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Simest, il 40% dei manager è donna e oltre un terzo ha meno di 40 anni. Calise: “La giovane età non sia una sala d’attesa”

15 October 2026 at 19:27

Simest, giovani e donne alla guida: i numeri dell’azienda Cdp

In Simest quattro manager su dieci sono donne e circa il 35% delle posizioni di responsabilità è affidato a professionisti con meno di 40 anni. È la fotografia dell’organizzazione della società del gruppo Cdp emersa dall’intervento di Elisabetta Calise, direttore persone e organizzazione di Simest, al “Future @Work 2026”, l’iniziativa promossa da Hrc Community per approfondire i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e le nuove sfide nella gestione delle risorse umane.

«In Simest circa il 35% dei ruoli di responsabilità è ricoperto da manager under 40 e le donne rappresentano il 40% delle posizioni manageriali». I numeri illustrati da Calise testimoniano l’attenzione della società alla valorizzazione delle competenze e alla costruzione di un ambiente professionale nel quale età e genere non rappresentino ostacoli all’assunzione di responsabilità e alle opportunità di crescita.

Il confronto tra generazioni

Il confronto tra generazioni e l’evoluzione dei modelli organizzativi sono stati tra i temi principali dell’intervento, che ha posto l’accento sulla necessità di ripensare i tradizionali criteri con cui le aziende riconoscono il talento e attribuiscono ruoli e responsabilità. In questa visione, l’esperienza professionale e il potenziale delle nuove generazioni devono diventare elementi complementari, capaci di rafforzare la qualità delle decisioni e favorire l’innovazione.

«La distanza non è tanto anagrafica, quanto organizzativa. A fare la differenza – ha osservato Calise – è la capacità di riconoscere competenze e potenziale, distribuendo fiducia e responsabilità senza che l’anzianità si traduca automaticamente in maggiore autorevolezza o che la giovane età diventi una sala d’attesa. La sfida per le imprese è superare le gerarchie implicite e creare le condizioni perché ciascuno possa esprimere il proprio valore e generare impatto, indipendentemente dall’età e dalla posizione ricoperta».

Un approccio che trova applicazione anche nelle iniziative avviate da Simest per accompagnare lo sviluppo professionale delle proprie persone. Tra queste figura Empower Professionals, il progetto dedicato all’individuazione e alla valorizzazione delle professionalità in grado di generare un contributo significativo ai risultati aziendali, attraverso la promozione di una leadership diffusa e il riconoscimento delle competenze individuali. «Crescere non significa necessariamente salire nella gerarchia. Significa anche costruire e rendere riconoscibile il proprio contributo all’organizzazione» ha aggiunto la manager di Simest.

Alla base del progetto c’è una concezione dello sviluppo professionale che supera la tradizionale corrispondenza tra carriera e progressione gerarchica. La crescita delle persone viene così interpretata anche come possibilità di ampliare le proprie competenze, assumere nuove responsabilità e contribuire in maniera sempre più incisiva agli obiettivi dell’organizzazione, indipendentemente dalla posizione occupata.

La prospettiva delineata da Simest punta, dunque, a favorire un modello aziendale nel quale il patrimonio di conoscenze maturato dalle figure più esperte possa integrarsi con le capacità, le sensibilità e le idee dei professionisti più giovani. Un incontro tra esperienze differenti che diventa occasione di apprendimento reciproco e strumento per affrontare con maggiore efficacia le trasformazioni del lavoro. L’obiettivo è costruire un’organizzazione nella quale la diversità generazionale e professionale rappresenti un fattore di competitività e nella quale il riconoscimento del merito, la circolazione delle competenze e la partecipazione delle persone contribuiscano alla crescita dell’intera azienda.

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Professores levam erro da CGA à Provedora de Justiça

15 October 2026 at 19:00
O SIPE exige a suspensão dos cortes e da devolução de valores pagos a mais. Pensionistas afetados perdem em média 93 euros brutos por mês.

© Getty Images

A ministra do trabalho diz que " há obrigação legal de o fazer" quando questionada se há fundamentação legal para o pedido de devolução dos valores pagos a mais

União quitou R$ 244 milhões para estados e municípios em setembro

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O governo federal pagou, em setembro, R$ 244,01 milhões em dívidas de estados e municípios que estavam inadimplentes. Os dados de garantias honradas e de recuperação de contragarantias estão no Relatório Mensal de Garantias Honradas pela União em operações de crédito e Recuperação de Contragarantias (RMGH), divulgado pelo Tesouro Nacional nesta quinta-feira (15).

Do total pago no mês, a maior parcela foi de dívidas do Rio Grande do Sul, que somaram R$ 237,71 milhões; houve também R$ 6,24 milhões para o Rio Grande do Norte e R$ 64,89 mil para o município de Santanópolis (BA).

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No acumulado do ano, as dívidas honradas pela União somam R$ 3,38 bilhões. Desde 2016, a União realizou pagamentos que somam R$ 89,90 bilhões para honrar garantias em operações de crédito de estados e municípios.

A Lei de Responsabilidade Fiscal diz que o governo federal realiza os pagamentos com a condição de que estados e municípios ofereçam contragarantias em valor igual ou superior.

Assim, caso estados ou municípios deixem de pagar prestações de contratos garantidos, caberá à União, além de honrar as dívidas, executar as contragarantias oferecidas para recuperar o crédito. Além do valor original devido, são cobrados do devedor juros de mora, multas e outros encargos previstos nos contratos de empréstimo.

O Tesouro Nacional destaca ainda que, caso estados e municípios não paguem os compromissos ou atrasem o pagamento, ficam impedidos de obter garantia da União para novos contratos de financiamento por até 12 meses.

Já os estados com Regime de Recuperação Fiscal (RRF) em vigor poderão contratar novas operações de crédito com garantia da União. Entretanto, a União fica impedida de aplicar as contragarantias para aqueles que obtiveram liminares judiciais.

Recuperação

O relatório mostra que, desde 2016, a União recuperou R$ 6,06 bilhões dos entes subnacionais. Em setembro, foram recuperados R$ 6,64 milhões. 

“O principal fator que explica esse baixo volume de valores recuperados é que grande parte das garantias honradas, aproximadamente R$ 80,09 bilhões, são de estados que participam ou participaram do Regime de Recuperação Fiscal (RRF) e, por essa razão, têm o benefício de suspensão temporária da execução da contragarantia", informou o Tesouro

Além disso, há R$ 528,05 milhões que não podem ser recuperados pela União em razão de decisões judiciais.

O relatório mostra ainda que há R$ 1,9 bilhão utilizados pelos estados de Alagoas, Espírito Santo, Maranhão, Pernambuco e Piauí como compensação por perdas na arrecadação de Imposto sobre Circulação de Mercadorias e Serviços (ICMS) em 2022.

A Lei Complementar 201/2023 prevê o socorro para estados, municípios e Distrito Federal, para compensar as perdas decorrentes da redução de suas arrecadações.

Anthropic, New York chiede di fermare l’Ipo da 2mila miliardi: “Prima affronti i rischi dell’intelligenza artificiale”

15 October 2026 at 18:26

Anthropic, New York chiede di fermare l’Ipo da 2mila miliardi

Anthropic dovrebbe rinviare la propria quotazione in Borsa negli Stati Uniti fino a quando non avrà affrontato i timori relativi alla sicurezza, alla governance e al ritmo di sviluppo. Lo ha chiesto il revisore dei conti di New York, Mark Levine, che sovrintende agli investimenti dei fondi pensione, con asset per circa 325 miliardi di dollari, della città che è anche la capitale economica degli Usa.

Per questo Levine ha mandato una lettera, intercettata da Cnbc, all’ad e principale azionista di Anthropic, Dario Amodei. Levine pone l’accento sul fatto che negli ultimi 12 mesi i sistemi di intelligenza artificiale hanno registrato rapidi progressi, superando il ritmo della regolamentazione e attirando l’attenzione sui potenziali rischi, tra cui la sicurezza informatica e l’uso improprio.

«Anziché procedere a testa bassa con il collocamento in Borsa, l’azienda dovrebbe concentrare le proprie energie sull’affrontare questi rischi senza precedenti», ha scritto Levine. La stessa Anthropic ha evidenziato i rischi posti dai modelli di Ai sempre più autonomi, che hanno dimostrato capacità potenzialmente dannose in test controllati, tra cui il sabotaggio del codice, l’agevolazione di frodi e la manipolazione delle informazioni.

Il collocamento a Wall Street è attualmente previsto per novembre, con una valutazione della società che supererebbe, nei desiderata, i 2mila miliardi di dollari. E il suo maggior concorrente, OpenAI, produttore di ChatGPT, dovrebbe quotarsi in Borsa nel 2027. All’inizio della settimana, in un incontro pre-Ipo, Anthropic ha comunicato ai potenziali investitori che i ricavi del terzo trimestre sono aumentati del 45% rispetto al trimestre precedente, come riportato da Reuters.

L’intervento pone l’accento sulla crescente preoccupazione da parte degli investitori istituzionali sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale che ancora non ha solide basi normative. L’ufficio di Levine ha comunque già investito in Anthropic circa 7 milioni di dollari prendendo una quota della società quando ancora era una startup.

Tale investimento offre alla città di New York una posizione privilegiata per far sentire la sua voce in un momento in cui i gestori di fondi pubblici esaminano con sempre maggiore attenzione i fattori ambientali e di governance delle società che si occupano di tecnologie emergenti.

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¿Reformas dentro del socialismo o cambio de sistema? Esta es la visión de los economistas cubanos

Las visiones de los economistas cubanos que no han roto con el sistema acerca de las 176 medidas presentadas por el gobierno contrastan con las de sus pares del proyecto Cuba Transformación...

CVA promove Vinhos do Algarve em Copenhaga

15 October 2026 at 18:31

A internacionalização dos Vinhos do Algarve passa também pelo contacto direto com novos mercados e pela criação de oportunidades de negócio além-fronteiras, pelo que foi com esse propósito que a Comissão Vitivinícola do Algarve (CVA) esteve em Copenhaga, entre os dias 6 e 8 de outubro, numa iniciativa dedicada à divulgação da produção vitivinícola regional junto de profissionais e consumidores dinamarqueses.

A participação teve início a 6 de outubro, na Portugalwines Copenhagen 2026, uma iniciativa organizada pela AICEP – Agência para o Investimento e Comércio Externo de Portugal, no Richmond Hotel.

O evento reuniu 12 produtores portugueses de diferentes regiões e foi dirigido a profissionais do mercado, entre importadores, distribuidores, especialistas de vinho e representantes da restauração e do retalho.

No âmbito do evento, a CVA teve a possibilidade de realizar uma prova de vinhos dirigida a profissionais do setor, nomeadamente importadores e representantes da restauração, na qual apresentou uma seleção de Vinhos do Algarve e destacou a diversidade da produção regional e as características distintivas dos vinhos deste território.

O programa incluiu ainda uma masterclass dedicada aos Vinhos do Algarve, conduzida por Gilmar Brito, dirigida a importadores e profissionais da restauração dinamarquesa. A sessão proporcionou um contacto mais aprofundado com os vinhos da região, através da apresentação de diferentes estilos e castas, e permitiu dar a conhecer as particularidades da produção vitivinícola algarvia a potenciais parceiros do mercado dinamarquês.

Nos dias 7 e 8 de outubro, a promoção dos Vinhos do Algarve prosseguiu em dois espaços de restauração de Copenhaga. No dia 7, o restaurante Búzio recebeu uma ação dedicada aos vinhos algarvios, seguindo-se, no dia 8, a mesma iniciativa, mas no restaurante Fanico. Desenvolvidas em parceria com a AICEP, estas ações proporcionaram momentos de prova que aproximaram os vinhos algarvios do público dinamarquês.

A CVA adianta ainda que as ações decorreram no âmbito de uma iniciativa de internacionalização cofinanciada pelo Programa Regional Algarve 2030. A presença na Dinamarca procurou ampliar a notoriedade dos Vinhos do Algarve no mercado dinamarquês, desenvolver contactos com potenciais parceiros comerciais e criar condições para novas oportunidades de exportação.

Odemira apresenta Bairro Comercial e Criativo para dinamizar o centro urbano

15 October 2026 at 18:17

O Município de Odemira apresenta amanhã, dia 16 de outubro, o Bairro Comercial e Criativo de Odemira, numa sessão pública que terá lugar pelas 19h00, no auditório da Biblioteca Municipal José Saramago.

A sessão de apresentação pretende dar a conhecer os objetivos e as oportunidades associadas ao projeto, que visa dinamizar o centro urbano de Odemira, valorizar o comércio local, promover a modernização e a transição digital das atividades económicas existentes e atrair novas iniciativas empresariais.

O envolvimento dos comerciantes e empresários locais será fundamental para potenciar os resultados do projeto e contribuir para um centro urbano mais dinâmico e atrativo.

O Bairro Comercial e Criativo aposta na valorização dos espaços e das estruturas identitárias do centro urbano, reforçando a sua importância enquanto locais de convívio e vivência comunitária, bem como na criação de melhores condições para o empreendedorismo e a renovação do tecido empresarial.

A transição digital assume igualmente um papel central, através da adoção de soluções tecnológicas aplicadas às vendas, aos pagamentos, à logística, ao marketing e à comunicação, contribuindo para reforçar a competitividade dos negócios locais.

No âmbito desta iniciativa, no dia 23 de outubro terá lugar o Dia do Bairro Comercial e Criativo, com um conjunto de atividades de ativação da marca, abertas a toda a população. A iniciativa pretende dar visibilidade ao projeto, aproximar a comunidade do comércio local e incentivar a descoberta dos espaços, negócios e experiências que dão vida a Odemira.

Promovido pelo Município de Odemira, em parceria com o NERBE/AEBAL – Associação Empresarial do Baixo Alentejo e Litoral, o Bairro Comercial e Criativo é financiado pelo Plano de Recuperação e Resiliência (PRR).

Salários da função pública em negociação segunda-feira

15 October 2026 at 17:42
Sindicatos pedem aumentos bem acima dos 2,3% previstos no acordo plurianual. Governo diz estar disponível para analisar propostas e garantir "soluções equilibradas".

© JOSÉ SENA GOULÃO/LUSA

A confirmar-se o cumprimento da meta prevista no acordo, a base remuneratória da administração pública subirá dos atuais 934,99 euros para 995,51 euros em 2027

Porto de Sines defende criação de uma zona franca

15 October 2026 at 17:39
A proposta foi apresentada no Congresso de Logística da APLOG, em Oeiras. Alfândega de Sines deverá ser autonomizada em janeiro de 2027.

© MIGUEL A. LOPES/LUSA

Uma zona franca corresponde a uma área isolada e delimitada onde as mercadorias podem entrar, ser armazenadas, transformadas ou comercializadas com isenção ou redução de impostos e tarifas aduaneiras

PSD/Santarém destaca investimento em Tancos da Lufthansa

15 October 2026 at 17:35
Investimento de 500 milhões de euros prevê a instalação de uma escola de pilotos na base de Tancos. Projeto poderá criar emprego e aproximar interior a novas oportunidades, considera Ricardo Oliveira.

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

O investimento global anunciado ascende a 500 milhões de euros, incluindo uma comparticipação pública de cerca de 50 milhões de euros, destinada à intervenção na pista

"É um tema. Falta de casas trava investimento em Portugal"

15 October 2026 at 17:16
Ricardo Amaro, economista português em Dublin, revela que crise no acesso à habitação está a levar investidores estrangeiros a recear trazer ao país o investimento de que necessita para "dar o salto".

© FOTOILUSTRAÇÃO INÊS CORREIA / OBSERVADOR

Ricardo Amaro é um economista português que vive há 10 anos em Dublin, na Irlanda, e trabalha para uma das mais influentes consultoras financeiras da Europa

OE2027 é "uma mão cheia de nada" para o interior

15 October 2026 at 17:03
A Plataforma da A23 e A25 critica o OE2027 e alerta para o risco real de regresso das portagens nas SCUT, acusando o Governo de manipulação sobre as causas do atraso das obras.

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

Movimento cívico realça que a ferrovia e os itinerários complementares (IC) em questão são essenciais ao desenvolvimento da Beira Interior

España: Gobierno subirá en diciembre las pensiones y el salario mínimo integral para 2027

15 October 2026 at 16:59
El Ejecutivo tramitará decretos de urgencia en diciembre para blindar los ingresos de jubilados y trabajadores frente a la inflación. Lo hará aunque esté en funciones por los comicios adelantados del 29 de noviembre

Oferta da Lufthansa para 100% da TAP não é vinculativa

15 October 2026 at 16:53
Quer o Governo, quer a Lufthansa reconhecem que a oferta feita para a compra da totalidade da TAP não é, nem pode ser, vinculativa. Receita com venda de 49,9% cobre menos de 40% da injeção pública.

© JOSÉ COELHO/LUSA

Fim da escala 6x1 traz esperança de mais tempo para família e saúde

Logo Agência Brasil

Adrielle Barbosa de Aquino tem 27 anos e é mão de duas crianças. Atualmente, ela trabalha como garçonete de segunda a sábado, em um restaurante no centro da cidade do Rio de Janeiro.

Desde que saiu da adolescência e começou em seu primeiro emprego, há quase dez anos, Adrielle não sabe o que é ter dois dias de folga em uma semana.

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“Nessa escala 6x1, eu só tenho o domingo de folga, né? É o dia que eu tenho para resolver minhas coisas. Um dia para resolver mil coisas e a gente fica perdida. Ainda mais quando a gente é mãe. É pesado!”

Ela acrescenta que, quando precisa resolver outras coisas que não são possíveis em um domingo, como uma simples consulta médica dos filhos, acaba tendo de faltar ao trabalho: “a gente acaba perdendo um dia de trabalho e tem o salário descontado”.

>> Clique aqui e leia mais sobre o fim da escala 6X1 na Agência Brasil

Jornada exaustiva

Adrielle é um dos milhões de brasileiros com a exaustiva jornada de seis dias de trabalho por semana.

Ela, como muitos, vê na aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) 221/2019, nesta quarta-feira (14) pelo Senado Federal, uma possibilidade de ganhar mais tempo livre: seja para descansar, curtir a família, se divertir, estudar, resolver problemas, ter um acompanhamento melhor de sua saúde ou mesmo para ganhar um dinheiro extra.

Uma pesquisa realizada em fevereiro deste ano pela Nexus mostra que 73% dos brasileiros apoiam o fim da escala 6x1. 

Yasmin Nascimento trabalha como auxiliar administrativo em uma clínica, também na escala 6x1. Na correria de uma manhã de quinta-feira, ela conversou com a Agência Brasil, enquanto um mototáxi já aguardava para levá-la a mais um dia de trabalho. 

Enquanto se preparava para subir na garupa da motocicleta, Yasmin disse esperar que as pessoas possam aproveitar melhor o tempo livre com outras atividades

“É mais um dia de folga com a sua família, mais um dia que a gente pode usar para trabalhar, estudar. Enfim, a folga é da pessoa, ela sabe o que ela vai fazer na folga dela, mas fiquei muito feliz porque essa PEC foi aprovada.”

Rio de Janeiro (RJ), 15/10/2026 – A ajudante de cozinha, Cristiane Wandermurin de Oliveira fala à Agência Brasil sobre a aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) que acaba com da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro. Foto: Tomaz Silva/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 15/10/2026 – A ajudante de cozinha, Cristiane Wandermurin de Oliveira fala à Agência Brasil sobre a aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) que acaba com da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro. Foto: Tomaz Silva/Agência Brasil
A ajudante de cozinha Cristiane Wandermuren comenta a aprovação do fim da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro - Tomaz Silva/Agência Brasil

Cristiane Wandermuren, de 56 anos, também trabalha desde a adolescência com apenas uma folga por semana. Antes como auxiliar de serviços gerais e atualmente como ajudante de cozinha. 

“Se eu tivesse mais um dia, eu iria cuidar da minha saúde, curtir mais os meus netos. Hoje tenho pouco tempo para minha família”, lamenta.

“Só temos o domingo. Como eu vou no domingo ao médico? Médico a gente normalmente vai no meio da semana... Aí o patrão já fica de cara feia se você chega mais tarde.”

6x1 no passado

Simone Cunha de Oliveira passou 15 anos trabalhando na escala 6x1. Há algum tempo, no entanto, começou a trabalhar em uma escola, onde consegue ter duas folgas na semana.

“A qualidade de vida é bem melhor, você tem dois de descanso, você pode resolver seus problemas. Só um dia para fazer tudo o que você quer ou precisa, não tem condições”, relata.

Ela não vê a hora de sua irmã, que trabalha como vendedora de automóveis e ainda não conseguiu se livrar da escala 6x1, também poder folgar duas vezes por semana.

“Eu só posso vê-la no domingo. Espero que a mudança na lei melhore principalmente a saúde das pessoas. As pessoas estão ficando doentes de tanto trabalhar. Que elas tenham o descanso que merecem.”

Rio de Janeiro (RJ), 15/10/2026 – A aposentada Maria Antônia de Carvalho fala à Agência Brasil sobre a aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) que acaba com da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro. Foto: Tomaz Silva/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 15/10/2026 – A aposentada Maria Antônia de Carvalho fala à Agência Brasil sobre a aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) que acaba com da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro. Foto: Tomaz Silva/Agência Brasil
Aposentada Maria Antônia de Carvalho trabalhou a vida inteira com apenas um dia de descanso por semana - Tomaz Silva/Agência Brasil

Maria Antônia de Carvalho, de 63 anos, precisou se aposentar para conseguir ter mais do que um dia de descanso semanal.

“Eu trabalhei na 6x1 minha vida inteira. Era horrível não ter tempo para nada. Eu não tinha tempo para nada. Não dava mesmo. Quando você pensava que ia descansar, no outro dia você já estava trabalhando de novo. Agora ficou maravilhoso, porque eu tenho mais tempo para mim, para minha família.”

Rio de Janeiro (RJ), 15/10/2026 – A aposentada Luciana Machado de Oliveira fala à Agência Brasil sobre a aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) que acaba com da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro. Foto: Tomaz Silva/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 15/10/2026 – A aposentada Luciana Machado de Oliveira fala à Agência Brasil sobre a aprovação da Proposta de Emenda à Constituição (PEC) que acaba com da escala de trabalho 6x1, no centro do Rio de Janeiro. Foto: Tomaz Silva/Agência Brasil
Aposentada Luciana Machado comemora o fim da escala de trabalho 6x1 - Tomaz Silva/Agência Brasil

Com 65 anos, Luciana Machado também trabalhou seis dias por semana durante quase toda a vida. Apenas recentemente, já aposentada, ela passou a trabalhar na escala 5x2, mas, segundo ela, precisava trabalhar a mais todos os dias, para compensar a folga no sábado.

“Com essa nova escala, tenho receio de que a pessoa tenha que aumentar o horário de trabalho durante a semana, como aconteceu comigo. Também pode ser que o funcionário perca dinheiro trabalhando um dia a menos”, afirma.

Quando passa a valer? 

De acordo com o texto aprovado ontem pelos senadores, Luciana não precisa se preocupar com aumento da carga horária de trabalho, já que as empresas terão que garantir a escala 5x2, assim como a redução da jornada de 44 para 42 horas semanais, 60 dias após a promulgação da emenda constitucional.

Dessa forma, caso a PEC seja promulgada ainda em outubro, as regras entrariam em vigor em dezembro de 2026.  

Após essa primeira redução, a jornada terá de cair para 40 horas, 12 meses depois. Assim, a transição completa levará 14 meses.  

A exceção são os trabalhadores terceirizados da administração pública, que terão uma regra de transição diferenciada.  

Veja as regras de transição da PEC que acaba com a escala 6x1: 

  • escala de 5 dias de trabalho com 2 dias de descanso (após 60 dias); 
  • redução da jornada de 44 horas para 42 horas semanais (após 60 dias) 
  • jornada de 42 horas para 40 horas semanais, mantida a escala 5x2 (em 14 meses).  

Como será feito o cálculo das horas de trabalho? 

No intervalo entre o segundo e o 14º mês após a promulgação, o empregador deverá distribuir, ao longo da semana, as duas horas acima das oito normais de serviço. Se repartidas igualmente, o empregado terá que trabalhar 8 horas e 24 minutos nos cinco dias na semana. 

Finalizada a fase de transição, todos os empregados devem trabalhar, no máximo, oito horas diárias e 40 horas semanais em 5 dias na semana. Para trabalhar mais horas, apenas mediante pagamento de hora-extra. 

A proposta prevê que lei complementar posterior poderá estabelecer medidas transitórias de mitigação dos impactos da redução da jornada para os microempreendedores individuais (MEIs), microempresas e empresas de pequeno porte.  

Saiba mais no Repórter Brasil Tarde, da TV Brasil

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