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‘Clayface’ Review: DC Studios’ Batman Villain Origin Story Is a Bona Fide Body-Horror Delight
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- El PSC rebaja la ley contra la compra especulativa de vivienda para evitar el freno del Constitucional
El PSC rebaja la ley contra la compra especulativa de vivienda para evitar el freno del Constitucional
El PSC ha propuesto a Comuns rebajar la ley contra la compra especulativa de vivienda para evitar que acabe siendo tumbada por el Tribunal Constitucional. Después del varapalo que la proposición de ley de ambos grupos recibió del Consejo de Garantías Estatutarias (CGE), los socialistas han elaborado un texto en el que elimina la distinción entre los pequeños y los grandes tenedores así como el límite de viviendas que se pueden comprar. A cambio, ponen el foco en el “derecho destinar [la vivienda] a residencia habitual y permanente” en las zonas delimitadas como tensionadas, según el articulado propuesto por los socialistas, avanzado por El Periódico y confirmado por este diario. El dictamen del órgano consultivo, solicitado por Junts y PP, sostuvo que la proposición vulneraba derechos constitucionales como el de la propiedad privada y el de la herencia.
- Il Fatto Quotidiano
- Il Borussia Dortmund si rifiuta di fare la doccia nello stadio di Baku: “Non sono così lussuose”. Per i giocatori riservata l’area spa dell’hotel
Il Borussia Dortmund si rifiuta di fare la doccia nello stadio di Baku: “Non sono così lussuose”. Per i giocatori riservata l’area spa dell’hotel
I giocatori del Borussia Dortmund hanno lasciato lo stadio olimpico di Baku senza fare la doccia dopo la vittoria per 2-1 sul Sabah FK, martedì sera in Champions League. Secondo il quotidiano tedesco Bild, il club ha agito per precauzione, temendo la possibile presenza di Legionella nell’impianto idrico. Le preoccupazioni sarebbero legate all’utilizzo saltuario dello stadio e al passaggio irregolare d’acqua nelle tubature.
Però, finora non sono mai stati segnalati casi di contaminazione. E di fronte a una richiesta di spiegazioni, il direttore sportivo Ole Book ha dichiarato: “Credo che in hotel le docce fossero un po’ più accoglienti. Per questo cerchiamo di far arrivare lì i giocatori più rapidamente“. Poi ha aggiunto: “Potete immaginarvelo. Qui le docce non sono così lussuose“. Il Dortmund aveva riservato alla squadra l’area spa dell’hotel per il recupero dopo la partita.
Non sembra però che la decisione sia stata presa dai giocatori stessi. “Anche ieri, dopo l’allenamento, non abbiamo fatto la doccia qui. Ci è stato detto di non fare la doccia qui, ma in hotel: per questo siamo tornati rapidamente in albergo”, ha spiegato il tecnico Niko Kovac. La decisione però non è stata molto apprezzata dai rivali del Sabah. Il calciatore Sabah Joy-Lance Mickels ha detto a Sky: “Non so quale fosse il problema. Non voglio insinuare nulla sul BVB. Abbiamo fatto la doccia lì appena la scorsa settimana, prima della partita contro lo Slavia Praga. Le docce sono ottime e l’acqua non è fredda“.
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- Il Fatto Quotidiano
- Mattarella sfida i magnati del tech: “Il controllo dei monopoli è libertà”. E cita Einaudi che li definiva “origine dei mali sociali”
Mattarella sfida i magnati del tech: “Il controllo dei monopoli è libertà”. E cita Einaudi che li definiva “origine dei mali sociali”
“Il controllo dei monopoli è libertà”. Sergio Mattarella richiama la battaglia del liberale Luigi Einaudi per lanciare un monito contro la concentrazione del potere economico e le pretese dei grandi magnati delle nuove tecnologie. E indica nell’Unione europea la dimensione indispensabile per raccogliere una sfida che non è soltanto economica, ma anche democratica. In una stagione segnata dall’ascesa dei sovranisti e dalle proteste dei giovani preoccupati per un futuro di diseguaglianze, Mattarella chiarisce la posta in gioco e indica una direzione.
Parlando al Quirinale durante la cerimonia per i Cavalieri del Lavoro, il capo dello Stato denuncia le “pretese neo-monopoliste” e punta il dito, senza il bisogno di fare nomi, contro i “cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”. Con particolare attenzione alle “tecnologie satellitari e l’intelligenza artificiale“, visto “il peso crescente che hanno assunto nella nostra vita quotidiana”. Perché nessuno sottovaluti i pericoli che corriamo, Mattarella si rifà a una battaglia del 1947, quella di Einaudi, futuro presidente della Repubblica, che all’Assemblea Costituente propose di stabilire che la legge non potesse essere “strumento di formazione di monopoli economici; ed ove questi esistano li sottopone a pubblico controllo a mezzo di amministrazione pubblica delegata o diretta”. Una proposta avanzata, sottolinea Mattarella, “proprio perché liberale“. Nei monopoli Einaudi individuava “l’origine più profonda e vera dei mali sociali”, collegandoli alla disoccupazione e alle disuguaglianze. La Costituzione avrebbe comunque previsto limiti all’iniziativa economica e la possibilità di riservare o trasferire determinate imprese alla proprietà pubblica, ma l’emendamento di Einaudi non entrò nella Carta. Ottant’anni dopo, Sergio Mattarella raccoglie e rilancia quella sfida, per affrontare problemi che i Costituenti non potevano immaginare.
Cos’è un monopolio? Una sola impresa che controlla l’offerta di un prodotto o servizio sul mercato. Ma i rischi ci sono anche se a dominare i mercati sono pochi grandi operatori. Il problema nasce quando la concentrazione del potere limita la concorrenza riuscendo a imporre prezzi e comportamenti. Se poi riguarda infrastrutture indispensabili la concentrazione economica può trasformarsi in potere politico. E se le decisioni private incidono sull’accesso a servizi essenziali, la questione non riguarda più solo l’economia di mercato, ma la capacità delle istituzioni democratiche di governare processi che coinvolgono milioni di persone e una dimensione globale difficile da affrontare con le sole politiche nazionali. Per questo Mattarella dice che “la prospettiva, anche quanto a dimensioni, è quella europea”. L’Europa dispone già di norme antitrust e del Digital Markets Act, quello che impone precisi obblighi alle grandi piattaforme digitali per garantire la concorrenza. Ma la velocità con cui si stanno sviluppando i nuovi mercati tecnologici e il loro valore su quelli finanziari pone sfide inedite. “È la crescente integrazione dell’Unione europea la chiave della crescita di competitività, della difesa e del potenziamento di una civiltà i cui valori oggi appaiono minacciati”.
La sfida è concreta. Nelle comunicazioni satellitari, la dipendenza da operatori come Starlink, del gruppo SpaceX di Elon Musk, interroga l’autonomia europea in un settore strategico anche per la sicurezza e la difesa del vecchio continente, come sanno bene gli ucraini che al momento non hanno un’alternativa europea equivalente. L’Ue rincorre anche sul fronte dei semiconduttori e dei servizi cloud. Quanto all’intelligenza artificiale, tutto sembra ruotare intorno agli immensi data center. Infrastrutture costose ed energivore, nelle mani di pochi grandi operatori, per la maggior parte statunitensi. Il controllo di queste tecnologie condizionerà l’accesso al mercato di migliaia di imprese, compreso il piccolo commerciante. In Europa, dunque, la sfida è doppia: impedire che queste posizioni di forza soffochino mercato e concorrenza e liberarsi dalla dipendenza tecnologica verso aziende estere. Sullo sfondo, il rischio denunciato da Mattarella che le “pretese neo-monopoliste” si riflettano “sulle stesse libertà del nostro modello di vita”.
Per questo non basta affidarsi ai controlli delle autorità di Bruxelles. Serve una risposta politica comune ed è qui che il discorso del Capo dello Stato diventa politico: “Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa”, avverte. Un messaggio che parla anche alle nuove generazioni. Il presidente denuncia il malessere, l’insicurezza per il futuro e la fuga dei talenti, mentre richiama le fragilità dell’economia italiana, dai bassi salari alla scarsa produttività. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione“, ammonisce. E ricorda che “l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo”. Alla cerimonia per i Cavalieri del Lavoro, il filo che lega le parole e le preoccupazioni di Mattarella a quelle di Einaudi è la libertà. Anche quella di lavorare, fare impresa, costruire il proprio futuro senza subire il potere di pochi.
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- Mattarella: “Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione. Cruciali per la società e la nostra economia”
Mattarella: “Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione. Cruciali per la società e la nostra economia”
“La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”. Nel corso della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro”, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affrontato anche il tema delle generazioni più giovani, anche alla luce degli scontri che si sono verificati a Milano lo scorso fine settimana. “Le prospettive dei ragazzi sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili“.
“Molti giovani rientrerebbero volentieri – ha aggiunto il capo dello Stato – se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Serve “un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza. I valori del lavoro sono, del resto, posti alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più”, ha dichiarato ancora Mattarella.
Il presidente della Repubblica ha proseguito allargando lo sguardo al mondo del lavoro. “Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole – ha detto -. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.
Infine, il capo dello Stato ha commentato lo scenario internazionale. “Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”.
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- 20minutos
- Sevilla plantea elevar hasta los 17 millones el tope para pagar las horas extras de este año a la Policía Local
Sevilla plantea elevar hasta los 17 millones el tope para pagar las horas extras de este año a la Policía Local
El pago de las horas extraordinarias de la Policía Local vuelve a centrar el debate político esta semana. El asunto regresa este jueves al Pleno del Ayuntamiento después del conflicto laboral generado la pasada Navidad, cuando los retrasos acumulados en los pagos y la falta de acuerdo con los sindicatos sobre el dispositivo propuesto derivaron en una protesta de los agentes con ausencias en días claves. Una situación que llevó al alcalde, José Luis Sanz, a activar el Plan de Emergencias en Nivel 1. Y, aunque finalmente el problema terminó reconduciéndose tras alcanzar un acuerdo con los efectivos locales, el expediente vuelve ahora a generar polémica.
En este contexto, el Gobierno municipal llevará a la sesión plenaria tres asuntos relacionados con las retribuciones extraordinarias de la plantilla. El primero es el abono de alrededor de cuatro millones de euros (4.095.406,01) por los servicios realizados por la Policía Local en el Plan Navidad 2025-2026, de los que 2,7 millones corresponden a los días del 19 al 31 de diciembre y 1,3 millones, del 1 al 6 de enero, según el documento consultado por este medio.
Para ello, el Consistorio pretende levantar la suspensión derivada de los reparos de la Intervención municipal y continuar la tramitación del expediente para pagar a los efectivos. Ello, después de que los informes cuestionasen la legalidad del acuerdo del plan por carecer de garantías jurídicas y presupuestarias necesarias.
En segundo lugar, el Ayuntamiento planteará elevar de 12 a 17 millones de euros el límite máximo previsto para el pago de productividades y gratificaciones a los agentes durante 2026. El incremento, de cinco millones, busca ampliar el margen disponible para cubrir los servicios extraordinarios de los efectivos en una ciudad con numerosos eventos que requieren de refuerzos, pero donde faltan alrededor de 400 agentes en una plantilla que ronda el millar de efectivos, según el propio alcalde.
Una circunstancia que no se circunscribe solo a la Navidad. Sevilla contabilizó el año pasado más de 3.000 actividades, entre procesiones, conciertos, partidos de fútbol, además de sus fiestas mayores. De ahí que, cuando llegan las fiestas navideñas, se haya agotado este año el presupuesto para pagar los refuerzos necesarias.
Se trata de una problemática que viene arrastrando la ciudad desde hace años, como advierten los sindicatos, y que no se circunscribe únicamente a este Gobierno municipal. No en vano, el Pleno abordará también el abono de 16.271 euros por los servicios extraordinarios realizados por la Policía Local con motivo de la celebración de la final de la Europa League (UEFA) en 2022, otro de los expedientes que mantienen abierto el debate sobre la financiación de los dispositivos especiales de seguridad que necesita la ciudad.
En este último caso gobernaba en la capital el alcalde socialista Antonio Muñoz, actual portavoz de la oposición, quien precisamente este miércoles ha criticado las gestión del primer edil popular para con la Policía Local.
Muñoz ha lamentado el "descontrol absoluto" y ha exigido a Sanz que explique "qué está pasando con la Policía Local y por qué es incapaz de poner orden en su gestión" al tener que tramitar un nuevo expediente para abonar los servicios que los agentes ya prestaron durante el dispositivo navideño, después de que el acuerdo original haya sido considerado nulo. Medidas se someterán de nuevo a debate y cuya aprobación requerirá del apoyo de alguno de los grupos de la oposición.

- 20minutos
- Condenado a tres años y medio por incendiar un bar de Sevilla porque no le pusieron mayonesa
Condenado a tres años y medio por incendiar un bar de Sevilla porque no le pusieron mayonesa
Un hombre ha aceptado este miércoles tres años y medio de cárcel por un delito de incendio tras reconocer que, en agosto del año pasado, quemó de forma intencionada con gasolina un bar de Los Palacios (Sevilla) después de pedir mayonesa para su montadito y que los camareros no pudieran dársela.
La aceptación de esta pena de prisión ha tenido lugar esta mañana en la Sección Tercera del tribunal sevillano después de que la Fiscalía haya rebajado su petición inicial de once años de prisión y el resto de partes personadas, la acusación particular y la defensa, hayan expresado su conformidad.
Tras el reconocimiento de hechos por parte del procesado José Rafael y después de que este haya consignado más de 9.200 euros por la responsabilidad civil de los daños causados, el fiscal ha pedido para él tres años y seis meses de prisión por un delito de incendio, con la circunstancia atenuante de reparación del daño.
El acusado, que no ha hecho uso de su derecho a la última palabra en el juicio, tampoco podrá acercarse a menos de 500 metros durante diez años a la cafetería incendiada y deberá pagar además una multa por dos delitos leves de lesiones.
Los hechos se remontan al 20 de agosto de 2025, cuando José Rafael, que actualmente se encuentra en prisión provisional, acudió al establecimiento y, tras discutir en el bar porque no le pusieron mayonesa en un bocadillo, roció una botella de plástico llena de gasolina en la barra.
Al día siguiente del incendio intencionado por el cliente, el dueño del bar 'Las Postas' de Los Palacios y Villafranca aseguró a EFE que lo que vivieron los trabajadores y clientes del establecimiento fue "algo surrealista".
Varias semanas después una empresa de fabricación de mayonesas anunció que pagaría la reparación de los daños por este incendio.

- El Mundo
- Feijóo promete rebajas de 25.000 euros en impuestos para los jóvenes que compren su primera vivienda: "Vamos a crear una nueva generación de propietarios"
Feijóo promete rebajas de 25.000 euros en impuestos para los jóvenes que compren su primera vivienda: "Vamos a crear una nueva generación de propietarios"

Cataluña cerrará al tráfico ocho puertos de montaña para los ciclistas
Sentirse como Tadej Pogacar será un poco más fácil en Cataluña a partir del próximo 21 de noviembre. La Generalitat, a través del Departamento de Deportes y en colaboración con la Federación Catalana de Ciclismo, organizará ocho jornadas en las que se cerrarán a coches y motos las carreteras de acceso a diferentes puertos del territorio, según ha podido saber EL PAÍS, para “garantizar la seguridad de los ciclistas”. La iniciativa empezará el próximo 21 de noviembre y se prolongará hasta julio de 2027, con el objetivo de “fomentar el ciclismo”. Las jornadas, que se celebrarán por la mañana y tendrán un carácter no competitivo, forman parte del legado del paso del Tour de Francia por Barcelona y Cataluña.

© Quique García (EFE)
Regolare gli affitti brevi non basta a risolvere la questione della casa
Un regolamento europeo in attesa di approvazione permetterà di limitare gli affitti brevi. Darà un sollievo temporaneo alla questione abitativa. Per affrontarla in modo strutturale servono però interventi e politiche per le famiglie meno abbienti.
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- Affaritaliani.it
- Teppisti a Milano, i 500 militari e il giallo dei poteri di polizia. “Forti perplessità di Mattarella” e parziale dietrofront
Teppisti a Milano, i 500 militari e il giallo dei poteri di polizia. “Forti perplessità di Mattarella” e parziale dietrofront
Il governo ha varato il nuovo Decreto Sicurezza in seguito agli scontri avvenuti a Milano nello scorso weekend. Tra le varie misure previste però una ha suscitato polemiche e un dibattito molto acceso tra il Quirinale e Palazzo Chigi, si tratta del provvedimento voluto dal ministro della Difesa Guido Crosetto di inviare 500 militari a Milano per rinforzare l’organico delle forze dell’ordine impegnate a contrastare il fenomeno delle violenze. Sull’invio dei militari nessun problema, la questione che però ha suscitato “forti perplessità” da parte di Mattarella è stata quella relativa ai “poteri” di questi soldati. Crosetto infatti voleva che i rinforzi avessero gli stessi poteri della polizia, ma il Colle ha fermato tutto.
Lo stop del giurista del Colle – riporta Il Corriere della Sera – è arrivato dopo un braccio di ferro che ha tenuto banco fino all’ultimo, nei passaggi continui tra gli uffici legislativi del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi. Sulla posizione del presidente Mattarella si sono schierati fin da subito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani, pronti ad ascoltare fin dalla mattina le richieste dei sindacati più rappresentativi di polizia (“servono più investimenti, non militari”).
Tutto alla fine è stato smussato, spiegano dal governo per spegnere le polemiche interne. E riguardo all’impiego dei militari è stata trovata una soluzione mediana: i 500 che arriveranno a Milano saranno operativi per i “pattuglioni misti” con le forze dell’ordine, per non fare confusioni sulle competenze e aumentare, allo stesso tempo, la percezione di sicurezza e la risposta dello Stato davanti a fenomeni emergenziali.
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Prince Harry says ‘most important thing is to reconcile’ with royal family
Prince Harry is ready to put the past behind him as he makes a renewed plea for reconciliation with the royal family.
During a video interview with GQ that was conducted by the magazine's host Zach Baron in September and released Tuesday, the 42-year-old Duke of Sussex was asked whether he grieved his complicated relationships with his father King Charles III, 77, and his brother Prince William, 44.
"Yes, of course," Harry said. "I think from a family perspective — again, another massively relatable issue for so many people — sibling disagreements, broken relationships between kids and their parents, kids and one parent. That continues to come up with me the whole time with people that I speak to, so I know how relatable it is."
"Some people maybe look at us and go, ‘How are you gonna work it out? Maybe that will help me work my stuff out,'" he continued.
"Some people don't want it to work out," Harry added. "I want it to work out. With everything else that's going on in the world, the most important thing is to reconcile — that's the key point."
Baron went on to ask Harry if he believes the family "wound" can be repaired to which Harry replied, "Scars stick around forever."
"But what your perception is, and what your mindset is to those things that have happened, letting go of the past," he said. "That's something that I would encourage everybody to do: If there's certain things from the past that are still affecting you every day, that's harder to let go of."
"But, for me, there's enough drama in the world and enough drama in people's lives to continue with issues with family," Harry added.
Following the interview's release, Harry's comment that "some people don't want it to work out" sparked speculation that he was referring to William. A spokesperson later clarified Harry's remark, telling People magazine that his comment "was absolutely not intended as a swipe at his brother or any other member of his family."
"The comment was made in a general context and was not directed at his family in any way," Harry's representative added.
Harry's relationship with his family has been strained for years. Rumors of a rift between the brothers began to swirl in 2018 after Harry married former "Suits" star Meghan Markle. Harry publicly acknowledged problems in his relationship with William in October 2019, telling ITV that although they would "always be brothers," they were on "different paths" and don't see each other as often as they did in the past.
Tensions escalated further after Harry and Markle stepped back as senior working royals in January 2020 and relocated to Canada before settling in California. The Duke and Duchess of Sussex later aired grievances against the royal family in their bombshell 2021 interview with Oprah Winfrey. During the television special, Harry and Markle alleged a lack of support from the institution and accused an unnamed royal family member of racism.
Harry also opened up about his strained relationships with Charles and William, though he shared his hopes that those could be repaired. He admitted that he felt "really let down" by Charles and revealed that his father had stopped taking his calls as the Sussexes prepared to step down from their royal roles.
PRINCE HARRY'S SECURITY FIGHT THREATENS HIGHLY-ANTICIPATED REUNION WITH KING CHARLES: EXPERT
However, Harry said he would "always love" his father and vowed to "make it one of my priorities to try and heal that relationship."
Harry addressed his rift with William, saying he loved his brother "to bits" but said again that they were on "different paths." At the time, he described their relationship as "space" while expressing hope that "time heals all things."
A year later, the couple's relationship with the royal family deteriorated further with the release of their Netflix series "Harry & Meghan." In the series, Harry accused the royal institution of leaking and planting stories and further detailed the breakdown in his relationship with his family.
The rift deepened following the January 2023 publication of Harry's memoir, "Spare," in which he detailed private disputes with his father and brother and alleged that William physically attacked him during a 2019 argument over Markle. Buckingham Palace declined to respond publicly to Harry's allegations.
However, Harry has continued to express his desire to reconcile with his family. In a January 2023 interview with ITV while promoting "Spare," Harry said, "Forgiveness is 100% a possibility because I would like to get my father back. I would like to have my brother back."
"At the moment, I don't recognize them, as much as they probably don't recognize me," he added.
At the time, Harry said that reconciliation would only be possible under one condition.
"Though I would like to have reconciliation, I would like accountability," he said. "I've managed to make peace over this time with a lot of things that have happened. But that doesn't mean that I'm just gonna let it go."
Harry's latest remarks echo comments he made last year when he publicly called for an end to his long-running feud with the royal family. During an interview with the BBC in May 2025, Harry's rhetoric shifted noticeably after losing his legal challenge over his security in the United Kingdom.
"I would love reconciliation with my family," he said. "There’s no point in continuing to fight any more. Life is precious."
"I don’t know how much longer my father has," Harry added.
In February 2024, Charles was diagnosed with an unspecified form of cancer, and he continues receiving ongoing medical treatment.
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At the time, Harry told the outlet that he was not in touch with Charles, claiming, "He won't speak to me because of this security stuff."
The Duke of Sussex also indicated that he had forgiven his family for many of their past disagreements. Harry said there were "things that have happened that I can now forgive" and that he had "moved past that."
Harry specifically said he could forgive the involvement of his father, brother and stepmother, Queen Camilla, though he maintained that he was still struggling to forgive the decision over his security arrangements in the U.K. He also acknowledged that some members of the royal family might "never forgive" him for writing "Spare," or for "lots of things."
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In August, Harry and Markle along with their children, son Prince Archie, 7, and daughter Princess Lilibet, 5, returned to the U.K. for an extended stay. The Sussexes’ desire to reconnect with Charles and other members of the royal family has been reported as one of the reasons behind their move.
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There appears to have been a significant improvement in the relationship between Harry and his father. In September 2025, the two met privately, marking their first face-to-face meeting in more than a year. In July 2026, Harry, Markle, Archie and Lilibet traveled to the U.K where they reunited with Charles and Camilla at Highgrove House. It was the king's first meeting with his daughter-in-law and grandchildren in roughly four years. Harry and Charles have also reportedly remained in communication since the Sussexes' return to the U.K.
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However, Harry and William reportedly remain estranged, with no direct contact between the brothers despite the Duke of Sussex's calls for reconciliation. William has largely remained silent about the brothers' estrangement and has not publicly expressed a desire to repair their relationship.
