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“Vorrei l’orsacchiotto con gli occhiali”, anabolizzanti e droga nascosti nei peluche: sequestrate oltre 400mila dosi e 16 indagati

15 October 2026 at 12:44

Peluche, frullatori e confezioni dall’aspetto innocuo per nascondere farmaci dopanti e stupefacenti. È il sistema che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato da un’organizzazione al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Bolzano e condotta dai carabinieri del Nas di Trento. L’indagine, avviata nel 2024, ha portato a perquisizioni nelle province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano e al sequestro di oltre 400mila dosi. Sono 16 le persone indagate: 15 residenti in provincia di Napoli e una in provincia di Pavia. Undici di loro sono destinatarie di una richiesta di misure cautelari in carcere o ai domiciliari. Gli indagati hanno ricevuto avvisi per essere sottoposti a interrogatorio di garanzia.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero due nuclei familiari, uno composto da quattro persone e l’altro da due, che con l’aiuto di una decina di collaboratori avrebbero gestito le spedizioni quotidiane delle sostanze in Italia e all’estero. I carabinieri hanno eseguito 17 decreti di perquisizione, uno dei quali nei confronti di una persona che al momento non risulta indagata. Alle operazioni hanno partecipato anche i Nas territorialmente competenti, i militari dell’Arma locale e le sezioni anticrimine e criptovalute di Roma.

Il principale deposito individuato dagli investigatori si trovava in provincia di Napoli, in un grande garage nella disponibilità di uno degli indagati. Al suo interno erano custoditi 560 pacchi già pronti per essere spediti, contenenti anabolizzanti e stupefacenti. Il valore delle sostanze sul mercato al dettaglio è stato stimato in almeno 30 milioni di euro. Per rendere meno riconoscibile il contenuto, i prodotti sarebbero stati nascosti in confezioni apparentemente destinate a contenere giocattoli per bambini, articoli di bellezza e oggetti per la casa. Tra gli esempi emersi dall’indagine ci sono peluche e frullatori economici usati per occultare le pasticche.

Anche gli ordini avrebbero seguito un codice per dissimulare la natura della merce. In alcuni messaggi, la richiesta di sostanze sarebbe stata camuffata con frasi come “Devo fare il regalo di compleanno a mio figlio, vorrei l’orsacchiotto con gli occhiali”. La gestione delle spedizioni e dei pagamenti avrebbe sfruttato sistemi difficili da tracciare. Secondo gli inquirenti, gli indagati utilizzavano un’applicazione di messaggistica anonima, sviluppata da un hacker proprio per agevolare il traffico, e ricorrevano anche alle criptovalute, compresi i bitcoin. In alcuni casi il denaro sarebbe stato trasferito attraverso pacchi con mittenti e destinatari fittizi, nei quali venivano nascosti contanti. Gli investigatori stimano in circa 8 milioni di euro i profitti illeciti generati dal traffico.

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Universitários: 33% ponderaram sair por motivos económicos

15 October 2026 at 11:50
Entre 275 estudantes da academia do Porto, um terço revelou ter ponderado sair ou não ingressar no ensino superior. Custo da habitação é apontado como motivo central.

© ESTELA SILVA/LUSA

O estudo de opinião foi promovido pela Federação Académica do Porto e realizado no início deste ano letivo 2026-2027

Brazil Launches Crackdown on Suspected Amazon Arson Network

15 October 2026 at 11:43
Amazon rainforest fires in Amazonas, Brazil, as firefighters tackle blazes and smoke worsens air pollution in Manaus.

Brazil deploys 300 firefighters as a surge in fires worsens air pollution in Manaus and investigators probe suspected organized arson.


Brazil has launched joint operations to track down those suspected of deliberately setting fires in the Amazon rainforest, as a sharp rise in blazes blankets Manaus with toxic smoke and pushes air pollution to critical levels for the city’s 2.3 million residents.

RELATED: Petrobras Announces New Oil Discovery at Morpho Well off Brazil’s Amazon Coast

Authorities suspect an organized network is deliberately destroying native vegetation in preserved forest areas to facilitate the illegal seizure of public land, Environment Minister João Paulo Capobianco said at a news conference Wednesday. Investigators are working to identify and prosecute both those who set the fires and those suspected of directing them.

Capobianco described the situation as an “impressive display of deliberate action.” He and Jair Schmitt, head of Brazil’s environmental protection agency Ibama, cited reports of people throwing fuel-filled bottles from moving vehicles along roads and repeatedly reigniting fires in areas where firefighters had already extinguished them.

The scale of the fires has escalated sharply. Amazonas state recorded 1,608 fire hotspots in the first part of October, already exceeding the 874 registered throughout October 2025, according to Brazil’s National Institute for Space Research (INPE).

September saw more than 3,700 hotspots, four times the number recorded a year earlier. Fires burned 291,060 hectares that month, 38.8% above the historical average, according to official data.

In October, the area affected has approached 220,700 hectares, 249% above the usual level, according to the Federal University of Rio de Janeiro’s Laboratory for Environmental Satellite Applications.

The government has deployed 11 aircraft and approximately 300 firefighters to the hardest-hit areas. Difficult terrain and adverse weather conditions have complicated efforts to contain the blazes. Authorities have also warned that extreme drought and high temperatures associated with El Niño are accelerating the spread of fires across northern Brazil.

Smoke from fires in Amazonas and Pará states has engulfed Manaus, where air quality has deteriorated to critical levels. Concentrations of fine particulate matter known as PM2.5 have exceeded the maximum levels recommended by the World Health Organization, increasing the risk of acute respiratory problems, particularly among children, older people and those with pre-existing medical conditions.

The Civil Police of Amazonas has opened 120 investigative proceedings into suspected environmental offenses. Investigators are using thermal drones and conducting continuous ground patrols to gather evidence and identify those responsible.

The investigations come as Brazil prepares for a presidential runoff on Oct. 25 between incumbent Luiz Inácio Lula da Silva and opposition senator Flávio Bolsonaro, who received the most votes in the first round. Asked whether the fires could be politically motivated to undermine Lula’s candidacy, Capobianco said investigators were examining that possibility but stressed that the theory had yet to be substantiated.

“Non è un mostro, dovrà assumersi le sue responsabilità”, la madre di uno dei ragazzi denunciati per il caso della minicar nera

15 October 2026 at 10:39

Il giorno dopo lo choc, la delusione e le preoccupazioni per una persona che ora è ricoverata in terapia intensiva, è il momento della riflessione e delle scuse. “Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa” dice in un’intervista a Repubblica, la mamma di uno dei due ragazzi che con la minicar nera sono stati autori di aggressioni pericolosissime. Si tratta minorenne seduto sul lato del passeggero di quella macchinina nera che ha seminato il panico a Roma nel quartiere Monteverde (la vittima più grave è l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in ospedale).

“Quella minicar non è nostra, una minicar non possiamo permettercela, ma ricchi o poveri non ti salvi da quel che la vita ti sbatte in faccia. Mio figlio era su quell’auto, da martedì notte purtroppo lo so e ora dobbiamo farci i conti. Ho visto mio figlio diverso, l’ho visto piangere. Si è portato, insieme al suo amico, un peso che non ha avuto il coraggio di raccontare. Ma io sono la madre: lo sentivo come respirava dentro – prosegue nella lunga intervista – Ho passato tutta la notte con lui, a parlargli, a capire. Mio figlio mi ha chiesto: ‘Si può credere che Dio faccia un miracolo? Io non lo so come si prega, aiutami a pregare per aiutare quell’uomo”. I due ragazzini, interrogati, hanno confessato le aggressioni dicendo che lo avevano fatto per gioco, perché si annoiavano nel giorno del compleanno di uno dei due.

“Non volevano dare nessuna bastonata, mio figlio mi ha raccontato che nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo: spaventare i passanti”. E aggiunge: “Non dovevano farli quegli scherzi, non dovevano. In quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver letto cos’era successo, si sono terrorizzati”. Nell’intervista spiega che il suo è “un figlio della società di oggi, dei cellulari, dei social. Ho cresciuto lui e suo fratello affrontando difficoltà enormi, cercando di trasmettere loro dei valori. La mattina esco alle 5 per andare a lavorare ma sono stata presente, li ho ripresi, ho combattuto contro i loro errori, anche quando sarebbe stato più semplice voltarmi dall’altra parte. Non sono una madre perfetta e non pretendo di esserlo. Ma non accetto l’idea che ogni errore di un figlio sia automaticamente la prova del fallimento dei suoi genitori. I nostri figli crescono dentro una società, non soltanto dentro una famiglia. E tutti dovremmo interrogarci sul mondo che stiamo consegnando loro”.

E conclude: “Vorrei che Davide tornasse alla sua vita. È questo che desidero più di ogni altra cosa. Spero di incontrarlo per chiedere scusa anche a lui. Riguardo a mio figlio, invece, so che dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni. Io non posso cancellare quello che è successo, ma posso continuare a educarlo, anche attraverso questo dolore. Perché essere madre non significa difendere sempre un figlio. A volte significa avere il coraggio di metterlo davanti alle proprie responsabilità“.

Intanto verranno inviati in giornata alla Procura dei minori di Roma gli atti dell’indagine relativa alle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone. L’incartamento, coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha delegato le indagini ai carabinieri, verrà trasmesso ai colleghi di via dei Bresciani. A quel punto la Procura minorile, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare gli indagati reo confessi per ascoltarli o, alla luce di quanto raccolto a piazzale Clodio, disporre un’eventuale misura cautelare a loro carico. Non è esclusa, inoltre, una terza opzione, ossia la richiesta agli investigatori di ulteriori accertamenti.

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Governo investiga se há organização por trás dos incêndios no Amazonas

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As equipes da força-tarefa que atuam no combate aos incêndios que atingem o Amazonas já abriram, até o momento, 120 Termos Circunstanciados de Ocorrência, procedimentos investigatórios que servem para apurar possíveis condutas criminosas.

Durante entrevista coletiva em Manaus nesta quarta-feira (14), o ministro do Meio Ambiente e Mudança do Clima, João Paulo Capobianco, voltou a afirmar que os focos de incêndio tiveram como origem ação humana e garantiu investigação para identificar os responsáveis. 

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“Vamos iniciar uma ação forte de investigação para identificar quem está operando esse conjunto enorme de incêndios e verificar se há uma organização por trás disso. E vamos punir aqueles que forem identificados de forma exemplar para que não fique na região uma sensação de impunidade", disse.  

As investigações estão a cargo das polícias Federal, Rodoviária Federal e Polícia Civil do Amazonas, atuando com outras forças de segurança. O ministro lembrou de situações similares de incêndios criminosos ocorridos em 2024, quando houve o chamado “Dia do fogo”, quando foram registrados mais de dois mil incêndios simultâneos, em São Paulo e no Pará. 

“Existe uma suspeita de ação organizada. Por isso, além de todos os que estão aqui, todas as investigações, também temos a participação da Abin, a Agência Brasileira de Inteligência, para verificar se está se repetindo aqui o que ocorreu em outro momento no chamado ‘Dia do Fogo”, completou.

Os responsáveis por provocar incêndios florestais estão sujeitos a multas administrativas de R$ 5 mil a R$ 10 mil por hectare ou fração, conforme o enquadramento da infração, além do embargo das áreas atingidas, apreensão de equipamentos e responsabilização criminal, que poderá resultar em prisão.

Os incêndios no Amazonas têm gerado enormes nuvens de fumaça e diversas cidades do estado tiveram que suspender atividades. Em Manaus, a situação crítica na qualidade do ar levou à suspensão das aulas presenciais na rede municipal de ensino, em unidades da Universidade do Estado do Amazonas (UEA) e no campus Manaus Zona Leste do Instituto Federal do Amazonas (Ifam).

"A população de Manaus foi tremendamente prejudicada e está sendo tremendamente prejudicada. Há uma destruição ambiental em curso e nós precisamos punir os responsáveis porque são incêndios criminosos”, afirmou.

Redução 

Capobianco também falou sobre o reforço nas equipes que atuam no combate às queimadas e disse que já há uma redução perceptível nos incêndios, mas que ainda é cedo “para comemorar”.

“Nós temos dados positivos. Não podemos comemorar, porque ainda temos uma situação grave, ainda tem muita fumaça, mas houve uma redução nos eventos de queimadas e de incêndios. Portanto, nós temos um movimento positivo e há um indicativo de redução de novos focos”, afirmou.

Questionado a respeito da fumaça em Manaus, o ministro afirmou que a expectativa é que a qualidade do ar melhore nos próximos dias, mas que a situação depende dos ventos da região.

“Há uma certa convergência de forças de ventos para a região de Manaus. É um fenômeno meteorológico sobre o qual nós não temos controle. Nós estamos combatendo intensamente, reduzimos muito os incêndios mais próximos da capital. Mas nós ainda temos incêndios mais distantes, que estão trazendo fumaça para Manaus. Nós esperamos que isso possa reduzir”, disse.

Segundo o Ministério do Meio Ambiente e Mudança do Clima (MMA), desde o início da temporada de incêndios florestais, já foram extintos 292 incêndios no Amazonas, mas que ainda há outros 08 incêndios ativos no estado.

O governo Federal disponibilizou 11 aeronaves para as operações no Amazonas, das quais seis são utilizadas no combate direto aos incêndios florestais, com capacidade para lançamentos rápidos de água.

Também foi enviado para o estado um avião KC-390, empregado no lançamento de água em grandes volumes; três helicópteros para lançamento de água e transporte de brigadistas e equipamento, especialmente úteis em áreas de difícil acesso; e uma aeronave Caravan para apoio logístico.

Além disso, 290 brigadistas já atuam em campo e outros 40 brigadistas federais estão em deslocamento para reforçar as operações de combate aos incêndios florestais na região.

No domingo (11), Capobianco e o ministro da Integração e do Desenvolvimento Regional, Waldez Góes, sobrevoaram o estado e identificaram a presença de fogo em áreas florestais de difícil acesso.

Localização da central de biomassa em Tresminas gera contestação da população

14 October 2026 at 19:44

VTM

A iniciativa pretende aproveitar os recursos florestais locais para produzir energia renovável e assegurar o aquecimento de habitações e edifícios públicos, promovendo soluções energéticas sustentáveis em zonas rurais. A reunião permitiu também discutir alternativas para a localização da central, depois de os habitantes terem manifestado oposição à instalação prevista ao lado da junta de freguesia.

Em declarações à VTM, a presidente da Câmara Municipal de Vila Pouca de Aguiar, Ana Rita Dias, referiu que a reunião teve como finalidade esclarecer a forma de execução do projeto e procurar alternativas para a instalação da caldeira, procurando responder às preocupações dos residentes sem comprometer a concretização da candidatura. “A população não querendo que fique aqui a caldeira, está a tentar perceber qual é outra solução dentro do projeto que está em execução”.

A autarca revelou também que o projeto foi lançado em 2023 e pretende assegurar, numa primeira fase, o aquecimento de oito habitações e de dois edifícios públicos, entre eles a junta de freguesia e o Centro Interpretativo de Tresminas.

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Os segredos do nosso sistema imunitário

14 October 2026 at 14:51
A criadora de conteúdos Rita Lima e Luís Graça, investigador do GIMM, conversam sobre o equilíbrio do sistema imunitário, a importância das vacinas e o crescente discurso antivacinas.

The far right in Latin America threatens progress against deforestation, report warns

14 October 2026 at 09:49

There is both good news and bad news about the state of the world’s forests. The good news is that deforestation fell by 15% in 2025 compared with 2024, the largest decline recorded so far this decade. The bad news is that a shift in political priorities could undo some of those gains. Much of the progress in forest conservation depends on the political will of a handful of key countries, particularly in Latin America, which is now entering a period of electoral uncertainty and possible changes of government.

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© Adriano Machado (REUTERS)

An aerial photograph shows a plantation field in the Amazon rainforest during a Greenpeace overflight in the Brazilian state of Maranhão in November 2025.

Fiocruz analisa impacto das queimadas na saúde indígena no Amazonas

14 October 2026 at 00:14

Logo Agência Brasil

A poluição do ar provocada por queimadas e incêndios florestais no Amazonas representa um risco à saúde da população, especialmente das comunidades indígenas, que enfrentam dificuldades de acesso aos serviços de saúde.

O alerta faze parte de levantamento apresentado por pesquisadores do Observatório de Clima e Saúde da Fundação Oswaldo Cruz (Fiocruz), que reúne dados sobre a concentração de poluentes e a distribuição dos focos de incêndio no estado.

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O documento reúne informações sobre as concentrações de material particulado fino (PM2.5), a distribuição dos focos de incêndio e as previsões de qualidade do ar para diferentes localidades do estado. A publicação também aborda os possíveis efeitos da intensificação do fenômeno El Niño em 2026 e 2027 sobre as condições climáticas na região amazônica.

Nos primeiros dias de outubro deste ano, Manaus registrou episódios de poluição atmosférica intensa, com concentrações de PM2.5 muito superiores aos valores recomendados pela Organização Mundial da Saúde (OMS).

Composto por partículas capazes de penetrar profundamente nos pulmões e, em determinadas condições, alcançar a circulação sanguínea, o poluente está associado ao aumento do risco de doenças respiratórias e cardiovasculares, incluindo agravamento da asma, infarto do miocárdio e acidente vascular cerebral (AVC).

A exposição representa uma preocupação para toda a população, especialmente crianças, pessoas idosas, gestantes e indivíduos com doenças preexistentes.

Indigenas

Nos territórios indígenas, os riscos associados a exposição à fumaça podem ser agravados pelas desigualdades socioambientais, pelas dificuldades de deslocamento e pelas limitações de acesso aos serviços de saúde, sobretudo à atenção especializada e de maior complexidade.

O levantamento apresenta informações sobre a distribuição territorial das concentrações observadas e previstas de PM2.5 em relação aos focos de incêndio e às aldeias indígenas. O documento também destaca a necessidade de acompanhar as condições ambientais diante da possível intensificação do El Niño, que pode favorecer períodos de estiagem e aumentar o risco de propagação de incêndios florestais em determinadas áreas.

Qualidade do ar

Entre os temas abordados pelo documento  está o desenvolvimento do Sistema AlertAr Saúde, ferramenta de monitoramento e previsão da qualidade do ar voltada à saúde indígena, em elaboração pelo Observatório de Clima e Saúde da Fiocruz em parceria com a Secretaria de Saúde Indígena (Sesai), do Ministério da Saúde.

O sistema busca integrar previsões de concentração de PM2.5 e informações sobre focos de calor e incêndios, permitindo identificar antecipadamente situações de maior exposição nos territórios indígenas. Essas informações poderão subsidiar o planejamento de ações de vigilância, prevenção e resposta pelos Distritos Sanitários Especiais Indígenas (DSEI) e suas equipes de saúde.

Ébola. Novo ensaio vai testar vacinas contra Bundibugyo

14 October 2026 at 00:12
Oxford e Moderna já têm vacinas em fase avançada. SAGE alerta para urgência de aprovação regulatória enquanto letalidade no Congo chega aos 48,3%.

© WHO HANDOUT/EPA

O vírus Ébola transmite-se por contacto direto com fluidos corporais de pessoas ou animais infetados e provoca febre hemorrágica grave, vómitos, diarreia e hemorragias internas

Meio milhão vacinado contra a gripe em 12 dias

13 October 2026 at 17:30
507.465 pessoas já receberam a vacina contra a gripe desde 30 de setembro. Cobertura nos maiores de 60 anos chega aos 13,8%. Covid-19 fica muito aquém.

© Carlos Ortega/EPA

A campanha de vacinação sazonal outono–inverno 2026–2027 contra a gripe e a Covid-19 vai decorrer até 31 de março e conta com cerca de 2.550 farmácias aderentes

Mina de caulino para Peniche com parecer desforável

13 October 2026 at 17:08
Parecer ambiental destaca riscos para recursos hídricos e diz que o projeto não pode ser aprovado tal como proposto. Mina Royal China Clay gera forte oposição na região Oeste, com 7368 participações.

© Getty Images/iStockphoto

Alguns participantes na consulta pública manifestaram preocupação com o impacto na Lagoa de Óbidos

Argentina Seeks International Tribunal Measures Against Malvinas Islands Oil Project

13 October 2026 at 14:02

The Argentine government is seeking to halt the Sea Lion project, led by Israeli oil company Navitas.

On Tuesday, Argentina asked the International Tribunal for the Law of the Sea (ITLOS) to order measures against the project led by Israeli oil company Navitas in the Malvinas Islands, which are administered by the United Kingdom and claimed by the South American country.

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Argentine President Milei Toughens Malvinas Claim at UNGA

“The Argentine Republic today submitted a request for provisional measures to the International Tribunal for the Law of the Sea to prevent the United Kingdom from exploiting hydrocarbons on the continental shelf of the North Malvinas Basin,” the Argentine presidency posted on social media.

“The request submitted to the International Tribunal for the Law of the Sea seeks to preserve Argentina’s sovereign rights over its continental shelf and prevent activities unilaterally and illegally authorized by the United Kingdom from aggravating the dispute recognized by the United Nations.”

“The Argentine Republic reaffirms, once again, its legitimate and imprescriptible sovereign rights over the Malvinas Islands, South Georgia and the South Sandwich Islands, and the surrounding maritime areas. By history and by law: the Malvinas Islands are Argentine,” the presidential statement concluded.

UK WARNS ARGENTINA it will use ‘FORCE’ to DEFEND FALKLANDS (Malvinas) ‘IF NECESSARY’

Says Britain has ‘ABILITY’ to defend Islands ‘BY FORCE’

‘The Argentinians LACK ABILITY to TAKE Falkland Islands’ pic.twitter.com/q4geEzxkzD

— RT (@RT_com) September 26, 2026

On Sept. 28, Argentine President Javier Milei announced that he would initiate a request for arbitration based on the provisions of the United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS), a 1982 treaty whose dispute-resolution body is the International Tribunal for the Law of the Sea, based in Hamburg, Germany.

Argentina’s goal is to halt the progress of Sea Lion, an offshore project operated by Navitas (65%) and British company Rockhopper (35%) to begin extracting crude oil in 2028 in the North Malvinas Basin, 200 kilometers north of the archipelago.

Argentina considers the permits granted to the oil companies by the islands’ local government “illegal.” When announcing that it would initiate the request for international arbitration, Argentina gave the United Kingdom two weeks to take measures to stop the project.

One day later, British Parliamentary Undersecretary of State for the Overseas Territories Uma Kumaran responded that Argentina’s arbitration effort was the South American country’s “latest attempt” to “undermine the rights of the people” of the Malvinas Islands, which have been occupied by the UK since 1833, when British forces expelled Argentine authorities from the islands.

According to Kumaran, hydrocarbon activities in the Malvinas Islands are regulated by the islands’ laws and “are conducted in full compliance with international law, including UNCLOS.”

MARINES ESTADOUNIDENSES REALIZARON EN USHUAIA EJERCICIOS CON TROPAS ARGENTINAS

🚩https://t.co/3EOcbmaW1T
Solo un gobierno que desprecia la lucha de su pueblo y a los muertos por la Patria en 1982, permite el ingreso de militares del principal socio del usurpador de Malvinas. pic.twitter.com/H6Cf3PbKJG

— AgendaMalvinasOK (@Agenda_Malvinas) August 27, 2025

The text reads, “U.S. Marines conducted exercises with Argentine troops in Ushuaia. Only a government that disdains its people’s struggle and those who died for the Fatherland in 1982 would allow the entry of military personnel from the principal partner of the usurper of the Malvinas.”

Argentina’s Foreign Ministry denied that it was seeking to “undermine” anyone’s rights, arguing instead that submitting a dispute to an international tribunal is an act of responsibility because differences are not resolved through unilateral actions, “but before judges who apply the law that both parties have freely accepted.”

The United Kingdom and Argentina, which fought a war over the Malvinas Islands in 1982, are both parties to UNCLOS.

Since Milei announced a series of measures on Aug. 3 aimed at curbing oil activity in the Malvinas Islands, Argentina has initiated administrative proceedings and filed lawsuits in domestic courts against the companies operating on the islands and their shareholders.

It has also sent dozens of letters to oil companies around the world seeking to dissuade them from operating in the archipelago or supplying the projects there.

So far, Argentina has succeeded in getting some global oil services companies with significant business interests in the South American country to publicly state that they will not operate in the Malvinas Islands, including contractors that were set to take part in the Sea Lion project.

Last week, Navitas and Rockhopper, whose shares have fallen in recent weeks, said they would replace two contractors and continue moving forward with Sea Lion “with the full support” of the Malvinas Islands and British governments.

teleSUR/ JF

Source: EFE

Reativação da Mina da Borralha apresenta riscos para a água

13 October 2026 at 12:04
Reativação de mina pode afetar a bacia hidrográfica do rio Cávado, uma linha que assegura o abastecimento de 400 mil habitantes. Projeto da mina visa reforçar o abastecimento da UE em matérias-primas.

© Pedro Sarmento Costa/LUSA

O o Movimento Não às Minas - Montalegre considerou que "não é aceitável" que a importância estratégica do tungsténio "se sobreponha" ao direito das pessoas e à segurança nas próprias aldeias

Bancada indígena diminui no Congresso e lideranças se preparam para desmonte e retrocesso

13 October 2026 at 08:00

Investigamos o que importa para os brasileiros além do que passa na campanha eleitoral. Leia mais reportagens como essa clicando aqui.

Os cinco partidos com políticos que mais atuaram em pautas consideradas contrárias aos povos indígenas, segundo a plataforma do Conselho Indigenista Missionário (Cimi), vão ocupar 53 cadeiras no Senado Federal a partir de 2027. São eles o PL, o PP, o Republicanos, o União Brasil e o MDB. O PL conseguiu ocupar a maior bancada do Congresso Nacional, com 121 deputados e 28 senadores eleitos pelo partido. 

Como a Agência Pública já noticiou, entre 2019 e 2026, o PL foi o partido que mais votou e propôs propostas legislativas que ameaçavam os direitos dos povos originários, segundo levantamento do Cimi. Luis Ventura, secretário-executivo do Conselho, vê a nova formação do Congresso Nacional como um perigo direto aos povos indígenas. 

Na avaliação de Ventura, no Senado, cinco partidos vão poder aprovar sozinhos alterações da Constituição que podem afetar diretamente os indígenas. Na Câmara dos Deputados, entretanto, mesmo em menor número, ainda se espera um campo de resistência, ainda que minoritário. “Há muitos outros parlamentares não indígenas que já aderiram, de forma sistemática, às pautas indígenas. Existe uma frente parlamentar mista de defesa dos direitos dos povos indígenas desde 2019 […] era uma frente parlamentar mista de mais de 150 parlamentares entre senadores e deputados”, explica Luís Ventura.

No Senado, nenhum dos 54 senadores eleitos se autodenomina indígena. Atualmente, na Casa, só dois parlamentares se identificam como indígenas: Wellington Dias (PT-PI) e o ex-vice-presidente de Jair Bolsonaro, Hamilton Mourão (Republicanos-RS), que adotou essa identidade nas eleições de 2022. 

Ventura explica que a presença de indígenas no Senado sempre foi mais difícil. “O Senado sempre foi uma Casa totalmente hermética para os povos indígenas e isso porque o sistema eleitoral no Brasil torna muito difícil conquistar uma vaga nesse lugar. As formas de colonialismo político nos estados são muito herméticas e, se você perceber, dos 54 [senadores eleitos], salvando algumas exceções do campo da esquerda, estamos falando de pessoas que pertencem a um espectro político reacionário, conservador, fundamentalista, militarizado”, acrescenta o secretário. 

Um Senado com baixa representatividade de povos indígenas, na visão do secretário executivo da Cimi, reforça um movimento que deve retroceder nas pautas centrais para essa população. “O objetivo deles vai ser impedir as demarcações, impor o Marco Temporal e abrir os territórios para a exploração econômica de terceiros. Esses são os grandes três objetivos dessa grande bancada reacionária que entrou no Senado”, prevê.

Indígenas ocuparão menos do 1% do Congresso Nacional

Ex-ministra dos povos indígenas do governo Lula, Sônia Guajajara se reelegeu deputada federal pelo PSOL
Ex-ministra dos povos indígenas do governo Lula, Sônia Guajajara se reelegeu deputada federal pelo PSOL

Os resultados do primeiro turno mostram que a presença de povos indígenas no Congresso Nacional ficará abaixo de 1% em 2027. Apenas duas das 45 candidaturas indígenas lançadas pela “Bancada do Cocar” foram eleitas no primeiro turno. 

A bancada é um movimento iniciado no Acampamento Terra Livre em 2017 e tentou eleger deputados e senadores indígenas para defender suas pautas. Para a Pública, a deputada federal Célia Xakriabá (PSOL-MG), que não retornará à Câmara para novo um mandato em 2027, afirma que o objetivo era eleger entre seis a oito parlamentares federais. Entre os 45 candidatos, apenas Sônia Guajajara (PSOL-SP), com 54.207 votos, e Juliana Cardoso (PT-SP), com 111.904 votos, conseguiram uma cadeira na Câmara. 

Outros 21 nomes, de vários locais do país e que participaram do projeto, conseguiram cargos de suplente. Entre todas as candidaturas, o único candidato da bancada do cocar que disputou um cargo majoritário, Isael Munduruku (Rede-AM), não conseguiu se eleger a governador do Amazonas. Ismael (Rede-AM), único candidato a senador do projeto, também não foi eleito.

Isael Munduruku fez parte do movimento Aldear a Política como candidato ao governo do Amazonas, mas não se elegeu
Isael Munduruku fez parte do movimento Aldear a Política como candidato ao governo do Amazonas, mas não se elegeu

Sônia Guajajara entende que o Projeto Aldear a Política ajudou a ampliar candidaturas, formar lideranças e colocar as pautas indígenas no debate eleitoral. Entretanto, para ela, as eleições foram muito desiguais para indígenas. “Muitas candidaturas indígenas tiveram poucos recursos, pouco tempo de televisão, estruturas partidárias insuficientes e enfrentaram racismo, violência política e dificuldades territoriais”, denuncia.

“O resultado acende um sinal de alerta, mas não representa um recuo da nossa mobilização. Essa força não desaparece quando termina a eleição. É dela que precisamos para combater o desmanche das políticas ambientais e mostrar à sociedade que direitos indígenas e demarcações estão diretamente ligados à preservação das nossas florestas e combate à crise climática”, ressalta.

Para Guajajara, diante de um Congresso majoritariamente anti-indígena, é necessário fortalecer o diálogo, não só com os partidos de esquerda, mas com parlamentares comprometidos com a existência dos povos originários e com a defesa da Constituição. Fora do Congresso, a deputada afirma que é preciso consolidar as organizações indígenas, a comunicação dos territórios e a formação de novas lideranças.

“Precisamos acompanhar as comissões, disputar relatorias, impedir votações apressadas e apresentar projetos que tornem permanentes as políticas construídas nos últimos anos. Quando uma proposta violar direitos constitucionais, devemos acionar os instrumentos jurídicos cabíveis e as instituições de proteção”, conclui. 

A possibilidade de alteração na Constituição Federal

“Se na legislatura passada houve um aumento de proposições legislativas contrárias aos povos indígenas, nos últimos quatro anos foram 83 [proposições feitas], o que cabe esperar, nos próximos quatro anos, é que muitas dessas, ou várias dessas, concluam o ciclo legislativo”, diz Ventura. 

Ele teme não apenas a sanção de propostas com impacto negativo aos indígenas, mas também o aumento de proposições legislativas no mesmo sentido. Entre todos os prejuízos, o que mais se espera é que haja tentativas e processos para mudar a Constituição Federal de 1988, que protege os direitos fundamentais dos povos originários e comunidades tradicionais.  

A alteração da Constituição Federal não é um perigo ilusório. Durante um evento em Goiânia, nesta terça-feira, 6 de outubro, o candidato Flávio Bolsonaro (PL-RJ) decretou que pretende atuar junto com a maioria no Senado e na Câmara dos Deputados para eleger um novo Presidente da Câmara e “mudar a Constituição e redemocratizar o país”.

O Artigo 231 da Constituição Federal de 1988 regula as terras de povos indígenas, proibindo a remoção de suas terras, determina que a posse e o usufruto das riquezas extraídas do território é dos indígenas, além de determinar a competência da demarcação de terras à União.

Ricardo Terena, diretor jurídico da Articulação dos Povos Indígenas do Brasil (Apib), explica que, hoje, o Supremo Tribunal Federal (STF) já entende o artigo 231 como cláusula pétrea, dispositivo imutável da Constituição Federal de 1988, mesmo com emendas parlamentares. No entanto, mesmo que a discussão, juridicamente, não seja válida, a atuação do STF acerca dos direitos indígenas é uma preocupação para Terena. 

“Nós temos o Supremo criando alguns entraves no processo de demarcação, aumentando a possibilidade de indenizações nos processos de demarcação das terras indígenas, colocando certas limitações para o que a gente chama de redimensionamento das terras indígenas”, explica.

Advogado Ricardo Terena, da Apib, preocupa-se com a possível guinada à direita no STF
Advogado Ricardo Terena, da Apib, preocupa-se com a possível guinada à direita no STF

Desde a explosão do Caso Master e a divulgação de conversas entre Daniel Vorcaro e o ministro Alexandre de Moraes, que ocasionou uma crise institucional na Corte, a reforma do STF é um dos principais tópicos da campanha de Flávio Bolsonaro à Presidência da República. O senador do PL do Rio de Janeiro, inclusive, já anunciou que, se eleito, apresentará uma proposta de reforma no Judiciário. 

Para Ventura, uma reestruturação do STF significa um caminho tortuoso aos povos indígenas. “Se o Flávio Bolsonaro utilizar suas prerrogativas para transformar o Supremo Tribunal Federal numa corte também reacionária nós estaremos diante de um período que podemos chamar de autoritário dentro de uma forma democrática. E, num período autoritário, os direitos dos povos indígenas não estão, evidentemente, garantidos”, conclui. 

Terena entende que não seria necessário uma reforma no Judiciário para gerar um impacto aos povos originários. “O próximo presidente vai ter a indicação de quatro ministros e, dependendo de como é o posicionamento desses ministros, vamos ter muitos problemas com relação ao debate sobre direitos indígenas no Supremo”, avalia. 

Em uma possível eleição de Bolsonaro, Terena prevê ministros sem comprometimento direto com os direitos indígenas. Já em um cenário onde Lula é reeleito, o advogado vê mais possibilidades de pessoas comprometidas com os direitos indígenas no STF.

Mesmo assim, as Propostas de Emenda à Constituição (PEC) que tramitam no Congresso Nacional hoje mostram um cenário que coloca a integridade do Artigo 231 em risco. A PEC 48/2023, que muda o Artigo 231 para instaurar o Marco Temporal foi aprovada pelo Senado e tramita agora na Comissão de Constituição e Justiça e de Cidadania (CCJC) da Câmara dos Deputados. 

A proposta prevê entraves administrativos para a demarcação de terras, como a limitação de terras apenas para aqueles que já estavam nela e usufruindo do ambiente em 5 de outubro de 1988; também institui indenização a não-indígena. Terena explica que por tramitar como uma emenda constitucional, ela não passa por sanção ou veto do presidente da República.

Pelo menos quatro outras PECs que tramitam no Congresso Nacional, atualmente, propõem que o Artigo 231 seja alterado para determinar a competência da demarcação de terras ao Congresso Nacional, ao invés da União. Para Ricardo Terena, uma mudança para o legislativo ocasionaria um prejuízo ao processo de homologação de terras, que hoje já passa por um processo complexo de estudos. 

“Quando a gente chega no momento de homologação, que é o ato do presidente da República, basicamente todo o processo já está feito [e] o Ministério da Justiça já validou. Quando a gente transfere essas competências para outros órgãos, como o legislativo, está sujeitando o direito das comunidades indígenas a certas dinâmicas políticas que prejudicam muito o processo de demarcação”, alega.

Um Congresso com baixa representação indígena, transformaria a demarcação de territórios em um acordo político, onde os movimentos indígenas não alcançariam maioria, analisa o advogado. 

Órgãos de defesa aos indígenas em perigo

Além dos direitos descritos por lei, órgãos que são ferramentas para a proteção dos povos indígenas também podem ser afetados pelo aumento da bancada da direita e até por uma eventual mudança na presidência da República. Ainda sem resultados para presidente, o que Ventura vê são dois caminhos, ambos tortuosos, para as entidades como a Fundação Nacional dos Povos Indígenas (Funai).

Em um cenário em que Lula é eleito, Ventura prevê um movimento de resistência dos órgãos públicos, que esbarrarão com um Congresso Nacional que dificultará suas ações. Já em um cenário em que Flávio Bolsonaro seja eleito, o secretário espera um desmonte absoluto da Funai. “Não cabe esperar por uma questão especulativa, o que nós pensamos que poderia acontecer, porque isso já aconteceu no governo Jair Bolsonaro”, alerta.

Durante o Governo de Jair Bolsonaro, a Funai foi transformada em uma ferramenta anti-indígena. O órgão foi militarizado, houve abertura de processos administrativos disciplinares contra servidores de carreira, além de paralisação de processos de demarcação de terras. Com Flávio, Ventura vê um caminho parecido, de desmantelamento e reconfiguração de órgãos indigenistas. 

A questão orçamentária também pode ser um entrave. Como o Congresso Nacional é quem decide o orçamento de cada instituição, Terena prevê a incapacidade de agir por motivos financeiros. “Nos últimos tempos, a gente também tem lidado muito com uma circunstância de projetos, de decretos legislativos que, de alguma maneira, suspendem atos, às vezes, do presidente da República. São instrumentos utilizados para tentar, de alguma maneira, atacar a demarcação das terras indígenas”, conclui.

Cabo Verde. Universidade pública com propinas gratuitas

12 October 2026 at 08:30
Orçamento da UniCV cresceu de 10,8 para 16,3 milhões de euros para acomodar a gratuitidade, entre outras medidas, disse Astrigilda Silveira, que quer diversificar as fontes de receita.

© FERNANDO DE PINA/LUSA

A reitora, da Universidade de Cabo Verde, Astrigilda Silveira revela que a gratuitidade é uma "excelente iniciativa do Governo", mas referiu que "a isenção de propinas, por si só, não resolve todos os problemas"

Sorte distinta para as quatro equipas transmontanas no Campeonato de Portugal

11 October 2026 at 19:51

VTM

A quinta jornada da Série 1 do Campeonato de Portugal trouxe mudanças na classificação, com o Chaves B a assumir a liderança isolada e o Montalegre a sair vitorioso do dérbi transmontano diante do Bragança, que sofreu a primeira derrota na competição.

No confronto entre brigantinos e barrosões, o Montalegre venceu por 0-2, graças aos golos de Diogo Carvalho e Tiago Correia. O resultado pôs fim à invencibilidade do Bragança, que até esta jornada liderava o campeonato sem derrotas. Apesar do triunfo fora de portas, o Montalegre mantém-se igualmente invicto, confirmando o bom arranque de temporada.

A derrota do Bragança abriu caminho à subida do Chaves B ao primeiro lugar. A equipa flaviense aproveitou a deslocação ao terreno do Brito para conquistar uma vitória expressiva por 0-4. Eurio, Adílio, Pedro Silva e Carlinhos assinaram os golos que permitiram aos transmontanos somar três pontos e isolar-se no topo da tabela classificativa.

Em sentido contrário, o Vinhais continua sem conseguir pontuar nesta edição da prova. A formação vinhaense perdeu por 1-2 na receção ao Limianos, prolongando o ciclo negativo e mantendo-se à procura dos primeiros pontos no campeonato.

Concluída a quinta jornada, o Chaves B lidera isolado a Série 1, enquanto o Montalegre permanece invicto e o Bragança procura reagir a primeira derrota da temporada. Já o Vinhais terá de procurar nas próximas jornadas uma mudança de resultados que lhe permita sair da situação difícil em que se encontra.

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MPF aponta aprovação de alunos indígenas sem aulas no Amazonas

O MPF (Ministério Público Federal) no Amazonas identificou 11 terras indígenas, reservas extrativistas e reservas de desenvolvimento sustentável, localizadas em oito municípios, onde alunos de ensino médio foram aprovados e passaram de ano mesmo sem a oferta regular de aulas.

Faltam professores, escolas, merenda, transporte e estrutura básica para a oferta das disciplinas a indígenas e ribeirinhos que querem cursar o ensino médio sem necessidade de deslocamento às cidades, em regiões amazônicas marcadas por longas distâncias e isolamento em relação a núcleos urbanos.

Após dezenas de reuniões com integrantes de comunidades tradicionais, a Procuradoria da República no Amazonas fez um mapeamento dos casos em que alunos ficam sem aulas e, mesmo assim, conseguem aprovação no sistema de registro escolar mantido pela Secretaria de Educação do Governo do Amazonas.

A Procuradoria diz suspeitar que crimes são cometidos para efetivar essas aprovações, com uso de documentos falsos por integrantes da pasta.

MPF propõe acordo com o governo estadual

O MPF tenta fazer um TAC (termo de ajustamento de conduta) com a Secretaria de Educação do Amazonas e estabeleceu o próximo dia 13 como prazo para o aceite do governo.

No termo, são estabelecidas medidas emergenciais, como contratação de professores indígenas por meio de processos simplificados e levantamento das necessidades de transporte, infraestrutura escolar e material didático.

Se o acordo não for firmado, a Procuradoria pretende ingressar com ações judiciais na esfera cível. O MPF deve investigar as suspeitas de uso de documentos falsos na aprovação de alunos que passaram anos sem aulas.

A reportagem questionou o Governo do Amazonas sobre os apontamentos do MPF, em email enviado na tarde da última terça-feira (6), mas não obteve resposta.

Problema foi denunciado em 2025

A Folha de S. Paulo noticiou, em junho de 2025, a aprovação de alunos indígenas no ensino médio sem que o estado ofertasse aulas de disciplinas básicas. A reportagem detalhou os casos da Terra Indígena Tenharim do Igarapé Preto, no sul do Amazonas, e do Vale do Javari, a segunda maior do país, na região de fronteira entre Brasil, Colômbia e Peru.

Desde então, o procurador Fernando Merloto Soave fez dezenas de reuniões com comunidades tradicionais em diferentes partes do estado, onde existem mais de mil salas de aula indígenas.

A partir desses encontros, a Procuradoria sistematizou um levantamento sobre as precariedades na oferta do ensino básico, especialmente no ensino médio, em que são frequentes aprovações de um ano pedagógico a outro mesmo sem a oferta de aulas.

A percepção da Procuradoria da República é que o problema se repete em todo o estado, o que é difícil mapear em razão da capilaridade e das distâncias das comunidades tradicionais espalhadas nas calhas dos rios.

Falta de professores e estrutura escolar

O MPF(Ministério Público Federal apontou um cenário de escassez de professores e escola sem infraestrutura básica | Foto: Puré Juma-Uru-Eu-Wau-Wau

Em reservas extrativistas de Boca do Acre, no sul do Amazonas, ribeirinhos que cursam o ensino médio são aprovados sem a oferta de aulas porque faltam professores, conforme o levantamento.

Em Coari, no centro do estado, alunos de uma reserva extrativista estão matriculados, mas faltam equipamentos para a efetivação das aulas.

Indígenas de Fonte Boa, cidade que fica no médio rio Solimões, “apenas respondem provas quando o professor manda e vão passando de ano normalmente”, registra o levantamento feito pelo MPF.

Em uma aldeia de terra indígena próxima a Humaitá, no sul do Amazonas, o transporte escolar não conta com embarcação própria e depende de empréstimos das comunidades. Há alunos que fazem trajetos de dois quilômetros por terra, a pé, para alcançar a sala de aula.

Em uma reserva extrativista na região de Japurá, no oeste do estado, faltam professores e merendeiros, e alunos de ensino médio precisam se deslocar à noite pelo rio, num trecho de duas horas, para chegar a uma sala de aula.

Já em reservas de desenvolvimento sustentável de Novo Aripuanã, no sudeste do Amazonas, pilotos de barcos fazem o transporte escolar sem contratos formais, e a merenda chegou a ficar suspensa por quatro meses consecutivos. Professores do ensino médio tecnológico dão dez dias de aulas por mês; outros não comparecem o ano inteiro, de acordo com relatório da Procuradoria da República.

Yanomamis enfrentam precariedades na educação

Os yanomamis também enfrentam precariedades no ensino básico em aldeias da parte do território que fica no Amazonas a terra yanomami, a maior do Brasil, ocupa uma extensa área de floresta no Amazonas e em Roraima.

Um relatório elaborado em setembro pela Associação Parawami Yanomami, e enviado ao MPF, descreve problemas como falta de escolas, de professores e de material didático, alunos estudando no chão, salas de aula improvisadas pelas comunidades e merenda escolar composta por alimentos ultraprocessados. São frequentes relatos de diarreia entre os alunos.

Numa aldeia, “faltam cadeiras, quadro, lápis, canetas e material de cozinha”, descreve o relatório. Em outra, “não tem prédio e alunos estudam no chão”. (Vinicius Sassine/FOLHAPRESS)

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Manaus registra qualidade péssima do ar pelo terceiro dia seguido

A cidade de Manaus (AM) voltou a amanhecer sob fumaça gerada pelas queimadas no estado neste sábado (10). O Sistema Eletrônico de Vigilância Ambiental (Selva), da Universidade do Estado do Amazonas (UEA), registrou qualidade péssima do ar na capital.

Esse é o terceiro dia consecutivo que a capital é encoberta por fumaça.

Nesta sexta (9), a Prefeitura de Manaus suspendeu as atividades escolares e nos órgãos municipais devido à péssima qualidade do ar. Na data, o índice de qualidade do ar foi de 196,4 microgramas por metro cúbico (µg/m³) de material particulado, substância tóxica presente na fumaça.

Neste sábado, por volta das 6h, o índice foi ainda maior, alcançando 209 µg/m³. A qualidade do ar é considerada boa quando atinge até 25 µg/m³.

Nesta tarde, os pontos de monitoramento da capital registram a qualidade do ar entre moderada e ruim. No município de Careiro, na Região Metropolitana, entretanto, o nível ainda é péssimo, com 117,5 µg/m³.

Suspensão de atividades e alerta à população

A Defesa Civil do Amazonas disparou alerta aos celulares orientando a população que use máscara | Foto: Reprodução/Defesa Civil

Universidades também suspenderam as atividades devido à fumaça. A Defesa Civil do Amazonas disparou alerta aos celulares orientando a população a evitar exposição à fumaça e usar máscaras ao sair de casa.

Ainda na sexta-feira, o Ministério do Meio Ambiente e Mudança Climática disse em nota que realiza ações permanentes de prevenção, monitoramento e combate aos incêndios florestais na região, com mobilização de equipes, aeronaves e recursos.

“Desde o início da temporada de incêndios florestais, o Ibama extinguiu 229 incêndios no Amazonas e segue atuando no combate a outros 20 incêndios ativos no estado”, afirmou o ministério.

A pasta acrescentou que disponibilizará mais seis aeronaves, sendo quatro aviões para lançamento de água e dois helicópteros, além de 290 profissionais brigadistas.

Governo proibiu queimadas por 120 dias

Manaus também sofreu com fumaça no mês de setembro. No dia 23, o prefeito Renato Júnior (Avante) cobrou políticas contra queimadas no interior do estado.

“Falta política pública no interior do Amazonas. E agora Manaus está pagando a conta de todo dia amanhecer encoberto de fumaça por falta de política pública nacional, dos outros estados e também do estado do Amazonas”, disse ele em publicação nas redes sociais.

O Governo do Amazonas proibiu por decreto no mês passado o uso do fogo em todo o estado por 120 dias. A medida proíbe o emprego de queimadas em atividades de limpeza, manejo e renovação de áreas.

Também em 23 de setembro, o Centro Integrado Multiagência de Coordenação Operacional Federal (Ciman Federal), coordenado pelo Ibama, recebeu solicitação de apoio do Governo do Amazonas para combate a incêndios florestais, segundo o Ministério do Meio Ambiente e Mudança Climática.

“Em resposta ao pedido, foram acionados combatentes do Projeto de Resposta em Ações Integradas para Atuação em Situações de Desastres (Respad) e uma aeronave do Projeto de Gerenciamento de Aeronaves para Situações de Urgência e Socorro (Pegasus)”, declarou o ministério.

De acordo com o órgão, em 30 de setembro, após as chuvas contribuírem para o controle dos focos de incêndio, o Governo do Amazonas comunicou que não seria mais necessário o apoio do Respad, dispensando a atuação da equipe federal antes do deslocamento a campo.

“O MMA informa ainda que orientou o Governo do Amazonas a solicitar recursos por meio do Sistema Nacional de Proteção e Defesa Civil (SINPDEC) para ampliar sua capacidade de resposta aos incêndios florestais. Contudo, até o momento, o estado não formalizou o pedido”, disse o ministério.

Fumaça oferece riscos à saúde

O risco de inalação de material particulado é maior dependendo do tempo de exposição e da quantidade inalada. Os mais suscetíveis a apresentar reações são crianças e idosos, mas todos podem ter comprometimento pulmonar e respiratório.

As queimadas também geram uma série de poluentes que podem permanecer no ar por semanas, como monóxido de carbono e dióxido de nitrogênio.

Governo amplia estrutura de combate a incêndios

Na última sexta-feira, o Governo do Amazonas afirmou em nota que tem feito reuniões sobre o tema das queimadas para conter os impactos ambientais, proteger a população e intensificar a fiscalização no estado. Segundo o governo, foi ampliado de 11 para 25 em um ano o número de bases permanentes de bombeiros em cidades do interior, e que o efetivo passou de 692 para 1.651.

O governo acrescentou que recebeu a aeronave Thrush S2R-510, capaz de transportar quase 2.000 litros de água, e que possui cinco viaturas Auto Bomba Tanque Florestal (ABTF). (Jorge Cosme/FOLHAPRESS)

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