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Thialu Guiotti é o novo presidente da Câmara

10 October 2026 at 19:42

Eleição da Mesa Diretora para biênio 2027/2028 foi realizada neste sábado (10), com chapa única e votação unânime

O vereador Thialu Guiotti (Avante) foi eleito, neste sábado (10), o novo presidente da Câmara de Goiânia. A eleição da Mesa Diretora para o biênio 2027/2028 teve chapa única e votação unânime.

Além de Guiotti, foram eleitos: Anselmo Pereira (MDB) como 1° vice-presidente; Juarez Lopes (PDT) como 2° vice-presidente; Dr. Gustavo (Agir) como 3° vice-presidente; Sanches da Federal (PP) como 4° vice-presidente; Léo José (Solidariedade) como 1° secretário; Heyler Leão (PP) como 2° secretário; Pedro Azulão Jr. (MDB) como 3° secretário; Lucas Vergílio (MDB) como 4° secretário; Léia Klebia (Podemos) como 5ª secretária; Tião Peixoto (PSDB) como 1° vice-presidente corregedor; e Aava Santiago (PSB) como 2ª vice-presidente corregedora.

O vereador Sargento Novandir (Democrata) foi eleito presidente do Conselho de Ética. A vereadora Aava Santiago (PSB) ficará à frente da Ouvidoria Especial da Mulher, enquanto o vereador Fabrício Rosa (PT) ocupará a Ouvidoria Especial de Combate a Crimes Raciais. Também foram definidos os integrantes das 22 Comissões Permanentes da Casa (confira ao final do texto).

Conduzida pelos atuais 1º vice-presidente, Anselmo Pereira, e 1º secretário, Henrique Alves (MDB), a sessão teve votação aberta e nominal para cada cargo da Mesa Diretora, conforme determina o Regimento Interno da Casa.

Após a votação, o presidente eleito, que está em seu segundo mandato, relembrou, em discurso na Tribuna, que chegou à Câmara como estagiário. Guiotti também ressaltou o trabalho do atual presidente, Romário Policarpo (Cidadania), durante os oito anos em que esteve à frente do Legislativo. “Se tem um vereador que mudou a história da Câmara Municipal de Goiânia, que fez ressoar a Câmara para todo o Brasil, esse homem se chama Romário Policarpo”, afirmou.

Guiotti também agradeceu ao prefeito Sandro Mabel (União Brasil) pelo apoio recebido na disputa e ao vereador Ronilson Reis (Solidariedade), que abriu mão da candidatura em favor da chapa consensual. “A eleição acabou. Ficam aqui o meu agradecimento e o meu respeito. Aqui não existe mais adversário. Todos nós trabalharemos em prol da cidade de Goiânia”, declarou.

A nova Mesa Diretora assume o comando da Câmara em janeiro de 2027.

Confira os presidentes eleitos para as Comissões Permanentes:

Comissão de Constituição, Justiça e Redação: Willian Veloso (PL)

Comissão de Finanças, Orçamento e Economia: Welton Lemos (Novo)

Comissão de Obras e Patrimônio: Heyler Leão (PP)

Comissão de Educação, Ciência e Tecnologia: Professor Edward (PT)

Comissão de Saúde e Assistência Social: Doutora Rose Cruvinel (União Brasil)

Comissão de Lazer, Esporte e Turismo: Sanches da Federal (PP)

Comissão do Trabalho e Servidores Públicos: Kátia Maria (PT)

Comissão de Direitos da Criança e do Adolescente: Isaías Ribeiro (Republicanos)

Comissão de Direitos Humanos e Cidadania: Bruno Diniz (MDB)

Comissão de Habitação, Urbanismo e Ordenamento Urbano: Léo José (Solidariedade)

Comissão de Legislação Participativa: Markim Goyá (PRD)

Comissão de Direitos do Consumidor: Cabo Senna (Mobiliza)

Comissão de Empreendedorismo, Desenvolvimento Econômico e Social: Oséias Varão (PL)

Comissão de Meio Ambiente: Fabrício Rosa (PT)

Comissão de Direitos dos Idosos: Dr. Gustavo (Agir)

Comissão de Segurança Pública e Patrimonial: Sargento Novandir (Democrata)

Comissão da Pessoa com Deficiência: Willian Veloso (PL)

Comissão Mista: Henrique Alves (MDB)

Comissão de Fiscalização do Transporte Público Coletivo: Geverson Abel (Republicanos)

Comissão de Proteção, Direitos e Defesa dos Animais: Romário Policarpo (Cidadania)

Comissão de Defesa dos Direitos da Mulher: Léia Klebia (Podemos)

Comissão de Cultura: Coronel Urzêda (PL)

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Bárbara Branco ainda se pergunta "Estarei à altura?"

10 October 2026 at 19:27
Estreou-se aos 13 anos, fez telenovelas e aos concerto teatrais e é agora a narradora de “Os Escândalos de uma Revolucionária”, o Podcast Plus do Observador. Esta é a história de Bárbara Branco.

© DIOGO VENTURA/OBSERVADOR

Podia ter sido Annie Silva Pais numa série, mas Bárbara Branco acabou a narrar a história dela em podcast

Tre miliardi di visualizzazioni e zero portaerei: il capolavoro cinese che umilia Hollywood

 

di Francesco Santoianni

 

Per decenni l'America ha venduto sé stessa con i cowboy, i marines e Top Gun. La Cina, nel 2026, ci prova con il video di una marcia in un’autentica festa popolare e il rifacimento di una canzone scritta nel 1991. Dopo tre miliardi di visualizzazioni in due mesi, la domanda è legittima: chi ha capito meglio come si conquista il pubblico? Certo, questo è anche soft power prodotto dal governo cinese (qui sotto una documentazione a riguardo), ma resta però il dato di fondo. Un Paese che ha scelto di farsi conoscere con una marcia di festa, un ponte sotto la pioggia e la gente che balla ha capito una cosa che a Washington sembrano aver dimenticato: si convince di più con un invito a ballare che con una portaerei.

P.S. Qui di seguito una saccente documentazione sul video (ovviamente, suggeritami da A.I.):

La festa: i pali, la spirale e la spada

Il Munao Zongge (????) è la festa più importante dei Jingpo, una piccola minoranza che vive nella prefettura di Dehong, nello Yunnan, al confine con il Myanmar. Il nome significa più o meno "riunirsi per cantare e danzare". Si celebra ogni anno il quindicesimo giorno del primo mese lunare, e dal 2006 è nella prima lista nazionale cinese del patrimonio culturale immateriale, come ricorda Xinhua.

Il cuore della festa è una danza collettiva intorno a pali cerimoniali alti fino a una ventina di metri, dipinti a spirali colorate. Migliaia di persone seguono per ore i capi danza in un percorso di anse e spirali. Gli uomini ballano con la spada tradizionale in mano: è da qui che viene la "danza della spada" diventata virale.

Un particolare spesso dimenticato: i Jingpo cinesi sono lo stesso popolo che in Myanmar si chiama Kachin, o Jinghpaw, e che in India e in Thailandia celebra la stessa festa con il nome di Manau.

Tre miliardi di ascolti, zero carri armati

La melodia viene dalla "Marcia del Munao Zongge", composta nel 1991 dal musicista jingpo Shi Legan e suonata ogni anno durante la festa. Nel 2026 l'ha riarrangiata Zhen Zhen, musicista pechinese nato negli anni Ottanta, che pubblica con lo pseudonimo "Banxia Shuiyu" e vive a Dali. Secondo China News Service, già a maggio la canzone aveva superato i 3 miliardi di ascolti. Zhen Zhen ha raccontato di averla composta prima ancora di aver visto Dehong, e di aver evitato di proposito l'effetto "tormentone demenziale".

Poi è arrivata la danza. A maggio Yuan Zhiping, primo ballerino del Teatro di canto e danza della provincia dello Yunnan, ha pubblicato con alcuni colleghi una breve coreografia con le spade. A fine luglio l'ha rigirata sul ponte galleggiante Danxia, sul lago Dianchi a Kunming: abiti occidentali, borsa tradizionale jingpo a tracolla, spade di scena. Il video è finito tra gli argomenti più seguiti dei social cinesi, come ha raccontato Xinhua il 29 luglio. Da lì in poi, imitazioni, rifacimenti e versioni amatoriali in tutto il Paese, e i reel che oggi arrivano anche sui nostri telefoni.

Spontaneo o regia? Tutti e due

Chi immagina un funzionario del Partito che ordina "fate ballare il mondo" resta deluso. Le fonti cinesi stesse descrivono una staffetta in tre tempi, ricostruita dal quotidiano Yangtse Evening Post il 29 luglio. Nel 1991 il compositore jingpo Shi Legan scrive la marcia. A febbraio 2026 Zhen Zhen, ottenuti i diritti, la rielabora con l'intelligenza artificiale, aggiunge elettronica e la fa cantare a una voce sintetica. A luglio il Teatro di canto e danza dello Yunnan, ente pubblico, ne fa una coreografia con le spade per la cerimonia di chiusura del primo campionato calcistico provinciale. A quel punto il conto aveva superato i 4 miliardi di riproduzioni e la canzone era arrivata fino in Africa.

Lo Stato, dunque, non ha inventato il fenomeno. Lo ha riconosciuto e cavalcato. Xinhua e China News Service lo hanno raccontato a più riprese. Il ballerino che lo ha reso iconico è un artista di un teatro statale. E le feste etniche dello Yunnan sono esplicitamente incluse nella strategia turistica nazionale: un servizio Xinhua di aprile 2026 le collega alle misure del Consiglio di Stato del 2025 e al rapporto di lavoro del governo 2026 sul turismo culturale.

È questa la parte "intelligente": un soft power che non produce il contenuto, ma sa riconoscere ciò che funziona dal basso e dargli megafono, palcoscenico e cornice.

Come funziona il soft power cinese

Il concetto di "soft power" lo ha coniato negli anni Novanta l'americano Joseph Nye: la capacità di ottenere ciò che si vuole attraendo, invece che costringendo. Pechino lo ha adottato ufficialmente nel 2007, quando Hu Jintao lo inserì nel rapporto al XVII Congresso del Partito. Con Xi Jinping, dal 2013, la parola d'ordine è diventata "raccontare bene la storia della Cina". Gli strumenti principali:

Strumento

Come funziona

Esempio

Media internazionali

Testate statali in decine di lingue

Xinhua, CGTN, China Radio International, riunite dal 2018 nel China Media Group

Lingua e cultura

Corsi di cinese e attività culturali nelle università straniere

Istituti Confucio, dal 2004; dal 2020 affidati a una fondazione dopo le polemiche in Occidente

Turismo e visti

Ingresso senza visto per soggiorni brevi

Italiani senza visto per 30 giorni dal 1° dicembre 2023, regime prorogato fino al 31 dicembre 2026

Economia e infrastrutture

Investimenti e prestiti all'estero

Nuova Via della Seta, citata da Brand Finance tra i motori dell'immagine cinese

Piattaforme e intrattenimento

App, cinema, videogiochi, cultura pop

TikTok/Douyin, il film d'animazione Ne Zha 2, il videogioco Black Myth: Wukong

Patrimonio e feste

Valorizzazione di tradizioni locali e minoranze

Il Munao Zongge, la festa dell'acqua dei Dai, la festa delle torce degli Yi

I risultati si misurano. Nel Global Soft Power Index 2026 di Brand Finance, costruito su oltre 150.000 interviste in più di 100 Paesi e presentato a Davos il 20 gennaio, la Cina è seconda dietro agli Stati Uniti. È l'unico Paese dei primi dieci il cui punteggio sia salito, mentre gli Usa hanno registrato il calo più forte fra tutti i 193 Paesi.

Curiosità

  • La voce non è umana. La versione virale è stata rielaborata con l'intelligenza artificiale e cantata da una voce sintetica, secondo lo Yangtse Evening Post. La tradizione millenaria arriva al mondo con un'ugola digitale.
  • Un titolo in due lingue. "Munao" viene dalla lingua jingpo, "Zongge" dalla lingua zaiwa, parlata da un altro ramo dello stesso popolo. Insieme significano "ballare tutti insieme".
  • Un ritornello facile apposta. Il passo base è semplice e ripetitivo, e i versi senza significato ("o ran o ran") si imparano al primo ascolto. Per questo ballano anche i turisti, e le signore delle danze di piazza.
  • Minoranza remixata da minoranza. Zhen Zhen, secondo China News Service, appartiene alla minoranza hui, musulmana. Non era mai stato a Dehong quando ha composto la versione di successo.
  • Una leggenda celeste. Secondo la tradizione la danza viene dal palazzo del Sole e l'hanno portata sulla terra gli uccelli. I capi danza portano copricapi di piume di bucero, l'uccello sacro dei Jingpo, come racconta China News Service.
  • La stessa festa, oltre confine, in guerra. In Myanmar i Kachin celebrano il Manau a Myitkyina. Nel 2015 un comitato culturale kachin lo boicottò: molti kachin non volevano festeggiare in piena guerra tra l'esercito birmano e i ribelli kachin. In Cina la stessa danza è vetrina di "unità tra le etnie"; a pochi chilometri, è un terreno conteso.

 

Wagner Moura e artistas do Oscar alertam sobre eleições

Em uma carta conjunta divulgada neste sábado (10) pela revista Variety, 58 membros brasileiros da Academia de Artes e Ciências Cinematográficas, responsável pelo Oscar, entre eles o ator Wagner Moura, os cineastas Kleber Mendonça Filho, Fernando Meirelles e o produtor Rodrigo Teixeira, se dizem preocupados com os possíveis desdobramentos do segundo turno das eleições presidenciais no Brasil.

O texto cita propostas de Flávio Bolsonaro (PL) de reescrever a Constituição, o desmonte da cultura sob o governo de seu pai, Jair Bolsonaro, que foi condenado por tentativa de golpe de Estado. Aborda ainda o caso, revelado pela Folha, da criptomoeda B22, que oferecia tokens a quem divulgasse conteúdos que incentivassem o voto em Flávio e dizia destinar parte dos recursos a crianças de Uganda.

Artistas temem retrocessos na cultura

“Sob a administração anterior, a indústria audiovisual brasileira sofreu com o fechamento do Ministério da Cultura, a suspensão do Fundo do Setor Audiovisual, o enfraquecimento das instituições culturais e as acusações de censura. Tememos um retorno a esse cenário”, diz o texto. “Proteger a liberdade de expressão e garantir a sustentabilidade a longo prazo da indústria audiovisual brasileira são inseparáveis da defesa da democracia.”

Menciona ainda os planos do governo de Donald Trump de enviar US$ 1 milhão para financiar grupos contrários ao STF, noticiados pelo The Guardian, sob a acusação de que a corte extrapola as atribuições judiciais e impõe censura no Brasil.

Carta pede atenção internacional às eleições

A carta, assinada também por nomes como Alice Braga, Anna Muylaert, Daniel Filho, Lais Bodanzky, Lucy Barreto, Sônia Braga e outros, pede maior atenção internacional ao pleito no país.

“Consideramos os acontecimentos no Brasil como parte de um padrão mais amplo de suposta interferência eleitoral em toda a América Latina. A defesa da democracia brasileira deve, portanto, depender não apenas do povo brasileiro, por meio de eleições livres, justas e transparentes, mas também da vigilância e do engajamento da comunidade internacional.”

Veja a lista completa dos signatários

  • Adrian Teijido
  • Alê Abreu
  • Alice Braga
  • Andrea Barata Ribeiro
  • Anita Rocha da Silveira
  • Anna Muylaert
  • Anna Van Steen
  • Bernardo Uzeda
  • Carlos Segundo
  • Carolina Markowicz
  • Claudia Kopke
  • Daniel Filho
  • Daniel Rezende
  • Daniela Thomas
  • Eduardo Serrano
  • Eliza Capai
  • Emilie Lesclaux
  • Emilio Domingos
  • Fernando Meirelles
  • Flávia Amon
  • Flávia de Souza
  • Gabriel Domingues
  • Gabriel Mascaro
  • Helena Solberg
  • Heloisa Passos
  • Ilda Santiago
  • Jefferson De
  • Jorge Bodanzky
  • José Joffily
  • Juliana Rojas
  • Karen Akerman
  • Karen Harley
  • Karim Ainouz
  • Kleber Mendonça Filho
  • Lais Bodanzky
  • Lucy Barreto
  • Maeve Jinkings
  • Marcelo Caetano
  • Maria Augusta Ramos
  • Mariana Oliva
  • Matheus Farias
  • Miriam Biderman
  • Otto Guerra
  • Paula Barreto
  • Pedro Kos
  • Petra Costa
  • Plínio Profeta
  • Renata Almeida Magalhães
  • Rodrigo Teixeira
  • Sara Silveira
  • Sônia Braga
  • Tatiana Leite
  • Thales Junqueira
  • Vânia Catani
  • Vera Hamburger
  • Wagner Moura
  • Waldir Xavier
  • Wilssa Esser

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Gari aprovado na OAB em Goiás dedica vitória à mãe e quer servir à sociedade

10 October 2026 at 18:09

O gari Antônio José Júnior de Oliveira conquistou aprovação no exame da Ordem dos Advogados do Brasil (OAB). A história dele emociona pessoas em Goiás e ganhou repercussão nesta sexta-feira (09/10). Segundo o novo advogado, a mãe Ivani Vavier de Souza inspirou a continuidade dos estudos e a busca por uma vida melhor.

Antônio trabalhou na Companhia de Urbanização de Goiânia (Comurg) por 18 anos. Foram 13 anos na coleta orgânica, três na coleta seletiva e um ano e meio na varrição. Com apoio da companhia, ele conciliou a faculdade de Direito com o trabalho nas ruas.

Ele cursou a graduação com bolsa de estudos no Centro Universo Goiânia. As aulas ocorriam das 8h às 12h; o estágio, à tarde, por três horas em audiências; e o trabalho, das 16h às 22h. Antônio abdicava dos sábados, domingos e feriados para estudar.

O Centro Universo Goiânia informou que Antônio se formou em quatro anos e meio e foi juramentista do curso. Formado em julho, ele abriu o próprio escritório em agosto e atua na área trabalhista.

“O Direito do Trabalho traz justiça e pacifica a sociedade. Meu propósito: servir à sociedade, trazer paz e ajudar as pessoas a resolver seus problemas”, declarou Antônio.

Antônio concilia as atividades como advogado e o trabalho na Comurg. Ele assumiu a função de supervisor de abastecimento de combustível após concurso interno de meritocracia e trabalha no escritório na parte da tarde.

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Ukraine shares its fortification know-how with Estonia’s new defense minister, weeks after 70-million-euro shells scandal felled his predecessor

10 October 2026 at 17:43

Ukrainian Defense Minister Yevhenii Khmara, during a meeting with Estonian Defense Minister Martin Herem in Kyiv, on 10 October 2026. Source: Ukraine's Defense Ministry.

Ukraine is offering Estonia something no ally can buy off the shelf: how to fortify against Russia, learned under fire. Ukraine’s Defense Ministry announced, following a meeting between Defense Minister Yevhenii Khmara and his Estonian counterpart, Martin Herem, that Kyiv and Tallinn plan to develop joint defense projects, share data, and establish joint ventures.

Both sides agreed to strengthen their defense cooperation in a declaration signed in June, according to the President’s Office. The partnership is gaining momentum as German intelligence warns that Russia may be preparing military action against the Baltic states, Welt reported.

At the talks, the two sides went over the battlefield situation, Ukraine’s priority needs, and practical steps to deepen the partnership, the ministry said.

Ukraine’s war experience, packed for export

Ukraine’s experience of modern war was a central theme of the meeting, and it can already help Estonia strengthen its own defense against new threats, the ministry reports. During the visit, the Ukrainian delegation walked the Estonian representatives through its work on modern fortifications, including underground shelters.

“Ukraine is scaling up fortification solutions based on real war experience. We already know how to build defenses and adapt them to new threats. I am sure this expertise will be useful to Estonia,” Khmara said.

A debt of thanks to a steady backer

Khmara thanked Estonia for its consistent help, singling out its decision to give 0.25% of GDP each year to support Ukraine. He also noted Estonia’s leading role in the IT coalition, a group of states that helps build Ukraine’s military communications and cyber capabilities, as well as its active work with other partners.

The meeting was one of Herem’s first with Kyiv as defense minister. A former commander of Estonia’s armed forces, he took the post on 16 September after Hanno Pevkur resigned over a 70-million-euro procurement scandal involving artillery shells meant for Ukraine, Euronews reported.

The minister confirmed Ukraine is ready to deepen practical defense cooperation with Estonia and to work on joint solutions that strengthen the security of both countries.

IL vai insistir no aprofundamento da autonomia da Madeira

10 October 2026 at 17:38
Através da lei das finanças regionais e da Constituição, a IL quer reforçar a autonomia da Madeira, garantiu Mariana Leitão, no arquipélago.

© LUSA

Vizinhos convidam Luís Trigacheiro para novo single que homenageia o ‘vagar’ alentejano – TVI

10 October 2026 at 16:27

Os Vizinhos, banda que nasceu no final de 2024 com raízes em Évora, só precisaram de pouco mais de um ano para conquistar o país, cujo sucesso é tanto que o grupo de amigos alentejanos está prestes a estrear-se nos coliseus de Lisboa a 21 de novembro e Porto a 28 de novembro, como revela a reportagem da TVI.

Antes da estreia nas emblemáticas salas lusas no final de novembro, os Vizinhos ainda tiveram tempo de lançar um novo single, no qual cantam ao lado de um conterrâneo, Luís Trigacheiro, de Beja, em que a banda e convidado homenageiam o tão caricaturado ‘vagar’ do Alentejo que acaba por ser uma imagem de marca da região.

Constituem a banda David Mendonça (vocalista e acordeonista), Francisco Cartaxo (bandolim e voz), Tomás Cartaxo (guitarra e voz) e Miguel Brites (baixo e voz).

Os Vizinhos nasceram de uma amizade consolidada no Grupo Académico Seistetos da Universidade de Évora, pelo que a formação oficial data do final de 2024, tendo o projeto a público sido lançado no início de 2025, o qual tornou-se um fenómeno viral com o single de estreia ‘Pôr do Sol’, lançado em março de 2025, o qual continua a acumular milhões de visualizações e audições nas plataformas digitais.

F1: Verstappen arranca pole-position em Marina Bay para o GP de Singapura. Bortoleto 15.º

10 October 2026 at 15:45

O piloto holandês Max Verstappen repetiu o sucesso da anterior classificação destinada à Sprint e alcançou a segunda pole-position neste fim de semana no circuito Marina Bay com 1:31,373s – a sua 50ª pole na carreira de piloto de F1 – e vantagem para amanhã largar na frente do pelotão para o GP de Singapura. O monegasco Charles Leclerc alcançou o segundo crono (+0,054s) e Lewis Hamilton (+0,123s) o terceiro crono, com Antonelli e Norris a fecharem o top-5.

Recordamos que George Russel está penalizado, por troca de motor, e apesar de ter realizado o sexto tempo, vai partir do final da grelha.

As três sessões da Classificação para obtenção da pole-position e composição da grelha de partida para o GP de Singapura, foram hoje realizadas – Q1, Q2 e Q3, respetivamente com 18, 15 e 12 minutos de duração – já em piso completamente seco e em ambiente noturno, depois da vitória de Max Verstappen na Sprint.

Eis como decorreram as sessões de Classificação:

Q1 – 18 minutos

O melhor tempo nesta sessão foi realizado por Hamilton, com 1:32,429s, enquanto Leclerc averbou o segundo crono (+0,345s) e Norris descia para o terceiro crono (+0,346s). Nas quarta e quinta posições, incluíram-se Lawson e Piastri.
Pela Audi, Hülkenberg realizou o 6.º tempo e Bortoleto reteve-se na 16ª posição, no limite do apuramento.
Ficaram impedidos de prosseguir para a sessão seguinte: Alonso, Albon, Stroll, Perez, Bottas e Hadjar.

Q2 – 15 minutos

Hamilton voltou a ser o mais rápido nesta segunda sessão, batento o seu próprio tempo (-0,237) 1:31,529s que fez na primeira tentativa, superando Verstappen (+0,110s) e Norris (+0,366s), respetivamente os segundo e terceiro mais velozes. Leclerc e Antonelli completaram o top-five.

Ambos pilotos da Audi, Hülkenberg e Bortoleto ficaram eliminados do Q3, assim como Bearman, Ocon, Sainz e Colapinto.

Q3 – 12 minutos

Max Verstappen repetiu o sucesso da anterior Classificação para a Sprint e alcançou a pole-position neste fim de semana no circuito Marina Bay com 1:31,373s. O monegasco Charles Leclerc alcançou o segundo crono (+0,054s) e Lewis Hamilton (+0,123s) o terceiro crono.

A composição da Grelha de partida para o GP de Singapura, ficou assim:

1) Max Verstappen (Red Bull Racing), 1:31.373
2) Charles Leclerc (Ferrari), 1:31.427
3) Lewis Hamilton (Ferrari), 1:31.496
4) Kimi Antonelli (Mercedes), 1:31.562
5) Lando Norris (McLaren), 1:31.712
6) Oscar Piastri (McLaren), 1:31.860
7) Pierre Gasly (Alpine), 1:32.225
8) Liam Lawson (Racing Bulls), 1:32.369
9) Arvid Lindblad (Racing Bulls), 1:32.781
10) Nico Hulkenberg (Audi), 1:32.784
11) Oliver Bearman (Haas F1 Team), 1:32.908
12) Esteban Ocon (Haas F1 Team), 1:33.323
13) Carlos Sainz (Williams), 1:33.526
14) Gabriel Bortoleto (Audi), 1:33.658
15) Franco Colapinto (Alpine), 1:33.787
16) Fernando Alonso (Aston Martin), 1:34.223
17) Alexander Albon (Williams), 1:34.289
18) Lance Stroll (Aston Martin), 1:34.946
19) Sergio Perez (Cadillac), 1:35.123
20) Valtteri Bottas (Cadillac), 1:35.984
21) Isack Hadjar (Red Bull Racing), s/tempo
22) George Russell (Mercedes), 1:31.747*
*punido por troca de motor

Colaboração: F1Mania

D. Vitorino Soares inicia Semana das Missões este domingo em São Brás de Alportel

10 October 2026 at 15:04

Bispo do Algarve vai estar com as comunidades paroquiais da Diocese a partir de 11 de outubro

O Bispo do Algarve, D. Vitorino José Pereira Soares, que iniciou o seu ministério no Algarve no passado dia 19 de setembro, começa este domingo, 11 de outubro, a iniciativa “FAROL – Fé que aproxima, Igreja que encontra”, cujo objetivo é estar presente e próximo das comunidades paroquiais da Diocese.

A iniciativa começa na Paróquia de São Brás de Alportel e coincide com o início da Semana das Missões, que este ano celebra o seu primeiro centenário.

Três semanas depois de iniciar o seu ministério na região algarvia, o Bispo quer criar momentos de encontro, escuta e diálogo e conhecer a realidade concreta de cada paróquia.

D. Vitorino Soares

D. Vitorino Soares quer também valorizar a diversidade das comunidades, o trabalho dos párocos e o empenho dos leigos na vida e na missão da Igreja. A iniciativa tem natureza pastoral e relacional e não pretende ser uma visita pastoral canónica.

FAROL = Um nome inspirado no mar e na luz

O nome FAROL vem da forte ligação histórica e simbólica do Algarve ao mar e à luz que orienta os caminhos. Na vida da Igreja, o farol lembra a luz da fé e a esperança cristã: uma presença que «orienta sem se impor» e «ilumina sem substituir o caminho de cada um». As letras do nome podem também ler-se como um acrônimo: Fé, Acolhimento, Relação, Oração e Ligação.

Objetivos

A iniciativa quer promover o encontro pessoal do Bispo com as comunidades e conhecer mais de perto a realidade humana, espiritual e pastoral de cada paróquia.

D. Vitorino Soares quer ainda escutar os párocos, valorizar o serviço de sacerdotes, diáconos, consagrados e leigos e favorecer uma cultura de proximidade, corresponsabilidade e participação na missão evangelizadora.

D. Vitorino Soares

Na nota pastoral que se publica a seguir, em que apresenta a iniciativa, D. Vitorino Soares sublinha que “O FAROL pretende ser mais do que uma ronda de visitas: deseja constituir-se como sinal de proximidade, escuta e comunhão entre o Bispo e as comunidades que formam esta querida Diocese do Algarve.”

Calendário dos primeiros encontros

11 de outubro – São Brás de Alportel

  • 10h30 – Eucaristia na Igreja Matriz de São Brás de Alportel
  • 12h00 – Eucaristia na Capela do Alportel

18 de outubro (domingo) – Castro Marim, Monte Gordo e Vila Real de Santo António (centésimo Dia Mundial das Missões)

  • 10h30 – Missa em Monte Gordo
  • 12h00 – Missa em Castro Marim
  • 17h30 – Missa em Vila Real de Santo António

25 de outubro – Tavira

  • 9h00 – Missa na Conceição de Tavira
  • 11h00 – Encontro com a comunidade de língua inglesa
  • 11h30 – Missa na Igreja de Santiago

A Diocese do Algarve convida todas as comunidades a acolher o seu novo Pastor e a participar nestes momentos de fé, encontro e comunhão.

PJ detém no Algarve homem procurado na Alemanha

10 October 2026 at 13:05

A Polícia Judiciária (PJ), informa em comunicado que, através da Unidade de Informação Criminal, localizou e deteve no Algarve sem especiaficar a localidade, no cumprimento de um mandado de detenção europeu, emitido pelas autoridades judiciárias da Alemanha, um cidadão estrangeiro, do sexo masculino, com 57 anos, suspeito da prática do crime de tráfico de estupefacientes.

Durante o ano de 2022, no decurso de uma investigação, diz a PJ que foi apurado que o homem dedicava-se ao tráfico de haxixe, no município de Bitz, na Alemanha.

Numa busca domiciliária, foi encontrado na sua posse, uma elevada quantidade de comprimidos de oxicodona e buprenorfina.

Por estes factos, poderá vir a ser condenado na pena de 15 anos de prisão. A PJ finaliza a sua missiva adiantando que o homem irá ser presente ao Tribunal da Relação de Évora, para aplicação de uma medida de coação.

O dia em que subir um lanço de escadas deixou de ser normal

10 October 2026 at 11:01

Tudo começou com um cansaço aparentemente banal. Uma pessoa ativa, profissionalmente realizada, habituada a uma vida normal, começa a sentir que algo mudou. As escadas parecem mais longas. O percurso habitual até ao trabalho torna-se mais exigente. Ao final do dia, a energia desaparece mais depressa do que seria expectável. Primeiro atribui-se a culpa ao stress. Depois à idade. Mais tarde, à falta de descanso. Mas o cansaço não passa.

Meses depois surgem outros sinais. Perda de peso sem explicação. Suores noturnos. Uma sensação constante de fraqueza. Finalmente, chega o diagnóstico: Mielofibrose. Para a maioria dos portugueses, o nome diz pouco ou nada. No entanto, para quem recebe este diagnóstico, representa uma mudança profunda na sua vida.

Embora seja uma doença pouco conhecida, a Mielofibrose tem um impacto significativo na vida de quem com ela convive. Por isso, vale a pena falar sobre esta doença, que permanece praticamente invisível para a sociedade até ao momento em que entra, sem aviso, na vida de alguém.

A Mielofibrose é um cancro raro do sangue que afeta a medula óssea. À medida que a doença evolui, a produção normal de células sanguíneas torna-se menos eficaz, levando frequentemente ao aparecimento de anemia, aumento do baço e sintomas constitucionais como febre, perda de peso, fadiga e suores noturnos.

Apesar dos avanços científicos das últimas décadas, continua a existir uma realidade difícil de ignorar: muitas pessoas vivem durante bastante tempo com sintomas que são subvalorizados, quer pelos próprios doentes, quer por quem os rodeia. Talvez porque todos nós nos habituámos a normalizar o cansaço.

Vivemos numa sociedade onde estar cansado é quase um estado permanente. Trabalhamos mais. Dormimos menos. Acumulamos responsabilidades. Por isso, quando alguém se queixa de fadiga persistente, raramente imagina que possa estar perante uma doença hematológica grave.

Contudo, para muitos doentes com Mielofibrose, a anemia torna-se uma das manifestações mais incapacitantes da doença. Os números ajudam a perceber a dimensão do problema: cerca de 38% dos doentes apresentam anemia no momento do diagnóstico, percentagem que ultrapassa os 50% durante a evolução da doença. Mas os números contam apenas parte da história.

A verdadeira dimensão da anemia mede-se de outra forma. Mede-se no avô que deixou de brincar com os netos porque já não tem energia. Na pessoa que abandona a atividade física que sempre praticou. No profissional que passa a ter dificuldade em cumprir um dia de trabalho. Na família que reorganiza a sua rotina em função de consultas, exames ou transfusões. Mede-se, sobretudo, na perda gradual de autonomia. É por isso que, quando falamos de Mielofibrose, não estamos apenas a discutir resultados laboratoriais. Estamos a falar de qualidade de vida.

Sabemos hoje que a anemia associada à Mielofibrose não é apenas um sintoma incómodo. Está associada a um pior prognóstico da doença e constitui um dos fatores considerados na avaliação do risco destes doentes. Além disso, pode aumentar a necessidade de cuidados médicos e condicionar profundamente o bem-estar físico, emocional e social.

Recentemente, um grupo de hematologistas portugueses, do qual faço parte, reuniu a evidência científica disponível e a experiência da prática clínica nacional para desenvolver recomendações destinadas a melhorar a abordagem das alterações sanguíneas que afetam os doentes com Mielofibrose. O objetivo é simples: contribuir para cuidados mais uniformes, mais eficazes e mais centrados nas necessidades reais das pessoas que vivem com esta doença. Mas os profissionais de saúde não conseguem mudar esta realidade sozinhos. A consciencialização da sociedade continua a ser uma peça fundamental.

Nenhuma campanha de sensibilização eliminará uma doença rara. Mas pode ajudar a reduzir o desconhecimento que frequentemente a acompanha. Pode fazer com que mais pessoas valorizem sintomas persistentes. Pode levar alguém a procurar ajuda mais cedo. Pode diminuir o isolamento que muitas vezes acompanha os doentes com patologias pouco conhecidas.

Por isso, deixo um convite simples. Valorizemos os sinais que o nosso corpo nos dá. Nem todo o cansaço esconde uma doença grave. Felizmente, a esmagadora maioria das vezes não esconde. Mas quando o cansaço é persistente, inexplicável e acompanhado por sinais como perda de peso involuntária, anemia, febre, suores noturnos ou aumento abdominal, merece ser investigado. Porque, por vezes, a diferença entre ignorar um sintoma e procurar uma explicação pode mudar o rumo de uma vida. Porque nenhuma doença rara deveria permanecer invisível apenas porque afeta poucos doentes. A cada uma dessas pessoas, a sua doença não parece rara. Parece apenas a coisa mais importante do mundo.

* Hematologista – ULS de Santa Maria, Coautora da publicação ‘Gestão prática das citopenias no doente com mielofibrose adaptada à realidade em Portugal’

Porque é que tanta gente lê "Os Diários de Emma M. Lion"?

10 October 2026 at 16:50
A coleção terá 25 livros, que cobrem quatro anos da vida de personagens excêntricas, cativantes e sarcásticas. É um fenómeno no TikTok e chega agora a Portugal. Falámos com a autora, Beth Brower.

Beth Brower estava doente quando criou esta coleção, foi isso que a manteve motivada

Município reforça meios de prevenção de incêndios rurais

10 October 2026 at 16:35

VTM

O município de Vila Flor adquiriu um novo trator de esteira (buldozer), que vai reforçar a capacidade de intervenção no território, sobretudo ao nível da prevenção e proteção contra incêndios rurais.

Segundo o município, esta nova viatura pesada está integrada na frota municipal ao abrigo do financiamento comunitário da operação NORTE 2030-FEDER-02614500: Proteção Civil e Gestão Integrada de Riscos no concelho de Vila Flor.

A nova viatura pesada destina-se “a trabalhos de gestão de combustível, melhoria de acessos e redução do risco de incêndio, contribuindo para reforçar a capacidade de resposta do concelho na proteção da floresta, das aldeias e das populações”.

A autarquia sublinha ainda que a prevenção de incêndios rurais exige “um trabalho contínuo ao longo de todo o ano, não se limitando aos meses de verão”. O planeamento e a intervenção antecipada são considerados fundamentais para reduzir os riscos e aumentar a segurança do território.

Com a aquisição deste equipamento, o município de Vila Flor pretende reforçar os meios disponíveis para a gestão integrada de riscos e para a proteção civil, apostando numa estratégia de prevenção que permita intervir antes da ocorrência de incêndios.

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Racismo afeta saúde mental de pessoas negras, alerta psicólogo

Quando uma pessoa sofre um acidente de carro, o trauma pode ser tão forte que ela desenvolve um transtorno de estresse pós-traumático. Mas, com a ajuda de um psicólogo, ela poderá, algum tempo depois, voltar a circular de carro sem crises de ansiedade.

Devido ao racismo, uma pessoa negra sofre o equivalente psíquico a um acidente de carro toda semana, diz o psicólogo e psicanalista Lucas Veiga, escritor do livro “Clínica do impossível: como pessoas negras podem cuidar da saúde mental em um mundo racista” (Paidós, 2026), uma reedição ampliada de “Clínica do Impossível: Linhas de Fuga e de Cura”, lançado em 2021.

“Como uma pessoa que é vítima de um caso de racismo toda semana se cura do estresse pós-traumático se aquilo que causa o trauma continua se repetindo?”, pergunta Veiga.

As pessoas negras vivenciam microviolências cotidianas, como serem seguidas por seguranças e verem alguém apertar a bolsa junto ao corpo quando passam. Somado a isso, há a injúria racial e ainda as estruturas econômicas, políticas e sociológicas do racismo.

Uma pesquisa do Datafolha de 2024 mostrou que 56% dos brasileiros pretos relatam sofrer discriminação. O índice cai para 17% entre pardos e, no caso de brancos, para 7%.

Racismo e saúde mental

Cuidado com a saúde mental de uma pessoa negra é fundamental para reconhecer o racismo como um problema social | Foto: Reprodução

No livro, Veiga afirma que o cuidado com a saúde mental das pessoas negras passa fundamentalmente por reconhecer o racismo como um problema social que impacta suas subjetividades. Mas explica também que não será possível eliminar o racismo nesta geração para resolver o problema.

O que fazer nesse meio-termo é o que ele chama de “clínica do impossível”.

O primeiro passo seria “tornar-se negro”, uma expressão cunhada pela psiquiatra e psicanalista brasileira Neusa Santos Souza nos anos 1980. Ela descreve esse processo como uma tomada de consciência política, afirmação do próprio corpo e reconstrução da identidade e da autoimagem.

O racismo é movido pelo ódio racial, que é constantemente projetado sobre o corpo negro, explica o psicólogo com base em estudos tanto de Neusa Souza quanto de Frantz Fanon, psiquiatra e filósofo político que escreveu “Pele Negra, Máscaras Brancas” (Ubu).

A violência racial recai sobre a cor da pele e os traços físicos, explica Veiga. Por isso, a pessoa pode concluir que é o próprio corpo que a coloca em risco.

“Nosso corpo é nossa primeira casa. É com esse corpo que a gente vive e exercita a nossa humanidade”, diz o psicólogo. “A pessoa pode, de alguma forma, desenvolver uma relação de negação do próprio corpo. Então, esse ódio que é projetado sobre o corpo negro pode ser introjetado e a pessoa passa a se odiar.”

De forma semelhante ao que ocorre com vítimas de abuso, a pessoa que sofre a violência do racismo pode passar a se sentir culpada pelo ocorrido, em vez de atribuir a culpa ao agressor ou à estrutura racista, explica o psicólogo.

Para interromper esse processo, é preciso tornar-se negro: reconhecer o racismo como problema social, reestruturar a autoimagem e valorizar corpo, pele e ancestralidade.

Psicólogos precisam estudar o racismo

Veiga defende que psicólogos estudem racismo, pois a produção hegemônica da área foi construída por teóricos brancos para subjetividades e sofrimentos da população branca.

A experiência cotidiana do racismo produz impactos específicos na subjetividade negra como baixa autoestima, insegurança, dúvidas sobre as próprias capacidades e desconforto com o próprio corpo.

Na clínica do impossível, os psicólogos podem ajudar as pessoas negras como um “quilombo”, diz Veiga, um território de proteção, fortalecimento e restauração da autoimagem.

A terapia atua para retirar o sentimento de culpa e inferioridade do paciente e devolver à branquitude a responsabilidade pelas violências raciais.

O paciente também trabalha a subjetividade para além da negritude. “É tornar-se negro, que tem a ver com a criação de uma identidade negra fortalecida e um senso de valor, para que eu possa ser eu mesmo.”

Afirmação da vida como caminho de cura

Após tornar-se negro e entender que enfrenta o impossível o fim do racismo , o livro propõe afirmar a vida.

Isso seria fugir da tentativa do racismo de impor uma tristeza compulsória, reivindicando o direito de habitar a cidade, o próprio corpo e os espaços conquistados com altivez e alegria. “A nossa maior vingança ao racismo é viver bem”, diz Veiga.

Para esse processo, uma ajuda é reconhecer um paradoxo de impossíveis, aponta a obra. Se, por um lado, o fim imediato do racismo é impossível, por outro é igualmente impossível que a subjetividade negra seja totalmente capturada ou destruída por ele.

A afirmação da vida se concretiza na capacidade ancestral de criar “rotas de fuga”, reinventar o cotidiano e produzir modos de existência livres e criativos, diz Veiga.

História do avô inspira reflexão sobre a vida

O exemplo máximo disso é apresentado logo no início do livro. O autor conta a história do seu avô, Antônio da Veiga, que tinha um diagnóstico de bipolaridade e alternava entre episódios de depressão profunda e de mania.

Antônio chegou a ser internado em uma clínica psiquiátrica e, após muitas tentativas, conseguiu fugir. Foi quando conheceu a avó do autor e deu início a toda a família.

“Meu avô pôde ter uma vida boa. Ele foi muito amado e respeitado, e a casa dos meus avós tinha muita festa. Ele tinha que lidar com a bipolaridade e com o racismo, mas isso não impediu que ele tivesse uma relação de criação e invenção com a vida, a natureza, as pessoas”, diz Veiga.

Em um dos episódios de mania, seu Antônio trocou o aparelho de som da família por um cavalo que criou no quintal, para alegria dos netos. Segundo Veiga, cuidar do animal e ensinar os netos a andar nele funcionava como uma terapia ocupacional espontânea.

A criação do cavalo, a constituição da família e o cuidado com os netos revelaram-se uma forma de criar rotas de fuga daquilo de que não se pode fugir.

“Aqui condenso o pensamento que venho desenvolvendo sobre a saúde mental de pessoas negras, e é um convite para que você possa criar o próprio cavalo no quintal, construir para si suas rotas de fuga e de cura. Que se abram os caminhos”, escreve o autor nas primeiras páginas. (Geovana Oliveira/FOLHAPRESS)

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