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Ex-jogador do Chiefs morre aos 37 anos; Mahomes promete ajuda à família

21 October 2026 at 22:25

Ex-defensive end do Kansas City Chiefs, da NFL, Allen Bailey morreu aos 37 anos.

“Nossos corações estão com a família dele”, disse o técnico do Chiefs, Andy Reid, ao iniciar sua entrevista coletiva na quarta-feira (21). “As orações estão com eles. Jovem demais, obviamente. Um dos meus jogadores favoritos. Ótimo garoto. Só lamento muito que isso tenha acontecido com ele.”

Bailey foi encontrado morto na terça-feira (20), em sua casa na Flórida, e a família disse ao “TMZ” acreditar que ele morreu de causas naturais. Nenhuma causa oficial da morte havia sido divulgada até a tarde de quarta-feira.

“Allen Bailey foi um excelente companheiro de equipe, um homem generoso e uma alma gentil”, publicou o Chiefs nas redes sociais na quarta-feira. “Estamos profundamente tristes ao saber de sua morte, e nossos pensamentos e orações estão com sua família e amigos.”

Bailey foi escolhido na terceira rodada do Draft de 2011

O Kansas City escolheu Bailey na terceira rodada do Draft da NFL de 2011, vindo da Universidade de Miami.

Em 133 jogos de temporada regular (70 como titular) pelo Chiefs (2011 a 2018) e pelo Atlanta Falcons (2019 e 2020), ele somou 248 tackles, 22 sacks, 40 tackles para perda, 40 hits no quarterback, quatro fumbles forçados e sete fumbles recuperados, um deles devolvido para touchdown.

Também disputou seis jogos de playoffs (cinco como titular), com dez tackles, dois sacks e dois fumbles forçados.

“Descanse em paz, Allen Bailey”, publicou o Falcons nas redes sociais, acompanhado do emoji de mãos em oração. “Enviamos nossas mais profundas condolências à família e aos amigos.”

Mahomes diz que companheiros vão ajudar a família

O quarterback do Chiefs, Patrick Mahomes, disse na quarta-feira que Bailey foi a primeira pessoa que viu ao entrar no vestiário, depois de ser escolhido no Draft de 2017.

Ao ver o robusto e atlético Bailey, com 1,91 m e 131 kg, Mahomes percebeu que já não estava mais na faculdade e classificou o momento como “surreal”.

“Obviamente, é terrível ouvir a notícia”, disse Mahomes, que foi companheiro de Bailey por duas temporadas. “Um ótimo companheiro de equipe, daqueles jogadores que mantêm o grupo unido. Ele faz jogadas. Não é necessariamente um superastro, mas é aquele cara que faz tudo funcionar.”

“Estamos rezando pela família dele. Como companheiros de equipe, conversamos e sabemos que vamos fazer o que pudermos para apoiar essas pessoas.”

Ex-jogador brilhou em Miami e foi duas vezes All-ACC

Natural de Sapelo Island, na Geórgia, Bailey disputou 50 jogos pelo Miami Hurricanes entre 2007 e 2010, com 107 tackles, 19 sacks, 31 tackles para perda e dois fumbles forçados. Foi duas vezes selecionado para o All-Atlantic Coast Conference.

“É terrível, especialmente com todo o bem que ele fez”, disse Reid sobre a morte de Bailey. “Ele tem uma família, e isso é muito triste. Sei que o pai dele também morreu jovem. Faz a gente passar mal quando isso acontece com alguém tão jovem.”

Dono de clube da NFL é suspenso por caso de prostituição; entenda

Cuba, catastrofe sociale e umanitaria

By: A A
21 October 2026 at 22:05

Gli errori compiuti negli ultimi decenni dal Partito Comunista di Cuba e il criminale e pluridecennale embargo statunitense, rinvigorito e rafforzato negli ultimi mesi da Marco Rubio a nome dell’amministrazione statunitense stanno portando Cuba verso la catastrofe sociale e umanitaria.

Segue nostro Telegram.

Oggi Cuba è intanto un’isola spopolata. Di dodici milioni di cubani, almeno un milione e mezzo se ne erano già andati prima del 2020 e due milioni e mezzo hanno abbandonato l’isola tra il 2021 e il 2026, massimamente attraverso il Nicaragua, nazione che dalla primavera del corrente anno ha interrotto l’accesso senza visto per i cubani. Oggi nell’isola son dunque rimaste solo otto milioni di persone.

Ad andarsene sono stati principalmente i giovani, tra i venti e quarant’anni, per altro altamente qualificati in ragione dell’istruzione gratuita, possibile fino all’università grazie al socialismo. Una dipartita che compromette di fatto il futuro dell’isola a prescindere dagli sviluppi futuri, avendo questa situazione determinato la perdita di almeno una generazione. I più maligni oppositori dicono che questi giovani “abbiano votato con i piedi”, ovvero abbiano espresso la loro lontananza dal sistema socialista andandosene, certamente la drammatica aggressione economica statunitense ha avuto negli anni un peso rilevante nel convincerli a cercare altrove maggior fortuna.

Tuttavia oggi a Cuba i problemi si moltiplicano, anche perché le rimesse da parte dei parenti all’estero sono azzerate o quasi. Soprattutto perché in molti casi hanno smesso di arrivare, bloccate dal terrorismo bancario esercitato con brutale coercizione dal Tesoro statunitense contro tutte le banche di qualsiasi nazione, per cercare di strangolare più ancora che l’economia dell’isola già al collasso, i cubani stessi, secondariamente perché se non si hanno cinquanta dollari per comprarsi una gallina, si devono spendere tre dollari per acquistare un uovo. Con uno stipendio medio di dodici dollari un medico o un professore dovrebbe vivere con un uovo a settimana e nulla più, una pensionata o un pensionato con tre uova al mese. Lo storico sistema della “livreta”, che garantiva almeno riso e fagioli neri per tutti, è totalmente collassato e le mense per i bisognosi recentemente istituite dal governo sopperiscono al dramma alimentare solo parzialmente e nelle situazioni più estreme, in particolare per gli anziani indigenti.

Di più, nell’isola non c’è mai stata povertà. Probabilmente una vita a volte difficile, ma sempre dignitosa. Oggi non è più così, la stretta economica ha imposto una violenta povertà che si sta trasformando in miseria, la quale a sua volta porta alla creazione informale di bande, principalmente di disperati, dedite al saccheggio, per la prima volta dal 1959, inizio della Rivoluzione, Cuba sta diventando un luogo incapace di garantire quella sicurezza che è sempre stata un vanto, una certezza e un orgoglio per i cubani.

La stretta sul petrolio e sul carburante ha conseguenze devastanti. Da gennaio il blocco marittimo statunitense intorno all’isola e la fine del sostegno petrolifero venezuelano hanno assestato un colpo distruttivo e incalcolabile, il cui danno, prima ancora che economico, è  umanitario.

Non solo è del tutto impossibile la raccolta dell’immondizia, venendo ora bruciata a sera negli angoli delle strade, dopo che alcuni anziani vi hanno rovistato alla ricerca di un poco probabile companatico, ma neppure i vigili del fuoco o le forze dell’ordine hanno più benzina, meno che mai i trattori in campagna, le macchine estrattive nel settore minerario, le ambulanze nelle città. Si va in ospedale con il carretto trainato dal cavallo, ammesso che ci sia il cavallo, se si sta in campagna solo il medico locale può intervenire, ovviamente come può e con gli strumenti che ha.

Peggiore la situazione negli ospedali, la mancanza di medicine, l’assenza di elettricità, visto che le centrali elettriche regionali a diesel oggi sono tutte e del tutto ferme, la mancanza di carburante per i generatori di emergenza interni alle strutture sanitarie, hanno spento le sale operatorie e non solo, con il tramonto tutti i reparti non possono che passare nella modalità del riposo in attesa dell’alba successiva. Si opera come prima dell’avvento dell’elettricità agli albori del Novecento, con la volontà, l’intelligenza medico – scientifica e l’abnegazione del personale medico e sanitario cubano, che è e resta tra i più preparati e generosi del mondo, come migliaia di missioni di solidarietà in ogni angolo della terra hanno sempre dimostrato. Tuttavia questo non impedisce che persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, muoiano per assenza di cure e di medicamenti.

Si moltiplicano le notizie di personale medico e infermieristico il quale, straziato da questa silenziosa carneficina imposta dal violento ed estremo embargo di questi ultimi mesi, decide di abbandonare il lavoro tra le lacrime per una comprensibile crisi psicologica ed emotiva dovuta all’impotenza e all’impossibilità di assolvere al lavoro sanitario. Un dramma nel dramma, del tutto comprensibile, ma non meno straziante.

I blocchi contro le compagnie aeree, l’assenza di cherosene per ripartire una volta atterrati all’Avana, la possibilità incerta di trovare forse un ciclo – taxi per raggiungere il centro della capitale, pagandolo non meno di cinquanta dollari, che è diventato il prezzo al mercato nero di un litro di benzina per le automobili, di fatto del tutto scomparse dalle strade, più ancora che negli anni del “Periodo especial” negli anni ‘90 del XX secolo, quando almeno ambulanze, automobili della polizia, camion della raccolta dei rifiuti ancora circolavano, hanno azzerato il turismo, stroncando tutte le sue ricadute economiche, a partire dal rum e dai sigari, portando alla definitiva cancellazione di Cuba dalle mete dei viaggi organizzati, prima provenienti da ogni parte del globo terracqueo.

Le campagne, già di loro poco produttive, finiti i fertilizzanti e i pesticidi, fermi i trattori, sono del tutto incapaci di soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione. L’autosufficienza e i tre raccolti annui, mirabilmente e mirabolantemente promessi dagli infuocati discorsi di Fidel Castro nei primi anni della Rivoluzione non solo non si sono mai realizzati, ma con la fine dell’Unione Sovietica e l’apertura al turismo, con l’opportunità in quel tempo di reperire alimentari a prezzi contenuti sul mercato globale e globalizzato, hanno portato allora a non valutare a pieno la necessità di implementare, modernizzare, rafforzare il settore primario, che resta sempre e comunque decisivo per ogni nazione. La produzione è del tutto deficitaria, da qualche mese affidata alla buona volontà di chi lavora la terra, sostenendosi adesso con un vecchio aratro di legno e un mulo o un asino, quando va bene e se c’è, a tirarlo.

Gli zuccherifici sono fermi, così si è tornati a raccogliere la canna da zucchero con il machete e la molitura si realizza con i macchinari se si trova un po’ di benzina e soprattutto i pezzi di ricambio di fatto irreperibili, un’altra disgrazia che comporta continui guasti, all’occorrenza si provvede con i muli che girano le antiche macine di pietra, se son rimaste nei cortili delle aziende. Come se non bastasse il criminale embargo, ecco che i disastri naturali hanno dato il loro nefasto contributo al disfacimento dell’agricoltura cubana, i violenti uragani che hanno devastato l’isola in questi ultimi anni hanno colpito decine di migliaia di ettari di colture, massimamente di canna da zucchero, uccidendo anche decine di migliaia di animali da allevamento. Metà degli zuccherifici per cronica obsolescenza sono stati chiusi con l’avvento del nuovo secolo, molti contadini e operai del settore, qualificati e specializzati grazie all’eccellenza dell’istruzione agraria cubana, hanno abbandonato l’isola trovando facilmente lavoro in tutte le nazioni ispanofone del continente americano.

Il devastante disastro di tutta questa situazione ha di fatto compromesso totalmente la produzione zuccheriera. Nell’anno 1989, l’ultimo del campo socialista e del COMECON, i cubani hanno prodotto otto milioni di tonnellate di zucchero grezzo, mai raggiunte prima e mai più eguagliate dopo quella data, anche perché allora gli zuccherifici funzionanti erano oltre un centinaio e oggi una decina. Ancora nel 2019, anno pre – covid, la produzione ha toccato un milione di tonnellate. Nel 2025, a fronte di una programmazione statale di un quarto di milione di tonnellate, l’isola è riuscita a raccogliere e produrre solo 150mila tonnellate di zucchero, il dato più basso dell’ultimo secolo e mezzo, ovvero a partire dal 1875. Per l’anno in corso 2026 sono difficili le stime, ma vi è la certezza di un evidente calo, con il rischio di un clamoroso e drammatico dimezzamento della produzione del 2025.

Tutta l’attività estrattiva è quasi ferma, se si può forse ancora arare un campo con un zappa, diventa difficile nel 2026 immaginare di scendere in miniera con un piccone. I macchinari di perforazione, estrazione e trasporto in superficie senza carburante restano all’aria aperta a prendere ruggine.

Le ricchezze minerarie non sono poche: nichel in provincia di Holguín, cobalto con riserve tra le più rilevanti a livello globale, cromo nella provincia di Camagüey e destinato all’industria metallurgica e alla produzione di acciaio inossidabile anch’esse del tutto bloccate mancando l’energia per far funzionare le fabbriche, zinco e piombo destinati a una implementazione estrattiva mai avvenuta per gli evidenti motivi di embargo e scarsità di manodopera, che anche in questo caso spesso ha lasciato l’isola.

A fronte di tutto questo l’attaccamento del popolo cubano alle sue istituzioni è ammirevole, al pari dell’amicizia e della solidarietà di nazioni come la Russia e la Cina, quest’ultima capace in questi difficili circostanze di intraprendere una fenomenale campagna di implementazione della capacità di raccolta dell’energia solare attraverso i pannelli fotovoltaici.

Tuttavia la situazione è drammatica e resta difficile elucubrare ipotesi politiche per il futuro, rendendo possibile paventare scenari di ogni sorta.

Resta la tragedia di un un popolo incolpevole, martirizzato dall’imperialismo statunitense per evidente e irriducibile odio politico.

La Cina avanza, gli Stati Uniti rincorrono: la partita geopolitica per l’Asia centrale

Gli Stati Uniti tornano a bussare alla porta dell'Asia centrale, ma dietro la diplomazia commerciale di Marco Rubio si intravede soprattutto la crescente preoccupazione di Washington per l'avanzata della Cina. Il 19 ottobre, il segretario di Stato è arrivato a Samarcanda, in Uzbekistan, accompagnato da quasi 300 rappresentanti delle imprese USA. Una spedizione economica e diplomatica che racconta molto delle difficoltà statunitensi nel conservare la propria influenza internazionale. Al centro della missione ci sono i minerali critici, le infrastrutture e le catene di approvvigionamento. Washington vuole ridurre la dipendenza industriale dalla Cina proprio mentre Pechino consolida la propria posizione in settori strategici, dalle tecnologie avanzate alla trasformazione delle materie prime. Il paradosso è evidente: gli Stati Uniti cercano alternative alla potenza asiatica rivolgendosi a una regione nella quale la presenza economica cinese è già profondamente radicata.

La Cina ha investito nelle reti di trasporto, sviluppato relazioni commerciali e costruito legami economici di lungo periodo con le cinque repubbliche centroasiatiche. La Russia, dal canto suo, mantiene rapporti consolidati nei settori dell'energia, del commercio, della migrazione e della sicurezza. Washington arriva quindi in un contesto nel quale non può più dare per scontato che la propria capacità finanziaria e diplomatica sia sufficiente a orientare le scelte degli altri. Non sorprende che Rubio abbia dichiarato di non voler costringere Uzbekistan e gli altri Paesi della regione a scegliere tra Stati Uniti, Russia e Cina. È un riconoscimento pragmatico dei nuovi rapporti di forza: le repubbliche centroasiatiche hanno ormai margini di manovra che non intendono sacrificare per assecondare le strategie di una singola potenza. Ma la questione è anche più profonda. Washington non cerca soltanto nuove fonti di approvvigionamento: vuole impedire che la Cina continui a consolidare il proprio vantaggio nelle filiere industriali strategiche. Possedere le materie prime, infatti, non basta. Il potere economico risiede anche nella capacità di trasformarle, controllare le tecnologie e dominare i segmenti a maggiore valore aggiunto.

Per questo l'Uzbekistan insiste sulla creazione di impianti di lavorazione e poli industriali locali, anziché limitarsi all'esportazione di risorse. Le repubbliche della regione non vogliono diventare semplici fornitori di materie prime per le ambizioni industriali altrui. Vogliono utilizzare la competizione tra le grandi potenze per sviluppare le proprie economie e rafforzare la propria sovranità. Anche il progetto del corridoio transcaspico, che dovrebbe migliorare i collegamenti commerciali tra Asia centrale ed Europa, richiede investimenti ingenti e una cooperazione duratura. Non basteranno le delegazioni imprenditoriali e le dichiarazioni solenni a colmare il divario accumulato negli anni sul terreno delle infrastrutture e delle relazioni economiche. La missione USA si inserisce dunque in una competizione globale nella quale gli Stati Uniti cercano di recuperare posizioni, mentre la Cina ha già costruito legami produttivi e commerciali difficili da sostituire. La retorica della diversificazione non cancella questa realtà, né garantisce che le imprese statunitensi riescano a conquistare lo spazio auspicato da Washington. Il punto decisivo è che l'Asia centrale non è più una periferia da contendere secondo le vecchie logiche egemoniche. I suoi governi possono negoziare con più interlocutori e scegliere le partnership più vantaggiose, senza accettare ultimatum geopolitici. Per gli Stati Uniti, la sfida di Samarcanda è quindi anche una prova dei limiti della propria influenza.

Dopo anni trascorsi a utilizzare sanzioni, pressioni e restrizioni tecnologiche per contenere i rivali, Washington deve ora convincere altri Paesi a investire nella propria alternativa economica. E deve farlo in una fase in cui la Cina dispone già di un peso industriale, commerciale e infrastrutturale che gli annunci statunitensi non possono cancellare. La vera domanda, allora, non è se gli Stati Uniti riusciranno a firmare nuovi accordi, ma se saranno capaci di recuperare il terreno perduto. Perché la corsa alle risorse dell'Asia centrale è soltanto un altro fronte della più ampia competizione per un ordine mondiale nel quale il predominio statunitense non è più indiscusso.

Ferido com gravidade em acidente de trabalho no concelho de Grândola

21 October 2026 at 19:58

Autoridade para as Condições do Trabalho (ACT) foi contactada para averiguar as circunstâncias em que o acidente ocorreu

Um homem de 59 anos ficou esta quarta-feira ferido com gravidade após ter sido atropelado por um camião, em situação de acidente de trabalho, em Melides, no concelho de Grândola, distrito de Setúbal, revelou fonte da GNR, citada pelo Correio da Manhã.

Por sua vez, a mesma fonte terá indicado à agência Lusa que o condutor do veículo “verificava uma manutenção aos travões do camião, que ficou destravado e passou-lhe por cima das pernas”.
O acidente aconteceu junto à Estrada Municipal 1076, adiantou a mesma fonte de informação.

Transportado para o Hospital do Litoral Alentejano (HLA), em Santiago do Cacém, o homem foi posteriormente seguido num helicóptero do Instituto Nacional de Emergência Médica (INEM) para o Hospital de São José, em Lisboa, acrescentou.

Fonte do Comando Sub-Regional de Emergência e Proteção Civil do Alentejo Litoral indicou que o alerta para o acidente foi dado às 12:46 hrs.

Foram mobilizados para as operações de socorro operacionais dos Bombeiros de Grândola, do INEM e da GNR, apoiados por quatro veículos, incluindo a viatura médica de emergência e reanimação (VMER) do HLA, e o helicóptero.

A Autoridade para as Condições do Trabalho (ACT) foi contactada para averiguar as circunstâncias em que ocorreu o sinistro, segundo a GNR.

Bufera sull’inviato Usa Witkoff: dopo la liberazione di Hubbard ha definito Putin “compassionevole”. Trump e Vance lo difendono

21 October 2026 at 21:32

Compassionevole. Non è certo il termine che chiunque, nemmeno i suoi più stretti collaboratori, userebbe per descrivere Vladimir Putin. Ma preso dall’euforia per la liberazione del prigioniero americano Stephen Hubbard, in giorni di distensione nei rapporti tra Washington e Mosca, è proprio questo l’aggettivo che l’inviato speciale americano Steve Witkoff ha usato per descrivere il capo del Cremlino. “Parla tanto del fatto che il mio presidente, il presidente Trump, sia compassionevole. Anche lei è compassionevole, glielo riconosco, la lodo per questo e la ringrazio ancora”, gli ha detto direttamente nel corso della sua trasferta a San Pietroburgo.

Parole che, come prevedibile, sono costate una valanga di accuse all’inviato speciale anche da parte dei membri del Partito Repubblicano, come ad esempio il senatore John Corbyn che ha voluto ricordargli che “Putin è un assassino spietato“. Oppure come il deputato conservatore Don Bacon che ha definito le parole di Witkoff un “altro imbarazzo“. Il senatore del Gop, Thom Tillis, lo ha invece invitato a “guardare sul dizionario cosa significa compassionevole. Dovrebbe tornare in Ucraina e chiedere alla famiglie dei bambini rapiti e uccisi da Putin se pensano che sia compassionevole”.

Witkoff, però, può contare sul sostegno della Casa Bianca. Prima ha parlato il vicepresidente JD Vance che si è detto “d’accordo con il fatto che Steve abbia rivolto parole gentili a una persona che ha appena liberato un ostaggio americano. A prescindere dal fatto che si condivida o meno il sentimento di fondo, Steve è un diplomatico. Il suo lavoro consiste nell’andare laggiù e portare a termine un compito. Dovremmo tutti festeggiare questo risultato, anziché lamentarci di ciò che Steve ha detto per riuscire a ottenerlo”.

Dopo di lui, è stato il presidente Trump in persona a confermare la piena fiducia nell’operato del proprio inviato: “Suppongo che si potrebbe dire per quel motivo in particolare, allo scopo di permettere a un uomo che pensava di finire in prigione a vita di uscire”.

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Papa Leão não vai precisar de mais tratamentos

21 October 2026 at 20:42
Os exames efetuados na sequência da operação permitiram aos médicos do Papa concluir que não são precisos mais tratamentos para o cancro do pulmão com que Leão XIV foi diagnosticado.

© FABIO FRUSTACI/EPA

Trump injeta US$ 277 milhões em reta final da campanha republicana nos EUA

21 October 2026 at 20:30

O presidente americano Donald Trump injetou mais de US$ 277 milhões em uma blitz publicitária de última hora, em TV e correio, nas seis semanas finais da campanha das eleições de meio de mandato nos EUA.

O objetivo é ajudar candidatos republicanos que enfrentam dificuldades em várias disputas que são fundamentais para as chances do partido manter o controle do Congresso americano.

O maior volume de dinheiro foi direcionado às disputas pelo Senado no Texas, em Michigan e em Ohio, onde os candidatos republicanos estão em corridas apertadas e atrás dos desafiantes democratas na maioria das pesquisas, segundo dados da FEC (Comissão Eleitoral Federal).

Trump afirmou nas redes sociais que planejava gastar de US$ 400 milhões a US$ 500 milhões até o dia da eleição, que está a menos de duas semanas de distância.

O presidente americano canalizou US$ 225 milhões dos gastos recentes por meio de dois “super PACs” – comitês que arrecadam dinheiro de doadores para candidatos ou causas políticas nos EUA.

Foram gastos mais de US$ 36 milhões na disputa pelo Senado no Texas em favor do republicano Ken Paxton, US$ 30,1 milhões para ajudar Mike Rogers em Michigan e mais de US$ 28 milhões em apoio a Jon Husted em Ohio.

As três cadeiras são fundamentais para que os republicanos mantenham o controle do Senado, onde o partido tem maioria de 53 a 47.

Os democratas precisam conquistar pelo menos quatro cadeiras nas eleições de meio de mandato de novembro para ganhar o controle do Senado, de 100 cadeiras.

Suas chances melhoraram à medida que os preços astronômicos dos combustíveis, as operações do ICE e a guerra com o Irã levaram a popularidade de Trump a níveis historicamente baixos.

Os dados mais recentes do analista eleitoral Nate Silver colocam as chances dos democratas de conquistar o Senado em mais de 77%, com maioria de 53 a 47, e as da Câmara em mais de 94%, com maioria de 240 a 195.

Elon Musk juntou-se a Trump no despejo de dinheiro no Texas, para onde Musk transferiu as sedes da Tesla e da SpaceX nos últimos anos.

Eleições nos EUA: O que muda se Trump perder a maioria no Congresso?

 

El Vaticano anuncia que el tumor del Papa estaba localizado y no necesita ninguna terapia posterior

21 October 2026 at 20:25

El Papa no necesitará someterse a ninguna terapia adicional tras la operación de la semana pasada en la que le fue extirpado un tumor maligno, según ha anunciado el Vaticano a las nueve de la noche de este miércoles. Son la mejores noticias para León XIV, que aguardaba los análisis histológicos para saber si el problema se había resuelto con la operación o aún debía someterse a quimioterapia, radioterapia o inmunoterapia.

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© Gregorio Borgi (AP/LaPresse)

El Papa, en la audiencia general este miércoles en el Vaticano.

El Papa León XIV no necesitará más tratamiento tras la cirugía por el cáncer de pulmón

By: Efe
21 October 2026 at 20:24
"Una evaluación oncológica posterior confirmó que no era necesario ningún tratamiento adicional", asegura la Santa Sede en un comunicado Leer

"Una evaluación oncológica posterior confirmó que no era necesario ningún tratamiento adicional", asegura la Santa Sede en un comunicado

Chuva forte nesta quarta-feira (21) provoca enxurrada e queda de árvore em Goiânia

21 October 2026 at 20:20

Uma chuva forte atingiu Goiânia na tarde desta quarta-feira (21) e provocou transtornos em diferentes regiões da Capital. Na Alameda das Rosas, uma mangueira caiu sobre o muro do Zoológico de Goiânia e interditou parte da via no sentido Setor Oeste. No Parque Tremendão, na Região Noroeste, a força da água provocou enxurrada na Rua da Divisa.

A queda da árvore comprometeu parcialmente o tráfego na Alameda das Rosas, exigindo atenção dos motoristas que passavam pelo trecho. Já no Parque Tremendão, o volume de água que escorria pela Rua da Divisa evidenciou os efeitos da chuva intensa na região.

A precipitação também alterou as condições de circulação no Setor Oeste. Com a pista molhada e a possibilidade de acúmulo de água, motoristas e pedestres precisavam redobrar os cuidados para evitar acidentes.

Até o momento, não há informações confirmadas sobre feridos ou outros danos provocados pela chuva.

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Papa Leão XIV não precisará de outros tratamentos após cirurgia de câncer

21 October 2026 at 20:14

Médicos anunciaram nesta quarta-feira (21) que o papa Leão XIV não precisará de outros tratamentos após uma cirurgia de câncer de pulmão.

Os resultados dos exames histológicos confirmaram o diagnóstico de adenocarcinoma pulmonar, mas a doença permanece localizada, pontuou o Vaticano em nota.

“Uma avaliação oncológica posterior confirmou que não é necessário nenhum tratamento adicional”, afirmaram o cirurgião-chefe do Papa, Stefano Margaritora, e seu médico pessoal, Luigi Carbone.

O pontífice passou por uma operação no dia 13 de outubro, após exames detectarem um nódulo no pulmão. Durante o procedimento, o lobo inferior do pulmão direito do líder da Igreja Católica também foi removido.

O boletim médico informou que a operação foi bem-sucedida e não teve complicações.

Também nesta quarta, Leão XIV retornou à Praça de São Pedro, acenando para peregrinos e abençoando bebês de seu papamóvel aberto enquanto realizava sua primeira audiência geral no Vaticano desde a cirurgia.

“A primeira coisa que quero dizer a vocês é obrigado pelo apoio e pelas orações“, disse Leão à multidão em suas palavras de abertura para o evento, que durou 50 minutos, sem mencionar especificamente sua saúde.

“Graças a Deus por sua generosidade”, disse o papa, falando com voz clara enquanto aplausos e gritos de comemoração ecoavam pela praça.

“Vamos renovar nossa confiança na bondade e na misericórdia de Deus”, concluiu.

Papa Leão retira parte do pulmão e tem câncer confirmado, diz Vaticano

 

Proteste a Milano, l’esperto: “Attacchi hacker o regia straniera? Spesso è solo contagio sociale”

21 October 2026 at 19:14

Proteste a Milano, il prof. Quattrociocchi: “Sui social la regia esterna è rara, contano bias e algoritmi”

“Non serve necessariamente una regia esterna”. Così Walter Quattrociocchi, professore ordinario alla Sapienza di Roma e direttore del Center of Data Science and Complexity for Society (CDCS), risponde ad Affaritaliani sulla possibilità che le proteste e i disordini possano essere sfruttati da Stati stranieri nell’ambito di operazioni di guerra ibrida. 

“Per parlare di guerra ibrida servono evidenze di un coordinamento intenzionale riconducibile ad attori esterni”, spiega il professore, sottolineando come le mobilitazioni possano essere il risultato di dinamiche spontanee: “Le proteste, anche quando degenerano, possono essere spiegate da dinamiche di contagio sociale che si sviluppano lungo linee identitarie”. 

A favorire questi processi sono anche i meccanismi cognitivi e le interazioni tra persone con idee simili: “Le persone tendono a cercare conferme alle proprie convinzioni, il cosiddetto confirmation bias, e a interagire con chi condivide le loro posizioni. È così che si formano le echo chamber, ambienti nei quali determinate narrazioni si rafforzano reciprocamente”.

Anche i social network possono essere utilizzati per tentare di destabilizzare un Paese, ma individuare una manipolazione non significa dimostrare che abbia prodotto effetti concreti: “Certamente esistono tentativi di manipolazione attraverso i social, ma tentare un’operazione di influenza e riuscire a orientare concretamente i comportamenti sono due cose molto diverse”, osserva Quattrociocchi. 

Le piattaforme, infatti, sono caratterizzate da dinamiche difficili da controllare, che possono favorire la diffusione di contenuti divisivi: “Gli algoritmi di raccomandazione, guidati da modelli di business fondati sull’attenzione, possono amplificare contenuti divisivi indipendentemente dalle intenzioni di chi li produce”. Per questo, avverte il professore, “dimostrare una regia esterna richiede quindi prove di coordinamento e attribuzione, non semplicemente contenuti virali”.

Sul fronte delle possibili contromisure, la priorità è comprendere i meccanismi attraverso cui si diffondono le informazioni e si consolidano le narrazioni online. “Prima ancora di cercare nemici esterni, dobbiamo comprendere il funzionamento ordinario delle piattaforme. Servono accesso ai dati, ricerca indipendente e trasparenza degli algoritmi per distinguere operazioni coordinate da fenomeni spontanei di contagio sociale”, sottolinea Quattrociocchi.

La soluzione, però, non deve tradursi in restrizioni dei diritti fondamentali: “La risposta non può essere limitare la libertà di espressione o il diritto di manifestare”. Il punto, conclude il professore, è capire “come identità collettive, bias cognitivi e incentivi economici delle piattaforme possano trasformare tensioni preesistenti in fenomeni di mobilitazione e polarizzazione, anche senza alcun intervento straniero”.

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Goiás mobiliza 250 policiais em operação contra o crime organizado em Anápolis

21 October 2026 at 19:04

Uma operação integrada mobiliza 250 policiais em Anápolis, nesta quarta-feira (21/10), para intensificar o combate ao crime organizado, localizar foragidos da Justiça e ampliar a segurança pública. A Vis Civitatis reúne equipes especializadas das polícias Militar e Civil, além da Polícia Penal, com apoio aéreo.

A mobilização prevê quatro dias de ações, com reforço do policiamento ostensivo, operações de enfrentamento à criminalidade e cumprimento de medidas contra foragidos. Participam equipes do Batalhão de Choque, do BOPE, do Grupo Tático 3 (GT3) e de outras unidades especializadas. Durante o lançamento, o governador Daniel Vilela afirmou que o Estado deve manter o controle do território e impedir a atuação de facções criminosas. A operação está prevista para terminar no sábado (24/10), com suspensão no domingo (25/10) em razão da legislação eleitoral.

O lançamento ocorre após reduções nos indicadores criminais de Goiás entre 2018 e 2025. Segundo dados apresentados pelo governo estadual, os roubos de carga caíram 97%, os roubos de veículos recuaram 95% e os homicídios dolosos tiveram redução de 62%. Outra frente de atuação é o programa IA Contra o Crime, que utiliza inteligência artificial para integrar bases de dados, monitorar ocorrências em tempo real e identificar placas de veículos. A ferramenta busca ampliar a capacidade de resposta das forças de segurança.

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Dalla povertà alle rivolte: la vera «guerra ibrida» contro gli italiani

 

di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

 

Si racconta che un ufficiale nazista, osservando il Guernica, chiese a Picasso: - Avete fatto voi questo orrore? – No, siete stati voi a farlo – rispose il maestro. Allo stesso modo si potrebbe rispondere a quanti si chiedano in questo momento da dove provenga la violenza distruttiva delle rivolte di Milano.

“È la vostra stessa violenza”.

L’alibi della “regia esterna”

La stampa persegue teorie del complotto, secondo cui la regia dei disordini starebbe a Mosca. L’ombra di Putin dietro i riot occupa le prime pagine dei giornali. Tra i dietrologi: Lia Quartapelle, Stefania Craxi, Enrico Borghi, Matteo Salvini. I primi agitano lo spauracchio dei russi, l’ultimo degli islamici.

Marco Taradash, dalle pagine social de Linkiesta, accusa fantomatici putiniani, “islamopalestinesi, e nichilisti”, ignorando le regole di punteggiatura, oltre che la realtà.

Giorgia Meloni è convinta che “entità esterne” abbiano soffiato sul fuoco, scrive il Corriere. “Anche se vuole attendere «elementi certi» per denunciarlo pubblicamente“, specifica. Per Crosetto le rivolte di piazza sono il risultato di una guerra ibrida che “qualcuno sta portando nelle nostre nazioni” attraverso YouTube, Tik Tok e i social.

Interviene – dall’estero – persino il presidente ucraino Zelensky, mettendoci in guardia sulle interferenze russe attraverso i social. Il Capo di Stato Mattarella, infine, parla di non precisati “soggetti inediti”.

La classe dirigente si aggrappa a improbabili cospirazioni, come se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, inviso a dittatori e autocrati pronti a tutto per sabotare il nostro insuperabile stile di vita.

Se i leader europei ci assicurano che viviamo nel giardino fiorito, i dati statistici ci descrivono un’altra realtà.

 

La povertà imposta è violenza

Secondo i dati ISTAT pubblicati il 15 ottobre, in Italia ci sono oltre 2,1 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 5,4 milioni di individui. Di questi, 1 milione 136mila sono minori. Questo vuol dire che il 12,5% dei minori residenti vivono in una condizione di povertà assoluta.

Figli vuol dire povertà. L’intensità della povertà per le famiglie con minori, pari al 21,6%, è più elevata di quella calcolata sul totale delle famiglie (18,5%), evidenziando la diffusa condizione di disagio economico, scrive ISTAT.

L’incidenza della povertà aumenta all’aumentare dei figli minori, attestandosi al 7,8% per le coppie con un figlio, 10% per quelle con due e 17,7% se i figli minori sono almeno tre. L’11,6% delle famiglie monogenitore è in povertà assoluta.

Altrettanto allarmanti i dati della povertà relativa, che colpisce il 10,8% delle famiglie e il 14,8% degli individui. Sono oltre 2,8 milioni le famiglie in povertà relativa, per un totale di quasi 8,7 milioni di individui.

L’indagine ISTAT traccia un Paese in cui circa una famiglia su dieci è povera, mentre un minore su otto vive in una condizione di povertà assoluta.

A fronte di questo spaccato, ISTAT rivela che l’indice dei prezzi al consumo a settembre 2026 è aumentato del 4,2% in un anno.  Se è vero che nel secondo trimestre 2026 il risparmio delle famiglie è aumentato dello 0,4%,  la quota di reddito destinato ai consumi è aumentata dell’1,7%.  Ciò ha determinato una riduzione della propensione al risparmio delle famiglie di 1,2% rispetto al trimestre precedente. In calo anche il potere d’acquisto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

Questi dati rivelano una tendenza generale della popolazione italiana all’impoverimento.

Un lavoratore può guadagnare poco più di 1400 euro al mese. Una borsa esposta nei negozi attaccati dai giovanissimi “maranza” milanesi vale almeno tre volte tanto. Qual è il crimine peggiore: spaccare una vetrina o condannare milioni di giovani alla miseria irreversibile? 

 

La “guerra ibrida” contro gli italiani

Le rivolte e i saccheggi non sono il risultato di una guerra ibrida condotta da entità esterne per distruggere l’Italia immaginaria del Bengodi che esiste solo negli studi della Telemeloni.

Sono la conseguenza di questo desolante quadro sociale descritto dalle statistiche, a cui si aggiunge il dato delle morti sul lavoro: oltre 1100 dall’inizio dell’anno ad oggi, secondo l’Osservatorio sulle morti sul lavoro. È un bollettino di guerra.

La domanda che dovremmo farci non è “chi sta dietro i maranza?”, ma “cosa c’è dietro queste statistiche?”

Le cause del deterioramento sociale e delle condizioni di vita non vanno ricercate nei russi o negli islamici. Il progressivo immiserimento degli italiani è proporzionale alla progressiva cessione di sovranità a entità esterne. Prima hanno scelto per noi privatizzazioni e austerity. Adesso ci impongono guerra e genocidio, decidendo di sostituire il nostro sistema di welfare con uno di warfare.

L’unica guerra ibrida è quella che la NATO e la UE combattono contro le classi lavoratrici e le famiglie italiane, tramite il governo Meloni. E questa guerra ibrida ha un nome specifico: lotta di classe dall’alto verso il basso.

Lasciare i malati senza cure è violenza. Lasciare gli anziani con una pensione da fame è violenza. Lasciare madri e padri senza asili pubblici per i loro figli è violenza. Lasciare famiglie senza casa è violenza. Relegare nelle periferie degradate adolescenti figli di operai o che non hanno grandi disponibilità economiche è violenza.

Le cause della violenza dei rivoltosi vanno ricercate nella violenza delle politiche disumane e disumanizzanti adottate dai vari governi italiani, condizionate dal cosiddetto vincolo esterno.

 

Chi sono davvero i rivoltosi?

Non c’è il “soggetto inedito” evocato dal presidente Mattarella, né le interferenze maligne non convenzionali menzionate dal ministro Crosetto.

Privati delle ideologie di liberazione o salvezza, delle organizzazioni sociali o soggetti politici, i giovani rivoltosi agiscono in maniera spontanea, utilizzando i social per coordinarsi. Non hanno davanti a sé grandiosi orizzonti politici, ma obiettivi concreti: possedere quei beni status symbol che trapper e influencer celebrano, ma che il sistema gli nega.  

Le rivolte di sabato non sono affatto inedite. Sono come le Banlieue francesi, sono i riots di Londra del 2011. Adesso, dopo anni di austerity, emergenza sanitaria e guerra, sono esplose anche in Italia.

La repressione dei “leader democratici”

Lo Stato si autoassolve e anziché ascoltare le istanze di chi manifesta, cerca un capro espiatorio.

Macron, Meloni, Merz, gli stessi leader che promuovevano regime change per difendere giovani manifestanti dalla repressione in Iran, Georgia e Venezuela, hanno promesso dura repressione per i giovani manifestanti europei.   

La Francia ha imposto il coprifuoco, il governo italiano manderà 500 militari a Milano. Non militari qualsiasi. Manderà i parà della Folgore contro ragazzini dai 12 ai 17 anni. Inoltre sarà disposto un inasprimento delle pene, incluso il pagamento dei danni inferti.

Una famiglia con un reddito inferiore a 1500 euro al mese potrebbe essere costretta a ripagare i danni ad un negozio che vende borse da 5000 euro l’una.

Viviamo in un Paese in cui i governi non riescono a tutelare milioni di minori, donne e anziani. Ma mandano i reparti speciali per proteggere una borsa Louis Vuitton o Ermes.

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21 October 2026 at 18:26
Quero y Figaredo repiten en el número uno por Málaga y Asturias, y el partido evita riesgos y premia a quienes acumulan años de fidelidad a las siglas Leer

Quero y Figaredo repiten en el número uno por Málaga y Asturias, y el partido evita riesgos y premia a quienes acumulan años de fidelidad a las siglas

“Máquina política” de Trump ainda pode usar US$ 181 milhões para Midterms

21 October 2026 at 18:15

A operação política do presidente dos Estados Unidos, Donald Trump, entrou nas semanas finais da campanha para as Midterms, as Eleições de Meio de Mandato, com quase US$ 181 milhões (equivalente a cerca de R$ 909 milhões) em reservas para impulsionar os candidatos do Partido Republicano nas disputas para a Câmara e o Senado, segundo revelam novos documentos apresentados às autoridades eleitorais.

A equipe de Trump já gastou US$ 300 milhões (equivalente a cerca de R$ 1,5 bilhão), segundo o próprio presidente, e os balanços dos comitês políticos alinhados a ele mostram que há recursos suficientes para cumprir a promessa de investir US$ 400 milhões (equivalente a cerca de R$ 2 bilhões) até o dia da eleição.

Seu principal super PAC (grupo de doações), o MAGA Inc., arrecadou mais de US$ 464 milhões (equivalente a cerca de R$ 2,3 bilhões) — um montante sem precedentes para um presidente que não pode mais se reeleger.

Doações de indivíduos ricos e corporações ajudaram a financiar campanhas publicitárias e ações de mobilização de eleitores em diversas disputas acirradas nos EUA, enquanto o presidente trabalha para preservar a maioria do Partido Republicano no Congresso.

Os recursos do MAGA Inc. financiaram outros dois super PACs — o No Going Back PAC Inc. e o Safety & Affordability PAC Inc. —, que estão realizando gastos vultosos nas Eleições de Meio de Mandato, embora seus nomes não estejam diretamente vinculados à marca “MAGA” de Trump.

Ao todo, o MAGA Inc. transferiu US$ 225 milhões (equivalente a cerca de R$ 1,1 bilhão) para esses comitês até o dia 14 de outubro, conforme indicam registros da Comissão Eleitoral Federal.

Dados da AdImpact mostram que esses dois super PACs afiliados utilizaram os recursos rapidamente: o No Going Back PAC investiu mais de US$ 160 milhões (equivalente a cerca de R$ 804 milhões) em publicidade, incluindo gastos na casa das dezenas de milhões de dólares em disputas cruciais para o Senado em Michigan, Ohio e New Hampshire, além de outros milhões destinados a outras corridas para o Senado e dezenas de disputas para a Câmara dos Representantes.

Além disso, o Safety & Affordability PAC gastou mais de US$ 40 milhões (equivalente a cerca de 201 milhões) em anúncios, segundo a AdImpact, concentrando-se exclusivamente em disputas para a Câmara.

Entre os principais alvos estão as eleições no 1º Distrito do Arizona, no 7º Distrito de Michigan e no 2º Distrito do Maine.

Os novos documentos apresentados à Comissão Eleitoral Federal também revelam que alguns dos indivíduos mais ricos do país continuam a financiar os gastos políticos de Trump.

Somente em setembro, três grandes doadores foram responsáveis ​​por três quartos dos US$ 24 milhões (equivalente a cerca de R$ 120 milhões) arrecadados pelo MAGA Inc. naquele mês.

O magnata dos cassinos Steve Wynn doou US$ 8 milhões (equivalente a cerca de R$ 40 milhões), enquanto o CEO da Blackstone, Stephen Schwarzman, e a bilionária do setor de coberturas de Wisconsin, Diane Hendricks, doaram US$ 5 milhões (equivalente a cerca de R$ 25 milhões) cada.

O que está em jogo nas Eleições de Meio de Mandato dos EUA?

“Il regista di Berlusconi”: il 2 novembre a Roma la serata speciale con Travaglio, Oliva, Zanca e Gasparotti

By: F. Q.
21 October 2026 at 17:40

Cosa c’è davvero dietro trent’anni di immagine, televisione e retroscena della politica italiana?

Per rispondere a questa domanda e raccontare cosa c’è stato dietro le quinte del potere, lunedì 2 novembre alle ore 21:00 il Teatro Palladium di Roma ospiterà una serata evento speciale dedicata alla presentazione del libro «Il regista di Berlusconi – I segreti dei miei trent’anni con Silvio» (Paper First).

Un viaggio unico nella memoria storica e nelle strategie di comunicazione politica insieme agli autori Roberto Gasparotti e Paola Zanca, con la partecipazione straordinaria del direttore de il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e la conduzione della condirettrice Maddalena Oliva.

Nel corso della serata verranno proiettati in anteprima speciale filmati e contributi video inediti raccolti in oltre tre decenni di regia.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

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A2A, in Calabria 45 milioni di valore distribuito. Investiti 19,4 milioni per la transizione ecologica

21 October 2026 at 17:38

A2A rafforza la propria presenza in Calabria, dove nel 2025 ha generato circa 45 milioni di euro di valore economico, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. È uno dei dati contenuti nella quinta edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale della Calabria, presentato oggi a Catanzaro dal presidente di A2A Roberto Tasca e dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini.

Il documento fotografa le performance ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio nel 2025 e fa il punto sugli investimenti previsti nei prossimi anni. Alla presentazione è seguito un confronto sulle prospettive dello sviluppo sostenibile e sulle principali sfide sociali del territorio, con la partecipazione del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e dell’amministratore delegato di Amarelli Srl Fortunato Amarelli.

“Contribuire allo sviluppo dei territori significa saper ascoltare e sostenere imprese e comunità locali”, ha spiegato Roberto Tasca, sottolineando come il confronto con gli stakeholder rappresenti per il Gruppo uno strumento per costruire progetti capaci di generare valore per la collettività e per le generazioni future.

A2A, ordini alle micro e piccole imprese in crescita del 140%

La crescita del valore prodotto sul territorio si riflette anche sulla filiera locale. Nel 2025 gli ordini ai fornitori hanno raggiunto 18 milioni di euro, il 33% in più rispetto al 2024. A registrare l’incremento più significativo sono state le micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti, alle quali sono stati affidati ordini per 16,8 milioni di euro, in aumento del 140% rispetto all’anno precedente. “La Calabria occupa un ruolo strategico per A2A”, ha dichiarato Renato Mazzoncini, ricordando che il Piano Industriale al 2035 prevede nella regione circa 400 milioni di euro di investimenti, con oltre 140 milioni destinati al polo di economia circolare di Crotone.

Quasi 20 milioni investiti in impianti e infrastrutture

Nel corso del 2025 A2A ha investito in Calabria 19,4 milioni di euro per impianti e infrastrutture legati alla transizione ecologica. Di questi, 12 milioni di euro sono stati destinati alla manutenzione straordinaria degli impianti idroelettrici e allo sviluppo delle rinnovabili, mentre altri 7 milioni hanno riguardato gli interventi nel polo di economia circolare di Crotone.

La presenza del Gruppo nella regione comprende oggi la generazione e vendita di energia, il trattamento e la termovalorizzazione dei rifiuti, l’illuminazione pubblica e i servizi per le smart city. Nel 2025 si è aggiunto anche il ciclo idrico integrato attraverso Novito Acque, con la gestione operativa di impianti di depurazione e reti fognarie in sette Comuni della Locride, per circa 50mila abitanti serviti. È stato inoltre avviato lo sviluppo dei servizi per la mobilità elettrica.

Idroelettrico, prodotti 415 GWh di energia

Un ruolo centrale è svolto dal nucleo idroelettrico di A2A, che in Calabria conta 10 centrali per 563,2 MW di potenza installata. Nel 2025 gli impianti hanno prodotto 415 GWh di energia, evitando l’emissione di circa 177mila tonnellate di CO₂. Sul fronte dell’innovazione prosegue la sperimentazione di Teti, il robot subacqueo sviluppato per rimuovere i sedimenti dagli invasi senza doverli svuotare. Dopo la presentazione alla Diga di Cancano, in Valtellina, la tecnologia viene ora valutata per una possibile applicazione anche agli altri nuclei idroelettrici del Gruppo.

In Calabria sono state inoltre utilizzate telecamere LiDAR per la ricostruzione digitale degli asset. Prosegue anche il progetto di Apicoltura Urbana presso le dighe di Poverella e Passante, dove circa 240mila api vengono impiegate per il biomonitoraggio ambientale.

Rinnovabili, nuovi impianti per oltre 260 MW

A2A punta anche sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Nel 2025 è stata ottenuta l’autorizzazione per un impianto fotovoltaico da 8 MW a Cutro, mentre nel 2026 è arrivato il via libera per un secondo impianto della stessa potenza nello stesso Comune. Sono inoltre allo studio tre impianti agrivoltaici per oltre 260 MW complessivi nelle province di Crotone e Cosenza. Avviati anche gli iter autorizzativi per un sistema di accumulo BESS da 95 MW a Maida e per un impianto eolico da 24 MW in provincia di Cosenza.

“L’innovazione è una leva per una gestione degli impianti più efficiente e sostenibile”, ha sottolineato Mazzoncini, evidenziando in particolare il potenziale delle nuove tecnologie applicate alla produzione idroelettrica.

Crotone, il termovalorizzatore tratta 33mila tonnellate di rifiuti

Nel polo di economia circolare di Crotone, il termovalorizzatore ha trattato nel 2025 circa 33mila tonnellate di rifiuti, producendo 6,5 GWh di energia elettrica netta, equivalente al fabbisogno di circa 2.400 famiglie. Nel sito sono in corso diversi interventi di ammodernamento, tra cui quelli sull’impianto di trattamento dei liquidi, la realizzazione dell’area di pre-trattamento per l’impianto di inertizzazione e l’ampliamento della rete di aspirazione. L’obiettivo è migliorare ulteriormente il sistema di abbattimento delle emissioni. Nel complesso, il Piano Industriale di A2A prevede oltre 140 milioni di euro di investimenti nel polo di Crotone.

Formazione, circa 10mila studenti e docenti coinvolti

La transizione ecologica passa anche dalle competenze. Nel 2025 il personale operativo degli impianti idroelettrici calabresi è stato coinvolto in percorsi di upskilling, con attività dedicate sia agli aspetti tecnici sia alla digitalizzazione e all’utilizzo di strumenti avanzati. Parallelamente, A2A ha rafforzato le iniziative rivolte alle nuove generazioni. Sono stati circa 10mila tra studenti e docenti a partecipare ai progetti educativi realizzati sul territorio. Tra le iniziative figura “Futuro in Circolo”, giunta alla terza edizione e dedicata alla biodiversità, oltre alla formazione scuola-lavoro: un percorso online di 40 ore dedicato ai temi dell’energia, della sostenibilità e dell’orientamento al mondo del lavoro.

Banco dell’Energia, oltre 200 famiglie sostenute

L’impegno sul territorio riguarda anche il contrasto alla povertà energetica. Nel 2025, attraverso i progetti del Banco dell’Energia, sono stati stanziati in Calabria oltre 100mila euro per sostenere più di 200 famiglie in condizioni di vulnerabilità. Gli interventi hanno riguardato il pagamento delle bollette, l’efficientamento energetico e le attività di educazione a un utilizzo consapevole dell’energia.

“Alla nostra presenza industriale affianchiamo un impegno concreto verso le persone, con iniziative di formazione e inclusione”, ha spiegato Tasca. Per il presidente di A2A, il lavoro con gli studenti e quello a sostegno delle famiglie fragili rappresentano due ambiti distinti ma complementari, all’interno di una transizione ecologica che deve tenere conto anche della dimensione sociale.

A2A, in Calabria una nuova tappa del programma di engagement

La presentazione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale rientra nel programma di Forum Multistakeholder di A2A “Transizione giusta: un’impresa comune”, che nel 2026 prevede 15 tappe in tutta Italia. Dieci appuntamenti sono dedicati al rafforzamento della competitività delle PMI, in collaborazione con TEHA e con le associazioni territoriali di Confindustria. In Calabria la presentazione del Bilancio è stata preceduta da un tavolo di lavoro sulle sfide sociali che frenano la competitività delle imprese e sulle possibili soluzioni per trasformare la sostenibilità in una leva strategica.

Quattro forum sono invece dedicati alle giovani generazioni, con l’obiettivo di favorire il confronto intergenerazionale. Un ulteriore incontro è stato dedicato alla biodiversità, per raccogliere il punto di vista degli stakeholder locali nella definizione del Piano d’Azione Biodiversità e Natura del Gruppo. Dopo le tappe di Mantova, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Bergamo, Puglia, Brescia, Cremona, Valtellina-Valchiavenna, Milano e Calabria, il programma proseguirà con gli appuntamenti in Campania, Liguria, Monza e Brianza, Sicilia e Abruzzo.

L'articolo A2A, in Calabria 45 milioni di valore distribuito. Investiti 19,4 milioni per la transizione ecologica proviene da Affaritaliani.it.

Os desafios e o futuro do transporte expresso

21 October 2026 at 17:05

Durante muitos anos, habituámo-nos a medir a qualidade do transporte expresso através do tempo. Quer isto dizer, quanto mais depressa uma encomenda chegasse ao destino, melhor seria o serviço. A rapidez continuará, naturalmente, a ser importante. Mas tenho cada vez mais a convicção de que o verdadeiro desafio dos próximos anos será outro.

Os números ajudam a perceber a mudança. O comércio eletrónico B2C europeu está em crescimento e, segundo os dados da Digitalisation in Europe – 2026 edition do Eurostat, em 2025, 78% dos utilizadores de Internet na União Europeia já compraram bens ou serviços via online. Estamos, portanto, perante um hábito consolidado, transversal a gerações e mercados, que colocou a logística no centro da experiência de compra.

No entanto, mais encomendas não significam apenas mais volume. Significam consumidores com expectativas mais elevadas. Já não basta saber que uma encomenda “chega amanhã”. Queremos saber quando chega, poder alterar a entrega, escolher onde a recebemos e acompanhar o percurso de forma simples. Em Portugal, o Barómetro E-Shopper 2025 mostra que 79% dos compradores online consideram que conhecer um horário exato para a entrega aumenta a probabilidade de compra. Ao mesmo tempo, 32% já recebem encomendas através de soluções out-of-home, como pontos de recolha ou lockers.

Estes dados levam-me a uma primeira reflexão: talvez estejamos a entrar numa fase em que a previsibilidade será tão ou mais importante do que a velocidade. Uma entrega rápida que obriga alguém a permanecer em casa à espera da encomenda pode ser menos conveniente do que uma entrega um pouco mais demorada, mas com um horário preciso e possibilidade de escolha. O desafio para os operadores será, por isso, construir redes suficientemente flexíveis para acomodar diferentes necessidades.

É precisamente na last mile que encontramos muitas destas exigências. É aqui que a expectativa do consumidor, o trânsito das cidades, a disponibilidade do destinatário, as restrições de circulação e a necessidade de reduzir o impacto ambiental se cruzam. É aqui também que pequenas ineficiências, quando multiplicadas por milhares de encomendas, podem fazer uma enorme diferença.

Por isso, quando falamos de sustentabilidade no transporte expresso, acredito que temos de ir além da discussão sobre a eletrificação das frotas, por mais importante que ela seja. Uma last mile mais sustentável é, antes de mais, uma last mile mais eficiente. Significa otimizar rotas, reduzir quilómetros desnecessários, diminuir as segundas tentativas de entrega e consolidar encomendas sempre que isso fizer sentido.

Um estudo publicado em 2025 na Research in Transportation Economics, dedicado à evolução dos modelos de entrega de last mile em contexto urbano, mostra que uma maior otimização de entregas pode contribuir para reduzir os quilómetros percorridos e as emissões de CO₂. Não existe uma solução única, mas é por isso que o futuro passa por redes híbridas, capazes de combinar diferentes modelos de entrega em função das características de cada cidade, de cada percurso e de cada consumidor.

A inteligência artificial e a utilização avançada de dados terão também um impacto particularmente relevante no setor. Mais do que automatizar tarefas, estas ferramentas podem ajudar a antecipar a procura, otimizar rotas em função de variáveis em constante alteração e identificar anomalias antes de se transformarem em falhas de serviço.  Mas a tecnologia, por si só, não resolve todos os desafios. Quanto mais sofisticadas se tornam as operações, maior é também a necessidade de garantir que não se traduz numa barreira para a experiência do cliente. É talvez esse o paradoxo mais interessante do nosso setor: por detrás de uma entrega aparentemente simples existe uma rede cada vez mais complexa de pessoas, tecnologia, dados, infraestruturas e decisões operacionais.

Ao mesmo tempo, há várias expectativas que temos de conseguir conciliar. Os consumidores querem mais conveniência e mais opções; as empresas procuram maior eficiência e custos competitivos; as cidades querem menos congestionamento e emissões; e o setor tem de continuar a garantir qualidade, previsibilidade e capacidade de resposta. Fazer tudo isto simultaneamente será provavelmente um desafio maior do que simplesmente entregar cada vez mais depressa.

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