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WFP Says It’s ‘Drastically Reducing’ Aid To Gaza as Israel Continues Daily Attacks

19 October 2026 at 20:30
The UN’s World Food Program said on Monday that it was being forced to “drastically reduce” aid to Gaza due to funding shortfalls, a statement that came as Israel continued its relentless attacks across the besieged Palestinian territory. The WFP said the funding cuts will reduce the number of people in Gaza it supports with […]

‘We will build palaces for Jews in Gaza’: Right-wing activists establish new outpost near border

Nachala movement set up a makeshift outpost as part of a push to resettle Gaza; Likud Party official attended the event, while local authorities demanded immediate police action. Police and the military have so far made no effort to remove the activists

Israel anuncia retoma de entrada de mercadorias em Gaza

19 October 2026 at 19:39
Retoma é gradual e Israel avisa: comerciantes que pagaram ao Hamas perdem autorização de operar. PAM alerta que 500 mil palestinianos ficarão sem ajuda por mês.

© MOHAMMED SABER/EPA

O Programa Alimentar Mundial (PAM) anunciou esta segunda-feira que vai precisar de reduzir as suas operações humanitárias na Faixa de Gaza por falta de recursos, deixando mensalmente 500 mil palestinianos sem ajuda

“Quando accettiamo un linguaggio che nasconde il dolore, iniziamo a perdere la nostra umanità”: l’appello di Pep Guardiola per la Palestina

19 October 2026 at 14:51

“Non sono morti, sono persone assassinate. Non sono statistiche, sono vite con nomi, volti, famiglie, sogni e ricordi”. Comincia così il video–appello per la Palestina pubblicato sui social da Pep Guardiola. Il più influente allenatore di calcio del nuovo millennio ha infatti scelto di sposare la causa dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi. Il video è stato rilanciato dal canale spagnolo dell’UNRWA, che chiede di continuare a “parlare di Palestina”.

È il messaggio di fondo dell’appello di Guardiola, che dice: “Quando smettiamo di chiamare le cose con il loro nome, quando accettiamo un linguaggio che nasconde il dolore, iniziamo a perdere la nostra umanità“. Il tecnico catalano invita quindi a continuare a denunciare ciò che accade a Gaza e al popolo palestinese: “Le loro vite contano quanto le nostre; il loro dolore non ci è estraneo. Non dimentichiamolo”. Quindi l’appello a sostenere all’Agenzie delle Nazioni Uniti: “Da oltre 75 anni, l’UNRWA sostiene i rifugiati palestinesi fornendo assistenza sanitaria, protezione e aiuti umanitari. Ma l’UNRWA è molto più che aiuti. È anche memoria“.

Il discorso integrale di Pep Guardiola

Non sono morti, sono persone assassinate. Non sono statistiche, sono vite con nomi, volti, famiglie, sogni e ricordi. Non sono danni collaterali, sono bambini. E quando smettiamo di chiamare le cose con il loro nome, quando accettiamo un linguaggio che nasconde il dolore, iniziamo a perdere la nostra umanità. Stiamo vivendo un momento molto buio della nostra storia.

Vediamo bambini a Gaza che cercano i loro genitori tra le macerie, che implorano aiuto, che soffrono la fame, che vengono lasciati soli. Li vediamo perdere tutto prima ancora di aver avuto la possibilità di crescere, e l’inferno continua, insieme alla disumanizzazione del popolo palestinese. Le loro vite contano quanto le nostre, il loro dolore non ci è estraneo. Non dimentichiamolo. La solidarietà con la Palestina non può fermarsi.
Né può fermarsi la nostra responsabilità. Oggi, proprio oggi, il governo israeliano ha ucciso più di 74.000 persone a Gaza e continua a ostacolare l’ingresso degli aiuti umanitari. E mentre Gaza continua a essere devastata, la demolizione delle case palestinesi e gli sfollamenti forzati in Cisgiordania continuano. In questo contesto, è importante ricordare una cosa.

Per milioni di rifugiati palestinesi, la sofferenza non è appena iniziata. Hanno sopportato decenni di sfollamento, violenza, perdite, dolore, traumi, incertezza e ingiustizia. Eppure, perseverano. Quanto ammiriamo la resilienza del popolo palestinese. Ma non dovrebbero essere costretti a essere resilienti. Nessun popolo dovrebbe dover trascorrere generazioni a dimostrare la propria capacità di sopportare la sofferenza.

Nessun bambino dovrebbe crescere imparando a sopravvivere anziché a vivere. E in questo terribile contesto, c’è un’organizzazione che non li ha mai abbandonati, nemmeno per un solo giorno. Si chiama UNRWA. Da oltre 75 anni, l’UNRWA sostiene i rifugiati palestinesi fornendo assistenza sanitaria, protezione e aiuti umanitari. Ma l’UNRWA è molto più che aiuti. È anche memoria.

Ed è l’istituzione che ha preservato la storia, l’identità e i diritti di generazioni di rifugiati palestinesi. È la prova che la loro esistenza non può essere cancellata. Oggi, sostenere l’UNRWA è più necessario che mai. Sostenere l’UNRWA significa sostenere coloro che continuano a resistere alla fame, alla violenza, alla paura e all’abbandono. Perché per continuare a distruggere, bisogna imporre il silenzio. E noi non ci faremo mettere a tacere.

Oggi il silenzio è una forma di schieramento, ma non possiamo voltarci dall’altra parte. La Palestina conta, e la Palestina ha bisogno di giustizia e pace. Ora, per favore, continuate a parlare della Palestina. Continuate a difendere l’umanità di fronte all’indifferenza. Per favore, se potete, sostenete l’UNRWA affinché possa continuare a fornire aiuti a chi ne ha più bisogno. Grazie di cuore.

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Crise em França: "A culpa é do presidente"

19 October 2026 at 14:44
Bruno Cardoso Reis afirma que Macron acabou por se tornar o para-raios do descontentamento social. Considera ainda que a proposta de Putin para uma cimeira a três "não faz nenhum sentido". 

Cuts force World Food Programme to end support for half a million Palestinians in Gaza

Two-thirds of population face crisis levels of food insecurity and 200,000 people are in danger of famine

This winter is likely to deepen hunger for Palestinians in Gaza, after sweeping aid cuts forced the UN’s World Food Programme (WFP) to end support for more than half a million people each month, the agency’s director for Palestine said.

More than a year after a Trump-brokered ceasefire came into force, promised reconstruction has not begun, there are few jobs and the vast majority in Gaza still rely on aid to eat.

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© Photograph: Mohamed Hinnawi/WFP Mohamed Hinnawi

© Photograph: Mohamed Hinnawi/WFP Mohamed Hinnawi

© Photograph: Mohamed Hinnawi/WFP Mohamed Hinnawi

Israeli Forces Kill Two Children in Gaza as IDF Continues Relentless Attacks

18 October 2026 at 22:14
Two children were among five Palestinians killed by Israeli forces in Gaza on Sunday as the IDF continues its relentless attacks across the besieged Palestinian territory. A seven-year-old girl, identified as Misk Hazem al-Dalu, was killed when Israeli troops opened fire on tents in the al-Maghazi refugee camp. Later in the day, an unidentified child […]

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Netanjahu erklärt, Israel müsse die „Aufgaben an allen Fronten“ innerhalb von zwei Jahren abschließen

18 October 2026 at 19:09
Der israelische Premierminister Benjamin Netanjahu erklärte in einer Wahlkampfbotschaft auf X, Israel müsse seine wichtigen „Aufgaben an allen Fronten“ in den kommenden zwei Jahren abschließen, solange Donald Trump als US-Präsident im Amt ist: „Uns bleiben noch zwei Jahre der Amtszeit meines Freundes Donald Trump, und genau in dieser Zeit müssen wir unsere wichtigsten Aufgaben an […]

Due bambini uccisi a Gaza dagli attacchi dell’Idf in 24 ore: 340 minori morti dall’inizio del cessate il fuoco

18 October 2026 at 15:28

Da più di un anno a Gaza è in vigore il cessate il fuoco, ma solo domenica due bambini palestinesi sono stati uccisi dal fuoco delle Forze di difesa israeliane, come riporta l’agenzia Wafa. Secondo una nota del ministero dell’istruzione di Hamas a Gaza, si tratta di Tamer Soboh, di cui non viene riportata l’età, ucciso a ovest di Beit Lahiya, nel nord della Striscia, e di Masak al-Dalu, una bambina di 7 anni, nei pressi del campo profughi al-Maghazi. La piccola è rimasta uccisa quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco tra le tende del campo profughi dove viveva, nel centro della Striscia di Gaza.

Dal 10 ottobre 2025, sono morti in totale 340 bambini durante la tregua. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.511 palestinesi sono stati uccisi e altri 5.375 feriti negli attacchi israeliani. Per le famiglie “che piangono la perdita dei propri figli, queste terribili statistiche non equivalgono a un cessate il fuoco”, ha sottolineato il portavoce dell’Unicef Ricardo Pires. Attacchi aerei, raid di droni e sparatorie continuano in tutta la Striscia. Si stima che circa 60mila bambini abbiano visto morire uno o entrambi i genitori durante la guerra o dopo il cessate il fuoco e, secondo l’Unicef, sarebbero 800mila i bambini sfollati a Gaza, “e la maggior parte vive in tende o in edifici pericolosi e bombardati”.

L’abbassamento delle temperature complica ulteriormente la situazione per le famiglie sfollate a Gaza, che riempiono i sacchi di farina vuoti con la sabbia per impedire all’acqua piovana di entrare nelle loro tende. I bombardamenti israeliani hanno gravemente danneggiato la rete fognaria: “Ci sono enormi bacini di acque reflue, come il bacino di raccolta delle acque piovane di Sheikh Radwan, che è mezzo pieno”, ha avvertito Pires. “Come avevamo già previsto un anno fa, l’acqua contaminata potrebbe straripare e inondare le zone residenziali a valle, con conseguenze potenzialmente letali per i bambini e le loro famiglie. Alcuni bambini sono annegati in acque contaminate da liquami”.

Secondo Wafa, cinque palestinesi sono rimasti uccisi dal fuoco dell’esercito israeliano da questa mattina. Il portavoce dell’Idf afferma di star controllando i dettagli delle notizie riferite dai media palestinesi. La Wafa riporta anche la morte di una donna di 28 anni, Wijdan Kamal Shurrab, rimasta uccisa da colpi di arma da fuoco nei pressi di Khan Younis. L’agenzia palestinese cita fonti ospedaliere che parlano di 25 feriti nelle ultime 24 ore.

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Netanyahu’s spin on latest settler attack is laughable – Daily Update

Violent (and illegal) Israeli settlers in West Bank are not content to attack only Palestinians ■ Gazans dread spending a 4th winter in displacement ■ NAZA documentary echoes 2023 film about Nazis ■ More.

Zack Polanski says application of Zionism is racist and no state has right to exist

Green leader in England and Wales calls ‘debates about words’ unhelpful and denies recent motion was controversial

Zack Polanski has said Zionism in its current form is racist, that no country has a right to exist, and that the Green party motion on the issue was not controversial.

The leader of the Green party in England and Wales gave an unapologetic interview to the BBC on Sunday two weeks after his party approved a motion equating Zionism with racism.

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© Photograph: Jeff Overs/PA

© Photograph: Jeff Overs/PA

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