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Manuel Agnelli a Scanzi: “Il governo Meloni in 4 anni non ha combinato un ca**o e ha fatto disastri nella cultura”

23 October 2026 at 18:35

“Questo governo, nel mondo della cultura, del cinema, del teatro e della musica, ha fatto un disastro. In quattro anni non ha combinato un cazzo, ma ci ha rovinato dei piani che erano praticamente fatti”. Manuel Agnelli non risparmia critiche all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni durante il confronto con Andrea Scanzi, lo scorso 15 ottobre alla Casa del Cinema, nell’ambito della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma. L’incontro, intitolato I cattivi maestri e promosso dalla Siae, ha ripercorso la carriera del musicista, fondatore e frontman degli Afterhours, soffermandosi sul suo rapporto con la televisione e soprattutto sul ruolo degli artisti nel dibattito pubblico.

Agnelli contesta in particolare le scelte del governo nel settore musicale: “C‘era una legge sulla musica già approvata, che doveva diventare decreto attuativo e che è stata smantellata. Ma gliela metteremo nel culo”.
La critica si estende anche alla situazione generale del Paese: “La sicurezza nelle strade, l’inflazione, è tutto peggiorato. Milano è la città più pericolosa d’Italia in questo momento. Va bene, parlate male di chi volete, degli immigrati, dei maranza, ma fate qualcosa”.
Nonostante la disillusione verso la politica, il musicista continua a considerare il voto uno strumento indispensabile. “Non mi piacciono i proclami politici, quelli partitici ancora meno, quindi non ho mai detto votate Tizio o votate Caio, però ai concerti ho cominciato a dire: andate a votare”. Anche quando manca una piena convinzione, sostiene, partecipare alle elezioni serve a mantenere un equilibrio tra le diverse forze politiche, impedendo che la società si sposti eccessivamente in una sola direzione.

Il dialogo con il giornalista de Il Fatto Quotidiano affronta anche una questione che divide il mondo dello spettacolo: gli artisti devono esporsi politicamente? Scanzi cita Francesco De Gregori, il quale ha dichiarato di provare imbarazzo quando un uomo di spettacolo prende posizioni nette su questioni internazionali complesse.
“Siamo in democrazia, è giusto che sia così, lui ha tutto il diritto di pensarla diversamente – risponde il musicista –. Ma io sono convinto che sia più opportuno, in questo momento storico, dare un esempio di partecipazione e comunicare a tutti che si può partecipare, che è legittimo farlo”.
E aggiunge: “De Gregori secondo me avrebbe fatto meglio a dire: io non credo in questa cosa e non voglio partecipare, ma è legittimo se qualcuno invece lo fa”.

A preoccuparlo è soprattutto la crescente insofferenza verso chi sceglie di prendere posizione pubblicamente. “La gente si è abituata a non partecipare e a considerare una rottura di balle quando qualcuno partecipa”, osserva, riferendosi alle critiche rivolte agli studenti che manifestano o agli artisti che esprimono opinioni sui media. Un atteggiamento che considera tanto più contraddittorio nell’epoca dei social: “I social sono un monnezzaio mostruoso, pieno di gente che si collega e vomita di tutto. Perché quello non è un problema e poi uno pubblicamente non può dire qualcosa della quale si prende la responsabilità mettendoci la faccia?”.

L’ex giudice di X Factor rivendica quindi il diritto di intervenire anche nei programmi di approfondimento politico, come Otto e mezzo, al quale ha partecipato insieme a Scanzi: “Sono un cittadino che paga le tasse, va a votare e lavora, quindi ho tutto il diritto di avere un’opinione e di esprimerla. Il megafono che ho me lo sono costruito io e ho il diritto di utilizzarlo con responsabilità, ma come voglio”.
Una convinzione che non si traduce, tuttavia, nell’ambizione di intraprendere una carriera politica. Alla domanda se qualcuno gli abbia mai proposto di candidarsi, risponde con ironia: “Sono impresentabile. L’unica cosa buona che ho è che sto coniugando i congiuntivi, che è una cosa molto rara in Parlamento”. Poi chiarisce: “Dobbiamo sapere dove siamo più efficaci e dove siamo più forti. Io penso che lì in mezzo mi maciullerebbero in 30 secondi. Ci sono delle dinamiche pazzesche, non è che vai lì con la visione del sole nascente. È proprio una corte di serpenti e quella roba non mi interessa”. Ricorda invece l’esperienza del padre, impegnato prima nella politica nazionale e successivamente in quella territoriale, dove aveva trovato la possibilità di misurare i risultati concreti del proprio lavoro.

C’è spazio anche per un bilancio della lunga esperienza a X Factor, che Agnelli ha deciso di interrompere quando ha capito di non poter più utilizzare il programma per raccontare la musica come avrebbe voluto: “Quando la produzione è cambiata, paradossalmente proprio nell’anno in cui ho vinto, ho deciso di smettere perché non riuscivo più a raccontare. Il mio personaggio diventava macchiettistico, il giudice cattivo che deve sempre rompere il cazzo. E quando diventi una macchietta perdi totalmente l’efficacia”. Una scelta che ha comportato anche una rinuncia economica considerevole: “Mi hanno offerto 870mila euro per fare la stagione dopo e ho detto di no”.

Agnelli riconosce di potersi permettere una simile decisione, ma respinge le accuse di chi lo considera ‘un venduto’ per aver partecipato a un talent televisivo. “Molti di quelli che mi danno del venduto perché sono andato in televisione avvelenerebbero tutta la famiglia per 870mila euro”. E ricorda che compromessi e interessi economici non sono estranei neppure all’ambiente della musica alternativa, citando le riviste musicali che, a suo dire, subordinavano la concessione delle copertine all’acquisto di spazi pubblicitari. Una denuncia alla quale accompagna, però, il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto da quelle stesse testate nella crescita della scena rock italiana degli anni Novanta.
Dalla televisione alla musica, fino alla politica, emerge una concezione dell’impegno pubblico che Agnelli rivendica come esercizio di libertà e responsabilità individuale, indipendentemente dal mestiere che si svolge o dalla notorietà di cui si gode. “Partecipare alla vita pubblica è un dovere ed è anche un diritto. E forse ce lo siamo dimenticati”.

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L’account X di Bruno Vespa è stato hackerato? Ecco gli elementi che lo lasciano supporre. E Fiorello commenta ironico: “Signor Musk vattela a prendere…”

23 October 2026 at 15:56

No, il profilo di Bruno Vespa su X non sarebbe stato sospeso, bensì hackerato. Questo è quello che sostiene Fanpage, dopo aver osservato che il profilo che contiene tutti i post attribuiti in passato al conduttore di “Porta a Porta” ora ha un nuovo nome utente e una nuova immagine di profilo, non riconducibile al giornalista.

A tradire l’identità del profilo è l’immagina di copertina, rimasta in questo caso identica. Ora il profilo si chiama USRO, acronimo utilizzato per indicare “United States Oil Reserve”, che dovrebbe proporre transizioni basate sul mercato petrolifero. Quello che avrebbe subito Vespa, quindi, non sarebbe altro che un hackeraggio del proprio profilo su X.

Il profilo mantiene, al momento, comunque la descrizione che era utilizzata dal conduttore di “Porta a Porta”, così come tutti i suoi post pubblicati in passato. “Giornalista, scrive libri, ama l’arte, la musica, il vino e l’Italia” sono le parole con cui Vespa si descriveva nel suo profilo X e che ancora oggi si possono leggere associate al profilo chiamato ora USRO, con il nome utente @USROEroject.

A Fanpage, il perito informatico forense Paolo Dal Checco ha spiegato come sarebbe possibile il fatto che cercando la handle @BrunoVespa venga fuori la scritta “account sospeso”: “È molto probabile che gli hacker abbiano operato una sostituzione o una triangolazione. Di norma, quando si modifica il nome di un profilo su X, la vecchia handle torna immediatamente libera. In questo caso, gli attaccanti potrebbero aver spostato il profilo originale di Bruno Vespa sul nuovo username e, contestualmente, occupato il vecchio indirizzo @brunovespa con un altro profilo, magari già sospeso o destinato a esserlo“.

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“Mi hanno fermato marito, moglie e suocera. Mi hanno detto: ‘Ti amiamo, ci facciamo un selfie?’. Li ho menati. Non ho nemmeno le guardie del corpo ho dovuto fare tutto da solo!”: Fiorello ironizza sul “caso Fedez”

23 October 2026 at 15:36

Fiorello a “La Pennicanza“, oggi 23 ottobre, ha commenta con ironia la vicenda di Fedez, accusato da quattro giovani padovani di essere stati picchiati da lui e dai suoi bodyguard.

Lo showman scherzando sulle difficoltà della vita da personaggio famoso ha detto: “Lo hanno denunciato, ma i suoi avvocati dicono che non è vero! Volete sapere cosa ne penso? Io sono d’accordo con Fedez – ironizza – lo capisco: anche io sono famoso! Una persona importante come me, con tutte le cose che ho da fare, se poi la gente mi ferma…”.

E racconta una scena surreale: “Stamattina mi hanno fermato marito, moglie e suocera. Mi hanno detto: ‘Fiorello, ti amiamo, ci facciamo un selfie?’. Li ho menati (ride, ndr!)! E io non ho nemmeno le guardie del corpo ho dovuto fare tutto da solo! Alla fine, è arrivato Cremonesi, che mi ha aiutato attaccando la nonna! Noi meniamo chi ci chiede i selfie, basta con la dittatura dei selfie!”.

Infine il “corto circuito” Cesare Cremonini. Fiorello decide di chiamarlo in diretta, salvo scoprire che il cantautore è già ospite di un’altra emittente, Radio 101. In pochi secondi nasce un collegamento improvvisato tra le due radio, tra lo stupore generale. “Radio2 e 101 unite da Cesare Cremonini!”, esclama Fiorello, celebrando quello che definisce un vero e proprio “Erasmus radiofonico”. Tra le battute sul nuovo album “Amateur” e i saluti incrociati, lo showman rivendica l’eccezionalità del momento: “Abbiamo intervistato Cremonini mentre veniva intervistato da Radio 101! Chi la fa una cosa così?”.

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“Il mio profilo WhatsApp è bloccato. Con tantissimi clienti lo utilizzo per comunicare, non poterlo più fare sarebbe un grande problema”: ecco cosa è successo a un imprenditore modenese

23 October 2026 at 15:24

Essere bloccato da WhatsApp può avere oggigiorno importanti ripercussioni anche sul fronte lavorativo. È questo quello che denuncia Gian Paolo Crasta, manager modenese da anni ai vertici del settore dei macchinari per imballaggio e gestione attrezzature, che al rientro da una trasferta negli Stati Uniti ha scoperto che il suo profilo Whatsapp era stato bloccato.

Peccato, però, che l’app di Meta sia un canale di lavoro fondamentale per Crasta, che ha così dovuto fronteggiare una situazione non affatto semplice. “Io ho lo stesso numero da decenni e con tantissimi clienti utilizzo WhatsApp per comunicare con loro. Non poterlo più fare sarebbe un grande problema, per l’attività in Italia come all’estero” ha spiegato al Corriere della Sera.

Il blocco del suo profilo è avvenuto senza nessun particolare preavviso. “Il sistema funzionava normalmente, sono spesso all’estero e uso molte connessioni. Mi ero collegato al wi-fi pubblico, ho ricevuto dei messaggi di spam da numeri americani che ho rimosso. Non ho fatto nulla di diverso” ha spiegato Crasta.

Il manger, dunque, non riesce a spiegarsi perchè è stato bloccato: “Non so per quale motivo io possa essere stato bloccato, non riesco a capire se ho fatto qualcosa di sbagliato, tutte le richieste non danno esito e io non so dove sia il problema, né come poterlo risolvere“.

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“L’idea è quella di aggiungere l’olfatto alle informazioni visive e sonore che già condividiamo a distanza per esperienze più coinvolgenti”: così ricercatori dell’Ohio State University

23 October 2026 at 15:23

Finora gli uomini hanno imparato a condividere le stesse percezioni uditive e visive anche a distanza di migliaia di chilometri, tramite immagini, video e registrazioni audio. Ora forse potrebbe diventare possibile anche condividere odori e profumi.

A rendere anche solo immaginabile questo nuovo tipo di comunicazione è un lavoro di ricerca che sta venendo compiuto dai ricercatori dell’Ohio State University, e in particolare dalla dottoranda Chunyu Yang, nell’ambito della cosiddetta “Scentronic“, ovvero la tecnologia digitale degli odori.

“L’idea è quella di aggiungere l’olfatto alle informazioni visive e sonore che già condividiamo a distanza, rendendo queste esperienze più coinvolgenti” ha spiegato Yang. Come dovrebbe funzionare questo meccanismo studiato dall’università americana? Servirebbero due diversi dispositivi, collegati tra loro per unire il “sentire un odore qui” con il “ricreare l’odore corrispondente da qualche altra parte”.

Da una parte ci sarebbe, infatti, un naso elettronico, un dispositivo che utilizza una serie di sensori di gas per rilevare i composti chimici associati a diversi odori, e dall’altra un generatore di fragranze, che a sua volta rilascia profumi per ricreare l’aroma nel punto di ricezione.

Il naso elettronico, per come è stato ora concepito dai ricercatori, ha un diametro di circa 15 centimetri ed è portatile, sebbene non sia progettato per essere indossato. Per il generatore di odori, invece, sono stata ideati diversi modelli, tra cui alcuni da polso, altri a forma di collana, tutti ovviamente portatili.

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“C’è una disperazione generale che non può andare avanti così. È giusto che sia data la dignità e che siano soddisfatti i bisogni primari delle persone. Ma la violenza non va mai accettata”: così Mara Sattei

23 October 2026 at 14:33

Mara Sattei torna nei club. Dopo il tour estivo nei festival, la cantautrice parte il 13 novembre da Roma con il Mara Sattei Live 2026, una serie di concerti che portano sul palco le canzoni di “Che me ne faccio del temo”, album frutto di quattro anni di lavoro, gli stessi in cui l’artista si è tenuta lontana dai live. Il tour, che chiude un anno di ripartenza artistica, punta su una dimensione più raccolta e diretta. In collaborazione con _resetfestival, ogni data aprirà con un artista emergente scelto per la propria città, che dividerà il palco con Sattei davanti a un pubblico più ampio.

“Anche a me è stata data un’opportunità nella vita, ed è giusto restituire qualcosa alla musica e all’arte“, ha detto la cantautrice a AdnKronos. E proprio dei giovani sulle proteste che stanno accendendosi da Nord a Sud ha aggiunto: “C’è una disperazione generale che non può andare avanti così, è giusto che sia data la dignità e che siano soddisfatti i bisogni primari delle persone. Credo che la violenza non vada mai accettata e sia sempre da condannare”.

Dalla protesta al sentimento comune: “Mostrare le proprie emozioni è una delle cose più belle che possiamo fare. Viviamo in un mondo dove ci dicono di non essere tristi, di essere felici. Invece è bellissimo anche essere vulnerabili, farsi vedere umani, farsi vedere persone emotive”.

Cresciuta in una famiglia di fede evangelica, Mara mette in evidenza l’importanza di un rapporto autentico e personale con Dio, che va ben oltre il semplice rispetto di regole o pratiche religiose. “Sono una persona profondamente credente e vivo la mia fede ogni giorno: è la mia fonte di forza. Senza di Lui non sarei in grado di fare nulla. Si tratta però di una scelta individuale, di un legame intimo e personale, di un incontro che viene dal cuore, non di una mera osservanza di precetti”.

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Il nuovo agente 007 sta arrivando: Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor corrono ai provini finali

23 October 2026 at 14:20

La caccia al successore di Daniel Craig entra nella fase decisiva. Secondo la stampa specializzata americana, tre nomi in particolare, Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor, sarebbero in lizza per vestire i panni di James Bond nel film diretto da Denis Villeneuve. I provini conclusivi, a cui parteciperebbero da tre a cinque attori, potrebbero iniziare già oggi.

Il copione dei test, stando a The Hollywood Reporter, prevede tre prove: scene d’azione, resa davanti alla macchina da presa e lettura dei dialoghi. Deadline parla di almeno quattro inviti già partiti, ma senza alcuna conferma sui nomi. Lowden, volto di “Slow Horses”, viene indicato da Variety come possibile favorito; Turner, visto in “Masters of the Air”, era già stato associato al personaggio nei mesi scorsi; O’Connor, il principe Carlo di “The Crown” e interprete in “Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery”, completa il terzetto.

Resta però un quadro fluido. Nelle settimane passate si era parlato anche di Aaron Taylor-Johnson, James Norton, Harris Dickinson, Jack O’Connell e Paul Mescal. Le ultime voci darebbero fuori dai giochi Jacob Elordi assente ai provini finali. Le audizioni, previste a inizio ottobre, erano slittate per via di impegni incrociati degli attori, e Deadline precisa che non c’è una data certa per l’annuncio, nemmeno a test conclusi.

Dietro il progetto c’è Amazon MGM Studios, che a maggio ha avviato la selezione. Amy Pascal, tra i produttori, ad agosto aveva indicato la fine dell’anno come possibile momento per svelare il nome, invitando alla cautela: raccogliere l’eredità di Craig, protagonista di cinque film tra il 2006 e “No Time to Die” (2021), non è impresa da poco.

L’idea è trovare un Bond “diverso, originale e coinvolgente”. La sceneggiatura di Steven Knight, il papà di “Peaky Blinders”, ha già una prima bozza completa, e l’uscita in sala è attesa intorno al 2028, senza conferme ufficiali.

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“Le nozze con il principe Pallavicino? Mi ha fatto male essere descritta come una persona che si è venduta a tutto questo. Gli haters non considerano che sono una mamma”: così Manuela Arcuri

23 October 2026 at 14:05

Manuela Arcuri fa chiarezza sulla sua vita sentimentale. L’attrice, ospite del programma televisivo Verissimo nella puntata di domenica 25 ottobre, ha voluto rispondere ai numerosi rumors circolati nelle ultime settimane riguardo a una presunta relazione con il principe Domenico Antonio Pallavicino, 82 anni.

“Hanno costruito una storia su delle foto innocenti. – ha detto – Non c’è mai stata nessuna dichiarazione, né da parte mia né da parte del principe, a proposito di un fidanzamento o di un matrimonio. Per ora c’è una bellissima amicizia”. Sul perché sia potuto nascere questo gossip osserva: “Era da tanto tempo che non mi vedevano accanto a un uomo dopo la fine del mio matrimonio, quindi deduco che abbiano pensato: sarà lui l’uomo che Manuela vede e frequenta”.

L’attrice, da tempo testimonial della Fondazione Pallavicino, racconta di aver condiviso con lui alcuni viaggi di lavoro e non nasconde la stima nei suoi confronti: “È un principe di nome e di fatto, una persona molto colta ed elegante che sa darmi dei consigli. Mi piace il suo spessore umano, passare dei pomeriggi insieme a chiacchierare”.

A Silvia Toffanin che le chiede se invece il principe possa essere mosso da altri sentimenti e del desiderio, espresso proprio da lui in un’intervista, che lei possa innamorarsi, Manuela risponde: “Ci può essere da parte sua anche un debole, perché no? Forse lui lo spera. Al momento io lo stimo e lavoro per lui. Non so se queste possano essere le basi di un amore futuro, ma ad altro non ho ancora mai pensato. Non è questo il caso, ma comunque, anche se fosse vero, è la mia vita. Ognuno fa le proprie scelte“.

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Peter Gomez su RaiTre con “L’Elefante”: tra gli ospiti in studio Aldo Cazzullo e Mario Capanna

23 October 2026 at 14:00

Aldo Cazzullo e Mario Capanna saranno tra i protagonisti della nuova puntata de “L’Elefante”, il programma condotto da Peter Gomez, in onda sabato 24 ottobre alle 20.15 su Rai 3 e RaiPlay. Al fianco del conduttore, nel ruolo di compagno di viaggio, ci sarà Alessandro Campi.

Nel corso della serata spazio anche ai racconti e alle storie dal territorio, grazie ai contributi video di Chiara Francini, che offrirà uno sguardo originale su persone, luoghi e vicende capaci di restituire un ritratto autentico del Paese.

A dare il suo contributo alla narrazione sarà inoltre Dario Vergassola, con le sue pungenti incursioni ironiche e il suo inconfondibile punto di vista sull’attualità.

Peter Gomez dialogherà con Aldo Cazzullo, giornalista, scrittore e firma tra le più autorevoli del panorama editoriale italiano. Ospite della puntata sarà anche Mario Capanna, storico protagonista della stagione dei movimenti studenteschi. Ad arricchire il confronto in studio sarà Campi, politologo e saggista, che accompagnerà la discussione con il suo punto di vista sui principali temi della settimana.

“L’Elefante” prosegue così il suo viaggio tra politica, cultura, società e informazione, proponendo un confronto aperto sui temi che animano il dibattito pubblico e sulle questioni che attraversano il nostro tempo.

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“Ho un mandato d’arresto”: sposini fermati dalla polizia durante il viaggio di nozze. Sorpresa e poi risate

23 October 2026 at 13:56

Una luna di miele dai risvolti inaspettati per Kara Lewis Webb e West Webb, sposi l’11 ottobre nel Tennessee: pochi minuti dopo aver lasciato il luogo della cerimonia e pronti per il viaggio di nozze, la coppia è stata fermata dalle forze dell’ordine. L’agente ha dichiarato che a carico dello sposo risultavano una multa per eccesso di velocità non saldata in California e un mandato di arresto.

La realtà dei fatti, tuttavia, si è rivelata ben diversa da quanto inizialmente sembrava. Il filmato dell’episodio, diventato rapidamente virale, ha totalizzato oltre 9 milioni di visualizzazioni su Instagram, trasformando quella che avrebbe dovuto essere una romantica prima notte di nozze in un momento decisamente memorabile e del tutto fuori dal comune.

Una notte di nozze da ricordare per Kara Lewis Webb e West Webb che, dopo aver celebrato il loro matrimonio il 11 ottobre nel Tennessee, si sono ritrovati protagonisti di un episodio inaspettato.

A pochi minuti dalla partenza verso la meta della luna di miele, la coppia è stata fermata dalla polizia. L’agente, avvicinatosi al finestrino, ha chiesto allo sposo se avesse mai ricevuto una multa per eccesso di velocità in California, aggiungendo con tono serio che a suo carico risultava un mandato di arresto.

La tensione è durata però pochissimi istanti: l’uomo in divisa ha subito rivelato che si trattava di uno scherzo, congratulandosi poi con i novelli sposi. L’intera scena, ripresa in un video pubblicato dalla sposa sui social media, ha totalizzato circa 9 milioni di visualizzazioni su Instagram.

“Una cosa è certa- ha dichiarato Kara a People -racconteremo questa storia per il resto della nostra vita».

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“Non ci saranno bambini né in aereo né in crociera”: l’iniziativa di JetBlue Vacations e Virgin Voyages

23 October 2026 at 13:32

Per decenni è stato il sogno inconfessabile di molti viaggiatori: salire su un aereo e sapere con certezza che nessun bambino griderà, scalcerà il sedile o pretenderà il tablet a volume massimo. Ora due colossi del turismo hanno deciso di trasformare quel desiderio in un prodotto da vendere. JetBlue Vacations e Virgin Voyages hanno annunciato “Do Not Disturb”, una vacanza che abbina un volo JetBlue dedicato e senza bambini a una crociera solo per adulti.

Il viaggio parte da New York: i passeggeri decollano dall’aeroporto JFK in direzione Fort Lauderdale, in Florida, su un volo che, garantiscono le compagnie, “non avrà nessun minore a bordo“. Da lì si raggiunge Miami, dove si imbarca la Brilliant Lady, la nave più recente di Virgin Voyages, per quattro notti di navigazione. Le tappe sono Key West e il Beach Club esclusivo della compagnia a Bimini, nelle Bahamas.

Il tono della comunicazione è inequivocabile: “Acque turchesi, palme ondeggianti e atmosfere da costa chic non saranno interrotte da gare di tuffi a bomba o da richiami di ‘Marco Polo’”, si legge nel comunicato diffuso dalle aziende e riportato da People.

Una proposta che ha riacceso il dibattito su questo tipo di proposte, volte ad escludere una larga fetta di mercato composta dalle famiglie con bambini. Ma l’iniziativa è volta ad un altro tipo di target, che mal tollerano gli schiamazzi evidentemente. E proprio quest’ultima clientela sembra aver apprezzato lo sforzo delle due compagnie.

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“Sì, ho un tumore. Proverò ad affrontarlo come sono capace, con l’aiuto dei medici e tanti piccoli e grandi affetti”: lo rivela Toni Capuozzo

23 October 2026 at 12:27

“Amo abbastanza la privacy e trovo abbastanza insopportabile il pettegolezzo sanitario da farmi dire senza esitazione: sì, ho un tumore”. A rivelarlo è il conduttore e storico inviato di guerra Toni Capuozzo, che in un post su Facebook annuncia al pubblico di stare affrontando la malattia.

“Proverò ad affrontarlo come sono capace, con l’aiuto dei medici e tanti piccoli e grandi affetti”, spiega Capuozzo. Che aggiunge: “Tra le cose lasciate a metà i conti per il funerale di Alla”, aggiunge Capuozzo. Il riferimento è ad Alla Tcheranovskaya, una traduttrice e interprete di 68 anni di origini russe morta tragicamente il 23 dicembre 2025 a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio nella palazzina dove vive lo stesso Capuozzo.

“I conti con la mia vita li ho fatti senza saperlo nel podcast di Luca Zaia, il Fienile”, scrive ancora il giornalista. Al messaggio di Capuozzo fa seguito, tra gli atri, l’augurio dello stesso Luca Zaia.

“Caro Toni – scrive – è una notizia che davvero mi colpisce tanto nel cuore. Voglio mandarti il mio abbraccio più forte e dirti che ti sono vicino, con tutto l’affetto e la stima che ho per te. Ripenso alla nostra bella chiacchierata al Fienile, a tutto quello che ci siamo raccontati. Ti voglio bene, Toni. Forza, amico mio, abbiamo ancora tante cose da dirci e tanti momenti da condividere. Un abbraccio grande, davvero”.

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“Putin ha reso chiarissimo che può uccidere la persona più protetta e conosciuta, davanti a tutti, e nessuno farà nulla”: l’attacco di Masha Alyokhina delle Pussy Riot

23 October 2026 at 12:22

“Putin può uccidere chiunque in una situazione che abbia a che fare con lui”. Masha Alyokhina, fondatrice delle Pussy Riot, non usa mezzi termini all’Adnkronos, in occasione del ritorno in Italia dello spettacolo “Riot Days”. Lo show sarà in scena il 17 febbraio 2027 all’Arci Bellezza di Milano, il 18 febbraio al Locomotiv di Bologna e il 19 febbraio al Largo Venue di Roma.

Creato nel 2017 dal produttore Alexander Cheparukhin insieme ad Alyokhina, ‘Riot Days’ intreccia teatro, testimonianza, musica dal vivo e immagini d’archivio a partire dai libri ‘Riot Days’ e ‘Political Girl’ di Masha. Non è mai rimasto uguale a sé stesso: l’ultima trasformazione è arrivata lo scorso anno, quando metà dello spettacolo è stata tagliata per lasciare spazio al racconto degli anni che hanno portato all’invasione su larga scala dell’Ucraina.

La nuova versione ricostruisce quella che il collettivo chiama la ‘Road to Hell’, la strada percorsa dalla Russia verso la guerra, passando per la repressione, la prima invasione dell’Ucraina e la vicenda di Alexei Navalny. “Volevamo mostrare quello che Vladimir Putin ha costretto i cittadini russi a vivere”, spiega Masha, che ha lasciato il Paese nel 2022, dopo l’inizio dell’invasione su larga scala.

Il rischio di essere uccisi, secondo Alyokhina, è diventato ancora più evidente dopo la morte di Navalny. “Putin ha reso chiarissimo che può uccidere la persona più protetta e conosciuta, davanti a tutti, e nessuno farà nulla. I leader occidentali dicevano che, se avesse ucciso Navalny, ci sarebbero state conseguenze mai viste prima. Ma non è successo nulla. Da quel momento è chiaro che chiunque può essere ucciso in una situazione che abbia a che fare con Putin”.

E quanto resta dell’Unione Sovietica nella Russia di oggi? ”Gran parte della vita russa è ancora molto legata alla tradizione sovietica. Putin la porta avanti”. In Europa, per Masha il pericolo va oltre la guerra combattuta in Ucraina. “Putin invade l’Ucraina con l’esercito e le bombe, ma in molti Paesi europei il suo Stato usa il soft power – dice -. Un’enorme quantità di denaro proveniente dal petrolio e dal gas viene immessa nella politica per far collassare i Paesi dall’interno. È pericoloso e succede da molto tempo”. In Italia, aggiunge, “Alexander Dugin è l’ideologo della spiegazione che Putin dà delle sue guerre e occupazioni, ed è molto ben accolto. Anche sua figlia, uccisa nel 2022, è diventata una sorta di eroina nei libri che si trovano nelle vostre librerie”.

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“È ora. Mi sono goduta ogni singolo minuto. Non si può andare più in alto”: l’assistente di volo di American Airlines va in pensione dopo più di 63 anni di servizio

23 October 2026 at 12:12

Dopo 63 anni e mezzo di servizio, a 83 anni, Carol Fair, assistente di volo dell’American Airlines, lunedì 26 ottobre compirà il suo ultimo volo, da Londra a Charlotte, in Nord Carolina, prima di andare in pensione. Fu proprio lei, nel 1987, a fare da assistente di volo nel primo volo sulla tratta Charlotte-Londra, che fece comprendere come la città del North Carolina sarebbe diventata uno degli hub aeroportuali più importanti del paese.

Su circa 30.000 assistenti di volo di cui dispone American Airlines, Fair andrà in pensione ricoprendo il primo posto per anzianità. “È ora. Mi sono goduta ogni singolo minuto. Sono arrivata prima su 30.000. Non si può andare più in alto, quindi tanto vale che mi ritiri” ha motivato la sua scelta di andare ora in pensione.

La sua carriera da assistente di volo è iniziata nel 1963, presso la Piedmont Airlines, poco dopo che la compagnia aerea aveva iniziato ad assumere donne. Così oggi si ritrova a volare con piloti molto più giovani di lei. “Volo da molto più tempo di quanto alcuni di loro sono nati, ma se ho bisogno di aiuto mi sostengono al 100%” ha raccontato la donna.

Per lungo tempo, però, ha lavorato al suo fianco Meba Thompson, anche lei assistente di volo per la Piedmont Airlines, ora assorbita da American Airlines. L’ex collega negli ultimi anni ha ospitato spesso Carol Fair, che preferisce dormire a casa di Thompson, nella zona sud di Charlotte, piuttosto che affrontare le tre ore di macchina per raggiungere la sua abitazione a Johnson City, nel Tennessee.

Le due colleghe hanno condiviso anche battaglie sulla propria pelle. Ai tempi in cui avevano iniziato a lavorare le assistenti di volo si battevano infatti contro le restrizioni lavorative che le obbligavano a pesarsi per entrare in servizio, a non sposarsi e ad andare in pensione a 32 anni.

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“Il denaro diventerà irrilevante e la moneta convenzionale non avrà importanza”: la profezia di Elon Musk

23 October 2026 at 12:12

Dimenticate risparmi, stipendi e fondi pensione: secondo Elon Musk, un giorno potremmo vivere in un mondo talmente ricco da rendere il denaro quasi inutile. Fantascienza? Forse. Ma il miliardario ha una teoria piuttosto precisa: quando robot e intelligenza artificiale sapranno fare praticamente tutto meglio di noi, la nostra vita potrebbe cambiare radicalmente.

Durante una conversazione con il suo biografo Walter Isaacson nel podcast “The Builders”, Musk ha immaginato un futuro in cui l’IA e i robot supereranno le capacità umane in ogni attività. Dalla produzione industriale ai servizi, le macchine potrebbero occuparsi di quasi tutto, creando un’economia di abbondanza nella quale beni e prestazioni diventerebbero molto più accessibili.

“Il denaro diventerà irrilevante e la moneta convenzionale non avrà importanza” ha profetizzato Mask. Cosa li sostituirà? Nella sua visione “il valore sarà misurato in massa e potenza, o energia”, parametri legati alle risorse fisiche che alimenteranno un’economia sempre più automatizzata.

Alla base di tutto c’è una convinzione piuttosto radicale: “Non ci sarà nulla che gli esseri umani possano fare che l’intelligenza artificiale e i robot non possano fare meglio”. Se davvero le macchine riuscissero a occuparsi praticamente di tutto, il lavoro potrebbe perdere buona parte della sua funzione economica.

Musk immagina un futuro in cui le persone potranno coltivare frutta e verdura, realizzare opere artistiche e dedicarsi ai propri hobby. L’imprenditore ha anche sostenuto che, tra dieci o vent’anni, potrebbe non essere più necessario risparmiare per la pensione, grazie a un’era di abbondanza nella quale tutti potranno avere “qualunque cosa vogliano”.

Può sembrare però paradossale il fatto che a pensare a un mondo in cui i soldi non conteranno più nulla sia uno degli uomini attualmente più ricchi del pianeta, come Elon Musk. Il fondatore di SpaceX ha spiegato che il suo patrimonio dipende soprattutto dalle partecipazioni nelle sue aziende e ha ipotizzato che, con il passare delle generazioni, la ricchezza dei suoi discendenti potrà ridursi notevolmente.

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Harry Styles perde la pazienza a New York: lite in strada con un cacciatore di autografi. Ecco cos’è successo

23 October 2026 at 12:02

Di solito è il ragazzo gentile del pop, quello che si ferma a firmare e sorride a tutti. Questa volta però Harry Styles ha perso la pazienza. Il cantante è stato ripreso in uno scambio acceso con un cacciatore di autografi per le strade di New York, secondo le immagini diffuse da TMZ il 21 ottobre.

Il filmato, che sta facendo il giro dei social, mostra Harry mentre affronta un uomo che teneva in mano una copia di “Fine Line”, l’album del 2019. Il cantante, scrive la stampa britannica, appare visibilmente infastidito. Stando a quanto riportato, a un certo punto un terzo uomo si mette in mezzo per sedare la tensione. Quando Harry prova ad allontanarsi, l’altro lo segue tenendo il suo passo. Il cantante, in felpa con cappuccio, cappellino e occhiali da sole, alla fine se ne va.

Però le immagini non chiariscono che cosa abbia fatto scattare la discussione. I fan che conoscono bene l’artista e hanno visto le immagini non hanno dubbi: “Harry Styles è stato inseguito e importunato per diversi minuti, prima che il cacciatore di autografi ‘forzasse’ una discussione con lui”.

Ipotesi sposata anche da chi sta vicino alla star. Una fonte avrebbe raccontato al tabloid britannico The Sun che non si trattava di un semplice fan, ma di un cacciatore di autografi insistente che lo aveva già avvicinato in passato per strada. Un’altra fonte ha aggiunto che Harry è sempre rispettoso con chi lo avvicina, ma che alcune persone esagerano.

Sui social circola anche l’ipotesi che l’uomo sia un rivenditore, uno di quelli che collezionano firme per poi rivenderle a prezzi gonfiati. Per ora, però, è solo una voce: alcuni utenti si sono chiesti se fosse un reseller, ma non ci sono conferme ufficiali.

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Poliziotto trova un uomo morto durante un controllo di routine, si spaccia per lui, si trasferisce nella sua villetta e ci vive per anni indisturbato: arrestato in Florida

23 October 2026 at 10:40

Un agente della polizia di Lauderhill, in Florida, è finito al centro di uno scandalo senza precedenti: Brian Louis Sguros, 35 anni, è stato arrestato questa settimana dalle autorità della contea di Broward con l’accusa di furto d’identità ai danni di un uomo deceduto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Sguros avrebbe sottratto l’identità di Dennis West, un uomo che lo stesso agente aveva rinvenuto senza vita nel corso di un normale controllo di routine. Lo riporta BBC News.

L’uomo si sarebbe poi trasferito nell’abitazione del defunto, una villetta a due piani situata nel sud della Florida, provvedendo persino a ristrutturarla. Stando alle autorità, Sguros avrebbe vissuto indisturbato in quella casa per diversi anni prima di essere scoperto. L’agente, attualmente sospeso dal dipartimento di polizia di Lauderhill, non ha rilasciato dichiarazioni in merito alle accuse che gli vengono contestate.

Nel 2022 la polizia era stata chiamata per verificare le condizioni di un residente di 71 anni. Sguros era intervenuto come supporto agli agenti incaricati del controllo. Quando ha trovato West morto per cause naturali, avrebbe “ideato un piano complesso per ottenere il controllo dell’abitazione”, ha dichiarato l’ufficio dello sceriffo della contea di Broward in un comunicato.

Secondo gli investigatori, Sguros avrebbe detto all’ufficio del medico legale di essere un amico di West, ma le autorità non hanno trovato alcun indizio che i due si conoscessero. Dai documenti del tribunale risulta che l’agente compare nelle riprese delle bodycam durante il controllo e che non sembrava avere alcun rapporto pregresso con l’uomo.

Avrebbe inoltre riferito al medico legale che West non aveva parenti in vita, circostanza che le autorità definiscono anch’essa falsa. Sguros fece poi cremare il corpo di West, secondo la CBS.

Stando a un’indagine congiunta dell’ufficio dello sceriffo e dell’ufficio del perito immobiliare della contea di Broward, Sguros ha preso possesso della casa nell’agosto 2022 e vi si trasferito. Le autorità sostengono che nel 2025 abbia presentato all’ufficio del perito immobiliare dei documenti in cui dichiarava che il possesso risaliva ad agosto 2022.

Secondo i documenti giudiziari, Sguros ha dichiarato di aver preso possesso dell’immobile perché era in condizioni pericolose e voleva evitare che venisse occupato abusivamente. Pagava le utenze intestate al defunto e aveva richiesto un permesso per sostituire porte e finestre esterne, per un costo di circa 7.400 dollari. Secondo l’ufficio dello sceriffo, ha sostenuto di aver aumentato il valore della proprietà, spendendo oltre 214.000 dollari per la casa.

(Foto @Broward County Sheriff’s Office)

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“Quando assumo droghe vado fuori di testa. Mi assale la rabbia e l’unica cosa a cui penso è uccidere, uccidere, uccidere. In quei momenti divento il diavolo”: parla il killer col sorriso del Joker Wade Wilson

23 October 2026 at 10:10

“Il bel diavolo: il killer dal fascino letale” disponibile su Paramount+ si pone una domanda: come può un uomo accusato di due brutali omicidi trasformarsi in un fenomeno virale e conquistare migliaia di fan? La docuserie in tre episodi ricostruisce il caso di Wade Wilson, condannato per gli omicidi di Kristine Melton e Diane Ruiz in Florida. Viene analizzato il sorprendente culto online nato intorno alla sua figura durante il processo.

Attraverso testimonianze, interrogatori, bodycam e materiale d’archivio, la serie ripercorre i crimini e il processo, esplorando allo stesso tempo l’ossessione del pubblico per il suo aspetto, i tatuaggi e la sua immagine da “bad boy” col il sorriso del Joker.

Attraverso filmati d’archivio e testimonianze dirette, la docuserie dà voce anche a Mila Montanez, ex compagna di Wilson, e Allie Williams, sua fidanzata durante la prima parte della detenzione, oltre a familiari delle vittime, investigatori e persone coinvolte nel caso. La docuserie indaga così il lato più oscuro della fascinazione contemporanea per il true crime: quando il criminale diventa una celebrity e le vittime rischiano di scomparire dietro la sua fama.

“Il bel diavolo: il killer dal fascino letale” mostra anche alcune delle dichiarazioni choc del killer: “Quando assumo droghe vado fuori di testa. Mi assale la rabbia e l’unica cosa a cui penso è uccidere, uccidere, uccidere. In quei momenti divento il diavolo”.

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Dopo la morte del marito in Vespa a Trieste era risalita in sella per fare il giro del mondo da sola: Sandra Carozzi muore a 63 anni in Cina, nel giorno in cui avrebbe festeggiato 10 anni di nozze con Mario

23 October 2026 at 09:52

Prima il marito, poi lei. Entrambi in sella a una Vespa, entrambi lungo la strada di un sogno rimasto a metà. Sandra Carozzi, 63 anni, triestina, è morta il 15 ottobre in Cina, nella provincia del Sichuan, mentre portava avanti da sola il giro del mondo che aveva immaginato con Mario Pecorari, scomparso nel 2024 a 70 anni. Lo riporta Il Corriere della Sera.

Carozzi era partita da Trieste l’8 giugno, con la sua Vespa PX150 e un diario di viaggio con scritto “Mario e Sandra in viaggio“. Secondo le prime ricostruzioni, il giorno dell’incidente il suo scooter si sarebbe scontrato con una bicicletta che viaggiava nella stessa direzione. Sandra ha perso il controllo ed è finita fuori strada. Portata in ospedale, non ce l’ha fatta. La dinamica è ancora da chiarire e la notizia è arrivata a Trieste solo quattro giorni dopo.

Cinque giorni prima, a Xi’an, era davanti all’esercito di terracotta. Il 10 ottobre ricorreva il decimo anniversario di nozze e lei aveva dedicato a Mario foto e parole: “Ti sarebbe piaciuto sai amore! Volevo brindare con te! Abbracciarti e dirti ti amo! Ma non ci sei! Un giorno ci incontreremo di nuovo e non ci lasceremo mai più!”.

Mario era morto il 26 maggio 2024 in piazza dei Volontari Giuliani, a Trieste: aveva perso il controllo della Vespa schiantandosi contro un cassonetto. Sandra, che lo seguiva, aveva assistito alla scena senza poter intervenire. Eppure era risalita in sella.

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Airbnb cambia le regole: niente più lenzuola da togliere, piatti da lavare o lavatrici da avviare prima del check-out

23 October 2026 at 09:49

Andate spesso in vacanza in appartamento con Airbnb? Ebbene, non dovrete più occuparvi di togliere le lenzuola dal letto prima di partire. E non solo. Airbnb mette un limite alle faccende che gli host possono chiedere agli ospiti, dalle lenzuola da togliere ai rifiuti da portare fuori dalla proprietà. Le nuove disposizioni si applicheranno alle prenotazioni effettuate dal 20 novembre 2026, non indistintamente a tutti i soggiorni da quella data.

In poche parole: lasciare un minimo di ordine sì, occuparsi del lavoro di chi prepara la casa per il cliente successivo no. Negli esempi pubblicati dalla piattaforma, lavare e riporre le stoviglie, avviare una lavatrice e sfilare le lenzuola dal letto rientrano tra le richieste generalmente non consentite. Si potrà invece chiedere di mettere i piatti usati nel lavello, raccogliere gli asciugamani e separare i rifiuti nei contenitori interni. Anche spegnere l’aria condizionata prima di uscire resta una richiesta ammessa.

Non finisce qui, perché gli host non potranno più lasciare sul tavolo di casa messaggi o cartelli con nuove istruzioni. Regole e richieste dovranno comparire nell’apposita sezione dell’annuncio al momento della prenotazione. Sono previste eccezioni legate al contesto locale, per esempio per risparmiare acqua durante una siccità. Agli host che insistono con richieste non conformi potranno arrivare avvertimenti e, se la violazione continua, una segnalazione visibile nell’annuncio o una riduzione della sua presenza nei risultati di ricerca.

Le spese di pulizia, però, restano: servono a coprire gli interventi ordinari tra una prenotazione e l’altra. E gli ospiti dovranno comunque evitare di lasciare l’alloggio in condizioni tali da richiedere pulizie straordinarie. Insomma, avere cura della casa in cui si soggiorna sì; ritrovarsi a fare il turno delle pulizie prima del check-out, no.

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