❌

Reading view

Novo laboratório na FMUP vai detetar cancro e Alzheimer

Robô que classifica tumores em tempo real e análise de Alzheimer por amostra de sangue são destaques do novo Laboratório de Biomarcadores, financiado pelo PRR.

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

A inauguração está marcada para quarta-feira-feira às 11h00 no Centro de Investigação Médica da FMUP
  •  

Torna l’ora solare, ma in gran parte del mondo non si cambia più: dove e perché

Torna l’ora solare e, come ogni autunno, Europa e Stati Uniti non si muovono insieme. Lancette che andranno indietro di un’ora in Italia, mentre oltreoceano bisognerà attendere il 1° novembre. Per un po’, dunque, tra Roma e New York ci saranno 5 ore di differenza e non sei, con effetti concreti sugli orari di Wall Street.

Mentre EU e USA continuano a spostare le lancette, però, gran parte del mondo ha già smesso di farlo. Basti pensare a Cina e Giappone, che ormai hanno mutato il proprio sistema.

Quando cambia l’ora in Italia

Da noi il passaggio avverrà alle 3 di notte di domenica 25 ottobre, quando gli orologi torneranno alle 2. Si dormirà, almeno sulla carta, un’ora in più. Torna l’ora solare, dunque, mentre gli Stati Uniti vantano regole diverse, come detto.

Nell’Ue l’ora legale termina l’ultima domenica di ottobre, negli Usa la prima domenica di novembre. Il risultato è che lunedì 26 ottobre Wall Street aprirà alle 14:30 italiane invece delle consuete 15:30 e chiuderà alle 21. Una differenza che non si concretizza solo ora. È lo stesso anche in primavera, con i calendari che non coincidono. Quest’anno infatti gli americani hanno spostato le lancette l’8 marzo, tre settimane prima degli europei, che lo hanno fatto il 29 marzo, con ricadute sugli operatori dei mercati.

Quanto fa risparmiare l’ora legale

L’ora legale è nata per sfruttare meglio la luce naturale e consumare meno energia. Adottata nel 1916 da Germania e Austria-Ungheria e, nello stesso anno, dall’Italia, dov’è diventata stabile dal 1966. Secondo le stime diffuse da Terna nel marzo 2026, nei sette mesi di ora legale l’Italia dovrebbe risparmiare circa 302 milioni di kilowattora, pari al fabbisogno annuo di 115mila famiglie.

Un beneficio economico di circa 80 milioni di euro e 142mila tonnellate di CO2 in meno. Si tratta però di un risparmio stimato, non ancora di un consuntivo. E il peso dell’illuminazione nei consumi è sempre più basso, complici le lampadine a led e una domanda elettrica legata sempre più a climatizzatori e realtà attive a tutte le ore.

Il mondo che non cambia più orario

Anche il Giappone ha sfruttato l’ora legale, introdotta nel 1949 durante l’occupazione americana. È stata però abolita poco dopo, ovvero nel 1952, dopo un sondaggio in cui il 53% degli intervistati ne chiedeva la cancellazione.

La Cina, che dal 1949 usa un’unica ora nazionale, quella di Pechino, ha sperimentato il cambio stagionale tra il 1986 e il 1991, per poi sospenderlo dal 1992. Era risultato evidente, infatti, che i benefici energetici non erano uniformi, considerando un territorio tanto vasto. I disagi, alla fine, superavano i vantaggi.

Secondo Timeanddate, nel 2026 sono 70 i Paesi e territori dove almeno una località cambia l’ora, contro 178 dove non succede. Russia, Turchia, Brasile e gran parte del Messico hanno abbandonato il sistema negli ultimi anni, e perfino negli Usa le Hawaii e buona parte dell’Arizona non lo applicano.

Cambio d’ora e lavoro: i turni del 25 ottobre

Il ritorno all’ora solare richiede attenzione alle imprese con:

  • turni notturni;
  • servizi continuativi;
  • trasporti;
  • attività informatiche programmate.

Nella notte del cambio, infatti, uno stesso orario locale si presenta due volte. Per esempio, un turno dalle 22 di sabato 24 ottobre alle 6 di domenica 25 dura nove ore effettive, un dato rilevante per le presenze e il calcolo delle ore lavorate, fermo restando quanto previsto dal contratto applicato. Per distinguere gli eventi registrati nell’ora ripetuta è utile conservare il riferimento al fuso o all’orario Utc:

Ora locale del 25 ottobre Riferimento Utc
02:30, prima occorrenza (Cest, Utc+2) 00:30 Utc
02:30, seconda occorrenza (Cet, Utc+1) 01:30 Utc
03:30, ora solare (Cet, Utc+1) 02:30 Utc

Le due registrazioni delle 02:30, quindi, corrispondono a momenti diversi, separati da sessanta minuti: verificare timbrature, pianificazioni e registri informatici aiuta a evitare errori nella ricostruzione degli orari.

  •  

Cães, diabos, amêijoas e peixes-gato: quando o cancro é contagioso

Num punhado de animais, os tumores podem transmitir-se como doenças infecciosas ou parasitas, a contrariar as ideias arrumadas da ciência Os seres humanos, pelo menos para já, têm só um mundo. E o mesmo acontece com a maioria dos cancros, presos no corpo onde nasceram, a multiplicar-se até esgotarem os recursos. Depois, diz Joel Brown, ecólogo evolutivo no Moffitt Cancer Center, em Tampa, na Florida, “morrem com o seu planeta“. Mas há alguns cancros que deram o grande salto. Colonizaram novos hospedeiros e espalharam-se por populações de animais como parasitas contagiosos. Estes “cancros transmissíveis” foram encontrados em diabos-da-tasmânia, cães, amêijoas

  •  

Guerra in Ucraina, Trump: “Zelensky non vuole la pace”. E Putin gli propone un vertice a tre (ma con la Cina e senza Kiev)

Donald Trump difende la propria decisione sulla Russia sostenendo di non voler allontanare Mosca dal tavolo dei negoziati e accusa Volodymyr Zelensky di non voler porre fine alla guerra. “Sto negoziando la pace nella guerra tra Russia e Ucraina e non voglio fare nulla che, stupidamente, allontani la Russia dal tavolo delle trattative”, ha scritto il presidente americano in un messaggio su Truth. “Si stanno facendo grandi progressi, anche negli attuali negoziati sugli ostaggi”, ha aggiunto Trump. “Firmare quel documento in questo momento avrebbe quell’effetto, e posso firmarlo più avanti o in qualsiasi momento voglia“, ha proseguito, senza precisare nel messaggio a quale documento si riferisca.

Il presidente ha inoltre collegato la propria posizione al ruolo di Mosca nei confronti di Teheran. “La Russia sta facendo pochissimo, se non nulla, per aiutare la Repubblica islamica dell’Iran rispetto a quanto potrebbe fare, e voglio che continui così”, ha affermato, aggiungendo che manterrà questa situazione “a meno che degli stupidi non si mettano in mezzo”.

Trump ha poi attaccato Zelensky per i raid contro le raffinerie russe che producono diesel, sostenendo che il presidente ucraino sappia che queste operazioni “stanno danneggiando gravemente i mercati mondiali del diesel, compresi quelli degli Stati Uniti”. Secondo Trump, agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno soffrendo, mentre la Russia continua a inviare “a basso prezzo milioni di barili di diesel al mondo”.

“A Zelensky non importa e, francamente, con tutti i soldi che l’Europa gli sta dando e che il corrotto Joe Biden gli ha dato in passato, non vuole porre fine a questa guerra e probabilmente non l’ha mai voluto“, ha accusato il presidente americano. “Avrebbe potuto ottenere un accordo migliore due anni fa rispetto a quello che può ottenere adesso”, ha proseguito Trump, descrivendo l’Ucraina come un Paese “a pezzi”, con una larga parte del territorio perduta. Ha inoltre sostenuto che “Kiev abbia perso l’accesso ai mari e che la popolazione maschile sia ridotta, ferita o morta”. “Voglio che questa guerra finisca!”, ha concluso.

Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto che lui, il presidente americano Trump e il leader cinese Xi Jinping si incontrino il mese prossimo per discutere dell’Ucraina, nel tentativo di negoziare una conclusione del conflitto quadriennale che favorisca Mosca. Lo scrive il Wall Street Journal. Il piano rappresenta un tentativo da parte di Putin di trarre vantaggio dal miglioramento dei rapporti tra Trump e il leader russo, che ha allarmato l’Ucraina e i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice di questo tipo – senza il coinvolgimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky – sarebbe senza precedenti e farebbe scattare l’allarme nelle capitali europee e non solo.

L'articolo Guerra in Ucraina, Trump: “Zelensky non vuole la pace”. E Putin gli propone un vertice a tre (ma con la Cina e senza Kiev) proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Não é só emagrecer: cirurgia metabólica reduz impacto de doenças associadas à obesidade

Doentes operados têm menos incapacidade e mais qualidade de vida. Estudo da FMUP é pioneiro e aborda a cirurgia bariátrica. A cirurgia bariátrica, ou metabólica, é recomendada para pessoas com índice de massa corporal (IMC) igual ou superior a 40 kg/m² e pessoas com IMC superior a 35 kg/m² com doença associada – diabetes tipo 2, hipertensão ou apneia do sono; ou então quando as abordagens não cirúrgicas não permitiram obter uma perda de peso sustentada ou uma melhoria clínica. Para situações de excesso de peso sem obesidade, a cirurgia metabólica não é a opção habitual. Agora, um estudo pioneiro

  •  

Corpo encontrado em reservatório da Saneago em Goiânia é identificado

A Polícia Científica identificou o corpo do homem encontrado na tarde desta sexta-feira (16/10) em um reservatório da Saneago, no Setor São Domingos, em Goiânia. Trata-se de Diogo Gomes de Brito, de 37 anos.

Segundo o Corpo de Bombeiros, Diogo mergulhou no local e não voltou à superfície. As equipes chegaram ao reservatório e encontraram o homem submerso em uma área a cerca de três metros de profundidade. A equipe náutica fez as buscas e localizou o corpo sem vida.

O corpo foi recolhido pela Polícia Científica e passou por necropsia ainda na sexta-feira (16/10). O exame confirmou a identificação.

The post Corpo encontrado em reservatório da Saneago em Goiânia é identificado appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.

  •  

Pollo pochado: la receta china para conseguir una pechuga tierna y jugosa

Muy simple pero muy sabroso

Más allá del huevo, los alimentos pochados no suelen tener la mejor fama frente a los sometidos a otros métodos de cocción. Es hora de cambiar esto: pochar implica cocer en un líquido o en una grasa a baja temperatura de manera que el alimento se ablande pero nunca llegue a dorarse ni tostarse, lo que suele dar lugar a un resultado suave y reconfortante si se hace correctamente. El pollo es perfecto para ponerlo en práctica.

Seguir leyendo

  •  

L’asse delle autocrazie usa la guerra per rafforzarsi

Corea del Nord esercito

I droni iraniani venduti alla Russia per bombardare l’Ucraina sono cambiati più volte in questi quasi cinque anni di guerra. Sul campo di battaglia, gli ingegneri di Mosca li hanno modificati per renderli più efficaci contro le difese ucraine, aggiornandoli anche con componenti cinesi. Le tattiche sperimentate in guerra e le tecnologie sviluppate per migliorare quei velivoli possono ora tornare a Teheran, insieme all’esperienza accumulata dall’esercito russo. Quello che era cominciato come uno scambio di armi fra due autocrazie si è trasformato in un circuito di innovazione militare, nel quale anche gli altri partner possono imparare e trarre vantaggio.

Questo dettaglio militare aiuta a spiegare l’evoluzione nella cooperazione fra Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, con la guerra in Europa come laboratorio. I quattro regimi non hanno un comando militare comune, né hanno accordi che li obbligano a intervenire nelle guerre altrui. Anzi, in alcuni contesti continuano a perseguire interessi divergenti. Eppure, stanno imparando a mettere a sistema tecnologie e conoscenze operative.

Negli ultimi anni in molti hanno provato a tracciare i contorni dell’asse delle autocrazie – ribattezzato anche Crink, asse del disordine, asse del male, internazionale delle dittature. Le relazioni fra i quattro Paesi apparivano soprattutto come una serie di scambi bilaterali, ciascuno motivato da esigenze immediate. La Russia aveva bisogno di droni iraniani, munizioni nordcoreane e componenti cinesi; gli altri membri ricavavano dal sostegno a Mosca denaro, tecnologia, protezione diplomatica e occasioni per rafforzare i propri apparati militari.

Adesso la cooperazione è cambiata, ha assunto una dimensione diversa. Non è ancora un’alleanza militare tradizionale, con un comando integrato, obblighi di intervento reciproco e una strategia comune per ogni teatro operativo. I quattro regimi continuano a difendere anzitutto i propri interessi. «Stanno affinando la loro cooperazione per rendere i loro partner più resilienti – e più pericolosi per gli Stati Uniti – limitando al contempo costi e rischi», scrivono su Foreign Affairs Andrea Kendall-Taylor (Senior Fellow e Direttrice del Programma di Sicurezza Transatlantica presso il Center for a New American Security) e Richard Fontaine (amministratore delegato del Center for a New American Security). L’asse delle autocrazie, insomma, ha imparato a rendere complementari le proprie capacità, e di compensare alcune delle debolezze dei singoli membri.

La storia dei droni russi è l’esempio più evidente. E Mosca ha istituito anche una propria forza militare dedicata ai sistemi senza pilota per rendere strutturale questo processo. I nuovi droni Geran a propulsione a reazione, più veloci e capaci di trasportare carichi maggiori rispetto alle versioni precedenti, rappresentano un ulteriore passo in questa direzione. Se sistemi analoghi venissero impiegati in Medio Oriente nel conflitto in corso, difendere le basi americane e le infrastrutture energetiche regionali potrebbe diventare più difficile e costoso.

Anche la Corea del Nord sta traendo vantaggio da questo laboratorio condiviso. Secondo le informazioni citate dai due autori di Foreign Affairs, Mosca ha raggiunto un accordo per aiutare Pyongyang ad aumentare la produzione di droni sul modello degli Shahed. Gli ingegneri nordcoreani hanno potuto acquisire esperienza lavorando negli impianti russi, mentre i soldati inviati a combattere al fianco di Mosca hanno osservato direttamente come integrare i velivoli senza pilota nelle operazioni militari contemporanee. La Cina, a sua volta, ricava informazioni preziose sulle prestazioni delle proprie tecnologie nei combattimenti reali e ha fornito addestramento sulla guerra con i droni ai propri militari attraverso le forze russe. È così che il lavoro della Russia sulla tecnologia iraniana può produrre ricadute sulle capacità militari di tutti e quattro i Paesi.

Già da tempo la cooperazione tra Russia, Cina, Corea del Nord e Iran va oltre il campo di battaglia. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire i prezzi del petrolio, offrendo al Cremlino entrate aggiuntive e contribuendo alla recente decisione di Donald Trump di allentare temporaneamente alcune restrizioni sulle esportazioni petrolifere russe. Nel frattempo, l’apertura del fronte mediorientale ha costretto Washington a spostare risorse militari dall’Indo-Pacifico verso il Golfo: sistemi di difesa aerea, munizioni e portaerei che non possono essere impiegati contemporaneamente in tutti i teatri. Per Pechino, la riduzione della presenza militare americana nel Pacifico occidentale costituisce un’opportunità strategica, anche senza un suo intervento diretto nella guerra.

Il collante dell’asse del male non è certo un’identica visione del mondo, né la volontà di combattere tutti insieme. Kendall-Taylor e Fontaine lo individuano nella convinzione che la potenza americana possa limitare, isolare e punire ciascuno di questi regimi, preso singolarmente, arrivando a minacciarne la sopravvivenza. Per questo, osservano i due autori, il fatto che i quattro Paesi evitino generalmente di combattere le guerre l’uno dell’altro non dimostra che l’asse stia perdendo coesione: «Questa moderazione non è un segnale di indebolimento dell’asse, ma una caratteristica distintiva del modo in cui funzionano queste partnership». La cooperazione non richiede che i regimi condividano ogni obiettivo o siano disposti a correre gli stessi rischi. Al contrario, la capacità di sostenersi reciprocamente senza esporsi troppo è uno dei suoi punti di forza.

C’è però un’altra parte della storia, e riguarda gli Stati Uniti. Washington dispone ancora di una superiorità considerevole in termini di risorse economiche e tecnologiche, capacità militari e numero di alleati. Però l’amministrazione Trump ha reso il resto dell’Occidente meno disposto a seguirlo nelle sue decisioni scellerate e improvvisate di politica estera. Anche l’uso di dazi come una clava per minacciare l’Europa e il Canada, e tutto il suo approccio transazionale alla diplomazia hanno eroso la fiducia negli alleati americani.

Kendall-Taylor e Fontaine propongono allora un cambio di rotta, una risposta all’asse delle autocrazie che parte da un imperativo apparentemente modesto: «Non fare altri danni sarebbe un buon punto di partenza per affrontare l’asse», scrivono. Washington dovrebbe rafforzare le catene di approvvigionamento condivise con i partner, facilitare la circolazione delle tecnologie e aiutare gli alleati a sviluppare maggiori capacità di difesa. Ma soprattutto dovrebbe smettere di trattare le proprie relazioni internazionali come transazioni da rinegoziare di continuo. «La questione è quale rete saprà sfruttare meglio le proprie risorse».

È questa la partita che Russia, Cina, Iran e Corea del Nord stanno imparando a giocare: non hanno bisogno di diventare un’alleanza compatta, né di combattere sempre insieme per danneggiare le democrazie. Basta che sappiano collaborare quando conviene, scambiarsi ciò che manca e sfruttare le conseguenze delle crisi aperte dagli altri. Gli Stati Uniti dispongono ancora di risorse e strumenti per fermarli. Certo, fin quando Trump sarà alla Casa Bianca sarà tutto più difficile.

L'articolo L’asse delle autocrazie usa la guerra per rafforzarsi proviene da Linkiesta.it.

  •  

Baixa a 100% seria 1,4% da despesa com subsídios de doença

Estudo analisa o impacto financeiro de medida defendida como prioritária para proteger os rendimentos dos doentes oncológicos. Despesas com o cancro em Portugal são inferiores à média europeia.

© ANTÓNIO COTRIM/LUSA

Portugal apresenta níveis de despesa com o cancro inferiores à média europeia, representando cerca de 4% da despesa total em saúde, face a 5,5% na União Europeia
  •  

Congresso aprova exame obrigatório para exercício da medicina

Logo Agência Brasil

O Congresso Nacional aprovou nesta quinta-feira (15) a Medida Provisória (MP) 1370/26, que condiciona o registro profissional de médicos à aprovação no Exame Nacional de Avaliação da Formação Médica (Enamed). O texto passou nos plenários da Câmara dos Deputados e do Senado Federal e segue agora para a sanção presidencial.

Instituída em junho pelo presidente Luiz Inácio Lula da Silva, a MP tinha validade de 120 dias, que venceria nesta sexta-feira (16), e precisava de aprovação parlamentar para ser mantida.

Notícias relacionadas:

Na Câmara, o relator da matéria, Doutor Luizinho (PP-RJ), lembrou que houve um aumento de 50% dos cursos de medicina nos últimos cinco anos. Ele explicou que, com a aprovação da MP, todos os estudantes de medicina serão avaliados no segundo, no quarto e no sexto ano do curso.

"Diferentemente de uma prova de vestibular ou do exame da OAB [Ordem dos Advogados do Brasil], o novo exame vai permitir avaliar o aluno e a faculdade durante o curso. Teremos bons médicos se formando ao final deste curso", disse o relator.

"Com o tempo, a sociedade vai perceber quais são as boas e as más faculdades de medicina".

O texto prevê três provas durante a graduação em medicina. No segundo ano, será aplicada ao final do quarto semestre. No quarto ano, a prova será aplicada no final do oitavo semestre e antes do internato. E, por fim, uma última avaliação no 12º semestre, que corresponde ao final do sexto ano de graduação.

A nota final será calculada pela média das três avaliações, com maior peso para a última prova. A Comissão Nacional de Avaliação da Formação Médica definirá os critérios, os pesos e o nível mínimo de proficiência.

O exame verificará conhecimentos, habilidades e competências previstos nas diretrizes curriculares nacionais, considerando os princípios e as necessidades do Sistema Único de Saúde (SUS). Também fornecerá informações para a formulação de políticas públicas e para a fiscalização dos cursos.

Quem não alcançar o nível mínimo de proficiência poderá refazer a terceira etapa do exame nas edições seguintes, com novo cálculo da média final. A primeira média acumulada das três avaliações constará do histórico escolar do estudante concluinte, e as faculdades poderão utilizar as notas em seus processos de avaliação acadêmica.

A exigência valerá para estudantes que ingressarem em cursos de medicina a partir de 19 de junho de 2026, data de publicação da MP. Alunos já matriculados antes dessa data seguirão as regras anteriores. Médicos com diploma reconhecido no Brasil ficarão dispensados do exame.

*Com informações da Agência Câmara de Notícias.

  •  

Influenza e virus respiratori, Pregliasco: “Vaccini fondamentali per proteggere i più fragili”

Influenza, Covid e prevenzione: l’intervista a Fabrizio Pregliasco sui rischi della stagione invernale, sull’importanza delle vaccinazioni e sulle nuove sfide sanitarie

Con l’arrivo della stagione autunnale e invernale torna alta l’attenzione sulle infezioni respiratorie, dalla influenza stagionale al Covid-19, fino ai virus che possono provocare complicanze soprattutto nei soggetti più fragili. Quali rischi dobbiamo aspettarci, quanto conta la prevenzione vaccinale e come affrontare il crescente problema dell’antibiotico-resistenza?

A questi interrogativi risponde il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Un approfondimento che, partendo dalle prospettive della stagione influenzale, affronta anche il tema della preparazione alle future pandemie e dell’importanza di una corretta informazione sanitaria.

L’intervista del Prof. Placido Bramanti (Affaritaliani) al Prof. Fabrizio Pregliasco

Influenza stagionale, rischi e prevenzione

Professor Pregliasco, con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, quali virus dobbiamo aspettarci e come possiamo proteggerci?

Come spiega il professor Fabrizio Pregliasco, durante la stagione invernale circolano diversi virus respiratori, tra cui quello influenzale, il virus respiratorio sinciziale e il metapneumovirus. “Nelle persone giovani e in buona salute queste infezioni provocano generalmente sintomi lievi. Negli anziani e nei soggetti fragili, invece, possono causare complicanze importanti, aggravando patologie preesistenti“. Le previsioni indicano una stagione di media intensità, con circa 12-14 milioni di italiani colpiti dalle infezioni respiratorie, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche. Pregliasco ricorda inoltre che la vera influenza si distingue per febbre elevata a esordio brusco, sintomi respiratori e dolori muscolari o articolari, mentre le forme più lievi sono spesso provocate da altri virus.

Qual è l’impatto di queste infezioni e quali sono le categorie maggiormente a rischio?

I bambini sono tra i più colpiti, anche per la minore esperienza immunologica. Nei più piccoli, il virus respiratorio sinciziale può provocare la bronchiolite, contro la quale oggi sono disponibili anticorpi monoclonali a scopo preventivo. I rischi maggiori riguardano però anziani e pazienti con patologie croniche. “Si stimano tra i 10 e i 15 mila decessi legati alle complicanze dell’influenza, soprattutto per sovrainfezioni e aggravamento di malattie cardiovascolari e respiratorie“. Nei periodi più critici dell’inverno, inoltre, i ricoveri ospedalieri tra gli anziani possono aumentare del 15-20%, contribuendo alla pressione sui pronto soccorso.

Quanto è importante la prevenzione e quale ruolo svolgono i vaccini?

La vaccinazione è fondamentale per ridurre il rischio delle forme gravi, soprattutto nelle persone vulnerabili. “Non disponiamo di vaccini contro tutti i virus respiratori, ma abbiamo strumenti efficaci per prevenire molte complicanze“. Pregliasco richiama l’attenzione anche sul Covid-19, ancora pericoloso per i soggetti fragili, raccomandando di valutare sia il vaccino antinfluenzale sia quello contro il Covid, somministrabili nella stessa seduta. “Nei pazienti fragili è importante effettuare il test Covid in presenza di sintomi respiratori: una diagnosi tempestiva consente, quando indicato, di intervenire con antivirali come il Paxlovid, riducendo il rischio di complicanze“.

Vaccini ed esitazione vaccinale

Quanto sono utili i test per distinguere influenza e Covid-19 e quali vaccini sono più indicati?

Secondo Pregliasco, i test diagnostici sono particolarmente importanti per i soggetti fragili e per chi li assiste, così da limitare la trasmissione del Covid-19. Per le comuni infezioni virali, il trattamento è generalmente sintomatico. “È importante evitare l’uso improprio degli antibiotici, che non sono efficaci contro i virus“. Il professore evidenzia inoltre la scarsa adesione vaccinale: “Tra gli ultrasettantacinquenni la copertura antinfluenzale è intorno al 50%, mentre i richiami contro il Covid-19 nelle persone a rischio sono sotto il 10%“. Per anziani e soggetti fragili sono disponibili vaccini antinfluenzali potenziati, con adiuvante MF59 o ad alto dosaggio, capaci di stimolare una risposta immunitaria più efficace. La scelta va effettuata con il medico in base alle caratteristiche del paziente.

Da cosa dipende la diffidenza verso i vaccini e come si può migliorare la sensibilizzazione?

Pregliasco osserva che, dopo la pandemia, è aumentata la sfiducia verso le vaccinazioni, anche a causa delle fake news diffuse sui social. Un fenomeno che coinvolge anche vaccini consolidati, contribuendo alla ricomparsa di malattie come il morbillo. “Accanto a una minoranza di no-vax ideologici, esiste una fascia più ampia di persone esitanti, che sottovaluta i rischi dell’influenza perché in passato l’ha superata senza conseguenze“. Il problema riguarda soprattutto chi, dopo i 60-65 anni, sviluppa patologie croniche senza percepire l’aumento della propria vulnerabilità. Per il professore, è fondamentale una comunicazione scientifica trasparente, che illustri benefici e possibili effetti avversi dei vaccini: “Occorre distinguere i rischi reali dalle fake news, aiutando le persone a compiere scelte consapevoli“.

Vaccinazioni complementari e antibiotico-resistenza

Esistono ulteriori vaccini per proteggere i polmoni? Possono essere somministrati insieme all’antinfluenzale?

Pregliasco sottolinea l’importanza del vaccino antipneumococcico, che protegge dalle infezioni causate dallo Streptococcus pneumoniae, tra i principali responsabili delle polmoniti batteriche. “L’influenza può indebolire le difese dell’organismo e favorire sovrainfezioni batteriche. Vaccinarsi contro lo pneumococco offre quindi un’ulteriore protezione, soprattutto ai soggetti fragili“. La vaccinazione antinfluenzale può essere l’occasione per programmare anche quelle contro Covid-19, pneumococco ed herpes zoster, nell’ambito di un piano vaccinale personalizzato.

È possibile effettuare più vaccini nella stessa seduta oppure è necessario attendere tra una somministrazione e l’altra?

Secondo Pregliasco, due o tre vaccini possono essere somministrati contemporaneamente, in sedi differenti, senza necessariamente aumentare gli effetti indesiderati. “Esistono alcune precauzioni per determinati vaccini vivi attenuati, ma generalmente non riguardano le vaccinazioni raccomandate agli anziani“. Quando opportuno, le somministrazioni possono essere distribuite in appuntamenti successivi, senza intervalli obbligatori per i vaccini considerati.

Quali rischi comporta l’uso eccessivo degli antibiotici e come possiamo contrastare l’antibiotico-resistenza?

Pregliasco richiama l’attenzione sull’abuso di antibiotici, spesso prescritti anche per infezioni virali o assunti autonomamente dai pazienti. “Gli antibiotici non agiscono contro i virus e non devono essere utilizzati preventivamente per evitare eventuali sovrainfezioni batteriche“. Una complicanza batterica può manifestarsi dopo un apparente miglioramento dell’infezione, con un nuovo peggioramento dei sintomi. In questi casi, il medico può ricorrere, quando indicato, a esami microbiologici e all’antibiogramma per individuare la terapia appropriata. È fondamentale, inoltre, rispettare dosi e durata della prescrizione, senza interrompere o prolungare autonomamente il trattamento. “L’antibiotico è come la lama di un coltello: ogni utilizzo improprio rischia di comprometterne l’efficacia. Ma mentre un coltello può essere affilato, un antibiotico contro il quale i batteri hanno sviluppato resistenza può diventare inutilizzabile“.

Contagio e rischio di nuove pandemie

Quando una persona con l’influenza può considerarsi non più contagiosa e tornare alla normale vita sociale?

Pregliasco spiega che la contagiosità può iniziare già uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi e proseguire durante la malattia. “Finché persistono sintomi respiratori, soprattutto tosse e starnuti, può esserci ancora un rischio di contagio. I farmaci antinfiammatori e sintomatici alleviano i disturbi, ma non eliminano l’infezione né riducono la contagiosità“. Il professore raccomanda quindi il riposo, quando possibile, per favorire il recupero ed evitare di esporre altre persone al contagio.

Qual è la sua valutazione sul piano pandemico italiano e sulla capacità di affrontare nuove emergenze sanitarie?

Pregliasco esprime preoccupazione per alcune posizioni politiche che rischiano, a suo giudizio, di indebolire la cooperazione sanitaria internazionale e la preparazione alle future pandemie. “Il Covid-19 ci ha insegnato l’importanza dello scambio tempestivo di informazioni tra Paesi. La collaborazione internazionale è indispensabile per affrontare emergenze che non conoscono confini“. Pur riconoscendo una maggiore capacità di risposta del sistema sanitario italiano dopo la pandemia, il professore sottolinea la necessità di rafforzare prevenzione e coordinamento.

“Prima del Covid-19 temevamo soprattutto virus influenzali come H5N1. Oggi parliamo di patogeno X, cioè della possibilità che una nuova pandemia sia provocata da un agente infettivo ancora sconosciuto“. La densità della popolazione mondiale, la rapidità degli spostamenti internazionali e i conflitti possono favorire la diffusione delle infezioni, rendendo necessaria una pianificazione preventiva. “Le pandemie hanno attraversato tutta la storia dell’umanità. Dobbiamo prepararci prima dell’emergenza, investendo nella ricerca, nella prevenzione e nella collaborazione internazionale“.

Il confronto con il professor Fabrizio Pregliasco ha permesso di approfondire temi di grande rilevanza per la salute pubblica, dalla prevenzione delle infezioni respiratorie all’importanza delle vaccinazioni, fino ai rischi legati all’antibiotico-resistenza e alla necessità di prepararci alle future emergenze sanitarie. Ne emerge un messaggio chiaro: la prevenzione, un’informazione scientifica corretta e una maggiore consapevolezza dei cittadini rappresentano strumenti fondamentali per tutelare la salute, soprattutto delle persone più fragili.

L'articolo Influenza e virus respiratori, Pregliasco: “Vaccini fondamentali per proteggere i più fragili” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Eis o ferrão de uma abelha em ação, “apanhado” em vídeo pela primeira vez

Foi filmado pela primeira vez, o mecanismo que permite às abelhas continuar a injetar veneno depois de morrer. Envolve “válvulas”, um “paraquedas” e uma “bomba natural”. Pela primeira vez, cientistas conseguiram filmar o funcionamento interno do ferrão de uma abelha, revelando como duas pequenas válvulas permitem que continue a injetar veneno durante mais de um minuto, mesmo depois de se separar do corpo do inseto. Quando uma abelha-do-mel pica uma pessoa, o ferrão fica muitas vezes preso na pele. Ao afastar-se, a abelha perde o ferrão e pode sofrer lesões fatais nos órgãos internos. Mas o ferrão continua a funcionar,

💾

Foi filmado pela primeira vez, o mecanismo que permite às abelhas continuar a injetar veneno depois de morrer. Envolve "válvulas", um "paraquedas" e uma "bomba natural". Pela primeira vez, cientistas conseguiram filmar o funcionamento interno do ferrão de uma abelha, revelando como duas pequenas vál
  •  

Enamed 2026: cartão que confirma reaplicação está disponível

Logo Agência Brasil

Os participantes do Exame Nacional de Avaliação da Formação Médica (Enamed) 2026 que tiveram a solicitação de reaplicação autorizada pelo Instituto Nacional de Estudos e Pesquisas Educacionais Anísio Teixeira (Inep) podem consultar o local onde farão a prova, neste domingo (18) em todo o país.

A informação do endereço está no Cartão de Confirmação da reaplicação do exame, disponível na Página do Participante dentro do Sistema Enamed. 

Notícias relacionadas:

A reaplicação é destinada somente aos candidatos que faltaram à aplicação regular do Enamed 2026, em 13 de setembro, porque foram comprovadamente afetados por problemas logísticos no dia da prova ou que estavam infectados por uma das doenças contagiosas listas no edital.

Cronograma

Após a reaplicação, em 18 de outubro, o gabarito preliminar da reaplicação do exame será divulgado em 20 de outubro.

Os participantes poderão apresentar recursos entre 20 e 22 de outubro.

O resultado dos recursos, o gabarito definitivo e o resultado final do exame estão previstos para 4 de dezembro.

Enamed

Criado pelo Ministério da Educação, o Enamed tem duas funções principais: avaliar a formação dos estudantes de medicina no Brasil e servir de critério para processos seletivos de residência médica de acesso direto, como no processo unificado do Exame Nacional de Residências (Enare).

O exame será aplicado obrigatoriamente a cada seis meses a partir de 2027 a todos os estudantes concluintes de cursos de medicina no Brasil.

Em junho deste ano, o Inep formalizou que o Enamed valerá de instrumento de avaliação da proficiência dos estudantes de medicina e da qualidade dos cursos de graduação.

Com isso, os formados só poderão se inscrever no Conselho Regional de Medicina (CRM) se tiverem rendimento suficiente no exame. O registro no conselho é obrigatório para exercer a profissão de médico no Brasil.

A regra está prevista na nova política integrada para a formação em medicina no país, prevista na Medida Provisória 1370/2026.

  •  

Papa Leão XIV diagnosticado com cancro do pulmão

DN: 63% dos portugueses adiaram projetos devido ao aumento do custo de vida. Correio da Manhã: Retenção do IRS na fonte vai diminuir 50% em novembro

  •  

22h. Papa Leão XIV tem cancro do pulmão

A informação consta do boletim médico partilhado pelo Vaticano após a cirurgia desta tarde. E ainda, José Luís Carneiro afirma que Pedro Passos Coelho não trouxe nenhuma ideia nova para o país.

  •  

Energia e competitività. Quale menù per il prossimo Consiglio europeo

Sono quattro gli argomenti che verranno trattati nel prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre: competitività, energia, guerre, migranti. Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever chiedono ad António Costa, in vista del Consiglio, di assumere una serie di iniziative concrete. Troppo forti le preoccupazioni dei singoli paesi sulla situazione internazionale che impatta sulle economie, oltre al fatto che esiste l’esigenza reale di tutta l’Ue di vedere un’accelerazione su comparti nevralgici come la competitività e su una crisi dagli esiti ancora incerti, come quella energetica legata alla situazione nel golfo.

Nella missiva rivolta al Presidente del Consiglio europeo, il Presidente del Consiglio, il Cancelliere tedesco e il Primo Ministro belga, dopo la riunione del gruppo informale degli “Amici della competitività” della scorsa settimana, invitano a approfondire tre strade. Ovvero: una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione; un freno contro nuovi oneri burocratici; una riduzione generalizzata degli obblighi di ‘reporting’ Ue, soprattutto per le Pmi. Inoltre si fa specifico riferimento al collegamento tra semplificazione, caro energia e competitività industriale.

Il tema energetico è connesso alla cosiddetta tabella di marcia “One Europe, One Market” agli elevati prezzi dell’energia e agli squilibri macroeconomici globali, in particolare con la Cina. Si attendono a questo proposito “misure a breve termine”, come ad esempio la possibilità che il Consiglio europeo chieda alla Commissione di presentare ulteriori misure senza dimenticare la connessione con il macro tema dei rapporti con la Cina, visto e considerato che la scorsa settimana nella plenaria di Strasburgo è stata votata una risoluzione che inasprisce i meccanismi di difesa delle industrie europee rispetto all’invasività di super players esterni. Al secondo posto delle analisi ci sarà il cosiddetto dossier “difesa e sicurezza” legato a tre criticità: gli attacchi ibridi russi in Europa e la relativa risposta dell’Ue, la situazione in Medio Oriente con lo status quo in Libano, Iran, Gaza e Cisgiordania, e la criticità nello Yemen, dove la situazione “si è estesa e aggravata”.

Ma non è tutto, perché il consiglio analizzerà anche il dossier migranti e la gestione delle crisi migratorie nella consapevolezza che, come ammesso da un funzionario Ue, “il numero di ingressi irregolari nell’Ue è in costante calo da cinque anni cosa che dimostra che le misure adottate dall’Unione per contrastare tali ingressi sono efficaci e stanno funzionando”. Infine il tema dell’allargamento e delle riforme, con particolare attenzione al Montenegro, che è l’unico candidato che vede vicino il traguardo visto che il relativo trattato di adesione è in fase di elaborazione. Andranno quindi valutate le clausole di salvaguardia con le relative conseguenze.

A proposito di bilanci e prossimo Quadro finanziario pluriennale va segnalata la posizione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola secondo cui “non possiamo fare di più con meno, se vogliamo che l’Europa ottenga risultati concreti, deve disporre del necessario sostegno finanziario”, per cui “dobbiamo garantire che le priorità che stiamo realizzando – quelle che i cittadini ci chiedono di portare avanti – siano accompagnate dai finanziamenti adeguati”.

  •  
❌