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“L’amico di Liam Payne è stato scagionato da ogni responsabilità penale, e le autorità argentine stanno prendendo tempo”: ecco perché potrebbe non esserci alcun processo per la morte dell’ex One Direction

17 October 2026 at 10:35

A due anni dalla morte di Liam Payne sono ancora tante le domande circa le ultime ore di vita dell’ex One Direction nell’hotel di Buenos Aires, e i continui ritardi che l’inchiesta nel Regno Unito subisce non aiutano di certo a sciogliere i numerosi nodi. Come si legge sul “The Sun”, però, un colpo di scena smuove le acque: Rogelio “Roger” Nores, amico di Payne e già accusato di omicidio colposo, è stato ufficialmente scagionato da ogni responsabilità penale, così come sono stati prosciolti due dipendenti dell’hotel dove è avvenuta la tragedia. Restano invece in attesa di conoscere la propria sorte altri due imputati accusati di aver venduto cocaina all’artista. Al tempo stesso fonti vicine al caso fanno sapere che è improbabile che si arrivi a un vero e proprio processo per la morte della popstar.

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Scontri di piazza in Argentina durante la marcia delle università: 31 arresti, oltre 500 persone colpite dalla repressione. Il governo: “Paghino gli organizzatori”

17 October 2026 at 08:29

Ottobre caldo anche a Buenos Aires: gli scontri di giovedì davanti al Congresso hanno causato 31 arresti, 8 agenti feriti e 550 persone colpite dall’uso massiccio di camion idranti, gas lacrimogeno e proiettili di gomma da parte delle Forze dell’ordine. Aggrediti diversi giornalisti, tra cui Laura Quispe (Te1esisa) e Guido Piotrkowski, entrambi feriti da proiettili di gomma, e Carla Ricciotti (LN+) e Charly Sjödin (C5N), colpiti da soggetti incappucciati. Gli scontri si sono verificati a margine della Quinta marcha federal degli atenei pubblici argentini a cui hanno partecipato 100mila manifestanti che, sotto una pioggia torrenziale, esigevano l’applicazione della Legge sul finanziamento universitario, cioè l’adeguamento automatico dei fondi in base all’inflazione, bloccata dall’austerity del governo di Javier Milei.

Le ragioni della “marcha”

I manifestanti – convocati dal Consejo interuniversitario nacional, Federación universitaria argentina e Frente sindacal de universidades nacionales – chiedevano anche aumenti di stipendio del 32% per compensare la perdita di potere d’acquisto, la modifica dell’esiguo bilancio universitario (meno di 5 milioni di dollari per tutto il Paese) e l’abrogazione del Decreto 70/23 in materia di deregulation, che ha fatto lievitare i costi di trasporti e affitti per studenti fuorisede.

Inflazione, disoccupazione e povertà in crescita

Dietro la protesta degli universitari si cela però un malessere più ampio. Secondo Paola Zuban, analista e direttrice della società di consulenza Zuban Córdoba, il Paese manifesta anche contro “la perdita di potere d’acquisto, l’inflazione – che resta un problema molto pressante, ancora oggi –, la disoccupazione o la paura stessa di perdere il lavoro, oltre all’indebitamento delle famiglie”. Pesano anche i dati sulla povertà urbana, che a fine settembre ha raggiunto il 32,3% della popolazione residente nelle città: +4,1 punti percentuali rispetto alla seconda metà del 2025, secondo l’Instituto nacional de estadística y censos. La peggior parte la subiscono i bambini (fascia 0-14), dove il tasso di povertà è di 44,5%. Preoccupa anche l’indigenza minorile, che risulta del 10,8%.

Il dibattito sui violenti

Secondo diverse ricostruzione, gli scontri sarebbero stati provocati da una trentina di persone dal volto coperto, tuttora ignote agli organizzatori. Immediata – e altrettanto sproporzionata – la risposta delle Forze dell’ordine. “È chiaro che si è trattato di un’operazione montata da piccoli gruppi estranei al movimento studentesco – spiega a ilFattoQuotidiano.it Piero Ghezzi, rappresentante del Consiglio interuniversitario nazionale –. Volevano delegittimare una manifestazione storica, pacifica e democratica in difesa dell’Istruzione pubblica”. Condanne anche dal rettore dell’Università di Buenos Aires, Emiliano Yacobitti: “Chiediamo alla Giustizia di identificare e punire i responsabili dei disordini, che non hanno nulla a che fare con la comunità universitaria”. Tuttavia, il governo centrale nega la presenza di infiltrati. “Coloro che hanno attaccato il parlamento e la polizia sono criminali e delinquenti. La violenza non è un diritto. E la giustizia agirà con fermezza”, è la minaccia della segretaria alla Sicurezza argentina Alejandra Monteoliva.

Criminalizzare chi protesta

A sua volta, il governo della Ciudad de Buenos Aires parla di 60mila dollari americani in danni, che vorrebbe imputare agli organizzatori. L’intento, secondo fonti consultate da ilFatto.it, è quello di indebolire le sigle sindacali e dissuadere future manifestazioni. Quanto ai 31 detenuti: si ipotizzano reati come “resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento aggravato”.

Il tutto sulla base del Protocollo anti-picchetti (risoluzione 943/2023), che viete “impedimenti al transito di persone e mezzi” e attribuisce “i costi di eventuali operativi” dispiegati agli organizzatori stessi delle manifestazioni, tenuti ad affrontare spese relative al “risarcimento danni”.

Scontro tra poteri

Ma le università non fanno un passo indietro. Nel giorno successivo alla marcia si registrano occupazioni e assemblee in diversi atenei del Paese – intenti a stendere un calendario di future manifestazioni – oltre agli scioperi, già programmati, nell’Università di Buenos Aires, dove le Facoltà di Scienze economiche, Odontologia e altre si fermeranno a turni, dal 19 al 22 ottobre, in protesta contro la stretta di Milei.

Lo scontro però non si limita alla piazza, ma si consuma tra i poteri dello Stato: il giudice federale Martín Cormick aveva imposto una multa giornaliera di 100mila pesos argentini a Diego Santilli, capo gabinetto di Milei, per l’inadempimento di un provvedimento d’urgenza legato all’applicazione della Legge di finanziamento universitario in materia di adeguamento salariale. La misura è stata sospesa in seguito dal Terza sala della Camera nazionale d’appello per il Contenzioso amministrativo federale, previo ricorso introdotto dai legali del Ministero del Capitale umano.

E mentre la protesta dilagava, Milei era negli Usa, ben lontano dall’Argentina, come già accaduto di fronte all’esplodere di altri dossier, tra cui i casi Libra$ e Adorni. Questa volta era alla Camera di commercio statunitense, dove ha ricevuto il riconoscimento “Campione della libera impresa” dopo aver difeso a spada tratta le proprie ricette economiche. “Le società non si suicidano – ha detto, sicuro della sua rielezione nel 2027 –. Inoltre, con i risultati che stiamo mostrando, confido che l’anno prossimo gli argentini potremmo validare nelle urne questo modello”.

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Bitcoin Is a Threat to Government-Controlled Money

16 October 2026 at 16:00

Today's guest is Brazilian economist Fernando Ulrich, one of Latin America's leading experts on Bitcoin and a longtime advocate of free market economics. His 2014 book, Bitcoin: The New International Currency, helped popularize the cryptocurrency in Latin America, where decades of inflation and government mismanagement have made alternatives to state-controlled money especially appealing. But Ulrich doesn't believe Bitcoin needs to replace the dollar to succeed, and he argues that its greatest contribution may be challenging the government's monopoly on money.

Nick Gillespie spoke with Ulrich at the Winds of Change conference in Buenos Aires, where they discussed why the AI investment boom may be drawing capital away from Bitcoin, whether Javier Milei has delivered on his promise to transform Argentina's economy, and how stablecoins are threatening national currencies. They also explore the Austrian school of economics, the risks of protectionism, and why Ulrich believes Bitcoin can expand individual freedom even if it never becomes the world's dominant currency.

0:00—Is Milei delivering on his economic promises?

4:29—Argentina's central bank

7:35—Bitcoin as a payment system

10:10—Bitcoin's adoption rate and volatility

16:38—Is AI a bubble?

19:03—What does Paul Krugman get wrong about Bitcoin?

23:13—China's relationship with Bitcoin

24:24—Differences between Bitcoin and stablecoins

28:25—Subjective value theory

32:40—The Cypherpunks and the concept of exit over voice

37:49—Will an economic crash accelerate Bitcoin adoption?

40:04—Tariffs and free trade

44:18—Why Bitcoin won't replace all currencies

45:26—Nationalism

48:39—2046 Bitcoin prediction

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© Illustration: Fatima Ruiz

Fernando Ulrich appears on the left. Nick Gillespie appears on the right. An image of the Bitcoin logo on a gold coin appears in the center. Bold text across the top of the screen reads "Nobody Controls It."

Polícia argentina reprime manifestação contra Governo

16 October 2026 at 09:39
Resposta policial a um grupo de oito encapuzados, que começara a destruir mobiliário urbano e a atirar objetos contra a vala que circunda o parlamento, foi considerada desproporcional.

© JUAN IGNACIO RONCORONI/EPA

Gases afetaram estudantes, docentes e funcionários universitários que se mobilizaram de forma pacífica para reclamar ao governo

Repression at Argentina’s University March: Over 30 Detained

16 October 2026 at 02:13
Federal forces repressed the mobilization calling for the application of the University Funding Act. According to witnesses, there were possible infiltrators among the protesters. Photo: EFE.

Federal forces in Argentina fired tear gas and turned water cannons on thousands of peaceful demonstrators in Buenos Aires on Thursday, detaining at least 34 people during the fifth Federal University March.


The march demanded implementation of the University Financing Law and denounced a sustained squeeze on public university budgets.

The demonstrations were replicated in dozens of Argentine cities, with students, teachers and university staff joined by unions, social organizations and environmental groups demanding the full implementation of the University Financing Law.

RELATED: Argentina’s Basic Basket Costs Outpace Inflation as Poverty Line Climbs

Protesters also denounced a sustained budget squeeze on public universities and rejected the ninth consecutive appeal filed by Javier Milei’s administration against court rulings that order the transfer of funds to the country’s higher education institutions.

The funding dispute has dragged on for months. Courts have repeatedly instructed the government to hand over the money set aside under the University Financing Law, and each ruling has been met with a new appeal from the national government. Thursday’s march was the fifth federal mobilization in a campaign that has grown beyond campuses to include unions, social organizations and environmental groups.

Beyond the university budget, the crowd voiced opposition to Decree 70/23 and defended the Land Law. Speakers also called for salary increases, relief measures for indebted families and more resources for public institutions.

Arrests and Attacks on Press

According to local media, the police began repression outside the National Congress in Buenos Aires as a response to an incident of a group of about eight people, who started breaking street furniture and throwing objects against the fence surrounding Parliament. Despite being an isolated incident, the gassing affected those who marched peacefully. Witnesses warned of possible infiltrators.

At least 34 people were arrested and one woman was injured. Cameras captured a gas canister hitting her head. “The gas thing fell on my head, I don’t know how I am, I have to go to the hospital,” the woman, who gave her name as Andrea, told reporters covering the march.

For its part, the Buenos Aires City Police said in an official statement that its own force detained six people: two minors, aged 14 and 17, and four adults, three men and one woman, charged with assault and resistance to authority.

Press workers also was targeted. Photographer Guido Piotrkowski, who was covering the march, captured the moment when a Federal Police officer stepped out from behind the fence, aimed and fired at him. “They came out from behind the fences and started shooting; I was taking photos and they fired at us,” he said. “They hit me in the chest, another colleague in the leg, but they aimed directly. They were rubber pellets.”

According to the reports, another worker from a community media outlet had to be treated at a hospital after being hit by at least seven rubber bullets. Cameras from the C5N channel also recorded a man with his face covered handling a backpack in the middle of the square. When the reporter approached to speak with him, the man reacted violently and struck the cameraman.

The fifth Federal University March ended under a cloud of gas. The political dispute over who unleashed the violence now moves to Congress, where opposition lawmakers are pressing the security minister to account for the operation.

No Quorum in Congress

Meanwhile, the Chamber of Deputies failed in its attempt to debate the rejection of the Decree of Necessity and Urgency 70/23, promoted by the government of Javier Milei to support its program, by failing to reach the necessary quorum at the special session convened by opposing parties. Only 121 legislators attended the legislative day, eight fewer than the 129 required to enable treatment in the compound, with a total of 136 absences.

The opposition call gained momentum following an initial ruling by the Supreme Court of Justice that deregulated the sale of land to foreigners under the Decree 70/23, although a subsequent decision by the court itself temporarily restored the rule, argument that they used allied sectors to avoid attending the session. In parallel, the Government negotiated to include a cap on land sales to foreigners in the Inviolability of Private Property project, which was scheduled for debate on October 21.

Milei reprimió con gases y carros hidrantes la masiva marcha universitaria

16 October 2026 at 00:01
Cientos de miles de personas desafiaron la intensa lluvia de este miércoles para reclamar que el presidente Javier Milei cumpla con la Ley de Financiamiento Universitario y pague lo adeudado…

Eduardo Bolsonaro vive noite de celebridade na festa da extrema direita nos EUA

15 October 2026 at 23:00

Na noite de quarta-feira (14), empresários conservadores, influenciadores digitais e autoridades do governo dos Estados Unidos se reuniram no Andrew W. Mellon Auditorium, na capital Washington, D.C., para a festa de gala da Hispanic Heritage, organizado pela plataforma financeira Latino Wall Street.

O homenageado do evento foi Javier Milei, presidente da Argentina. Seu principal aliado no Brasil, Eduardo Bolsonaro, foi um dos convidados de honra.  

Na entrada, convidados trajados com roupas brilhantes e smokings cercaram Eduardo para tirar selfies e apertos de mão. Muitos perguntavam sobre o pai, Jair Bolsonaro, que cumpre em casa a pena de 27 anos de prisão por tentativa de golpe de Estado. Outros demonstravam entusiasmo com a liderança do irmão Flávio Bolsonaro no primeiro turno da disputa presidencial contra o presidente Luiz Inácio Lula da Silva. 

Eduardo conversou com veículos de comunicação identificados com o movimento MAGA (“Make America Great Again”, um dos slogans de Donald Trump), como a ex-boxeadora Cara Castronuova, uma das correspondentes da Casa Branca alinhadas ao governo. Ele também posou ao lado de Javier Negre, comunicador espanhol apelidado de “Rei Midas da viralidade”. Negre é sócio de Fernando Cerimedo, marqueteiro argentino de extrema direita, detido em agosto na Bolívia, acusado de envolvimento em ataque a tiros contra a ex-companheira.    

Em determinado momento, na entrada do evento, uma mulher que parecia ser uma das convidadas segurou o braço de Eduardo e ambos olharam para baixo, compenetrados. Eles rezavam pelo Brasil. Quem também tietava Eduardo Bolsonaro era a autointitulada diplomata espiritual, consultora de direitos humanos e empresária gaúcha Luciana Pananos, que mora nos EUA. 

Do lado de dentro, iniciada a cerimônia, os oradores no palco falavam sobre acabar com a criminalidade e derrotar o socialismo na América Latina. Na plateia, os convidados, que pagaram entre US$ 3 mil e US$ 10 mil para participar do evento, saboreavam almôndegas de wagyu (carne bovina de origem japonesa), pato defumado com amoras, abacate recheado grelhado e filé-mignon bovino defumado. 

“Vamos expulsar o ditador comunista do Brasil”, bradou o homenageado da noite, Javier Milei, após abraçar calorosamente Eduardo, que deu chutes no ar como se estivesse expulsando Lula do posto. O presidente da Argentina disse ainda que os conservadores “não podem ceder um centímetro em nossa reconquista do hemisfério”. 

“Um discurso inspirador”

Após a fala de Milei, Eduardo discursou. Ele ponderou que o resultado da eleição ainda não estava definido. Mas o tom era abertamente comemorativo. “Quando confirmarmos a vitória do meu irmão, o senador Flávio Bolsonaro, como presidente do Brasil, vamos entrar em uma nova era, que eu chamo de Era de Ouro da América Latina!”

O deputado cassado adotava um dos slogans de Donald Trump, que costuma dizer que o país vive uma nova “era de ouro” sob sua batuta. “Temos tudo para ser iguais aos Estados Unidos”, completou Eduardo.

Durante o discurso, ele também louvou outros presidentes de extrema direita na América Latina, como Nayib Bukele, de El Salvador, e o colombiano Abelardo de la Espriella.

“Amamos todos aqueles que dificultam a vida dos criminosos”, declarou, acrescentando que “pela primeira vez veremos todos os países [da América Latina] combatendo o narcoterrorismo”. O público aprovou e aplaudiu entusiasmado. Um empresário do setor imobiliário que atua em Honduras disse à reportagem que considerou o discurso “inspirador” e que o Brasil deveria adotar o “modelo Bukele”. 

Flávio e Eduardo já visitaram o CECOT, o megacomplexo penitenciário para onde o governo Trump enviou imigrantes que, segundo relatos, foram torturados. Se a vitória de Flávio Bolsonaro se concretizar, o Brasil pode integrar a coalizão Escudo das Américas, formada por 19 países da região e liderada pelos EUA.  

“O melhor ainda está por vir”, declarou Eduardo Bolsonaro, prometendo libertar o Brasil, começando por seu pai.

Mais que entusiasta da candidatura do irmão à Presidência, Eduardo é um dos nomes mais cotados para se tornar o próximo ministro das Relações Exteriores do Brasil em um eventual governo de Flávio. Desde que se mudou para os EUA, no início de 2025, o filho 03 de Bolsonaro perdeu o mandato de deputado federal por faltar a mais de 80% das sessões e também foi despojado do emprego como investigador da Polícia Federal por abandono de posto. 

No início de outubro, o ministro do Supremo Tribunal Federal Alexandre de Moraes expediu um mandado de prisão contra ele, após sua condenação a mais de quatro anos de prisão por fazer lobby junto ao governo Trump contra o Judiciário brasileiro. Mas, no universo MAGA, Eduardo é uma estrela e a eleição de seu irmão é tratada como um fato consumado.

Obra de arte autografada por Eduardo Bolsonaro mostra a América Latina sob a bandeira dos EUA

Em conversa com jornalistas antes do evento, Eduardo descartou as preocupações com a ingerência dos EUA nas eleições brasileiras e voltou a repetir alegações sem fundamento que já foram contestadas: segundo ele, durante o governo de Joe Biden, a agência oficial de ajuda humanitária USAID, fechada por Trump em 2025, financiou ONGs e veículos de comunicação sob o pretexto de combater a desinformação, com o objetivo de impedir a reeleição de Jair Bolsonaro em 2022.

“O Brasil já sofreu uma interferência internacional. O que eu vejo agora é justamente o oposto”, afirmou. A primeira medida de um eventual governo de seu irmão seria “expurgar esse câncer chamado Alexandre de Moraes” do STF, disse ele, referindo-se ao ministro como um “tirano”. Caso contrário, seu irmão não conseguiria governar, na opinião do deputado cassado. Perguntado se voltaria para o Brasil mesmo com o pedido de prisão, Eduardo negou. “Eu não vou puxar uma cadeia sendo inocente, não”, afirmou.

Eduardo circulava pelo salão de baile acompanhado de perto pelo blogueiro de extrema direita Allan dos Santos. Foragido nos EUA desde 2021, quando teve prisão decretada pelo Supremo, o blogueiro é investigado em dois inquéritos sobre a criação de milícias digitais e propagação de fake news.

Eduardo Bolsonaro cercado pelo blogueiro foragido por Allan do Santos e por membros da Revista Timeline

Presença frequente em eventos conservadores nos EUA, Eduardo também conversou informalmente com Matt Schlapp, presidente da Conferência de Ação Política Conservadora (CPAC), e sua mulher, Mercedes, que mencionou os Bolsonaro em seu discurso e previu que Flávio será eleito presidente do Brasil. “Colocamos a América Latina de volta nos trilhos”, afirmou ela.

Já no fim da noite, enquanto os convidados dançavam ao som de La Bamba, Conga e Macarena, a reportagem conversou com Lena Ruseva, que vestia um longo vestido vermelho estampado com o rosto de Trump e a frase “Drill, baby, drill” (“Perfure, baby, perfure”, slogan de Trump em alusão à exploração de petróleo).

Autodenominada artista America First, Ruseva contou que Milei havia gostado tanto do retrato que ela fez dele especialmente para a ocasião que quis ficar com a obra. Ela também demonstrou orgulho do quadro que teria dado de presente a Trump em um de seus aniversários.

A artista trumpista Lena Ruseva em entrevista na chegada à festa

Algumas de suas obras estavam expostas no salão e seriam leiloadas, com lances iniciais de US$ 10 mil. Entre elas, havia uma representação da bandeira americana com o contorno da América Latina. Eduardo Bolsonaro assinou a obra com letras douradas.

“Disse a ele que ficaria com o quadro até que se tornasse o próximo presidente do Brasil”, contou ela.

Working to change the culture from within in Argentine women’s soccer

15 October 2026 at 14:07

On March 7, 2024, Cynthia Conforto’s cellphone exploded with calls. On the eve of International Women’s Day events, a sports journalist’s accusation of sexual assault against four Vélez Sarsfield players disrupted plans for 8M. Conforto had been in charge of the club’s Gender Department for only a few months; Vélez is one of the 30 clubs in Argentina’s professional league. The alleged incidents took place during a team training camp in Tucumán, about 750 miles from Buenos Aires.

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© Manuel Fernández

Vélez players arriving at the training ground.

The researchers who achieved Chile’s first cloned horse: ‘It would not be complicated to clone humans; the only limitation is ethical’

15 October 2026 at 13:42

Chile has achieved its first successful equine cloning. The foal, an identical copy of the polo pony Capacidad, was born on September 26 in the O’Higgins region after a pregnancy of nearly a year. Fidel Ovidio Castro, 65, and Lleretny Rodríguez, 50, two Cuban-born academics working at the School of Veterinary Sciences of the University of Concepción in Chile and founders of the company Vi-Embryos, led a research team that accomplished this reproductive biotechnology milestone, together with the Los Abedules Equine Reproduction Center.

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© Universidad de Concepción

The horse 'Capacidad 1' in Concepción (Chile).

Leo XIV’s cancer diagnosis upends the pontificate: ‘We thought we had a pope for 20 years; this changes everything in the Curia’

15 October 2026 at 12:47

Overnight, the atmosphere at the Vatican has shifted and the future has become more uncertain. The news of Pope Leo XIV’s cancerous tumor has caused devastation, just 17 months after his election in May 2025, at a time when, at 71 and in good physical condition, he was thought likely to remain pope for many years. “We thought we had a pope for 20 years and now it’s no longer clear; this changes everything in the Curia, all the dynamics,” a prelate admits.

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© FABIO FRUSTACI (EFE)

The Pope, upon his arrival at the Gemelli Polyclinic in Rome to undergo surgery Tuesday.

Mais de 300 crias de baleia morreram na Patagónia. Ainda não se sabe porquê

By: ZAP
15 October 2026 at 08:00
Os cientistas correm para explicar porque é que centenas de crias de baleia-franca-austral morreram este ano na Patagónia argentina. Começam a surgir as primeiras pistas. Desde junho, morreram mais de 300 crias de baleia-franca-austral (Eubalaena australis) na Patagónia argentina. Foi uma mortandade “excecional”, dizem os cientistas. O número preliminar já ultrapassa de longe o recorde anual anterior, de 2012, quando morreram 113 crias de baleia-franca-austral, o maior valor alguma vez documentado para a espécie, tanto a nível local como global. Agora, os cientistas correm para perceber ao certo o que está a causar esta mortandade sem precedentes. As análises laboratoriais

Sem VAR? Na Argentina os árbitros consultam o telemóvel

15 October 2026 at 09:19
Um jogador mostrou a transmissão no telemóvel ao árbitro para corrigir um pénalti assinalado. Já Shakira troca no amor o futebol pelo basquetebol. E ainda, os 80 anos do lendário Toni.

Empate com Argentina conclui período de testes na seleção feminina

Logo Agência Brasil

A seleção feminina de futebol concluiu, na noite desta terça-feira (13), mais uma data Fifa - nome dado ao período do calendário em que as equipes nacionais se reúnem para jogos mundo afora. No caso do Brasil, foram dois amistosos diante da Argentina. Após a vitória do sábado (10), por 3 a 1, no Beira-Rio, em Porto Alegre, o time comandado por Arthur Elias ficou no empate por 2 a 2 com as hermanas na Arena de Pernambuco, em São Lourenço da Mata, na região metropolitana de Recife.

Em relação ao jogo anterior, Arthur promoveu nove mudanças na formação titular, mantendo apenas as laterais Isabela e Raíssa Bahia. No gol, Thaís Lima ficou na vaga de Lorena. A dupla de zaga reuniu Tayla e Tarciane.

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Do meio para frente, as escolhidas foram Kaylane, Kerolin, Bia Zaneratto, Gio Garbelini, Priscila e Jhonson. O quinteto substituiu, respectivamente, Duda Sampaio, Angelina, Maiara, Luany, Taina Maranhão e Geyse.

Assim como no triunfo em território gaúcho, as brasileiras tomaram a iniciativa e abriram o placar logo aos 12 minutos, com Bia Zaneratto, de cabeça, após cruzamento de Raíssa Bahia pela esquerda. Aos 27, em contra-ataque, Gio Garbelini aproveitou asobra para balançar as redes e aumentar a vantagem.

A reação argentina começou aos 34 minutos, com a meia Daiana Falfán. Na etapa final, aos sete, Agostina Holzheier foi derrubada na área por Isabela. A também atacante Florencia Bonsegundo, de pênalti, deixou tudo igual.

A seleção verde e amarela ficou com uma jogadora a mais a partir dos 11 minutos, quando a meia Sofía Dominguez puxou o cabelo de Kerolin, sendo expulsa. Apesar da vantagem numérica, que perdurou por mais de meia hora, o Brasil não criou chances de grande perigo, frustrando os cerca de 30 mil torcedores que marcaram presença na Arena de Pernambuco.

14/10/2026 - Brasil abre 2 a 0, mas cede a igualdade diante de 30 mil torcedores
Foto: Luciana Vermell/CBF 14/10/2026 - Brasil abre 2 a 0, mas cede a igualdade diante de 30 mil torcedores
Foto: Luciana Vermell/CBF
Brasil abre 2 a 0, mas cede a igualdade diante de 30 mil torcedores - Foto: Luciana Vermell/CBF

"Tivemos dificuldade de jogar com uma mais. Tem coisas que não foram boas e viram alertas e tem coisas positivas que nos aproximam de uma convocação em maio do ano que vem", disse Arthur, em entrevista coletiva após a partida.

Ao todo, 27 das 28 jogadoras convocadas foram testadas. Ao longo da partida de terça, foram dez substituições, com a estreia da zagueira Carol Gil, do São Paulo, com a Amarelinha. No sábado, o auxiliar Rodrigo Iglesias - Arthur estava suspenso - mexeu outras dez vezes no time, promovendo a primeira vez de Carlinha, mais uma campeã brasileira pelo Tricolor paulista. A também goleira Yanne, do Bahia, foi a única a não participar das partidas.

"Existem jogos em que a prioridade máxima é vencer, como foi com os Estados Unidos [na data Fifa anterior, em junho]. E temos confrontos que são estratégicos, em que tomamos decisões difíceis, mas importantes", justificou o técnico.

Em 2026, a seleção feminina ainda terá dois amistosos contra o Japão, ambos fora de casa. O primeiro será dia 29 de novembro, em Hiroshima, e o segundo em 5 de dezembro, na cidade de Okayama. Já em 2027, são duas datas Fifa (fevereiro e abril), com espaço para até três partidas em cada, antes da convocação para a Copa do Mundo, que será aqui no Brasil.

Milei returns to Washington to strengthen ties with Trump’s administration

14 October 2026 at 11:26

Javier Milei begins another visit to the United States on Wednesday, his 20th trip since being elected president of Argentina and his fifth this year alone. He will remain in Washington, D.C., until Friday, taking part in a series of events aimed at deepening his alliance with the Donald Trump administration and demonstrating his support for Israel.

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© Charly Triballeau (Charly Triballeau/Pool AFP via A)

Javier Milei at the Shield of the Americas meeting at U.N. headquarters in New York on September 22.

Argentina e Brasil restringem acesso a Cataratas do Iguaçu

14 October 2026 at 07:51
Decisão em ambos os países surge depois de as autoridades terem ativado um protocolo preventivo face a uma forte subida do nível do rio Iguaçu, com o caudal a ultrapassar os 12 mil metros cúbicos.

© LUSA

As Cataratas do Iguaçu, declaradas Património Natural da Humanidade pela UNESCO, constituem uma das principais atrações turísticas do Brasil e partilham o sistema de quedas de água com a Argentina
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