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“Congresso farsa. Basta cerchio magico. Fòra di ball”: striscioni contro Salvini nella roccaforte bergamasca della Lega

“Congresso farsa, il Nord non fa la comparsa”. A pochi giorni dal congresso della Lega convocato da Matteo Salvini, sale il fermento tra i militanti bergamaschi. Nella scorsa notte, in diversi paesi di quella che è una delle roccaforti del Carroccio sono apparsi diversi striscioni a sostegno dello sfidante di Salvini, Massimo Garavaglia. “Basta Cerchio Magico, Garavaglia segretario” si legge su un lenzuolo appeso a Zanica. “Cerchio Magico Fòra di Ball” in un altro appeso a Cene.

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Milano, il presidio del centrodestra finisce a schiaffi. Uno dei partecipanti colpisce un contestatore: “Torna nel deserto”

Il presidio del centrodestra unito contro “maranza e centri sociali” finisce a schiaffi. Verso le 18 in piazza San Carlo iniziano a radunarsi gli esponenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Reggono uno striscione “Maranza e centri sociali: pene esemplari per questi criminali”. C’è il presidente del Senato Ignazio La Russa, l’eurodeputata Letizia Moratti e la candidata sindaca leghista Silvia Sardone che posa dietro allo striscione dei giovani leghisti: “Vi remigreremo tutti”. Ed è proprio quando viene srotolato lo striscione che un gruppetto di ragazzi che passano da lì inizia a contestare il presidio: “Voglio proprio vedere quando rimarranno qua solo i maranza italiani – dice un ragazzo – perché i maranza non sono solo arabi, ma anche italiani. e chi dice nulla per loro”. La risposta di alcuni dei presidianti non tarda ad arrivare: “Torna nel deserto, lavati”. Il gruppo viene portato lontano dalla polizia e la tensione sale. Il presidente del Senato La Russa lascia la piazza scortato e dice ai contestatori: “Andate via, occhio che vi menano”. I contestatori rispondono dandogli del “burattinaio”. E poco dopo uno dei partecipanti al presidio tira uno schiaffo e aggredisce i contestatori.

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Manovra 2027, oggi il vertice di maggioranza: si discute ancora su banche, tasse e pensioni

Nella giornata di oggi, la maggioranza si riunisce in vertice per discutere alcuni punti di dubbio sulla Legge di Bilancio, in arrivo entro fine 2026.

A causa dei margini piuttosto stretti, c’è assoluta necessità che le divergenze tra il Mef e i leader di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati vengano risolte.

Quanto può spendere il Governo

Il margine di spesa del Governo Meloni non è molto ampio. Dei 23,5 miliardi di euro previsti, solo 10 derivano dal bilancio dello Stato, mentre i restanti sono legati a misure in deficit o all’approvazione della clausola di salvaguardia nazionale.

Ecco come saranno distribuite le risorse principali:

  • 5 miliardi alle politiche per le famiglie;
  • 4,6 miliardi per la Difesa;
  • 2,4 miliardi per la Sanità.

La discussione sugli extra-profitti delle banche

Il motivo di maggiore tensione in maggioranza è dato dalla possibilità di tassare, in via straordinaria, gli extra-profitti degli istituti di credito. Secondo Matteo Salvini, leader della Lega, dovrebbe essere il Governo a stabilire una cifra, di almeno 5 miliardi di euro, definendolo un “intervento di assoluto buonsenso”.

Secondo il vice premier Antonio Tajani, invece, sarebbe più saggio richiedere un contributo volontario, per evitare che un prelievo troppo alto abbia come effetto non voluto e collaterale un aumento delle spese per i correntisti.

Il caro energia e la trattativa con Bruxelles

A pesare sulla decisione di mettere in bilancio bonus energetici per far fronte al caro bollette è anche la voce di Bruxelles. L’Italia infatti ha richiesto alla Commissione e all’Unione maggiore flessibilità per quanto riguarda il prezzo del gas, visto l’arrivo dell’inverno, e ne è uscita con la possibilità reale di tagliare del 25% i costi per imprese e famiglie.

Tuttavia, l’impiego dei margini di flessibilità di bilancio principalmente per calmierare i prezzi dell’energia richiede una valutazione attenta degli impatti a lungo termine. Il percorso verso l’indipendenza energetica comporta infatti investimenti strutturali che, per come è strutturata la fiscalità italiana, incidono sui costi generali di sistema, aumentando i rischi di futuri rincari sulle bollette elettriche.

La linea del Mef

Per far fronte alle richieste dei partiti di maggioranza sarebbe necessaria una manovra più ampia. Detassare giovani e ceto medio, immaginare una flat tax fino a 100.000 euro e garantire l’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni sono spese complesse da sostenere con gli attuali margini di bilancio, che il ministro Giorgetti commenta così:

Si può decidere di fare interventi per quanto riguarda le retribuzioni dei giovani, piuttosto che interventi focalizzati sugli anziani, piuttosto che interventi generalizzati sull’Irpef. Dato un ammontare disponibile di risorse, sono interventi anche alternativi.

Insomma, la linea del Ministro sembra sia programmaticamente rivolta a consolidare la “credibilità rinnovata della finanza pubblica, della sostenibilità e del debito” italiani.

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Lombardia, la Lega rilancia la stretta sulle moschee: “Libertà di culto non è libertà di fare ciò che si vuole”

La Lega torna all’attacco delle moschee abusive in Lombardia e presenta una proposta di legge regionale per rafforzare i controlli sull’apertura e sull’utilizzo dei luoghi di culto. Il testo, illustrato al Pirellone alla presenza del vicepremier Matteo Salvini, del capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Corbetta e dell’europarlamentare Silvia Sardone, punta ad aggiornare la normativa introdotta durante la giunta Maroni, introducendo ulteriori vincoli urbanistici e maggiori poteri di intervento per le amministrazioni comunali.

Moschee, la proposta della Lega: stop ai luoghi di preghiera ricavati da capannoni e negozi

Uno dei punti centrali del progetto riguarda il contrasto all’utilizzo improprio di immobili destinati ad altre attività. L’obiettivo dichiarato è impedire che capannoni industriali, negozi, magazzini o sedi associative vengano trasformati in luoghi di preghiera senza rispettare le procedure urbanistiche previste. La proposta stabilisce inoltre che l’insediamento e lo svolgimento di attività religiose collettive siano subordinati anche all’appartenenza a confessioni che abbiano sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano.

Più poteri ai sindaci e verifiche sull’impatto nei quartieri

Il testo punta anche ad ampliare gli strumenti a disposizione dei Comuni, consentendo ai sindaci di intervenire con sanzioni, sospensioni e provvedimenti finalizzati a interrompere le attività religiose svolte in immobili utilizzati irregolarmente. Tra gli elementi da valutare per autorizzare nuovi insediamenti figurano la disponibilità di parcheggi, il traffico, l’affollamento e la concentrazione di luoghi di culto in una determinata area. L’intento, secondo i promotori, è garantire la compatibilità delle attività religiose con le caratteristiche urbanistiche del territorio e con le esigenze dei residenti. La Lega chiede inoltre maggiore trasparenza sulla provenienza dei finanziamenti destinati ai luoghi di culto.

Corbetta: “Libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole”

“La libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole”, ha dichiarato il capogruppo leghista Alessandro Corbetta durante la presentazione. “Quando viene insediato un luogo di culto ci deve essere una valutazione specifica in cui valutare la sicurezza e la tranquillità dei residenti. Ogni insediamento deve rispettare regole chiare e chiediamo trasparenza sui finanziamenti ai luoghi di culto”.

La proposta dovrà ora affrontare l’iter legislativo regionale. Il nuovo intervento si inserisce nel solco della normativa lombarda sui luoghi di culto, già al centro negli anni passati di controversie e pronunciamenti della Corte costituzionale. Resta quindi da verificare la compatibilità delle nuove disposizioni con i principi costituzionali sulla libertà religiosa.

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Salvini si dimette per farsi rieleggere, Tajani apre alle primarie

Matteo Salvini e Antonio Tajani (LaPresse)

Matteo Salvini si è dimesso da segretario della Lega per preparare la propria ricandidatura al congresso straordinario del 24 e 25 ottobre a Milano. Una mossa formale, concordata da tempo, che accompagna il tentativo di ricompattare il partito dopo le tensioni degli ultimi mesi. Il vicepresidente del Consiglio ha annunciato un nuovo simbolo, che dovrebbe perdere la dicitura «Salvini premier», e una segreteria politica per condividere le decisioni con i diversi livelli territoriali. Nel frattempo, gli incarichi dei tre vicesegretari sono stati azzerati e il tesoriere Alberto Di Rubba è stato nominato vicesegretario vicario fino al congresso, che sarà presieduto da Lorenzo Fontana.

Salvini punta a una riconferma senza sfidanti, ma dovrà fare i conti con le richieste di maggiore attenzione al Nord avanzate, tra gli altri, dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e dal presidente della Lombardia Attilio Fontana. Il segretario ha escluso l’esistenza di dissidenti e ha invitato tutti a presentare proposte al congresso, dove le votazioni sulle mozioni e sugli atti di indirizzo saranno palesi.

Anche in Forza Italia si apre il confronto sulla leadership. Antonio Tajani ha proposto una consultazione popolare sul programma e sulla guida del partito, attraverso congressi o primarie aperte anche oltre la platea degli iscritti. «Se qualcuno vuole cambiare dobbiamo chiederlo al nostro popolo», ha detto al Fatto Quotidiano. Il messaggio è rivolto soprattutto al governatore calabrese Roberto Occhiuto, che da settimane invoca un rinnovamento degli azzurri e ha criticato la gestione del segretario.

La proposta di Tajani arriva nonostante la famiglia Berlusconi abbia confermato il proprio sostegno alla sua leadership. Il segretario punta a ottenere una nuova legittimazione in vista delle elezioni politiche, che continua a collocare nell’autunno del 2027, mentre resta aperta la possibilità di un voto anticipato in primavera. Intanto, Salvini insiste sulle primarie del centrodestra per scegliere il candidato sindaco di Milano, indicando Silvia Sardone come propria preferita ma rimettendo la decisione ai cittadini in assenza di un accordo con gli alleati.

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Amigo de Jorge Jesus alega que Tiago Craveiro ameaçou selecionador de despedimento

Carlos Padrão, amigo próximo do selecionador nacional Jorge Jesus, afirmou que Tiago Craveiro — consultor estratégico da holding CR7 S.A. de Cristiano Ronaldo e ex-vice-presidente da FPF — contactou alguém da “entourage” do treinador e terá dito, em substância: “ou faz um pedido de desculpas público [a Ronaldo] a abrir a conferência de imprensa ou […]
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