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Il weekend di guerriglia dei giovanissimi a Milano spiazza il governo dei decreti Sicurezza, Meloni convoca una riunione d’urgenza sull’ordine pubblico

18 October 2026 at 20:27

Giovani, anzi giovanissimi. Minorenni ma in molti casi anche ragazzini sotto i 14 anni. L’ordine pubblico a Milano torna sotto scacco. Sabato era stato utilizzato il “pretesto” della manifestazione di autoconvocati sui social contro il caro vita, oggi – domenica – centinaia di giovani si sono ritrovati in piazza Duomo: quasi tutti vestiti di nero, incappucciati, nascosti dietro a scaldacollo, passamontagna, perfino maschere vere e proprie. La tensione è andata salendo nonostante il servizio d’ordine rafforzato davanti alla cattedrale milanese: mentre turisti e passanti interessati allo shopping attraversavano la piazza, si moltiplicavano i gruppetti di giovanissimi travisati e pattuglie delle volanti e del reparto mobile. Alcuni ragazzini sono stati fermati e identificati qui ma alla fine la violenza è esplosa lo stesso, poco lontano: a partire da via Torino la strada che da piazza Duomo porta verso la zona di Porta Ticinese e delle Colonne di San Lorenzo: vetrine sfondate, cestini rovesciati, supermercati presi d’assalto. Col passare dei minuti si è capito che si muovevano gruppetti di 10-15-20 persone che entravano in azione in modo simultaneo in zone diverse: le traverse di via Torino, piazza Cordusio, piazza dei Mercanti. Bombe carta, fuochi d’artificio, sassi contro i mezzi della polizia, cartelli stradali divelti. La polizia risponde con gli scudi del reparto mobile, con gli idranti, con i lacrimogeni che sembrano avvolgere il Duomo in una scighèra in anticipo. Gli ultimi sfilano lungo via Dante, verso il Castello Sforzesco, passando per largo Cairoli dove l’azione distruttiva è diventata irruzione nel Decathlon. La pioggia anche battente non li ferma, gli ultimi tafferugli sono dopo le otto di sera a San Babila. Rabbia, vandalismo, devastazione che la politica e pure, evidentemente, anche la gestione dell’ordine pubblico fatica a capire, intercettare, prevedere, una furia mista forse a una qualche denuncia che nessuno esplicita (c’è chi regala la merce “espropriata” dai negozi ad alcuni senzatetto, ma c’è anche chi si fa immortalare davanti a un cestino in fiamme dai fotografi dei giornali). L’unico mezzo d’espressione è la violenza, contro gli oggetti e i luoghi. Non ci sono collettivi con cui confrontarsi, anzi oggi non c’era nemmeno un corteo da seguire: i fermati dopo tre ore di battaglia sono oltre 200, l’ottanta per cento di loro è minorenne.

Meloni convoca una riunione d’urgenza, il governo dei decreti Sicurezza deve correre di nuovo ai ripari

La politica condanna e si rinfaccia le responsabilità. Intanto il governo dei numerosi decreti Sicurezza si ritrova di nuovo correre ai ripari, con altre norme, altre strette. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni convoca una riunione sull’ordine pubblico, segno forse che non è andato tutto alla grande. Il suo vice Matteo Salvini ne approfitta per dire che ora non si può più parlare di ius scholae e tenta di agganciare quanto successo a Milano allo sciopero generale convocato dalla Cgil per il 20 novembre. Il leader leghista ripropone l’introduzione di una cauzione a carico degli organizzatori delle manifestazioni a rischio, “a copertura degli eventuali danni”, norma che peraltro non avrebbe niente a che fare con i fatti di domenica visto che non c’era alcuna manifestazione. L’altra proposta dei leghisti è trasformare in “decreto-legge urgente” alcune delle misure contenute nel disegno di legge cosiddetto “anti-maranza”, come il fermo preventivo anche per i minorenni, il divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo. L’altro vicepremier, il leader di Forza Italia Antonio Tajani, ha riunito un vertice d’urgenza da cui sono uscite proposte come un cdm da tenere a Milano “come segno di vicinanza”, l’accelerazione dell’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni ma anche “l’invio immediato di ulteriori unità delle forze dell’ordine e delle forze armate già dedicate al mantenimento della sicurezza, al fine di rafforzare anche i dispositivi di Strade Sicure”.

Il “caso” Piantedosi: la polemica con Sala poche ore prima del nuovo caos

Intanto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi manca l’appuntamento con il tempismo perché si mette a polemizzare con il sindaco di Milano Beppe Sala proprio qualche ora prima che il centro di Milano sprofondasse di nuovo nel caos. Il sindaco aveva detto che gli agenti previsti per il corteo di sabato – quando sono entrati in azione per la prima volta i giovani violenti – erano un po’ pochi, il capo del Viminale ha detto che era un’uscita un po’ snob: “È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti. La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le forze dell’ordine”. “Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno – ha detto in mattinata Sala – ma l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l’ho”. Carenza “inesistente” assicura anche il presidente del Senato Ignazio La Russa che si è detto “senza parole” per l’uscita del sindaco. “Non siamo preparati, temo siano le prime prove di violenza” aveva detto ancora Sala e purtroppo è stata una frase profetica. Ventiquattro ore dopo si ritrova a commentare e condannare.

Dal centro di quello che dovrebbe essere il campo largo ci si sofferma sul capitolo sicurezza, che dovrebbe essere il mantra del centrodestra. “Quando la rabbia sociale incontra la criminalità comune – scrive in una nota Matteo Renzi le piazze vengono vergognosamente incendiate. Compito della politica è rispettare le Istituzioni, comprendere il disagio, garantire legge e ordine”. Continua l’ex premier: “Voglio dire al ministro dell’Interno che il suo compito non è quello di criticare la sinistra ma quello di garantire l’ordine pubblico. È chiara la differenza, prefetto Piantedosi? Lei è pagato per evitare la violenza dei maranza, non per pontificare contro la sinistra. Non ci servono le sue dotte analisi sociologiche: ci serve che il ministro garantisca la sicurezza”. Riccardo Magi (+Europa) definisce il capo del Viminale “un agente del caos” e chiede che riferisca in Aula: “Meloni dovrebbe ammettere che la montagna di decreti sicurezza non ha partorito nemmeno un topolino, fallendo miseramente proprio nella parte che interessa di più i cittadini, cioè quella di prevenire il rischio di manifestazioni violente e di città devastate”.

La Russa: “Le manifestazioni acqua per gli squali dell’aggressione alle forze dell’ordine”

Il governo contro l’opposizione. Da destra il concetto espresso da tutti i partiti è quello che lo stesso La Russa sintetizza così: “Stupisce (ma non troppo) lo scoperto tentativo di diversi esponenti politici di limitarsi, al massimo, a un generico ‘no a ogni violenza’ facendo finta di non sapere che le manifestazioni da loro volute o apprezzate, costituiscono l’acqua necessaria e consapevole dove far nuotare gli squali della aggressione alle Forze dell’ordine e i piranha della devastazione e dei vigliacchi saccheggi”. Da parte loro i leader di Verdi-Sinistra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli rispondono: “Noi non c’entriamo niente con i delinquenti. Li abbiamo sempre condannati ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere”.

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Meloni non darà gli stipendi arretrati ai magistrati: “Non posso firmare”. La replica: “Faremo valere i nostri diritti”

18 October 2026 at 16:27

“In coscienza non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi 1 miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati“. Giorgia Meloni non ha esitazioni. La somma però è la stima di quanto spetta ai magistrati non tanto e non solo per gli aumenti di stipendio a venire, ma soprattutto per gli stipendi arretrati dal 2018. Questo perché il Consiglio di Stato ha bocciato il meccanismo con cui l’Istat calcolava le buste paga dei lavoratori non contrattualizzati. Ma il capo del governo si trincera dietro le contingenze: “È dieci volte tanto rispetto a quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia”, dice al direttore dell’Adnkronos che l’ha interpellata in merito.

“Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario. Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”, aggiunge. “Dopodiché se le associazioni rappresentative vorranno cercare insieme una soluzione sono come sempre pronta ad ascoltarle, anche perché sono convinta che la gran parte dei magistrati comprenda la situazione e le priorità di questo momento”. Il Dpcm, per dare seguito alle sentenze che stabiliscono un nuovo metodo di calcolo per gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati e condannano il Governo a pagare anche gli arretrati, in base alle stime dovrebbe costare fino a 100mila euro, arretrati compresi, per ogni magistrato, più l’aumento di circa 20.000 euro l’anno per gli anni successivi.

La cifra monstre che Anm e Corte dei Conti non riconoscono: “Importi inferiori”

Ma come si è arrivati a questa somma monstre? Gli aumenti degli stipendi dei magistrati, a differenza di altre categorie, non si decidono tramite una contrattazione. Ogni tre anni vengono adeguati per legge, prendendo come riferimento gli aumenti degli altri dipendenti pubblici. Il governo fa il calcolo sulla base di parametri Istat e lo fissa con un Dpcm. Con il metodo usato fino ad oggi dai governi precedenti, gli aumenti erano del 4,85% per il 2018-2020 e del 6,69% per il 2021-2023. Ma l’Associazione Nazionale Magistrati e altre associazioni di magistrati hanno fatto ricorso, sostenendo che il sistema di calcolo andasse rivisto e i magistrati del Tar e del Consiglio di Stato hanno dato loro ragione. Così ora con il nuovo metodo, gli aumenti salgono al 6,22% e al 12,32%, quasi il doppio per l’ultimo triennio. Il governo, attraverso l’Avvocatura di Stato, ha fatto ricorso. Ma il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato torto al governo e ragione ai ricorrenti.

Il conto di questo ricalcolo, per lo Stato italiano, secondo alcune stime contestate dall’Anm e dalla Corte dei Conti, sarebbe di 979 milioni di euro, tanto il Dpb varato dal governo prevede per il 2027 un fondo sentenze, una tantum, dal valore di 1,9 miliardi di euro (0,08% del Pil), la maggior parte dei quali dovrebbe essere destinata, come rivelato nei giorni scorsi dal Sole 24 ore, proprio agli adeguamenti per i magistrati. “Gli importi effettivi sono di gran lunga inferiori a quelli riportati dai giornali”, ha spiegato nei giorni scorsi l’Anm all’Adnkronos spiegando che si tratta “di componenti stipendiali dovute per legge, che l’amministrazione ha omesso per anni di corrispondere. Il loro ammontare è la diretta conseguenza dei ritardi accumulati nel pagamento”.

Analogamente dall’associazione Magistrati della Corte di Conti sottolineano come sia “doveroso ricordare che gli importi effettivi saranno sensibilmente inferiori a quelli circolati, frutto di una ricostruzione basata su stime non note e in assenza di parametri certi”. Non solo. “Va anche precisato che per legge i magistrati non negoziano i propri aumenti. A garanzia dell’indipendenza della magistratura è previsto un meccanismo automatico di adeguamento triennale. Questo meccanismo è collegato agli incrementi medi delle retribuzioni già riconosciuti alle altre categorie del pubblico impiego per lo stesso periodo. In passato gli adeguamenti dei due trienni sono stati calcolati con criteri risultati illegittimi. Oggi si tratta, quindi, di corrispondere componenti stipendiali previste dalla legge, che l’Amministrazione ha omesso per anni di versare”.

“Nessun regalo, si tratta di allineare gli stipendi al resto del pubblico impiego”

In altre parole, sottolineano dalla magistratura contabile, gli aumenti dei magistrati verrebbero semplicemente “allineati a quelli già percepiti dal resto del pubblico impiego”. E più si ritarda più il costo aumenta. L’auspicio è quindi che “la questione sia riportata sul piano tecnico e giuridico, che le è proprio, previa verifica delle cifre diffuse, evitandone connotazioni politiche“. Sulla stessa scia Magistratura Indipendente che sottolinea come “presentare questa vicenda come un regalo significa confondere scientemente un obbligo giuridico con una scelta politica discrezionale. Ancora più grave sarebbe la volontaria mancata esecuzione delle sentenze. Ritardare ulteriormente l’adempimento può accrescere gli oneri a carico dello Stato, alimentare altro contenzioso e determinare un danno erariale, con eventuali responsabilità da accertare nelle sedi competenti. Non può essere la collettività a sostenere i costi derivanti dalla scelta di non dare tempestiva attuazione a decisioni giurisdizionali vincolanti”.

Al lato pratico se il presidente del Consiglio non firma, dal Consiglio di Stato si prospetta la nomina di un commissario ad acta. “Il governo decide, ma se ci sono dei margini faremo un ricorso. Utilizzeremo gli strumenti che l’ordinamento ci riconosce per far valere i nostri diritti, che sono gli stessi diritti degli altri cittadini: dunque eventualmente valuteremo il ricorso”, ha commentato a caldo il vice segretario dell’Anm, Stefano Celli. “La magistratura non può essere trasformata nel capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese. Nessun regalo, nessun bonus, nessun aumento: le somme di cui ha parlato in queste ore la Presidente del Consiglio sono differenze retributive previste dalla legge e non corrisposte per anni, non paragonabili a quelle ipotizzate in questi giorni – aggiunge la Giunta esecutiva centrale dell’Anm – La giustizia non può essere un terreno di propaganda. Il problema sono i tribunali che cadono a pezzi, gli organici scoperti, la mancanza di giudici e pm. Siamo pronti a confrontarci su questo con la Presidente del Consiglio”.

Stefania Craxi: “Condivido la scelta di Meloni”

Sul fronte squisitamente politico, la magistratura unisce dove le banche dividono e così questa volta Forza Italia è pienamente d’accordo con la mossa di governo. “Condivido la scelta di Giorgia Meloni di non firmare il Dpcm sugli aumenti di stipendio ai magistrati. In un momento in cui famiglie, imprese e lavoratori affrontano sacrifici e incertezze, in cui l’emergenza energetica rischia di mettere in ginocchio le nostre economie, destinare quasi un miliardo di euro a una categoria che già beneficia di trattamenti tra i più elevati del settore pubblico non può essere considerata una priorità”, ha dichiarato Stefania Craxi dimenticando che non si tratta di un aumento da destinare alla categoria, bensì di arretrati non corrisposti per errore.

“La forza di chi governa si misura nella capacità di assumere decisioni anche quando sono difficili. Per questo apprezzo la posizione del Presidente del Consiglio, che ha scelto di mettere al primo posto l’interesse generale e le reali esigenze del Paese – aggiunge la figlia di Bettino Craxi – . Allo stesso tempo, la disponibilità al confronto con le associazioni di rappresentanza dei magistrati dimostra che ascoltare le parti coinvolte è il modo migliore per affrontare i problemi e individuare, insieme, soluzioni equilibrate, senza smarrire il senso delle priorità e senza cadere nella demagogia e scadere nella becera propaganda su un tema delicato come quello dei compensi di chi è chiamato anche in situazioni di emergenza ad amministrare la nostra giustizia”.

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Conte: “Sulla politica estera non ci divideremo come Meloni e Salvini. Noi siamo seri”

18 October 2026 at 14:03

“Noi abbiamo ancora dei passaggi che ci vedono su sensibilità diverse, ma è la prima volta che facciamo una coalizione del genere, e la stiamo costruendo però da tempo, da inizio legislatura. C’è una base programmatica già pronta. E visto che adesso tocca a noi, visto che andremo al governo, non ci ritroveremo mai in una situazione così surreale per cui l’altro giorno Meloni parlava in Parlamento nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo ed esponeva una politica estera, e nelle stesse ore Salvini da Bruxelles esponeva una politica estera completamente opposta. Non succederà mai, siamo persone serie“. Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, all’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma, parlando del campo progressista.

Conte lo ha ribadito parlando ai giornalisti all’uscita dell’evento. “È un fatto oggettivo, dall’inizio della legislatura abbiamo lavorato con le altre forze di opposizione e per progetti di forma condivisi, risoluzioni unitarie. Certo ci sono ancora alcuni punti che richiedono un confronto, perché su alcuni punti abbiamo delle sensibilità differenti, ma è anche normale tra forze che per la prima volta vanno in coalizione. Pensate invece a destra, dove dopo quattro anni di governo sulla giustizia, sulla politica estera, su tanti dossier importanti c’è ancora tanta differenza e non c’è reale concretezza su quelli che sono i problemi dei cittadini. Giorgia Meloni ha detto per quattro anni che le cose andavano benissimo, adesso è difficile per lei cambiare narrativa, ma la presa di contatto con la realtà viene adesso con le proteste di studenti, agricoltori, allevatori e pescatori”, ha aggiunto il leader del Movimento 5 stelle.

Ha parlato anche dei di costi energetici che “sono alle stelle”, la spesa alimentare che “è diventata complicata” e il caro inflazione che “sta erodendo il potere d’acquisto dei salari che sono anche spesso molto bassi. Di fronte a tutto questo – ha aggiunto – il governo si ritrova completamente incapace e impreparato, dobbiamo voltare pagina e mandarlo a casa. La risposta del governo è criminalizzare la protesta poi ma questo governo non può assolutamente permettersi di fronte a delle proteste, a qualche episodio anche di violenza, che va fermamente condannato, di negare invece quella che è la radice, il disagio, l’impossibilità per adulti, giovani e famiglie imprese di arrivare a fine mese, o di vedere garantite i diritti essenziali. Pensiamo al diritto alla sanità, pensiamo al diritto allo studio per gli studenti, pensiamo al diritto a un salario dignitoso per chi ha famiglia”, ha concluso Conte.

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Sindaci di centrosinistra al governo: “Ora Meloni ci convochi, carovita minaccia patto sociale e generazionale”

18 October 2026 at 12:52

Come in Francia, sindaci di centrosinistra chiedono un incontro urgente a Giorgia Meloni, dopo i violenti scontri di piazza durante le manifestazioni contro il carovita, mentre il ministro Piantedosi annuncia l’apertura delle indagini senza sconti per i minorenni. “Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo, è ormai evidente”, è il monito dei primi cittadini di di Roma (Roberto Gualtieri) Firenze (Sara Funaro), Bari (Vito Leccese), Bologna (Matteo Lepore), Torino (Stefano Lo Russo), Napoli (Gaetano Manfredi), Milano (Beppe Sala), Genova (Silvia Salis) e Cagliari (Massimo Zedda). La lista include esponenti politici iscritti al Partito democratico e indipendenti di area dem: come il segretario dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni) Manfredi, ma anche Sala, Salis, Zedda. La richiesta di un incontro è rivolta in particolare al ministro degli Interni Matteo Piantedosi e al sottosegretario della presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, considerato il braccio destro di Meloni: ovvero, i titolari dell’ordine pubblico. “Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese”, avvisano i primi cittadini.

Nell’appello al governo, i sindaci battono il tasto sui diritti sociali: “E’ necessario intervenire sulle garanzie essenziali per la popolazione italiana: il diritto all’abitare, le tutele per chi lavora, il trasporto pubblico efficiente”. Contro le violenze di piazza arriva “un no assoluto”, “non saremo mai complici”. Poi l’invito all’unità delle istituzioni in un “fronte comune” e la richiesta all’indirizzo di palazzo Chigi: “Il governo convochi i sindaci al più presto”.

I primi cittadini sottolineano le sofferenze “da nord a sud a causa del carovita e di tutto ciò che sta comportando. Questa situazione sta mettendo a dura prova le nostre comunità, acuendo le tensioni, e merita risposte immediate”. Con un paradosso soprattutto nel sud Italia: “In questo momento ci sono segmenti produttivi a cui conviene restare fermi più che lavorare, a causa dell’aumento repentino del costo dell’energia”. Un appello simile, al governo di Parigi, è stato lanciato dai sindaci francesi delle tre più grandi città francesi: Parigi, Marsiglia e Lione, colpite dalle rivolte contro il carovita. Anche i primi cittadini hanno chiesto un incontro al governo, presieduto da Sébastien Lecornu.

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Perché il consenso per Giorgia Meloni non cala? Io ho un’ipotesi sulle idee degli italiani

18 October 2026 at 06:00

di Massimo Santantonio

Alla luce del declino, registrato nei fatti da ogni italiano, osservabile in tutti gli aspetti della vita quotidiana ed in particolare nella clamorosa perdita del potere d’acquisto, può sembrare paradossale che il consenso per il partito della premier sia pressoché stabile negli anni. In realtà paradossale non è.

I voti per Fratelli d’Italia nascono, sotto l’aspetto ideologico, dal fatto che milioni di italiani hanno idee fasciste. Idee che sono state alimentate negli ultimi decenni col progressivo sdoganamento del fascismo iniziato da Berlusconi e continuato con l’incomprensibile indulgenza verso certi personaggi, simboli e manifestazioni. Le parole d’ordine pronunciate da Meloni nella scorsa campagna elettorale, e ribadite con furia nei comizi in giro per il mondo, davanti a inneggianti platee che si richiamano dichiaratamente a idee nazi-fasciste (Vox, Alba Dorata ecc.), sono esattamente le stesse utilizzate oggi da Vannacci, col sostegno del quale infatti lei vincerà in carrozza le prossime consultazioni elettorali. Una enorme fetta di italiani ha sempre amato, ed ama, quelle parole d’ordine, ed ha sempre cercato un duce che le tramutasse in realtà.

Come mai allora questa fedeltà ideologica non è erosa dall’oggettivo deterioramento delle condizioni di vita, trasformandosi in critica? Per un fatto molto semplice.

L’aumento dei prezzi lo vivono i lavoratori dipendenti e i pensionati. Tutti gli altri sono coloro che i prezzi li hanno alzati, quelli che al momento del passaggio all’Euro hanno fatto 1000 lire = 1 euro. Quelli che hanno a loro volta reagito, e reagiscono, all’aumento del costo della vita e dei servizi (cui contribuiscono) aumentando in tempo reale le loro parcelle, i prezzi dei pantaloni e delle scarpe, i loro personali compensi. Cioè, milioni italiani la crisi non la vivono perché possono modulare personalmente i loro ricavi e guadagni, mettendo in difficoltà gli altri. Inoltre, come certificato da anni, in gran parte (o in maggioranza) gli stessi possono incrementare gli introiti con l’evasione fiscale, determinando i paradossi numerici (impiegati che dichiarano più dei proprietari ecc.) sanciti dai report annuali della Guardia di Finanza.

Questa è un’enorme base di consenso, non a caso regolarmente vezzeggiata dai governanti di destra (il famoso “pizzo di stato” definito da Meloni). Se pure non è corretto asserire che tutti gli elettori di destra siano evasori, è verosimilmente certo che tutti gli evasori votino a destra.

E allora si capisce come questi, coloro che sono in sostanza immuni alla crisi economica, possano permettersi di essere orgogliosamente fedeli alla loro ideologia: il mare in cui navigano è assolutamente calmo.

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Scontri a Milano, Meloni si rivolge alle opposizioni “Ogni reticenza diventa giustificazione”. Sala: “Ragioni comprensibili, violenze ingiustificabili”

17 October 2026 at 19:59

È un coro di condanne da parte della politica per le scene di violenza e guerriglia urbana che si sono registrate in diverse città italiane, in particolare a Milano. La manifestazione spontanea “Italia in piazza“, nata sul web, si è trasformata radicalmente quando alcune centinaia di giovani vestiti di nero e in gran parte a volto coperto sono apparsi in mezzo ai manifestanti. Postando un video degli scontri nel capoluogo lombardo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che “manifestare è un diritto” ma “mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”.

“A Milano, come mostrano queste immagini – scrive la premier sui social – lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo. A Torino sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro. A Bologna i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria. Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città”. Meloni si rivolge così alle forze politiche di opposizione: “Non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”, conclude la premier.

Dalla destra arriva anche l’intervento del vicepremier leghista: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto Matteo Salvini su X. E la Lega rilancia la proposta della “cauzione per manifestare”: “Chi scende in piazza per seminare violenza e devastare le nostre città deve risponderne, anche economicamente. Basta scaricare sui cittadini il conto dei danni provocati dai professionisti del caos” hanno sottolineato in una nota congiunta il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e quello all’Interno Nicola Molteni. “Serve approvare subito la proposta della Lega che introduce garanzie finanziarie per le manifestazioni a rischio e responsabilizza gli organizzatori. Pronto l’emendamento. Il diritto di manifestare è sacrosanto – hanno concluso -, quello di distruggere e aggredire non esiste. Basta violenze, basta devastazioni, basta conti pagati dagli italiani”.

Dal fronte del centrosinistra arriva la condanna del sindaco di Milano: “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha detto Giuseppe Sala. “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure – ha aggiunto – di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.

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Guerriglia a Milano, le reazioni. Meloni: “Le opposizioni condannino”. Salvini: “Marciume sinistro”. Sala: “Violenze ingiustificabili”

17 October 2026 at 19:13

Le violenze esplose nel centro di Milano durante la manifestazione contro il caro vita accendono il confronto politico, con reazioni che arrivano fino a Palazzo Chigi. Il corteo organizzato dal movimento “Italia in Piazza”, partito da piazza Duomo per protestare contro l’aumento dei prezzi, i bassi salari e le carenze dei servizi pubblici, è degenerato in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con lanci di pietre e bombe carta, cariche della polizia, feriti e danneggiamenti. In piazza Duomo è stato acceso anche un rogo, mentre la stazione della metropolitana è stata chiusa per ragioni di sicurezza. Un pomeriggio di tensione che ha provocato reazioni trasversali, tra condanne delle violenze e richiami alle ragioni sociali della mobilitazione.

Meloni: “Teppisti che seminano il caos. Il silenzio delle opposizioni non è accettabile”

A intervenire è stata direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha distinto le manifestazioni pacifiche dagli episodi di violenza registrati in diverse città italiane, rivolgendo un appello esplicito alle opposizioni. “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla CGIL che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia”, ha premesso la premier.

Diverso il giudizio sui disordini: “A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo”. Meloni ha richiamato anche quanto accaduto a Torino, dove sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro, e a Bologna, dove i disordini hanno determinato la chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.

“Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, ha aggiunto Meloni, chiedendo alle opposizioni di prendere posizione: “Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica”.

La conclusione della premier è altrettanto netta: “Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”.

Sala: “Le ragioni della protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili”

Sui disordini è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha condannato le violenze pur riconoscendo le ragioni alla base della mobilitazione. “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha dichiarato il primo cittadino. Sala ha quindi rivolto un appello alla politica, invitando a non alimentare le contrapposizioni e a evitare strumentalizzazioni degli scontri: “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.

Salvini: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato”

Durissimo l’intervento del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social ha pubblicato alcune immagini degli scontri e dei danneggiamenti avvenuti in piazza Duomo, tra cui quella di un’auto dei carabinieri danneggiata. “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto Salvini, attaccando frontalmente gli ambienti che ritiene responsabili delle violenze.

Morelli: “Milano devastata, serve una nuova Resistenza”

Toni durissimi anche dal sottosegretario di Stato Alessandro Morelli, che invoca una risposta politica unitaria e interventi contro i luoghi in cui, a suo giudizio, si alimenta la violenza. “Milano è vittima di migliaia di violenti che la stanno devastando e stanno aggredendo le forze dell’ordine. Serve una nuova Resistenza per difendere la città da gruppi criminali organizzati in una fitta rete di luoghi di degrado, che devono essere smantellati immediatamente”, ha dichiarato Morelli. “La politica deve essere unita per il bene ultimo della città. Non ci possono essere zone franche in cui l’humus della violenza cresce e si scatena, facendo feriti innocenti e danni”, ha concluso il sottosegretario.

Cecchetti (Lega): “Chi danneggia paghi. Cauzione obbligatoria per chi organizza cortei”

Dal deputato lombardo della Lega Fabrizio Cecchetti, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, arriva invece la proposta di introdurre nuove responsabilità economiche per chi organizza manifestazioni. “Quello che sta accadendo questo pomeriggio a Milano è assolutamente inaccettabile. Manifestare è lecito e sacrosanto, lanciare sassi contro gli agenti delle Forze dell’Ordine, danneggiare le pensiline di ATM e le vetrate dei palazzi no”, ha dichiarato Cecchetti. L’esponente leghista chiede quindi misure precise: “Chi rompe e danneggia deve risarcire di tasca propria. E chi organizza manifestazioni e cortei deve versare obbligatoriamente una cauzione”. “L’incolumità pubblica non deve più essere ostaggio di bande di delinquenti”, ha concluso.

Perego in piazza Duomo, le condanne dal centrodestra

Numerose le altre reazioni dal centrodestra milanese. Matteo Perego, candidato sindaco sostenuto da Forza Italia, si è recato in piazza Duomo per esprimere personalmente la propria solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei disordini. Condanne delle violenze sono arrivate anche da Stefania Craxi (Forza Italia), Debora Dell’Acqua (Fratelli d’Italia) e Silvia Sardone (Lega). Il candidato di Futuro Nazionale Carmelo Burgio ha invece parlato di “sfasci voluti dalla sinistra”.

Scavuzzo: “Violenze inaccettabili, ma non si rubi la voce a chi protesta per salari e affitti”

Dal centrosinistra arriva la presa di posizione della vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, che condanna senza riserve gli scontri, ma invita a non perdere di vista le rivendicazioni sociali alla base della manifestazione. “Le violenze in piazza del Duomo sono inaccettabili: la violenza è da condannare senza ambiguità. Il mio pensiero va a tutti i feriti: ai ragazzi e agli agenti. Va ai commercianti e ai cittadini che hanno vissuto ore di paura nel cuore della città”, ha dichiarato Scavuzzo. La vicesindaca richiama però anche il disagio economico che ha portato migliaia di persone in piazza: “Non permettiamo a pochi violenti di rubare la voce a migliaia di persone scese in piazza per salari che non bastano, affitti insostenibili e un costo della vita che pesa ogni giorno”. “Quelle domande sono vere. Milano deve rispondere con fermezza a chi devasta e continuare ad ascoltare la protesta democratica di chi chiede giustizia”, ha concluso.

Goisis: “La rabbia nasce dai bisogni ignorati. I veri nemici sono i fondi speculativi”

Una lettura delle tensioni legata soprattutto alle condizioni sociali ed economiche della città arriva da Tommaso Goisis, candidato sindaco del centrosinistra, intervenuto durante la presentazione del proprio programma al teatro Elfo Puccini. “Le proteste in Spagna e in Francia sono il risultato di anni in cui i bisogni delle persone sono stati ignorati, producendo crisi sociali e rabbia. Lo stesso discorso vale per quello che è successo oggi in piazza Duomo a Milano”, ha affermato Goisis. Il candidato prende le distanze dagli scontri, indicando però nella speculazione immobiliare e nelle disuguaglianze economiche le questioni da affrontare: “La violenza non è la via: serve organizzazione, bisogna prendere il potere contro i veri nemici della città, i fondi speculativi che ci usano come un parco giochi e riescono a piegare l’interesse pubblico a favore di quello privato, sulla pelle delle persone”. Infine, il riferimento alla propria proposta politica per Milano: “Io voglio essere ricordato come il sindaco della casa, per fare in modo che nessuno venga più sfrattato o distrutto dal carovita”.

Confcommercio: “Il diritto di manifestare non può trasformarsi in violenza”

Ferma anche la presa di posizione di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, secondo il quale “il diritto di manifestare va tutelato, ma non può trasformarsi in atti violenti: così non si costruisce alcun dialogo e si ferisce la città tutta”. Barbieri ha espresso “solidarietà alle forze dell’ordine, alle persone ferite e agli imprenditori che hanno subito danni”, ricordando che “Milano è una città aperta, democratica e civile. Difendere questi valori significa anche respingere, senza ambiguità, ogni forma di violenza”.

L'articolo Guerriglia a Milano, le reazioni. Meloni: “Le opposizioni condannino”. Salvini: “Marciume sinistro”. Sala: “Violenze ingiustificabili” proviene da Affaritaliani.it.

Caro gasolio, la coda di tir sulla Statale che collega Reggio Calabria a Taranto

17 October 2026 at 11:42

Continua la protesta degli autotrasportatori per il caro carburante. Una lunga coda si è formata a Sibari (Cosenza) sulla statale 534 che collega Reggio Calabria a Taranto. Numerosi camion restano fermi anche lungo la Statale 18, nell’Alto Tirreno cosentino, con presìdi a Santa Maria del Cedro, Tortora e Guardia Piemontese, dove i mezzi pesanti sono presenti anche nell’area della rotatoria.

La mobilitazione, scattata alla mezzanotte del 16 ottobre, continua senza interruzioni e coinvolge diverse località della regione. Gli autotrasportatori protestano contro l’aumento del prezzo del gasolio e dei costi di gestione delle imprese, chiedendo interventi concreti a sostegno del settore. I camion rimangono parcheggiati ai margini della carreggiata, con possibili rallentamenti alla circolazione nei tratti interessati dai presìdi. La protesta, promossa da associazioni e movimenti dell’autotrasporto, è stata annunciata fino al 20 ottobre. Al centro della mobilitazione anche le difficoltà economiche delle aziende di trasporto, alle prese con costi sempre più elevati che, secondo i manifestanti, mettono a rischio la sostenibilità delle attività.

Intanto il gasolio continua a rincarare e sfiora i 2,30 euro al litro sulla rete autostradale in modalità self service. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, il prezzo medio è salito a 2,296 euro, contro i 2,278 del giorno precedente. In autostrada la benzina si attesta invece a 2,050 euro al litro. Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio self service è di 2,257 euro al litro per il diesel e di 2,030 euro per la benzina. Nonostante gli sconti applicati da alcune compagnie e le misure di contenimento dei prezzi, il gasolio costa il 39% in più rispetto allo stesso periodo del 2025: 63,3 centesimi in più al litro. Un pieno sulla rete ordinaria pesa così 31,65 euro in più, mentre per la benzina il rincaro annuale è del 19,7%, pari a 16,70 euro a rifornimento.

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Conte: “Meloni mi evita come competitor. Le primarie del campo progressista? Anche entro Natale va bene”

17 October 2026 at 10:24

“Le primarie? Per me anche entro Natale va bene. Ma prima il programma, che si può scrivere in 2/3 settimane”. Così Giuseppe Conte ieri sera durante un incontro pubblico al teatro Umberto di Nola. Il leader 5Stelle ha poi parlato anche a ‘Myrta Confidential’ su San Marino Rtv e a proposito della presenza di Renzi nella coalizione ha detto: “Il tostapane l’ho già comprato, anzi, a casa ne ho due con tutte le garanzie non ancora scadute. C’è un equivoco: non è Renzi che mi deve dare una garanzia, perché che può dire di sé? Le ho chieste al Partito Democratico, a Schlein, al Nazareno, che ritengono assolutamente determinante che ci sia anche Renzi in questo progetto”. E sulla chat con WhatsApp con gli altri leader progressisti, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: “È una ‘chat costituzionale’. E anche per questo ho proposto ‘Alleanza per la Costituzione’ come nome per la coalizione. ‘Campo largo’ come nome non mi ha mai sfiorato, è una cosa molto giornalistica”.

Poi una risposta alla premier Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi a proposito di legge elettorale ha sostenuto – cosa però inesatta – che il leader 5 Stelle con il nuovo sistema di voto nel 2018 non sarebbe potuto approdare a Palazzo Chigi: “Credo che mi voglia evitare come competitor, il suo è un attacco un po’ scomposto”.

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Bollette, intesa Ue-Italia sul tetto al gas sul modello spagnolo: cosa cambia

17 October 2026 at 09:40

Italia e Commissione europea hanno raggiunto un’intesa preliminare sulle misure del decreto Bollette per contenere il costo dell’elettricità per famiglie e imprese. L’accordo, maturato il 16 ottobre dopo un confronto tecnico tra Roma e Bruxelles, apre la strada a un intervento sul prezzo dell’energia senza modificare le regole europee sulle emissioni.

Il risultato rappresenta un passaggio importante per il governo guidato da Giorgia Meloni, che da tempo chiede maggiore flessibilità per affrontare il caro energia. Il punto centrale riguarda la possibilità di ridurre l’impatto del prezzo del gas sulla formazione del prezzo dell’elettricità, attraverso un meccanismo di compensazione dei costi sostenuti dalle centrali elettriche.

L’intesa, tuttavia, non equivale ancora all’approvazione definitiva del provvedimento. L’Italia dovrà notificare formalmente alla Commissione europea il testo aggiornato del piano, che sarà esaminato alla luce delle norme comunitarie sugli aiuti di Stato e sulla concorrenza. Bruxelles ha annunciato l’intenzione di procedere rapidamente con la valutazione una volta ricevuta la documentazione.

Come funziona il meccanismo per abbassare le bollette

Per capire la portata dell’accordo bisogna partire dal funzionamento del mercato elettrico. In Italia l’elettricità viene prodotta attraverso diverse fonti, tra cui solare, eolico, idroelettrico e gas naturale. Il prezzo all’ingrosso, però, è generalmente determinato dall’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda in un determinato momento.

Spesso si tratta di una centrale a gas, soprattutto quando le fonti rinnovabili non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. Di conseguenza, un aumento del costo del combustibile può far salire il prezzo dell’elettricità sul mercato, influenzando anche l’energia prodotta da impianti solari ed eolici, che non devono acquistare gas per funzionare. È questo il meccanismo sul quale il governo vuole intervenire. L’ipotesi è introdurre un tetto convenzionale al costo del gas utilizzato per produrre elettricità, così da ridurre il peso dei rincari nella determinazione del prezzo finale dell’energia.

In concreto, il sistema dovrebbe prevedere un livello di riferimento per il costo del combustibile. Se il prezzo effettivo del gas supera tale soglia, la differenza verrebbe compensata attraverso un apposito meccanismo. Il costo riconosciuto per la produzione elettrica risulterebbe così più contenuto e potrebbe contribuire a ridurre il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso. La misura non consiste quindi nell’imporre un tetto generalizzato al prezzo del gas per tutti gli utilizzi, ma nell’intervenire sul costo del combustibile impiegato dalle centrali elettriche. Le modalità operative, la soglia di riferimento e il sistema di finanziamento dovranno essere precisati nel testo definitivo del decreto.

Chi pagherà la differenza tra il prezzo reale e il tetto

Uno degli aspetti centrali del piano riguarda il finanziamento delle compensazioni. Secondo il meccanismo descritto dal governo, lo Stato dovrebbe coprire la differenza tra il costo effettivo del gas e quello convenzionale riconosciuto ai fini della produzione elettrica.

L’obiettivo è evitare che il prezzo elevato del combustibile continui a trasferirsi integralmente sul mercato dell’elettricità. In questo modo, il sistema dovrebbe contribuire a contenere i costi sostenuti dagli operatori e, attraverso la riduzione dei prezzi all’ingrosso, favorire un alleggerimento delle bollette. La Commissione europea ha fissato però alcuni paletti: l’intervento dovrà essere temporaneo, non dovrà alterare in modo significativo la concorrenza e dovrà garantire che i benefici arrivino integralmente ai consumatori.

Il precedente del modello iberico

Il riferimento è l’esperienza di Spagna e Portogallo, che nel 2022 ottennero dalla Commissione europea l’autorizzazione a introdurre un meccanismo straordinario per contenere l’impatto del gas sui prezzi elettrici. Il cosiddetto modello iberico interveniva sui costi di approvvigionamento delle centrali alimentate da combustibili fossili, con l’obiettivo di ridurre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità durante la crisi energetica.

La soluzione italiana si ispira a quella esperienza, ma dovrà rispettare le condizioni concordate con Bruxelles e le caratteristiche del mercato nazionale. Il precedente dimostra che è possibile introdurre misure temporanee sul funzionamento del mercato elettrico, purché siano compatibili con le regole europee e non compromettano la concorrenza.

Quando arriverà il via libera definitivo

Dopo l’intesa preliminare, il prossimo passaggio spetta al governo italiano, che dovrà presentare formalmente il piano alla Commissione europea. L’esecutivo comunitario procederà quindi a verificare la compatibilità del provvedimento con il diritto europeo e con il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato predisposto per affrontare le conseguenze della crisi in Medio Oriente.

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che la notifica del nuovo testo dovrebbe arrivare a breve. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente il risultato della trattativa, considerandolo un passo avanti nella strategia del governo contro il caro energia.

L’accordo segna quindi un avanzamento nel confronto tra Italia e Unione europea. Il governo ottiene la possibilità di intervenire sul costo del gas utilizzato per produrre elettricità, mentre Bruxelles mantiene i vincoli sulla concorrenza e sulla politica climatica. La riduzione delle bollette resta l’obiettivo del piano, ma la sua portata concreta dipenderà dalle condizioni definitive del provvedimento e dalla sua applicazione.

Sondaggi elettorali, Meloni avanza ancora e Vannacci arretra: entra in gioco Marattin

17 October 2026 at 09:18

Gli ultimi sondaggi elettorali mostrano come Fratelli d’Italia (27,2%) continui a mantenere il proprio consenso ed anzi torni a crescere (+0,4%) pur essendo al quarto anno di legislatura e di governo.

Sensibile calo, invece, per il Partito Democratico (20,1% / -0,3%) e per il Movimento 5 Stelle (12,4% / -0,4%).

Gli ultimi sondaggi elettorali

Qui sotto la Supermedia Youtrend per Agi dei sondaggi sulle intenzioni di voto diffusa giorno 15 ottobre (fra parentesi si inserisce la variazione rispetto al 1° ottobre):

  • Fratelli d’Italia – 27,2% (+0,4%);
  • Partito Democratico – 20,1% (-0,3%);
  • Movimento 5 Stelle – 12,4% (-0,4%);
  • Forza Italia – 7,4% (=);
  • Futuro Nazionale – 7,2% (-0,5%);
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,4% (+0,1%);
  • Lega – 6% (+0,3%);
  • Azione – 3,2% (=);
  • Italia Viva – 2,4% (+0,2%);
  • +Europa – 1,7% (=);
  • Partito Liberaldemocratico – 1,4% (+0,1%);
  • Noi Moderati – 1,2% (+0,1%);*
  • Sud chiama Nord – 1,1% (np).**

* Non rilevato da Eumetra, Noto, Only Numbers e Swg.
** Non rilevato da Emg, Eumetra, Only Numbers e Youtrend.

Nota metodologica

La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna include sondaggi realizzati dal 1° al 14 ottobre ed è stata effettuata il 15 ottobre sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Emg (data di pubblicazione 8 ottobre), Eumetra (8 ottobre), Noto (6 ottobre), Only Numbers (2 e 10 ottobre), Piepoli (9 ottobre), Swg (5 e 12 ottobre) e Youtrend (8 ottobre). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.

Che succede in politica

Della situazione dei primi tre partiti si è già detto. Lo ripetiamo brevemente: Meloni (Fratelli d’Italia) cresce mentre Schlein (Partito Democratico)  e Conte (Movimento 5 Stelle) calano.

Per il resto, Vannacci (Futuro Nazionale) sembra essersi definitivamente assestato attorno al suo perno elettorale che vale più o meno il 7%: la corsa elettorale del generale si è arrestata ed è in fase di ritracciamento. Oggi FN perde il -0,5% e cala al 7,2%, dietro FI, diventando così il quinto partito d’Italia.

Lieve crescita per la Lega (6,0% / +0,3%), da quando il segretario Salvini ha annunciato le dimissioni (salvo aggiungere l’intenzione di ricandidarsi al congresso per ottenere un nuovo consenso).

Per il resto, ci sono due importanti movimenti al centro.

Il primo: Sud chiama Nord (1,1%) di Cateno De Luca ha annunciato che su base nazionale intende allearsi con il centrodestra, mentre su base regionale tiene le mani libere.

Il secondo: il Partito Liberaldemocratico (1,4%) di Luigi Marattin apre al centrodestra. “Se siamo interessanti lo dovrebbe chiedere al centrodestra. Noi siamo qui, abbiamo una identità liberale e parliamo con chi ci vuole parlare, anche col centrosinistra. Lo ripeto, se son rose fioriranno”, ha detto. C’è una sola condizione: Vannacci deve restare fuori dalla coalizione.

Il quotidiano La Stampa riporta un retroscena elettorale: i tre leader del centrodestra (Meloni, Tajani, Salvini) non hanno un’idea unica su quando sia meglio votare nel 2027: aprile, maggio, giugno o settembre? A pesare sulla scelta c’è il fattore Vannacci: se il generale cala nei consensi, la compagine di governo tirerà avanti ancora. Se il generale dovesse ricominciare a correre, si potrebbe andare al voto anticipato per azzopparlo.

Chi è in vantaggio nei sondaggi: le coalizioni

Qui lo stato della coalizione conservatrice:

  • centrodestra (FdI, FI, Lega, NM, ScN) senza Vannacci – 42,9%;
  • centrodestra (FdI, FI, Lega, NM, ScN) con Vannacci – 50,1%;
  • centrodestra (FdI, FI, Lega, NM, ScN) con Marattin e senza Vannacci  – 44,3%.

Qui lo stato della coalizione progressista:

  • campo largo (PD, M5S, AVS) – 38,9%;
  • campo largo (PD, M5S, AVS) con Renzi e Magi – 43%.

Italy and Spain Move Towards Ending Schengen Border Controls After Meloni–Sánchez Talks

17 October 2026 at 09:10

Italy has extended checks on travellers from Spain for another week, but talks between Giorgia Meloni and Pedro Sánchez have opened the way for an end to reciprocal restrictions imposed after the migration crisis in Ceuta.

Italy and Spain have agreed to work towards ending their reciprocal Schengen border controls following discussions between Prime Ministers Giorgia Meloni and Pedro Sánchez at the European Council summit in Brussels. Rome nevertheless extended its restrictions for another seven days on Friday, 16 October, as the two governments consider how to bring their respective measures to an end.

The decision marks a possible turning point in a dispute that has disrupted travel between two of the European Union’s largest countries since the summer. According to the notifications recorded by the European Commission, the restrictions concern air and sea connections between Italy and Spain, which do not share a land border.

The two governments have instructed their interior ministers to consider alternative arrangements over the coming week. Although neither side has formally withdrawn its measures, the agreement to coordinate their removal suggests that both capitals are seeking a way out of an increasingly uncomfortable confrontation over migration and internal European security.

How the Ceuta crisis reached Schengen

The dispute began after an extraordinary influx of migrants from Morocco into Spain’s North African enclave of Ceuta in late July. More than 72,000 people crossed the border, prompting serious questions about the management of the EU’s external borders and the possibility of onward movements into other member states.

Italy responded by introducing checks on passengers arriving from Spain, arguing that the situation created risks for public order and internal security. Rome also raised concerns about the possible movement of individuals presenting security threats, although the extent of any such movement remained disputed.

Madrid rejected the justification and introduced reciprocal measures. What began as an emergency response to events on an external border consequently developed into a disagreement about whether one Schengen member could impose restrictions on another on the basis of anticipated migration movements.

EU Today examined the original Spanish retaliation in August, when the dispute first threatened to turn temporary border controls into an instrument of political pressure.

The wider consequences of the Ceuta incident have raised questions about the vulnerabilities exposed at the EU’s external border and the effectiveness of common European migration and crisis-response policy.

The limits of temporary border controls

Schengen is built on the principle that people can travel between participating countries without routine internal border checks. Member states nevertheless retain the right to reintroduce temporary controls in response to serious threats to public policy or internal security, subject to the requirements of EU law.

The difficulty lies in determining when those exceptional powers are justified. Italy has maintained that the Ceuta crisis warranted precautionary action. Spain has argued that controls imposed specifically on travellers from its territory were unjustified and discriminatory.

These opposing positions matter beyond the two countries. If concerns over irregular arrivals in one member state become sufficient grounds for another to introduce sustained checks, the distinction between Europe’s external borders and its internal travel area becomes increasingly difficult to maintain.

The operational results have also entered the political argument. Italian figures cited during the dispute indicate that nearly half a million passengers were checked during the first month, with 31 refused entry. Those numbers demonstrate that the measures were substantial, but do not by themselves establish whether the original security concerns were proportionate to the restrictions imposed.

Madrid, meanwhile, has maintained that migrants involved in the Ceuta influx had not moved onwards to mainland Spain in the manner suggested by Italian concerns.

Meloni and Sánchez seek a practical compromise

The latest discussions offer both governments a route towards de-escalation without formally conceding their underlying positions. Meloni can present the additional week of controls as a continuation of Italy’s security precautions, while Sánchez can point to an agreement to prepare their coordinated removal.

The two prime ministers remain politically divided on migration. Meloni has consistently argued for stronger border enforcement and deterrence, while Sánchez has defended an approach incorporating legalisation and labour-market integration for migrants already living in Spain.

Those disagreements were also visible during the Brussels summit, where European leaders returned to the question of migration management and the consequences of national decisions for the wider Union.

For Brussels, the immediate concern is whether the two governments can replace competing national restrictions with arrangements that address security concerns without unnecessarily interrupting movement between Schengen countries.

A coordinated end to the controls would not resolve the underlying problems exposed by Ceuta. It would, however, remove one of the more unusual internal consequences of that crisis and demonstrate that political negotiations can still prevent emergency border measures from becoming semi-permanent.

The decisive period is now the coming week. Whether the controls expire as planned will depend on the discussions between the Italian and Spanish interior ministries and their ability to agree practical alternatives.

EU Resists Further Delay to Carbon Pricing as Energy Costs Divide European Leaders

17 October 2026 at 07:57

Italy and five other member states have failed to secure a further postponement of the EU’s new carbon market for heating and transport fuels, although European leaders have ordered a fresh assessment of its impact on households and businesses.

European Union leaders have resisted demands for another postponement of carbon pricing for road transport and building fuels, exposing deep disagreements over climate policy, industrial competitiveness and the burden of energy costs on European households.

At the European Council summit in Brussels on 15–16 October, the Visegrad countries — Poland, Hungary, Slovakia and the Czech Republic — pressed for the second European Emissions Trading System, known as ETS2, to be delayed until 2030. Italy and Greece joined calls for greater flexibility over carbon costs, although Rome also sought a national exemption from aspects of the energy-price regime rather than simply a uniform delay. No further postponement was agreed.

The European Council conclusions call on the European Commission to update its assessment of ETS2, particularly its design and safeguards. Leaders also demanded action to reduce volatility in the existing carbon market and limit the effect of carbon prices on electricity costs.

The outcome stops short of the further postponement sought by several governments, but demonstrates how far energy affordability has moved towards the centre of European climate negotiations.

The growing rebellion over ETS2

ETS2 is designed to extend the principle of carbon pricing to fuels used for heating buildings, road transport and certain smaller industrial activities. Unlike the existing Emissions Trading System, which covers large industrial installations and power generation, the new mechanism reaches sectors closely connected to everyday household expenditure.

Under the scheme, fuel suppliers must purchase allowances corresponding to the emissions associated with the fuels they sell. Households and motorists will not buy allowances themselves, but suppliers may pass those additional costs through to customers.

That distinction is fundamental. A policy designed to encourage investment in cleaner heating systems and vehicles may initially appear to consumers as an increase in petrol, diesel and domestic heating bills.

The current legislative timetable provides for ETS2 to become operational in 2028, following an earlier one-year postponement. The latest demands from several Central European governments would push that date back to 2030.

Their argument is that consumers and smaller businesses cannot reasonably be expected to absorb another source of energy-price pressure while European economies continue to contend with geopolitical uncertainty, expensive fuel and comparatively weak industrial competitiveness.

Czech Prime Minister Andrej Babiš has been particularly outspoken in his criticism, arguing that carbon pricing risks weakening Europe’s industrial base and making everyday life more expensive.

Italy has supported calls for greater flexibility, with Prime Minister Giorgia Meloni presenting the discussion as part of a wider attempt to restore competitiveness and make the transition more affordable.

Why other governments opposed another delay

The initiative encountered resistance from governments concerned that repeatedly postponing established climate legislation would weaken investment certainty and reduce confidence in European policy.

The Nordic member states have been particularly reluctant to reopen the timetable. Their position reflects a broader concern that businesses investing in clean technologies need credible long-term rules, rather than legislation liable to be revised whenever political opposition intensifies.

Carbon pricing is intended to change economic incentives gradually. Higher costs for carbon-intensive fuels are supposed to make alternatives such as better-insulated buildings, electric vehicles and cleaner heating more financially attractive.

Critics of further postponement argue that delaying implementation would also delay those incentives, potentially increasing the eventual cost of reaching the Union’s emissions-reduction targets.

Yet the opposition has exposed a weakness in that argument: consumers cannot always respond quickly to price signals. A household relying on an older heating system or a worker with no practical alternative to driving may face higher costs long before affordable low-carbon options become available.

That issue has been central to earlier discussions over ETS2. EU Today reported on stronger carbon-price safeguards in June, when European institutions moved to provide additional market intervention if allowance prices rose sharply.

Commission ordered to reassess the economic impact

Rather than endorsing a new delay, European leaders have asked the Commission to review ETS2’s economic impact and safeguards.

The summit also urged faster progress on adjustments to the Market Stability Reserve, the mechanism intended to help manage the supply of carbon allowances and prevent excessive price volatility.

Under the existing scheme, market interventions can increase or reduce allowance availability in response to defined conditions. For ETS2, safeguards are especially politically sensitive because the cost of carbon allowances may ultimately be reflected in household transport and heating expenditure.

The European Commission’s updated auction arrangements already envisage auctions of ETS2 allowances beginning in 2027, ahead of the system’s operational launch in 2028.

That timetable gives governments a relatively narrow window to settle the remaining political disputes and put protective measures into effect.

A central part of the response is the Social Climate Fund, intended to support vulnerable households, transport users and small businesses through investments in energy efficiency, cleaner heating, improved transport and temporary financial assistance.

EU Today previously examined the European Investment Bank’s €3 billion advance financing initiative, which aims to accelerate support for households before the new carbon market becomes fully operational.

The central practical question is whether such assistance reaches consumers quickly enough to offset rising costs, particularly in member states where incomes are lower and households remain heavily dependent on fossil fuels.

Climate commitments meet industrial reality

The ETS2 dispute is connected to a broader argument over Europe’s existing carbon market and its effects on energy-intensive industries.

Manufacturers already face substantial costs arising from electricity, fuel, regulatory requirements and international competition. Governments concerned about deindustrialisation argue that European climate policy must account more directly for these pressures.

The summit conclusions acknowledged those concerns by demanding a predictable carbon market that limits price volatility and protects industry against the relocation of production to jurisdictions with less demanding environmental rules.

At the same time, leaders reaffirmed the importance of maintaining carbon pricing as an incentive for investment and emissions reduction.

For the governments seeking a postponement, the Commission’s new assessment offers an opportunity to maintain pressure for further concessions. For governments defending the existing timetable, it provides an alternative to another politically damaging delay.

The immediate result is therefore a compromise over scrutiny rather than a change in law. ETS2 remains scheduled for 2028, while Brussels must demonstrate that its safeguards can withstand both market volatility and political opposition.

The next phase will be determined less by arguments about long-term emissions targets than by the ability of EU institutions and national governments to show households and businesses how the transition can be financed without placing disproportionate costs on those least able to adjust.

Roulette Olandese, croupier americani: il Grande Inganno del TTF e l’Eutanasia dell’Industria Europea.

16 October 2026 at 22:21
Nel precedente articolo “Prezzo del gas al TTF e il dogma europeo: perché Giorgia Meloni difende il disastro energetico di Bruxelles ” abbiamo ridimensionato e specificato ciò che la Meloni ...

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No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente”

16 October 2026 at 21:18

Torino, Milano, Genova, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Firenze, Venezia. Ci vorrebbe troppo spazio per scrivere l’elenco completo di tutte le città nelle quali gli studenti italiani sono scesi in piazza venerdì, per il “No Meloni Day“. Da Nord a Sud, secondo gli organizzatori sono stati oltre 400mila, tutti con lo stesso obiettivo: urlare al governo che la scuola italiana cade a pezzi e che studiare in questo Paese è sempre più difficile. Per il costo della vita, per il caro affitti e per il clima di repressione politica e culturale che si respira. Centinaia di migliaia di studenti hanno cantato e sfilato per le strade di tutta Italia per far capire alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e a tutto il suo esecutivo, che non appoggiano le sue scelte. Che vogliono “più aule e meno bombe“. Perché, come spiega a ilfattoquotidiano.it Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, non sono disposti ad accettare che la sicurezza, il diritto allo studio e il benessere di studenti e studentesse vengano trattati come “questioni secondarie”: “Vogliamo essere protagonisti del cambiamento, non spettatori di riforme calate dall’alto”.

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Momenti di tensione al corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO-- Moments of tension during a protest against climate change, organized by the Fridays for Future movement and students speaking out against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola, Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++--- A march against climate change by the Fridays for Future group and students protesting against the deterioration of schools, Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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'No Meloni Day' a Cagliari, 600 studenti in corteo 'scuola non si tocca'

Il corteo di circa 600 studenti del 'No Meloni Day' a Cagliari, al motto di 'la scuola non si tocca', 16 ottobre 2026 ANSA / Francesca Melis +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA++

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

“La scuola non è un privilegio – prosegue Verdecchia -. Pretendiamo che questo principio si traduca in scelte e investimenti concreti”. Le richieste degli studenti, così come i problemi della scuola, sono tante: edifici sicuri, più personale scolastico, maggiori tutele per chi studia e lavora negli istituti e misure per contrastare il caro studio e il carovita, che rendono sempre più difficile proseguire il proprio percorso formativo. Ma c’è anche la contestazione delle politiche del governo, dal decreto Scuola al Ddl di Giuseppe Valditara, fino alla scelta di destinare miliardi alle spese militari anziché all’istruzione pubblica. Una mobilitazione che guarda anche oltre i confini italiani, sull’onda delle proteste dei coetanei in Francia e Spagna, e che rivendica il diritto dei ragazzi a partecipare alle decisioni sul proprio futuro. Perché, come recitava uno striscione esposto al corteo di Firenze: “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”.

A Roma, dove secondo gli organizzatori sono scesi in piazza 20mila studenti, il corteo è partito dall’Esquilino e ha attraversato il centro fino a raggiungere il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Tra bandiere palestinesi, cartelli e cori contro il governo e il riarmo. A Milano, migliaia di ragazzi hanno sfilato dietro lo slogan “Nessuno è straniero”. A Firenze, almeno duemila studenti di una quindicina di istituti superiori si sono ritrovati in piazza San Marco, con striscioni contro i tagli alla scuola e le misure sugli alunni stranieri. Mobilitazioni anche in Veneto, con cortei a Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, mentre a Bari centinaia di studenti hanno attraversato il centro cittadino per denunciare il carovita e le condizioni degli edifici scolastici. Ma la protesta ha coinvolto anche Torino, Genova, Bologna, Napoli e Cagliari, con cortei, striscioni e iniziative di contestazione. Davanti alla sede di Confindustria del capoluogo ligure è stato bruciato un carro armato di cartone. A Milano, invece, due immagini raffiguranti la premier e Valditara sono state appese a testa in giù vicino ad alcuni cassonetti e colpite con delle uova.

La maggior parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente, con qualche momento di tensione, soprattutto a Torino e Roma. Nel capoluogo piemontese, in piazza Castello, alcuni manifestanti si sono staccati dal corteo, coprendosi il volto e lanciando pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha caricato i giovani e usato gli idranti, costringendo i partecipanti ad allontanarsi verso via Po. Durante gli scontri, alcuni docenti e genitori hanno formato un cordone tra gli studenti e gli agenti. Il bilancio è di tre minorenni arrestati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e oltre 50 manifestanti identificati. A Roma, davanti al ministero dell’Istruzione, sono stati lanciati petardi e altri oggetti, provocando la reazione del ministro Valditara, che ha parlato di “aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Secondo i sindacati di polizia, nel corso della giornata una decina di agenti è rimasta ferita.

Da Bruxelles, Meloni ha commentato solo gli episodi di violenza, accusando i leader delle opposizioni di non averli condannati. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier. Immediata la replica della segretaria del Pd Elly Schlein: “Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi degli italiani, anziché prendersela con loro”. Anche Giuseppe Conte ha criticato l’esecutivo per la mancata risposta alle emergenze sociali: “Quattro anni di nulla, solo 14 miliardi extra in armi e difesa”, ha commentato il leader del Movimento 5 Stelle. Mentre Angelo Bonelli ha ribadito la condanna di ogni forma di violenza, chiedendo però alla premier di “chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”.

La mobilitazione degli studenti proseguirà ben oltre il “No Meloni Day”. La Rete degli Studenti Medi ha lanciato la campagna nazionale “Generazione Fuoriclasse”, con l’obiettivo di dare continuità alle proteste nelle scuole e nelle piazze. Il prossimo appuntamento è già fissato per sabato 17 ottobre a Roma, dove gli studenti confluiranno nella manifestazione della Via Maestra. E le iniziative proseguiranno fino al 20 novembre. “Le criticità della scuola non sono problemi individuali: sono questioni politiche e collettive, che richiedono risposte strutturali”, spiega ancora Verdecchia. L’obiettivo è costruire una mobilitazione permanente, perché “le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza ascoltare chi la attraversa ogni giorno”, conclude la coordinatrice nazionale.

L'articolo No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente” proviene da Il Fatto Quotidiano.

No Meloni Day, la polizia “difende” la prefettura con l’idrante azionato sui manifestanti – Video

16 October 2026 at 21:04

Momenti di tensione a Torino quando il corteo degli studenti ha raggiunto Piazza Castello, dove ha trovato gli agenti di polizia a presidio della Prefettura. La polizia ha azionato l’idrante a più riprese contro i manifestanti. Contro le forze dell’ordine poste a protezione dell’edificio sono stati lanciati bastoni, pietre, uova e bottiglie a cui i reparti hanno risposto con l’utilizzo a più riprese di un idrante, qualche carica di alleggerimento e il lancio di qualche lacrimogeno. Al termine delle manifestazioni la questura ha dato notizia dell’arresto di tre minorenni per resistenza a pubblico ufficiale e l’identificazione di altri 50 giovani.

Dopo il movimento dell’idrante e il lancio di lacrimogeni si è verificata anche una carica di alleggerimento della polizia; il gruppo è stato allontanato e si dirige verso il Po. Proseguono alcuni lanci di bottiglie verso le forze dell’ordine. Tra i manifestanti e la polizia un gruppo di insegnanti per mano ha creato una catena umana per impedire ulteriori contatti.

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Proteste studentesche, Meloni commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”. La replica: “Sì, ma lei pensi agli italiani anziché prendersela con loro”

16 October 2026 at 19:18

“Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare un governo”. È la risposta della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che da Bruxelles ha accusato i leader dell’opposizione di non aver condannato le violenze durante le proteste studentesche. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier, chiedendo a tutte le forze politiche di fare un appello affinché le manifestazioni si svolgano senza violenza. Schlein ha quindi collegato le proteste degli studenti a quelle degli agricoltori e degli autotrasportatori: “Non è colpa di chi protesta se i prezzi della benzina sono insostenibili”. E ha concluso: “Ci sono le nostre proposte concrete sul tavolo, Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro”.

Anche il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato la premier, accusandola di non occuparsi delle proteste in corso in Italia. “La presidente Meloni ci aggiorna: a margine del Consiglio europeo ha messo sul tavolo della discussione i fatti di Ceuta. Ma Ceuta dista 700 miglia nautiche dall’Italia. Non ci ha detto nulla, invece, sulle gravi emergenze che stanno esplodendo sul nostro territorio”, ha scritto sui social. Conte ha quindi chiesto al governo di dare risposte “alla disperazione di migliaia di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori travolti da rincari, carocarburante e tasse”, richiamando anche le difficoltà dei cittadini e le proteste degli studenti. “Se non se ne è accorta le mandiamo qualche immagine dai presidi nel Paese in cui stiamo ascoltando persone allo stremo”, ha aggiunto, concludendo: “La risposta non possono essere l’indifferenza dopo 4 anni di nulla e 14 miliardi extra in armi e difesa”.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha replicato alla premier condannando “senza ambiguità ogni forma di violenza”. Ma la presidente del consiglio, ha aggiunto, “dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”. Bonelli ha quindi attaccato le scelte del governo sull’istruzione: “Mentre le scuole cadono a pezzi, gli edifici scolastici sono insicuri e i nostri docenti sono tra i meno pagati d’Europa, il suo governo ha scelto di destinare miliardi al riarmo anziché investire nell’istruzione pubblica”. E ha aggiunto: “La scuola ha bisogno di risorse, sicurezza e dignità, non di essere sacrificata sull’altare delle spese militari”.

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