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L’Ue assegna il premio Caruana Galizia a un’inchiesta sulla violazione dei diritti umani nell’accordo Italia-Albania. Ma l’Europa lo considera un modello

22 October 2026 at 07:25

L’assegnazione del Premio giornalistico Daphne Caruana Galizia 2026, in memoria della reporter maltese uccisa per i suoi lavori contro la corruzione, dimostra come, a volte, il destino sia in effetti un cinico baro. Perché il riconoscimento, istituito dal Parlamento europeo, è andato al giornalista italiano Giacomo Zandonini e alla collega olandese Maite Vermeulen per un’inchiesta pubblicata sulla piattaforma giornalistica De Correspondent. L’anomalia, però, sta nel tema trattato dal lavoro vincitore che ha come titolo Rinchiudere i migranti in una gabbia in Albania: l’Italia lo fa, i Paesi Bassi lo vogliono. Un prodotto giornalistico che è allo stesso tempo un atto d’accusa contro la volontà di sempre più Stati membri dell’Ue di rinchiudere i migranti in centri fuori dai propri confini. Un modello che lo stesso Parlamento europeo ha sposato de facto votando a favore dell’ultimo Regolamento Ue sui rimpatri.

Così, la cerimonia che si è tenuta nella sala stampa “Daphne Caruana Galizia” del Parlamento europeo a Strasburgo è diventata l’occasione per mettere l’operato delle istituzioni sotto esame fin dentro la loro ‘casa’. Emblematiche, in questo senso, le dichiarazioni della presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, pubblicate sul sito dell’Eurocamera e tutte incentrate sulla necessità di difendere la libertà di stampa, ben attenta a non entrare nel merito del lavoro premiato.

A farlo ci hanno pensato gli autori dell’inchiesta che alla stampa hanno dichiarato come la diffusione degli accordi con Paesi terzi per trasferire migranti comporti “rischi per i diritti umani, costi elevati e pochi risultati“: “È diventata quasi una prassi, tra i governi europei, cercare di creare strutture di questo tipo in Paesi terzi – ha dichiarato Vermeulen ricordando che anche il governo olandese sta trattando con il Rwanda – Spero davvero che questo premio e la nostra inchiesta possano servire da monito per i governi europei che stanno accelerando la stipula di tali accordi, mostrando cosa comportino concretamente. Non ho mai visto un accordo con un Paese extra-Ue in cui i diritti umani siano stati adeguatamente tutelati. Peraltro, si tratta di soluzioni estremamente costose che, alla fine, non risolvono nulla“.

Chissà cosa penserà Metsola di queste dichiarazioni, dato che la Plenaria ha approvato, il 17 giugno scorso, il nuovo Regolamento Ue sui rimpatri. Al suo interno, tra le altre cose, si legge che sarà possibile “l’allontanamento verso territori extra-UE, inclusi i cosiddetti ‘centri di rimpatrio‘, possibile sulla base di un accordo”. In poche parole, il Protocollo Italia-Albania oggetto dell’inchiesta è già da mesi un modello di riferimento per le istituzioni Ue e per tutti gli Stati membri.

A premiare il lavoro dei due reporter è stata una giuria indipendente, composta da giornalisti provenienti da tutti i Paesi europei, che ha selezionato dieci finalisti tra le 344 candidature pervenute prima di decretare il vincitore. L’inchiesta è stata pubblicata a gennaio, frutto di un lavoro di ricerca durato quasi due anni. Il focus del lavoro, ha poi spiegato Zandonini, era quello di rendere comprensibile il reale funzionamento dell’accordo Albania-Italia, mostrandone così le criticità, e questo ha richiesto l’analisi di numerosi documenti ufficiali. A questo punto è emersa la scarsa trasparenza delle istituzioni nei confronti della stampa: “Lo scoglio più grande è stato accedere alle informazioni”, confessa, dato che le richieste presentate al governo, al ministero dell’Interno e alle prefetture hanno ottenuto pochi riscontri. Dai Paesi Bassi sono arrivati 70 documenti, tra cui email su incontri, valutazioni e scambi relativi all’intesa tra Italia e Albania. “Dal punto di vista italiano c’è stata paradossalmente molta meno trasparenza, sia sui dati finanziari sia sulle condizioni e il numero e le situazioni delle persone trattenute nei centri”, continua. I giornalisti non hanno ottenuto l’autorizzazione a entrare nei centri e i governi italiano e albanese hanno anche rifiutato di rilasciare dichiarazioni o commentare i dati raccolti. Un modus operandi che, però, l’Ue ha deciso di elevare a modello.

X: @GianniRosini

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La deuda pública en la UE sube a su máximo nivel desde la pandemia

21 October 2026 at 14:55

La deuda pública en la UE mantiene su camino inexorable al alza. No da grandes saltos, pero no cambia de tendencia. Y así ha llegado a una cantidad equivalente al 82,9% del producto interior bruto (PIB) de los Veintisiete durante la primera mitad del año. La cifra es todavía más alta si se toma solo la zona euro, un 88,8%, según la cifras divulgadas por Eurostat este miércoles. Este es el nivel más alto desde que se retiraban definitivamente buena parte de las medidas de apoyo a la economía que se aprobaron durante la covid-19.

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© LUDOVIC MARIN / POOL (EFE)

A la izquierda, el ministro de Finanzas de Francia, Roland Lescure, junto con el presidente de Francia, Emmanuel Macron.

L’Ue apre un’indagine su Booking su rischi di falsi annunci, phishing e visibilità degli annunci sponsorizzati

21 October 2026 at 12:20

Un’indagine per accertare se Booking.com non abbia valutato con la dovuta diligenza né mitigato con efficacia i rischi legati agli annunci fraudolenti e alle truffe di phishing. È la mossa decisa dalla Commissione Europea che ha aperto un’indagine sulla possibile violazione del Digital Services Act, anche in materia di trasparenza in relazione a una segnalazione non chiara di annunci in cui gli inserzionisti pagano per ottenere un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti.

In particolare, la Commissione esaminerà se il gestore del noto sito per le prenotazione online, la Booking Holdings che è quotata al Nasdaq, abbia valutato correttamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illeciti come quelli relativi a strutture inesistenti, casi di furto d’identità e offerte di alloggio non conformi alle regole. L’indagine valuterà anche se la piattaforma abbia adottato misure efficaci per mitigare questi rischi, anche attraverso la rimozione di annunci fraudolenti o non in regola.

L’indagine si concentrerà anche sui rischi legati alle modalità di condivisione dei dati sulle prenotazioni e sugli ospiti con le strutture ricettive, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica di Booking.com. La Commissione verificherà inoltre se l’azienda offra garanzie sufficienti a impedire che i dati vengano utilizzati in modo improprio, per compiere operazioni di phishing o sollecitare pagamenti fraudolenti.

“Booking.com ha segnalato un aumento del 500% delle truffe a livello globale sulla propria piattaforma”, ha riferito un alto funzionario dell’Ue in merito all’indagine sulla piattaforma di prenotazione online. Il funzionario ha citato anche i dati dell’organizzazione Fraudehelpdesk che riguardano i Paesi Bassi: “Nella prima parte del 2026 sono state registrate 1.072 segnalazioni di frode, per danni pari a 82.000 euro”, ha spiegato la fonte, specificando che si è trattato di un numero di casi “dieci volte” superiore “rispetto all’anno precedente”. “È un vero problema”, ha sottolineato, specificando che “segnalazioni di questo tipo provengono da quasi tutti gli Stati membri”.

Infine, la Commissione deciderà se su Booking.com le strutture ricettive possono aumentare la visibilità dei propri annunci nei risultati di ricerca, pagando una commissione più elevata: gli utenti, sottolinea l’esecutivo Ue, devono essere in grado di riconoscere chiaramente che questi annunci sponsorizzati sono, a tutti gli effetti, pubblicità. Verrà inoltre esaminato se, per ogni annuncio visualizzato su Booking.com, gli utenti siano in grado di comprendere facilmente chi vi sia dietro, chi abbia pagato, perché lo stiano visualizzando e come possano modificare le impostazioni che determinano quali annunci vengono loro mostrati. Il Dsa prevede infatti che gli utenti hanno il diritto di sapere quando un annuncio pubblicitario viene loro presentato e per conto di chi: senza queste informazioni, non sono in grado di distinguere se un annuncio appaia in una posizione di rilievo perché è pertinente alla loro ricerca o perché la struttura ricettiva ha pagato per ottenere maggiore visibilità.

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Pablo Hernández de Cos busca apoyos en Francia y Alemania para impulsar su candidatura a presidente del BCE

21 October 2026 at 04:30

El puesto con mayor poder económico de Europa puede decidirse en las próximas semanas. Un español, el exgobernador del Banco de España y actual director gerente del Banco Internacional de Pagos de Basilea, Pablo Hernández de Cos, está entre los favoritos para presidir el BCE, en una carrera cuyas condiciones cambian cada semana que pasa. Ya ha empezado a mover sus fichas, con contactos informales con las capitales europeas, con la difícil tarea de conjugar los intereses de una Francia en llamas y una Alemania renqueante, así como el resto de países del club del euro.

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© Pablo Monge (CINCODIAS)

Pablo Hernandez de Cos, gobernador del Banco de España.

A Bruxelles l’azione degli europarlamentari M5s a sostegno di autotrasportatori e agricoltori del Sud Italia: “Siamo con voi”

By: F. Q.
20 October 2026 at 19:01

La protesta di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante nel Sud Italia arriva al Parlamento europeo. A margine della plenaria di Strasburgo, la delegazione del Movimento 5 Stelle ha organizzato una manifestazione di solidarietà, esibendo cartelli con le scritte “Sud in crisi”, “Stop al carovita” e “Siamo con voi”. L’eurodeputato Mario Furore ha annunciato un’interrogazione urgente alla Commissione europea per sapere se il governo abbia informato Bruxelles delle proteste. Valentina Palmisano ha definito “sacrosante” le richieste dei manifestanti, mentre il capodelegazione Pasquale Tridico ha rilanciato la proposta di tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche per finanziare un credito d’imposta europeo sul carburante. Giuseppe Antoci ha criticato le politiche europee che penalizzano famiglie e lavoratori, rivendicando l’opposizione all’accordo Mercosur.

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France hit by debt sell-off as violent protests unnerve investors

19 October 2026 at 16:23

Difference between French and German borrowing costs widens after public buildings burned and shops looted

France has been hit by a fresh wave of selling in its bond and stock markets after violent protests over the weekend led to thousands of arrests and left public buildings burned and hundreds of shops looted across the country.

The chaos has spooked investors as analysts worried that it would undermine Paris’s efforts to cut spending and reduce its debt.

Continue reading...

© Photograph: SDIS 87/AFP/Getty Images

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France hit by debt sell-off as violent protests unnerve investors

19 October 2026 at 16:23

Difference between French and German borrowing costs widens after public buildings burned and shops looted

France has been hit by a fresh wave of selling in its bond and stock markets after violent protests over the weekend led to thousands of arrests and left public buildings burned and hundreds of shops looted across the country.

The chaos has spooked investors as analysts worried that it would undermine Paris’s efforts to cut spending and reduce its debt.

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© Photograph: SDIS 87/AFP/Getty Images

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Francia, ¿al borde de una crisis de deuda?

15 October 2026 at 23:06
Un manifestante devuelve un bote de gas lacrimógeno durante un enfrentamiento con la policía en una manifestación contra las condiciones en el ámbito educativo, París (Francia) a 6 de octubre de 2026.

Mientras las calles de Francia se llenan de protestas exigiendo mayor gasto público, los intereses que exige el mercado para comprar los bonos franceses a diez años rozan el 5% y su prima de riesgo supera los 100 puntos básicos, un nivel que no se veía desde la crisis del euro de 2012.

Francia se encuentra bajo la lupa de los mercados. Y no es para menos. Su deuda pública pasará del 115% sobre el PIB en 2025 al 120% al cierre de 2026 y el déficit sigue sin corregirse. Además, con un crecimiento previsto de apenas el 0,5% y una factura anual por los intereses de la deuda que ronda los 90.000 millones de euros, el Ejecutivo francés tiene cada vez menos margen para cuadrar sus cuentas.

Pero no es solo un problema económico, la política incrementa la desconfianza de los inversores. A las puertas de las elecciones presidenciales de 2027, las propuestas económicas de la candidata de extrema derecha, Marine Le Pen, y del candidato de extrema izquierda, Jean-Luc Mélenchon, añaden incertidumbre sobre la credibilidad financiera del país.

Y, mientras los mercados ponen en entredicho la capacidad de Francia para corregir sus desequilibrios, queda otra incógnita: ¿hasta dónde estaría dispuesto a llegar el Banco Central Europeo realmente para frenar una eventual crisis de deuda francesa?

Scontro al Consiglio Ue sul sistema delle quote di emissione. Poi il compromesso: “Valutare gli impatti dell’applicazione a edifici e trasporti”

16 October 2026 at 09:15

Dopo una giornata di stallo e scontri, nella notte i Ventisette leader della Ue hanno trovato un compromesso sul sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), ma senza accogliere la richiesta di rinviare il nuovo mercato del carbonio per edifici e trasporti. Nelle conclusioni del Consiglio europeo entra, su pressione dell’Italia e dei Paesi del gruppo Visegrad, l’invito alla Commissione a rivalutare tutti gli impatti dell’Ets2, con particolare attenzione alla struttura del sistema e alle misure di salvaguardia. Un risultato politico per Giorgia Meloni, che però non cambia la tabella di marcia: l’allargamento del meccanismo a case e trasporti resta previsto dal 2028. La partita, del resto, va oltre il mercato delle emissioni. Al centro c’è il conflitto tra la richiesta di alleggerire i costi della transizione per famiglie e imprese e la difesa di una politica climatica che una parte dei governi considera indispensabile anche per ridurre la dipendenza europea dai combustibili fossili.

La mediazione raggiunta nella notte mostra tutti i limiti della strategia italiana. Roma ha fatto asse con i Paesi del gruppo Visegrad per chiedere correttivi al sistema, ma non ha trovato una sponda sufficiente per ottenere il rinvio dell’Ets2 che farà pagare un prezzo alle emissioni di anidride carbonica generate dai combustibili utilizzati per riscaldare gli edifici e alimentare i trasporti. Il nuovo sistema dovrebbe partire nel 2028.

Il testo delle conclusioni chiede un mercato del carbonio più trasparente e prevedibile, una riduzione della volatilità dei prezzi e misure per attenuare le ricadute sulle bollette elettriche. Ma ribadisce anche il ruolo dell’Ets nella transizione energetica e climatica, attraverso un prezzo delle emissioni capace di orientare investimenti e innovazione. La revisione, dunque, non mette in discussione il principio del sistema, ma apre alla possibilità di intervenire sul suo funzionamento. “Il Consiglio europeo invita la Commissione Ue ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le sue misure di salvaguardia”, si legge. Il testo “ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l’impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets”.

La richiesta italiana di correggere gli effetti delle politiche climatiche si scontra con i governi nordici, contrari a indebolire la transizione, e con la posizione di Commissione, Germania e Francia. Proprio Berlino e Parigi stanno cercando una convergenza sul futuro dell’industria automobilistica europea, un dossier destinato a pesare sulle prossime decisioni comunitarie. Per Meloni, la strada potrebbe essere quella di chiedere deroghe temporanee nazionali, sul modello dell’eccezione concessa nel 2023 a Spagna e Portogallo per contenere il prezzo dell’elettricità. Ma per ora è un’ipotesi, non un risultato del Consiglio.

Meloni ha portato al vertice anche il tema della flessibilità delle regole fiscali di fronte al caro energia, chiedendo di considerare l’aumento dei prezzi come un fattore esterno determinante. Su questo punto, il sostegno è stato limitato: soltanto la Grecia si è schierata apertamente con Roma. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito la necessità di prudenza sui conti pubblici, indicando nella possibile proroga del regime degli aiuti di Stato per la crisi energetica una delle poche leve disponibili nel brevissimo periodo.

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Euro Falls to 17-Month Low as French Debt Fears Return to Markets

6 October 2026 at 08:49

The euro fell to its lowest level against the dollar since May 2025 on Monday as investors reacted to rising French borrowing costs, political uncertainty and doubts over Paris’s ability to stabilise its public finances before next year’s presidential election.

The euro fell to a 17-month low against the US dollar on Monday as renewed pressure on French government debt raised concern over the fiscal position of the eurozone’s second-largest economy.

The single currency dropped as far as $1.116 during trading, its weakest level since May 2025, before recovering part of the fall. By late Monday it was trading at around $1.121, still lower on the day.

The move followed a sharp sell-off in French government bonds and a widening gap between French and German borrowing costs.

According to market data published on Monday, the spread between French government debt and equivalent German Bunds had approached 160 basis points on Friday, its widest level since the eurozone sovereign-debt crisis in 2011.

The gap subsequently narrowed, but the scale of the movement has drawn attention back to France’s public finances.

French debt is already close to 120 per cent of gross domestic product and is expected to continue rising.

Investors are now assessing whether Prime Minister Sébastien Lecornu’s minority government can secure sufficient parliamentary support for measures intended to put the budget on a more sustainable path.

That challenge is becoming more difficult as France approaches its 2027 presidential election.

Spending cuts and tax increases are politically sensitive even under stable parliamentary conditions. Lecornu’s administration does not have an outright majority in the National Assembly, while opposition parties have challenged several elements of the government’s fiscal programme.

The French economy itself is providing little additional room.

Revised national accounts examined by EU Today showed that the economy failed to grow during the second quarter, while household purchasing power weakened and investment declined.

Slower growth makes deficit reduction harder because tax revenues tend to grow more slowly while welfare and debt-servicing costs remain high.

Bond markets have also changed the calculation.

For much of the period following the eurozone debt crisis, France was able to borrow at historically low rates. Higher interest rates now mean maturing debt has to be refinanced at greater cost.

France’s debt burden is therefore rising at the same time as the price of servicing it increases.

The euro’s fall on Monday shows that those concerns are no longer confined to the French bond market.

Currency traders are also assessing whether fiscal pressure in France could affect confidence in the wider euro area.

The comparison with the sovereign-debt crisis of 2010–12 should nevertheless be treated cautiously.

France remains one of Europe’s largest and most diversified economies, and the eurozone now has institutional mechanisms and European Central Bank instruments that did not exist at the beginning of the earlier crisis.

There is also no indication that France is unable to finance itself.

What markets are pricing is an increase in the risk attached to holding French debt and growing uncertainty over the country’s medium-term fiscal trajectory.

The euro has now fallen for four successive weeks against the dollar and has lost more than three per cent over that period.

US monetary policy is contributing to the movement. Persistent inflation indicators have supported the dollar even as expectations of an immediate Federal Reserve interest-rate increase have declined.

For Europe, however, Monday’s trading was dominated by France.

French fiscal policy has been a domestic political dispute for much of the past year. The widening bond spread and the euro’s fall show that it is increasingly becoming a eurozone market issue.

La moneta dal Chicago Plan all’euro digitale

7 September 2026 at 10:26

La Bce lavora all’introduzione dell’euro digitale. Seppure molto diversa, l’iniziativa richiama il Chicago Plan nato come risposta alla Grande Depressione. Non un progetto contro le banche, ma un nuovo equilibrio tra iniziativa privata e moneta pubblica.

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The digital euro: The weapon of financial sovereignty that the EU can no longer do without

31 August 2026 at 07:00

As negotiations enter their final phase in Brussels, the ECB's electronic money project for 2029 transcends the technical aspects. It is a geopolitical imperative in the face of American payment giants.

The European Union's financial landscape is poised for its biggest transformation since the introduction of banknotes in 2002. The European Parliament, the Council, and the European Central Bank (ECB) are intensifying their discussions to finalize the regulatory framework for the digital euro. If the draft legislation is adopted as planned by the end of the year, the first large-scale practical tests with financial institutions will begin in the autumn of 2027.

The goal? Official rollout to citizens by 2029.

This gradual rollout is not accidental. It is designed to guarantee the stability of an interconnected banking system. The digital euro will not be a private or speculative cryptocurrency, but rather an electronic extension of fiat money, issued and guaranteed directly by the ECB. It will function as a direct complement to coins and banknotes, without ever replacing them.

For European citizens, this innovation will represent a public and sovereign alternative to the private tech and credit giants. In practical terms, everyone will be able to use these services directly through their own commercial bank's app.

The major technical advance lies in offline use.

Money transfers between devices will occur simply by being near each other, even without an internet connection or in the event of a power outage. This option will also guarantee complete confidentiality, since peer-to-peer transactions will not pass through commercial servers.

To reassure the traditional banking sector and prevent a massive flight of deposits during the crisis, the ECB will impose a strict limit. The current holding ceiling is €3,000 per person. Any excess amount received in this public wallet will automatically be transferred to the user's regular commercial bank account.

Beyond the technical aspects, the issue is crucial for the real economy, particularly for small and medium-sized enterprises (SMEs) and the tourism sector within the single market. Currently, almost all European merchants rely on payment infrastructures controlled by American companies, such as Visa and Mastercard. With each transaction, the local economy relinquishes a portion of its profit margins in intermediation fees.

The digital euro aims to break this dependence.

The European Parliament is pushing for acceptance fees imposed on merchants to be significantly lower than current rates, or even completely free for microtransactions.

Intra-European tourism will also benefit from increased fluidity. A traveler will be able to pay for their expenses instantly in any member state using their home country's electronic wallet, without friction, without going through third-party networks and without hidden cross-border fees.

Despite the Commission's optimistic pronouncements, the European banking sector remains on the defensive. Banks are concerned about the operational costs associated with upgrading their technological systems, but above all about the risk of liquidity loss if clients choose to place their funds under the direct custody of the central bank.

The decisions made in the coming months will therefore be highly political. The challenge will be to define the necessary economic incentives for banks to agree to distribute this currency. For the European Union, the 2029 deadline provides the necessary time to orchestrate this new era of financial autonomy and strategic sovereignty.

Manca un piano B per l’infrastruttura che regge l’euro

21 August 2026 at 10:00

T2 è il sistema attraverso cui le banche dell’Eurozona regolano i pagamenti tra loro in tempo reale. Non ha sostituti: se si ferma, si fermano tutte le operazioni. Una situazione che diventa preoccupante di fronte alla possibilità di attacchi informatici.

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