Cessar-fogo."Trump anuncia intenções mais do que realidades"

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Russell Hardy, amministratore delegato di Vitol, il più grande distributore indipendente di petrolio al mondo, ha parlato chiaro all'Energy Intelligence Forum di Londra. Le scorte disponibili nei paesi occidentali per compensare le interruzioni di approvvigionamento causate dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si sono esaurite. Il mercato è ora sempre più esposto a ulteriori shock. Quella che era iniziata come una crisi del petrolio greggio si è trasformata in una carenza di prodotti raffinati e ora si è evoluta in una crisi delle spedizioni marittime.
I numeri raccontano la portata del problema. Negli ultimi sette-dieci giorni, circa 12 milioni di barili al giorno di greggio e altri 2 milioni di barili di prodotti raffinati hanno lasciato il Medio Oriente a bordo di petroliere. "Senza di essi, si avrebbe quello scenario da 200 dollari al barile, quindi è piuttosto importante che continui", ha dichiarato Hardy. Le scorte occidentali sono state prosciugate. "Non ci sono più scorte da drenare in Occidente", ha aggiunto.
La situazione si è aggravata progressivamente. I prezzi delle spedizioni marittime hanno registrato incrementi parabolici. L'incertezza è diventata così estrema che i commercianti non riescono a stimare le spese di trasporto con una precisione superiore a 2-4 dollari per barile. Hardy ha anche avvertito che le carenze di carburante raffinato probabilmente persisteranno durante l'inverno perché la capacità di raffinazione globale rimane limitata. Questo è lo scenario da incubo in cui è piombato il mondo a causa delle azioni scellerate di Trump, Zelensky, Netanyahu e altri vassalli assortiti come gli europei.
I paesi del G7 hanno concordato la scorsa settimana di rilasciare 100 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati dalle scorte di emergenza, iniziando con il diesel, dopo che l'amministrazione del presidente Donald Trump ha fatto pressione sull'Europa affinché facesse di più per frenare i prezzi in aumento. Hardy ha però notato che i dettagli del piano non sono completamente trasparenti, incluso quanto greggio e diesel verrebbero rilasciati e da dove proverrebbero.
Questo intervento segue mesi di pesanti prelievi dalle scorte utilizzati per compensare le interruzioni di approvvigionamento dall'inizio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio. L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha affermato che circa 325 milioni di barili erano già stati rilasciati entro l'inizio di ottobre da un'azione di emergenza da 400 milioni di barili annunciata a marzo.
Il petrolio rimane nei depositi occidentali, ma gran parte quello che resta è detenuto nelle riserve strategiche, necessario per mantenere in funzione le infrastrutture, o non può essere portato prontamente sul mercato. Questo lascia meno approvvigionamento immediatamente disponibile per assorbire un'altra interruzione.
I flussi di greggio dal Medio Oriente si sono ripresi in modo significativo, ma le spedizioni di carburanti raffinati sono rimaste indietro. Le petroliere impiegano anche più tempo per completare i viaggi poiché le interruzioni intorno allo Stretto di Hormuz complicano le normali spedizioni, riducendo la disponibilità di navi anche quando più greggio torna sul mercato.
Amin Nasser, amministratore delegato di Saudi Aramco, ha avvertito che meno del 10 percento dei circa 6 miliardi di barili rimanenti nelle scorte commerciali globali di petrolio è praticamente disponibile per il mercato. Ha affermato che la ricostruzione delle scorte esaurite potrebbe richiedere fino a due anni anche dopo che i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz torneranno alla normalità.
La crisi energetica non è più solo una questione di prezzi alla pompa. È una questione di disponibilità fisica di carburante, di capacità di raffinazione, di navi che possano trasportare il greggio. È un problema che tocca ogni aspetto della vita quotidiana, dal riscaldamento invernale ai costi di trasporto delle merci. E all'orizzonte non si intravedono misure capaci di riportare il settore quantomeno vicino alla normalità.

Quanto costa oggi un metro cubo di gas? Il prezzo della materia prima sul mercato all’ingrosso viene aggiornato ogni giorno, ma non coincide con il costo finale in bolletta. Per stimare la spesa occorre considerare anche consumi, trasporto, oneri e imposte: l’importo varia quindi in base all’offerta e alle caratteristiche della fornitura.
Nel mercato tutelato, il prezzo della sola materia prima gas applicato oggi, 23 Ottobre 2026, è pari a 0,843 €/Smc, secondo l’ultimo valore ARERA disponibile, riferito a Settembre 2026. A questo si aggiungono costi di trasporto, oneri e imposte, che variano per ogni utente. Nel mercato libero, invece, il prezzo di uno Smc di metano è fissato dalle singole società, secondo le condizioni dell’offerta sottoscritta.
Prezzo della materia prima in €/Smc
Tutelato: prezzo definito mensilmente da ARERA. Libero: varia da fornitore a fornitore, spesso è legato al PSV oppure è bloccato per 12 o 24 mesi.
L’ultimo prezzo ARERA disponibile per la componente di approvvigionamento è 0,843182 €/Smc, relativo a Settembre 2026. Il dato è aumentato del 22,8% rispetto ad Agosto 2026, quando era pari a 0,686448 €/Smc. Il prezzo non è una tariffa complessiva: in bolletta si sommano le altre componenti previste per la fornitura.
La tariffa ARERA è aggiornata su base mensile. Per questo, il valore di Settembre 2026 è il dato più recente riportato, ma non rappresenta una quotazione giornaliera del 23 Ottobre 2026.
Nel mercato libero il prezzo della materia prima può essere fisso, e quindi non cambiare per un periodo definito dall’offerta, spesso 12 o 24 mesi, oppure indicizzato, con un andamento collegato al PSV. In quest’ultimo caso la componente energia può variare nel tempo.
Le offerte cambiano da un operatore all’altro e possono includere sconti, bonus o servizi aggiuntivi. Prima di scegliere è utile verificare il prezzo applicato alla materia prima, la quota fissa, la durata delle condizioni economiche e le eventuali modalità di aggiornamento.
Il PSV è salito a 92,7 €/MWh il 23 Ottobre 2026, con un aumento dell’1,3% rispetto al giorno precedente. La quotazione è del 10,1% superiore alla media degli ultimi 30 giorni, pari a 84,17 €/MWh, e si trova vicino al massimo del periodo: 93,11 €/MWh.
La bolletta comprende la materia prima, il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte. Le voci sono presenti sia nel mercato tutelato sia nel mercato libero.
Nel servizio tutelato i valori delle componenti sono regolati secondo le disposizioni applicabili. Nel mercato libero, trasporto, oneri e imposte restano regolati, mentre il prezzo della materia gas è definito dal fornitore in base al contratto.
La tabella propone una stima della sola materia prima, usando il valore ARERA più recente disponibile, pari a 0,843182 €/Smc. Per rendere confrontabili i profili familiari, si assumono consumi annui indicativi di 500 Smc per due persone, 700 Smc per tre persone e 1.000 Smc per quattro persone. Non sono inclusi trasporto, oneri, imposte né quote fisse: la spesa effettiva sarà quindi più alta e dipenderà dai consumi reali.
| Nucleo familiare | Consumo annuo ipotizzato | Materia prima tutelata | Mercato libero |
| 2 persone | 500 Smc | Circa 422 € | Variabile in base all’offerta |
| 3 persone | 700 Smc | Circa 590 € | Variabile in base all’offerta |
| 4 persone | 1.000 Smc | Circa 843 € | Variabile in base all’offerta |
Nel tutelato il calcolo della sola materia prima è immediato, perché si applica il prezzo ARERA del periodo ai consumi. Nel mercato libero la spesa dipende dalle condizioni attive: per le offerte indicizzate segue l’andamento dell’indice previsto dal contratto, mentre per quelle a prezzo fisso dipende dal corrispettivo concordato. Le cifre per il mercato libero non sono quindi stimabili senza conoscere l’offerta sottoscritta.
Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica torna a salire. Il 23 Ottobre 2026 il PUN (Prezzo Unico Nazionale) si attesta a 240,44 €/MWh, pari a 0,240 €/kWh, in aumento del 6,7% rispetto al giorno precedente. Il valore resta però leggermente sotto la media degli ultimi sette giorni, pari a 0,242 €/kWh, e supera del 10,9% la media degli ultimi trenta giorni, pari a 0,217 €/kWh.
Il PUN rappresenta il prezzo di riferimento dell’energia elettrica acquistata all’ingrosso. Il dato giornaliero non coincide con il prezzo finale in bolletta: al costo dell’energia si aggiungono, tra le altre voci, trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema, imposte e componenti commerciali.
Per Settembre 2026, i prezzi indicati per le tariffe tutelate sono pari a 0,205 €/kWh in fascia monoraria F0. Per la tariffa bioraria, i valori sono 0,242 €/kWh in F1 e 0,174 €/kWh in F2–F3. Si tratta dei prezzi delle componenti energetiche espressi in €/MWh nel dato di origine e convertiti in €/kWh; non rappresentano da soli il costo complessivo in bolletta.
| Settembre 2026 | Prezzo |
| Monoraria F0 | 0,205 €/kWh |
| Bioraria F1 | 0,242 €/kWh |
| Bioraria F2–F3 | 0,174 €/kWh |
Nel mercato libero ciascun fornitore definisce le proprie condizioni, che possono prevedere un prezzo fisso o indicizzato. In un’offerta indicizzata, il PUN può incidere sulla componente energia secondo la formula contrattuale, spesso con l’aggiunta di un margine del fornitore. Il valore giornaliero di 0,240 €/kWh è quindi un riferimento all’ingrosso, non il prezzo finale applicato automaticamente a tutte le utenze.
Sintesi: il PUN è 0,240 €/kWh, ma il costo completo in bolletta è più alto, perché comprende anche imposte, oneri e costi di rete. Non è possibile ricavare un prezzo finale unico senza conoscere tariffa, consumi, condizioni contrattuali e componenti applicate.
Come semplice riferimento, una famiglia che consuma 9 kWh al giorno utilizza circa 270 kWh in un mese medio. Moltiplicando i consumi per il solo PUN del 23 Ottobre 2026 si ottiene una spesa energetica all’ingrosso di circa 64,92 € al mese (270 kWh × 0,24044 €/kWh). È una stima indicativa della sola componente basata sul PUN, non dell’importo completo della bolletta: il prezzo può inoltre variare nel corso del mese.
Cartello riassuntivo
Data: 23 Ottobre 2026
PUN giornaliero: 0,240 €/kWh
Variazione rispetto al giorno precedente: +6,7%
Media ultimi 7 giorni: 0,242 €/kWh
Media ultimi 30 giorni: 0,217 €/kWh
Stima mensile a 270 kWh: circa 64,92 € al solo PUN
Il dato odierno segna un recupero rispetto al 22 Ottobre 2026, quando il PUN era pari a circa 0,225 €/kWh. La media degli ultimi sette giorni resta comunque poco superiore al prezzo di oggi, mentre il confronto con la media mensile evidenzia un livello più elevato. Negli ultimi trenta giorni il prezzo ha oscillato tra circa 0,173 €/kWh e 0,263 €/kWh: il valore attuale non è vicino né al massimo né al minimo del periodo.
I valori storici e le medie riportati sono espressi in euro per kWh e arrotondati a tre decimali; le conversioni da €/MWh sono effettuate dividendo il prezzo per 1.000.
Il PUN del 23 Ottobre 2026 è pari a 0,240440 €/kWh, in aumento del 6,69% rispetto al giorno precedente. Per il profilo orario disponibile per oggi, il prezzo è oscillato tra un minimo di 0,199823 €/kWh alle 14 e un massimo di 0,293080 €/kWh alle 8: queste sono, rispettivamente, l’ora più economica e quella più costosa della giornata. Non sono invece disponibili i dati orari del 22 Ottobre per confrontare le variazioni orarie tra le due giornate.
Andamento giornaliero del PUN
| Giorno | Valore medio nel giorno (€/kWh) | Variazione rispetto al giorno precedente (€/kWh) |
| 23/10/2026 | 0,240440 | +0,015073 |
| 22/10/2026 | 0,225366 | -0,027034 |
| 21/10/2026 | 0,252400 | -0,006491 |
| 20/10/2026 | 0,258892 | -0,003739 |
| 19/10/2026 | 0,262630 | +0,037560 |
| 18/10/2026 | 0,225071 | -0,007327 |
| 17/10/2026 | 0,232398 | -0,002579 |
| 16/10/2026 | 0,234977 | +0,005577 |
| 15/10/2026 | 0,229399 | +0,018549 |
| 14/10/2026 | 0,210850 | -0,000588 |
| 13/10/2026 | 0,211438 | -0,020905 |
| 12/10/2026 | 0,232343 | +0,050033 |
| 11/10/2026 | 0,182310 | -0,036963 |
| 10/10/2026 | 0,219274 | -0,013717 |
| 09/10/2026 | 0,232991 | +0,014156 |
| 08/10/2026 | 0,218835 | -0,001438 |
| 07/10/2026 | 0,220273 | -0,012994 |
| 06/10/2026 | 0,233267 | +0,023175 |
| 05/10/2026 | 0,210091 | +0,018149 |
| 04/10/2026 | 0,191943 | +0,010845 |
| 03/10/2026 | 0,181097 | -0,035076 |
| 02/10/2026 | 0,216173 | +0,006224 |
| 01/10/2026 | 0,209949 | +0,007988 |
| 30/09/2026 | 0,201961 | -0,001060 |
| 29/09/2026 | 0,203022 | -0,000531 |
| 28/09/2026 | 0,203553 | +0,030778 |
| 27/09/2026 | 0,172775 | -0,005824 |
| 26/09/2026 | 0,178599 | -0,025594 |
| 25/09/2026 | 0,204193 | -0,005110 |
| 24/09/2026 | 0,209303 | n.d. |
Andamento mensile del PUN
| Mese | Valore medio nel mese (€/kWh) |
| Ottobre 2026 | 0,223148 |
| Settembre 2026 | 0,207542 |
| Agosto 2026 | 0,179999 |
| Luglio 2026 | 0,157038 |
| Giugno 2026 | 0,132505 |
| Maggio 2026 | 0,119351 |
| Aprile 2026 | 0,119466 |
| Marzo 2026 | 0,143400 |
| Febbraio 2026 | 0,114405 |
| Gennaio 2026 | 0,132665 |
| Dicembre 2025 | 0,115490 |
| Novembre 2025 | 0,117085 |
| Ottobre 2025 | 0,107327 |
Nel breve periodo il prezzo giornaliero mostra oscillazioni marcate: dopo il rialzo del 19 Ottobre, il valore è sceso nei tre giorni successivi, per poi risalire il 23 Ottobre. Nell’ultimo mese, i prezzi giornalieri hanno alternato aumenti e diminuzioni, con valori compresi tra 0,166514 €/kWh il 13 Settembre e 0,262630 €/kWh il 19 Ottobre.
La tendenza di più lungo periodo è invece nettamente crescente. La media mensile è passata da 0,107327 €/kWh nell’Ottobre 2025 a 0,223148 €/kWh nell’Ottobre 2026, più che raddoppiando. L’aumento si è intensificato soprattutto da Giugno a Settembre 2026, mentre il dato di Ottobre, riferito al periodo disponibile fino al 23 del mese, è superiore alla media di Settembre.
Il PUN, o Prezzo Unico Nazionale, è il riferimento all’ingrosso per l’energia elettrica scambiata sul mercato italiano. Esprime il prezzo dell’energia e varia nel tempo in base all’incontro tra domanda e offerta. I valori riportati qui sono convertiti da euro per megawattora a euro per kilowattora e riguardano il prezzo dell’energia, non il totale della bolletta.
Impatto su offerte indicizzate
Per chi ha un’offerta a prezzo indicizzato, l’andamento del PUN può incidere sulla componente energia della spesa: quando il prezzo di mercato sale, anche il costo applicato può aumentare, secondo le condizioni contrattuali e gli eventuali corrispettivi aggiuntivi del fornitore. È quindi utile verificare la formula di indicizzazione e confrontare il costo complessivo, non soltanto il valore del PUN.
Implicazioni per la gestione della domanda
Le forti differenze tra le ore della giornata possono rendere conveniente, quando possibile e compatibilmente con le proprie esigenze, spostare alcuni consumi verso le fasce orarie meno costose. Programmare elettrodomestici o ricariche nelle ore più economiche può aiutare a contenere la spesa con contratti che riflettono i prezzi orari. Per valutare il risparmio effettivo occorre comunque considerare le condizioni della propria tariffa e i consumi registrati dal contatore.