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Mattarella sfida i magnati del tech: “Il controllo dei monopoli è libertà”. E cita Einaudi che li definiva “origine dei mali sociali”

21 October 2026 at 17:45

“Il controllo dei monopoli è libertà”. Sergio Mattarella richiama la battaglia del liberale Luigi Einaudi per lanciare un monito contro la concentrazione del potere economico e le pretese dei grandi magnati delle nuove tecnologie. E indica nell’Unione europea la dimensione indispensabile per raccogliere una sfida che non è soltanto economica, ma anche democratica. In una stagione segnata dall’ascesa dei sovranisti e dalle proteste dei giovani preoccupati per un futuro di diseguaglianze, Mattarella chiarisce la posta in gioco e indica una direzione.

Parlando al Quirinale durante la cerimonia per i Cavalieri del Lavoro, il capo dello Stato denuncia le “pretese neo-monopoliste” e punta il dito, senza il bisogno di fare nomi, contro i “cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”. Con particolare attenzione alle “tecnologie satellitari e l’intelligenza artificiale“, visto “il peso crescente che hanno assunto nella nostra vita quotidiana”. Perché nessuno sottovaluti i pericoli che corriamo, Mattarella si rifà a una battaglia del 1947, quella di Einaudi, futuro presidente della Repubblica, che all’Assemblea Costituente propose di stabilire che la legge non potesse essere “strumento di formazione di monopoli economici; ed ove questi esistano li sottopone a pubblico controllo a mezzo di amministrazione pubblica delegata o diretta”. Una proposta avanzata, sottolinea Mattarella, “proprio perché liberale“. Nei monopoli Einaudi individuava “l’origine più profonda e vera dei mali sociali”, collegandoli alla disoccupazione e alle disuguaglianze. La Costituzione avrebbe comunque previsto limiti all’iniziativa economica e la possibilità di riservare o trasferire determinate imprese alla proprietà pubblica, ma l’emendamento di Einaudi non entrò nella Carta. Ottant’anni dopo, Sergio Mattarella raccoglie e rilancia quella sfida, per affrontare problemi che i Costituenti non potevano immaginare.

Cos’è un monopolio? Una sola impresa che controlla l’offerta di un prodotto o servizio sul mercato. Ma i rischi ci sono anche se a dominare i mercati sono pochi grandi operatori. Il problema nasce quando la concentrazione del potere limita la concorrenza riuscendo a imporre prezzi e comportamenti. Se poi riguarda infrastrutture indispensabili la concentrazione economica può trasformarsi in potere politico. E se le decisioni private incidono sull’accesso a servizi essenziali, la questione non riguarda più solo l’economia di mercato, ma la capacità delle istituzioni democratiche di governare processi che coinvolgono milioni di persone e una dimensione globale difficile da affrontare con le sole politiche nazionali. Per questo Mattarella dice che “la prospettiva, anche quanto a dimensioni, è quella europea”. L’Europa dispone già di norme antitrust e del Digital Markets Act, quello che impone precisi obblighi alle grandi piattaforme digitali per garantire la concorrenza. Ma la velocità con cui si stanno sviluppando i nuovi mercati tecnologici e il loro valore su quelli finanziari pone sfide inedite. “È la crescente integrazione dell’Unione europea la chiave della crescita di competitività, della difesa e del potenziamento di una civiltà i cui valori oggi appaiono minacciati”.

La sfida è concreta. Nelle comunicazioni satellitari, la dipendenza da operatori come Starlink, del gruppo SpaceX di Elon Musk, interroga l’autonomia europea in un settore strategico anche per la sicurezza e la difesa del vecchio continente, come sanno bene gli ucraini che al momento non hanno un’alternativa europea equivalente. L’Ue rincorre anche sul fronte dei semiconduttori e dei servizi cloud. Quanto all’intelligenza artificiale, tutto sembra ruotare intorno agli immensi data center. Infrastrutture costose ed energivore, nelle mani di pochi grandi operatori, per la maggior parte statunitensi. Il controllo di queste tecnologie condizionerà l’accesso al mercato di migliaia di imprese, compreso il piccolo commerciante. In Europa, dunque, la sfida è doppia: impedire che queste posizioni di forza soffochino mercato e concorrenza e liberarsi dalla dipendenza tecnologica verso aziende estere. Sullo sfondo, il rischio denunciato da Mattarella che le “pretese neo-monopoliste” si riflettano “sulle stesse libertà del nostro modello di vita”.

Per questo non basta affidarsi ai controlli delle autorità di Bruxelles. Serve una risposta politica comune ed è qui che il discorso del Capo dello Stato diventa politico: “Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa”, avverte. Un messaggio che parla anche alle nuove generazioni. Il presidente denuncia il malessere, l’insicurezza per il futuro e la fuga dei talenti, mentre richiama le fragilità dell’economia italiana, dai bassi salari alla scarsa produttività. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione“, ammonisce. E ricorda che “l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo”. Alla cerimonia per i Cavalieri del Lavoro, il filo che lega le parole e le preoccupazioni di Mattarella a quelle di Einaudi è la libertà. Anche quella di lavorare, fare impresa, costruire il proprio futuro senza subire il potere di pochi.

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La deuda pública en la UE sube a su máximo nivel desde la pandemia

21 October 2026 at 14:55

La deuda pública en la UE mantiene su camino inexorable al alza. No da grandes saltos, pero no cambia de tendencia. Y así ha llegado a una cantidad equivalente al 82,9% del producto interior bruto (PIB) de los Veintisiete durante la primera mitad del año. La cifra es todavía más alta si se toma solo la zona euro, un 88,8%, según la cifras divulgadas por Eurostat este miércoles. Este es el nivel más alto desde que se retiraban definitivamente buena parte de las medidas de apoyo a la economía que se aprobaron durante la covid-19.

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© LUDOVIC MARIN / POOL (EFE)

A la izquierda, el ministro de Finanzas de Francia, Roland Lescure, junto con el presidente de Francia, Emmanuel Macron.

Booking.com sotto indagine Ue: annunci falsi, phishing e pubblicità poco trasparente

21 October 2026 at 14:18

È stata aperta un’indagine formale su Booking.com da parte della Commissione europea. L’obiettivo è verificare come la piattaforma contrasti truffe e frodi ai danni di chi prenota le proprie vacanze. L’annuncio è del 20 ottobre 2026 e si basa sul Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo che impone obblighi stringenti alle grandi piattaforme online.

Sotto la lente finiscono così:

  • annunci falsi;
  • messaggi di phishing che sfruttano i dati delle prenotazioni;
  • trasparenza degli annunci sponsorizzati.

Perché la Commissione indaga su Booking

A partire dal 25 aprile 2023, Booking.com è designata come “piattaforma online di dimensioni molto grandi”. Questa è una specifica categoria del Dsa soggetta agli obblighi più severi. Le grandi piattaforme devono individuare, analizzare e ridurre i cosiddetti “rischi sistemici” legati ai propri servizi.

Questo comprende ovviamente anche frodi e truffe. Secondo la Commissione, Booking potrebbe non aver rispettato questi obblighi. Un’indagine che nasce da un’analisi preliminare delle valutazioni del rischio (presentata tra il 2023 e il 2026). Al centro ci sono i rapporti di trasparenza e le risposte fornite alle richieste di informazioni. Un lavoro complesso, durato a lungo e svolto in collaborazione con l’Autorità olandese per i consumatori e i mercati (il Paese in cui ha sede il gruppo).

In merito si è espressa Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia:

Gli europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati. Il Digital Services Act stabilisce responsabilità chiare per le piattaforme nell’affrontare questi rischi e dobbiamo assicurarci che la principale piattaforma di prenotazione in Europa prenda sul serio queste responsabilità.

Annunci falsi e strutture irregolari

Uno dei fronti più importanti riguarda gli annunci truffa. Un problema che grava sulle spalle dei clienti che prenotano e degli host che affittano. La Commissione vuole capire se Booking abbia valutato e contrastato in modo adeguato il rischio di inserzioni false.

Per capire esattamente di cosa si stia parlando, ecco un esempio. Prenotate un alloggio e all’arrivo i proprietari vi dicono, sorridenti e stupiti, che non “siete nella lista”. Non c’è alcuna traccia di voi e tantomeno del vostro pagamento. Qualcuno ha infatti ben pensato di replicare quell’annuncio, intascare i soldi e sparire.

C’è poi spazio anche per quegli annunci di strutture non conformi alle regole. Una situazione grave e complessa, che vede tutti i partecipanti perdenti, tranne ovviamente i malviventi.

Phishing e dati delle prenotazioni

Si passa poi al phishing. L’indagine esaminerà i rischi legati alle truffe che sfruttano i dati delle prenotazioni. Vi sarà capitato infatti di ricevere dei messaggi all’interno della chat privata con un host. Si chiedono solitamente conferme delle carte o nuovi pagamenti, a fronte di problemi di varia natura.

Bruxelles valuterà come Booking condivide i dati con le strutture ricettive, com’è progettato il servizio di messaggistica interno e quali tutele esistono per evitare che queste informazioni finiscano nelle mani sbagliate.

Annunci sponsorizzati e trasparenza

Che dire poi della pubblicità. Sotto esame ci sono i cosiddetti “boosted listings”. Spiegando il concetto in italiano, si parla di quelle strutture che pagano per comparire più in alto nei risultati di ricerca. Secondo la Commissione, questi annunci potrebbero non essere segnalati con sufficiente chiarezza come pubblicità.

Gli utenti potrebbero non sapere chi ha pagato per quella vetrina, ritenendo che la posizione migliore corrisponda a una più elevata qualità dei servizi o dei locali. Un aspetto tutt’altro che secondario, perché influenza le scelte di chi confronta prezzi e strutture prima di prenotare.

Cosa rischia Booking

Le presunte violazioni riguardano gli articoli 34 e 35 del Dsa, sugli obblighi di valutazione e riduzione dei rischi sistemici, e l’articolo 26, paragrafo 1, sulla corretta identificazione della pubblicità. Di per sé, ovviamente, l’apertura dell’indagine non corrisponde a una colpa, ancora tutta da appurare.

Questo processo consente però alla Commissione di raccogliere ulteriori prove e adottare diversi strumenti:

  • misure provvisorie;
  • decisione di non conformità;
  • accettazione di impegni da parte di Booking per risolvere le criticità.

In base alle regole generali del Dsa, in caso di violazione accertata le sanzioni possono arrivare fino al 6% del fatturato mondiale annuo della società. Parliamo di circa 1,4 miliardi di euro.

Europa frente a Starlink

21 October 2026 at 04:30

Las cuatro mayores operadoras de telecomunicaciones europeas –Deutsche Telekom, Orange, Telefónica y Vodafone– planean una alianza para competir con la empresa estadounidense de satélites Starlink en el negocio de la conectividad vía satélite. Cualquier ambición de librarse de la dependencia de Estados Unidos y otras potencias que erosionan o directamente atacan los intereses de Europa, debe empezar con movimientos como este. Aunque se encuentra en una fase embrionaria, el proyecto supone un avance en el refuerzo de la autonomía, la seguridad y la resiliencia en infraestructuras críticas de la Unión Europea.

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© aire images (Getty Images)

Un satélite sobrevuela la tierra.

L’Ue apre un’indagine su Booking su rischi di falsi annunci, phishing e visibilità degli annunci sponsorizzati

21 October 2026 at 12:20

Un’indagine per accertare se Booking.com non abbia valutato con la dovuta diligenza né mitigato con efficacia i rischi legati agli annunci fraudolenti e alle truffe di phishing. È la mossa decisa dalla Commissione Europea che ha aperto un’indagine sulla possibile violazione del Digital Services Act, anche in materia di trasparenza in relazione a una segnalazione non chiara di annunci in cui gli inserzionisti pagano per ottenere un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti.

In particolare, la Commissione esaminerà se il gestore del noto sito per le prenotazione online, la Booking Holdings che è quotata al Nasdaq, abbia valutato correttamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illeciti come quelli relativi a strutture inesistenti, casi di furto d’identità e offerte di alloggio non conformi alle regole. L’indagine valuterà anche se la piattaforma abbia adottato misure efficaci per mitigare questi rischi, anche attraverso la rimozione di annunci fraudolenti o non in regola.

L’indagine si concentrerà anche sui rischi legati alle modalità di condivisione dei dati sulle prenotazioni e sugli ospiti con le strutture ricettive, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica di Booking.com. La Commissione verificherà inoltre se l’azienda offra garanzie sufficienti a impedire che i dati vengano utilizzati in modo improprio, per compiere operazioni di phishing o sollecitare pagamenti fraudolenti.

“Booking.com ha segnalato un aumento del 500% delle truffe a livello globale sulla propria piattaforma”, ha riferito un alto funzionario dell’Ue in merito all’indagine sulla piattaforma di prenotazione online. Il funzionario ha citato anche i dati dell’organizzazione Fraudehelpdesk che riguardano i Paesi Bassi: “Nella prima parte del 2026 sono state registrate 1.072 segnalazioni di frode, per danni pari a 82.000 euro”, ha spiegato la fonte, specificando che si è trattato di un numero di casi “dieci volte” superiore “rispetto all’anno precedente”. “È un vero problema”, ha sottolineato, specificando che “segnalazioni di questo tipo provengono da quasi tutti gli Stati membri”.

Infine, la Commissione deciderà se su Booking.com le strutture ricettive possono aumentare la visibilità dei propri annunci nei risultati di ricerca, pagando una commissione più elevata: gli utenti, sottolinea l’esecutivo Ue, devono essere in grado di riconoscere chiaramente che questi annunci sponsorizzati sono, a tutti gli effetti, pubblicità. Verrà inoltre esaminato se, per ogni annuncio visualizzato su Booking.com, gli utenti siano in grado di comprendere facilmente chi vi sia dietro, chi abbia pagato, perché lo stiano visualizzando e come possano modificare le impostazioni che determinano quali annunci vengono loro mostrati. Il Dsa prevede infatti che gli utenti hanno il diritto di sapere quando un annuncio pubblicitario viene loro presentato e per conto di chi: senza queste informazioni, non sono in grado di distinguere se un annuncio appaia in una posizione di rilievo perché è pertinente alla loro ricerca o perché la struttura ricettiva ha pagato per ottenere maggiore visibilità.

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Mario Draghi: “C’è un problema comune sotto le proteste: Europa offre poche possibilità”

21 October 2026 at 11:29

Mario Draghi richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche dei giovani europei, collegando le proteste degli ultimi giorni alla mancanza di crescita e alle disuguaglianze tra generazioni. L’ex presidente della Banca centrale europea ed ex presidente del Consiglio italiano è intervenuto durante una conferenza di Citadel Securities, rispondendo alle domande della giornalista di Bloomberg Lisa Abramowicz. Secondo Mario Draghi, alla base delle proteste che hanno interessato diverse città europee c’è una difficoltà strutturale legata alle prospettive economiche delle nuove generazioni.

Draghi sulle proteste dei giovani: “Aspettative bloccate”

L’ex premier ha parlato di “aspettative bloccate”, spiegando che molti giovani “hanno la sensazione che nessuno li ascolti”. Il problema riguarda soprattutto la possibilità di trovare un’occupazione stabile, migliorare la propria condizione economica e affrontare i cambiamenti del mercato del lavoro.

“La maggior parte delle persone vuole crescita e giustizia sociale, o crescita con giustizia sociale. Per i giovani, la giustizia sociale significa giustizia fra generazioni. E quando non c’è crescita, diventa molto difficile mantenerla”, ha dichiarato Draghi. L’ex presidente della Bce ha sottolineato che i giovani “faticano a trovare un impiego” e devono confrontarsi con “una società in rapidissima trasformazione tecnologica”. La mancanza di prospettive economiche, secondo Draghi, “genera ansia” e contribuisce ad alimentare il malcontento sociale.

La stagnazione economica in Europa

Nel corso dell’intervista Mario Draghi ha individuato nella stagnazione economica uno dei principali problemi strutturali dell’Unione europea. “Tutta l’Europa ha avuto e ha un problema di crescita, di crescita che manca”, ha affermato. Nonostante alcune revisioni al rialzo delle previsioni economiche, l’ex premier ritiene che il continente continui a confrontarsi con le difficoltà di “una società ricca, certamente, anziana e che non cresce”.

La crescita insufficiente rischia di accentuare le differenze tra chi occupa già una posizione lavorativa consolidata e chi cerca di entrare nel mercato del lavoro. “Quando non c’è crescita, a comandare sono quelli che occupano già le posizioni, gli anziani”, ha spiegato Draghi.

Riferendosi alle manifestazioni e agli scontri registrati a Parigi e Milano, l’ex premier ha precisato che la violenza “va condannata in ogni circostanza”. Le dinamiche politiche e gli episodi di disordine rappresentano, nella sua analisi, fattori che amplificano un problema economico e sociale già presente.

Le due condizioni necessarie per un intervento della Bce

Nell’analisi di Mario Draghi sono due gli elementi principali che potrebbero rendere necessario un intervento della Banca centrale europea. Il primo riguarda il contagio finanziario, ossia la diffusione della crisi di un Paese agli altri Stati dell’area euro. “Francamente, non vediamo un contagio sostanziale in Europa”, ha dichiarato, precisando che l’aumento dei rendimenti registrato in diversi mercati è diverso dalla situazione osservata durante le precedenti crisi finanziarie.

Il secondo elemento riguarda il funzionamento del credito e la capacità delle decisioni della Bce di raggiungere famiglie e imprese attraverso il sistema bancario. Un intervento potrebbe diventare necessario in presenza di difficoltà nei mercati del credito o di problemi nella trasmissione della politica monetaria. Secondo Mario Draghi, questi segnali attualmente non emergono. Anzi, “gli ultimi dati mostrano che i prestiti bancari sono aumentati”.

Bruselas sospecha que Booking no hace lo suficiente para vigilar los fraudes en las reservas y los datos de los clientes

21 October 2026 at 11:10

Hace unas semanas centenares de personas en Madrid sufrieron un fraude: habían reservado un alojamiento a través de Booking que no existía. No es el único caso y la Comisión Europea sospecha que la plataforma digital no hace lo suficiente para evitar este tipo de falsos anuncios. Este es uno de los tres motivos por los que ha abierto una investigación a la firma tecnológica de Países Bajos. También lo ha hecho para evaluar si vigila lo suficiente los datos de sus clientes, tanto de quienes reservan alojamientos como de quienes los ofrecen. Y, además, va a indagar si Booking cumple con las obligaciones legales de transparencia en la publicidad.

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© FOTO: NurPhoto (Via Getty Images)

Un usuario consultando la web de Booking.

Rusia libera al estadounidense Stephen Hubbard en pleno acercamiento entre Trump y Putin

21 October 2026 at 12:10

El presidente ruso, Vladímir Putin, recibe este miércoles al enviado especial de Donald Trump, el empresario Steve Witkoff, con un preso estadounidense y unos barriles de diésel como ofrenda. El dirigente ha entregado a Washington al profesor de 74 años Stephen James Hubbard, capturado en Ucrania durante la invasión rusa, y ha anunciado que zarpará en los próximos días el primer carguero ruso con el combustible prometido a Trump de cara a sus elecciones. Unos gestos, la entrega de un rehén estadounidense y el diésel, que la Casa Blanca ha recibido con los brazos abiertos mientras busca hacer negocios con el Kremlin y un encuentro trilateral con el dirigente ruso y el presidente ucranio, Volodímir Zelenski, al que presiona para que capitule a las exigencias rusas.

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© Moscow City Court Press Service

El ciudadano estadounidense Stephen Hubbard, en una vista en Moscú en octubre de 2024.

Regolare gli affitti brevi non basta a risolvere la questione della casa

21 October 2026 at 08:51

Un regolamento europeo in attesa di approvazione permetterà di limitare gli affitti brevi. Darà un sollievo temporaneo alla questione abitativa. Per affrontarla in modo strutturale servono però interventi e politiche per le famiglie meno abbienti.

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Crece la presión diplomática para socorrer a la población ucrania de Oleshki, azotada por el hambre tras la ocupación rusa

21 October 2026 at 04:40

Algo se mueve en la esfera diplomática en torno a la grave crisis humanitaria que sufre Oleshki, una localidad de la región ucrania de Jersón ocupada por los rusos. “Es duro llamar vida a eso”, deplora Vitalii Mikolaiovich, de 55 años, que consiguió escapar el mes pasado de la población, donde apenas hay comida. El Papa León XIV ha abordado con los presidentes de Rusia, Vladímir Putin, y Ucrania, Volodímir Zelenski, una posible tregua que permita evacuar a los civiles. En torno a 6.000 personas, varias decenas de ellas menores, entre Oleshki y alrededores, sufren una clara falta de alimentos y medicinas unida a las duras condiciones de vida por la invasión militar, que les impiden moverse a lugares donde abastecerse.

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Apartamento bombardeado por los rusos donde vivían Vitalii, Irina y su hijo Vladislav. Imágenes cedidas.Maksik, el gato de Vitalii, Irina y su hijo Vladislav, ahora (izquierda) y cuando estaban en Oleshki. Imágenes cedidas.

© 34.ª Brigada de Infantería de Marina «Borysfen» de las Fuerzas Armadas de Ucrania (EFE)

Imagen de la ciudad ucrania de Oleshki, ocupada por tropas rusas y sacudida por una gran crisis humanitaria, en una foto facilitada por el ejército de Kiev el 5 de octubre.

La Moldova vuole entrare nell’Ue per sottrarsi alla pressione russa

21 October 2026 at 03:45

Igor Grosu, president of Moldova's parliament and leader of the pro-EU Party of Action and Solidarity speaks during an interview with the Associated Press in Chisinau, Moldova, Thursday, Sept. 25, 2025, ahead of parliamentary elections taking place on Sept. 28. (AP Photo/Aurel Obreja) associated Press / LaPresse Only italy and spain

Arrivato in Italia per la Conferenza europea dei presidenti di Parlamento, Igor Grosu riporta una richiesta chiara: l’Italia accompagni la Moldova nell’Unione europea. Il presidente del Parlamento moldavo e leader del Partito di Azione e Solidarietà (Pas), la formazione europeista che esprime la Presidente Maia Sandu, Grosu ha incontrato Linkiesta dopo il colloquio del 15 ottobre con Lorenzo Fontana, presidente della Camera. La visita in Italia è arrivato in una settimana in cui l’avanzamento dei negoziati europei si è intrecciato con le nuove violazioni dello spazio aereo moldavo durante gli attacchi russi all’Ucraina. «Questi incidenti non sono un caso, servono a instillare paura nella popolazione e a demotivare il cammino della Moldova verso l’Unione europea», ha detto.

Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre quattro droni hanno attraversato lo spazio aereo moldavo, uno dei velivoli è anche uscito e rientrato. «Quest’anno gli incidenti sono molto aumentati», dice ancora Grosu. La risposta, spiega, dovrà tenere insieme protezione del territorio, coordinamento con l’Ucraina e soprattutto la comunicazione con la popolazione.

Per Grosu, la sicurezza della Moldova dipende anche dalla capacità dell’Ucraina di continuare a proteggere il continente. Per questo respinge l’idea che una riduzione dell’assistenza militare occidentale possa accelerare la fine del conflitto. «È falso, offrirebbe solo una possibilità alla Russia», dice Grosu. «La formula è molto più semplice di prima. Oggi è guerra o pace», afferma a proposito del percorso di adesione della Moldova all’Unione europea. Il suo calendario politico prevede la conclusione dei negoziati nel 2028 e l’ingresso nell’Unione europea nel 2030. In patria è uno di quelli più impegnati a fissare un termine e farlo rispettare.

La visita a Roma segue un avanzamento concreto: il 13 ottobre l’Ue e la Moldova hanno aperto i negoziati su due cluster, quello del mercato interno e quello della competitività e crescita inclusiva. I cluster sono raggruppamenti di capitoli negoziali che organizzano, per materie affini, il lavoro di allineamento del Paese candidato alle regole europee. Con queste aperture, quattro dei sei raggruppamenti risultano avviati. Restano quelli sull’agenda verde e la connettività sostenibile e sulle risorse, l’agricoltura e la coesione. Grosu vuole che siano aperti anche gli ultimi due entro la fine dell’anno.

Guarda già al primo semestre 2028, quando l’Italia eserciterà la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea: un appuntamento che vorrebbe far coincidere con la conclusione del negoziato.

«Questo è il momento migliore per avvicinare le due rive del fiume Dnestr», dice ancora. L’integrazione europea, sostiene Grosu, può diventare l’incentivo decisivo per riavvicinare la Transnistria al resto della Moldova. La sua valutazione parte dalla crisi economica della regione separatista. «Il suo modello economico è collassato», afferma, indicando nel gennaio 2025 un punto di svolta, quando l’interruzione del flusso di gas russo ha colpito il sistema energetico transnistriano esponendone la dipendenza. Grosu racconta un riavvicinamento che passa dalle scelte quotidiane: abitanti della regione che cercano lavoro e protezione sociale in Moldova, famiglie che scelgono le scuole moldave per i loro figli. «Il processo di reintegrazione è in moto». La stessa Kaja Kallas ha dichiarato che la regione «non sarà un ostacolo nel percorso europeo della Moldova».

L’avvicinamento procede anche attraverso un graduale allineamento delle regole. Oggi le imprese transnistriane pagano dazi e Iva come i moldavi e questi soldi finiscono in un fondo di convergenza, destinato a finanziare infrastrutture, servizi e interventi per la popolazione transnistriana. L’obiettivo è associare la progressiva integrazione a benefici riconoscibili per chi vive nella regione.

«La presenza delle forze armate russe in Transnistria è illegale», dice Grosu a proposito del contingente di circa 1500-2000 militari russi nella regione. Il loro ritiro, insieme a tutto il loro equipaggiamento, dovrebbe essere negoziato dalla Moldova, dall’Unione europea e dell’Ucraina. «La nostra diaspora è un ponte fra i nostri Paesi». Quando parla dei moldavi in Italia, Grosu insiste sul legame che la migrazione ha costruito tra le due società. In questo contesto richiama anche l’iniziativa di Antonio Tajani sulla Comunità di Italofonia, istituita in occasione a Roma nel Novembre 2025, concepita come un forum permanente di cooperazione attraverso la lingua italiana. «L’Italia è un’ottima amica della Moldova», afferma Grosu. Il rapporto che descrive comprende relazioni bilaterali, sicurezza comune e tutela della diaspora.

Uno dei risultati più concreti è l’accordo di sicurezza sociale congiunto. L’intesa consente di considerare insieme i periodi contributivi maturati nei due Paesi quando quelli versati in uno solo non bastano a raggiungere la pensione. Per chi ha diviso la propria vita lavorativa tra Moldova e Italia fa tanta differenza.

All’Italia Grosu chiede ora di accompagnare al passaggio successivo: l’apertura degli ultimi cluster negoziali e il sostegno alla conclusione del percorso europeo. Il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Ue nel 2028 è il riferimento attorno al quale costruisce questa richiesta. Nel suo calendario, Roma potrebbe contribuire ad un avanzamento decisivo verso l’adesione.

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Timothy Garton Ash, Princesa de Asturias de Ciencias Sociales: "En Silicon Valley nadie menciona a Europa, no tenemos ni idea de la gravedad de la situación"

20 October 2026 at 23:08
El más célebre historiador de la Europa contemporánea alerta de que el continente vive su peor crisis en medio siglo, asediado por EEUU, Rusia y China. "No es un sarampión, es algo mucho más grave", alerta el autor británico, que este viernes recoge el Princesa de Asturias de Ciencias Sociales Leer

El más célebre historiador de la Europa contemporánea alerta de que el continente vive su peor crisis en medio siglo, asediado por EEUU, Rusia y China. "No es un sarampión, es algo mucho más grave", alerta el autor británico, que este viernes recoge el Princesa de Asturias de Ciencias Sociales
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