❌

Normal view

Filme “Memórias do Cárcere” de Sérgio Graciano estreia-se hoje nos cinemas

22 October 2026 at 13:21

O filme “Memórias do Cárcere”, de Sérgio Graciano, a partir de um livro de memórias e de histórias de Camilo Castelo Branco passadas na prisão, estreia-se hoje em mais de 30 salas de cinema.

O filme, produzido pela Leopardo Filmes, é uma adaptação da obra “Memórias do Cárcere”, de Camilo Castelo Branco, e um dos últimos projetos a envolver o argumentista Carlos Saboga, que morreu em março passado.

A produtora descreve o filme como “um fascinante e vívido retrato” de Camilo Castelo Branco (1825-1890), quando esteve preso com Ana Plácido, no Porto, por causa de um “célebre processo por adultério que abalou a sociedade portuguesa do século XIX”.

No livro, Camilo Castelo Branco não só recorda as condições em que encarcerado na antiga Cadeia da Relação do Porto – onde escreveu o romance “Amor de Perdição” – como relata personagens e histórias de crime de outros reclusos.

O elenco do filme conta com Albano Jerónimo e Maria João Bastos nos principais papéis, além de Paulo Pires, Afonso Pimentel, João Pedro Vaz, Marcello Urgeghe e Adriano Carvalho, entre outros.

De acordo com a Leopardo Filmes, “Memórias do Cárcere” chega a mais de 30 salas de cinema, dias antes de ser apresentado em competição no Festival Internacional de Cinema de Tóquio, que começa no dia 26.

O filme tem estreia assegurada em França em março de 2027.

“Memórias do Cárcere” é o segundo filme realizado por Sérgio Graciano a estrear-se este ano nos cinemas portugueses, depois de “Playback”, dedicado ao músico Carlos Paião, que chegou às salas em agosto.

Sérgio Graciano tem no currículo a realização de várias produções para televisão, como as séries “Conta-me como foi” e “Auga Seca”, o programa “Último a Sair” e as telenovelas “Laços de Sangue” e “Prisioneira”.

Em 2012 estreou a primeira longa-metragem de ficção, “Assim Assim”, à qual se seguiram, entre outros, “Uma vida à espera” (2016), “Perdidos” (2017), “Linhas de sangue” (2018), “O som que desce na terra” (2021) e “Soares é fixe” 2024.

Com a Leopardo Filmes Sérgio Graciano também fez o filme “Os papéis do Inglês” (2024), a partir de uma trilogia literária de Ruy Duarte de Carvalho, e prepara, segundo esta produtora, o filme “Os Adeuses”, numa adaptação de uma obra de Juan Carlos Onetti e que será protagonizada pelo produtor Paulo Branco.

Arthur Harari: "Um filme ganha vida quando nos escapa"

22 October 2026 at 10:05
Entrevista com o cineasta francês sobre "A Desconhecida", que se estreia agora em Portugal. Uma obra que não procura tranquilizar o espectador nem esclarecer todas as suas dúvidas. 

© Getty Images for IMDb

Arthur Harari, sobre “A Desconhecida”: “Precisava de dar ao filme uma identidade própria, mesmo sem saber ainda exactamente o que ele viria a ser”

Três filmes para ver esta semana

22 October 2026 at 06:30
A farsa "A Comédia Francesa", o policial "The Moneymaker — O Falsificador", e "Memórias do Cárcere", de Sérgio Graciano, segundo o livro de Camilo, são as escolhas da semana de Eurico de Barros.

"A Comédia Francesa" é uma hilariante farsa passada nos bastidores da Comédie-Française

L’estranea, da Bari a Roma l’incubo corre verso gli Oscar: Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi nel thriller che non dà tregua

22 October 2026 at 06:30

Un film potente, originale e aperto a molteplici interpretazioni. Da vedere, possibilmente senza aspettarsi di uscire dalla sala particolarmente rasserenati

Tra le strade di San Lorenzo e una Capitale assediata dalla pioggia prende forma il dramma familiare diretto da Paolo Strippoli. Un film psicologico inquietante e visionario, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027, che esplora il prezzo dei desideri e l’illusione di poter controllare il destino.

A volte basta alterare la percezione della realtà, incrinare le certezze e trasformare ciò che appare familiare in qualcosa di profondamente minaccioso. È su questo terreno che si muove il nuovo lungometraggio di Strippoli, un’opera che fin dalle sequenze iniziali avverte il pubblico, senza bisogno di dichiararlo: allacciate le cinture, perché i prossimi 115 minuti non saranno una passeggiata.

L’obiettivo è generare inquietudine, disagio, un senso crescente di instabilità. E da questo punto di vista il risultato è pienamente raggiunto. L’estranea è un film che non cerca di piacere a tutti, né di rassicurare chi guarda. Preferisce turbare, insinuare dubbi e lasciare addosso una sensazione sgradevole ma cinematograficamente stimolante.

Una regia che aggredisce i sensi: immagini, musica e suoni diventano protagonisti

Strippoli costruisce un universo visivo e sonoro nel quale ogni elemento contribuisce a destabilizzare lo spettatore. La macchina da presa non si limita a registrare gli avvenimenti, ma si muove incessantemente, gira attorno ai personaggi, li osserva da prospettive impreviste e talvolta sembra volerli imprigionare.

La colonna sonora irrompe con volumi elevati, gli effetti acustici assumono frequenze taglienti, mentre le luci colorate accentuano il carattere quasi allucinatorio di alcune sequenze. Nulla appare casuale: fotografia, montaggio, musica e regia partecipano alla costruzione di un unico organismo narrativo, nervoso e soffocante.

Per certi aspetti viene in mente il cinema di Paolo Sorrentino, soprattutto quello de Il divo, dove suono e immagine si fondono in una rappresentazione fortemente stilizzata. Ma mentre Sorrentino utilizza questa combinazione per creare un universo affabulatorio, barocco e visionario, Strippoli la trasforma in uno strumento di pressione psicologica.

Emblematica, in questo senso, la sequenza ambientata durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 2006. L’euforia collettiva diventa una cornice straniante, nella quale il rumore della festa sembra amplificare anziché cancellare l’angoscia individuale.

Da Bari a Roma, una famiglia perfetta e un patto con il destino

La vicenda prende forma a Bari, alla fine degli anni Novanta, all’interno della famiglia Colonna. Una famiglia dell’alta borghesia, economicamente agiata, apparentemente felice e convinta di avere davanti un futuro luminoso.

Anna, interpretata da Jasmine Trinca, e il marito Walter, cui dà volto Adriano Giannini, ripongono grandi aspettative nei figli Alice e Tobia. Il successo sembra un diritto acquisito, la felicità una condizione destinata a durare. Ma il destino, come spesso accade nel cinema e ancor più frequentemente nella vita, non sottoscrive contratti a tempo indeterminato.

Una successione di eventi drammatici incrina progressivamente quella costruzione di certezze, mettendo Anna davanti a un interrogativo terribile: fino a che punto è lecito spingersi per salvare ciò che si ama? È proprio quando la disperazione raggiunge il suo culmine che compare una figura misteriosa, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Un’estranea dotata di poteri inspiegabili, capace di offrire una via d’uscita dalle tragedie familiari. La sua proposta è apparentemente semplice: rimediare a una sventura in cambio di un sacrificio. Naturalmente, il prezzo potrebbe rivelarsi molto più alto del previsto.

L’ambientazione romana

Il racconto si sviluppa su due piani temporali. Al passato barese si contrappone la Roma contemporanea, dove Anna si presenta nell’appartamento della figlia Alice, interpretata da Romana Maggiora Vergano, per rivelarle il segreto che ha segnato l’esistenza della famiglia. La Capitale non rappresenta soltanto una seconda ambientazione geografica, ma diventa lo scenario nel quale i conti rimasti in sospeso tornano drammaticamente a galla.

Da San Lorenzo a Termini, le location del film

La presenza romana non è affatto marginale. L’estranea è stato girato anche nella Capitale, utilizzando ambientazioni riconoscibili, soprattutto nel quartiere San Lorenzo, nella zona della stazione Termini e in diverse strutture ospedaliere. Tra le location figurano via degli Ausoni, lo scalo ferroviario osservato dall’alto, l’Ospedale San Camillo, l’American Hospital e gli studi cinematografici di via Tiburtina. Anche l’appartamento romano di Alice, spazio fondamentale per la costruzione della tensione narrativa, è legato a questo contesto urbano. Non siamo, tuttavia, davanti alla Roma monumentale delle cartoline, dei palazzi del potere o delle terrazze mondane. Strippoli sceglie una città più quotidiana, contemporanea e claustrofobica.

La pioggia incessante che accompagna il confronto tra madre e figlia finisce per trasformare l’ambiente urbano in una proiezione dello stato d’animo dei personaggi. Roma perde progressivamente i propri contorni rassicuranti, diventando uno spazio ostile, nel quale il passato sembra impossibile da tenere fuori dalla porta. Un utilizzo della Capitale particolarmente interessante: una città che non viene celebrata, ma coinvolta nella costruzione dell’incubo. E che contribuisce alla riuscita di un film finanziato anche attraverso il programma regionale Lazio Cinema International.

Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, due interpretazioni che reggono il film

Uno degli aspetti più convincenti del lungometraggio è il confronto tra le due protagoniste. Jasmine Trinca conferma la maturità artistica raggiunta attraverso una successione di interpretazioni di notevole spessore. La sua Anna è una donna complessa, attraversata dalla paura e dal bisogno quasi ossessivo di conservare il controllo sulla propria esistenza. Non è soltanto una madre disposta a tutto per proteggere i figli. È anche una donna che desidera sentirsi indispensabile, determinante nelle scelte familiari, capace di indirizzare gli eventi secondo la propria volontà. Il suo dramma nasce proprio dallo scontro tra questa necessità di controllo e l’imprevedibilità della vita.

Valeria Bruni Tedeschi, dal canto suo, costruisce una presenza inquietante senza dover necessariamente ricorrere agli espedienti più convenzionali del cinema horror. La sua estranea possiede un’ambiguità quasi naturale, una capacità di oscillare tra apparente benevolenza e minaccia che rende il personaggio particolarmente efficace. Ma chi è davvero questa donna? Una manifestazione del male? Una creatura soprannaturale? La personificazione del destino, del senso di colpa o delle pulsioni più oscure dell’essere umano?

La sceneggiatura, firmata dallo stesso Strippoli insieme a Salvatore De Chirico, evita opportunamente di offrire una spiegazione univoca. Ed è proprio questa libertà interpretativa a costituire uno dei principali elementi di interesse dell’opera.

Non soltanto horror: il vero mostro è l’illusione di controllare la vita

Ridurre L’estranea a un film horror sarebbe limitante. L’opera attraversa diversi territori narrativi: il dramma familiare, il thriller psicologico, il fantastico e persino la tragedia morale. Al centro non c’è semplicemente una presenza minacciosa, ma un interrogativo antico quanto l’umanità: che cosa siamo disposti a sacrificare pur di cambiare il corso degli eventi? Il riferimento al patto faustiano è evidente. Tuttavia, Strippoli lo rilegge attraverso le dinamiche di una famiglia contemporanea, facendo emergere le contraddizioni che possono nascondersi dietro l’amore, l’ambizione e il desiderio di protezione.

La forza del film risiede nella capacità di trasformare un racconto soprannaturale in una riflessione sulla fragilità delle certezze borghesi, sulla maternità e sul confine, spesso incerto, tra generosità ed egoismo. Non tutto è immediatamente decifrabile e alcune scelte stilistiche possono risultare persino eccessive. Ma si tratta di eccessi che appartengono alla personalità del film, non di semplici esercizi di virtuosismo.

Da Venezia a Toronto, fino alla corsa agli Oscar 2027

La carriera internazionale de L’estranea conferma la particolarità del progetto. Coproduzione tra Italia, Francia e Belgio, il film è stato presentato in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha conquistato il Premio ARCA CinemaGiovani come miglior film italiano, per poi ottenere il secondo posto nel premio del pubblico della sezione Midnight Madness al Toronto International Film Festival. A settembre è arrivata anche la designazione ufficiale dell’Italia per la categoria Miglior film internazionale agli Oscar 2027. Una scelta tutt’altro che scontata, considerando che tradizionalmente il nostro cinema si presenta agli Academy Awards con opere drammatiche, storiche o fortemente legate alla tradizione autoriale nazionale.

Il giudizio: un film coraggioso, imperfetto e decisamente da vedere

L’estranea non è un’opera accomodante. Richiede attenzione, disponibilità a confrontarsi con immagini disturbanti e una certa tolleranza verso un’esperienza sonora e visiva talvolta volutamente esasperata. Eppure, proprio nella sua capacità di spingersi oltre i confini consueti del racconto cinematografico, trova la propria identità.

Strippoli dimostra di possedere una personalità registica riconoscibile e il coraggio di percorrere territori ancora relativamente poco frequentati dal cinema italiano contemporaneo. La sua ambizione non è soltanto spaventare, ma utilizzare la paura per indagare le debolezze umane.

Alla fine della proiezione rimane una domanda in sospeso: siamo davvero padroni delle nostre scelte oppure trascorriamo l’esistenza cercando disperatamente di convincerci di esserlo?

L'articolo L’estranea, da Bari a Roma l’incubo corre verso gli Oscar: Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi nel thriller che non dà tregua proviene da Affaritaliani.it.

Ghali difende Spin Time a Roma: «Grazie a chi lo tiene vivo». E sulle proteste di Milano: «Ascoltate i giovani»

21 October 2026 at 11:21

Il rapper alla Festa del Cinema di Roma per il film A Mare, girato con le famiglie degli immobili occupati. Poi interviene sugli scontri di Milano: «Non confondiamo chi manifesta pacificamente con chi usa la violenza».

Ghali prende posizione sul caso Spin Time e difende l’esperienza della comunità che vive nell’immobile occupato di Roma. Lo fa dal Maxxi, in occasione della Festa del Cinema, dove ha partecipato alla presentazione di A Mare, il film di Alessandra Cutolo che racconta le storie di alcune famiglie migranti residenti negli edifici Spin Time e 4 Stelle.

«Grazie a chi fa parte di Spin Time e chi si è impegnato ogni giorno per tenerlo vivo», ha dichiarato il rapper, esprimendo pubblicamente il proprio sostegno a una realtà abitativa e sociale da tempo al centro del dibattito cittadino.

Spin Time e il film sui bambini migranti

La pellicola segue un gruppo di madri e figli provenienti da Nigeria, Etiopia, Senegal, Marocco, Eritrea e Tunisia durante una giornata al mare. Un viaggio apparentemente spensierato che assume un significato drammatico quando scompare il piccolo Adonai, facendo riaffiorare il ricordo delle traversate del Mediterraneo.

La partecipazione di Ghali al progetto nasce da un episodio imprevisto. Durante una scena girata in treno, i bambini hanno iniziato spontaneamente a cantare Casa mia, il brano presentato dall’artista a Sanremo nel 2024. Come raccontato dalla regista, inizialmente si temeva di dover eliminare la sequenza per i costi dei diritti musicali. Contattato dalla produzione, Ghali ha invece autorizzato gratuitamente l’utilizzo della canzone, dopo aver visto il film, e ha accettato di assistere alla proiezione romana.

Gli scontri di Milano: «La protesta è un diritto»

A margine della presentazione, il cantante è intervenuto anche sulle manifestazioni che hanno interessato Milano e sul malcontento sociale che attraversa il Paese. Intervistato dal Tg3, Ghali ha sostenuto che le mobilitazioni rappresentano la richiesta di risposte a problemi che riguardano non soltanto i giovani, ma anche le altre generazioni. Da qui il suo invito alle istituzioni e alla società ad ascoltare le ragioni di chi protesta.

Sul ricorso alla violenza durante i cortei, il rapper ha chiesto di evitare generalizzazioni, distinguendo nettamente gli autori degli scontri dai manifestanti pacifici. «Non distraiamoci, sono due cose ben distinte, chi sta usando la violenza e chi scende in piazza a manifestare il proprio diritto», ha sottolineato.

Dalla questione abitativa romana alle tensioni sociali milanesi, Ghali conferma così la propria attenzione ai temi dell’inclusione e delle disuguaglianze, affidando alla ribalta della Festa del Cinema un intervento che si spinge oltre la presentazione del film.

L'articolo Ghali difende Spin Time a Roma: «Grazie a chi lo tiene vivo». E sulle proteste di Milano: «Ascoltate i giovani» proviene da Affaritaliani.it.

Quem é o ator irlandês que poderá fazer história ao competir contra si próprio nos Óscares de 2027?

20 October 2026 at 19:58

O ator irlandês está entre os nomes apontados para a corrida ao Óscar de Melhor Ator em 2027, graças a uma interpretação que tem conquistado a atenção da crítica. No entanto, a possibilidade de receber uma segunda nomeação na mesma categoria, por um filme diferente, poderá levá-lo a fazer história nos prémios da Academia de Hollywood.

Mostra de Cinema de Angra do Heroísmo tem como foco a música

20 October 2026 at 17:05
Iniciativa do Cine-Clube da Ilha Terceira "elege a música como fio condutor da programação", através de três documentários que chegam em estreia à ilha Terceira.

© Keystone/Getty Images

Para a organização, os filmes selecionados "ultrapassam a simples biografia e afirmam-se também como retratos de épocas e de sociedades"

“Memórias do Cárcere”: liberdade para Camilo Castelo Branco

20 October 2026 at 16:34
Sérgio Graciano assina uma boa adaptação do livro "Memórias do Cárcere", de Camilo Castelo Branco, que tem Albano Jerónimo no papel do escritor. Eurico de Barros dá-lhe três estrelas.

Albano Jerónimo personifica Camilo Castelo Branco em "Memórias do Cárcere"

Filme sobre confinamento de Wuhan estreia na China

20 October 2026 at 08:49
"Heróis de Branco" recria os 76 dias de confinamento de Wuhan, entre janeiro e abril de 2020, é protagonizado pelo ator de Hong Kong Andy Lau e pela atriz chinesa Yang Zishan.

© SHEPHERD ZHOU/EPA

O anúncio da estreia provocou reações divergentes nas redes sociais chinesas, onde alguns internautas manifestaram relutância em reviver as dificuldades daquele período

Alentejo e Estremadura espanhola criam "corredor cultural"

19 October 2026 at 23:17
A aliança "A Fronteira da Cultura" foi constituída esta segunda-feira, em Évora. Envolve concelhos como Évora, Elvas, Badajoz e Cáceres e arranca em 2027.

© NUNO VEIGA/LUSA

A iniciativa arranca com 24 participantes, mas está aberta à adesão de mais instituições e agentes culturais interessados, oriundos de outros concelhos de ambas as regiões

Morreu a atriz Clara Joana. Tinha 85 anos

19 October 2026 at 17:50
A atriz lisboeta participou em filmes como "Pão, Amor e... Totobola!" e "A ilha dos Amores", na década de 1960. "O Caminho Perdido" foi a sua última curta-metragem, em 2005.

© Facebook/Clara Joana

Clara Joana numa família de tradições teatrais, sendo filha do ator António Vitorino
❌