Migrants From Ukraine and Sudan to Keep Deportation Protections for Now

© Valerie Plesch for The New York Times

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Ukrainian attacks set an oil export terminal ablaze in St. Petersburg on Sunday, as Kyiv launched more than 1,000 drones across Russia in one of its largest ever aerial bombardments.
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Notte di intensi bombardamenti quella tra Russia e Ucraina, con l’esercito di Kiev che è tornato a colpire il cuore del Paese di Vladimir Putin sferrando attacchi a San Pietroburgo e provocando blackout parziali in città. I raid hanno preso di mira il centro dati VKontakte, il “Facebook russo”, e la sottostazione elettrica Vostochnaya. Mosca, da parte sua, ha attaccato l’Ucraina nella notte con un missile balistico Iskander-M e 180 droni d’attacco, con almeno tre persone che sono state uccise.
Dopo l’allarme della Nato su un drone sospetto nella spazio aereo lituano – con il decollo di due caccia italiani Eurofighter – sono giunte le scuse e le ammissioni di Kiev: il velivolo senza pilota era ucraino. Il presidente Gitanas Nauseda aveva subito tirato in ballo Mosca: “La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina si sta estendendo al fianco orientale della Nato e dell’Ue”. Il chiarimento è firmato dal portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhii Tykhy: “Ci rammarichiamo per l’incidente” di stamattina. Il funzionario di Kiev chiama ancora in causa Putin, perché il drone gialloblu potrebbe essere stato deviato “da azioni di combattimento elettronico da parte della Russia“, durante “un’operazione contro obiettivi militari legittimi” nel territorio della Federazione. Infine, le scuse “per eventuali disagi, rischi e preoccupazioni”.
Per la Russia, la situazione più critica è appunto quella nell’ex capitale zarista che ha provocato interruzioni su larga scala nel social network, dato che a essere colpiti sono stati il centro dati, così come la sottostazione adiacente, che si trovano nel villaggio di Novosergievka, nel distretto di Vsevolozhsk, nell’oblast di Leningrado, al confine amministrativo con San Pietroburgo. Gli utenti lamentano seri problemi nel funzionamento della piattaforma e dei servizi correlati. L’ufficio stampa dell’azienda ha confermato l’attacco, ma ha assicurato che i servizi sono operativi: “Un attacco di droni è stato effettuato contro il centro dati VK nell’oblast di Leningrado. I servizi VK sono accessibili agli utenti in modalità normale”.
Un attacco massiccio, quello di Kiev, come testimoniano le comunicazioni diffuse dalle autorità russe, secondo le quali le forze di difesa aerea hanno abbattuto 126 droni nella regione di Leningrado, dove un terminal petrolifero è stato colpito e le operazioni all’aeroporto di Pulkovo sono state limitate. Il governatore Alexander Drozdenko ha scritto su Telegram che è hanno dovuto respingere un “attacco su larga scala” con velivoli senza pilota. I detriti dei droni sono caduti su abitazioni, automobili e linee elettriche, provocando brevi interruzioni della corrente, anche se non sono stati segnalati feriti. Il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha riferito che l’attacco ha provocato un incendio al terminal petrolifero della città, già colpito dall’Ucraina a giugno. I sistemi di difesa aerea sono entrati in funzione, mentre l’aeroporto internazionale di Pulkovo ha introdotto restrizioni alle operazioni “per motivi di sicurezza”. L’agenzia di stampa russa Tass ha segnalato disagi anche alle partenze.
Nei giorni in cui si è registrato il riavvicinamento, forse decisivo, di Donald Trump a Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky vuole quindi sottolineare come dal Cremlino non ci sia mai stata una reale volontà di aprire un tavolo e avviare dei colloqui di pace: “Da quando il presidente americano ha annunciato una tregua energetica una settimana fa, la Russia ha colpito deliberatamente il sistema energetico e il settore petrolifero e del gas dell’Ucraina già 76 volte – ha scritto su X – Solo questa notte ci sono stati attacchi contro sottostazioni nelle regioni di Vinnycja, Zytomyr, Chmelnyckyj e Odessa. Decine di migliaia di famiglie restano senza luce. Di fatto, gli operatori energetici e le squadre di riparazione lavorano ininterrottamente per il ripristino. Durante la notte i russi hanno colpito anche edifici residenziali nelle nostre regioni. Al momento si sa di 12 feriti, tra cui due bambini. Due persone sono morte. Le mie condoglianze ai familiari e ai loro cari”. E continua ricordando che “in mattinata c’è stato un attacco contro un’impresa agricola in Volinia. Tutti i servizi necessari stanno lavorando sul posto. In totale, nell’ultima settimana i russi hanno lanciato contro l’Ucraina quasi 2.700 droni d’attacco, 1.700 bombe aeree e 66 missili, la maggior parte dei quali balistici. Gli obiettivi principali di questi attacchi sono proprio le infrastrutture energetiche; i russi cercano di provocare un blackout”.
Nonostante ciò, Donald Trump continua a sostenere la bontà della sua decisione di stipulare l’accordo sul gasolio con Mosca e sospendere le sanzioni alla Federazione nel tentativo di provocare un ribassamento dei prezzi dell’energia e, di conseguenza, dei prodotti: “Molti di voi non sanno ancora quale sia la mia decisione, ma lo scopriremo e lo scoprirete anche voi – ha detto in merito alla sospensione del Graham Act – È un’ottima decisione, sarà una scelta positiva per il Paese e, credo, anche per il mondo, dato che ci troviamo davvero su un palcoscenico globale”. Dall’Europa, invece, una delle voci che torna a farsi sentire dopo la richiesta di ulteriori 70 miliardi di aiuti per il 2027 da parte di Zelensky è quella del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che annuncia: “Entro la fine dell’anno probabilmente ci sarà un nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina”.
L'articolo Drone nello spazio aereo lituano, le scuse di Kiev: “È nostro, forse deviato da Mosca”. Raid tra Russia e Ucraina: blackout a San Pietroburgo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Per giorni a Kiev si è parlato di sabotaggio. Sabato Marco Rubio ha risposto liquidando l’accusa. “Non sono sicuro che Zelensky sappia di cosa sta parlando”, ha detto il segretario di Stato ai giornalisti, aggiungendo che nessuno alla Casa Bianca ha ordinato di rallentare la rete perché certi droni non potessero usarla. Una ricostruzione che ha definito “categoricamente falsa”. La vicenda è esplosa tra il 13 e il 14 ottobre. I militari ucraini hanno denunciato che i terminali, compresi quelli di Starshield, la versione militare di Starlink, perdevano il collegamento oltre i 160 chilometri orari circa. Un limite che mette in difficoltà i droni, guidati a distanza proprio tramite questa rete. Nelle stesse ore Zelensky lamentava che per due notti l’intelligence americana non aveva avvisato Kiev dei bombardamenti russi.
Da lì il rimpallo di responsabilità. Elon Musk ha ricordato che Starshield appartiene al governo americano e che i limiti li decidono il Pentagono e, in ultima istanza, il presidente. Il 16 ottobre Reuters, citando tre fonti informate, ha scritto che il Pentagono aveva ricevuto dalla Casa Bianca l’istruzione di rallentare il sistema per i militari ucraini, senza che le fonti sapessero dire chi, nell’amministrazione, l’avesse deciso. Un alto funzionario ha escluso che la richiesta venisse da Trump, il quale ha detto di non averlo fatto. Un gruppo di senatori americani, quattro repubblicani compresi, ha chiesto l’avvio di un’indagine.
Quanto a Rubio, nella replica il segretario di Stato ha sottolineato che “Starlink è un servizio commerciale, gestito come tale”; Starshield è invece un sistema militare, legato a un contratto con le forze armate americane, e l’Ucraina al momento non vi ha accesso. Kiev avrebbe chiesto di poterlo usare per colpire in profondità in territorio russo. Una richiesta che, al momento, è in discussione.
Il sospetto di Kiev nasce anche dalle tensioni attuali con l’Usa. Il 10 ottobre Trump aveva detto che è “ora che l’Ucraina cambi presidente”, accusando Zelensky di non voler chiudere un accordo con la Russia. Washington preme inoltre perché Kiev smetta di colpire le raffinerie russe. Un legame con Starlink, però, resta tutto da dimostrare: secondo Reuters la rete non funziona in territorio russo, e i droni diretti contro l’industria petrolifera usano altri sistemi.
L'articolo Starlink, Rubio: “Zelensky? Forse non sa di cosa parla”. Il nodo ora è Starshield, cos’è successo ai satelliti dell’Ucraina proviene da Affaritaliani.it.


“È un’ottima decisione. E sarà una decisione positiva per il Paese e, credo, anche per il mondo”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito lo stop alle nuove sanzioni alla Russia disposte dal Graham act, durante una cena a Mar a Lago. Di diverso avviso la posizione del Presidente Zelensky, che in un’intervista al Corriere della Sera ha chiesto a Washington di esercitare maggiori pressioni sulla Russia, anziché sul governo di Kiev. “Il canale americano continuerà. Contiamo sugli Stati Uniti perché facciano più pressione su Putin e non su di noi. Altrimenti è semplicemente ingiusto”, ha dichiarato il leader ucraino.
Un nuovo incontro potrebbe tenersi già la prossima settimana. Secondo quanto riferito dal quotidiano, da parte americana sarebbe arrivato un segnale di apertura. Zelensky ha confermato la disponibilità del suo governo a recarsi negli Stati Uniti qualora arrivasse un invito ufficiale: “La parte americana ci ha dato un segnale, se vogliono incontrarci in America, ci invitino. Saremo pronti. Siamo pronti a qualsiasi formato: a tre, a due, a quattro, a cinque o più, non importa. Quello che conta è la pace”, ha affermato ancora Zelensky.
L’incontro potrebbe svolgersi in uno dei paesi del Medio Oriente, come gli Emirati Arabi Uniti o all’Arabia Saudita. “Un’altra possibilità è che l’incontro si tenga negli Stati Uniti durante il vertice del G20. Tuttavia, non c’è ancora stata alcuna conferma né da parte della Russia né da parte degli Stati Uniti. L’incontro potrebbe anche svolgersi in uno dei paesi europei. So che gli europei stanno avviando dei contatti in merito. Vedremo come si evolverà la situazione tra qualche tempo”, ha scritto su X.
L'articolo Ucraina, Zelensky: “Pronti a negoziare, gli Usa facciano pressione su Putin e non su di noi”. Ipotesi trilaterale già la prossima settimana proviene da Affaritaliani.it.




© Alexander Manzyuk/Reuters


Local residents gathered on Oct. 17 in front of the city council to demand that Kyiv Mayor Vitali Klitschko step down from the post he has occupied for over 12 years.
"Kyiv without Klitschko," hundreds of protesters chanted as they took to the streets in central Kyiv, according

“In un momento in cui i russi hanno condotto un attacco tanto massiccio contro il nostro settore dell’energia, è stata purtroppo presa in America la decisione di ignorare completamente il Lindsey Graham Act, che avrebbe dovuto esercitare una pressione davvero efficace sulla Russia per porre fine a questa guerra. Avrebbe potuto aiutare enormemente, e può ancora farlo!”. Così in un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che accusa i russi per aver sferrato ieri “uno dei più grandi attacchi al settore dell’energia” in Ucraina e denuncia come la Russia stia “cercando di provocare un blackout in Ucraina, proprio prima dell’inverno”, come stia “cercando di lasciare milioni di nostri cittadini senza elettricità e senza riscaldamento”.
Servono pressioni, insiste. “Un blackout delle sanzioni Usa, allentare il pressing sull’aggressore, ricompense finanziarie per Putin, tutto questo lo incoraggia solo a continuare ad attaccare – afferma Zelensky – Dobbiamo continuare a cercare di porre fine alla guerra. Di porre fine al conflitto, non di dare a Putin ogni motivo per continuarla senza fine“.
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“Mi avevano mandato un link con la password per vedere la puntata in anteprima, ma ci ho messo qualche giorno a decidermi. Avevo un po’ paura, un po’ di pudore“. Così Johnson Righeira, pseudonimo di Stefano Righi, descrive il proprio impatto con la seconda stagione della serie Sky dedicata agli 883, Nord Sud Ovest Est, in cui il suo personaggio è interpretato dall’attore Ruben Aprea.
Il cantautore torinese, 66 anni, ha raccontato al Corriere della Sera le proprie sensazioni nel vedersi rappresentato sul piccolo schermo: “Nella vita mi sono capitate cose abbastanza incredibili, ma mai e poi mai avrei immaginato di vedere una fiction con un attore che interpreta me. Anche perché di solito sono cose che capitano postume. E invece sono ancora in vita!”. La ricostruzione della fiction, seppur romanzata (come nel caso dei fratelli La Bionda, produttori milanesi presentati come torinesi, o delle tempistiche sull’ingresso del socio Michael), è stata valutata positivamente dall’artista, che l’ha ritenuta “sostanzialmente corretta” nello spirito.
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© JIM LO SCALZO/EPA

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