João Leão alerta para queda dos fundos europeus em Portugal

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A Receita Federal envia até terça-feira (20/10) cartas a 498.487 contribuintes cuja declaração do Imposto de Renda 2026 ficou retida na malha fina, 17.047 deles em Goiás. Os avisos começaram a sair em 5 de outubro, em lotes semanais, e o objetivo é que o próprio contribuinte corrija as informações antes de ser intimado, o que, segundo o órgão, evita o risco de multas e de atraso na restituição.
A ação faz parte do Projeto Cartas 2026, divulgado pela Receita. No Centro-Oeste, são 43.597 cartas: além de Goiás, 9.879 no Distrito Federal, 9.755 em Mato Grosso e 6.916 em Mato Grosso do Sul. São Paulo lidera, com 163.159.
A consulta é feita no serviço Meu Imposto de Renda, no site da Receita ou no aplicativo do órgão, com conta gov.br de nível prata ou ouro. A declaração retida aparece com a informação “Com Pendência”, e o link da pendência mostra o motivo e orienta a correção.
Se houver erro, basta enviar uma declaração retificadora, sem ir a uma unidade da Receita. De acordo com a Agência Brasil, quem tem a declaração correta e os documentos que a comprovam não precisa mudar nada: deve guardar os papéis e aguardar um eventual chamado do Fisco.
A Receita lista erros comuns que levam à malha: esquecer rendimentos recebidos de forma pontual no ano, deixar de fora os rendimentos do dependente e não informar todas as aposentadorias quando há mais de uma fonte pagadora.
Nas despesas médicas, os erros frequentes são informar o ano errado do gasto, declarar valor diferente do que foi pago e incluir gastos que não podem ser deduzidos. Outro erro citado é lançar o plano VGBL como dedutível, o que não é permitido.
Com informações da Receita Federal e da Agência Brasil.
Imagem: gerada por IA, ilustrativa
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L’Intelligenza Artificiale dà, l’Intelligenza Artificiale prende. Le tecnologie di ultima generazione stanno già sostenendo la crescita dell’economia mondiale e cambiando il mondo del lavoro, su questo non c’è ombra di dubbio. Ma potrebbero cambiare anche il modo in cui si finanziano pensioni, sanità e servizi pubblici, se parte della ricchezza prodotta si sposterà dalle buste paga ai profitti delle imprese, con conseguenze per le entrate fiscali. A lanciare l’allarme, e non è la prima volta, è Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, intervenuta a Bangkok all’apertura degli incontri annuali con la Banca mondiale.
Partendo però, proprio nei giorni in cui Giorgia Meloni ha indicato una via italiana all’Intelligenza Artificiale, dalle indicazioni contenute nell’ultimo Global financial stability report. Indicazioni che per il Fondo monetario sono essenzialmente tre, per altrettanti fattori di rischio. E dunque Intelligenza artificiale, inflazione e conti pubblici, cyberattacchi: sono le tre criticità individuate dal Fmi nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria. “Questi rischi di per sé non minacciano necessariamente la stabilità, ma potrebbero diventare un rischio sistemico se venissero amplificati dalle vulnerabilità finanziarie”, afferma l’istituzione nell’editoriale del Global Financial Stability Report. Rischi principali che sul breve termine “potrebbero fare da catalizzatore ad un brusco inasprimento delle condizioni finanziarie e a turbolenze dei mercati”.
“Il primo è quello che un indebolimento degli investimenti e della redditività sull’Intelligenza Artificiale potrebbe innescare una correzione dei prezzi legati al settore, esacerbata dal crescente utilizzo della leva finanziaria, dalla concentrazione delle esposizioni e dai meccanismi che si sono creati sui sistemi di finanziamento”. Ed è “probabile che le giurisdizioni più esposte alle ricadute negative di marcate correzioni dei mercati siano quelle più sensibili agli sviluppi dell’IA, così come quelle con consistenti esposizioni sui titoli”. Il secondo rischio è quello della ripresa dell’inflazione e delle preoccupazioni sulla tenuta dei conti pubblici: “potrebbero innescare marcati rialzi dei tassi sui titoli di Stato e provocare ampie turbolenze sui mercati, data l’importanza dei titoli pubblici. Gli elevati debiti pubblici e la necessità di provvedere al rinnovo dei titoli in scadenza restano questioni irrisolte”, scrive il Fmi.
Terzo, secondo il Fmi i cyber attacchi “costituiscono un crescente rischio sistemico mentre i servizi finanziari diventano sempre più digitali e interconnessi. Per parte loro i modelli più spinti di IA stanno emergendo sia come potenti facilitatori dei cyberattacchi, sia come strumenti chiave per la difesa dagli stessi”. Di qui l’avvertimento di Georgieva. “Due forze agiscono sull’economia: da un lato l’aumento dei prezzi dell’energia, che crea shock negativi nell’offerta alimentando l’inflazione, dall’altro gli investimenti, soprattutto nell’Intelligenza Artificiale, che generano uno shock della domanda”. Tuttavia, “mentre molte economie avanzate hanno beneficiato dell’aumento degli investimenti nelle tecnologie di Intelligenza Artificiale, i Paesi più poveri, che non traggono vantaggio da tale boom, si trovano di fronte a scelte difficili nel gestire i prezzi elevati dell’energia causati dalla guerra in Iran”.

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