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Tra Washington e Pechino l’Europa cerca la sua via ai semiconduttori

15 October 2026 at 15:40

Alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, Giorgia Meloni ha sottolineato come le tensioni geopolitiche stiano incidendo sulle catene di fornitura, sui costi energetici e sulla competitività industriale europea. Nelle comunicazioni al Senato, la premier ha richiamato la necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere agli shock esterni, preservando la propria base produttiva. Il ragionamento sulle dipendenze strategiche, comprese le materie prime critiche e le terre rare, evidenzia l’importanza della diversificazione dei fornitori, delle partnership commerciali e della sicurezza delle filiere industriali.

Materie prime critiche e semiconduttori appartengono a settori differenti, ma condividono una vulnerabilità geopolitica: la concentrazione delle capacità produttive e il rischio che l’accesso a risorse e tecnologie essenziali diventi uno strumento di pressione politica. Non a caso, in questi due giorni il Consiglio Europeo affronta questioni legate alla competitività, al rilancio industriale, ai prezzi dell’energia e alla resilienza del mercato unico. Queste priorità assumono un significato particolare mentre la competizione tra Washington e Pechino condiziona sempre più l’accesso alle tecnologie avanzate, gli investimenti industriali e il controllo delle risorse strategiche.

L’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale italiano per l’innovazione e le nuove tecnologie, ha recentemente richiamato l’attenzione sui rischi di trasformare i semiconduttori in un ulteriore terreno di confronto globale. Intervenendo a margine di un incontro organizzato dal Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali (IAI), Varricchio ha messo in guardia dal rischio che l’industria dei chip diventi il campo di battaglia di un nuovo conflitto globale.

Nella sua riflessione, l’ambasciatore ha individuato tre principi fondamentali per affrontare la competizione tecnologica: tecnologia, interdipendenza e fiducia. Il ragionamento mette in discussione l’idea che l’autonomia strategica debba necessariamente coincidere con l’indipendenza tecnologica. Nessun Paese può mantenere da solo una posizione di leadership lungo l’intera filiera dei semiconduttori.

La posizione europea nell’industria dei chip evidenzia la portata della sfida industriale. L’Unione europea rappresenta circa l’8% della produzione mondiale di semiconduttori, a fronte di una quota del 18% della domanda finale. La carenza di semiconduttori è costata all’industria automobilistica europea oltre 100 miliardi di euro tra il 2022 e il 2023, mostrando le conseguenze economiche delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Entro il 2030, i componenti legati all’intelligenza artificiale potrebbero rappresentare oltre il 70% del mercato dei semiconduttori, rendendo le capacità di calcolo avanzato sempre più decisive per la competitività industriale.

Pierre Chastanet, responsabile dell’unità Microelettronica e Fotonica della DG Cnect della Commissione europea, ha sottolineato la necessità di accompagnare gli investimenti industriali con un rafforzamento delle partnership internazionali. Intervenendo nello stesso confronto alla John Cabot University, Chastanet ha evidenziato l’importanza di rendere l’Unione europea più attrattiva per gli investimenti esteri, consolidando contemporaneamente le proprie capacità produttive. Il suo ragionamento, riportato da Adnkronos, sottolinea come l’Europa debba creare condizioni favorevoli agli investimenti e sviluppare collaborazioni internazionali, andando oltre la sola dimensione degli accordi bilaterali.

La prospettiva del Chips Act 2.0 riflette questa impostazione: ampliare la strategia europea oltre la costruzione di impianti produttivi, includendo progettazione, packaging avanzato, ricerca, competenze e politiche industriali orientate alla domanda.

Il dibattito sui semiconduttori si inserisce nel più ampio tentativo europeo di ridurre l’esposizione agli shock geopolitici. La selezione da parte della Commissione di ulteriori 46 progetti strategici sulle materie prime critiche testimonia la volontà di diversificare le filiere essenziali. Parallelamente, la cooperazione con partner come Giappone, Corea del Sud, Taiwan, India e Stati Uniti rimane fondamentale per sostenere le capacità tecnologiche europee.

L’Europa deve ridurre le dipendenze eccessive senza compromettere le reti internazionali che rendono possibile la produzione tecnologica avanzata. La capacità industriale richiede energia affidabile, investimenti, competenze specializzate e accesso ai mercati globali. Le partnership diplomatiche devono quindi accompagnare le politiche industriali, soprattutto mentre le tensioni geopolitiche minacciano rotte marittime, forniture energetiche e reti manifatturiere.

L’attenzione di Meloni alla sicurezza economica e le riflessioni di Varricchio e Chastanet convergono su una conclusione strategica: la sovranità tecnologica europea dipenderà dalla capacità di governare le interdipendenze. Mentre i leader europei discutono di competitività a Bruxelles, l’industria dei semiconduttori dimostra perché la resilienza strategica richieda più della produzione interna. Servono capacità industriali sostenute da partnership internazionali affidabili e da un contesto economico capace di alimentare l’innovazione.

Diésel ruso llega a los mercados globales y alivia el alza del combustible

15 October 2026 at 15:38
Según explicó el portavoz de la Presidencia de Rusia, Dmitri Peskov, afirmó que pese a que el suministro de diésel ruso contribuirá a estabilizar los mercados petroleros, no será insuficiente para una estabilización completa.

Presidente del Parlamento de Irán aboga por combinar acción militar y negociación frente a EE.UU.

15 October 2026 at 07:41
Mohamad Baqer Qalibaf enfatiza que el objetivo de Teherán no consiste en entablar una "guerra interminable" ni mantener un "diálogo eterno", sino hacer entender a Washington sus límites o aceptar las demandas legítimas del país.

“O Doclisboa continua a ser a casa do cinema português”

15 October 2026 at 13:08
O Doclisboa começa hoje e decorre até 25 de outubro. O diretor, Hélder Beja, fala na ambição de expandir o público do festival, apostando em parcerias com escolas e na aproximação a zonas periféricas.

© DIOGO VENTURA/OBSERVADOR

Manifestantes colombianos son reprimidos por fuerzas policiales durante paro nacional

15 October 2026 at 07:40
En ciudades como Medellín la movilización derivó en fuertes enfrentamientos entre manifestantes y el Escuadrón Móvil Antidisturbios (ESMAD), escuadrón que empleó gases lacrimógenos, balas de goma y tanquetas.

ANON: When the Conspiracy Theorist Lives Next Door

15 October 2026 at 02:30
**** / ***** (four out of five stars) Set a couple of months before the 2024 election, ANON is not a subtle, sensitive exploration of these, our troubled times. Playwright Anne Washburn and director Anne Kauffman have concocted a ferocious modern tragedy, in which social media serves as an audience for every would-be influencer’s sweaty […]

"Ficamos muito satisfeitos, mas aguardamos mais detalhes"

14 October 2026 at 18:57
Manuel Mourato, autarca de V. N. da Barquinha, saúda a abertura da pista de Tancos à aviação civil. Destaca o dinamismo para a região, mas aguarda os esclarecimentos do Governo, em reunião a agendar.

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

Posting About This 'Robot Sexual Assault' in Germany Could Be a Crime

14 October 2026 at 17:15
German robot | Cologne Police

We've reached the point in techno-dystopia where autonomous humanoid robots are out assaulting girls in the street—or so some coverage of a recent incident in Cologne, Germany, might have you believe. But dig into what really happened, and it's human actions that appear more worrying.

For dystopian police-state flavor, we've got Cologne cops warning that simply commenting about this on Facebook in an unapproved way could be criminal. Without specifying exactly what kinds of comments are off limits or what law might be broken, the North Rhine-Westphalia Police of Cologne (Polizei NRW Köln in German) warned that social media comments about what happened could cross the line and potentially be a criminal offense.

Then there are the humans who were operating the robot that made lewd gestures at passersby and stands accused of grabbing the butt of a 16-year-old girl on a city street in Cologne around midnight. From the looks of things, the humans—not some artificial intelligence system—were in control.

This doesn't appear to be a case of an AI humanoid robot going rogue and getting pervy, but some teenagers engaging in a performance or prank that may have gone too far.

I say may here because it's not entirely clear what happened. There is video footage showing the robot—dressed in gold chains and a fake mustache like some sort of 1980s sleazeball—thrusting in a sexual manner and making jerking-off gestures in front of people gathered on city sidewalks. (Some of them appear annoyed or alarmed; some laugh.) But none of the videos that I could find clearly show any groping. We do see the robot bumping into people, but it's not entirely apparent what was touched or how purposeful these collisions were.

Maybe the alleged "sexual assault"—which is technically the correct term for a nonconsensual butt grab, I guess, but still seems a bit too strong—was totally intentional. Or maybe this is a case of clumsily controlled technology brushing against someone in a way that felt violating but was nonetheless an accident.

What appears to be beyond a doubt is that the robot was being made to engage in lewd gestures, which were played for laughs by teenagers (one 16 and one 19, according to police) who were filming these encounters and posting them to social media.

Is it a crime to make your mustachioed robot thrust its pelvis at passersby?

I don't know enough about German sexual harassment law to say whether this qualifies. In any event, Cologne police have not announced any charges yet; they've only stated that they're investigating on suspicion of sexual harassment and that they have confiscated the robot and the phones of the two boys suspected of operating it.

We probably don't want sleazebots just going around making obscene gestures in public, whether of their own volition or controlled by humans. But, in the U.S. at least, sexual harassment requires some things beyond just making a crude gesture. Laws vary by state, and by the context in which the alleged harassment takes place, but it generally has to be pervasive, severe, or carried out with a specific intent. I don't think this robot's actions would qualify (though there are perhaps other charges that could be brought, involving disturbing the peace or something like that).

But I wish people would chill out with the breathless coverage that attempts to make this into some sort of super grave and alarming incident. If it turns out these two teens did deliberately instruct their robot to touch a girl's butt, that's certainly not OK, and should be dealt with in whatever manner we might deem just if a teen did so directly. But we're not looking at rogue robots attacking girls on the street, or at teenagers cruelly directing their tech toy to seriously sexually assault someone while they filmed it. At worst, we're looking at a livestreamer stunt that was in poor taste, not the imminent coming of robot rape squads.

And setting aside the alleged violation of bodily autonomy—which may or may not have been intentional—the other antics of this robot are kind of funny? Can I say that? I don't think we want to create norms where it's OK to take a robot dressed like a movie pimp out on the streets and have him make sexual gestures at people, but…I laughed. Don't tell the German police.


In The News

A woman named Carli Heller was arrested for telling Anthropic's Claude that she was going to shoot up the sheriff's office in Lee County, Florida. Anthropic notified the FBI, which notified local authorities, and she was arrested for making a threat of mass shooting or terrorism, a felony.

"Heller's is at least the third case in the U.S. since August in which messages typed to an Anthropic chatbot ended up with the police, following incidents in San Antonio and San Francisco," reports Devin Pavlou at Straight Arrow News:

The cases raise questions about how private chatbot conversations are, when companies can hand them to police without a warrant, and whether words typed to a machine can be a crime. Eugene Volokh, a First Amendment scholar at the Hoover Institution at Stanford University, told Straight Arrow he doubts they can in this case.…

In the past, Florida courts have required proof that a person meant to threaten or knew the message would be viewed as a threat, according to Volokh, who has taught law for 30 years. He said a jury is unlikely to find that beyond a reasonable doubt.

"I doubt that this is a punishable threat, unless there is evidence that the woman subjectively realized at the time that the message would be communicated to a human being who would perceive it as a threat," Volokh said.

Heller's lawyer, Scott Moore, "said he plans to challenge whether a chatbot message can be a written threat under Florida law," adds Pavlou.


On Substack

Tara Burns has a good/infuriating roundup of recent "sex trafficking" busts that involve no trafficking charges and in which police just charge people with prostitution and seize their cash. Here's just one of multiple examples:

On October 6, Virginia Beach police announced the results of a months-long human trafficking investigation that culminated in September 24 raids on four massage businesses and a residence. Police said their surveillance showed several women living together and traveling between their home and massage businesses. Apparently, when Asian women work and live together it warrants the attention of the ICE led Hampton Roads Human Trafficking Task Force.

Three apparent sex workers (Xiaochung Peng, Xiaoqin Wu, and Ping Zhang) were arrested on charges involving maintaining a bawdy place, aiding prostitution, and using a vehicle in the commission of a crime. Police seized $55,085, four vehicles, phones, computers, and a security DVR.

No trafficking charges were announced, and police did not report identifying a trafficking victim.

Follow the Money: This investigation involved at least seven law enforcement entities, including two SWAT teams, federal investigators, and a federally funded, ICE led regional human trafficking task force.

Burns also points out that new anti-trafficking grant money from the Department of Justice's Office for Victims of Crime gives priority treatment to programs that support immigration enforcement.

"To help meet its mission, OJP may give priority consideration to applications proposing … projects designed to advance" five particular goals, including "directly supporting law enforcement operations (including immigration law enforcement operations)," it says.


Read This Thread

Does algorithmic pricing for apartment rentals cause people to pay higher rent? It's how this technology is used that determines whether outcomes are fair and beneficial to consumers, or potentially harmful, as Eliza Terziev and I write @ReasonFdn https://t.co/ai1p7J6X5z

— Max Gulker (@maxg_econ) October 12, 2026


More Sex & Tech News

• News you can use, if you are someone with a robot kink: Meta's AI agent, Muse, can sext. "While pornographic interactions may not be what users expect from Muse's cuddly mascot, Meta says that X-rated conversations are allowed and don't go against its guidelines," reports Wired.

• The latest COYOTE Rhode Island podcast takes a deep look at the disconnect between rhetoric surrounding anti-trafficking policy and how that policy works in practice—how "state surveillance, carceral feminism, and these policies that just loudly claim to save people are often resulting in measurable catastrophic harm."

• "It wasn't all that long ago that if The New York Post published photographs of an aspiring congressman wearing a leather collar and a chain-link leash, his campaign would have immediately been over," writes Lux Alptraum in The New York Times. "Yet that doesn't seem to be the case for Chris Gallant, the gay, gun-toting former Black Hawk pilot who's running for Congress on eastern Long Island. He still may not win, but these photos alone haven't sunk his chances."

• Sarah Hepola's The Only Thing There Is to Want is "a super fun book line by line," writes Phoebe Maltz Bovy, "but here's one of the best: 'Just what every young man wants in bed: Mrs. Robinson, crying.'"

• When you think of countries that have thrived in the tech sector, Finland might not be the first that comes to mind. But for a while, the Finnish company Nokia dominated the cellphone market. "What happened to this brand, the pride of Finnish enterprise and perhaps the defining commercial contribution of a small, isolated, but determined nation?" Arena mag asks (and answers).

• Derek Thompson interviews Daniel Cox about this new book, Generation Uncoupled. "The book argues that problems with dating and romantic partnership are downstream from the decades-long deterioration of American social and civic life," says Cox. "To the extent that we're experiencing a romantic recession, it is a symptom of this broader problem of social disconnection."

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Kevin Bacon: ‘I’m still 100% focused on improving, transcending, and doing something impactful’

14 October 2026 at 11:11

Although they lost almost all their savings in Bernie Madoff’s multibillion-dollar Ponzi scheme, the marriage of Kevin Bacon, 68, and Kyra Sedgwick, 61, who have been together for 38 years, survived with their New York apartment and their farm in Connecticut intact. It was there that the pandemic lockdown found them, and there that they hatched a film together, with the help of their two children, who came from the West Coast: Travis, a composer drafted into acting by the demands of the script, and Sosie, who has already established herself as a film and television actress.

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© Siu Wu (EFE)

Kevin Bacon, Saturday at midday at the Sitges Film Festival.

The fall of Germany’s ex-spymaster – podcast

A former head of Germany’s foreign intelligence service has been accused of selling classified documents. Kate Connolly reports on the fallout

Just before 9am last Tuesday morning, police swarmed a red brick house in Nordwalde, close to the Dutch border in western Germany. It looked like a terror operation, with masked officers entering the property en masse.

But when they emerged with their suspect, he wasn’t even handcuffed. Perhaps it was his age. Or maybe his reputation. Because the white-haired 80-year-old being taken into custody was August Hanning, the former head of Germany’s spy agency, the BND.

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© Photograph: Christoph Reichwein/DPA/AP

© Photograph: Christoph Reichwein/DPA/AP

© Photograph: Christoph Reichwein/DPA/AP

A aristocracia arruinada: o futuro político da classe média

14 October 2026 at 00:07
Não se trata de pobreza. Trata-se de uma classe média que mantém hábitos, gostos, qualificações e expectativas de conforto, mas cuja base económica se tornou progressivamente mais frágil.

L’Italia investe nell’Ucraina del dopoguerra. Perché conta l’accordo tra Med-Or e Kyiv 

13 October 2026 at 16:36

La Fondazione Med-Or ha firmato un accordo di cooperazione con l’Accademia diplomatica ucraina Hennadii Udovenko, istituzione che fa capo al ministero degli Esteri di Kyiv. L’intesa, siglata martedì 13 ottobre a Roma, punta a rafforzare la collaborazione tra Italia e Ucraina nel campo della formazione diplomatica e del dialogo internazionale, ampliando le relazioni bilaterali anche sul piano istituzionale.

Il Memorandum of Understanding è stato sottoscritto presso la sede della Fondazione dal presidente di Med-Or, Marco Minniti, e dal direttore dell’Accademia diplomatica ucraina, Ihor Ostash. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, e l’ambasciatore ucraino in Italia, Ihor Brusylo.

L’accordo definisce un quadro di collaborazione per lo sviluppo di iniziative congiunte nel settore della formazione diplomatica, prevedendo anche la possibilità di coinvolgere docenti ed esperti italiani e internazionali nei programmi dell’Accademia ucraina. Si tratta di un ambito nel quale Med-Or ha già sviluppato una rete di partenariati internazionali, in particolare con Paesi dell’Africa e del Medio Oriente, e che viene ora esteso alla cooperazione con Kyiv.

L’iniziativa assume un significato particolare nel contesto della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, inserendosi nel più ampio quadro delle relazioni tra Roma e Kyiv. La formazione diplomatica e il rafforzamento delle capacità istituzionali rappresentano infatti strumenti di cooperazione che guardano anche oltre le esigenze immediate del conflitto, contribuendo a consolidare le competenze e le relazioni internazionali dell’Ucraina.

L’importanza dell’accordo va però oltre la formazione diplomatica. In una fase in cui il sostegno all’Ucraina è concentrato soprattutto sulle esigenze della guerra, l’intesa tra Med-Or e l’Accademia diplomatica di Kyiv guarda al lungo periodo, investendo nelle capacità istituzionali e nelle relazioni internazionali del Paese. Per Med-Or, l’intesa costituisce un ulteriore sviluppo delle proprie attività di cooperazione internazionale, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento dei rapporti tra Italia e Ucraina attraverso il dialogo, la formazione e la condivisione di competenze diplomatiche.

At least 160,000 people take to streets in third week of French school protests

Swedish activist Greta Thunberg joins teenagers calling for investment to fix teacher shortages and crumbling schools

More than 160,000 schoolchildren, students and trade unionists have marched in cities across France as protests over high school education continued into a third week and many demonstrators denounced policing tactics.

Riot police fired teargas at the end of Tuesday’s marches in Nantes and near the Montparnasse area of Paris, but most of the demonstrations over teacher shortages, overcrowded classes and crumbling school buildings held in cities including Lyon, Lille and Marseille were peaceful.

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© Photograph: Guillaume Horcajuelo/EPA

© Photograph: Guillaume Horcajuelo/EPA

© Photograph: Guillaume Horcajuelo/EPA

Bancada indígena diminui no Congresso e lideranças se preparam para desmonte e retrocesso

13 October 2026 at 08:00

Investigamos o que importa para os brasileiros além do que passa na campanha eleitoral. Leia mais reportagens como essa clicando aqui.

Os cinco partidos com políticos que mais atuaram em pautas consideradas contrárias aos povos indígenas, segundo a plataforma do Conselho Indigenista Missionário (Cimi), vão ocupar 53 cadeiras no Senado Federal a partir de 2027. São eles o PL, o PP, o Republicanos, o União Brasil e o MDB. O PL conseguiu ocupar a maior bancada do Congresso Nacional, com 121 deputados e 28 senadores eleitos pelo partido. 

Como a Agência Pública já noticiou, entre 2019 e 2026, o PL foi o partido que mais votou e propôs propostas legislativas que ameaçavam os direitos dos povos originários, segundo levantamento do Cimi. Luis Ventura, secretário-executivo do Conselho, vê a nova formação do Congresso Nacional como um perigo direto aos povos indígenas. 

Na avaliação de Ventura, no Senado, cinco partidos vão poder aprovar sozinhos alterações da Constituição que podem afetar diretamente os indígenas. Na Câmara dos Deputados, entretanto, mesmo em menor número, ainda se espera um campo de resistência, ainda que minoritário. “Há muitos outros parlamentares não indígenas que já aderiram, de forma sistemática, às pautas indígenas. Existe uma frente parlamentar mista de defesa dos direitos dos povos indígenas desde 2019 […] era uma frente parlamentar mista de mais de 150 parlamentares entre senadores e deputados”, explica Luís Ventura.

No Senado, nenhum dos 54 senadores eleitos se autodenomina indígena. Atualmente, na Casa, só dois parlamentares se identificam como indígenas: Wellington Dias (PT-PI) e o ex-vice-presidente de Jair Bolsonaro, Hamilton Mourão (Republicanos-RS), que adotou essa identidade nas eleições de 2022. 

Ventura explica que a presença de indígenas no Senado sempre foi mais difícil. “O Senado sempre foi uma Casa totalmente hermética para os povos indígenas e isso porque o sistema eleitoral no Brasil torna muito difícil conquistar uma vaga nesse lugar. As formas de colonialismo político nos estados são muito herméticas e, se você perceber, dos 54 [senadores eleitos], salvando algumas exceções do campo da esquerda, estamos falando de pessoas que pertencem a um espectro político reacionário, conservador, fundamentalista, militarizado”, acrescenta o secretário. 

Um Senado com baixa representatividade de povos indígenas, na visão do secretário executivo da Cimi, reforça um movimento que deve retroceder nas pautas centrais para essa população. “O objetivo deles vai ser impedir as demarcações, impor o Marco Temporal e abrir os territórios para a exploração econômica de terceiros. Esses são os grandes três objetivos dessa grande bancada reacionária que entrou no Senado”, prevê.

Indígenas ocuparão menos do 1% do Congresso Nacional

Ex-ministra dos povos indígenas do governo Lula, Sônia Guajajara se reelegeu deputada federal pelo PSOL
Ex-ministra dos povos indígenas do governo Lula, Sônia Guajajara se reelegeu deputada federal pelo PSOL

Os resultados do primeiro turno mostram que a presença de povos indígenas no Congresso Nacional ficará abaixo de 1% em 2027. Apenas duas das 45 candidaturas indígenas lançadas pela “Bancada do Cocar” foram eleitas no primeiro turno. 

A bancada é um movimento iniciado no Acampamento Terra Livre em 2017 e tentou eleger deputados e senadores indígenas para defender suas pautas. Para a Pública, a deputada federal Célia Xakriabá (PSOL-MG), que não retornará à Câmara para novo um mandato em 2027, afirma que o objetivo era eleger entre seis a oito parlamentares federais. Entre os 45 candidatos, apenas Sônia Guajajara (PSOL-SP), com 54.207 votos, e Juliana Cardoso (PT-SP), com 111.904 votos, conseguiram uma cadeira na Câmara. 

Outros 21 nomes, de vários locais do país e que participaram do projeto, conseguiram cargos de suplente. Entre todas as candidaturas, o único candidato da bancada do cocar que disputou um cargo majoritário, Isael Munduruku (Rede-AM), não conseguiu se eleger a governador do Amazonas. Ismael (Rede-AM), único candidato a senador do projeto, também não foi eleito.

Isael Munduruku fez parte do movimento Aldear a Política como candidato ao governo do Amazonas, mas não se elegeu
Isael Munduruku fez parte do movimento Aldear a Política como candidato ao governo do Amazonas, mas não se elegeu

Sônia Guajajara entende que o Projeto Aldear a Política ajudou a ampliar candidaturas, formar lideranças e colocar as pautas indígenas no debate eleitoral. Entretanto, para ela, as eleições foram muito desiguais para indígenas. “Muitas candidaturas indígenas tiveram poucos recursos, pouco tempo de televisão, estruturas partidárias insuficientes e enfrentaram racismo, violência política e dificuldades territoriais”, denuncia.

“O resultado acende um sinal de alerta, mas não representa um recuo da nossa mobilização. Essa força não desaparece quando termina a eleição. É dela que precisamos para combater o desmanche das políticas ambientais e mostrar à sociedade que direitos indígenas e demarcações estão diretamente ligados à preservação das nossas florestas e combate à crise climática”, ressalta.

Para Guajajara, diante de um Congresso majoritariamente anti-indígena, é necessário fortalecer o diálogo, não só com os partidos de esquerda, mas com parlamentares comprometidos com a existência dos povos originários e com a defesa da Constituição. Fora do Congresso, a deputada afirma que é preciso consolidar as organizações indígenas, a comunicação dos territórios e a formação de novas lideranças.

“Precisamos acompanhar as comissões, disputar relatorias, impedir votações apressadas e apresentar projetos que tornem permanentes as políticas construídas nos últimos anos. Quando uma proposta violar direitos constitucionais, devemos acionar os instrumentos jurídicos cabíveis e as instituições de proteção”, conclui. 

A possibilidade de alteração na Constituição Federal

“Se na legislatura passada houve um aumento de proposições legislativas contrárias aos povos indígenas, nos últimos quatro anos foram 83 [proposições feitas], o que cabe esperar, nos próximos quatro anos, é que muitas dessas, ou várias dessas, concluam o ciclo legislativo”, diz Ventura. 

Ele teme não apenas a sanção de propostas com impacto negativo aos indígenas, mas também o aumento de proposições legislativas no mesmo sentido. Entre todos os prejuízos, o que mais se espera é que haja tentativas e processos para mudar a Constituição Federal de 1988, que protege os direitos fundamentais dos povos originários e comunidades tradicionais.  

A alteração da Constituição Federal não é um perigo ilusório. Durante um evento em Goiânia, nesta terça-feira, 6 de outubro, o candidato Flávio Bolsonaro (PL-RJ) decretou que pretende atuar junto com a maioria no Senado e na Câmara dos Deputados para eleger um novo Presidente da Câmara e “mudar a Constituição e redemocratizar o país”.

O Artigo 231 da Constituição Federal de 1988 regula as terras de povos indígenas, proibindo a remoção de suas terras, determina que a posse e o usufruto das riquezas extraídas do território é dos indígenas, além de determinar a competência da demarcação de terras à União.

Ricardo Terena, diretor jurídico da Articulação dos Povos Indígenas do Brasil (Apib), explica que, hoje, o Supremo Tribunal Federal (STF) já entende o artigo 231 como cláusula pétrea, dispositivo imutável da Constituição Federal de 1988, mesmo com emendas parlamentares. No entanto, mesmo que a discussão, juridicamente, não seja válida, a atuação do STF acerca dos direitos indígenas é uma preocupação para Terena. 

“Nós temos o Supremo criando alguns entraves no processo de demarcação, aumentando a possibilidade de indenizações nos processos de demarcação das terras indígenas, colocando certas limitações para o que a gente chama de redimensionamento das terras indígenas”, explica.

Advogado Ricardo Terena, da Apib, preocupa-se com a possível guinada à direita no STF
Advogado Ricardo Terena, da Apib, preocupa-se com a possível guinada à direita no STF

Desde a explosão do Caso Master e a divulgação de conversas entre Daniel Vorcaro e o ministro Alexandre de Moraes, que ocasionou uma crise institucional na Corte, a reforma do STF é um dos principais tópicos da campanha de Flávio Bolsonaro à Presidência da República. O senador do PL do Rio de Janeiro, inclusive, já anunciou que, se eleito, apresentará uma proposta de reforma no Judiciário. 

Para Ventura, uma reestruturação do STF significa um caminho tortuoso aos povos indígenas. “Se o Flávio Bolsonaro utilizar suas prerrogativas para transformar o Supremo Tribunal Federal numa corte também reacionária nós estaremos diante de um período que podemos chamar de autoritário dentro de uma forma democrática. E, num período autoritário, os direitos dos povos indígenas não estão, evidentemente, garantidos”, conclui. 

Terena entende que não seria necessário uma reforma no Judiciário para gerar um impacto aos povos originários. “O próximo presidente vai ter a indicação de quatro ministros e, dependendo de como é o posicionamento desses ministros, vamos ter muitos problemas com relação ao debate sobre direitos indígenas no Supremo”, avalia. 

Em uma possível eleição de Bolsonaro, Terena prevê ministros sem comprometimento direto com os direitos indígenas. Já em um cenário onde Lula é reeleito, o advogado vê mais possibilidades de pessoas comprometidas com os direitos indígenas no STF.

Mesmo assim, as Propostas de Emenda à Constituição (PEC) que tramitam no Congresso Nacional hoje mostram um cenário que coloca a integridade do Artigo 231 em risco. A PEC 48/2023, que muda o Artigo 231 para instaurar o Marco Temporal foi aprovada pelo Senado e tramita agora na Comissão de Constituição e Justiça e de Cidadania (CCJC) da Câmara dos Deputados. 

A proposta prevê entraves administrativos para a demarcação de terras, como a limitação de terras apenas para aqueles que já estavam nela e usufruindo do ambiente em 5 de outubro de 1988; também institui indenização a não-indígena. Terena explica que por tramitar como uma emenda constitucional, ela não passa por sanção ou veto do presidente da República.

Pelo menos quatro outras PECs que tramitam no Congresso Nacional, atualmente, propõem que o Artigo 231 seja alterado para determinar a competência da demarcação de terras ao Congresso Nacional, ao invés da União. Para Ricardo Terena, uma mudança para o legislativo ocasionaria um prejuízo ao processo de homologação de terras, que hoje já passa por um processo complexo de estudos. 

“Quando a gente chega no momento de homologação, que é o ato do presidente da República, basicamente todo o processo já está feito [e] o Ministério da Justiça já validou. Quando a gente transfere essas competências para outros órgãos, como o legislativo, está sujeitando o direito das comunidades indígenas a certas dinâmicas políticas que prejudicam muito o processo de demarcação”, alega.

Um Congresso com baixa representação indígena, transformaria a demarcação de territórios em um acordo político, onde os movimentos indígenas não alcançariam maioria, analisa o advogado. 

Órgãos de defesa aos indígenas em perigo

Além dos direitos descritos por lei, órgãos que são ferramentas para a proteção dos povos indígenas também podem ser afetados pelo aumento da bancada da direita e até por uma eventual mudança na presidência da República. Ainda sem resultados para presidente, o que Ventura vê são dois caminhos, ambos tortuosos, para as entidades como a Fundação Nacional dos Povos Indígenas (Funai).

Em um cenário em que Lula é eleito, Ventura prevê um movimento de resistência dos órgãos públicos, que esbarrarão com um Congresso Nacional que dificultará suas ações. Já em um cenário em que Flávio Bolsonaro seja eleito, o secretário espera um desmonte absoluto da Funai. “Não cabe esperar por uma questão especulativa, o que nós pensamos que poderia acontecer, porque isso já aconteceu no governo Jair Bolsonaro”, alerta.

Durante o Governo de Jair Bolsonaro, a Funai foi transformada em uma ferramenta anti-indígena. O órgão foi militarizado, houve abertura de processos administrativos disciplinares contra servidores de carreira, além de paralisação de processos de demarcação de terras. Com Flávio, Ventura vê um caminho parecido, de desmantelamento e reconfiguração de órgãos indigenistas. 

A questão orçamentária também pode ser um entrave. Como o Congresso Nacional é quem decide o orçamento de cada instituição, Terena prevê a incapacidade de agir por motivos financeiros. “Nos últimos tempos, a gente também tem lidado muito com uma circunstância de projetos, de decretos legislativos que, de alguma maneira, suspendem atos, às vezes, do presidente da República. São instrumentos utilizados para tentar, de alguma maneira, atacar a demarcação das terras indígenas”, conclui.

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