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Autostrade per l’Italia, A1 Milano-Napoli: aprono 4 km di nuovo tracciato tra Firenze Sud e Incisa Reggello


Autostrade per l’Italia, A1 Milano-Napoli: nuovi tratti aperti al traffico tra Firenze Sud e Incisa Reggello, chiusure e modifiche alla viabilità

Proseguono i lavori di ampliamento alla terza corsia dell’A1 Milano-Napoli, nel tratto compreso tra Firenze Sud e Incisa Reggello. Dopo il completamento dello scavo della galleria San Donato, il Gruppo Autostrade per l’Italia si prepara a mettere in esercizio oltre 4 chilometri di nuovo tracciato, un intervento che consentirà di avviare la riqualificazione delle carreggiate originarie dell’Autosole.

Le operazioni coinvolgeranno oltre 100 tra tecnici e operai, con il supporto di 50 mezzi, e saranno suddivise in due fine settimana per limitare i disagi alla circolazione. La prima fase prenderà il via alle 22 di venerdì 23 ottobre e proseguirà fino al pomeriggio di domenica 25 ottobre, interessando il tratto tra le aree di servizio Chianti e le gallerie San Donato.

Durante le lavorazioni sarà garantito il transito su una corsia per senso di marcia, mentre nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle 22 alle 6, il tratto tra Firenze Sud e Incisa Reggello sarà completamente chiuso in entrambe le direzioni. Dal pomeriggio di domenica la circolazione tornerà regolare su due corsie per senso di marcia, con il traffico diretto a Roma trasferito su oltre un chilometro della nuova carreggiata.

Per ridurre i disagi, Autostrade per l’Italia ha previsto un potenziamento dei servizi di assistenza e monitoraggio del traffico, con pattuglie aggiuntive e presidi operativi attivi 24 ore su 24. Possibili rallentamenti sono attesi nella giornata di sabato e nella mattinata di domenica. Per gli spostamenti brevi saranno disponibili percorsi alternativi tra gli svincoli di Firenze Sud e Incisa Reggello, mentre per le lunghe percorrenze viene consigliato il tragitto attraverso i raccordi Siena-Firenze e Siena-Bettolle. Sono previste anche limitazioni nelle aree di servizio: Chianti Est resterà chiusa dalle 22 di venerdì 23 ottobre alle 15 di domenica 25 ottobre, mentre Chianti Ovest sarà chiusa dalle 20 di sabato alle 6 di domenica.

La seconda fase dei lavori è programmata per il fine settimana dal 6 all’8 novembre, quando entreranno in esercizio ulteriori 3 chilometri di nuova carreggiata. L’intervento rientra nel più ampio programma di ammodernamento della rete autostradale, finalizzato a migliorare la sicurezza, l’efficienza e la qualità della circolazione. Per aggiornamenti in tempo reale sulla viabilità è possibile consultare il sito di Autostrade per l’Italia o contattare il numero 803.111, attivo 24 ore su 24.

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Caro carburanti, Eni prolunga il price cap fino a dicembre. Descalzi: “Monitoreremo i prezzi”

Carburanti, Eni conferma il price cap fino a fine anno

“Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno. Per quando riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina (come annunciato a inizio ottobre), monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo”. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, nel corso di un colloquio telefonico con alcune testate giornalistiche, e confermato all’ANSA da un portavoce della società.

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Chat dell’odio a Crema, la Polizia scopre le ronde fasciste: “Organizzate per aggredire stranieri e maranza”

Crema, scoperta la chat dell’odio: “Ronde per aggredire gli stranieri”

Una chat di gruppo nata con un obiettivo preciso: organizzare spedizioni punitive nel cuore di Crema e mettere in atto delle vere e proprie ronde “per individuare e aggredire stranieri e maranza”. A scoprirla sono stati gli agenti della Polizia di Stato durante gli accertamenti e i controlli scattati dopo i cortei e i disordini registrati il 17 e il 18 ottobre.

Il canale social mostrava come foto identificativa il volto di Benito Mussolini ed era gestito da un giovane italiano di vent’anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di furto e minacce. All’interno della conversazione sono stati trovati numerosi testi che istigavano alla violenza, conditi da insulti a sfondo razziale ed estremista come “iniziamo dai negri”, “riapriamo i forni” e “viva il Duce sempre”.

Nel frattempo, sul fronte delle manifestazioni, arriva il cambio di programma da parte degli organizzatori: “Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo“. L’annuncio è stato diffuso via social dai portavoce del Movimento 17 ottobre. Il gruppo di recente formazione ha chiarito che “alle 14.30 in punto, in ogni città” verranno resi noti “tre concentramenti”. 

L’indicazione fornita ai partecipanti è che “ognuno si organizzi con il proprio punto di riferimento” e che successivamente, alle 15.30, verrà resa nota “la piazza finale”. “I tre concentramenti si muoveranno in corteo”,spiegano i promotori descrivendoli come “tre fiumi che confluiscono”, prima di concludere con un messaggio di sfida: “Non ci hanno fermato le leggi non ci fermeranno i blindati”.

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Gelmini: “Scontri a Milano? Ha ragione Crosetto: dietro le violenze c’è una guerra ibrida”. E sul caro vita…

Social, Gelmini annuncia un emendamento al decreto per regolamentare l’accesso dei minori

Dopo le violenze dello scorso fine settimana a Milano, con le forze dell’ordine colpite, vetrine sfondate e negozi saccheggiati, Mariastella Gelmini, ex ministra dell’Istruzione e oggi in Noi Moderati, difende la linea del governo: reato di partecipazione violenta, più agenti in città e il principio “chi distrugge paga”, con i genitori chiamati a rispondere per i minorenni. Ma, avverte, la risposta non può essere solo securitaria: servono formazione, contrasto alla povertà educativa, oratori e sport. Sui social appoggia la lettura di Crosetto sulla “guerra ibrida” e annuncia un emendamento al decreto per regolamentare l’accesso dei minori. L’intervista di Affaritaliani.

Proteste a Milano, giovani che scendono in piazza e devastano i centri. Che cosa spinge questi ragazzi a fare gesti simili? Non si sentono davvero ascoltati?

Le immagini viste lo scorso fine settimana a Milano sono inaccettabili. Sono state colpite le Forze dell’Ordine, tanti commercianti e passanti sono stati costretti a rinchiudersi nei negozi, abbiamo visto vetrine sfondate e attività saccheggiate. Questo non è disagio giovanile, questa è violenza. È guerriglia. La sinistra che minimizza e fatica a riconoscere la gravità di quanto successo commette un grosso errore.

Da ex ministra dell’Istruzione, che impressione le fa vedere di nuovo scuole occupate e cortei in tutta Italia?

Protestare è legittimo, il problema è quando si ricorre alla violenza e all’illegalità. Questo purtroppo danneggia anche gli studenti che in maniera tranquilla vogliono manifestare e ed esprimere le proprie ragioni e hanno tutto il diritto di farlo.

Come si deve rispondere a ragazzi così giovani: con le misure di sicurezza o con altro?

Ha fatto bene il governo a introdurre il reato di partecipazione violenta, a potenziare la presenza delle Forze dell’Ordine a Milano e soprattutto a stabilire un principio sacrosanto: chi distrugge paga e, se si è minorenni, ne rispondono i genitori. Di fronte a quello che è accaduto, non ci sono giustificazioni che tengano. Lo Stato c’è. Voglio però anche sottolineare che, grazie a Noi Moderati, la risposta del governo non è solo securitaria, come vuol far credere la sinistra: da sempre con Maurizio Lupi lavoriamo su formazione, contrasto al disagio e alla povertà educativa, recupero dei Neet, oratori come luoghi di socialità e lo sport come strumento educativo.

A proposito di disagio giovanile, c’è una stretta anche sui social?

Sono d’accordo con il ministro Crosetto, quando afferma che dietro i fatti di Milano c’è una guerra ibrida, perché la violenza corre veloce anche sul web, attraverso canali non convenzionali come App e social network. Al decreto varato qualche giorno fa in Cdm, come Noi Moderati presenteremo un emendamento che nasce dalla nostra proposta di legge per regolamentare l’accesso dei minori sui social. È come un puzzle, tutto si tiene e bisogna partire anche da qui.

Il governo sta “sottovalutando il malessere sociale”? E quali sono le soluzioni che lei proporrebbe per arginare il malcontento e per rispondere a queste piazze?

No, il governo non lo sta sottovalutando. Dalle proteste degli studenti fino alla vicenda degli autotrasportatori, la risposta dell’esecutivo non si è fatta attendere, questo perché c’è una profonda consapevolezza di quelle che sono le difficoltà vissute ogni giorno dagli italiani. Ma dobbiamo dire con chiarezza che il caro vita non è colpa del governo, è frutto del difficile momento geopolitico che stiamo vivendo. E il governo, dal caro bollette al carrello della spesa, fino al taglio delle accise, è prontamente intervenuto.

In piazza abbiamo visto tanti minorenni e ragazzi tanto piccoli. La responsabilità è solo delle istituzioni, o va anche ricercato nelle famiglie, nella scuola ecc?

La crescita di un adolescente è una responsabilità collettiva. Le famiglie non possono esser lasciate sole, non si può scaricare tutto sulla scuola. Per questa ragione credo che si debba ricostruire la comunità educante: genitori, insegnanti, istituzioni, ma anche enti locali, associazioni e mondo dello sport, siamo tutti chiamati ad affiancare i ragazzi nel loro percorso di crescita.

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Proteste tir e caro carburanti, Peron (FIAP): “Basta aiuti a pioggia, i rincari vanno trasferiti sui committenti”

La ricetta di Alessandro Peron (FIAP) sul caro-gasolio

Mentre il Governo annuncia le prime risorse per contenere il caro-gasolio, il settore dei trasporti continua ad affrontare una situazione molto complessa. Il costo del carburante pesa enormemente sui bilanci delle imprese e rende difficile coprire le spese. Da una parte le associazioni di categoria chiedono regole chiare per far fronte ai rincari; dall’altra molte aziende committenti continuano a considerare il trasporto solo come una voce di spesa da tagliare, senza comprenderne il valore reale.

Ma il problema del carburante è soltanto una parte della questione. I contributi promessi dallo Stato sono sufficienti o servono interventi più profondi? Quanto rischiano le piccole imprese di lavorare in perdita? E le proteste esplose nelle ultime settimane sono del tutto rientrate o c’è il rischio di nuove tensioni? A fare il punto è Alessandro Peron, Segretario Generale della FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali), che ad Affaritaliani spiega le priorità del settore e i cambiamenti necessari: “La logistica è un settore strategico per l’Italia, non ci si può ricordare dei trasporti soltanto durante le emergenze”.

Dopo gli aiuti annunciati dal Governo, le risorse stanziate sono sufficienti ad affrontare il caro-gasolio o servono interventi strutturali? Quali misure ritenete indispensabili?

L’intervento economico stanziato dal Governo è indubbiamente significativo, ma non possiamo dimenticare che il carburante pesa per ben il 30% sui costi operativi di un’azienda di autotrasporto. Fortunatamente, dal 2022 disponiamo della clausola di fuel surcharge, uno strumento normativo che consente di ribaltare i maggiori oneri del gasolio direttamente sul committente. L’ultimo decreto approvato ha ulteriormente rafforzato questa misura, anche se in sede di conversione e con i successivi decreti attuativi occorrerà chiarirne la concreta applicazione a terra. L’adeguamento normativo è fondamentale per fronteggiare un rincaro del gasolio che non sarà temporaneo: ci aspettiamo che i prezzi rimangano elevati a lungo. Oltre a questo, è indispensabile mantenere un dialogo costante tra Esecutivo e associazioni di categoria. La logistica e l’autotrasporto rappresentano un settore strategico per l’Italia che non può essere considerato solo in fase d’emergenza. Serve una vera politica industriale di respiro interministeriale: come dimostrato di recente, il nostro comparto non riguarda soltanto il Ministero dei Trasporti, ma impatta direttamente su Mimit, Lavoro,Agricoltura e Interni.

Quanto rischiano le aziende di lavorare in perdita se i prezzi restano su questi livelli?

Il problema è complesso e, prima di tutto, culturale. In Italia contiamo circa 90.000 imprese di autotrasporto: 85.000 hanno meno di 15 dipendenti e ben la metà non supera i tre addetti. In un mercato così parcellizzato, fatto di micro-aziende e “padroncini”, manca spesso la forza contrattuale necessaria per far rispettare le tutele normative già esistenti. Questo divario negoziale spinge purtroppo molte realtà a lavorare sottocosto.  A ciò si aggiunge il paradosso della carenza di autisti e mezzi: in una situazione in cui l’offerta è inferiore alla domanda, i prezzi dovrebbero salire, mentre nel nostro settore continuano a scendere. Ma la responsabilità non è solo del nostro comparto: vi è una forte miopia da parte dell’industria e della committenza, che continua a considerare il trasporto come un mero costo da tagliare, senza curarsi della regolarità contributiva o della manutenzione dei mezzi. È una visione anacronistica. Oggi la logistica è la chiave strategica d’acquisto per il consumatore finale, che sceglie il commercio elettronico per la velocità di consegna: serve un cambio radicale d’approccio per riconoscere il valore reale di chi muove le merci.

Dopo la sospensione dei blocchi, considerate chiusa la mobilitazione o il settore potrebbe tornare a protestare? Quali condizioni servono per scongiurare nuove agitazioni?

Va precisata una cosa: le 11 associazioni nazionali di categoria non hanno proclamato né attuato alcun fermo. Le proteste sono state promosse da movimenti autonomi, mossi dall’esasperazione di piccoli imprenditori messi a dura prova. A causare questo corto circuito è stata la prolungata assenza di confronto con le istituzioni. Oggi i fermi si sono fortunatamente conclusi. Incontrando i colleghi del Sud, è emersa la consapevolezza che le proteste di piazza non sono più la soluzione: non siamo più nei tempi in cui a uno sciopero seguiva un bonifico statale il giorno dopo. I tempi della politica e quelli delle imprese sono diversi. Chi fa impresa deve comprendere che, a fronte dei rincari del carburante, il maggior costo va ribaltato sul mercato e sui committenti. Infine, va sfatato il mito degli aumenti al consumo: i dati Cerved dimostrano che l’incidenza dell’autotrasporto sui costi finali dell’industria e della grande distribuzione è appena dello 0,1%. Un eventuale incremento del 20% delle tariffe di trasporto impatterebbe per meno di un centesimo sui prodotti meno cari. Quando si parla di rincari e speculazioni, dunque, non bisogna guardare solo ai carburanti, ma a tutta la filiera della grande distribuzione, che finisce per schiacciare sia il mondo agricolo sia quello dell’autotrasporto.

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Tajani: Inaccettabile fermo delle italiane dall’Idf, non hanno commesso reati

(Agenzia Vista) Istanbul, Turchia, 23 ottobre 2026
“Noi italiani chiediamo la liberazione immediata delle cinque donne che sono state prese italiane e prese dall’esercito israeliano”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Istanbul, Turchia.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Congresso della Lega, Salvini: “Stupito dalla candidatura di Garavaglia, ci siamo sentiti in settimana”

Salvini: “Scoprire della sua candidatura sui giornali…manco un messaggino”

“Il mio telefono è sempre acceso” e le dichiarazioni di Massimo Garavaglia “mi hanno stupito perché l’ho chiamato per più di un quarto d’ora tre giorni fa…”: così il vicepremier Matteo Salvini ad Antenna 3 replicando a Garavaglia che ha detto di non essere riuscito a parlare con Salvini. “Ero con i camionisti martedì, mi ha chiamato e non potevo rispondere. Gli ho detto che lo avrei richiamato e poi ci siamo sentiti per più di un quarto d’ora – ha aggiunto -. Scoprire della sua candidatura sui giornali… Non dico con una telefonata, ma manco un messaggino… Io comunque al telefono rispondo” ma “fa niente, andiamo avanti”. 

Garavaglia: ‘Al congresso della Lega cabina aperta per evitare dubbi e retroscena’

Al congresso della Lega bisogna votare con la cabina aperta, secondo il senatore Massimo Garavaglia: “Ci mancherebbe altro, anche per evitare retroscena imbarazzanti, è interesse di tutti evitare dubbi o questioni fastidiose e polemiche” spiega Garavaglia a Sky Tg24 entrando nel dibattito sulla cabina. I suoi delegati vogliono la cabina aperta e non chiusa, per evitare che si possa scattare una fotografia e dimostrare per chi si è votato.

Garavaglia parla poi della corsa per raccogliere le 80 firme, con un accenno anche al fatto che quelle di Salvini sarebbero di più delle 120 massime previste: “Ho fatica a raccogliere le firme? Enormemente sì, per un semplice motivo: erano state raccolte tutte… Ho dovuto trovare quei pochi a cui non era stato chiesto di firmare, è matematicamente complicato, è per quello che c’è un limite al numero di firme che si possono raccogliere, 120. Non so quante ne sono state raccolte… Questa è un’altra questione ma non mi interessa fare la polemica” aggiunge il senatore del Carroccio.

“C’è un problema di consenso della Lega? Sì. Possiamo recuperare? Sì, tantissimo, per questo ho fatto questa lucida follia di mettermi in campo. Perché ho il privilegio di essere libero e posso fare quello che voglio, non ho problemi. Mi candidano, non mi candidano, amen. Ho 58 anni è posso fare mille altre cose. Il bello è essere liberi”. L’obiettivo è “far crescere la Lega spostandola dallo stereotipo che è di estrema destra, non esiste – prosegue -. Il nostro è un elettorato trasversale, il popolo delle partite iva, di chi lavora e di chi dà lavoro. Una Lega pragmatica, che sugli aspetti sociali è addirittura più a sinistra della sinistra”. E poi serve “una spinta federalista, vera” e infine “una sana politica liberale, sia in termini di diritti, come l’ascolto dei giovani, sia in economia – conclude – ma anche sul fine vita: ascoltiamo la Cei sulle cure palliative”.

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Fincantieri, il Segretario ad interim della Marina statunitense in visita ai cantieri del Wisconsin

Fincantieri, il Segretario ad interim della Marina statunitense in visita ai cantieri agli stabilimenti di Marinette e Sturgeon Bay

Fincantieri ha accolto nei giorni scorsi Hung Cao, Segretario ad interim della Marina statunitense, nei cantieri di Marinette e Sturgeon Bay, in Wisconsin. La visita è stata l’occasione per illustrare le capacità industriali del Gruppo negli Stati Uniti, le tecnologie avanzate integrate nei processi produttivi e il potenziale delle infrastrutture cantieristiche.

Nel corso della visita, Cao ha incontrato i vertici aziendali e i dipendenti del Gruppo. Alla delegazione hanno preso parte anche Russell Vought, Direttore dell’Office of Management and Budget (OMB), Stephen Carmel, Maritime Administration Administrator (MARAD), Jerry Hendrix, Associate Director for Shipbuilding dell’OMB, ed Eugenio Santagata, Direttore Generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri.

“È stato un onore accogliere il Segretario Cao, presentargli le competenze delle nostre maestranze, illustrargli le tecnologie avanzate e i risultati degli investimenti che ci hanno consentito di accelerare i ritmi produttivi per rispondere alle esigenze della Marina statunitense”, ha dichiarato George Moutafis, CEO di Fincantieri Marine Group.“La presenza dei vertici dell’OMB e della MARAD ha rappresentato inoltre un’importante opportunità per valorizzare il potenziale di crescita del nostro sistema cantieristico in Wisconsin e il suo ruolo strategico nel rafforzamento della capacità industriale e navale degli Stati Uniti”, ha aggiunto Moutafis.

George Moutafis e Jan Allman, CEO di Fincantieri Marinette Marine, hanno illustrato alla delegazione i programmi di costruzione navale, gli investimenti realizzati e l’impegno di lungo periodo del Gruppo a sostegno della base industriale marittima statunitense. La visita ha rappresentato inoltre un’occasione per valorizzare le competenze e le capacità tecnologiche di Fincantieri, con particolare riferimento alla cantieristica digitale, alla robotica e alle tecnologie produttive avanzate.

La delegazione ha visitato entrambi gli stabilimenti, dove i dipendenti hanno mostrato le tecnologie, i processi produttivi e le soluzioni di automazione introdotte negli Stati Uniti da Fincantieri.“È sempre un piacere visitare i nostri cantieri e vedere le maestranze al lavoro”, ha dichiarato Hung Cao. “Sono loro la spina dorsale della cantieristica navale americana. La nostra Marina ha bisogno di un numero maggiore di professionisti qualificati come quelli che ho avuto l’opportunità di incontrare oggi, per continuare a essere la Marina più forte del mondo”.

A Marinette, la delegazione ha visitato la panel line automatizzata e assistito alle dimostrazioni delle maestranze sull’impiego dei respiratori elettroventilati a purificazione dell’aria (PAPR), dei robot collaborativi, i cosiddetti cobot, e degli strumenti di realtà aumentata e virtuale. Queste tecnologie vengono integrate nei processi produttivi con l’obiettivo di consentire al personale specializzato di operare in condizioni di maggiore sicurezza ed efficienza.

A Sturgeon Bay, la delegazione ha invece approfondito le capacità produttive del sistema cantieristico di Fincantieri in Wisconsin, che permette al Gruppo di incrementare i volumi produttivi e lavorare contemporaneamente alla costruzione di diverse classi di navi. Fincantieri Marinette Marine prevede inoltre di avviare a breve la costruzione delle nuove Landing Ship Medium (LSM), destinate alla Marina e al Corpo dei Marines degli Stati Uniti, a seguito delle negoziazioni con TOTE Services, responsabile della gestione del programma.

Ad aprile, la Marina statunitense aveva assegnato a Fincantieri un primo ordine da 30 milioni di dollari per l’approvvigionamento dei materiali critici del programma Landing Ship Medium. La Marina ha individuato nei cantieri del Gruppo in Wisconsin il polo industriale per le attività del programma, che riguardano quattro unità della nuova classe.

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Maranza, guerriglia a gatto selvaggio: la piazza la scopri all’ultimo, i danni il giorno dopo

Il Movimento 17 ottobre cambia strategia: appuntamenti segreti, tre cortei e destinazione comunicata all’ultimo minuto. A Roma la protesta diventa una caccia al tesoro. Ma senza dobloni e pietre preziose

C’erano una volta le rivoluzioni organizzate. Si stampavano manifesti, si convocavano assemblee, si stabilivano percorsi. Roba da dilettanti. Il Movimento 17 ottobre ha inventato la protesta a gatto selvaggio, un incrocio tra una guerriglia urbana, una caccia al tesoro e un appuntamento con l’idraulico: sai che arriva sabato, ma non hai idea di dove si presenterà. E soprattutto speri che non faccia danni.

L’ultima trovata arriva direttamente dai social: cancellati i luoghi precedentemente annunciati per domani. Scorribanda annullata e tutti a casa a giocare alla Playstation? Macché. Tutti in strada, ma con l’effetto sorpresa. Il programma è degno di un episodio di Mission: Impossible, girato però con il budget di uno z-movie.

Tre piazze, una destinazione e nessuno spoiler

Il piano prevede che alle 14.30 vengano comunicati tre punti di concentramento per ciascuna città. Alle 15.30 sarà svelata la destinazione finale. Tre cortei che confluiranno in un unico luogo. Una specie di gioco delle tre carte, soltanto che stavolta sotto il bicchiere potrebbe esserci un blindato. Chi partecipa dovrà consultare continuamente lo smartphone. Una rivoluzione con le notifiche attivate, il GPS acceso e possibilmente un power bank. Perché perdere la carica della batteria potrebbe significare perdere anche la rivoluzione.

Il tutto condito da una dichiarazione di guerra verbale alle forze dell’ordine: «Non ci hanno fermato le leggi, non ci fermeranno i blindati». Manca soltanto la voce registrata che annuncia: Questo messaggio si autodistruggerà tra cinque secondi.

Roma, il Circo Massimo e la protesta con destinazione misteriosa

Nella Capitale era stato indicato inizialmente il Circo Massimo, mentre la Questura è già impegnata a gestire altre manifestazioni programmate. Adesso anche l’appuntamento romano entra nel grande frullatore dell’imprevedibilità. Il paradosso è che nessuno sa esattamente dove si andrà a finire. Né chi deve controllare le piazze, né i commercianti preoccupati, né probabilmente buona parte degli aspiranti rivoluzionari. Naturalmente manifestare è un sacrosanto diritto costituzionale. Devastare una città no. E sarebbe opportuno non confondere chi protesta pacificamente contro il carovita con chi considera una vetrina il bersaglio di una personale rivoluzione.

Intanto, dopo gli scontri di Milano, il nuovo movimento punta tutto sull’effetto sorpresa. Il risultato è un sabato trasformato in un gigantesco reality urbano, con eliminazioni, colpi di scena e una domanda che aleggia su ogni incrocio: dove diavolo stanno andando? Una volta i rivoluzionari volevano cambiare il mondo. Questi, per cominciare, cambiano piazza. E se la rivoluzione dovesse fallire, potranno sempre riciclare il format per organizzare addii al celibato. La destinazione è segreta, il finale imprevedibile e qualcuno rischia comunque di finire in Questura.

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Cosmo, i conti del cantante non spaccano. Antipop rallenta: ricavi crollati a 66mila euro

Non “spacca” certamente con i suoi affari “Cosmo”, il cantante e disc jockey che all’anagrafe fa Marco Jacopo Bianchi e che qualche giorno fa ha pubblicato una canzone intitolata “Ti spacca la faccia il futuro” in concomitanza con i disordini di Milano.

Qualche settimana prima, infatti, “Cosmo” aveva approvato il bilancio del 2025 della sua Antipop srl (di cui ha il 100% e di cui è amministratore unico) che s’è chiuso con utile di soli 4mila euro rispetto a quello di 233mila euro del precedente esercizio e questo perché i ricavi sono crollati a 66mila euro dagli oltre 400mila euro del 2024.

Antipop è stata costituita nel 2021 a Ivrea, città natale del cantante, per occuparsi di “organizzazione e gestione di rappresentazioni artistiche nel campo della musica, del teatro e delle arti”. Anche la liquidità non brilla con circa 39mila euro rispetto ai 133mila euro dell’anno prima e la sola nota positiva viene dal patrimonio netto di oltre 600mila euro a fronte di debiti per soli 33mila euro.

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Vergiate, uccide la fidanzata a coltellate e poi si costituisce in Abruzzo

Una donna di 36 anni è stata uccisa a coltellate a Vergiate, in provincia di Varese. Per il delitto è stato fermato il compagno, Marco Panichi, 53 anni, originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila. L’omicidio sarebbe avvenuto nella mattinata di giovedì 22 ottobre, all’interno di un’abitazione presa in affitto dalla coppia nella frazione di Cuirone. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe colpito la fidanzata con un coltello durante una lite. La vittima, Grey Noralba Sanmartin Villalba, era originaria della Colombia. Dopo quanto accaduto, Panichi avrebbe lasciato il Varesotto per raggiungere l’Abruzzo. Una volta arrivato ad Avezzano, si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di via Genserico Fontana, dove avrebbe riferito di essere responsabile dell’omicidio.

La confessione e il fermo

L’uomo avrebbe parlato dell’accaduto davanti al procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato. Al termine degli accertamenti, nei suoi confronti è scattato il fermo e il 53enne si trova ora nel carcere di Avezzano. La vicenda giudiziaria è ancora alle prime battute e gli investigatori stanno ricostruendo con precisione quanto avvenuto nell’abitazione di Vergiate, compresi dinamica, orari e movente. Nel frattempo, l’Autorità giudiziaria di Avezzano procede in raccordo con la Procura di Busto Arsizio. È previsto anche il passaggio davanti al gip per la convalida del provvedimento.

Il corpo trovato nella camera da letto

Dopo la segnalazione arrivata dall’Abruzzo, i carabinieri della zona sono intervenuti nell’abitazione di Vergiate insieme ai militari del Nucleo investigativo e ai magistrati della Procura di Busto Arsizio. Per entrare nell’immobile è stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco. All’interno, il corpo della 36enne è stato trovato sul pavimento della camera da letto. La donna presentava numerose ferite provocate da un’arma da taglio, anche nella zona del collo. Nell’appartamento è stato rinvenuto un coltello da cucina, ritenuto l’arma utilizzata per il delitto. L’abitazione è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Busto Arsizio per consentire agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari.

La versione della difesa

Sul caso resta da chiarire anche la dinamica della lite. Il difensore di Panichi, l’avvocato Leonardo Casciere, ha riferito la versione fornita dal proprio assistito: secondo questa ricostruzione, l’aggressione sarebbe partita dalla donna, che avrebbe avuto un coltello in mano. Il legale sostiene inoltre che il 53enne avrebbe riportato diverse lesioni mentre cercava di difendersi, comprese ferite a un braccio e a una mano. Si tratta, però, di una ricostruzione della difesa che dovrà essere verificata dagli investigatori attraverso gli elementi raccolti nell’indagine.

L’autopsia e le indagini

La salma della vittima è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Pavia, dove sarà effettuato l’esame autoptico disposto dalla Procura di Busto Arsizio. Gli accertamenti dovranno contribuire a stabilire con maggiore precisione la sequenza dei fatti e a verificare le diverse ricostruzioni. Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo il percorso compiuto dal 53enne da Vergiate fino ad Avezzano dopo l’omicidio. Restano dunque diversi aspetti da chiarire mentre l’indagine prosegue sotto il coordinamento delle Procure di Busto Arsizio e Avezzano.

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Wayve, Stellantis e NVIDIA: accordo per la guida autonoma in Francia

Wayve, Stellantis e NVIDIA collaborano con il Governo francese per sviluppare veicoli autonomi di livello 4 e un ecosistema industriale europeo.

La Francia punta a diventare un polo europeo della guida autonoma. Alle Assises du Véhicule Autonome di Parigi, Wayve ha annunciato il 23 ottobre 2026 una collaborazione con Stellantis, NVIDIA e il Governo francese per favorire lo sviluppo e la futura diffusione di veicoli senza conducente. L’iniziativa unisce intelligenza artificiale, piattaforme automotive e capacità di calcolo, coinvolgendo le autorità nella transizione dalle sperimentazioni a servizi di mobilità su strada.

Un’alleanza per la mobilità autonoma in Europa

Il progetto non annuncia il lancio immediato di robotaxi: mancano una data di debutto, il numero dei mezzi e l’elenco delle città interessate. L’obiettivo è costruire in Francia un ecosistema industriale e normativo per la mobilità di livello 4, rafforzando le competenze europee lungo l’intera filiera, dalla produzione di chip all’integrazione nei veicoli.

Per Wayve, società londinese specializzata nell’embodied AI, è un passo nell’espansione europea. Stellantis mette a disposizione competenze di ingegneria e produzione, mentre NVIDIA contribuisce con le tecnologie di calcolo e sicurezza. Le istituzioni francesi sono chiamate a favorire un contesto normativo adatto a sperimentare e, in prospettiva, utilizzare tali sistemi nel rispetto dei requisiti di sicurezza.

Wayve AI Driver, NVIDIA Hyperion e Halos OS

Il cuore tecnologico è Wayve AI Driver, il software progettato per interpretare la strada e prendere decisioni di guida. Secondo il piano, integrerà NVIDIA Halos OS sull’architettura NVIDIA Hyperion, che combina calcolo e sensoristica per i veicoli autonomi. La soluzione punta a gestire scenari complessi e a sostenere attività di verifica e sicurezza, ma dovrà dimostrare le proprie capacità nelle condizioni operative previste.

L’embodied AI è un’intelligenza artificiale che interagisce con il mondo fisico attraverso sensori e azioni del veicolo. Rispetto all’assistenza tradizionale, deve leggere l’ambiente stradale e adattarsi ai cambiamenti. Le capacità previste non vanno però confuse con l’autorizzazione a circolare senza conducente, che richiede verifiche e regole specifiche.

Stellantis e le piattaforme L4-Ready

Stellantis contribuisce con le piattaforme L4-Ready, predisposte per integrare le tecnologie destinate ai servizi automatizzati di livello 4. Questa categoria consente la guida senza intervento umano entro condizioni operative definite. La dicitura L4-Ready non significa tuttavia che i veicoli siano già omologati per effettuare corse commerciali senza conducente.

Il gruppo aveva già avviato progetti con Wayve: ora la sfida è rendere ripetibile l’integrazione su architetture e modelli differenti, rispettando requisiti di ridondanza, manutenzione e gestione delle flotte. Per l’Europa non basta un software avanzato: occorre un sistema affidabile, producibile su scala e compatibile con le norme dei mercati nei quali sarà impiegato.

Perché la Francia è al centro del progetto

Parigi offre un grande mercato del trasporto a chiamata, centri di ricerca e attenzione politica all’AI. Nel 2025, all’AI Action Summit, sono stati annunciati in Francia investimenti nell’intelligenza artificiale per 109 miliardi di euro. La cifra si riferisce al settore nel suo complesso e non a risorse stanziate per questa collaborazione.

Il ministro dei Trasporti Philippe Tabarot ha ribadito la volontà di aggiornare le regole sui veicoli autonomi senza allentare i requisiti di sicurezza e sovranità dei dati. Sarà cruciale il confronto con le amministrazioni: gestione delle emergenze, tutela degli utenti e condizioni d’esercizio influenzeranno i tempi di un’eventuale messa in servizio.

Sicurezza stradale, lavoro e mobilità urbana

Il progetto coinvolgerà partner francesi incaricati del trasporto, che dialogheranno con sindacati, amministrazioni locali e operatori della mobilità. Le questioni non sono soltanto tecniche: riguardano occupazione, accessibilità, gestione delle flotte e fiducia dei cittadini. Il comunicato delinea un percorso di consultazione, non accordi già conclusi con città o organizzazioni dei lavoratori.

Anne Laliron, responsabile della ricerca tecnologica di Stellantis, lega l’iniziativa a una mobilità più sicura e semplice. Kaity Fischer, vicepresidente di Wayve per la mobilità autonoma, richiama il lavoro con le istituzioni. Sono obiettivi industriali da verificare nei fatti: le dichiarazioni non sostituiscono test, certificazioni e risultati misurabili.

Dalle sperimentazioni ai servizi: che cosa manca

La competizione europea sulla guida autonoma dipenderà dalla capacità di unire innovazione e fiducia. Occorreranno test reali, procedure di sicurezza, responsabilità definite e permessi. Il progetto di Wayve, NVIDIA e Stellantis indica la volontà di costruire in Francia una filiera completa. Prima di vedere robotaxi in servizio sulle strade, però, questa collaborazione dovrà tradursi in programmi, verifiche e applicazioni concrete.

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Paderno Dugnano, il 26 Ottobre al via i lavori del Seveso River Park: investimento da oltre 11,2 milioni di euro

Da lunedì 26 ottobre partiranno i lavori per la realizzazione del progetto Parco dell’acqua di Calderara – Seveso River Park, promosso da Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, insieme al Comune di Paderno Dugnano, per trasformare un’area di circa 10 ettari in un parco che integra la gestione delle acque meteoriche, la riqualificazione paesaggistica e nuovi spazi pubblici. In prossimità del quartiere Calderara e della Tangenziale Nord, il progetto prevede un investimento complessivo superiore a 11,2 milioni di euro. L’investimento è finanziato per oltre 7,5 milioni di euro attraverso la tariffa del Servizio Idrico Integrato e per 3,7 milioni con un contributo di Regione Lombardia.

La durata prevista dei lavori è di circa 22 mesi, articolati in nove fasi operative che accompagneranno la realizzazione delle opere idrauliche e paesaggistiche fino al completamento degli allestimenti, ai collaudi e all’apertura al pubblico. Le prime attività riguardano l’impegno a preservare le alberature più importanti, la predisposizione del cantiere, la pulizia dell’area e gli scavi archeologici; successivamente al termine di questa fase prenderanno avvio le lavorazioni previste dal progetto.

«L’avvio dei lavori rappresenta un passo importante per la riqualificazione di quest’area del nostro territorio, che diventerà un nuovo spazio pubblico a disposizione dei cittadini. Il progetto integra la gestione delle acque meteoriche con la valorizzazione del verde e la realizzazione di percorsi e spazi di incontro, con l’obiettivo di migliorare anche la qualità paesaggistica. Il Parco dell’acqua sarà una risorsa per tutta la città e, in particolare, per il quartiere di Calderara, che potrà contare su un nuovo spazio verde da vivere e condividere», dichiara Anna Varisco, sindaca di Paderno Dugnano.

Un parco che integra natura e gestione dell’acqua

Il progetto integra le opere idrauliche nel disegno del parco, superando la concezione delle infrastrutture per la gestione dell’acqua come opere esclusivamente tecniche. Il principio è quello del paesaggio spugna: uno spazio in cui aree verdi, bacini di ritenzione e sistemi di infiltrazione contribuiscono alla gestione delle precipitazioni. Il sistema è dimensionato per gestire volumi d’acqua fino a circa 12.200 metri cubi, corrispondenti al volume stimato per l’evento di pioggia più gravoso registrato nel 2019. Le acque di sfioro provenienti dal bacino urbano del quartiere Calderara saranno intercettate e gestite attraverso un insieme coordinato di opere di raccolta, trattamento, laminazione e infiltrazione, con l’obiettivo di ridurre il carico sulla rete fognaria e sul sistema depurativo e contribuire a migliorare la sicurezza idraulica del territorio. Tra le opere previste figurano sistemi di trattamento delle acque di prima pioggia e vasche di fitodepurazione, che sfruttano i processi naturali per contribuire al trattamento dell’acqua. Il progetto comprende inoltre un bacino di ritenzione e due bacini di infiltrazione, che consentiranno di accumulare temporaneamente le acque e favorirne la dispersione nel suolo.

“Con il Parco dell’acqua portiamo avanti un modello di gestione del territorio in cui le infrastrutture del servizio idrico diventano parte integrante della progettazione urbana e ambientale. L’intervento mette a sistema raccolta, trattamento e infiltrazione delle acque, utilizzando soluzioni basate sulla natura per contribuire alla resilienza del territorio. È un investimento che unisce le competenze industriali di Gruppo CAP alla possibilità di generare valore ambientale e paesaggistico per la comunità”, dichiara Yuri Santagostino, Presidente e Amministratore Delegato di Gruppo CAP.

Un nuovo spazio pubblico per il quartiere Calderara

La trasformazione dell’area non riguarda soltanto la componente idraulica, ma prevede percorsi ciclopedonali, aree di sosta, spazi polifunzionali, nuove piantumazioni, zone umide, specchi d’acqua e un laghetto permanente. Le opere di rinaturalizzazione contribuiranno alla creazione di nuovi habitat, mentre il disegno del verde e i percorsi consentiranno di integrare le funzioni ambientali con quelle ricreative e didattiche. Il Seveso River Park si inserisce nel sistema ambientale della valle del Seveso e punta a rafforzare le connessioni ecologiche e fruitive con le aree verdi circostanti, tra cui il Parco Lago Nord e il Parco Grugnotorto-Villoresi (GruBria). L’obiettivo è recuperare un’area oggi marginale e delimitata da importanti infrastrutture viarie, migliorandone l’accessibilità e il rapporto con il quartiere Calderara.

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Pil all’1%, inflazione al 4,2% e salari reali in calo: l’allarme dell’Upb

L’economia italiana continua a crescere, ma il caro energia mette a rischio la ripresa e riduce il potere d’acquisto dei lavoratori. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, il Pil aumenterà di circa l’1% nel 2026, mentre l’inflazione ha raggiunto il 4,2% a settembre. Nonostante la tenuta dell’occupazione, le retribuzioni reali restano oltre nove punti percentuali inferiori ai livelli del 2020.

Servizi in crescita, industria debole: nel terzo trimestre il Pil avanza di uno o due decimi

L’Italia continua a crescere a “ritmi moderati”, ma i rincari energetici e l’aumento dei prezzi rischiano di frenare ulteriormente l’economia. La Nota sulla congiuntura di ottobre 2026 dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) conferma una previsione di crescita del Pil intorno all’1% per quest’anno, sostanzialmente in linea con quella del governo. A preoccupare sono soprattutto l’inflazione al 4,2% e la nuova riduzione dei salari reali, che continuano a perdere potere d’acquisto.

Nei primi sei mesi dell’anno il Pil italiano è cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre e dello 0,2% nel secondo, mostrando un andamento simile a quello dell’Area Euro. Per il terzo trimestre, i modelli dell’Upb indicano un ulteriore aumento compreso tra uno e due decimi di punto percentuale. A sostenere l’attività economica è soprattutto il settore dei servizi, mentre l’industria continua a mostrare segnali di debolezza. La fiducia delle imprese è migliorata in primavera, ma l’incertezza economica rimane elevata.

La previsione di crescita per il 2026 è “coerente con la previsione formulata per la validazione del quadro macroeconomico del Dpfp 2026 (1,1%)”, osserva l’Upb, che sottolinea come “il quadro resta provvisorio in attesa dei dati Istat di fine ottobre, mentre i rischi sono prevalentemente al ribasso a causa di tensioni geopolitiche, prezzi e condizioni di finanziamento”.

Le maggiori difficoltà riguardano il potere d’acquisto delle famiglie. Il mercato del lavoro continua a mostrare una buona tenuta, con un aumento dell’occupazione e della partecipazione, ma la crescita dei prezzi sta erodendo nuovamente il valore delle retribuzioni.

“Prosegue la fase espansiva del mercato del lavoro, aumenta l’occupazione e la partecipazione, ma le retribuzioni in termini reali hanno ripreso a ridursi e sono inferiori a quelle del 2020 per oltre nove punti percentuali”, rileva l’Ufficio parlamentare di bilancio.

L’inflazione, arrivata al 4,2% a settembre, è stata alimentata soprattutto dai rincari dell’energia, risultati più marcati in Italia rispetto alla media dell’Area Euro. L’aumento dei costi si è concentrato principalmente sulle componenti direttamente esposte, come abitazione, acqua, elettricità, gas, combustibili e trasporti.

Rispetto alla crisi energetica del 2021-2022, quando gli aumenti si erano rapidamente estesi ai prezzi alimentari e ai servizi, la trasmissione dei rincari alle altre componenti dell’inflazione è stata finora più contenuta. A limitare gli effetti hanno contribuito minori problemi nelle catene di approvvigionamento, aumenti meno pronunciati delle materie prime agricole e una risposta più tempestiva della politica monetaria.

Da settembre, tuttavia, l’Upb rileva i primi segnali di diffusione degli aumenti anche ai prezzi dei trasporti, degli ortaggi e dei legumi. Contemporaneamente crescono le aspettative di inflazione di famiglie e imprese, mentre si intensificano le pressioni sui prezzi nelle prime fasi della produzione.

L’economia italiana rimane quindi esposta agli effetti dello shock energetico, alle tensioni geopolitiche internazionali e al peggioramento delle condizioni di finanziamento. Secondo l’Upb, questi fattori potrebbero compromettere le prospettive di crescita nei prossimi mesi, nonostante la tenuta dei servizi e dell’occupazione.

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Meloni: A San Patrignano le persone vengono per riprendersi la propria vita e la propria dignità

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“A chi arriva su queste colline nessuno chiede di cancellare il proprio passato, nessuno chiede, diciamo così, di aggiustare qualcosa che si è rotto”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni ai ragazzi di San Patrignano: Siete un esempio, la vostra sofferenza ha qualcosa da insegnare

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“Ministri, funzionari, esperti vengono qui da tutta Europa a imparare qualcosa da voi, perché voi avete qualcosa da insegnare, perché la vostra sofferenza, la vostra determinazione, il vostro amore hanno qualcosa da insegnare a queste persone”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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David Rossi, bufera sulla Commissione d’inchiesta: i penalisti chiamano in causa i presidenti delle Camere

L’Unione delle Camere penali italiane contesta duramente l’operato della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. Al centro delle critiche la diffusione dei nomi di due cittadini indicati come presunti coinvolti nella vicenda, la divulgazione di informazioni riservate e il rispetto delle garanzie costituzionali. I penalisti chiedono ora l’intervento dei presidenti delle Camere.

L’Unione delle Camere penali contesta la divulgazione dei nomi nella seduta del 19 ottobre

L’Unione delle Camere penali italiane (UCPI) chiede ai presidenti delle Camere di intervenire sui lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. La giunta dell’associazione denuncia uno “straripamento dei poteri di inchiesta” dopo quanto accaduto nella seduta del 19 ottobre, quando sono stati resi pubblici i nomi di due cittadini indicati dalla Commissione come presunti coinvolti nella vicenda.

“Il 19 ottobre, il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi ha letto pochi secondi di comunicato, prima che la Commissione si ritirasse in seduta segreta. Sono bastati quei pochi secondi per consegnare all’opinione pubblica i nomi e i cognomi di due cittadini che la Costituzione impone di considerare innocenti”, afferma la giunta dell’UCPI.

Le contestazioni riguardano anche la diffusione dei verbali alla stampa e le anticipazioni televisive della sera precedente, che secondo i penalisti avrebbero riguardato informazioni riservate. L’associazione chiede di chiarire come quelle notizie siano diventate pubbliche e se siano stati rispettati gli obblighi di segreto. Nel mirino dell’UCPI finisce anche la successiva partecipazione del presidente della Commissione, Gianluca Vinci, alla trasmissione televisiva che aveva anticipato le informazioni. Secondo i penalisti, il presidente avrebbe continuato a parlare pubblicamente di “accertamenti” e “certezze”, attribuendo alle conclusioni dell’inchiesta parlamentare un valore che, a loro giudizio, non può equivalere a un accertamento di responsabilità penale.

Caso David Rossi, i penalisti richiamano la presunzione d’innocenza

L’Unione delle Camere penali contesta soprattutto le modalità con cui sono state chiamate in causa le due persone. Secondo quanto sostenuto dalla giunta, nessuna Procura le avrebbe iscritte nel registro degli indagati, né sarebbero state ascoltate prima delle comunicazioni pubbliche della Commissione.

“Nessuna Procura della Repubblica ha mai iscritto quei due cittadini nel registro degli indagati. Non risulta che siano stati ascoltati né che sia stata loro formalmente contestata alcuna accusa. Il contraddittorio è stato prospettato soltanto in un momento successivo, quasi fosse una concessione, quando la condanna mediatica era già stata pronunciata”, sostengono i penalisti.

L’UCPI richiama quindi l’articolo 82 della Costituzione, che consente alle Camere di istituire commissioni d’inchiesta su materie di pubblico interesse, attribuendo loro gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Per l’associazione, tali poteri devono essere esercitati nel rispetto delle garanzie delle persone coinvolte e degli obblighi di riservatezza. Le commissioni parlamentari, ricordano i penalisti, hanno il compito di acquisire informazioni utili all’attività del Parlamento, ma non possono accertare responsabilità penali né emettere sentenze. Gli eventuali elementi rilevanti per la giustizia devono essere rimessi all’autorità giudiziaria competente.

L’appello ai presidenti delle Camere: chiarire la fuga di notizie

Nella nota la giunta dell’UCPI chiede che la Commissione torni a operare entro i limiti previsti dalla Costituzione e che venga fatta luce sulla circolazione delle informazioni riservate. L’Unione delle Camere penali “chiede ai presidenti delle Camere di intervenire affinché la Commissione” parlamentare di inchiesta su David Rossi “riconduca la propria attività entro i limiti dei poteri che la Costituzione le attribuisce. Chiede che sia fatta piena luce sulla fuga di notizie, sulla diffusione di atti in possibile violazione degli obblighi di segreto e sulle modalità di conduzione dei lavori. Chiede, infine, che il Parlamento avvii una seria riflessione sulle garanzie dovute a chiunque venga chiamato in causa nell’ambito di un’inchiesta parlamentare”.

La richiesta riguarda dunque tre aspetti specifici: il rispetto dei limiti costituzionali, gli accertamenti sulla diffusione delle informazioni e la tutela dei cittadini coinvolti nelle inchieste parlamentari. Le eventuali violazioni denunciate dall’UCPI non risultano accertate sulla base delle informazioni contenute nella nota.

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Meloni: Combattere ogni droga e stroncare i traffici per dovere verso chi soffre

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“Poi sei mesi fa ci siamo rivisti a Yerevan, in Armenia, e in quell’occasione abbiamo definito insieme le tre direttrici di intervento sulle quali avremmo concentrato i nostri sforzi”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Falcone e Borsellino ci hanno insegnato il ‘follow the money’ contro i criminali

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“La seconda direttrice è l’aggressione ai patrimoni dei trafficanti, seguendo la geniale intuizione di due straordinari magistrati italiani antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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