatto”. E invita a valutare concessioni territoriali alla Russia per evitare conseguenze ancora peggiori. Sensi respinge la posizione del conduttore: “Non lo dovete dire a chi cerca di difendere l’Ucraina, dovete dirlo a Putin”. Ricorda che Zelensky propone un cessate il fuoco sulle linee attuali e accusa Mosca di continuare a bombardare le città ucraine: “Perché fate questo discorso a chi dice che forse l’Ucraina sta resistendo e resiste pure in nome e per conto dell’Europa? Questo mi sembra un po’ il mondo alla rovescia”.

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“Lei lo amava e basta, anche se Salvatore Parolisi a volte era uno str**zo, ma lei non se ne rendeva conto realmente”: Maria Esposito presenta la serie tv “Melania Rea”

È stata presentata alla Festa del Cinema di Roma la nuova serie HBO Original “Melania Rea”, diretta da Stefano Mordini e con protagonisti Maria Esposito nel ruolo di Melania Rea e Daniele Rienzo in quello di Salvatore Parolisi. La serie crime drama in quattro episodi debutterà in esclusiva su HBO Max da venerdì 6 novembre, un nuovo episodio ogni settimana.

Il caso di Melania Rea, la 29enne uccisa nel 2011 con 35 coltellate, è tra i femminicidi che hanno lasciato un segno profondo nella memoria collettiva. Per il delitto è stato condannato il marito, il caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi. Originaria di Somma Vesuviana, Melania era madre di una bambina che all’epoca aveva un anno e mezzo. Il rapporto con il marito, sempre più possessivo e segnato da diverse relazioni extraconiugali, è al centro della serie.

“Lei lo amava e basta, anche se lui a volte era uno ‘stronzo’, ma lei non se ne rendeva conto realmente. È stato un perfetto bugiardo e, per quanto mi riguarda, il mio personaggio non lo ha mai odiato”, così l’attrice Maria Esposito a Leggo.

L’attrice ha raccontato poi all’Ansa: “Mia mamma ha seguito tutto il processo. Con l’aiuto di Stefano, Daniele e della sceneggiatura e ho cercato semplicemente di mettere tutto il mio cuore nel raccontare questo personaggio”, aggiungendo di sentire “da sempre una forte responsabilità sapendo che tra chi mi segue ci sono tantissimi giovani”.

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‘In vitro’, una serie para romper con el tabú de la reproducción asistida

Bruna Cusí y David Verdaguer, en 'In vitro'.

“¿De dónde venimos?”, pregunta la maestra en una clase de niños de unos 10 años. “El papá le pone una semilla a la mamá, como las abejas, y pasados nueve meses, sale el niño”, contesta uno de los alumnos. Otra corrige: “No es así. La semilla la pone el biólogo con un tubo largo. Se llama inseminación”. “No, se llama in vitro”, apostilla otra. “Yo nací en un congelador”. “Pues yo vengo de un hombre desconocido muy generoso que le dio una semilla a mi mamá”. “Yo tengo dos madres. La gine metió el huevo de una dentro de la otra”. “A mí me hicieron con un señor que vive en Dinamarca”. La conversación con la que comienza la serie de ficción In vitro podría tener lugar hoy casi en cualquier colegio real. Y, sin embargo, el tema de la reproducción asistida apenas se ha tratado en la ficción.

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María Pujalte con el director Marc Crehuet, en un momento del rodaje de 'in vitro'.
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NYC Public School Teacher ‘Crossed a Major Line’ with Antisemitic Messi Post

A New York City public school teacher is facing criticism from Jewish education advocates over a Facebook post that used an antisemitic caricature to mock Argentine soccer player Lionel Messi.

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Parlamento de Egipto aplaza votación sobre envío de tropas a Arabia Saudita

El Parlamento egipcio postergó hasta el 26 de octubre la decisión sobre el envío de tropas solicitado por el presidente Abdel Fattah el-Sisi, con el fin de otorgar un mayor espacio de debate que permita a cada diputado ser escuchado antes del pronunciamiento final.
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Sisi Announces Plans to Step Down as President of Egypt in 2030

Egyptian President Abdel Fattah el-Sisi, who came to power after a 2013 coup, said on Saturday he will step down in 2030.

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