❌

Reading view

Concorso Agenzia delle Entrate da 622 posti, bando riaperto agli stranieri: nuove scadenze

Nuovo sviluppo per la selezione pubblica indetta dall’Agenzia delle Entrate per la copertura a tempo indeterminato di 622 posti per Assistente Gestionale, riservata alle persone con disabilità iscritte al collocamento mirato (Legge 68/1999).

A seguito dell’accoglimento del ricorso da parte del Tribunale di Milano, che ha dichiarato discriminatoria la clausola della sola cittadinanza italiana con la sentenza n. 4273/2026, l’Agenzia ha disposto l’atto di modifica del bando con la riapertura dei termini di candidatura per i cittadini comunitari ed extra-Ue.

Chi può candidarsi con la riapertura dei termini

La nuova finestra temporale per l’invio delle domande è rivolta esclusivamente ai soggetti precedentemente esclusi dalla clausola sulla cittadinanza, purché in possesso di tutti gli altri requisiti previsti dal bando originario:

  • cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • familiari di cittadini Ue titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • cittadini di Paesi terzi titolari del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
  • cittadini di Paesi terzi titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria.

Per i candidati stranieri che non sono rifugiati né titolari di protezione sussidiaria, il godimento dei diritti civili e politici si riferisce al Paese di cittadinanza.

Requisiti generali e collocamento mirato

I candidati che presentano domanda tramite la riapertura dei termini dovevano possedere i seguenti requisiti già il 17 giugno 2026:

  • iscrizione negli elenchi del collocamento mirato (art. 8, Legge 68/1999) della provincia per cui si concorre e stato di disoccupazione;
  • diploma di scuola secondaria di secondo grado o titolo equipollente;
  • età non inferiore ai 18 anni e posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva (se dovuti);
  • idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni proprie della famiglia professionale di destinazione, compatibilmente con la disabilità posseduta.

Ciascun candidato può presentare domanda per una sola provincia, corrispondente a quella del servizio di collocamento mirato presso cui risulta iscritto.

Prove d’esame e nuove date per le istruzioni

L’iter selettivo prevede un’unica prova scritta della durata di 60 minuti, consistente in 50 quesiti a risposta multipla su elementi di diritto amministrativo, fini istituzionali dell’Agenzia delle Entrate, normativa sul pubblico impiego, informatica e lingua inglese. La prova si intende superata con una votazione minima di 18 su 30.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che le indicazioni di dettaglio relative alla data, le sedi e la modalità di svolgimento della prova scritta saranno pubblicate sul sito istituzionale e sul Portale inPA il 15 dicembre 2026.

Modalità e nuova scadenza per le domande

Le nuove istanze di partecipazione devono essere inviate esclusivamente online attraverso il Portale unico del reclutamento inPA, autenticandosi tramite Spid, Cie, Cns o eIDAS e indicando un indirizzo di Posta Elettronica Certificata intestato al candidato.

La finestra temporale si chiude inderogabilmente alle ore 23:59 del 18 novembre 2026.

Altri concorsi attivi

Per chi è interessato alle opportunità d’inserimento nel settore pubblico a tempo pieno e indeterminato, resta aperta la possibilità di partecipare a diversi concorsi in scadenza ad ottobre, tra cui si menziona quello in Marina Militare.

  •  

“Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro. Quel 28 maggio sono morto: è stato un addio forzato, che io non volevo”: così Francesco Totti

“Il 28 maggio sono morto sotto un certo punto di vista perché è stato un addio forzato, che io non volevo e non sentivo. Sapevo che ci sarebbe dovuta essere una fine, ma in quel caso è stato doloroso e diverso da come l’avevo pensato io”. A parlare è Francesco Totti, ex capitano della Roma, nel corso della presentazione del suo nuovo libro “Oltre” al Teatro Brancaccio davanti a circa 1600 persone, sull’addio alla Roma nel 2017. “Alla fine penso che sia la normalità del calcio perché quando servi servi sempre, mentre quando non servi non servi più. Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro, ma ho accettato la decisione della dirigenza e avevo paura di voltare pagina perché non sapevo cosa avrei voluto e trovato. Di cosa ho paura? Della morte, anche se ho tutto e spero di continuare con la stessa passione che ho dentro“, aggiunge Totti.

Tra i temi sempre ricorrenti c’è un suo eventuale ingresso nella Roma da dirigente. Un tema che ogni anno torna ciclicamente. A oggi l’unico impegno sportivo di Totti, però, è quello con la Maxima Roma, neonata società di basket. “Ho altre idee di vita e di lavoro. O le cose si fanno insieme o non si fanno. Se dall’altra parte non c’è il mio stesso pensiero non ha senso andare oltre. Però sono contento che la Roma vada il più lontano possibile, io sto dietro le quinte, ma per la Roma ci sarò sempre“, ha ribadito Totti, come già fatto in altre occasioni, parlando di un eventuale ingresso nella società dei Friedkin.

L'articolo “Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro. Quel 28 maggio sono morto: è stato un addio forzato, che io non volevo”: così Francesco Totti proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Armi all’Ucraina, Balzano incalza Sensi: “Non convincerà mai Conte e Avs, lei è nel posto sbagliato”. “Il M5s la pensa come Vannacci, Le Pen e AfD”

“Ma lei reputa verosimile che, una volta al governo, riusciate a convincere Conte, Fratoianni e Bonelli a mandare le armi all’Ucraina? Voi che siete obiettivamente una minoranza nel Pd e nella coalizione progressista?”. A Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, Savino Balzano pungola il senatore dem Filippo Sensi su uno dei principali motivi di scontro nel campo progressista: il sostegno militare a Kiev. Il parlamentare riformista non ha dubbi: “Non c’è un governo europeo di nessun segno politico, di sinistra, di centro o di centrodestra, che non stia dentro una linea di sostegno all’Ucraina. Pensare che l’Italia possa rompere questa linea secondo me è poco verosimile. Un governo italiano darà sempre sostegno all’Ucraina”.

L’argomento della puntata verte sullo scambio a distanza del 15 ottobre tra Sensi e il deputato M5s Francesco Silvestri, intervistati da Manolo Lanaro per Il Fatto Quotidiano. Dopo gli applausi di alcuni riformisti Pd alle parole di Giorgia Meloni sull’Ucraina, Sensi ha sostenuto che un futuro governo progressista debba inviare armi a Kiev “per davvero”, accusando l’attuale esecutivo di non farlo da oltre un anno. Silvestri ha replicato sarcastico: “Se Sensi vuole più armi, gliele porti lui personalmente, se le carica e gliele porta”. E ha puntualizzato che un governo alternativo alla destra dovrebbe invece interrompere le forniture militari e favorire il dialogo con Putin. I conduttori Balzano e Gianluca Fabi ripartono proprio dalla battuta di Silvestri, chiedendo scherzosamente a Sensi se intenda portare personalmente le armi in Ucraina. Il senatore replica: “A Silvestri non manca l’umorismo, però poi dice delle cose un po’ enormi, come quella che bisogna dialogare con Putin”. E attacca il riferimento del deputato M5s alle conseguenze economiche della guerra: “Ma non c’è un minimo di umanità? Lì muoiono persone ogni giorno, vengono distrutte città”.

Balzano sottolinea che mai M5s e Avs potrebbero accettare di mandare armi a Kiev. Il senatore dem richiama l’esperienza del governo Draghi, del quale fecero parte sia il M5s sia la Lega, oggi contraria a nuove forniture militari. A suo giudizio, l’appartenenza dell’Italia all’Europa pesa più delle differenze tra i partiti di una futura maggioranza. Ma Balzano insiste: come può una componente minoritaria della coalizione convincere Conte, Fratoianni e Bonelli, oltre alla stessa Schlein?Il parlamentare ribadisce che il sostegno militare a Kiev è la posizione ufficiale del Pd, confermata dalla segretaria e dai voti parlamentari. Ammette che non tutti nel partito la pensano come lui, ma rivendica la continuità di quella scelta. Poi arriva l’affondo contro i possibili alleati: “Il Pd la pensa in un modo, secondo me giusto, in coerenza con quello che pensano i grandi partiti in tutta Europa, e il M5s la pensa come Vannacci, come Marine Le Pen, come l’AfD. Penso che se ne dovranno fare una ragione”.

Fabi introduce anche il problema del consenso degli elettori, chiedendo se il Pd sia pronto a scontrarsi con un’opinione pubblica sempre più preoccupata dalle difficoltà sociali ed economiche. Sensi contesta che gli italiani siano contrari al sostegno all’Ucraina: “Ci sono sondaggi che vanno in questa direzione molto chiari e molto espliciti, altri che invece dicono no, però c’è più freddezza”. Richiama quindi le imminenti elezioni americane di midterm e sostiene che negli Stati Uniti il tema controverso sia soprattutto la guerra in Iran, per le sue conseguenze energetiche, più che quella in Ucraina. “Non penso che in Italia noi stiamo soffrendo perché non abbiamo il gas o il gasolio russo. Penso che non ci creda nessuno”. Ma è sulla durata del conflitto che il confronto si fa più serrato. Fabi osserva che, nonostante le armi inviate finora, la guerra prosegue senza una vittoria decisiva di nessuno dei contendenti. Sensi risponde ricorrendo a una metafora: “Se tu dai le armi, cioè dai la medicina al malato, gli stai facendo male perché la medicina gli consente di stare in piedi?”. Precisa che l’Ucraina non è un malato e definisce gli ucraini combattenti dal “coraggio leonino”. Per il senatore, “fornire le armi non vuol dire prolungare la guerra. Significa prolungare l’esistenza dell’Ucraina”. E di fronte alle obiezioni del conduttore e alle immagini dei bombardamenti russi su Kharkiv, sbotta: “Ma di che stiamo parlando? Mi sembra il mondo alla rovescia”.

Fabi insiste: “Noi fino a oggi abbiamo fatto quello che dice lei, ma da soli che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo vincere contro Mosca, che ha il più grande arsenale nucleare del mondo? Questo state proponendo? E peraltro con che armi?”. Il senatore evoca i partigiani: “Se si fosse fatto questo ragionamento ai tempi della Resistenza, l’Italia oggi starebbe sotto i nazisti”. “No, è completamente diverso”, obietta Balzano. Sensi riconosce la diversità delle circostanze, ma ribadisce che togliere le armi agli ucraini non significa automaticamente fermare la guerra. Balzano torna sulle prospettive del conflitto: “Lei si rende conto che l’Ucraina come l’abbiamo conosciuta prima del 2022 non esisterà mai più? Voi con questa cosa ci dovete fare pace, perché è un dato di fatto”. E invita a valutare concessioni territoriali alla Russia per evitare conseguenze ancora peggiori. Sensi respinge la posizione del conduttore: “Non lo dovete dire a chi cerca di difendere l’Ucraina, dovete dirlo a Putin”. Ricorda che Zelensky propone un cessate il fuoco sulle linee attuali e accusa Mosca di continuare a bombardare le città ucraine: “Perché fate questo discorso a chi dice che forse l’Ucraina sta resistendo e resiste pure in nome e per conto dell’Europa? Questo mi sembra un po’ il mondo alla rovescia”.

L'articolo Armi all’Ucraina, Balzano incalza Sensi: “Non convincerà mai Conte e Avs, lei è nel posto sbagliato”. “Il M5s la pensa come Vannacci, Le Pen e AfD” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

“Lei lo amava e basta, anche se Salvatore Parolisi a volte era uno str**zo, ma lei non se ne rendeva conto realmente”: Maria Esposito presenta la serie tv “Melania Rea”

È stata presentata alla Festa del Cinema di Roma la nuova serie HBO Original “Melania Rea”, diretta da Stefano Mordini e con protagonisti Maria Esposito nel ruolo di Melania Rea e Daniele Rienzo in quello di Salvatore Parolisi. La serie crime drama in quattro episodi debutterà in esclusiva su HBO Max da venerdì 6 novembre, un nuovo episodio ogni settimana.

Il caso di Melania Rea, la 29enne uccisa nel 2011 con 35 coltellate, è tra i femminicidi che hanno lasciato un segno profondo nella memoria collettiva. Per il delitto è stato condannato il marito, il caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi. Originaria di Somma Vesuviana, Melania era madre di una bambina che all’epoca aveva un anno e mezzo. Il rapporto con il marito, sempre più possessivo e segnato da diverse relazioni extraconiugali, è al centro della serie.

“Lei lo amava e basta, anche se lui a volte era uno ‘stronzo’, ma lei non se ne rendeva conto realmente. È stato un perfetto bugiardo e, per quanto mi riguarda, il mio personaggio non lo ha mai odiato”, così l’attrice Maria Esposito a Leggo.

L’attrice ha raccontato poi all’Ansa: “Mia mamma ha seguito tutto il processo. Con l’aiuto di Stefano, Daniele e della sceneggiatura e ho cercato semplicemente di mettere tutto il mio cuore nel raccontare questo personaggio”, aggiungendo di sentire “da sempre una forte responsabilità sapendo che tra chi mi segue ci sono tantissimi giovani”.

L'articolo “Lei lo amava e basta, anche se Salvatore Parolisi a volte era uno str**zo, ma lei non se ne rendeva conto realmente”: Maria Esposito presenta la serie tv “Melania Rea” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

‘In vitro’, una serie para romper con el tabú de la reproducción asistida

Bruna Cusí y David Verdaguer, en 'In vitro'.

“¿De dónde venimos?”, pregunta la maestra en una clase de niños de unos 10 años. “El papá le pone una semilla a la mamá, como las abejas, y pasados nueve meses, sale el niño”, contesta uno de los alumnos. Otra corrige: “No es así. La semilla la pone el biólogo con un tubo largo. Se llama inseminación”. “No, se llama in vitro”, apostilla otra. “Yo nací en un congelador”. “Pues yo vengo de un hombre desconocido muy generoso que le dio una semilla a mi mamá”. “Yo tengo dos madres. La gine metió el huevo de una dentro de la otra”. “A mí me hicieron con un señor que vive en Dinamarca”. La conversación con la que comienza la serie de ficción In vitro podría tener lugar hoy casi en cualquier colegio real. Y, sin embargo, el tema de la reproducción asistida apenas se ha tratado en la ficción.

Seguir leyendo

María Pujalte con el director Marc Crehuet, en un momento del rodaje de 'in vitro'.
  •  

NYC Public School Teacher ‘Crossed a Major Line’ with Antisemitic Messi Post

A New York City public school teacher is facing criticism from Jewish education advocates over a Facebook post that used an antisemitic caricature to mock Argentine soccer player Lionel Messi.

The post NYC Public School Teacher ‘Crossed a Major Line’ with Antisemitic Messi Post appeared first on Breitbart.

  •  

Parlamento de Egipto aplaza votación sobre envío de tropas a Arabia Saudita

El Parlamento egipcio postergó hasta el 26 de octubre la decisión sobre el envío de tropas solicitado por el presidente Abdel Fattah el-Sisi, con el fin de otorgar un mayor espacio de debate que permita a cada diputado ser escuchado antes del pronunciamiento final.
  •  

Sisi Announces Plans to Step Down as President of Egypt in 2030

Egyptian President Abdel Fattah el-Sisi, who came to power after a 2013 coup, said on Saturday he will step down in 2030.

The post Sisi Announces Plans to Step Down as President of Egypt in 2030 appeared first on Breitbart.

  •  

Meloni Prepares New Security Measures After Milan Riots Leave Hundreds Detained

Italian Prime Minister Giorgia Meloni has convened an emergency government meeting following two days of violent unrest in Milan and other northern cities, where demonstrators clashed with police, looted shops and damaged public property during protests over living costs and deteriorating public services.

Police brought 271 people to police headquarters following Sunday’s disturbances in Milan, including 220 minors. Of those detained, 32 were formally arrested and another 28 were reported to the judicial authorities, according to figures released on Monday, 19th October.

The violence has prompted the Italian government to consider further restrictions on those involved in violent demonstrations, potentially introducing additional powers directed at organised disorder and juvenile offenders.

Milan city centre hit by looting

The disturbances began during demonstrations on Saturday, 17th October, organised amid growing dissatisfaction over household expenses, public services and wider political grievances.

Although the protests initially included peaceful participants, groups of masked individuals subsequently confronted riot police in central Milan. Officers used tear gas and water cannon as demonstrators erected burning barricades and threw objects at security personnel.

The unrest continued on Sunday, when shops were attacked close to Piazza del Duomo, one of Milan’s principal commercial and tourist areas.

Among the premises targeted were branches of Decathlon, Arc’teryx and Vodafone. Television footage showed damaged shopfronts, overturned street furniture and burning rubbish containers.

According to police figures reported on Monday, 174 of those taken to police headquarters were subjected to preventive detention measures introduced under recent Italian security legislation.

Fourteen members of the security services were reported injured during Sunday’s disturbances, including ten police officers and four members of the municipal police.

The judicial authorities are examining the conduct of individuals suspected of taking part in attacks on businesses and confrontations with officers. Prosecutors have sought custodial measures against several adults accused of offences including devastation, looting and aggravated resistance.

The large proportion of minors among those detained has become a central issue in the political response.

Violence spreads across northern Italy

Milan was not the only city affected by disorder. Saturday’s demonstrations also produced confrontations in Turin, Bologna, Brescia and Bergamo.

Italian police reported arrests across the affected cities, while the scale and organisation of the disturbances have raised questions about whether different groups were acting independently or using demonstrations as opportunities for coordinated violence.

There is not yet sufficient publicly established evidence to attribute the disorder to a single organisation or political movement.

The clashes coincided with major protests in neighbouring France, where similar concerns over living costs and public administration have contributed to increasingly confrontational demonstrations.

Although the grievances overlap, the Italian and French movements have different political backgrounds and organisational structures.

Government considers emergency legislation

Following a meeting at Palazzo Chigi on Monday, Meloni’s government indicated that it was considering a legislative response, potentially through an emergency decree.

According to details of the government discussions, proposals under examination include additional measures against violent offences, changes to preventive policing and possible restrictions addressing road blockages.

Some measures could be drawn from security legislation already under consideration in the Italian Senate. Ministers have also discussed the need for more effective intervention against juvenile offenders.

The meeting included Deputy Prime Ministers Matteo Salvini and Antonio Tajani, Interior Minister Matteo Piantedosi, Defence Minister Guido Crosetto and senior officials from the police, Carabinieri and intelligence services.

The government has stressed that peaceful demonstrations must remain protected while arguing that violence and organised destruction require a stronger response.

No final legislative text had been adopted at the conclusion of Monday’s meeting. A decree could be considered by the Council of Ministers as early as Tuesday, although the precise content remains subject to further examination.

Dispute over responsibility for policing

The unrest has also produced a dispute between Milan’s municipal authorities and the national government.

Mayor Giuseppe Sala questioned the adequacy of the policing arrangements, arguing that the number of officers initially deployed was insufficient to control the disturbances.

Interior Minister Matteo Piantedosi rejected that criticism, while senior government figures accused local political leaders of failing to condemn the violence unequivocally.

The disagreement reflects a wider question over how responsibility for anticipating and containing serious public disorder should be divided between local administrations and national security authorities.

Italy’s opposition has also challenged the government’s handling of the disturbances. Former Prime Minister Matteo Renzi criticised Meloni and Piantedosi over their failure to prevent the violence, calling for a change in leadership at the Interior Ministry.

The political argument is likely to intensify if the government proceeds with emergency legislation. Supporters of stronger police powers argue that the existing framework is insufficient to deal with rapidly organised disturbances, while opponents will scrutinise the proportionality of new restrictions and their effect on peaceful protest.

The immediate test for the government will be whether additional legal powers can improve public-order operations without replacing effective policing, intelligence gathering and judicial enforcement.

  •  

Cyberattack on 700 French Supermarkets Exposes Gaps in Europe’s Infrastructure Security

A cyberattack affecting approximately 700 supermarkets in France has exposed serious weaknesses in the digital systems used to control commercial refrigeration, raising concerns about the vulnerability of European food distribution networks and other essential infrastructure.

The attack began overnight on 11–12th October, when intruders gained access to remotely managed refrigeration equipment and altered operating settings, causing refrigerators and freezers to overheat.

Stores belonging to several major supermarket chains were affected, including Intermarché, Netto, Coopérative U, Carrefour and Monoprix. Some were forced to discard substantial quantities of fresh and frozen food.

French Finance Minister Roland Lescure confirmed that approximately 700 of the country’s 10,000 supermarkets had been affected, although the severity of the disruption varied between locations.

The Paris prosecutor’s office has opened an investigation into the attack, including the damage caused by destroyed merchandise and reported fires.

The incident has drawn attention to industrial control systems that are routinely connected to the internet but may receive less cybersecurity protection than corporate networks and customer databases.

Refrigeration systems remotely manipulated

Investigators have established that refrigeration equipment was targeted through vulnerabilities associated with remote monitoring and control systems.

The French cybersecurity authorities identified compromises involving products supplied by Danish manufacturer Danfoss and American company Copeland.

Some of the affected systems used older equipment that no longer received regular security updates.

According to information released by the companies and cybersecurity specialists, certain industrial controllers had been accessible through public internet connections, creating opportunities for unauthorised access.

Hackers reportedly manipulated defrost cycles and increased temperature settings, preventing equipment from maintaining the cold conditions required to preserve food.

The attack affected approximately 300 Intermarché and Netto stores, while Coopérative U reported disruption at around 80 outlets.

Several retailers managed to contain the damage, but others lost substantial quantities of stock.

The consequences extended beyond malfunctioning equipment. Businesses faced the cost of replacing spoiled food, repairing refrigeration systems and restoring normal operations.

The precise financial damage is still being assessed, although estimates from the retail sector indicate that losses across France could amount to tens of millions of euros.

Vulnerabilities in connected equipment

The incident illustrates the security problems created by the growing use of internet-connected industrial equipment.

Modern refrigeration installations allow contractors and maintenance specialists to monitor temperatures, adjust settings and diagnose faults remotely.

These arrangements can reduce operating costs and improve efficiency, but they also create additional access points that attackers may exploit.

Cybersecurity specialists have identified vulnerabilities in commercial refrigeration platforms manufactured by Danfoss and Copeland.

The manufacturers subsequently addressed identified flaws, although older or unsupported equipment remained a concern.

A critical problem for businesses is that industrial machinery often remains operational for many years after its original software has become obsolete.

Replacing entire refrigeration installations can involve substantial expense and operational disruption, encouraging operators to retain equipment that may no longer meet contemporary cybersecurity standards.

The risks are particularly difficult to manage when responsibility for maintenance, software updates and network security is divided between retailers, equipment suppliers and external contractors.

France’s delayed cybersecurity legislation

The attack has renewed scrutiny of France’s implementation of the European Union’s NIS2 Directive, which is intended to strengthen cybersecurity across sectors providing important economic and public services.

The directive establishes common requirements covering risk management, incident reporting, organisational responsibility and protection against cyber threats.

Its scope extends beyond traditional critical infrastructure such as energy, telecommunications and transport to include certain businesses involved in food production, processing and distribution.

EU member states were required to incorporate the directive into national legislation by 17 October 2024.

France was among the countries that received a formal warning from the European Commission in May 2025 over incomplete implementation.

French cybersecurity specialists have since warned that delays have complicated efforts to establish consistent obligations for organisations operating industrial and commercial systems.

However, NIS2 does not automatically cover every supermarket. Its application depends on the nature and size of an organisation and the provisions of national implementing legislation.

The incident therefore raises questions not only about the pace of legislative implementation but also about the practical protection of equipment already in use.

Wider implications for European infrastructure

The disruption demonstrates how a cyberattack can cause physical damage without directly targeting a conventional industrial facility.

Unlike breaches intended to steal customer information, the French incident interfered with machinery responsible for preserving essential products.

The distinction is important for European policymakers, who increasingly face threats to infrastructure that combines digital controls with physical operations.

The European Union’s cybersecurity agency ENISA has organised cross-border exercises to test how authorities and companies would respond to disruption affecting essential services.

The attack itself has been established, but responsibility for it has not been publicly attributed.

French authorities have said there is no immediate threat to national food supplies. Nevertheless, the destruction of merchandise and interruption of ordinary retail operations have demonstrated the potential economic consequences of weaknesses in relatively commonplace equipment.

The continuing investigation must establish how access was obtained, which systems were compromised and whether the vulnerabilities were known to operators before the attack.

For Brussels and national regulators, the case provides a practical test of whether European cybersecurity legislation can translate into effective protection for the connected equipment on which ordinary commercial activities increasingly depend.

  •  

Concorso da 41 posti per Oss in Nord Italia: per candidarsi basta la terza media

Due aziende pubbliche che offrono servizi dedicati all’assistenza e alla cura della persona hanno indetto concorsi pubblici per soli esami, finalizzati alla copertura a tempo indeterminato di 41 posti complessivi per Operatore Socio-Sanitario.

Le selezioni rappresentano un’importante occasione per chi possiede la qualifica professionale e desidera inserirsi in modo permanente nelle strutture socio-assistenziali del servizio pubblico.

Dove e come sono suddivisi i 41 posti a concorso

I bandi pubblicati fanno riferimento a due distinte procedure concorsuali gestite da enti del territorio emiliano:

  • 26 posti presso A.S.P. di Piacenza, che prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 26 unità di personale, di cui 19 con contratto a tempo pieno e 7 a tempo parziale per un totale di 30 ore settimanali;
  • 15 posti presso l’Azienda Sociale Sud-Est, in provincia di Parma, che seleziona 15 operatori a tempo pieno e indeterminato da assegnare alla Casa Residenza Anziani “Val Parma” o al Centro Socio-Riabilitativo Residenziale “La Casetta” di Langhirano.

Per entrambe le selezioni sono previste le riserve di legge in favore dei volontari delle Forze Armate e di chi ha svolto il Servizio Civile Universale senza demerito.

Quali sono i requisiti di partecipazione

Per poter presentare la domanda di candidatura è necessario possedere, oltre ai requisiti generali quali la cittadinanza italiana o europea, la maggiore età e l’idoneità fisica alla presa di servizio, l’aver conseguito le seguenti certificazioni entro i termini di scadenza previsti dai bandi:

  • diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) o assolvimento dell’obbligo scolastico (se conseguito all’estero è richiesta l’equipollenza);
  • attestato di qualifica di Operatore Socio-Sanitario rilasciato da enti accreditati.

Svolgimento delle selezioni e prove d’esame

Entrambe le procedure si articolano per soli esami e non prevedono la valutazione iniziale dei titoli di servizio o di studio, fermo restando il controllo del possesso dei requisiti di ammissione.

L’iter selettivo prevede per entrambi i concorsi due prove valutate in trentesimi, superabili con un punteggio minimo di 21 su 30:

  • un test a risposta multipla o sintetica vertente sulle tecniche di assistenza, igiene e cura dell’ospite, piani individualizzati, prevenzione dei rischi, sicurezza sul lavoro e legislazione sanitaria regionale;
  • un colloquio individuale sulle materie d’esame, integrato dall’accertamento della conoscenza della lingua straniera (inglese o francese) e dell’uso delle apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse.

Come ed entro quando candidarsi

Le istanze di candidatura devono essere inoltrate esclusivamente online tramite il portale unico del reclutamento inPA, accedendo con credenziali digitali Spid, Cie o Cns. Per entrambe le procedure è richiesto il pagamento di un contributo di partecipazione.

I termini perentori per l’invio delle domande sono chiaramente distinti per ciascun bando.

Per chi intende presentare la propria istanza d’interesse per l’A.S.P. di Piacenza, il termine scade alle ore 14:30 del 24 ottobre 2026. La prima prova è già calendarizzata per il 5 novembre.

Per quanto riguarda l’Azienda Sociale Sud-Est, si può inviare la propria candidatura entro e non oltre le ore 12:00 del 28 ottobre 2026. L’esame scritto si svolgerà il 3 novembre.

Altri concorsi attivi

Per chi è interessato alle opportunità d’inserimento nel settore pubblico, sono tanti i concorsi calendarizzati per il mese di ottobre. Si consiglia di monitorare periodicamente il portale di reclutamento ufficiale per consultare il calendario sempre aggiornato dei concorsi in scadenza.

  •  

Sanità Lombardia, nasce Sinapsi: un unico sistema per i dati dei pazienti. Meno burocrazia e più tempo per le cure

Meno burocrazia per i medici, più tempo da dedicare ai pazienti e una maggiore integrazione tra ospedali, medicina di famiglia e servizi territoriali. È questo l’obiettivo di “Sinapsi“, il nuovo progetto di Regione Lombardia presentato lunedì 19 ottobre all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e del ministro della Salute Orazio Schillaci. Il sistema, attualmente in fase di sperimentazione all’ASST Niguarda di Milano e all’ASST Valtellina e Alto Lario, punta a semplificare il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari attraverso un unico strumento digitale che raccoglie e mette in collegamento le informazioni cliniche già disponibili.

Come funziona Sinapsi: tutti i dati sanitari in un unico cruscotto

Il cuore del progetto è un “cruscotto clinico unico” che consente ai medici di consultare da un solo ambiente digitale informazioni relative a visite, esami, farmaci, terapie e appuntamenti, evitando di dover accedere continuamente a piattaforme differenti o ricopiare più volte gli stessi dati. Sinapsi non sostituisce gli applicativi sanitari già esistenti, ma li mette in comunicazione, lasciando le informazioni nei rispettivi sistemi di origine. Tra le fonti già integrate figurano il Fascicolo sanitario elettronico, i flussi delle prescrizioni farmaceutiche e delle prestazioni ambulatoriali, il Sistema di Gestione Digitale del Territorio e PT Online, utilizzato per i piani terapeutici. Il medico può così ricostruire con maggiore facilità il percorso assistenziale del paziente, verificare le prestazioni effettuate, controllare quelle programmate e consultare le terapie prescritte. Dalla stessa piattaforma è inoltre possibile predisporre piani di assistenza individuale e piani terapeutici, oltre ad attivare servizi come l’assistenza domiciliare, l’infermiere di famiglia e di comunità, le cure palliative a domicilio e l’ospedale di comunità.

Un aiuto per i pazienti cronici: il sistema segnala le situazioni che richiedono attenzione

Una delle funzionalità più rilevanti riguarda la capacità del sistema di evidenziare situazioni che potrebbero richiedere un intervento del medico. Sinapsi può segnalare, ad esempio, piani terapeutici prossimi alla scadenza, accessi ripetuti alle strutture sanitarie per la stessa causa oppure pazienti con esenzioni per patologie croniche che non risultano ancora formalmente presi in carico. Il sistema non sostituisce in alcun modo la valutazione clinica: le decisioni restano sempre di competenza del professionista sanitario. Per i cittadini, il beneficio atteso è soprattutto una maggiore continuità nelle cure, in particolare per le persone fragili e per chi convive con malattie croniche e necessita di un’assistenza coordinata tra ospedale e territorio. L’obiettivo è ridurre il rischio che informazioni importanti vadano disperse nel passaggio tra specialisti, medici di famiglia e strutture sanitarie, rendendo più tempestiva l’attivazione dei servizi necessari.

Bertolaso: “Ridurre la burocrazia significa permettere ai medici di concentrarsi sui pazienti”

“Con Sinapsi facciamo un passo avanti verso una sanità sempre più integrata, mettendo in rete medici di medicina generale, specialisti, ospedali e servizi territoriali”, ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. “Ridurre la burocrazia significa consentire ai medici di concentrarsi maggiormente sui pazienti e migliorare la presa in carico, soprattutto delle persone con patologie croniche. È un progetto ambizioso e concreto, che punta a migliorare la qualità dell’assistenza e a rendere più efficace il collegamento tra tutti i servizi sanitari”. Bertolaso ha quindi sottolineato la volontà di rendere rapidamente operativi strumenti capaci di incidere sull’organizzazione quotidiana dell’assistenza: “Non parliamo della medicina del futuro, ma di quella di domani mattina“. La sperimentazione avviata al Niguarda e nell’ASST Valtellina e Alto Lario rappresenta il primo passo di un percorso che potrà prevedere l’integrazione di ulteriori fonti informative, compresa in prospettiva l’infrastruttura della telemedicina, e una graduale estensione ad altre realtà assistenziali.

Schillaci: “Se funzionerà in Lombardia, Sinapsi potrà essere un modello nazionale”

Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato il potenziale del progetto. “Sinapsi dimostra come le nuove tecnologie possano essere messe al servizio dei professionisti per migliorare la qualità dell’assistenza. Integrare le informazioni sanitarie significa ridurre il tempo che i medici dedicano alla burocrazia e avere un quadro più completo dei bisogni dei pazienti, soprattutto delle persone fragili e con patologie croniche”. Il ministro ha evidenziato come la Lombardia possa rappresentare un banco di prova significativo per sviluppare un modello di assistenza più integrato. “Seguo questo progetto con interesse fin dall’inizio e credo che, se darà i risultati attesi in una realtà complessa e popolosa come la Lombardia, potrà rappresentare un’esperienza utile anche per il resto del Paese“. Nel corso dell’incontro Schillaci ha inoltre ricordato i progressi compiuti nella digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale attraverso gli investimenti del Pnrr. Il Fascicolo sanitario elettronico è oggi attivo per oltre 57 milioni di cittadini, mentre più di 25 milioni di italiani hanno dato il consenso alla consultazione dei propri dati. Oltre il 95% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta utilizza il Fascicolo, mentre sono più di 566mila i pazienti cronici e fragili seguiti a distanza attraverso strumenti di telemedicina.

Schillaci: “La sanità pubblica va rafforzata, non delegittimata”

La presentazione di Sinapsi è stata anche l’occasione per una riflessione più ampia sul futuro del Servizio sanitario nazionale. “Mi dispiace molto quando vedo attacchi gratuiti al Servizio sanitario nazionale italiano. I problemi non mancano, sono il primo a dirlo e a volerli risolvere, ma non possiamo permetterci, soprattutto agli occhi dei cittadini, di depotenziare la sanità pubblica italiana, che continua a salvare vite ogni giorno, a garantire prestazioni gratuite a tutti, specie ai più fragili”, ha affermato Schillaci. Il ministro ha ricordato che nella sola Lombardia circa mezzo milione di persone ogni giorno si rivolgono al servizio sanitario, sottolineando la necessità di evitare una frattura di fiducia tra cittadini e istituzioni sanitarie. Al centro della strategia nazionale c’è anche il rafforzamento della medicina territoriale, a partire dalle Case di Comunità, nelle quali i medici di famiglia dovranno assumere un ruolo centrale all’interno di équipe multidisciplinari.

“I cittadini devono poter accedere a delle strutture dove possano essere presi in carico. La medicina è cambiata e i modelli assistenziali non possono restare gli stessi di quando è stato fondato il Servizio sanitario nazionale“, ha osservato. Il progetto Sinapsi si inserisce dunque in una trasformazione più ampia della sanità lombarda e nazionale, che punta a collegare maggiormente i diversi livelli di assistenza e a utilizzare la tecnologia per alleggerire gli adempimenti amministrativi. La sfida, ora, sarà verificare sul campo quanto il nuovo strumento riuscirà effettivamente a semplificare il lavoro dei medici e a migliorare la continuità delle cure per i cittadini.

L'articolo Sanità Lombardia, nasce Sinapsi: un unico sistema per i dati dei pazienti. Meno burocrazia e più tempo per le cure proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Morte David Rossi, la famiglia dopo le parole di Vinci: “Non ci accontentiamo di verità proclamate attraverso i media”

La famiglia di David Rossi interviene dopo le dichiarazioni con cui il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Gianluca Vinci ha chiamato in causa Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli. Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi apprezzano il lavoro svolto dalla Commissione, ma chiedono che i nuovi elementi siano esaminati dalla magistratura, senza condanne mediatiche e senza escludere altre piste investigative.

Tognazzi e Orlandi chiedono alla Procura di verificare tutte le ipotesi, non soltanto i nomi emersi

Nessuna pista da escludere, ma neppure responsabilità da attribuire prima di un accertamento giudiziario. È la posizione espressa da Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, moglie e figlia acquisita di David Rossi, attraverso una nota diffusa dal loro legale, l’avvocato Carmelo Miceli, dopo le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Gianluca Vinci.

L’intervento arriva dopo che Vinci ha indicato Giuseppe Mussari, ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, come possibile mandante di un’azione intimidatoria contro Rossi, e Gabriele Ceccherelli come il soggetto che avrebbe organizzato l’intervento e individuato le persone incaricate di eseguirlo. Secondo la ricostruzione illustrata dal presidente della Commissione, l’intimidazione non avrebbe dovuto provocare la morte dell’ex responsabile della comunicazione di Mps, precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.

Le indicazioni, come raccontato da Affaritaliani nell’articolo sulle dichiarazioni di Vinci, deriverebbero da informazioni raccolte dai consulenti della Commissione durante alcuni colloqui con detenuti. Si tratta di ipotesi ancora da sottoporre al vaglio dell’autorità giudiziaria. Mussari ha già respinto duramente le accuse, annunciando iniziative legali.

La famiglia, che da anni contesta la ricostruzione del suicidio, riconosce il valore delle consulenze e degli accertamenti raccolti dalla Commissione. Esprime però sgomento per la diffusione dei nomi dei presunti responsabili e chiede alla magistratura di verificare l’attendibilità delle testimonianze, nel rispetto dei diritti di tutte le persone coinvolte.

La nota della famiglia Rossi: “La gravità di quanto riferito dall’on.Gianluca Vinci impone un rigoroso vaglio dell’Autorità giudiziaria”

Questa la posizione ufficiale della famiglia attraverso la nota stampa dell’Avv. Carmelo Miceli del Foro di Palermo, difensore delle signore Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi.

“Le signore Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, rispettivamente moglie e figlia del dott. David Rossi, ribadiscono il proprio apprezzamento per le attività della Commissione parlamentare d’inchiesta che hanno dimostrato scientificamente come la morte del dott. Rossi sia avvenuta in conseguenza di un omicidio, confermando quanto la famiglia e i suoi consulenti sostengono da anni.

Al contempo, esprimono il proprio sgomento per le notizie recentemente diffuse in merito alla presunta individuazione dei mandanti e degli esecutori della vicenda. Apprendere tali indicazioni, pur nel contesto di una dolorosa e comprensibile reazione umana e familiare, impone oggi più che mai la massima fermezza istituzionale.

La valutazione sull’attendibilità o meno delle testimonianze e dei nomi emersi non spetta alle cronache, ma deve essere rimessa unicamente alla magistratura.

La gravità di quanto riferito dall’on.Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, impone un rigoroso vaglio dell’Autorità giudiziaria, per troppo tempo unica vera assente di questa drammatica vicenda.

Continuando a confidare nello Stato di diritto, le Sig.re Tognazzi e Orlandi chiedono ancora una volta che le risultanze della Commissione siano indagate da una Procura della Repubblica, nel pieno rispetto del contraddittorio e dei diritti di tutte le parti coinvolte.

A questo proposito, si precisa che la famiglia non esclude a priori alcuna ipotesi investigativa, inclusa quella di una pista interna. Tuttavia, non si può in alcun modo accettare il rischio di una condanna sommaria e mediatica, così come va fermamente respinta l’idea che l’eventuale inattendibilità di singoli elementi o testimoni possa inficiare o compromettere l’enorme mole di lavoro e di risultanze oggettive accumulate in questi anni.

L’Autorità giudiziaria, muovendo dagli accertamenti che hanno acclarato trattarsi di omicidio, non deve quindi limitarsi agli approfondimenti delle sole indicazioni pervenute dalla Commissione, ma ha il dovere di esplorare a 360 gradi ogni possibile pista e movente, integrando i nuovi elementi nel quadro complessivo già emerso.

La famiglia non si accontenta di verità proclamate attraverso i media.
Pretende un processo giusto, secondo i principi sanciti dall’art. 111 della Costituzione, nel quale esercitare pienamente le proprie prerogative di persone offese, affinché sia solo un’aula giudiziaria a individuare e condannare i veri responsabili dell’omicidio”.

Nessuna pista esclusa, compresa quella interna: la richiesta alla magistratura

Nella nota emerge anche un passaggio importante rispetto ai nuovi sviluppi: Tognazzi e Orlandi non escludono una possibile pista interna e chiedono che gli elementi raccolti dalla Commissione siano confrontati con tutte le altre risultanze investigative disponibili, senza concentrare gli accertamenti esclusivamente sui nomi indicati da Vinci.

La famiglia distingue inoltre le consulenze tecniche sulla dinamica della morte dalle nuove indicazioni sui possibili responsabili. Anche qualora alcune testimonianze dovessero rivelarsi inattendibili, sostiene, questo non dovrebbe compromettere il valore degli altri accertamenti compiuti negli ultimi anni.

L’obiettivo indicato da Tognazzi e Orlandi è un procedimento giudiziario nel quale siano esaminate le prove, verificate le testimonianze e garantito il contraddittorio. La richiesta è che un’autorità giudiziaria approfondisca tutte le piste e che l’eventuale individuazione dei responsabili avvenga attraverso un processo, non attraverso le dichiarazioni pubbliche.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE NEWS

L'articolo Morte David Rossi, la famiglia dopo le parole di Vinci: “Non ci accontentiamo di verità proclamate attraverso i media” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Caso David Rossi, la Commissione “accusa” Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli: “Follia e calunnie”

Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta bis sul caso della morte di David Rossi, Gianluca Vinci, ha riferito ai componenti dell’organismo gli elementi raccolti nel corso dei lavori, indicando due nomi e delineando l’ipotesi di un’intimidazione organizzata, finita con la morte del responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena.

Secondo quanto dichiarato da Vinci, Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, sarebbe stato il mandante di un’azione intimidatoria che inizialmente non avrebbe dovuto provocare la morte di Rossi. Gabriele Ceccherelli, ex calciante del Calcio storico fiorentino, avrebbe invece organizzato l’operazione, individuando le persone incaricate di intervenire materialmente, che al momento non sarebbero ancora state identificate. Ceccherelli, secondo questa ricostruzione, sarebbe rimasto fuori da Palazzo Salimbeni, sede della banca senese. Naturalmente le due persone indicate non sono indagate.

Le dichiarazioni della Commissione hanno provocato l’immediata reazione dei due uomini, che respingono ogni coinvolgimento. Mussari ha definito le accuse una “follia” e una “calunnia”, annunciando iniziative giudiziarie contro chi le ha formulate e contro chi dovesse ripeterle. L’ex presidente di Mps ha inoltre dichiarato di non essere mai stato convocato né ascoltato dalla Commissione e di non aver avuto contatti con le Procure che si occupano del caso. Anche Ceccherelli nega qualsiasi legame con la vicenda. “Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l’unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda”, ha dichiarato, contestando la ricostruzione resa pubblica dal presidente della Commissione.

A fare da sfondo alle nuove conclusioni sono gli accertamenti tecnici condotti dai carabinieri del Ris sui filmati delle telecamere che riprendevano il vicolo Monte Pio, dove Rossi precipitò dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Durante un’audizione parlamentare, gli esperti hanno illustrato le immagini nelle quali si distinguerebbe l’ombra di almeno una persona rimasta all’imbocco del vicolo dalle 20.04 alle 20.20, circa venti minuti dopo la caduta.

Secondo la ricostruzione illustrata da Vinci, il tempo necessario per scendere dall’ufficio di Rossi, al terzo piano di Palazzo Salimbeni, fino al vicolo sarebbe di circa quattro minuti. Una coincidenza temporale che, nell’interpretazione del presidente della Commissione, rafforzerebbe l’ipotesi che qualcuno sia arrivato sul posto poco dopo la caduta e sia rimasto lì fino a quando il manager ha smesso di respirare. Per Vinci, quella presenza non sarebbe riconducibile a un semplice passante. La persona, o le persone, avrebbero atteso che Rossi morisse, impedendo eventuali soccorsi. Le immagini analizzate mostrerebbero inoltre, in alcune occasioni, ombre compatibili con la presenza di più individui, anche se l’identificazione delle persone coinvolte resta ancora da chiarire.

La tesi avanzata dal presidente della Commissione è che Rossi non fosse destinato a morire nell’immediato, ma che un’azione intimidatoria sia degenerata, trasformandosi in un intervento volto a impedirne il salvataggio. Vinci ha parlato di un’azione organizzata e ha riferito che alcuni elementi raccolti indirizzerebbero gli accertamenti verso un’organizzazione criminale, evocando la ‘Ndrangheta della bassa Lombardia. “Abbiamo deciso di trasmettere gli atti. Invieremo tutta la documentazione alla Procura. L’autorità giudiziaria saprà come muoversi” ha dichiarato etto Gianluca Vinci riferendosi a quanto acquisito da due detenuti.

L'articolo Caso David Rossi, la Commissione “accusa” Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli: “Follia e calunnie” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Giorgia fa rimpiangere Draghi

Come sapete, nel 2022 non ho votato Georgia Meloni perchè era già chiaro che fosse un bluff sostenuto dalla CIA, la Massoneria internazionale ed agenti finanziari stranieri. Quando si è seduta a Palazzo Chigi quindi ero certa che sarebbe stata una grande delusione.

Eppure, credevo che non avrebbe potuto far rimpiangere Draghi. L’avevo sopravvalutata: la sua vittoria era conseguenza della “opposizione” al governo Draghi, ma dietro le quinte Draghi governava e governa coi suoi prestanome nell’attuale esecutivo quantomeno i settori dell’economia/finanza/bilancio, della difesa, della politica estera.

  • Mi aspettavo propaganda, ho trovato propaganda senza risultati.
  • Mi aspettavo promesse mancate, ho trovato promesse mancate elevate a metodo di governo.
  • Mi aspettavo un governo distante dai problemi reali, ne ho trovato uno che trasforma ogni critica in un complotto e ogni fallimento in un alibi.
  • Se governare non significa cercare un nemico nuovo ogni giorno, ma cercare di risolvere problemi, allora l’esperienza Meloni è peggiore di quella Draghi. Dopo anni, i problemi restano, mentre aumentano slogan, propaganda e vittimismo. I problemi si chiamano aumento della disoccupazione, aumento del lavoro nero, aumento dei poveri assoluti e relativi, famiglie lasciate in preda ai prezzi incontrollati.
  • Quanto ancora dovrebbe durare questo spettacolo prima che qualcuno si assuma la responsabilità dei risultati? La realtà ha superato perfino le peggiori previsioni. La vera opposizione a questo governo non è la sinistra, è la realtà.
  • Modello del governo Meloni sono stati i 10 anni di macronismo:
    • Uno Stato in bancarotta.
    • Una Sanità abbandonata.
    • Scuole trascurate.
    • Una Gioventù tradita e malmenata.
    • Un tasso di Povertà al 15%.
    • Raddoppio dei miliardari con un’aliquota fiscale quasi pari a zero.
    • Un paese al confine dell’insurrezione coi gilet gialli che si uniscono ai proletari emarginati delle banlieues.

Se questo sembra il bilancio del governo Meloni dopo soli 4 anni, immaginate se il cdx dovesse rivincere le elezioni politiche!

Lisa Stanton

Coi decreti flussi e gli accordi con l’India il governo Meloni ha agevolato la sostituzione etnica persino più dei governi tecnici e di centro-sinistra. Il confronto tra i dati degli ingressi nel periodo anteriore 2014-2022 e nel periodo del governo Meloni (2022-2026) è impressionante, in quattro anni il governo Meloni ha fatto entrare il doppio di immigrati degli anni precedenti. Senza questa politica disastrosa, Futuro Nazionale e Vannacci non sarebbero mai nati.

Il confronto numerico e normativo tra il periodo 2014-2022 (caratterizzato da governi di centro-sinistra, coalizione e tecnici) e il periodo del governo Meloni (dal 2022) evidenzia un netto mutamento nella pianificazione delle quote d’ingresso regolari per motivi di lavoro, guidato da crescenti necessità del tessuto economico nazionale.

Il confronto dei dati sulle quote dei Decreti Flussi

La differenza principale risiede nel volume complessivo delle autorizzazioni programmatiche all’ingresso:

  • Il periodo 2014-2022: In questi nove anni, i decreti flussi hanno mantenuto quote annuali generalmente molto basse, spesso comprese tra i 15.000 e i 30.000 ingressi totali all’anno. In diverse annualità (ad esempio durante i governi Renzi e Gentiloni), la quota per il lavoro subordinato non stagionale è stata quasi azzerata, limitando gli ingressi quasi esclusivamente ai lavoratori stagionali o a conversioni di permessi di soggiorno già esistenti. Una parziale risalita è iniziata a fine 2021 con il governo Draghi, che ha innalzato la quota a quasi 70.000 ingressi a seguito del forte sblocco delle attività post-pandemia.
  • Il periodo del governo Meloni: L’attuale esecutivo ha introdotto per la prima volta una programmazione pluriennale, determinando un incremento quantitativo significativo. Il piano per il triennio 2023-2025 ha autorizzato complessivamente 452.000 ingressi regolari (ripartiti in circa 136.000 nel 2023, 151.000 nel 2024 e 165.000 nel 2025), ai quali si è aggiunto la successiva programmazione per il triennio 2026-2028 con ulteriori 497.550 ingressi autorizzati.

A livello puramente statistico, la programmazione triennale del governo Meloni stabilisce una media di circa 150.000-165.000 ingressi regolari all’anno, un valore che supera nettamente la media annua del decennio precedente.

——-

Sono anni che avevo predetto che la Francia sarebbe stata balcanizzata…e siamo solo all’inizio.

Primo viaggio nel 2003, e feci 2 mesi in Normandia a fare uno stage di Avvocato. Rouen era divisa in due da un ponte: i bianchi nel centro storico, e gli afroislamici dall’altra parte del ponte.

E poi sula collina le No Go Zone. Un collega mi disse:”vedi quei palazzi? La polizia la, non va”.

La mattina vedevo file lunghissime di persone marroni, davanti all’Istituto di sicurezza sociale. Pensai:”non puo’ durare a lungo”.

Ancora 3 anni, e a causa della demografia che premia gli extraeuropei, ci saranno le prime secessioni torritoriali serie.

Il discorso in Francia nasce nel 1960, con la Sinistra anticolonialista e colpevolista. Da noi nei primi anni ’80, quando il PCI strategicamente, inizio’ la propaganda antirazzista, in previsione della futura invasione, propagandando il veleno colpevolista anti europeo tramite i propri insegnanti.

L’Italia e’una Francia indietro di 15 anni

La brutta notizia e’ che non e’ risolvibile.

Perche’ lo Stato Francese per reggere,non puo’ non cercare di mediare tra le masse afroislamiche e i bianchi.

Inoltre, FFOO e Magistrature, sono ideologizzate e non arretreranno mai ne’ sposeranno mai – MAI- la narrazione identitaria pro bianchi.

—————

Per Von Der Layen, Macron, Elites pedo di Bruxelles, Merz, se le chiese antiche e la storia europea viene cancellata per mano delle scimmie importate, e’ un fatto neutro o anche positivo: sono li per cancellare e resettare cio’ che i Nasoni chiamano Regno di Edom: ossia l’Europa.

Per i rabbini se Edom non cade, il Massiah non viene. E poiché i nasoni vivono in funzione della venuta del Massiah, faranno di tutto per questo

L'articolo Giorgia fa rimpiangere Draghi proviene da Blondet & Friends.

  •  

“E per non farmi mancare niente, oltre alla schiena, ho rotto anche i legamenti della spalla sinistra, ma tengo duro”: nuovo infortunio per Vasco Rossi

A poche settimane dal piccolo intervento chirurgico per una decompressione lombare, Vasco Rossi ha annunciato di aver avuto un altro problema di salute. E il rocker lo ha fatto sui suoi canali social per tranquillizzare subito i fan.

Con una foto sorridente con il pollice alzato e il braccio fasciato, il rocker ha scritto: “E per non farmi mancare niente
oltre alla schiena. Ho rotto anche i legamenti della spalla sinistra, ma tengo duro e vi abbraccio”.

Poi l’artista ha spiegato per filo e per segno cosa è accaduto: “Tutto è cominciato a Zocca, appena tornato dal tour. Primo giro nel bosco, sentiero bagnato, scivolone in una buca. Mi aggrappo a una radice con il braccio sinistro: dolore alla spalla da svenire. Finisco un tour intero e rischio di farmi fuori alla prima passeggiata”.

“Torno a casa e tengo tutto per me: mi sentivo già abbastanza pirla senza convocare una conferenza stampa. – ha aggiunto – Tra cure e nuotate, la spalla migliora. In compenso cominciano i dolori alle gambe, per un problema alla schiena. Un’estate di dolore… con me che facevo finta di niente”.

L'articolo “E per non farmi mancare niente, oltre alla schiena, ho rotto anche i legamenti della spalla sinistra, ma tengo duro”: nuovo infortunio per Vasco Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Giletti sul caso David Rossi: “Per la commissione d’inchiesta tra i presunti mandanti dell’omicidio c’è Mussari”. L’ex presidente Mps: “Una follia, lo querelo”

“Per la commissione d’inchiesta sulla morte del manager di Monte dei Paschi David Rossi, il presunto mandante dell’omicidio sarebbe stato l’ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari“. È quanto riporta Massimo Giletti in un video su Instagram rimandando per i dettagli a lunedì 19 ottobre.

“Domani la commissione parlamentare d’inchiesta si riunisce, farà i nomi degli esecutori e dei mandanti, uso sempre il termine presunti, però il nome che emerge e che verrà fuori è un nome importante perché il mandante sarebbe stato il presidente di banca Mps Mussari, un nome importantissimo, una notizia incredibile”, ha detto il conduttore alla vigilia di una nuova puntata de Lo Stato delle cose incentrata sul caso. “Credo sia importante dare una notizia che riguarda un caso che noi abbiamo seguito per 13 anni – dice ancora Giletti nel video – Grazie al lavoro importante della Commissione parlamentare d’inchiesta abbiamo la certezza oggi che si deve si può solo parlare di omicidio”.

Dopo la pubblicazione del video Mussari ha istantaneamente annunciato querela nei confronti del giornalista. “Quanto affermato dal signor Giletti è una follia prima ancora che una calunnia gravissima e senza uguali, agirò in tutte le sedi nei suoi confronti così come nei confronti di coloro che oseranno ripetere detta calunniosa follia“. Giletti, parlando con l’agenzia Ansa, non arretra: “Non devo replicare a Mussari, perché ho semplicemente detto quello che succederà domani in Commissione d’inchiesta secondo le mie informazioni. Non capisco le ragioni di questa querela, ho solo anticipato quello che sarà raccontato. Sarà lui a dover rispondere ai magistrati, non io”.

L'articolo Giletti sul caso David Rossi: “Per la commissione d’inchiesta tra i presunti mandanti dell’omicidio c’è Mussari”. L’ex presidente Mps: “Una follia, lo querelo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Concorso da 2.500 posti in Marina Militare, tra i requisiti la terza media: non c’è quiz d’ingresso

Il Ministero della Difesa ha indetto il concorso pubblico per l’arruolamento in Marina Militare di 2.500 Volontari in Ferma Prefissata Iniziale, offrendo un canale d’accesso fondamentale sia nei ruoli operativi di bordo sia nelle componenti specialistiche d’élite e nel Corpo delle Capitanerie di Porto.

La ferma prefissata iniziale rappresenta il primo gradino per chi intende costruirsi un futuro nelle Forze Armate, garantendo un percorso formativo di base e tecnico-operativo e la possibilità di accedere successivamente ai concorsi per la Ferma Triennale e per il servizio permanente.

Come sono suddivisi i posti

I 2.500 posti messi a concorso dal bando sono suddivisi tra le due anime principali della Forza Armata:

  • 2.000 posti per il Corpo Equipaggi Militari Marittimi, di cui 1.750 destinati al settore d’impiego navale e 250 assegnati alle Forze Speciali e alle componenti specialistiche (anfibi, incursori, palombari, sommergibilisti ed elicotteristi);
  • 500 posti per il Corpo delle Capitanerie di Porto (Guardia Costiera), di cui 460 per i settori d’impiego ordinari e 40 riservati alle specializzazioni di bordo e di terra (componente aeromobili, soccorritori marittimi e sommozzatori).

Il reclutamento si articolerà su due blocchi distinti di domande.

Il 1° Blocco mette a concorso 1.680 posti con scaglioni di incorporamento previsti tra giugno 2027 e marzo 2028.

Il 2° Blocco assegna i restanti 820 posti, distribuiti su tre incorporamenti tra novembre 2027 e marzo 2028.

È inoltre prevista una quota di riserva del 10% per i diplomati delle Scuole Militari, i figli di militari deceduti in servizio e gli assistiti dalle opere di previdenza delle Forze Armate.

Quali sono i requisiti di partecipazione

Per presentare la candidatura alla selezione è necessario possedere i requisiti generali richiesti per la partecipazione a qualsiasi concorso, quali:

  • la cittadinanza italiana;
  • il godimento dei diritti civili e politici;
  • condotta incensurabile, assenza di condanne o procedimenti penali per delitti non colposi;
  • idoneità psico-fisica e attitudinale al servizio.

Ci sono delle restrizioni anagrafiche: possono presentare istanza soltanto gli interessati di età compresa tra i 18 e i 24 anni non compiuti al momento dell’iscrizione.

Per quanto riguarda i titoli di studio, è sufficiente la terza media per tutti i ruoli, fatta eccezione per le componenti aeromobili, che richiedono invece il diploma di scuola superiore valido per l’iscrizione all’università.

Quali sono le prove da sostenere

La selezione non prevede una prova scritta a quiz, ma si basa su un’articolata prima fase di valutazione dei titoli di merito.

La commissione stilerà le graduatorie provvisorie sommando i punteggi relativi al voto del titolo di studio, alle patenti di guida civili, ai brevetti subacquei o di salvamento, alla conoscenza certificata della lingua inglese e di altre lingue straniere, fino ai titoli sportivi e alle cinture nelle arti marziali per le Forze Speciali.

I candidati collocati in posizione utile verranno poi convocati presso la Caserma Castrogiovanni di Taranto per sostenere gli accertamenti psico-fisici e attitudinali.

Per i concorrenti orientati ai settori specialistici (incursori, anfibi, subacquei, soccorritori e aeromobili) sono previste visite mediche mirate presso le infermerie di La Spezia, Taranto o l’Istituto di Medicina Aerospaziale, integrate dal superamento obbligatorio delle prove di efficienza fisica (nuoto 25 metri, piegamenti sulle braccia, addominali, trazioni alla sbarra ed eventuale corsa di 3.000 metri).

Come ed entro quando candidarsi

La candidatura deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale dei concorsi del Ministero della Difesa, raggiungibile anche dal portale inPA. Per accedere alla piattaforma è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta a scelta tra Spid, Cie o Cns.

Le finestre temporali per l’invio delle istanze sono così suddivise in base al blocco di interesse.

I candidati del 1° Blocco, riservato ai nati tra il 24 ottobre 2002 e il 24 ottobre 2008, hanno tempo per presentare domanda dal 25 settembre al 24 ottobre 2026.

I candidati del 2° Blocco, riservato ai nati tra il 30 giugno 2003 e il 30 giugno 2009, avranno la propria finestra riservata di candidatura dal 1° giugno 2027 al 30 giugno 2027.

Altri concorsi attivi

Per chi è interessato alle opportunità nelle Forze Armate e nei Corpi armati dello Stato, è di prossima pubblicazione il bando per il reclutamento in Guardia di Finanza. In generale, la PA nel mese di ottobre prevede altri concorsi in scadenza, per cui si fa riferimento a un calendario piuttosto fitto.

  •  
❌