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Attacco russo a strutture energetiche in Ucraina, Zelensky: Grato a chi sta lavorando per ripristino

(Agenzia Vista) Kiev, 17 ottobre 2026
“I russi hanno sferrato uno dei più imponenti attacchi contro il settore energetico ucraino, colpendo oltre 15 infrastrutture critiche per la produzione e la trasmissione di energia in diverse regioni dell’Ucraina. Sono in corso i lavori di ripristino, che vedono impegnati tutti i servizi necessari e tutte le risorse disponibili delle aziende energetiche ucraine. Sono grato a tutti coloro che stanno lavorando – praticamente senza sosta – per ripristinare l’energia elettrica”, lo ha detto Zelensky sui scocial mostrando le immagini dell’attacco.
Telegram Zelensky – not for sale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Guerriglia a Milano, le reazioni. Meloni: “Le opposizioni condannino”. Salvini: “Marciume sinistro”. Sala: “Violenze ingiustificabili”

Le violenze esplose nel centro di Milano durante la manifestazione contro il caro vita accendono il confronto politico, con reazioni che arrivano fino a Palazzo Chigi. Il corteo organizzato dal movimento “Italia in Piazza”, partito da piazza Duomo per protestare contro l’aumento dei prezzi, i bassi salari e le carenze dei servizi pubblici, è degenerato in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con lanci di pietre e bombe carta, cariche della polizia, feriti e danneggiamenti. In piazza Duomo è stato acceso anche un rogo, mentre la stazione della metropolitana è stata chiusa per ragioni di sicurezza. Un pomeriggio di tensione che ha provocato reazioni trasversali, tra condanne delle violenze e richiami alle ragioni sociali della mobilitazione.

Meloni: “Teppisti che seminano il caos. Il silenzio delle opposizioni non è accettabile”

A intervenire è stata direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha distinto le manifestazioni pacifiche dagli episodi di violenza registrati in diverse città italiane, rivolgendo un appello esplicito alle opposizioni. “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla CGIL che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia”, ha premesso la premier.

Diverso il giudizio sui disordini: “A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo”. Meloni ha richiamato anche quanto accaduto a Torino, dove sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro, e a Bologna, dove i disordini hanno determinato la chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.

“Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, ha aggiunto Meloni, chiedendo alle opposizioni di prendere posizione: “Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica”.

La conclusione della premier è altrettanto netta: “Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”.

Sala: “Le ragioni della protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili”

Sui disordini è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha condannato le violenze pur riconoscendo le ragioni alla base della mobilitazione. “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha dichiarato il primo cittadino. Sala ha quindi rivolto un appello alla politica, invitando a non alimentare le contrapposizioni e a evitare strumentalizzazioni degli scontri: “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.

Salvini: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato”

Durissimo l’intervento del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social ha pubblicato alcune immagini degli scontri e dei danneggiamenti avvenuti in piazza Duomo, tra cui quella di un’auto dei carabinieri danneggiata. “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto Salvini, attaccando frontalmente gli ambienti che ritiene responsabili delle violenze.

Morelli: “Milano devastata, serve una nuova Resistenza”

Toni durissimi anche dal sottosegretario di Stato Alessandro Morelli, che invoca una risposta politica unitaria e interventi contro i luoghi in cui, a suo giudizio, si alimenta la violenza. “Milano è vittima di migliaia di violenti che la stanno devastando e stanno aggredendo le forze dell’ordine. Serve una nuova Resistenza per difendere la città da gruppi criminali organizzati in una fitta rete di luoghi di degrado, che devono essere smantellati immediatamente”, ha dichiarato Morelli. “La politica deve essere unita per il bene ultimo della città. Non ci possono essere zone franche in cui l’humus della violenza cresce e si scatena, facendo feriti innocenti e danni”, ha concluso il sottosegretario.

Cecchetti (Lega): “Chi danneggia paghi. Cauzione obbligatoria per chi organizza cortei”

Dal deputato lombardo della Lega Fabrizio Cecchetti, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, arriva invece la proposta di introdurre nuove responsabilità economiche per chi organizza manifestazioni. “Quello che sta accadendo questo pomeriggio a Milano è assolutamente inaccettabile. Manifestare è lecito e sacrosanto, lanciare sassi contro gli agenti delle Forze dell’Ordine, danneggiare le pensiline di ATM e le vetrate dei palazzi no”, ha dichiarato Cecchetti. L’esponente leghista chiede quindi misure precise: “Chi rompe e danneggia deve risarcire di tasca propria. E chi organizza manifestazioni e cortei deve versare obbligatoriamente una cauzione”. “L’incolumità pubblica non deve più essere ostaggio di bande di delinquenti”, ha concluso.

Perego in piazza Duomo, le condanne dal centrodestra

Numerose le altre reazioni dal centrodestra milanese. Matteo Perego, candidato sindaco sostenuto da Forza Italia, si è recato in piazza Duomo per esprimere personalmente la propria solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei disordini. Condanne delle violenze sono arrivate anche da Stefania Craxi (Forza Italia), Debora Dell’Acqua (Fratelli d’Italia) e Silvia Sardone (Lega). Il candidato di Futuro Nazionale Carmelo Burgio ha invece parlato di “sfasci voluti dalla sinistra”.

Scavuzzo: “Violenze inaccettabili, ma non si rubi la voce a chi protesta per salari e affitti”

Dal centrosinistra arriva la presa di posizione della vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, che condanna senza riserve gli scontri, ma invita a non perdere di vista le rivendicazioni sociali alla base della manifestazione. “Le violenze in piazza del Duomo sono inaccettabili: la violenza è da condannare senza ambiguità. Il mio pensiero va a tutti i feriti: ai ragazzi e agli agenti. Va ai commercianti e ai cittadini che hanno vissuto ore di paura nel cuore della città”, ha dichiarato Scavuzzo. La vicesindaca richiama però anche il disagio economico che ha portato migliaia di persone in piazza: “Non permettiamo a pochi violenti di rubare la voce a migliaia di persone scese in piazza per salari che non bastano, affitti insostenibili e un costo della vita che pesa ogni giorno”. “Quelle domande sono vere. Milano deve rispondere con fermezza a chi devasta e continuare ad ascoltare la protesta democratica di chi chiede giustizia”, ha concluso.

Goisis: “La rabbia nasce dai bisogni ignorati. I veri nemici sono i fondi speculativi”

Una lettura delle tensioni legata soprattutto alle condizioni sociali ed economiche della città arriva da Tommaso Goisis, candidato sindaco del centrosinistra, intervenuto durante la presentazione del proprio programma al teatro Elfo Puccini. “Le proteste in Spagna e in Francia sono il risultato di anni in cui i bisogni delle persone sono stati ignorati, producendo crisi sociali e rabbia. Lo stesso discorso vale per quello che è successo oggi in piazza Duomo a Milano”, ha affermato Goisis. Il candidato prende le distanze dagli scontri, indicando però nella speculazione immobiliare e nelle disuguaglianze economiche le questioni da affrontare: “La violenza non è la via: serve organizzazione, bisogna prendere il potere contro i veri nemici della città, i fondi speculativi che ci usano come un parco giochi e riescono a piegare l’interesse pubblico a favore di quello privato, sulla pelle delle persone”. Infine, il riferimento alla propria proposta politica per Milano: “Io voglio essere ricordato come il sindaco della casa, per fare in modo che nessuno venga più sfrattato o distrutto dal carovita”.

Confcommercio: “Il diritto di manifestare non può trasformarsi in violenza”

Ferma anche la presa di posizione di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, secondo il quale “il diritto di manifestare va tutelato, ma non può trasformarsi in atti violenti: così non si costruisce alcun dialogo e si ferisce la città tutta”. Barbieri ha espresso “solidarietà alle forze dell’ordine, alle persone ferite e agli imprenditori che hanno subito danni”, ricordando che “Milano è una città aperta, democratica e civile. Difendere questi valori significa anche respingere, senza ambiguità, ogni forma di violenza”.

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Io vengo dalla Luna. Su Camera con Vista, la trasmissione di Alexander Jakhnagiev su La7

(Agenzia Vista) Roma, 17 ottobre 2026
L’anticipazione di Camera con Vista, il programma di Alexander Jakhnagiev in onda su La7 la Domenica alle 09.40 e in replica Lunedì e Martedì in terza serata, con tutto il meglio della settimana. Prodotto da Agenzia Vista.
La particolarità dello show risiede nel suo linguaggio unico, che unisce la cronaca parlamentare all’espressione artistica, offrendo quella che viene definita la “sintesi della settimana politica senza filtri
Alexander Jakhnagiev, essendo un pittore e scultore oltre che giornalista, utilizza le immagini del dietro le quinte dei decreti, delle bagarre e dei dibattiti in piazza non per fare un telegiornale classico, ma per svelare le contraddizioni, le posture e i paradossi dei politici. È una rilettura pop e artistica dell’attualità. Un racconto per immagini e simboli.
I famosi “balletti” che punteggiano le puntate di Camera con Vista (spesso montati a ritmo di musica riprendendo i movimenti ripetitivi dei leader politici) hanno un preciso valore editoriale e satirico:
1. Smitizzazione del potere: Trasformare le camminate solenni, i gesti enfatici durante i comizi o le discussioni accese in veri e propri balletti (come il “ballo della caduta” o i balletti sulle note di inni politici) serve a togliere l’aura di sacralità ai personaggi pubblici.
2. Evidenziare la messinscena della politica: La politica moderna è fortemente basata sulla comunicazione visiva e sulla teatralità. Accelerando i movimenti dei politici o sincronizzandoli a tracce musicali, il programma dimostra come gran parte del dibattito pubblico assomigli a una coreografia studiata o a una recita a beneficio delle telecamere.
3. Ironia e distanziamento artistico: Invece di usare lunghi editoriali parlati, Jakhnagiev usa il montaggio ritmico e la musica come editoriale visivo. Il ballo diventa una metafora delle “alchimie”, dei continui cambi di posizionamento e del “passo a due” che i politici fanno tra alleanze e rimpasti.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Tajani apre a Marattin: Se condivide i nostri valori, perché no?

(Agenzia Vista) Capri, 17 ottobre 2026
Forza Italia non esclude una collaborazione politica con il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin, a condizione che vi sia una condivisione di valori. Lo ha annunciato il Ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, a margine del 41esimo Convegno di Capri dei Giovani imprenditori di Confindustria.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Mattarella (Invitalia): Ambito europeo decisivo per colmare divario su applicazione industriale Ai

(Agenzia Vista) Roma, 17 ottobre 2026
“La dimensione europea è decisiva per colmare il divario tra ricerca e applicazione industriale dell’intelligenza artificiale”. Lo afferma l’Amministratore delegato di Invitalia, Bernardo Mattarella, intervenuto al convegno dei giovani industriali di Confindustria a Capri. ”Gli strumenti pubblici di intervento sono fondamentali per aiutare soprattutto il settore delle piccole e medie imprese a integrare i meccanismi e le opportunità dell’intelligenza artificiale all’interno dei propri processi produttivi e creativi. Una cosa è utilizzare una tecnologia, un’altra è trasformare l’impresa grazie a quella tecnologia. La sfida è capire quanto le soluzioni offerte riescano a cambiare davvero il modo in cui le aziende lavorano e producono. Molte Pmi sono eccellenti nei prodotti e competitive sui mercati, ma incontrano ostacoli nell’adozione di tecnologie complesse. Non basta comprare un software: occorrono dati affidabili, sistemi collegati, persone formate e procedure adeguate. Altrimenti la sperimentazione può riuscire sul piano tecnico senza cambiare davvero la produttività. La domanda giusta non è quale tecnologia acquistare, ma quale problema risolvere. Solo partendo dai bisogni concreti delle imprese è possibile scegliere gli strumenti più adeguati e generare un reale aumento della produttività”, sottolinea l’Ad. “Per questo anche le politiche pubbliche devono evolvere e anche qui le domande da porsi devono partire dalle esigenze da coprire non basta sostenere l’investimento iniziale, bisogna anche coprire i costi ricorrenti”, osserva Mattarella. “Occorre accompagnare le aziende nello sviluppo delle competenze, nell’adozione e nei percorsi di cambiamento organizzativo. Altrimenti rischiamo di acquistare innovazione senza riuscire a trasformarla in crescita. L’Italia può contare su una ricerca di qualità, importanti infrastrutture di calcolo e un sistema imprenditoriale dinamico e capace di innovare. La sfida oggi è rafforzare il trasferimento tecnologico e colmare il continuity gap, per fare in modo che la ricerca diventi applicazione, che la sperimentazione non si fermi al progetto pilota e che le imprese innovative possano crescere”. “Invitalia – spiega l’Ad -ha avviato un confronto con le principali agenzie europee di sviluppo per capire come proporre ai policy maker soluzioni più efficaci a sostegno della diffusione dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione nel tessuto produttivo. Si tratta di una sfida che non riguarda soltanto l’Italia: la capacità di trasformare ricerca, tecnologia e infrastrutture in produttività e competitività è una priorità europea. Ed è proprio nella dimensione europea che possiamo trovare le soluzioni più efficaci per accompagnare questo cambiamento e rafforzare la competitività del nostro sistema economico”, conclude.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Conte: Non si può costruire alternativa da soli. Siamo più uniti di centrodestra

(Agenzia Vista) Roma, 17 ottobre 2026
“Non si può sicuramente costruire l’alternativa da soli, in modo isolato, abbiamo sempre all’inizio della legislatura lavorato con uno sforzo unitario per cercare di operare convergenze, ma direi che la situazione per il campo progressista, al di là delle critiche che vengono fatte e del dibattito, è una situazione complessivamente positiva, perché in tutti questi anni abbiamo trovato tantissimi progetti comuni, abbiamo operato tantissime convergenze e nella sostanza siamo molto più uniti rispetto a un centrodestra che ancora l’altro giorno aveva Meloni che parlava di politica estera da un verso in Parlamento e Salvini da Bruxelles diceva il contrario”. Così il leader M5s Giuseppe Conte arrivando a piazza del Popolo per la manifestazione Cgil.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Varese, si scontra con l’auto dell’ex compagno e muore: per il figlio non è stato un incidente

Tragedia a Cassano Magnago, il figlio della vittima accusa: “È stata inseguita dal suo ex”

“È stata inseguita dal suo ex, si è fatto giustizia da solo. E’ stata seguita ed è stata pure aspettata, dai video che ho in tasca risulta così”. E’ l’accusa lanciata dai microfoni del Tg3 da Danny Ruocco, figlio di Pierina Buffon, la donna di 69 anni morta in un frontale con l’auto guidata dall’ex compagno, Fulvio Ielmini di 73 anni, sulla tangenzialina industriale di Cassano Magnago, vicino Varese.

L’incidente poco prima delle 9.30 di ieri. In un primo momento non era noto che il conducente dell’altra auto fosse l’ex della donna e si era ipotizzato che alla base dello scontro ci fosse un malore della 69enne.

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Roma, in piazza la marcia della Cgil: Landini annuncia lo sciopero generale per il 20 novembre

La Via Maestra riempie Roma, Landini attacca sul riarmo: “No alle armi, la sicurezza è il lavoro”

Migliaia di persone sono scese in strada a Roma dietro allo striscione “Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione”. La mobilitazione nazionale, organizzata dalla Cgil insieme a più di cento sigle del mondo laico e cattolico raccolte nel cartello “La Via Maestra”, ha attraversato il centro della capitale: la testa della sfilata è partita da piazza della Repubblica per raggiungere piazza del Popolo.

Proprio dal palco finale il leader del sindacato di corso d’Italia, Maurizio Landini, ha lanciato la proclamazione di uno sciopero generale fissato per il 20 novembre. All’appello hanno risposto anche i vertici del Campo largo, con le presenze di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.

Le rivendicazioni: salari, fisco e sanità

Al centro della piazza un lungo elenco di istanze sociali e politiche. In prima fila la lotta all’occupazione precaria e il rialzo delle buste paga e dei trattamenti pensionistici, uniti al contrasto dei contratti svantaggiosi e al superamento del divario retributivo di genere. Fronte caldo anche quello del prelievo fiscale: la piattaforma chiede una stretta sull’evasione, il calo delle trattenute sui redditi da lavoro e pensione, oltre a un prelievo straordinario su rendite, grandi patrimoni ed extraprofitti per ripristinare il principio di progressività.

Sul versante dei servizi essenziali, si sollecita l’innalzamento dei fondi per la sanità al 7,5% del PIL e per la scuola al 5%, puntando su nuove assunzioni e l’abbattimento dei tempi di attesa. Spazio infine al tema della pace, con un secco rifiuto all’incremento degli stanziamenti per le armi e la difesa della libertà di espressione.

Landini dal palco: “Oltre centomila in piazza”

Imponente la partecipazione secondo gli organizzatori. “Siamo davvero tanti, penso possiamo essere più di 100mila persone che da qui, da questa piazza parlano al Paese”, ha proclamato Landini dal palco. “È ora di riprenderci la parola, difendiamo la democrazia praticandola”.

Lo stop al riarmo e la sfida sul lavoro

Il numero uno della Cgil ha poi affondato il colpo sulle scelte di politica estera e di spesa pubblica: “C’è il rischio che le armi si sostituiscano alle parole e alla democrazia. La sicurezza non è armi, questa è una balla colossale. Dobbiamo dire con forza no all’aumento delle spese militari – ha rimarcato Landini – La vera sicurezza è l’autonomia energetica: serve un piano straordinario per le fonti rinnovabili”. Prima di chiudere con un ultimo richiamo alle priorità economiche: “Dobbiamo rimettere al centro il lavoro”.

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Addio a Michael Forest, fu il dio Apollo in Star Trek: l’attore americano aveva 97 anni

Lutto nel cinema, morto l’attore Michael Forest: dal mito di Star Trek al cult con Fulci

Addio all’attore statunitense Michael Forest, celebre volto del cinema di Roger Corman e di serie tv cult come Star Trek e Ai confini della realtà. L’artista si è spento all’età di 97 anni in una struttura per anziani a Sparks, in Nevada. Nato Gerald Michael Charlebois nel Dakota del Nord nel 1929, Forest iniziò la carriera negli anni Cinquanta dopo l’incontro con Corman, diventando uno dei protagonisti delle sue storiche produzioni a basso budget, da La leggenda vichinga a Atlas il trionfatore di Atene.

Il ruolo che lo consegnò alla memoria del pubblico globale fu quello del dio Apollo nell’episodio del 1967 di Star Trek, “Chi piange per Adonais?”. La sua versatile carriera lo portò anche in Italia, dove visse dal 1968 al 1978 recitando in cult come Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci e lavorando al doppiaggio di oltre 500 pellicole grazie alla sua perfetta padronanza della lingua italiana.

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Manovra, Tajani frena sulle banche: “Contributi non si chiedono con le minacce. No a nuove tasse sui correntisti”

Manovra e banche, il richiamo di Tajani: “Niente aggressività o tasse, serve coinvolgere”

Intervenendo a margine del convegno dei giovani imprenditori di Confindustria, il ministro degli Esteri Antonio Tajani traccia la linea del governo sulla prossima manovra economica, soffermandosi in particolare sul nodo delle risorse e sul rapporto con gli istituti di credito.

Sulla possibilità di un contributo da parte del comparto creditizio, la posizione del leader azzurro è netta ma improntata al dialogo: “Un governo di centrodestra non può essere il governo che aggredisce una parte del nostro sistema economico, perché il sistema bancario è fondamentale per il sostegno alle imprese”. Per il titolare della Farnesina, la strada da seguire è quella del confronto: “Il governo non deve essere aggressivo, il governo deve essere coinvolgente“. E aggiunge: “Nessuno pensa che muore qualcuno, è questione di modi, di modo con il quale ci si rapporta con il mondo imprenditoriale”.

I rischi di una stretta unilaterale, secondo Tajani, ricadrebbero infatti sui risparmiatori. Occorre “attenzione a non far sì che poi tutto si riverberi sui correntisti”, avverte. Quindi “bisogna essere molto prudenti e tenendo conto anche della specificità del nostro sistema, che è un sistema binario: banche grandi e banche di territorio, che sono le BCC e le banche popolari. Quindi bisogna sempre approfondire l’argomento, non con demagogia, non con aggressività, perché l’aggressività non paga mai. Un governo moderato, un governo di centrodestra deve sempre coinvolgere, così come abbiamo fatto in passato. Abbiamo un accordo triennale con il sistema bancario assicurativo e abbiamo trovato anche il modo di coinvolgere il sistema delle imprese energetiche senza imporre tasse. Quindi meno tasse si mettono e meglio è. Ne parleremo, ne discuteremo con grande serenità”.

Tajani chiarisce di non essere contrario a un apporto da parte del settore, a patto che non si trasformi in una punizione punitiva: “Io sono favorevole a un contributo da parte del sistema finanziario” ma “contributi non si chiedono con le minacce, non si chiedono con gli improperi”. La trattativa andrà quindi allargata e calibrata bene: “Vediamo chi dovrà contribuire, bisognerà parlarne e vederne. Io sono sempre per delle idee che si debbano fare un confronto serio e approfondito, ne parleremo con la maggioranza, ne parleremo all’interno del governo. È una cifra indicativa quella sul sistema finanziario nel suo complesso, il sistema finanziario non sono soltanto le banche, ci sono anche altre realtà, ne parleremo”, sottolinea il ministro.

Infine, lo sguardo si sposta sulle misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie in vista della legge di bilancio: “L’abbattimento delle tasse sulle tredicesime per noi rappresenta una priorità. Nella prossima manovra economica un intervento sulle tredicesime dovrebbe essere fatto”.

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Milano, tensione al corteo di ‘Italia in Piazza’: bombe carta e lanci contro le forze dell’ordine

Milano, bottiglie e oggetti contro la polizia: corteo ‘Italia in Piazza’ spezzato in due

Bombe carta e fumogeni. Così è partito il corteo convocato da ‘Italia in Piazza’ a Milano. Poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto.

Secondo quanto apprende Adnkronos, dopo una breve carica di alleggerimento il corteo è stato spezzato in due: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, mentre l’altra si trova in piazza Duomo.

La via dove è bloccata la manifestazione – secondo quanto apprende AdnKronos – è circondata dal dispositivo di sicurezza della polizia che non consente di entrare ma solo di uscire.

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Papa Leone XIV lascia l’ospedale, Mattarella: “Uniti nell’augurio di una rapida guarigione”

Dimissioni del Papa dal Gemelli, il messaggio di Mattarella: “Affetto da tutta Italia”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto a Papa Leone XIV in occasione delle dimissioni dal Policlinico Gemelli. Nel messaggio, il capo dello Stato esprime la propria vicinanza al Pontefice e gli rivolge gli auguri per una pronta guarigione.

“Santità, ho appreso la notizia delle Sue dimissioni questo pomeriggio dal Policlinico Gemelli a pochi giorni all’intervento chirurgico cui Ella si è sottoposta. In queste circostanze mi unisco nuovamente alle vaste testimonianze di vicinanza e affetto che Le sono state rivolte da semplici cittadini e leader politici di numerosi Paesi”, dichiara il presidente.

“Espressioni di grande solidarietà nei confronti della Santità Vostra e diffuse manifestazioni di buoni auspici per la Sua salute hanno accomunato moltitudini di persone da ogni luogo del mondo, e certamente, con particolare sensibilità, tutte le comunità cattoliche che, grate per le cure del personale medico-sanitario che La assiste, trovano altresì rassicurazione nell’esortazione agostiniana a conservare sempre la fiducia, anche nella guarigione dalle malattie, nel superamento delle difficoltà”.

“Con questi sentimenti – conclude Mattarella- Le rinnovo a nome dell’intera Italia e mio personale il più caloroso augurio di una serena convalescenza per un Suo pronto e completo ristabilimento“.

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Meteo, l’Italia travolta dal maltempo: attesa una settimana di piogge e freddo

Meteo, addio all’anticiclone: da domenica piogge diffuse e calo delle temperature

L’anticiclone che ha garantito tempo stabile sull’Italia si sta ritirando, lasciando spazio a un deciso cambio di scenario. Da domenica 18 ottobre una perturbazione di origine atlantica, alimentata da aria fresca in discesa dal Mare del Nord, farà il suo ingresso sul territorio nazionale portando piogge diffuse, un abbassamento delle temperature e un’ondata di instabilità destinata a proseguire per quasi tutta la settimana, almeno fino a venerdì 23 ottobre.

Come spiega Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, il peggioramento comincerà a farsi sentire già dalla serata di sabato al Nord-Ovest, per poi entrare nel vivo domenica. Le regioni più colpite nelle prime fasi saranno Piemonte, Liguria e Toscana, con accumuli abbondanti che potranno raggiungere i 40-50 mm nelle 24 ore, ma il maltempo coinvolgerà anche la Lombardia, l’Emilia, le coste laziali e i settori ionici di Sicilia, Calabria e Sardegna.

Con il passare dei giorni, il sistema perturbato muoverà verso la Spagna per poi fare perno verso est, aprendo un vero e proprio corridoio umido sull’Italia. Questo garantirà precipitazioni estese e insistenti su gran parte del Paese per diversi giorni. Le temperature subiranno una generale flessione, riallineandosi ai valori tipici del periodo (tra i 18°C e i 21°C). Si tratta tuttavia di una buona notizia per l’ambiente: le piogge in arrivo contribuiranno infatti a mitigare il deficit idrico che da circa un anno penalizza in modo particolare i bacini del Piemonte, come segnalato da Arpa e dal CNR.

Le previsioni nel dettaglio

  • Sabato 17: Copertura nuvolosa in graduale aumento al Nord-Ovest a partire dalla serata. Tempo ancora in prevalenza stabile altrove, ad eccezione di isolati piovaschi tra la Bassa Calabria e la Sicilia orientale.
  • Domenica 18: Fase acuta del maltempo con precipitazioni battenti su Piemonte, Liguria, Lombardia e Toscana. Rovesci sparsi interesseranno anche il versante tirrenico del Centro, la Sardegna meridionale, la Sicilia e la Calabria ionica. Più asciutto a Nord-Est.
  • Lunedì 19: Instabilità diffusa su gran parte della Penisola, con rovesci più frequenti e intensi lungo le regioni tirreniche e sulle isole maggiori.

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Un’enorme bandiera della pace al corteo della Cgil “La via Maestra” a Roma

(Agenzia Vista) Roma, 17 ottobre 2026
La “Via Maestra”, corteo Cgil in piazza a Roma con oltre cento associazioni laiche e cattoliche per rivendicare un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace. Ecco l’enorme bandiera arcobaleno che apre la manifestazione.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Allarme super batteri, Pregliasco sui rischi per la sanità: “Servono soldi in Manovra”

Super batteri e uso errato dei farmaci, Pregliasco: “Non sacrifichiamo la prevenzione”

“Non fa rumore come una pandemia virale, non provoca necessariamente ondate improvvise di contagi e raramente conquista le prime pagine. Eppure l’antibiotico-resistenza rappresenta una delle più gravi minacce per la salute pubblica dei prossimi decenni”. Lo afferma il virologo Fabrizio Pregliasco, commentando l’appello lanciato attraverso l’Adnkronos Salute da Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli).

“I dati sono impressionanti”, ricorda Pregliasco: entro il 2050 la resistenza batterica potrebbe causare oltre 39 milioni di decessi nel mondo, di cui 12mila l’anno in Italia. “Il rischio più grave è che gli antibiotici perdano progressivamente efficacia proprio quando ne abbiamo maggiormente bisogno. Un intervento chirurgico, un trapianto, una chemioterapia o il trattamento di un paziente fragile possono diventare molto più pericolosi”. Non si tratta solo di malattie infettive: il fenomeno “mette in discussione la sicurezza dell’intera medicina moderna”.

Molte prescrizioni restano inappropriate e mancano i test veloci sul territorio. “Bisogna portare le possibilità diagnostiche vicino ai pazienti – esorta Pregliasco – integrandole con i laboratori ospedalieri e con il lavoro dei medici di medicina generale”. Per questo, occorre che la politica destini risorse certe nel nuovo Pncar 2027-2031: “La prossima legge di Bilancio deve essere un banco di prova: servono finanziamenti identificabili, destinazioni vincolate e risultati misurabili. La prevenzione non può essere la prima voce che si sacrifica quando si devono far quadrare i conti“.

Servono infine interventi ambientali e veterinari. “La prevenzione dell’antibiotico-resistenza richiede inoltre una visione One Health che consideri insieme salute umana, salute animale e ambiente. Non possiamo pensare di contrastare l’antibiotico-resistenza intervenendo soltanto sulle prescrizioni dei medici”.

Con il Covid abbiamo visto cosa significa farsi trovare impreparati, conclude l’esperto: “La sfida non è soltanto sviluppare nuovi antibiotici, pur indispensabili, ma preservare l’efficacia di quelli già disponibili. Un antibiotico che oggi funziona e domani non funziona più è una possibilità di cura che abbiamo perduto. La vera emergenza è questa. E il tempo per intervenire non è infinito”.

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Il grande bluff di Trump sarebbe un grande assist all’Europa (se lo volesse)

Il disimpegno degli Usa sull’Ucraina e la svolta obbligata per l’Europa

Era già tutto previsto. Perché era abbastanza facile immaginare che il guascone arrivato alla Casa Bianca avrebbe trasformato la politica internazionale in una gigantesca partita a poker, con il mondo come posta. La parabola è ormai compiuta, gli Stati Uniti hanno scelto infatti di arretrare, forse definitivamente, sull’Ucraina, lasciandola sempre più sola e facendo, nei fatti, un regalo enorme a Putin (diesel russo, meno sanzioni, ecc.). È una pessima notizia per gli ucraini.

Ma potrebbe, paradossalmente, essere una buona notizia per l’Europa che adesso è davanti al bivio che per troppo tempo ha evitato. Può vilmente mollare l’Ucraina, come chiedono Salvini, Conte e una curiosa compagnia nella quale destra e sinistra radicale, almeno sulla guerra, finiscono spesso per incontrarsi. Oppure può finalmente capire che la propria sicurezza non può essere delegata per sempre a qualcun altro. Come? Innanzitutto finanziando l’Ucraina quanto serve, sostenendola militarmente, economicamente e politicamente in una sorta di “Whatever it takes” draghiano e mettere così la Russia nella condizione di dover trattare.

Non perché la guerra piaccia all’Europa, ma esattamente per il motivo opposto, perché una pace ottenuta premiando l’aggressore non è pace, ma una tregua in attesa della prossima aggressione. Il paradosso è che Trump, nel tentativo di ridisegnare l’Occidente a propria immagine, potrebbe aver finalmente costretto l’Europa a scoprire di averne una. Restano però molti dubbi.

Perché mentre in Ucraina continuano a cadere bombe su case, scuole, ospedali e luoghi civili, in casa nostra (ma non solo) il mantra sempre più vigliacco sembra essere soltanto: «basta armi». Come se bastasse pronunciarlo per far sparire la guerra. Ogni volta viene da chiedersi: ma quelli che lo ripetono, guardandosi allo specchio, non provano un po’ di vergogna? Si ricordano almeno di guardare cosa succede dall’altra parte? La storia, purtroppo, non si ferma perché noi abbiamo deciso di non volerla vedere.

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Trentino, dramma in montagna: escursionista di 36 anni precipita da Forcella Pordoi e muore

Precipita da Forcella Pordoi, muore un’escursionista di 36 anni: dramma a Canazei

Dramma in montagna sulle Dolomiti: una escursionista di 36 anni ha perso la vita a seguito di una rovinosa caduta da Forcella Pordoi, nel territorio di Canazei, in Trentino. La richiesta d’aiuto è arrivata poco dopo mezzogiorno, facendo scattare immediatamente i soccorsi con il tempestivo decollo dell’eliambulanza.

Purtroppo, al loro arrivo sul posto, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna, le cui identità non è stata ancora resa nota. Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica della tragedia.

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Super batteri, l’allarme dei microbiologi: “Così la resistenza ai farmaci diventa una pandemia”

Allarme super batteri, 12mila morti all’anno in Italia: “Servono test rapidi e fondi certi”

Senza interventi immediati, le vittime globali dei “super batteri” invulnerabili agli antibiotici supereranno i 39 milioni entro il 2050. L’Europa ne conta già 35mila all’anno e l’Italia ne registra 12mila. Numeri da “nuova pandemia” con impatti economici enormi.

Per fermare la strage “servono innanzitutto fondi certi, in tempi chiari, vincolati alla diffusione sul territorio dei moderni strumenti diagnostici che permettono di sapere rapidamente quali sono i batteri responsabili di un’infezione, a quali antibiotici resistono e a quali rispondono”. Inoltre “serve una visione One Health con politiche ambientali volte a frenare il riscaldamento globale e ad abbattere l’inquinamento atmosferico, perché il cambiamento climatico e lo smog aumentano l’antimicrobico resistenza e contrastarli la riduce”. È l’allarme di Pierangelo Clerici, presidente dell’Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani).

Il nodo principale è il mancato arrivo dei fondi promessi per i test veloci nei territori. “Ci hanno parlato di 160 milioni di euro – spiega Clerici – da girare, previo decreto attuativo, alle Regioni che li avrebbero messi a disposizione di aziende ospedaliere e Asl per l’acquisizione di strumenti di diagnostica rapida microbiologica di cui dotare in particolare le Case di comunità”. Ma le risorse “risultano non arrivati, o comunque non usati con la specifica finalità indicata nel comma 340 relativamente alla diagnostica microbiologica. Non sappiamo se arriveranno né quando, se sono spalmati nel tempo e su quanti anni. Insomma, nessuna certezza”.

Da qui la richiesta per la prossima Manovra: “Nella Manovra in discussione deve essere ripreso quel comma 340, ma questa volta prevedendo dei fondi vincolati alla diagnostica microbiologica innovativa, esplicitandone l’ammontare e indicando la tempistica dell’effettiva erogazione”.

Oggi gli antibiotici vengono spesso prescritti al buio. “Così come prima di prescrivere un farmaco per una qualunque malattia, dal diabete all’artrite reumatoide, si effettuano delle indagini per dimostrare che il paziente ha effettivamente quella patologia, allo stesso modo prima di prescrivere un antibiotico bisognerebbe capire se l’infezione è davvero batterica, qual è il patogeno che la causa, a quali farmaci risponde e a quali è resistente. Oggi, di prassi, tutto questo non accade”. I test rapidi inviati alle Case di comunità risolverebbero l’impasse: “Le si darebbero alla Case di comunità o ai poliambulatori decentrati, e tutto – dall’acquisto alla formazione, dai controlli di qualità alla valutazione dell’esito – sarebbe controllato dall’Asl attraverso il laboratorio di microbiologia ospedaliero”.

Infine, c’è il legame decisivo con l’ambiente: “Quello che noi abbiamo combattuto per anni – giustamente, e lo dobbiamo combattere ancora – ossia la trasmissione interumana o animale-uomo dei microrganismi, oggi dobbiamo assolutamente vederlo in un’ottica completamente diversa”, avverte l’esperto: “Un’ottica One Health, quindi anche ambientale. Perché ormai la pressione selettiva sulle resistenze viene esercitata dall’ambiente, cosa che fino a poco tempo fa ritenevamo un’ipotesi se non assurda, quantomeno remota”.

Riscaldamento e smog concentrano i germi e ne aumentano le difese, veicolando geni di resistenza attraverso il particolato. Per l’Amcli occorre tradurre le analisi scientifiche in decisioni concrete: “Se non capiremo finalmente tutto questo – chiosa Clerici – allora abbiamo già perso la battaglia”.

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Papa, la gioia della 13enne Varvara per le dimissioni: “Ho avuto il cancro, vorrei restituirgli quell’abbraccio”

L’abbraccio di Varvara a Papa Leone XIV: “Ha vinto il mio tumore, ora spero che vinca lui”

Varvara Struk, 13 anni, è tra i fedeli che hanno accolto con gioia la notizia delle dimissioni di Papa Leone XIV dal Policlinico Gemelli, dopo 5 giorni di ricovero per l’asportazione di un adenocarcinoma al polmone destro. La ragazza ucraina, che ha affrontato a sua volta un tumore lo scorso gennaio, è particolarmente legata al Pontefice.

Il 31 dicembre 2025, infatti, lo ha incontrato in piazza San Pietro il giorno prima di sottoporsi all’intervento per l’asportazione della neoplasia all’ospedale Regina Margherita di Roma. “Anche io ho lottato contro un cancro al collo e sono molto legata a Papa Leone XIV. Il giorno prima del mio intervento mi ha abbracciata. Fortunatamente è andato tutto bene: ho superato la malattia e ora sto recuperando”, racconta all’Adnkronos Salute mentre mostra la foto di quell’incontro in piazza San Pietro.

Oggi Varvara è felice per il ritorno del Santo Padre in Vaticano e vorrebbe “avere l’occasione di rivederlo per ricambiare quell’abbraccio che”, in un momento così delicato della sua vita, “ha rappresentato un gesto importante”. La ragazza è accompagnata dall’associazione ‘La Memoria Viva di Torino’, che dal 26 febbraio 2022, nei giorni successivi all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, ha organizzato 85 missioni nel Paese, anche nelle zone colpite dai bombardamenti.

“Sono contentissima che il Santo Padre possa tornare in Vaticano e spero che guarisca presto. Mi piacerebbe incontrarlo ancora. Se non dovessi riuscire a vederlo, il mio messaggio per lui è questo: spero che vinca la sua malattia e che in futuro per lui vada tutto bene“. Parole semplici, quelle di Varvara, che raccontano la forza di chi ha affrontato la malattia in prima persona e oggi desidera trasmettere al Papa la stessa vicinanza e lo stesso affetto ricevuti da lui.

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Famiglia nel bosco, i bimbi tornano dai genitori dopo 11 mesi: primo weekend a Palmoli

Famiglia nel bosco, per i bimbi primo fine settimana con i genitori: mattinata con i loro animali al casolare di Palmoli

Dopo 11 mesi tornano alla ‘casa nel bosco’ i bimbi Trevallion, che passeranno il primo fine settimana con i genitori. “Questa mattina, qualche minuto prima delle 10 – spiega l’avvocato della coppia, Simone Pillon, Nathan e Catherine si sono presentati alla Casa famiglia. I bambini sono letteralmente volati in braccio a mamma e papà pieni di gioia, poi sono saliti in macchina con loro portando i loro piccoli trolley, e tutta la famiglia è ripartita alla volta di Palmoli”.

“Vista la bella giornata – aggiunge il legale – staranno qualche ora con i loro animali e poi questo pomeriggio andranno alla casa del Comune, dove trascorreranno la notte. Domani pomeriggio torneranno poi a Vasto sempre accompagnati da mamma e papà”.

“E’ stato bellissimo vedere la felicità nei loro occhi e sentire Nathan e Catherine finalmente sereni e contenti”, ha detto Pillon, raccontando che Nathan ha detto: “E’ il giorno più bello da un anno a questa parte”.

Secondo l’avvocato si tratta di “un ulteriore passo importante nella direzione del rientro definitivo che auspichiamo possa essere ordinato al più presto. Ringraziamo il sindaco che ha garantito le consuete misure e i giornalisti che hanno saputo rispettare la privacy della famiglia, come da noi richiesto. E’ giusto sottolineare anche l’importante ruolo avuto dalle istituzioni in questa vicenda fin dalla visita del vicepremier Matteo Salvini e poi via via dell’interessamento del presidente Marco Marsilio, dell’assessore Santangelo, della garante dell’infanzia Terragni e della presidente della commissione infanzia Brambilla.

A testimonianza di tale impegno, il prossimo mercoledì 21 ottobre il viceministro agli affari sociali Maria Teresa Bellucci incontrerà a Palmoli Nathan e Catherine che avevo chiesto di poterle parlare. Prima di tale incontro il viceministro vedrà anche gli operatori del Servizio sociale e gli esperti della Neuropsichiatria infantile. Sono personalmente molto grato a tutti i protagonisti di questa vicenda che hanno saputo ritrovare un terreno comune di dialogo nel superiore interesse dei minori, e auspico che con le prossime scadenze giudiziarie (previste per il 30 di ottobre al Tribunale per i Minorenni e al 3 di novembre in Corte di Appello) la vicenda possa trovare una serena conclusione”.

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