Bárbara Bandeira: moda de palco para "um jantar com amigos"?

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

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O Zoomarine Algarve vai assinalar o Halloween entre 20 e 31 de outubro, com uma programação especial que inclui experiências assustadoras, atividades para crianças e um filme em 4D. A Passagem dos Sustos, o Túnel Fantasma e o Concurso de Máscaras Infantil estão entre as propostas preparadas pelo parque para esta época.
Um dos principais destaques é a Passagem dos Sustos, uma experiência destinada a visitantes com mais de 14 anos, que promete pôr à prova a coragem dos participantes através de um percurso com surpresas inesperadas. Para os mais novos, o Túnel Fantasma proporciona uma aventura adaptada à sua idade.
O Cine 4D também entra no espírito da época com o regresso de “Spooky Spark”, um filme que combina imagem, som e efeitos especiais numa experiência imersiva.
A criatividade dos mais pequenos estará em destaque nos dias 28 e 31 de outubro, com o Concurso de Máscaras Infantil. A iniciativa desafia as crianças a visitarem o parque com os seus disfarces mais originais e assustadores, estando previstos prémios para as participações que mais se destacarem.
Durante este período, os visitantes poderão ainda aproveitar a campanha “Dobro da Diversão”, que permite adquirir um bilhete de dois dias pelo preço de um. A promoção é válida para visitas ao parque entre 16 e 31 de outubro, estando as condições disponíveis no site oficial do Zoomarine.
Durante a programação especial de Halloween, o Zoomarine Algarve estará aberto de terça-feira a sábado.
Ci sono presentazioni istituzionali dalle quali si esce con una notizia, qualche dichiarazione e un titolo già in mente. Da altre si porta via anche una sensazione, più difficile da mettere in ordine. Oggi, presso la Villa Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta, a Roma, la presentazione della nuova campagna di Intesa Sanpaolo ha trasmesso soprattutto questo: una gioia semplice, il piacere di incontrare persone capaci di emozionare attraverso la propria naturalezza.
Intorno, una cornice meravigliosa dalla quale ammirare la Città Eterna. Una bellezza che invita a fermarsi, ad allargare lo sguardo. Roma accompagna l’incontro e sembra dare una profondità particolare ai temi che lo attraversano: la cultura, il talento, le relazioni, quel patrimonio di gesti e conoscenze nel quale riconosciamo il nostro Paese.
La nuova campagna istituzionale si chiama “A mano a mano”. Sergio e Pietro Castellitto ne sono protagonisti e, per la prima volta, condividono la regia. Accanto a loro ci sono Roberto Bolle e Francesco “Ciccio” Graziani. La voce è quella di Mina, che reinterpreta il brano scritto da Riccardo Cocciante e Marco Luberti, reso celebre anche da Rino Gaetano. L’uscita è prevista per il 18 ottobre.
Il racconto, per chi era presente, prende forma anche in ciò che accade intorno: nel modo di parlare, nella leggerezza di un ricordo, nella possibilità di riconoscersi in qualcuno che si è abituati a vedere da lontano.
Pietro Castellitto richiama i suoi ricordi giovanili legati alle banche. Riceve una macchina in regalo, ma arriva la precisazione: non è davvero sua, è della banca. Anche una casa nuova, bella, si accompagna alla stessa spiegazione: non è nostra, è della banca.
Restituito nel suo senso, l’aneddoto contiene una piccola commedia familiare. Agli occhi di un giovane, questa banca finisce per possedere le cose che appartengono alla quotidianità, quelle nelle quali si abita o con le quali si comincia a essere indipendenti. Il linguaggio degli adulti incontra lo stupore di chi deve ancora imparare come funzionano un finanziamento, un mutuo, gli impegni che rendono possibile un acquisto.
È un ricordo personale che apre una porta. Ci si ritrova nelle frasi ascoltate in famiglia, nelle spiegazioni comprese solo più tardi. E quella naturalezza rende vicino chi sta parlando.
Ciò che colpisce durante la presentazione è l’umanità dei protagonisti, la facilità con cui un’esperienza privata può creare una relazione con chi ascolta. Nella condivisione tra Sergio e Pietro, poi, il lavoro cinematografico incontra un legame che precede qualsiasi progetto: quello tra un padre e un figlio. Due sensibilità, due generazioni, una storia comune che entra nel film e ne accompagna il tono.

La campagna è costruita come una catena di mani che attraversa l’Italia. Mette accanto clienti e dipendenti di Intesa San Paolo, chi immagina un progetto e chi contribuisce a realizzarlo. Una giovane coppia nella prima casa, una studentessa che prosegue gli studi, un produttore di vino, un’azienda di arredi per grandi imbarcazioni: esperienze diverse, unite dal passaggio tra un desiderio e la possibilità di dargli forma.
Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, si sofferma sul gesto che dà significato al titolo:
“La mano che accompagna, che sostiene, che trasmette esperienza, che aiuta a compiere un passo avanti”.
Un’immagine nella quale riconoscere relazioni quotidiane, tra generazioni e tra persone che condividono un progetto. È qui che il racconto incontra anche il ruolo della banca:
“Il nostro mestiere consiste proprio nel mettere in connessione energie, competenze, aspirazioni e risorse affinché qualcosa possa accadere”.
Guardando questo intreccio, torna alla mente il saper fare italiano. Quello che ha il profumo dell’artigianato, della familiarità con i materiali, della cura che richiede tempo. Ci sono competenze che si imparano osservando e ripetendo, conoscenze trasmesse attraverso il lavoro quotidiano, imprese nelle quali una storia personale diventa un progetto condiviso.
È una bellezza concreta, che appartiene al nostro Paese quanto i suoi monumenti. Vive nelle mani di chi produce, nella pazienza di chi insegna, nella responsabilità di chi raccoglie un’esperienza e la porta avanti. La campagna offre l’occasione per ritrovarla dentro attività che spesso raccontiamo soltanto attraverso risultati economici.

Stefano Lucchini mette a fuoco il punto:
“La vita delle persone, invece e per fortuna, non è astratta”.
Credito, risparmio, investimenti e consulenza diventano comprensibili quando incontrano una casa da acquistare, un’impresa da far crescere, un percorso di studi da continuare. La banca sceglie di rappresentare il proprio ruolo attraverso gli effetti del suo lavoro, affidando alle storie il compito di rendere leggibili anche le cifre.
Nei primi sei mesi del 2026 Intesa Sanpaolo ha destinato 44 miliardi di euro di finanziamenti a famiglie e imprese. I prestiti d’onore “Per Merito” hanno superato complessivamente il miliardo di euro, raggiungendo 54 mila studenti.
Sono dimensioni importanti, alle quali il racconto restituisce un volto. Poter studiare significa avere tempo e strumenti per costruire la propria strada. Accedere al credito può permettere a un’impresa di trasformare una competenza in lavoro e opportunità. Il valore di queste possibilità si misura anche nella vita quotidiana di chi le riceve.
Roberto Bolle porta nel film la danza e il rapporto con il patrimonio artistico, nelle sale della Galleria Borghese. La sua presenza richiama una forma di bellezza che emoziona immediatamente e che nasce da un esercizio lungo, rigoroso, spesso invisibile a chi osserva.
Lucchini si sofferma sul lavoro che sostiene la grazia di Roberto Bolle:
“Quello che le persone non vedono immediatamente sono le migliaia di ore di lavoro, la disciplina quotidiana, l’attenzione quasi maniacale ai dettagli, la volontà di migliorarsi continuamente”.
Un pensiero che avvicina il palcoscenico ai tanti luoghi nei quali si coltiva un talento, si perfeziona un mestiere, si impara a fare bene qualcosa.
Bolle sottolinea il valore del sostegno ai progetti che avvicinano le persone all’arte e creano opportunità educative. La cultura diventa così un’esperienza da condividere, capace di lasciare qualcosa soprattutto nelle nuove generazioni.
In questo ambito si collocano anche le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e il programma Restituzioni, dedicato al restauro del patrimonio storico-artistico. Attività diverse che richiamano una responsabilità comune: custodire la bellezza e consentire alle persone di incontrarla.

Con Ciccio Graziani, il racconto arriva ai ragazzi dell’“Olimpicone Santa Firmina” di Arezzo, il progetto di calcio integrato e inclusivo sostenuto da Intesa San Paolo. Qui lo sport permette di parlare di partecipazione e appartenenza attraverso un’esperienza concreta.
Entrare in una squadra significa trovare un posto, condividere un obiettivo, essere riconosciuti dagli altri. Graziani evidenzia il valore della visibilità offerta ai ragazzi con disabilità dell’associazione che rappresenta. È un passaggio che riporta l’attenzione sulle persone e sulla possibilità di far conoscere la loro realtà.
Il senso di queste esperienze si ritrova in una riflessione di Stefano Lucchini:
“Il progresso è sempre un’opera collettiva. Nasce dall’incontro tra persone, competenze e responsabilità”.
Le storie del film danno forma a questa idea, mostrando quanto una possibilità individuale possa crescere attraverso il contributo degli altri. La musica tiene insieme queste storie. Mina accompagna le immagini e, in chiusura, si rivolge direttamente allo spettatore.
La gioia e la naturalezza dei protagonisti, nella bellezza di Roma, si sono intrecciate con i mestieri, la cultura e le possibilità raccontate nel film – non gli spot, come ama definirlo Lucchini.
In attesa di vedere questa produzione on air, l’incontro lascia il desiderio di riconoscere l’umanità degli altri e trovare il tempo di darle attenzione. Come accade quando un ricordo di famiglia, raccontato con semplicità, riesce per un momento a farci sentire più vicini.
Oggi meno spazio ai numeri. Anche questo, però, è un modo di raccontare la finanza: riconoscere ciò che rende possibile nella vita delle persone, seguire il filo che lega un investimento a un mestiere, un prestito agli studi, il sostegno alla cultura all’emozione di chi la incontra. I numeri restano essenziali, ma giornate come questa ricordano perché vale la pena raccontarli.


O vinho de 2025 nasce da vinha do avô Ramiro e chega com um novo rótulo. A renovação da imagem abrange toda a gama e assinala dez anos desde a primeira vindima para a marca.
O conteúdo Herdade Barranco do Vale lança primeiro tinto Negra Mole de vinha com 70 anos aparece primeiro em Barlavento.

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A Milano, dove la trasformazione urbana passa attraverso nuovi edifici iconici e quartieri in continua evoluzione, c’è un progetto che prova a spostare l’attenzione dalla semplice architettura alla relazione con la città. Si chiama Casa BFF ed è la nuova sede di BFF Bank, gruppo bancario internazionale nato in Italia e specializzato nei servizi finanziari alle imprese e alle istituzioni, con un focus storico sulla gestione e sullo smobilizzo dei crediti commerciali verso le Pubbliche Amministrazioni.
Situato nel quartiere Portello, il complesso nasce per riunire gli spazi di lavoro del gruppo in un progetto architettonico che ambisce a essere anche un luogo di relazione con Milano. Non soltanto una sede direzionale, dunque, ma un edificio che mette insieme lavoro, sostenibilità, spazio pubblico e arte contemporanea.
La progettazione è stata affidata a OBR – Open Building Research, lo studio fondato nel 2000 dagli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi. Il progetto ha ottenuto il MIPIM Award 2024 nella categoria Best New Development, riconoscimento internazionale assegnato nell’ambito del mercato immobiliare e dello sviluppo urbano.
I numeri aiutano a comprendere ancora meglio la portata dell’intervento: casa BFF si sviluppa su circa 15.000 metri quadrati di superficie costruita, secondo i dati del progetto, e si articola intorno a una nuova piazza e a spazi interni concepiti per adattarsi a differenti modalità di utilizzo. L’idea dei progettisti è costruire un rapporto diretto tra edificio e contesto urbano. La struttura lascia spazio a una piazza pubblica e crea una connessione con il quartiere, superando la logica del quartier generale concepito come un volume isolato dalla vita cittadina.
Il valore dell’intervento, in questa prospettiva, non si misura soltanto nella qualità architettonica, ma anche nella capacità di generare relazioni. È una questione centrale per Milano, dove la rigenerazione urbana sta trasformando intere aree e ridefinendo il rapporto tra attività economiche, spazi collettivi e vita quotidiana.

Uno degli elementi più riconoscibili di Casa BFF è il grande porticato, che raggiunge i 40 metri di altezza e sostiene una copertura fotovoltaica di forte impatto visivo. La struttura non svolge soltanto una funzione architettonica: contribuisce a definire lo spazio pubblico alla base dell’edificio e a caratterizzarne l’identità. La copertura ospita 2.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, con una produzione dichiarata di circa 360 MWh all’anno e una potenza di picco di 300 kWp. È un esempio di come la sostenibilità possa diventare parte integrante del progetto, anziché rimanere un elemento tecnico separato dalla forma dell’edificio.
Casa BFF ha inoltre ottenuto le certificazioni LEED Platinum e WELL Gold, rispettivamente legate alle prestazioni ambientali dell’edificio e agli aspetti che riguardano la salute e il benessere delle persone negli ambienti costruiti. Il progetto adotta anche principi di progettazione DFMA, acronimo di Design for Manufacture and Assembly, un approccio che punta a facilitare l’assemblaggio dei componenti e a ottimizzare i processi costruttivi.

Se l’esterno costruisce il rapporto con la città, gli ambienti interni raccontano l’evoluzione degli spazi professionali: luce, trasparenza e flessibilità contribuiscono a definire un contesto in cui l’architettura non svolge soltanto una funzione organizzativa, ma partecipa all’esperienza quotidiana di chi lo attraversa.
La nuova sede riunisce le attività del gruppo in un unico complesso e interpreta una trasformazione che interessa molte aziende: il luogo di lavoro non viene più valutato esclusivamente in base alla sua capacità di ospitare persone e funzioni, ma anche per la qualità degli ambienti, le possibilità di collaborazione e il benessere che può offrire. Per BFF Bank, Casa BFF rappresenta anche un modo di rendere visibile la propria identità attraverso uno spazio fisico riconoscibile, capace di integrare la dimensione operativa con quella rappresentativa e culturale.
Uno degli aspetti più singolari di Casa BFF è la presenza della BFF Gallery, uno spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea di circa 450 metri quadrati. La collezione del gruppo ha radici negli anni Ottanta e comprende circa 250 opere, con nomi di primo piano dell’arte italiana del Novecento.
Tra gli artisti rappresentati figurano Lucio Fontana, Alberto Burri, Enrico Baj, Mario Schifano, Emilio Tadini e Arnaldo Pomodoro. Una raccolta che affianca all’attività finanziaria di BFF Bank un investimento nella valorizzazione del patrimonio artistico. Anche gli spazi esterni dialogano con questa dimensione: la piazza ospita opere di Giò Pomodoro e Gianfranco Pardi, inserendo l’arte nel percorso quotidiano di chi attraversa l’area.
La BFF Gallery è aperta gratuitamente al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 10:30 alle 17:30, secondo le informazioni pubblicate dalla galleria. La presenza di uno spazio espositivo accessibile trasforma così una parte dell’identità aziendale in un’occasione di fruizione culturale.
Casa BFF offre una chiave di lettura della Milano contemporanea che va oltre la ricerca dell’edificio spettacolare. Il progetto promosso da BFF Bank mette insieme funzioni differenti: una sede direzionale, uno spazio pubblico, un’infrastruttura per la produzione di energia e un luogo dedicato all’arte. La scelta di investire in un edificio di questa natura racconta anche l’evoluzione del modo in cui un’impresa può presentarsi alla città.
Il progetto di OBR mostra come un edificio direzionale possa essere ripensato in termini di qualità degli ambienti e relazione con il quartiere. Una prospettiva particolarmente significativa in una città in cui la rigenerazione urbana è diventata uno dei temi centrali del dibattito sul futuro degli spazi. Più che un nuovo landmark da aggiungere allo skyline milanese, Casa BFF è dunque un tentativo di immaginare un’architettura in cui la dimensione aziendale possa convivere con quella urbana e collettiva: un luogo in cui economia, design e cultura si incontrano per raccontare una Milano in trasformazione.
