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Cortes eléctricos en Ecuador afectan producción y conservación de alimentos
🔴GUERRA MONDIALE IBRIDA | 16.10.26
– Italia, la piazza sfida il riarmo di Margherita Furlan
– Avvocatura dello Stato: è guerra mondiale ibrida di Jeff Hoffman
– La Francia ferma i suoi figli di Jeff Hoffman
– Tirana in fiamme, Rama non cede di Jeff Hoffman
– USA e UE sempre più distanti di Gionata Chatillard
– Due stretti in fiamme, l’Europa paga di Jeff Hoffman
– Taiwan cerca alternative a Hormuz, Trump si inserisce di Ivan Bodyan
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan
Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman
Editing di Mario Ferdinandi
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Ataque com molotov na marcha pela vida foi terrorismo?

Vassalo nega ter atirado cocktail molotov intencionalmente

© Federação Portuguesa pela Vida
SOS Amianto: obras em escola de Cascais devem ser suspensas

© JOSÉ COELHO/LUSA
Filipe Sousa do JPP acusa MP de perseguição política

© INÊS LACERDA/OBSERVADOR
Polícia Marítima apreende embarcação de alta velocidade na Praia do Telheiro
A embarcação estava arrojada no areal, em Vila do Bispo. Os tripulantes da Estação Salva-vidas de Sagres rebocaram-na até à Marina de Lagos.
O conteúdo Polícia Marítima apreende embarcação de alta velocidade na Praia do Telheiro aparece primeiro em Barlavento.
- PBS NewsHour - The Latest
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Talarico compares his campaign to David and Goliath after GOP invests over $158M against him

- Affaritaliani.it
- Mille euro al mese ai giovani per due anni, in Campania arriva il “reddito di restanza”: ecco cos’è
Mille euro al mese ai giovani per due anni, in Campania arriva il “reddito di restanza”: ecco cos’è
Campania, arriva il reddito di restanza: fino a mille euro al mese ai giovani che scelgono di restare nei piccoli comuni
Mille euro al mese per due anni per incentivare i giovani a restare nei piccoli comuni della Campania, oppure a tornarci dopo aver vissuto altrove. È l’obiettivo del cosiddetto “reddito di restanza”, al centro di una proposta di legge regionale pensata per contrastare lo spopolamento delle aree interne e favorire nuove opportunità per le comunità locali. Il testo, intitolato “Misure di contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne della Campania”, porta la firma di Raffaele Aveta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, e ha ricevuto anche il sostegno di Nino Simeone, capogruppo della lista Fico Presidente. La proposta si inserisce nel quadro politico della Giunta guidata da Roberto Fico, ma dovrà completare il proprio iter prima di poter diventare operativa.
Il principio alla base dell’iniziativa è quello della “restanza attiva”, concetto associato all’antropologo Vito Teti. Restare, in questa prospettiva, non significa rinunciare a partire, ma scegliere consapevolmente di costruire il proprio futuro nel territorio d’origine, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del paese.
Chi può accedere al contributo
La misura è rivolta ai giovani tra i 18 e i 45 anni e riguarda i comuni campani con meno di 2mila abitanti che presentano specifiche condizioni di fragilità territoriale. Tra i requisiti previsti figurano l’appartenenza alle aree interne individuate dalla Strategia nazionale, la classificazione come comuni periferici o ultraperiferici, la condizione di comune montano o l’appartenenza a Comunità montane e Unioni di comuni montani. La Giunta regionale potrà inoltre individuare altri territori sulla base di indicatori come il calo demografico, la fuga dei giovani, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi.
Per partecipare sarà necessario risiedere e vivere stabilmente nel comune da almeno dodici mesi. Potranno candidarsi anche coloro che vi hanno vissuto in passato per almeno un anno, a condizione di tornarvi prima di ricevere il primo pagamento e di mantenere la residenza per tutta la durata del sostegno. Il numero dei beneficiari sarà comunque limitato: la proposta stabilisce un massimo di cinque persone contemporaneamente per ciascun comune.
Due percorsi: progetti sociali e nuove imprese
Il progetto prevede due modalità di accesso al sostegno economico. La prima è il “percorso di comunità”, destinato a finanziare iniziative di utilità sociale, culturale, educativa, ambientale o di innovazione digitale, progettate sulla base delle esigenze del territorio. Per questo percorso è previsto un assegno di mille euro al mese per un massimo di 24 mesi, senza possibilità di rinnovo. I progetti saranno valutati dalla Regione dopo aver acquisito il parere motivato del Comune interessato. Le iniziative non dovranno necessariamente trasformarsi in attività economiche, ma non potranno sostituire le normali funzioni dell’amministrazione comunale né attività che richiedono l’affidamento attraverso una gara. L’obiettivo è sostenere progetti utili alla collettività senza creare forme di lavoro a basso costo per gli enti locali.
La seconda possibilità è il “percorso d’impresa”, rivolto a chi intende avviare una nuova attività o subentrare in un’impresa già esistente, anche attraverso una cooperativa. In questo caso il contributo mensile scende a 800 euro per un massimo di 18 mesi e non viene ridotto in presenza di eventuali guadagni. A questo sostegno si aggiunge un contributo per le spese di avvio che può arrivare fino a 25mila euro, insieme a percorsi di formazione e tutoraggio finanziati dalla Regione. Nella selezione delle domande avranno un peso determinante le prospettive di sostenibilità economica dell’attività proposta.
Chi conclude il percorso di comunità potrà successivamente accedere a quello d’impresa, purché l’attività sia coerente con il progetto iniziale. La durata complessiva del sostegno non potrà comunque superare i 36 mesi e sarà possibile beneficiarne una sola volta. La partecipazione al programma, inoltre, non attribuirà alcun titolo preferenziale per future assunzioni o incarichi pubblici, così da evitare che la misura si trasformi in un nuovo canale di precariato in attesa di stabilizzazione.
Il fondo regionale da 21 milioni di euro
Per finanziare l’iniziativa, la proposta istituisce un Fondo regionale per il contrasto allo spopolamento da 21 milioni di euro nell’arco di tre anni. La ripartizione prevista è di un milione per il 2026 e dieci milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Ogni anno il 70% delle risorse sarà destinato alla spesa corrente, principalmente per finanziare gli assegni mensili, mentre il restante 30% servirà a sostenere gli investimenti e i contributi alle imprese.
A regime, le risorse disponibili consentirebbero di finanziare circa 580 assegni annuali per il percorso di comunità, nell’ipotesi che tutti i beneficiari scelgano questa modalità. I fondi destinati agli investimenti permetterebbero invece di coprire fino a 120 contributi da 25mila euro ciascuno, se erogati tutti nella misura massima.
Il provvedimento è al primo passaggio in Commissione I e dovrà proseguire il proprio iter istituzionale. La sua eventuale approvazione sarà solo il primo passo: la sfida sarà verificare se il sostegno economico riuscirà davvero a contrastare la perdita di popolazione nei piccoli comuni. La proposta prevede infatti che la Giunta riferisca ogni anno al Consiglio regionale sui risultati raggiunti, comune per comune, verificando in particolare se i giovani siano rimasti sul territorio anche a due anni dalla conclusione del contributo.
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Atividade econômica tem alta de 0,3% em agosto, mostra IBC-Br
Em relação a agosto de 2025, o indicador registrou crescimento de 1,2%. Nos últimos 12 meses, a alta acumulada é de 1,6%.
Notícias relacionadas:
As informações que compõem o indicador abrangem os setores da indústria, de serviços e da agropecuária, além dos impostos sobre produtos.Em agosto, a agropecuária recuou 1,8% em relação a julho. No mesmo período, a indústria avançou 0,9%, enquanto o setor de serviços variou 0,2%. Os impostos sobre produtos subiram 0,1%.
Excluindo a agropecuária, o IBC-Br variou 0,3% no mês.
Segundo os dados divulgados, os resultados de agosto, na comparação com julho, foram os seguintes:
- IBC-Br: 0,3%
- Agropecuária: -1,8%
- Indústria: 0,9%
- Serviços: 0,2%
- Impostos: 0,1%
- IBC-Br ex-agropecuária: 0,3%
Comparação anual
Já na comparação com agosto de 2025, o indicador apresentou avanço de 1,2%. Nesse tipo de comparação, o resultado mostra que a atividade econômica ficou acima do nível registrado no mesmo mês do ano passado.
Entre os setores, na comparação com o mesmo período do ano anterior, a agropecuária teve alta de 5,8%; os serviços avançaram 1,3%; a indústria cresceu 0,4% e os impostos aumentaram 0,3%.
Sem a agropecuária, o IBC-Br registrou alta de 0,9%.
Veja a variação do índice na comparação com agosto de 2025:
- IBC-Br: 1,2%
- Agropecuária: 5,8%
- Indústria: 0,4%
- Serviços: 1,3%
- Impostos: 0,3%
- IBC-Br ex-agropecuária: 0,9%
No acumulado dos oito primeiros meses do ano, o indicador registra crescimento de 1,6%. Em 12 meses, a expansão também é de 1,6%. No trimestre encerrado em agosto, ante o trimestre terminado em maio, o IBC-Br apresentou variação negativa de 0,6%.
O índice
Considerado uma espécie de termômetro da economia, o IBC-Br reúne informações dos setores de indústria, serviços, agropecuária e impostos sobre produtos.
O indicador é complementar ao Produto Interno Bruto (PIB) e permite acompanhar a evolução da atividade econômica com maior frequência.
- QuiFinanza
- Napoli, stop alle auto più inquinanti fino a marzo 2027: chi non può circolare e le multe
Napoli, stop alle auto più inquinanti fino a marzo 2027: chi non può circolare e le multe
Tornano le limitazioni al traffico per migliorare la qualità dell’aria. La decisione è stata presa dal Comune di Napoli che, con un’ordinanza dirigenziale del 13 ottobre 2026, ha disposto il divieto di circolazione per alcune categorie di veicoli più inquinanti.
Uno stop che avrà inizio il 19 ottobre 2026 e proseguirà fino al 31 marzo 2027. Riguarda i giorni feriali e tutto il territorio cittadino, con alcune eccezioni. Interessa in particolare le auto più datate e i diesel fino a Euro 5.
Divieto auto a Napoli, quando scatta
Come detto, le limitazioni alla circolazione vanno dal 19 ottobre 2026 al 31 marzo 2027. Stop attivo dal lunedì al venerdì nella fascia oraria compresa tra le 8:30 e le 18:30. Il blocco si applica su tutto il territorio comunale di Napoli, fatta eccezione per alcune arterie di scorrimento. Un modo per ridurre le emissioni nei mesi invernali, quando l’inquinamento atmosferico tende a salire.
Quali modelli sono fermi
L’ordinanza fa distinzione tra due gruppi di veicoli. Da un lato blocco valido per auto e veicoli commerciali Euro 0 ed Euro 1. Dall’altro, invece, si parla di auto e veicoli commerciali (categoria N1, N2 e N3) alimentati esclusivamente a gasolio con classe ambientale fino a Euro 5. A ciò si aggiungono moto e ciclomotori fino a Euro 2. Uno guardo al libretto di circolazione per individuare la classe ambientale è dunque d’obbligo.
Strade escluse e deroghe
Il divieto non si applica su alcune strade di grande scorrimento:
- rete autostradale cittadina;
- raccordo con l’autostrada A1 Napoli-Roma;
- raccordo con l’autostrada A3 Napoli-Salerno;
- strada statale 162;
- raccordo di viale Fulco di Calabria.
Sono inoltre previste delle deroghe. Tra i veicoli esentati figurano:
- mezzi storici;
- mezzi atti al servizio di persone con disabilità;
- mezzo di soccorso;
- mezzi delle forze dell’ordine;
- trasporto pubblico;
- taxi;
- scuolabus;
- veicoli per il trasporto di medicinali e farmarci;
- mezzi di giornalisti in servizio.
Le multe
Chiunque venga sorpreso a circolare su un mezzo soggetto al divieto, nelle fasce previste e fuori da strade escluse, rischia una sanzione amministrativa che va da 168 a 678 euro.
MP indicia Filipe Sousa do JPP por recebimento indevido

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR
'El Baba' se sienta en el banquillo casi dos meses después del tiroteo de Huelva
Hace casi dos meses, un tiroteo mortal sacudió la barriada de El Rocío (Huelva) en plena escalada de violencia cuando un par de hombres encapuchados y armados con un fusil AK-47 abrieron fuego contra la madre de M.S., alias 'El Baba', de 62 años, que murió en el acto junto con su hija, de 39 años y embarazada de ocho meses, y un menor de 16 años sin vínculos familiares con ellas. Ahora, 'El Baba' se sienta en el banquillo por unos hechos que se investigan como los posibles antecedentes del último tiroteo registrado.
Será la Sección Primera de la Audiencia Provincial de Huelva la encargada de juzgar a partir de hoy, viernes 16 de octubre, a 'El Baba', por, entre otras cosas, el delito de asesinato con alevosía, relativo a un tiroteo ocurrido el 10 de septiembre de 2024 en el barrio de El Torrejón (Huelva), en el que presuntamente acabó con la vida de una persona mientras que otras dos resultaron heridas, según informó entonces Europa Press.
El procedimiento se prolongará previsiblemente hasta el miércoles 21 de octubre y por el momento, la jornada de hoy estará dedicada a la constitución del jurado popular, por lo que todo apunta, el juicio oral comenzará el lunes 19 de octubre, a las 10.00 horas con la declaración de los testigos propuestos por las distintas partes. El martes 20 será el turno de las pruebas periciales y, si todo sale según lo vaticinado, el miércoles 21 declarará 'El Baba'. Ese mismo día se entregará al jurado el objeto del veredicto para que pueda retirarse a deliberar.
Un juicio marcado por la tensión
Las Fuerzas y Cuerpos de Seguridad del Estado han preparado un dispositivo especial de seguridad ante la tensión que rodea a las familias implicadas y los incidentes registrados en los últimos años. Ya en mayo de 2025, la Guardia Civil desarrolló en Isla Cristina una operación que se saldó con la detención de tres personas, entre ellas un menor de edad, familiares del acusado. Según informó entonces el Instituto Armado, los arrestados habrían puesto "en grave riesgo a la población" y amenazado a vecinos desde una azotea durante la noche, llegando a efectuar "disparos intimidatorios".
Un mes después, en junio de 2025, otro tiroteo en Isla Cristina se saldó con una persona fallecida y otra herida. Además de 'El Baba', se sientan en el banquillo un primo suyo, acusado de encubrimiento por presuntamente ocultarlo tras los hechos, y el hermano de la víctima mortal, al que se imputa un delito de homicidio en grado de tentativa por supuestamente abrir fuego contra el principal acusado.
'El Baba' es el único de los procesados que permanece en prisión provisional por estos hechos. La Audiencia Provincial de Huelva acordó prorrogar su encarcelamiento durante dos años más tras la vista celebrada el pasado 30 de septiembre en Huelva. Entonces, la medida se adoptó ante la posibilidad de que la prisión provisional alcanzara su límite ordinario de dos años sin que se hubiera celebrado el juicio, una situación en la que la ley permite acordar una prórroga cuando se cumplen los requisitos legales.
Fiscalía pide 28 años y seis meses de cárcel para 'El Baba'
La Fiscalía de Huelva solicita 28 años y seis meses de prisión para 'El Baba', como presunto autor del tiroteo ocurrido el 10 de septiembre de 2024 en el barrio de El Torrejón, que dejó un fallecido y dos heridos.
Le atribuye presuntos delitos de asesinato con alevosía, homicidio en grado de tentativa y tenencia ilícita de armas. Además, pide 15 años y medio de cárcel para el hermano del fallecido, acusado de dos presuntos delitos de homicidio en grado de tentativa y tenencia ilícita de armas, y dos años para el primo de 'El Baba', por un presunto delito de encubrimiento.
El relato de los hechos según la Fiscalía
Según el escrito del Ministerio público, los hechos comenzaron sobre las 14.10 horas del 10 de septiembre de 2024, cuando el hermano del fallecido circulaba en su vehículo por la calle Margarita, en El Torrejón. Al pasar frente al portal de su cuñado, con quien mantenía una "conocida enemistad y enfrentamientos violentos" previos, habría abierto fuego desde el coche en marcha, sin detenerse y con la intención de acabar con su vida o con la de sus acompañantes.
El escrito sostiene que efectuó "al menos seis disparos", ninguno de los cuales alcanzó a 'El Baba', aunque uno de sus acompañantes resultó herido en las piernas y los brazos. Al ver aproximarse el vehículo y con "el idéntico propósito de acabar con la vida de su cuñado", 'El Baba' habría respondido disparando contra el coche en movimiento. Según la Fiscalía, dos proyectiles atravesaron la luna trasera: uno rozó a la víctima y quedó alojado en el reposacabezas, mientras que el otro le alcanzó en la parte posterior de la cabeza.
A consecuencia del impacto, el conductor perdió el control del vehículo y colisionó contra varios coches estacionados en la calle Margarita, cuyos propietarios han renunciado a reclamar indemnizaciones. El hombre tuvo que someterse a una intervención quirúrgica para extraerle el proyectil. Apenas unos minutos después del tiroteo, el fallecido, hermano del hombre acusado de los dos homicidios en grado de tentativa y cuñado de 'El Baba', tuvo conocimiento de lo sucedido y se desplazó en coche hasta el lugar junto a su madre. Para entonces, según la versión de la Fiscalía, 'El Baba' se había atrincherado en su vivienda.
Cuando el hombre llegó al inmueble y comenzó a subir las escaleras para acceder al piso en el que residía su hermana junto a 'El Baba', este último habría salido a su encuentro armado con un revólver. Al alcanzar su cuñado el último escalón, presuntamente "abrió fuego a quemarropa sin darle opción de respuesta, percutiendo tres disparos".
Mientras uno de los disparos alcanzó a la víctima provocándole una lesión cardiaca, que según el escrito del Ministerio público fue lo que causo la muerte instantánea al producirle un shock hipovolémico, los otros dos disparos atravesaron e impactaron en la puerta de una vivienda vecina. Tras la agresión, 'El Baba' huyó del lugar. Posteriormente, en el portal se encontró un cuchillo de campo con ADN de la víctima, mientras que en la vivienda del acusado y en el vehículo del hermano del fallecido se localizó numerosa munición.
Detenido en Gijón un mes después
De acuerdo con el relato de las citadas fuentes, 'El Baba' permaneció en paradero desconocido desde el día de los hechos hasta el 12 de octubre de 2024, cuando fue localizado y detenido en Gijón, Asturias. El acusado se encontraba oculto en el domicilio de su primo, también procesado en la causa. Este último le habría dado cobijo "a sabiendas de la orden de busca y captura incoada contra él", con la intención de ayudarle a eludir la acción de la justicia.
Por estos hechos, el Ministerio Público considera que concurren un delito de asesinato consumado atribuido presuntamente a 'El Baba'; tres delitos de homicidio en grado de tentativa —uno atribuido a este y otros dos al hermano del fallecido—; dos delitos de tenencia ilícita de armas, uno para cada uno de ellos, y un delito de encubrimiento atribuido al primo del principal acusado. La Fiscalía señala, asimismo, que ninguno de los procesados cuenta con antecedentes penales computables.
- El Independiente
- Iberdrola lidera la red de recarga eléctrica que ampliará hasta los 100.000 puntos antes de fin de año
Iberdrola lidera la red de recarga eléctrica que ampliará hasta los 100.000 puntos antes de fin de año
Es un pilar básico de la electrificación de nuestra economía. La movilidad 'fósil' de nuestro parque móvil, impulsado por combustibles contaminantes y motores de combustión, continúa siendo dominante en nuestro país. Pese a que las opciones eléctricas empiezan a incrementarse, lo hacen por ahora a un ritmo moderado. En parte, por la aún insuficiente red de recarga pública en la red vial española. A ella se suma la red de puntos de recarga particulares, privados, en hogares y empresas, que representan cerca del 90% de los puntos de recarga operativos en nuestro país.
Actualmente en España existen cerca de 550.000 puntos de recarga, según el último barómetro de la Asociación Española de Fabricantes de Automóviles y Camiones (ANFAC). La mayor parte de ellos, en torno a 450.000, son de acceso privado y apenas 58.000 son cargadores públicos. En esta red pública, es la compañía Iberdrola la que lidera la instalación de estos puntos. La compañía de Ignacio Sánchez Galán cuenta ya con 97.000 puntos de recarga, la mayor parte de ellos -85.000- de carácter privado y 12.000 públicos. De ellos, cerca de 2.000 cargadores son de alta potencia, por encima de los 50 kW. La previsión de la compañía es superar los 100.000 puntos de recarga antes de que finalice el año.
El ritmo de incremento de puntos de recarga de Iberdrola equivale a cerca de un centenar de nuevos puntos instalados cada día. Al mes son cerca de 2.000 nuevos enganches eléctricos para vehículos los que ha puesto en marcha Iberdrola. La compañía informa de que, pese a ser los cargadores de uso privado son los mayoritarios, cada vez adquieren más relevancia las electrolineras públicas, ya que la mejora en la autonomía de los nuevos vehículos, que permite realizar trayectos más largos, ha favorecido el uso de modelos eléctricos para este tipo de desplazamientos.
En el caso de Iberdrola, con una cuota que supera el 20% de los cargadores públicos en España, se llevan a cabo alrededor de 10.000 recargas cada día en alguno de sus puntos de recarga.
5.000 nuevos puntos de recarga en 2026
En esta red pública también aparecen comercializadoras como Endesa X Way, si bien con menor presencia, con cerca de 6.000 puntos de recarga. A ellos suma alrededor de 30.000 cargadores en hogares y empresas. Compañías como Repsol cuentan con 2.500 puntos de recarga de acceso público y otros 19.000 en el ámbito privado. Muy por detrás figuran compañías como Tesla o Zunder.
En el caso de los cargadores de acceso público, según el último barómetro de la movilidad de ANFAC, existen cerca de 18.000 que, pese a estar instalados, no están operativos. En la mayoría de los casos se trata de alguna demora en la concesión de la autorización administrativa, en muchos casos por falta de capacidad de la red eléctrica de su zona para absorber estas electrolineras. Junto a ello, durante los primeros nueve meses de 2026 se han instalado en nuestro país 5.003 nuevos puntos, lo que supone un descenso respecto al ritmo de 2025, cuando se instalaron 13.382 puntos de recarga en el mismo periodo.
El objetivo ahora pasa no solo por ampliar el número de puntos de recarga de la red vial española, sino por hacerlo con mayor potencia y capacidad de recarga. Así, de los algo más de 58.000 puntos públicos, solo el 11% son de alta potencia, es decir, de más de 150 kW. Es este tipo de cargadores los que ahora más se están instalando, ya que permiten reducir el periodo de recarga de un vehículo a 25 minutos.
Lejos de los objetivos del PNIEC
España ha cubierto el 70% del objetivo de potencia instalado previsto para 2026. Sin embargo, persiste una brecha territorial: mientras 22 provincias superan el objetivo, 6 provincias no alcanzan ni el 50% de la potencia recomendada. A nivel nacional, Navarra encabeza el ranking autonómico en electromovilidad (41,3 puntos), seguida de Castilla-La Mancha (32,5) y Castilla y León (31,9).
A pesar de que el Plan Nacional Integrado de Energía y Clima (PNIEC) proyecta la necesidad de contar con entre 300.000 y 340.000 puntos de recarga de acceso público en 2030 para dar soporte a un parque de 5,5 millones de vehículos electrificados, la realidad del mercado español muestra un avance sensiblemente más lento. Con solo 58.075 cargadores públicos operativos instalados, España apenas ha alcanzado el 18% de la meta fijada para el final de la década, acusando el impacto de un cuello de botella administrativo que mantiene casi 18.000 puntos adicionales instalados pero inoperativos.
Si bien la calidad de la red ha mejorado al cubrir el 70% de la potencia instalada prevista mediante el despliegue acelerado de cargadores rápidos -igual o mayor de 150 kW-, el ritmo global de incorporación de infraestructura pública necesitaría multiplicarse por cinco para alinearse con los compromisos de descarbonización marcados por la hoja de ruta nacional.
- El País - English
- Maricopa County, Arizona: The ‘main epicenter’ of gun trafficking from the US to Mexico
Maricopa County, Arizona: The ‘main epicenter’ of gun trafficking from the US to Mexico
Maricopa County, in Arizona, has emerged as the “main epicenter” of illegal arms trafficking into Mexico, according to John Lindsay-Poland, coordinator of Stop US Arms to Mexico, an initiative that studies the illicit flow of weapons between the two countries.

© Ross D. Franklin (AP)
Obras na A4 condicionam trânsito em Vila Real

© PAULO CUNHA/LUSA
Los Rugrats weakened, but still a force in Sinaloa’s cartel war
Amid the internecine war within the Sinaloa Cartel, one of the factions to have suffered the heaviest blows has been Los Chapitos, led by the sons of former cartel boss Joaquín “El Chapo” Guzmán. On the other side stands La Mayiza, headed by the successors to former kingpin Ismael “El Mayo” Zambada. Unlike their more aggressive and media-savvy rivals, La Mayiza’s leaders have generally operated with a lower profile and less direct exposure.

© @TheJusticeDept
Invasão da RUC. Associação Académica apresentou à Provedoria

© Tiago Petinga/LUSA