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Dalla Festa del Cinema di Roma al Mercato Internazionale Audiovisivo: opacità, lobby e nessuno che ne parli

23 October 2026 at 16:37

Come ogni anno, sia la Festa del Cinema di Roma sia il Mercato Internazionale Audiovisivo (per qualche giorno si sono svolti in contemporanea) rappresentano occasioni di incontro relazionale e confronto tecnico tra i professionisti del settore cinematografico e audiovisivo, e non soltanto passarelle per attrici ed attori e per paparazzi e influencer, anche se la quasi totalità dei giornalisti italiani si appassiona più ai look che ai numeri.

Anche in materia di dati e analisi, queste kermesse finiscono per evidenziare un approccio asettico ed acritico: sarà forse perché sono iniziative generosamente finanziate dal Principe, e quindi – suvvia! – “non è bello” anche soltanto sussurrare che egli è semi-nudo, se non nudo, ovvero che il reame è in crisi, se non alla fame… Si tratta di iniziative autoreferenziali, nella cui economia ideologica il concetto di autocoscienza (e finanche autocritica) è totalmente assente.

Sarà anche perché queste iniziative sono guidate da esponenti del settore che rappresentano interessi ben precisi: il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvo Nastasi, l’uomo più potente del settore spettacolo in Italia, è anche Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori – Siae; la Presidente della potente lobby Apa, ovvero l’Associazione dei Produttori Audiovisivi, Chiara Sbarigia, guida giustappunto il Mia (dopo essere stata per anni Presidente della società pubblica Cinecittà), insieme al Presidente dell’Anica (produttori cinematografici ma anche Netflix ed altri influenti player) Alessandro Usai.

Da anni, vado scrivendo (denunciando) che molte iniziative italiane nell’ambito del settore culturale non rispettano regole “basic” di trasparenza: è il caso emblematico del Mia, che pure beneficia di non pochi milioni di euro di danaro pubblico, tra Ministero della Cultura, Ministero degli Affari Esteri, e finanche Commissione Europea. Il Mia non pubblica sul proprio sito web un bilancio, e viola la legge in materia di trasparenza. La legge n. 124/2017 impone infatti ad associazioni e fondazioni di pubblicare online i contributi pubblici, se complessivamente pari o superiori a 10.000 euro annui. È prevista anche una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti e, se perdura l’inadempimento, addirittura la restituzione integrale del beneficio. Evidentemente nessun Ministero o altra Pubblica Amministrazione richiama il Mia a quest’obbligo.

Ci si può aspettare dall’Apa e dall’Anica analisi e ricerche che evidenzino come la gran parte delle maggiori e migliori società di produzione audiovisiva italiane siano state acquisite, nell’ultimo decennio, da multinazionali straniere come la tedesca Fremantle e la francese Banijay? Ovviamente no. Ci si può aspettare dall’Apa e dall’Anica un’analisi critica della (mala) gestione dello strumento del “tax credit”, di cui hanno ben approfittato per un decennio? Ovviamente no. Offrono dati che sono funzionali ai loro propri interessi, e generalmente proponendo uno scenario idilliaco, limitandosi a chiedere allo Stato… più danaro per sostenere “la crescita”.

Quindi inaffidabile è anche l’ottava edizione del “Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale di Apa”, che mette confusamente assieme più fonti (Certa Università Cattolica, eMedia, Symbola, OpenEconomics…), senza alcuna spiegazione metodologica, e quindi senza validazione oggettiva di dati verificabili, e senza che questi numeri possano essere quindi ritenuti attendibili. Numerologie fantasiose e strumentali. E le rare testate giornalistiche che li rilanciano non si pongono queste perplessità: vale anche per il maggiore quotidiano economico nazionale, qual è il confindustriale Il Sole 24 Ore (senza dimenticare che Apa ed Anica sono associazioni che aderiscono a Confindustria…).

D’altronde, come si può sperare in ricerche e studi che hanno committenti “partigiani” possano offrire analisi oggettive e indipendenti, che potrebbero mettere in discussione le loro stesse attività e anche il loro foraggiamento pubblico?!

Il problema non è marginale, perché in verità dovrebbe essere lo Stato stesso a studiare seriamente l’efficacia del proprio intervento (anche) nel settore culturale: invece, non esiste una strumentazione tecnica minimamente adeguata.

Da anni denuncio – da ricercatore specializzato in IsICult prima che da giornalista investigativo – come quella stessa “valutazione di impatto” prevista dalla Legge Franceschini del 2016, che dovrebbe essere indipendente dal Mic per consentire al Principe – ma magari anche ai sudditi… – di capire il vero stato di salute del settore, sia ormai ridotta ad un documento illeggibile, privo di approccio critico, e quindi perfettamente inutile anche ai fini delle esigenze di conoscenza del Parlamento… Anche l’iter stesso della legge di riforma del settore – che arriverà in Senato per essere approvata definitivamente il 3 novembre prossimo – non s’è certo caratterizzato per una profonda volontà di conoscere lo stato dell’arte. Si procede ancora per approssimazione cognitiva e per scontri interni ed oscuri mercanteggiamenti tra lobby, grandi e piccole: nasometria cognitiva e clientelismo diffuso.

D’altronde, siamo in un Paese nel quale il Direttore Generale del Cinema e dell’Audiovisivo, Giorgio Carlo Brugnoni (che è anche incredibilmente Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, in un’impropria sovrapposizione di ruolo di gestione amministrativa e di orientamento politico: caso unico in Italia) si vanta sempre più dell’“efficientamento” dell’amministrazione che dirige, allorquando la gran parte degli operatori del settore lamentano ritardi kafkiani, superiori a quelli di cui soffrivano ai tempi dell’ex Dg Nicola Borrelli.

E naturalmente in nessuna pubblica occasione – che sia la Festa del Cinema di Roma o il Mia – qualcuno alza il ditino e urla “ma, guardate, il Principe è nudo!”, oppure denuncia con onestà intellettuale lo stato di profonda crisi strutturale del settore. E d’altronde, nessuno sembra ricordare che esiste un regolamento (il Dpcm n. 271 del 22 dicembre 2010) che prevedrebbe tempi ragionevoli nei rapporti con la Pa: per esempio, gli organizzatori di festival dovrebbero essere pagati dal Ministero della Cultura entro 90 giorni da quando trasmettono i consuntivi delle iniziative sovvenzionate, ma questa regola non viene quasi mai rispettata.

Insomma, fatta la legge, trovato l’inganno. Pubbliche virtù e vizi privati. Così si (mal) governano le politiche culturali in Italia.

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“Tudo Pode Ser Visto” encerra Mostra de SP e ganha data nos cinemas

23 October 2026 at 16:22

Um dos filmes mais comentados do ano, “Tudo Pode Ser Visto” (“You Can See Everything” no título original), documentário que explora a fraude bilionária orquestrada por Elizabeth Holmes, será o responsável por encerrar a 50ª Mostra Internacional de Cinema em São Paulo e, pouco depois, chegará aos cinemas brasileiros. O filme acumula 97% de aprovação da crítica especializada até o momento. 

A sessão antecipada ocorrerá em 29 de outubro, às 18h, no Teatro Cultura Artística. Nos cinemas, o documentário chega, pela Sony Pictures, no dia 26 de novembro.  A obra é uma produção do estúdio A24 e dirigida por Nathan Fielder (“The Curse”) e Lance Oppenheim (“Primetime”).

O longa-metragem acompanha Elizabeth Holmes, fundadora da Theranos, empresa de tecnologia da saúde que prometia realizar centenas de exames a partir de uma única gota de sangue e se tornou protagonista de um dos maiores escândalos do Vale do Silício. A obra começou a ser gravada cerca de 34 dias antes da mulher iniciar a pena de prisão, acompanhando os últimos dias dela em liberdade.

Holmes foi condenada a mais de 11 anos de prisão em 2022, após várias acusações de fraudar investidores enquanto administrava a agora extinta startup Theranos.

A empresa chegou a valer bilhões de dólares e atraiu investidores famosos, enquanto a mulher se tornou uma celebridade e chegou a ser chamada até mesmo de “o novo Steve Jobs”.

O The Wall Street Journal publicou uma reportagem em 2015 que expôs o esquema fraudulento. As investigações provaram que pacientes receberam diagnósticos incorretos e investidores perderam fortunas.

Elizabeth Holmes está cumprindo sua pena na prisão federal FPC Bryan, localizada no Texas, Estados Unidos desde maio de 2023.

Principais críticas

Dentre as opiniões já compartilhadas pela crítica especializada, reunidas do site agregador Rotten Tomatoes, há o destaque sobre o longa ser “perturbador” e “envolvente”.

“Se você tem algum receio de ficar entediado durante um filme de três horas, garanto que isso não acontecerá. Fielder criou algo totalmente original aqui”, escreveu Max Weiss, do Baltimore Magazine.

“Este é um documentário para ser visto em uma sala lotada, em uma tela enorme. As imagens têm uma clareza cristalina, mas mistérios abundam em cada fotograma”, colocou Justin Chang, do NPR.

Como assistir ao filme na Mostra de SP?

A compra antecipada começa quatro dias antes de cada sessão, e os ingressos também poderão ser adquiridos pelo aplicativo ou, de acordo com a disponibilidade, nas bilheterias no dia da exibição.

Os ingressos avulsos custam R$ 26 (inteira) e R$ 13 (meia) de segunda a quinta-feira.

Assista ao trailer de “Tudo Pode Ser Visto”

Avicii: documentário da Netflix narra a vida e a morte do DJ sueco

 

David Cronenberg, Kelly Reichardt e Tiago Guedes no LEFFEST

23 October 2026 at 15:33
David Cronenberg, Kelly Reichardt e Tiago Guedes são alguns dos nomes que vão estar em novembro no Lisboa Film Festival (LEFFEST) que, à 20.ª edição, inclui o "essencial na produção cinematográfica".

© TERESA SUAREZ/EPA

O festival vai abrir, no Cinema São Jorge, com o filme "Paper Tiger", de James Gray e encerra com "The Debut", do ator e realizador Jesse Eisenberg

Oscar 2027 pode ter disputa inédita entre mãe e filha na mesma categoria

23 October 2026 at 14:51

A próxima edição do Oscar pode protagonizar uma disputa inédita entre mãe e filha. As atrizes Samantha Morton, 49, e Esmé Creed-Miles, 26, são destaque na corrida de 2027 e aparecem entre as possíveis indicadas à categoria de Melhor Atriz Coadjuvante por seus trabalhos nos filmes “A Odisseia” e “Razão e Sensibilidade”, respectivamente.

De acordo com as previsões do Gold Derby, site especializado em premiações de Hollywood, Morton ocupa a segunda posição entre as favoritas a uma indicação, enquanto a filha aparece em 17º lugar. Caso ambas sejam selecionadas pela Academia de Artes e Ciências Cinematográficas, será a primeira vez que mãe e filha disputarão a mesma categoria na mesma edição do Oscar.

Samantha Morton integra o elenco de “A Odisseia”, produção de Christopher Nolan inspirada no poema épico de Homero. O longa acompanha a jornada de Odisseu, interpretado por Matt Damon, em sua tentativa de retornar para casa após a Guerra de Troia. Anne Hathaway, que interpreta Penelope, aparece em primeiro lugar para as indicações da categoria.

Já Esmé Creed-Miles faz parte de “Razão e Sensibilidade”, nova adaptação cinematográfica do romance de Jane Austen, dirigida por Georgia Oakley. A história acompanha duas irmãs que precisam lidar com dificuldades financeiras e questões amorosas após a morte do pai.

As previsões do Gold Derby são atualizadas ao longo da temporada de premiações e não representam escolhas oficiais da Academia. “A Odisseia” estreou nos cinemas em julho deste ano, enquanto “Razão e Sensibilidade” ainda tem tempo para “crescer” em público e crítica. No Brasil, o filme chega às telonas em 29 de outubro.

Samantha Morton já foi indicada duas vezes à premiação: em 2000, como Melhor Atriz Coadjuvante por “Poucas e Boas”, e em 2004, como Melhor Atriz por “Terra de Sonhos”.

As indicações oficiais ao Oscar 2027 serão anunciadas no dia 21 de janeiro de 2027. A cerimônia de entrega dos prêmios ocorre em 14 de março, no Dolby Theatre, em Los Angeles, nos Estados Unidos.

Como “A Bola Preta” pode ganhar o primeiro Oscar da Netflix?

 

De um manuscrito de 1936 ao Oscar: o drama real de perseguição aos homossexuais por trás do filme “A Bola Preta”

23 October 2026 at 14:43

A Espanha tem um de seus mais fortes candidatos ao Oscar no filme ‘A Bola Preta’ (2026), um drama histórico inspirado na Guerra Civil dos anos 1930, na ditadura franquista e em práticas discriminatórias da sociedade espanhola em diferentes períodos.

Javier Calvo e Javier Ambrossi (os Javiers) venceram o prêmio de Melhor Direção no Festival de Cannes em maio, e o longa também garantiu estatuetas de audiência nos festivais de Toronto e San Sebastián. O sucesso fez a Netflix divulgar, pela primeira vez, os resultados de bilheteria para uma de suas produções nos Estados Unidos.

‘A Bola Preta’ estreia no Brasil em 14 de janeiro de 2027 e foi exibido no início de outubro na gala de abertura e em outras três sessões no Festival do Rio.

Leia Mais:

Um manuscrito incompleto

O ponto de partida de ‘A Bola Negra’ foi um fragmento de quatro páginas escritas pelo poeta e dramaturgo espanhol Federico García Lorca, que continha uma lista de personagens e um diálogo entre dois irmãos. O trabalho foi interrompido pelo assassinato de Lorca no início da Guerra Civil, em 1936.

O escritor teria contado ao amigo diretor Cipriano Rivas Cherif que planejava escrever sobre um pai que confronta seu filho por ter sido rejeitado por um clube de alta sociedade com um sinal de “bola negra”. O jovem responderia que foi negado por ser homossexual.

No longa, Carlos é um rapaz em 1932 que tenta entrar para um grupo exclusivo de um cassino, mas o voto de alguns membros é marcado com a bola negra, que simboliza a suspeita de homossexualidade ou outros comportamentos considerados “desviantes”.

A trama ainda acompanha Sebastián, um soldado de Francisco Franco que se apaixona por um prisioneiro, e Alberto, um historiador que investiga a história de seu próprio avô.

Um drama histórico espanhol

A trama distribui sua narrativa entre 1932 (Segunda República), 1937 e 2017 para retratar a trajetória de opressão vivida pela comunidade homossexual na Espanha.

A Guerra Civil teve início em 1936 após uma sublevação militar contra o governo republicano eleito da Espanha. Liderados pelo general Francisco Franco, os militares contaram ainda com o apoio da Alemanha nazista e da Itália fascista.

Após a vitória franquista em 1939, a ditadura que perdurou até 1975 institucionalizou a perseguição a opositores políticos e dissidentes sexuais.

Durante a transição para a democracia, no final da década de 1970, o país adotou um arranjo político que priorizou a reconciliação institucional sem a investigação penal dos crimes do regime — período frequentemente chamado por historiadores de “pacto do silêncio”.

A busca empreendida por Alberto resgata documentos e sepulturas esquecidas, num processo de revisão da memória, abertura de arquivos e identificação de desaparecidos que também marcou a redemocratização no Brasil.

Uma dimensão semelhante existe no longa ‘Ainda Estou Aqui’ (2024), vencedor de duas estatuetas do Oscar ao recuperar a história de uma família brasileira devastada pela ditadura militar.

Destruição de uma vila espanhola durante a Guerra Civil no filme A Bola Preta
Filme inspirou sua trama em relatos históricos e peças teatrais relacionadas à Guerra Civil e à ditadura de Franco • Divulgação/Netflix

O bombardeio de abertura e o episódio de “fogo amigo”

A sequência inicial do filme, ambientada em um vilarejo rural atingido por bombas, reproduz um fato documentado da Guerra Civil espanhola.

Em 31 de agosto de 1936, aviões italianos aliados às forças franquistas, bombardearam por engano Artà, em Maiorca, resultando na morte de onze civis de sua própria base de apoio.

Para as filmagens, os diretores utilizaram Castil de Carrias (Burgos), uma vila real esvaziada e abandonada na segunda metade do século XX, cuja igreja histórica abriga sepulturas que foram violadas ao longo das décadas.

Um personagem inspirado em um guerrilheiro real

O prisioneiro de guerra por quem o soldado Sebastián se apaixona é inspirado em um secretário e, segundo relatos históricos, amante do dramaturgo Federico García Lorca. Rafael Rodríguez Rapún nasceu em 1912 e, depois da execução de seu chefe durante a Guerra Civil, alistou-se no exército republicano.

Na vida real, ele foi ferido em combate e faleceu em 1937. O filme imagina como seria se ele tivesse sobrevivido e fosse mantido numa prisão franquista, emprestando elementos da peça ‘La Piedra Oscura’ de Alberto Conejero.

A bola negra foi de fato uma prática na Espanha?

Sim. Um círculo preto era um mecanismo verídico de votação anônima inspirado em rituais de maçonaria e popularizado em clubes masculinos europeus no século XIX.

Processos seletivos para estes grupos aplicavam de forma oficial este modelo de justificativa de voto até 1989. O candidato que recebesse duas, ou por vezes até uma bola negra, era vetado. Na prática, o símbolo virou ferramenta de exclusão social e punição àqueles que fugissem dos padrões de aparência, gênero e comportamento da época.

Il nuovo agente 007 sta arrivando: Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor corrono ai provini finali

23 October 2026 at 14:20

La caccia al successore di Daniel Craig entra nella fase decisiva. Secondo la stampa specializzata americana, tre nomi in particolare, Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor, sarebbero in lizza per vestire i panni di James Bond nel film diretto da Denis Villeneuve. I provini conclusivi, a cui parteciperebbero da tre a cinque attori, potrebbero iniziare già oggi.

Il copione dei test, stando a The Hollywood Reporter, prevede tre prove: scene d’azione, resa davanti alla macchina da presa e lettura dei dialoghi. Deadline parla di almeno quattro inviti già partiti, ma senza alcuna conferma sui nomi. Lowden, volto di “Slow Horses”, viene indicato da Variety come possibile favorito; Turner, visto in “Masters of the Air”, era già stato associato al personaggio nei mesi scorsi; O’Connor, il principe Carlo di “The Crown” e interprete in “Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery”, completa il terzetto.

Resta però un quadro fluido. Nelle settimane passate si era parlato anche di Aaron Taylor-Johnson, James Norton, Harris Dickinson, Jack O’Connell e Paul Mescal. Le ultime voci darebbero fuori dai giochi Jacob Elordi assente ai provini finali. Le audizioni, previste a inizio ottobre, erano slittate per via di impegni incrociati degli attori, e Deadline precisa che non c’è una data certa per l’annuncio, nemmeno a test conclusi.

Dietro il progetto c’è Amazon MGM Studios, che a maggio ha avviato la selezione. Amy Pascal, tra i produttori, ad agosto aveva indicato la fine dell’anno come possibile momento per svelare il nome, invitando alla cautela: raccogliere l’eredità di Craig, protagonista di cinque film tra il 2006 e “No Time to Die” (2021), non è impresa da poco.

L’idea è trovare un Bond “diverso, originale e coinvolgente”. La sceneggiatura di Steven Knight, il papà di “Peaky Blinders”, ha già una prima bozza completa, e l’uscita in sala è attesa intorno al 2028, senza conferme ufficiali.

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Walter Veltroni e la Gialappa’s, l’assurda storia di un documentario

23 October 2026 at 12:04

Seguiamo da tempo con curiosità la carriera di Walter Veltroni “regista”. Negli ultimi dodici anni, ad esempio, ha girato dodici documentari. Ripetiamo: dodici. Uno all’anno. Implacabile come l’Immacolata Concezione o il Ferragosto. Alla lunga lista di temi affrontati nel tempo (politica, musica, calcio) oggi, grazie a L’assurda storia della Gialappa’s Band, se ne aggiunge un altro: la storia della televisione. E come per le precedenti opere, Veltroni non riesce a ritagliarsi una riga sul Rondolino-Tomasi o sul Brunetta dedicati alla storia patria del nostro cinema.

Sarà perché l’ex segretario PD sta al documentario cinematografico un po’ in generoso prestito come Fabio Volo al romanzo letterario, ma L’assurda storia della Gialappa’s Band sembra tutto fuorché un film. Ingordo collage di intervistati (27!), collezione di figurine Panini con molti doppioni, festival del dire qualcosa a tutti i costi con la rilevanza cronachistica e storica delle estrazioni del lotto, la dodicesima fatica documentaria dell’ex vicepresidente del Consiglio rinnova limiti e semplificazioni di una formula che vuole essere forma, di un prodotto commerciabile indistinguibile che vuole essere progetto estetico raffinato.

Intanto alla matrice visiva ricorrente (il trio protagonista Giorgio Gherarducci-Marco Santin-Carlo Taranto ritratto ripetutamente insieme a mezzo busto, più variante dei tre ripresi da soli verso la fine) viene come abbozzato un franoso anelito drammaturgico. Visto che il documentario, tra piatte richieste frontali da telegiornale, è già al palo dopo pochi minuti, ecco che lo scheletro del racconto va a ricomporsi frettolosamente su alcune varianti di linguaggio.

Si parte dal tentativo di intervallare spesso tutti gli intervistati con la scenetta del Mago Forest in uno studio mezzo buio che dialoga con Veltroni, nientemeno che voce fuoricampo/spalla comica modello Gialappa’s. Altra variante, qui direttamente nell’interpunzione di montaggio, una scelta che nemmeno Ejzenstejn, sono le espressioni facciali tra le più varie di Elio delle Storie Tese, seduto tra Faso e Cesareo, inquadrate brevemente a mo’ di commento alle battute o affermazioni dei colleghi comici. Un espediente che, va detto, non abbandona mai lo spettatore. Una specie di litania espressiva a metà strada tra il tormentone e il memento mori.

Nella catasta chilometrica, sommaria e sommabile, di filmati tratti da Mai dire gol, a volte interi sketch (ce n’è uno di Aldo, Giovanni e Giacomo medici di quasi tre minuti), si rinviene poi la confusione teorica tra poetica necessità della ricerca e affermazione autocelebrativa del ritrovamento (a Bisio che si schermisce di una partecipazione a un vecchio show su Odeon TV, Veltroni – fuori campo – risponde con un «Ce l’abbiamo!»). E se L’assurda storia della Gialappa’s Band fatica ancora a girare, Veltroni mostra il tocco e trucco per il quale è stato da noi definito la “Barbara D’Urso del documentario”: l’inquadratura forzata della lacrima indotta (ci fermiamo all’anziano Teo Teocoli).

Infine, come se non bastasse, appena dopo la metà del film, circa un’ora di estenuante batti e ribatti tra Gialappi e comici del loro ampio carnet, Veltroni si adopera in una raffica di retoriche istantanee da rimanere fulminati. Memore di una didascalia iniziale bianca su sfondo nero che suona pressappoco “i 40 anni che hanno cambiato l’Italia” (figuriamoci i quaranta precedenti! ndr), ecco che parte, senza motivo alcuno rispetto alla Gialappa’s, una gragnola di foto, bric-à-brac pop porno per turisti della democrazia: scatti della demolizione del Muro di Berlino, della Guerra del Golfo, di Berlusconi, di Antonio Di Pietro (in toga), ancora di Berlusconi, di Giovanni Falcone, della strage di Capaci, di Paolo Borsellino, della strage di via d’Amelio, di nuovo Berlusconi, Achille Occhetto, Carlo Azeglio Ciampi e ancora Berlusconi. L’assurda storia del documentario, altroché.

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È morto Tom Skerritt, l’istruttore di volo in “Top Gun” e lo sceriffo della serie “La famiglia Brock”. La famiglia: “Aiutava gli altri a trovare e far sentire la propria voce”

23 October 2026 at 08:08

Mondo del cinema in lutto. È morto, a 93 anni, Tom Skerritt, attore vincitore di un premio Emmy, noto per aver interpretato diversi ruoli tra cui l’istruttore di volo in “Top Gun”, lo sceriffo nella serie tv “La famiglia Brock” (“Picket Fences”), fino al capitano destinato a un tragico destino in “Alien”. Skerritt si è spento mercoledì per cause naturali, come reso noto dalla famiglia in un comunicato.

“Se il mondo conosceva Tom per la sua straordinaria carriera di attore, – si legge nella nota – noi lo ricordiamo per il suo umorismo, la sua curiosità, la sua saggezza, la sua generosità e l’amore che ha portato nelle nostre vite. Nutriva un profondo interesse per l’immaginazione, la creatività, la narrazione, il senso del dovere, i veterani, il mondo naturale e l’aiutare gli altri a trovare e far sentire la propria voce”.

Skerritt ha ricevuto due candidature agli Emmy, entrambe per “La famiglia Brock”, vincendo il premio come miglior attore protagonista in una serie drammatica nel 1993. Tra gli altri ruoli di spicco della sua carriera, si ricordano quello del marito paziente di Shirley MacLaine in”‘Due vite, una svolta”, del marito di Sally Field in “Fiori d’acciaio” e dell’opportunista senza scrupoli che ostacola il tentativo del personaggio di Jodie Foster di comunicare con forme di vita extraterrestri nel film “Contact”.

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“Minha Melhor Amiga” se torna a maior bilheteria do Brasil pós-pandemia

23 October 2026 at 01:36

A comédia nacional “Minha Melhor Amiga” atingiu um novo marco nesta semana, ao se tornar o maior filme brasileiro desde 2019 em público, após ultrapassar recentemente o vencedor do Oscar, “Ainda Estou Aqui”.

Até o momento, a comédia protagonizada por Ingrid Guimarães, 54, e Mônica Martelli, 58, lançada em setembro, arrecadou em bilheteria R$ 105,1 milhões e levou 5,9 milhões de pessoas aos cinemas. Enquanto o vencedor do Oscar fez uma bilheteria maior, de R$ 117,2 milhões, e levou 5,8 milhões de espectadores nacionais às salas grandes.

Pouco mais de três semanas após sua estreia, o longa de Susana Garcia se tornou a maior comédia pós-pandemia, desbancando o título de “O Auto da Compadecida 2”, que teve um público de 4,4 milhões de pessoas.

Em “Minha Melhor Amiga“, duas amigas na casa dos 50 anos decidem sair da rotina juntas e embarcam em uma viagem para a Europa, motivadas após se despedirem das filhas que embarcam para um intercâmbio em Portugal. Com o ninho vazio, elas sonham com a viagem perfeita para elas, mas a realidade se torna bastante diferente do esperado.

Confira as maiores bilheterias de filmes nacionais desde a pandemia:

  1. “Minha Melhor Amiga” – 5,9 milhões
  2. “Ainda Estou Aqui” – 5,8 milhões
  3. “O Auto Compadecida 2” – 4,4 milhões
  4. “O Agente Secreto” – 2,5 milhões
  5. “Minha Irmã e Eu” – 2,3 milhões
  6. “Os Farofeiros 2” – 1,9 milhão
  7. “Nosso Lar 2 – Os Mensageiros” – 1,6 milhão
  8. “Chico Bento e a Goiabeira Maraviosa” – 1,0 milhão
  9. “Mamonas Assassinas O Filme” – 884 mil
  10. “Vitória” – 742 mil

Novos rostos do cinema brasileiro para ficar de olho

Halloween: rede de cinema divulga filmes de terror a R$12

22 October 2026 at 22:13

A tradicional maratona da rede de cinemas, UCI, acontece no final de semana do Halloween, nos dias 30 e 31 de outubro e 1º de novembro, e reúne clássicos do gênero, sucessos do ano e lançamentos recentes. Durante os três dias, qualquer filme de terror em cartaz terá ingresso a R$ 12 nas salas 2D, 3D e XPLUS.

O grande destaque da edição é “Pânico”, que volta às telonas exclusivamente na UCI no ano em que completa 30 anos. Muito pedido pelo público, o clássico de Wes Craven (1939-2015) chega enfim ao UCI Day Terror.

Na trama, Sidney Prescott (Neve Campbell) começa a desconfiar que o assassinato de dois estudantes está ligado à morte da mãe, cerca de um ano antes. Enquanto isso, os jovens da pacata cidadezinha passam a receber ligações de um maníaco que faz perguntas sobre filmes de terror. Quem erra, morre.

Os ingressos já estão disponíveis para venda no site e nas bilheterias. Para acompanhar as sessões, o público também pode garantir um combo promocional com
pipoca média e dois refrigerantes pequenos a preço promocional.

Outros dois clássicos também retornam com exclusividade à rede durante a maratona.

Em “Sexta-feira 13” (1980), de Sean S. Cunningham, um casal de adolescentes, foge do acampamento Crystal Lake, em 1958, para passar uma noite romântica e acaba perseguido e morto a facadas. Anos depois, os dirigentes decidem reabrir o local, apesar do trauma que ainda marca a cidade. Quando novos monitores são contratados, eles começam a desaparecer mais uma vez, um por um.

Vencedor de três Oscars (Melhor Figurino, Melhor Maquiagem e Melhor Edição de Som), “Drácula de Bram Stoker” (1992) completa o trio. O filme de Francis Ford Coppola reúne Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins e Keanu Reeves.

No século XV, um guerreiro dos Cárpatos renega a Igreja quando ela se recusa a enterrar em solo sagrado a mulher que ele amava. Condenado a vagar pelos séculos como morto-vivo, Drácula descobre que a noiva de seu advogado é a reencarnação da amada e parte para a Londres vitoriana atrás dela.

Sucesso do ano, “Obsessão” volta aos cinemas só para o UCI Day Terror. Escrito e dirigido pelo youtuber Curry Barker, de 26 anos, o longa custou cerca de US$ 750 mil, arrecadou mais de US$ 400 milhões no mundo e se tornou o filme de terror mais lucrativo do século.

Apontado como um dos primeiros grandes retratos da Geração Z no cinema, o filme acompanha o adolescente Bear (Michael Johnston). Ele recorre a um artefato místico para conquistar a crush, Nikki (Inde Navarrette). O desejo se realiza de forma distorcida, e o afeto dela vira uma possessão violenta e assustadora.

O público mais jovem também entra no clima do Dia das Bruxas com a rede de cinema, no mesmo fim de semana. A atração, também com ingressos a R$ 12, é “O Bosque
Selvagem”, novo stop-motion da LAIKA, estúdio de “Coraline”. Voltado para adolescentes e pré-adolescentes, o longa abriu com 100% de aprovação no Rotten Tomatoes e já aparece entre os favoritos ao Oscar de Melhor Animação.

Halloween 2026: saiba qual filme de terror do ano é o mais buscado

*Publicado por Mariana Valbão, da CNN Brasil

CCXP 26 anuncia “Dia da Marvel” com programação especial dos heróis

22 October 2026 at 21:32

A Comic Con Experience 2026 anunciou uma novidade inédita para a edição de 2026: um dia totalmente dedicado ao universo Marvel, previsto para o primeiro dia do evento, 3 de dezembro, quinta-feira.

O “Dia da Marvel” antecede o lançamento da Marvel nos cinemas, que o público aguarda com expectativa alta: “Vingadores: Doutor Destino”, previsto para 16 de dezembro.

Até o momento, não foram anunciadas as atrações que farão parte da programação do Dia da Marvel, mas contará com programas nos palcos Thunder, Blast e Omelete e deve abordar filmes, séries, quadrinhos, animações e personalidades do estúdio.

Em celebração aos 25 anos de “Senhor dos Anéis” vêm ao Brasil Elijah Wood, Dominic Monaghan e Billy Boyd, que viveram Frodo, Merry e Pippin na franquia nos cinemas, participam do Fellowship Forever. Nos dias 3 e 4, no Palco Thunder, e Omelete no dia 4 de dezembro.

O aclamado musical “Hadestown” chega ao Brasil e também ganhou um painel dedicado na CCXP, enquanto Christopher Lloyde, de “De Volta para o Futuro”, vem ao país para um painel dedicado ao clássico dos cinemas.

A CCXP 2026 acontece entre os dias 3 e 6 de dezembro, na São Paulo Expo.

“No início, não vi sentido em uma nova versão”, diz diretor sobre “Carrie”

Lázaro Ramos acredita na chance de “Feito Pipa” no Oscar: “É místico”

22 October 2026 at 20:50

O ator Lázaro Ramos, 47, está otimista com a possibilidade de “Feito Pipa” conquistar uma indicação ao Oscar. O filme, que já conquistou mais de dez prêmios mundo afora, em festivais e premiações da indústria, foi o escolhido pela Academia Brasileira de Cinema para representar o Brasil na disputa por vagas na principal cerimônia do cinema.

Em entrevista à CNN Brasil, Lázaro Ramos, um dos protagonistas do filme, comentou a repercussão internacional do longa-metragem de Allan Deberton, 44, e brincou com uma curiosa coincidência envolvendo seus colegas de elenco em “Saneamento Básico, o Filme” (2007), Fernanda Torres e Wagner Moura.

Nas redes sociais, internautas resgataram cenas da comédia de Jorge Furtado, que reuniu os três atores. Após Fernanda Torres disputar o Oscar de Melhor Atriz por “Ainda Estou Aqui” (2024) e Wagner Moura ganhar destaque na corrida pela estatueta com “O Agente Secreto” (2025), fãs passaram a torcer para que Lázaro seja o próximo integrante do trio a chegar à premiação.

“Eu acho que Jorge Furtado, roteirista e diretor de ‘Saneamento Básico’, fez uma previsão nesse filme. A lista dos atores que estarão no Oscar está nesse filme. Eu acho que é místico. Eu acho que Deus é brasileiro, como diz o nome do filme, e eu acho que é isso mesmo. Eu já estou encarando como realidade de tanto que falam”, disse ele, em tom descontraído.

Para Lázaro, “Feito Pipa” tem potencial para ampliar ainda mais a representatividade do cinema brasileiro no mundo. “Depois dos outros filmes que foram recentemente, tem ‘Feito Pipa’, que tem uma outra linguagem, se passa numa outra região do Brasil. É uma outra paisagem que está sendo mostrada, é uma outra temática que está sendo falada, e é lindo”, destacou.

“Feito Pipa” é “um passinho além”

Premiado internacionalmente, “Feito Pipa” acompanha a história de uma criança (Yuri Gomes) que encontra na relação com a avó um espaço de afeto e liberdade, enquanto enfrenta conflitos familiares e questões relacionadas à própria identidade.

Lázaro Ramos destacou a sensibilidade com que o roteiro aborda temas complexos e a capacidade da obra de renovar a linguagem cinematográfica.

“Acho que dá um passinho além das outras experiências cinematográficas que a gente fez no Brasil para falar de todos esses temas: relação de pai e filho, de uma criança queer, do Alzheimer, da relação dessa avó com esse neto”, explicou.

“Tem uma poesia e tem uma beleza que eu acho que alimenta o coração do público e de nós que fazemos cinema, de pensar outras formas de falar assuntos que são importantes, que estão no nosso cotidiano, mas que o cinema precisa sempre se renovar”, acrescentou.

Para o ator, a produção consegue encontrar novas maneiras de abordar questões sociais e familiares sem perder a identidade do cinema nacional. “Eu acho que esse filme é uma renovação de linguagem, mas mantendo características que só o cinema brasileiro sabe fazer”, afirmou.

Ramos também não deixou de celebrar a força com que o filme teve de levar pessoas a quererem comparecer à sala de cinema.

“A maior premiação que esse filme merece mesmo é a presença das pessoas na sala de cinema para assistir a esse filme que está encantando o mundo, cheio de prêmios, aplaudido lá fora. Mas o aplauso mais valorizado por mim é o aplauso dos brasileiros na sala de cinema”, declarou.

“Feito Pipa” estreou na 50ª Mostra de Cinema de São Paulo na quarta-feira (21). O filme chega aos cinemas em 5 de novembro.

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Assista ao trailer de “Feito Pipa”

Oscar 2027: veja filmes que podem concorrer com o Brasil no prêmio

 

Novo James Bond? Calum Turner e Jack Lowden são cotados para papel

22 October 2026 at 20:22

O anúncio de um novo James Bond pode estar cada vez mais perto. Entrando na semana de testes finais para o papel, Callum Turner, 36, e Jack Lowden, 36, estariam cotados como os principais sucessores de Daniel Craig, 58. A informação é do portal Variety.

Ainda que, em setembro, Gary Oldman, ator conhecido pela franquia “Harry Potter” e a série “Slow Horses”, tenha afirmado que o novo superagente secreto 007 já tinha sido escolhido, fontes do portal norte-americano destacaram que a escalação do personagem ainda está em andamento.

Lowden começou a ser apontado para o papel depois que Oldman, seu colega de elenco em “Slow Horses”, sugeriu que ele estava na lista de finalistas. Posteriormente, a esposa do ator, Saoirse Ronan, comentou sobre os rumores, dizendo que “não é um assunto que esteja sendo discutido em nossa casa”.

Turner, por sua vez, se tornou um dos favoritos no começo deste ano. Depois que fãs começaram a enxergá-lo como Bond, muitos usuários sugeriram que o novo longa pudesse contar com uma música tema feita por sua esposa, a cantora Dua Lipa, 31.

Até o momento, a produção apenas confirmou que Denis Villeneuve foi escolhido para dirigir o novo filme financiado pela Amazon MGM, e a diretora de elenco Nina Gold segue à frente do processo de audições. Ainda que não haja uma previsão de quando o protagonista será anunciado, os insiders acreditam que a escolha deve ser confirmada ainda este ano.

Anteriormente, a Variety já tinha divulgado que tanto o estúdio como os produtores da sequência gostariam que o protagonista fosse interpretado por um ator britânico “por volta de seus 30 anos”, com nomes como Jacob Elordi (“Euphoria”), Tom Holland (“Homem-Aranha”) e Harris Dickinson (“Babygirl”) entre os favoritos.

Antes da nova disputa pelo cargo do agente secreto britânico começar, Daniel Craig virou referência ao interpretar James Bond por cerca de 15 anos. Seu último longa-metragem no papel, “007 – Sem Tempo para Morrer”, foi lançado em meados de 2021.

Até então, a previsão é que o 26º filme da franquia chegue aos cinemas em 2028. Mais informações, incluindo o elenco completo e as primeiras imagens e datas das gravações, devem ser divulgadas em algum momento ao longo do próximo ano.

*Com informações de Nicoly Bastos, da CNN Brasil. Sob supervisão de Gabriela Maraccini, da CNN Brasil

Daniel Craig diz que não podia fazer filme gay enquanto era James Bond

Jenna Ortega se inspirou nos sobrinhos para papel de androide em novo filme

22 October 2026 at 17:30

A atriz Jenna Ortega, 24, interpretará uma personagem diferente de todas de sua carreira. Em uma entrevista conjunta com o diretor do filme para a revista People, publicada nesta quinta-feira (22), revelou como buscou novas inspirações para criar os trejeitos da personagem.

Ela dará a vida à personagem Klara no filme “Klara e o Sol“, uma companheira artificial criada para ajudar pessoas solitárias. O longa foi dirigido pelo diretor Taika Waititi e chega aos cinemas dia 23 de outubro.

“Logo no início do processo, Taika comparou Klara a um bebê ou a uma criança pequena”, explica Ortega. “A desajeitada personagem foi inspirada nos meus sobrinhos e sobrinhas”, revelou a artista.

Segundo Jenna, isso serviu como ponto de partida para a construção da personagem, ajudando a incorporar alguns hábitos de seus sobrinhos, para transmitir a curiosidade e a inocência da personagem, que enxerga o mundo de uma maneira diferente.

“Eu queria fazer algo diferente porque essa personagem é muito diferente de tudo que eu já interpretei antes”, compartilhou a atriz.

Durante a entrevista, a atriz também compartilhou que não só os sobrinhos serviram como inspiração, mas os trejeitos de uma amiga serviram para trazer mais detalhes na construção da sua personagem. “Tenho uma amiga que anda com os dedinhos mindinhos levantados”, explica ela. “Eu a chamo de mãos de vidro… Eu sempre quis fazer algo parecido, então simplesmente inverti. Levantei os dedos indicadores.”

Ela ainda acrescentou um detalhe referente à personagem junto ao diretor Taika. “Você tinha mencionado algo sobre sensores no corpo da Klara, então eu meio que usei isso como uma referência geral a dedos extraterrestres ou algo assim, e a partir daí tudo se desenvolveu. Foi basicamente uma reunião de pessoas que eu conhecia”, revelou Jenna.

Por fim, o diretor também compartilhou como foi sua experiência em trabalhar com a atriz: “Foi uma oportunidade incrível trabalhar com alguém tão inteligente e talentosa, que realmente contribuiu muito para o papel”, diz ele. “As pessoas podem tentar fazer o que ela fez neste filme e exagerar, o que acaba saindo do controle e se tornando algo ridículo. Mas aqui, ela foi realista e manteve a emoção, e acho que é isso que faz você se apegar à personagem”, finalizou Taiki.

Saiba mais sobre o filme “Klara e o Sol”

Jenna Ortega e Natasha Lyonne
Jenna Ortega e Natasha Lyonne em ‘Klara and the Sun’. • Reprodução/Sony Pictures Entertainment

Baseado no romance de Kazuo Ishiguro, “Klara e o Sol” acompanha a história de Klara, que é uma “amiga artificial” movida a energia solar que aguarda ser escolhida por uma família. Quando ela é adotada por Josie, uma adolescente que enfrenta uma doença misteriosa, ela passa a observar de perto as complexas relações humanas e desenvolve uma forte ligação com a jovem.

Ao longo de toda a trama, Klara tenta compreender sentimentos humanos como amor, amizade e sacrifício, enquanto o sol possui um poder especial capaz de ajudar a Josie. A história mistura ficção científica e drama, o que faz com que se reflita sobre solidão, esperança e o que significa ser humano.

O filme tem o elenco composto por Jenna Ortega, Mia Tharia, Amy Adams, Natasha Lyonne, Steve Buscemi e Aran Murphy. O longa chega aos cinemas dia 23 de outubro.

*Sob supervisão de Nathalie Ayres, da CNN Brasil

“Wandinha”: o que esperar da segunda temporada? Jenna Ortega responde

 

Chris Pratt atualiza futuro do Star-Lord após último “Guardiões da Galáxia”

22 October 2026 at 14:34

O ator Chris Pratt, 47, deu novidades sobre o futuro de Peter Quill, conhecido como Senhor das Estrelas ou Star-Lord, no Universo Cinematográfico da Marvel (MCU).

Em entrevista ao podcast “The Bingeworthy”, durante a divulgação da segunda temporada de “The Terminal List”, o ator afirmou que já conversa com os executivos do estúdio sobre o retorno do personagem.

“Tenho um ótimo relacionamento com Kevin [Feige] e Lou [D’Esposito], e temos tido conversas constantes sobre como cumprir essa promessa, além de ações concretas para garantir que a cumpramos”, disse Pratt no programa.

O ator confirmou que o herói voltará a aparecer, mas não revelou quando isso acontecerá. “Então, sim, vocês verão o Senhor das Estrelas novamente, o que é muito emocionante. Mas não posso dizer quando isso vai acontecer, mas ele não vai a lugar nenhum”, afirmou.

O retorno do personagem é aguardado desde o final de “Guardiões da Galáxia Vol. 3”, lançado em 2023. Na cena que encerra o filme, Peter Quill retorna à Terra e reencontra o avô. Depois, uma mensagem na tela anuncia: “O lendário Senhor das Estrelas retornará”.

Apesar da promessa, a Marvel ainda não anunciou oficialmente em qual produção o herói voltará. Há especulações de que ele possa aparecer em “Vingadores: Guerras Secretas”, previsto para dezembro de 2027, mas a participação de Pratt não foi confirmada.

Chris Pratt interpretou Peter Quill em diferentes produções do estúdio, incluindo os três filmes de “Guardiões da Galáxia”, “Vingadores: Guerra Infinita”, “Vingadores: Ultimato” e “Thor: Amor e Trovão”.

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