Milan is the city where singer Dua Lipa is considering moving to but also where many of the local residents are being forced to leave. It is among the places that host the most millionaires in the world, who move into new skyscrapers designed by prominent architects. They are drawn by the flat tax offered in Italy since 2017, a single payment of €300,000 (it convinced Cristiano Ronaldo to leave Real Madrid for Juventus in 2018). It is the so‑called Milan Model — a city of luxury, culture, fashion and investment banks, ideal for living, except that soaring housing prices have made living impossible: buying a home costs 57% more than a decade ago, and renting is 70% more expensive than in 2018, according to online real estate data.
Un decreto recepito in ritardo, in modo a dir poco restrittivo e ignorando le raccomandazioni Ue. Nei fatti, “un’occasione sprecata, che lascerà senza tutele 9 vittime di querele temerarie su 10″. Con un flash mob a Piazza Capranica a Roma, la rete CASE Italia – il gruppo di lavoro italiano della Coalition Against SLAPPs in Europe che riunisce 17 organizzazioni,
da The Good Lobby all’Osservatorio Balcani Caucaso, fino ad Amnesty International Italia, Rete No Bavaglio e tante altre realtà – ha protestato contro il provvedimento con cui è stata recepita in Italia la direttiva europea 2024/1069 contro le azioni temerarie, le cosiddette “cause bavaglio”. In pratica, tutte quelle azioni legali manifestamente infondate, o sproporzionate, avviate prevalentemente da politici, esponenti del mondo imprenditoriale e aziende, con il solo intento di intimidire, silenziare o scoraggiare la partecipazione al dibattito pubblico di giornalisti, attiviste, ricercatrici, whistleblower e, più in generale, di chi esercita il diritto di informare o di esprimere opinioni su questioni di interesse collettivo.
La necessità di recepire la direttiva era l’occasione per fornire le tutele necessarie contro queste azioni, ma alla fine il decreto è stato bocciato dalla società civile come “inefficace e deludente”, dato che addirittura finirà per restringere la portata delle tutele previste dalla direttiva europea contro le SLAPP che colpiscono giornalisti, attiviste e whistleblower.
Il motivo? In attesa della pubblicazione del testo in Gazzetta ufficiale, protesta Case Italia, va in direzione opposta rispetto qualsiasi buona pratica usata dagli altri Stati. L’esecutivo Meloni non ha mai coinvolto la società civile nella discussione sul provvedimento, tanto che l’unica audizione riservata a loro in Parlamento ha visto la partecipazione di soli tre parlamentari M5s e le osservazioni non sono mai state recepite riducendo il processo a “un mero esercizio formale“, come ha ricordato la portavoce Sielke Kelner nel corso del presidio, organizzato proprio a pochi giorni dall’anniversario dell’omicidio ancora impunito della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, avvenuto il 16 ottobre 2017, vittima di una cinquantina di SLAPP.
Ma soprattutto, ha ribadito Kelner, il decreto lascerà fuori la gran parte delle vittime di azioni temerarie. Questo perché “offre protezioni solo ai bersagli di azioni legali temerarie con implicazioni transfrontaliere, escludendo di fatto le controversie domestiche, che rappresentano almeno il 90% dei casi registrati”. Ma c’è di più: perché la direttiva prevedeva una nozione di caso transfrontaliero più ampia, in quanto il testo Ue “stabilisce che un caso può essere considerato transfrontaliero anche quando, ulteriori elementi rilevanti della fattispecie presentano collegamenti con un altro Stato”. Con riferimento all’articolo 5, dove si richiede che “una controversia possa considerarsi priva di implicazioni transfrontaliere soltanto quando, oltre al domicilio delle parti nello stesso Stato membro, tutti gli ulteriori elementi pertinenti alla situazione siano situati unicamente in tale Stato”. Una formulazione che avrebbe permesso di ampliare l’applicazione del testo. Peccato che anche in questo caso il governo Meloni abbia invece deciso di non procedere.
“Avevamo chiesto che il decreto si applicasse anche ai casi nazionali e soprattutto anche ai casi penali, inclusi i procedimenti per diffamazione, tra gli strumenti più usati contro chi informa o critica in Italia. Così invece questa legge finirà per non tutelare nessuno o quasi“. Eppure, in Italia si registra il numero più alto di SLAPP in tutta l’Unione europea, come hanno mostrato i report di CASE Italia.
“Gli ombrelli bucati che abbiamo portato in piazza rappresentano perfettamente una legge che, invece di proteggere chi è sotto attacco, lascia quasi tutti esposti alla pioggia di azioni legali temerarie”, ha attaccato Martina Turola, responsabile comunicazione di The Good Lobby, organizzazione non profit parte della rete CASE Italia. “Per questo oggi lanciamo una petizione in cui chiediamo al Governo e al Parlamento di correggere questa legge“, è l’auspicio delle rete.
In piazza erano presenti anche alcuni esponenti dell’opposizione, come Vittoria Baldino (vicepresidente e deputata M5s), Elisabetta Piccolotti (Avs) e Valentina Grippo (Azione), così come vittime di azioni temerarie, come il comico Daniele Fabbri, querelato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo che in un monologo satirico aveva definito la premier “puzzona” e “caccolosa”: “Mi ha chiesto un risarcimento da 20mila euro per ‘profondi strascichi sulla psiche’. Ora dovrebbe venire a processo in Aula per spiegare questi traumi come sono andati, ma non si è ancora presentata. L’idea che una persona di potere si accanisca contro un artista, neanche di quelli in vista, è un brutto segnale”, ha sottolineato il comico.
“Porteremo all’attenzione della Commissione Ue quella che per noi è una mancanza di conformità con la direttiva, almeno nel tentativo di ampliare la nozione di transfrontaliero”, ha concluso Kelner.
Los gobiernos de España e Italia han acordado poner fin a los controles recíprocos en las fronteras interiores que estaban en vigor desde que el Ejecutivo de Georgia Meloni decidió imponer esta medida como respuesta a la crisis en Ceuta por la entrada irregular de miles de migrantes procedentes de Marruecos a finales de julio.
La decisión de no prorrogar los controles fronterizos, "tomada tras un minucioso análisis de la situación", según ha informado el Ministerio del Interior, "irá acompañada de un refuerzo del intercambio de información para garantizar la plena seguridad del espacio común de Schengen".
El acuerdo ha venido precedido de una conversación telefónica mantenida por los ministros del Interior de España e Italia, Fernando Grande-Marlaska y Matteo Piantedosi, programada a raíz de la reunión celebrada al margen del Consejo Europeo entre los presidentes del gobierno de ambos países, Pedro Sánchez y Giorgia Meloni.
Durante la última cumbre de líderes europeos en Bruselas, Sánchez y Meloni acercaron posturas para la supresión de los controles Schengen que Italia introdujo a principios de agosto, días después de la entrada de más de 70.000 personas a la ciudad autónoma.
Ambos jefes de Gobierno encargaron el pasado viernes, 16 de octubre, a sus ministros que materializaran este encargo durante los próximos siete días. Mientras esto ocurría, Italia decidió prorrogar por una semana más los controles en puertos y aeropuertos a los pasajeros procedentes de España, con la correspondiente contramedida aprobada por el Gobierno de Pedro Sánchez para los pasajeros procedentes de Italia.
En respuesta a Italia, el Gobierno español venía de forma periódica prorrogando el restablecimiento temporal de los controles en las fronteras interiores aéreas y marítimas españolas con respecto a los vuelos y enlaces marítimos de pasajeros procedentes de la República Italiana.
Fuentes italianas consultadas por Europa Press explicaron que los ministros del Interior de los dos países iban a trabajar para "valorar juntos medidas de cooperación sustitutivas", mientras que por parte española se precisó que se trabajaría para "proceder a la eliminación" de los controles.
Aunque la reintroducción de controles fronterizos ente Estados miembro es una medida prevista por el Código Schengen, la Comisión Europea siempre ha defendido que debe ser una opción "de último recurso" e instado a los gobiernos a buscar medidas alternativas para reforzar la vigilancia sin suspender la libre circulación.
Entre las medidas sustitutivas que Bruselas ha planteado en el pasado a otros países que mantienen de manera sistemática controles que deberían ser puntuales, como Alemania, Austria o Francia, figuran el refuerzo de la actuación policial conjunta para controles no sistemáticos, el intercambio de información y un mejor uso de la tecnología, por ejemplo con sistemas móviles de identificación biométrica o el seguimiento de vehículos.
La ola de violencia en las calles asociada a movimientos de protesta también llegó a Italia el fin de semana pasado. Milán, la capital financiera de Italia, vivió saqueos indiscriminados a manos de jóvenes de la periferia y simples delincuentes. Como en varias ciudades de Francia, la protesta por la carestía de la vida se transformó en una revuelta callejera. Giorgia Meloni ha contestado con ley y orden al desafío al aprobar un decreto exprés que supone de facto una reforma del Código Penal. La primera ministra italiana, del partido ultraconservador Fratelli d'Italia, verá este sábado, cuando hay convocadas más manifestaciones si su fórmula tiene efecto.
El decreto ley del Gobierno que encabeza Meloni entra en vigor inmediatamente, pero debe convertirse en ley dentro del plazo constitucional de 60 días, con posibilidad de modificaciones durante su tramitación parlamentaria. Meloni ha pisado el acelerador, dado que el sábado hay previstas protestas. En Francia, salvo la aplicación de los toques de queda, van mucho más lento. Y también hay anunciadas marchas.
A la vez, los camioneros también se están manifestando en el sur de Italia desde el viernes para protestar contra los elevados precios de los combustibles. El Gobierno les ha prometido 1.000 millones de euros en ayudas para van a mantener sus acciones hasta el martes 27, cuando vuelven a reunirse con las autoridades. ¿Va a actuar Meloni con la misma contundencia contra ellos, cuando son un sector que suele votar por su partido?
Menores culpables y multas a los padres
La medida implica un refuerzo de la seguridad de Milán, donde van a desplegarse 500 soldados más de los destinados a puntos calientes. No tendrán competencias policiales, como pretendía Meloni por haberlo rechazado el presidente Mattarella. También introduce el decreto una presunción de capacidad de culpabilidad para los menores de esa edad, salvo que se demuestre lo contrario. El Gobierno ya había aprobado una norma sobre la capacidad de los menores de 14 a 17 años para comprender sus actos, pero estaba pendiente de tramitación parlamentaria. Y responsabiliza financieramente a quien cause daños, y en caso de ser menor, a sus progenitores.
Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no. Ecco le misure che abbiamo approvato per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini. pic.twitter.com/kqk51X8YZa
"Me parece que las multas a los padres puede ser lo más efectivo. No sé si será efectivo enviar los soldados a Milán porque los saqueos pueden darse en otra ciudad. Sin embargo, es cierto que fue una cuestión muy grave de orden público y no podía quedarse sin hacer nada porque lo que pasó es gravísimo, aunque no llegó al nivel de lo que vimos en Francia. La impunidad no puede ser el mensaje", afirma el italiano Matteo Re, profesor en la Universidad Rey Juan Carlos. Aún así Matteo Re considera muy complicado controlar a estos violentos, ya que las imágenes de fuerzas del orden actuando violentamente contra jóvenes sería contraproducente.
Movimiento 17 de octubre
En las redes sociales se propagaron mensajes que incitaban a saquear los comercios y a recurrir a la violencia, incluso contra sedes universitarias como la Bocconi. En un comunicado en Telegram, el autodenominado Movimiento 17 de octubre se describe a sí mismo como "un movimiento no estructurado que busca concienciar políticamente a los jóvenes italianos que, por lo general, se sienten ajenos al proceso electoral". Acusa al Gobierno de Meloni de reprimir la disidencia y de responder al descontento juvenil con porras y decretos.
"Nadie nos representa. Nos representamos a nosotros mismos. Antes de decidir qué exigir, queremos entender juntos por qué nos lo han quitado todo, quién nos lo ha quitado y cómo podemos recuperarlo", añadía el texto.
Tanto estas protestas juveniles como las que promueven los camioneros reflejan un profundo malestar motivado por la carestía de la vida y la falta de oportunidades para los jóvenes. El Gobierno italiano, formado por tres fuerzas conservadoras, quiere dar relevancia al problema que plantea la inmigración, ya que sufren más aún las carencias del sistema. Hay un componente, pero no se queda ahí.
Problema generacional
El alcalde de Milán, de centroizquierda, ha respaldado las medidas del Gobierno como forma de solucionar el problema de orden público. "Quiero decir sin ambigüedades que, en esta fase crítica, lo primero es el control y represión de estos fenómenos. No quiero que mis palabras se malinterpreten: No estoy en absoluto en contra de que lleguen 500 militares", dijo a los medios tras participar en un encuentro sobre orden público en la delegación del Gobierno, según informa la agencia Efe. Sin embargo, Giuseppe Sala, añadió que había que "abordar un problema generacional evidente".
El alcalde ha reconocido que el sábado será una jornada complicada para Milán. Los alborotadores pueden sentirse tentados de desafiar al gobierno y poner a prueba las medidas que acaba de aprobar. O bien trasladar su movilización a otras ciudades, o posponerla. Meloni, en todo caso, se juega mucho. Ha de demostrar que su forma de encarar un problema de orden público es eficaz.
Una oleada de protestas de transportistas por el aumento del precio del carburante sacude desde hace días el sur de Italia, donde los bloqueos en las carreteras están provocando problemas de abastecimiento en supermercados, gasolineras y aeropuertos. La huelga ha llevado al Gobierno de Giorgia Meloni a aprobar de urgencia este jueves, en un consejo de ministros extraordinario, ayudas por valor de 550 millones de euros para poner fin a los cortes de carreteras y la escasez de suministros.
Finirà, dopo quasi tre mesi, lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna iniziato il 1 agosto scorso con la decisione del governo Meloni di sospendere gli accordi di Schengen con la Spagna ripristinando i controlli alle frontiere in risposta al massiccio afflusso di migranti irregolari nell’exclave nordafricana di Ceuta. Al termine di una telefonata tra i ministri dell’Interno dei due Paesi, Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, che segue l’incontro tra Giorgia Meloni e Pedro Sanchez all’ultimo Consiglio europeo, i due esponenti hanno concordato di mettere fine alle ritorsioni reciproche e di riaprire le frontiere insieme a un potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune.
“Il governo spagnolo ha deciso di non prorogare i controlli alle frontiere ripristinati lo scorso mese di agosto per i voli e i collegamenti marittimi provenienti dall’Italia, Paese che anche porrà fine ai suoi”, ha comunicato il ministero dell’Interno iberico in una nota. L’ultima proroga decisa da Madrid scadeva il 22 ottobre e, quindi, è da considerarsi non più in vigore. Così come quella italiana, dato che Roma lo scorso 16 ottobre aveva deciso di prorogare le restrizioni.
La possibilità, come detto, era stata discussa a Bruxelles dalla presidente del Consiglio e dal presidente del governo spagnolo. Prevedeva, da parte dei ministri dell’Interno dei due Paesi, la valutazione di strumenti alternativi di collaborazione in materia di sicurezza e gestione dei flussi migratori alle frontiere.
La crisi era esplosa tra il 30 e il 31 luglio, quando fra le 70mila e le 80mila persone erano entrate a Ceuta. Il primo agosto Roma aveva ripristinati i controlli temporanei sui passeggeri provenienti dalla Spagna invocando i rischi per la sicurezza interna e possibili infiltrazioni terroristiche. Madrid aveva risposto l’8 agosto con verifiche analoghe sui viaggiatori in arrivo dall’Italia, motivandole con la pressione migratoria che interessa il Paese.
España e Italia han acordado no prorrogar los controles fronterizos que recuperaron el pasado mes de agosto para los vuelos y las conexiones marítimas, coincidiendo con la crisis migratoria de Ceuta, según ha informado el Ministerio del Interior español. El Ejecutivo de Giorgia Meloni impuso esta medida el pasado 1 de agosto como respuesta a la entrada irregular a la ciudad autónoma de miles de migrantes procedentes de Marruecos a finales de julio, y el Gobierno español respondió el 9 de agosto con medidas de control en frontera similares que afectaban a los viajeros procedentes de Italia. Los grandes damnificados de este choque que ha durado más de dos meses han sido los numerosos viajeros que tenían a estos países como destino.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Il Governo risponde così alle proteste contro il caro carburanti e ai blocchi stradali che hanno causato penuria di merci nei supermercati, con scaffali vuoti e intere corsie chiuse in diverse zone del Sud Italia. Il decreto prevede 105 milioni di euro per i rimborsi sul gasolio ma ci sono interventi anche per agricoltura e pesca. In un video pubblicato sui social, Giorgia Meloni ha dichiarato: “Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”.
Le misure approvate dal Cdm del 22 ottobre
Nella conferenza stampa del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre, Edoardo Rixi, viceministro del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha dichiarato: “Da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l’utilizzo dei crediti d’imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti. I crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima”.
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha dichiarato che attraverso l’Agea “arriveranno 60 milioni per il costo del carburante agricolo” utili a “garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi. Dopo un primo intervento che copriva la prima parte dell’anno, questo copre fio al 15 ottobre, ristorando le aziende che hanno acquistato carburante agricolo”.
Le parole di Matteo Salvini
Prima di collegarsi al Cdm, Matteo Salvini ha dichiarato: “Sono al telefono giorno e notte, non da ieri, da settimane. Oggi c’è un ulteriore intervento anche per i piccoli autotrasportatori. Noi abbiamo sbloccato un miliardo che in gran parte va agli autotrasportatori con più mezzi, con mezzi più nuovi. Ci sono anche tanti che hanno due o tre mezzi, soprattutto al Sud, che hanno ancora l’Euro 4, l’Euro 3, perchè non hanno i soldi per prenderne di nuovi”. ”
Ha poi aggiunto: “Quindi oggi interveniamo per ridurre il costo del gasolio anche per i piccolini in tutta Italia, e soprattutto dove hanno i mezzi più vecchi, per allungare i tempi di pagamento dei leasing, per dare fiato e liquidità a tante imprese. Detto questo, noi stiamo cominciando a pagare migliaia e migliaia di imprese. Abbiamo ascoltato tutti. Rincontrerò tutti, i grandi e anche quelli che hanno un solo camion, a Milano come a Foggia o come a Caserta”.
Il vertice del Governo
Nella serata di mercoledì 21 ottobre, la premier Giorgia Meloni ha presieduto una riunione con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
L’agenzia, raccogliendo fonti dell’esecutivo, riferisce che nel corso dell’incontro “è stato fatto il punto sulle misure da portare in Cdm”. Per l’autotrasporto, “si è discusso degli esiti del confronto avvenuto ieri con i rappresentanti di categoria e sull’immediata operatività dei provvedimenti”. Il Governo lavora inoltre a “un pacchetto di norme e iniziative concrete a sostegno del comparto agricolo”.
Viminale contro i blocchi dell’autotrasporto
Piantedosi ha fornito aggiornamenti sui contatti con i prefetti dei territori interessati dai blocchi. Il nodo per il Viminale è sbloccare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare per quanto riguarda beni di prima necessità, alimenti e farmaci. Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Il servizio sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta.
Il ministero dell’Interno ha inoltre avviato un’azione a tappeto per identificare chi sta attuando “in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania”. I numeri:
1.339 soggetti identificati;
71 denunciati;
242 sanzionati sul piano amministrativo.
La testata Open, citando fonti delle Forze dell’Ordine, riferisce di situazioni avvenute in Campania dove ruote di tir sono state tagliate per impedire la partenza agli autisti che non volevano aderire alle proteste.
Credito d’imposta sul carburante
Salvini e Rixi, dopo l’incontro dell’altro ieri con i rappresentanti degli autotrasportatori, hanno confermato lo sblocco di 430 milioni già stanziati per credito d’imposta sul carburante per il periodo marzo-agosto. I soldi non sono ancora stati erogati a causa dei tempi della burocrazia, dopo 32mila domande ricevute.
Il decreto legge che dovrebbe emergere dal Cdm delle 12:00 di giovedì 22 ottobre dovrebbe aggiungere altri 45,2 milioni a quanto già previsto, più e altri 60 milioni per coprire i rimborsi sul gasolio acquistato dal 1° settembre al 5 ottobre.
Estesa poi la compensazione fino al 31 dicembre 2027 per le fatture dal 1° settembre al 5 ottobre.