Dia de protestos noutros 3 países; há incêndios e pilhagens em França


Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto a Papa Leone XIV in occasione delle dimissioni dal Policlinico Gemelli. Nel messaggio, il capo dello Stato esprime la propria vicinanza al Pontefice e gli rivolge gli auguri per una pronta guarigione.
“Santità, ho appreso la notizia delle Sue dimissioni questo pomeriggio dal Policlinico Gemelli a pochi giorni all’intervento chirurgico cui Ella si è sottoposta. In queste circostanze mi unisco nuovamente alle vaste testimonianze di vicinanza e affetto che Le sono state rivolte da semplici cittadini e leader politici di numerosi Paesi”, dichiara il presidente.
“Espressioni di grande solidarietà nei confronti della Santità Vostra e diffuse manifestazioni di buoni auspici per la Sua salute hanno accomunato moltitudini di persone da ogni luogo del mondo, e certamente, con particolare sensibilità, tutte le comunità cattoliche che, grate per le cure del personale medico-sanitario che La assiste, trovano altresì rassicurazione nell’esortazione agostiniana a conservare sempre la fiducia, anche nella guarigione dalle malattie, nel superamento delle difficoltà”.
“Con questi sentimenti – conclude Mattarella- Le rinnovo a nome dell’intera Italia e mio personale il più caloroso augurio di una serena convalescenza per un Suo pronto e completo ristabilimento“.
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Varvara Struk, 13 anni, è tra i fedeli che hanno accolto con gioia la notizia delle dimissioni di Papa Leone XIV dal Policlinico Gemelli, dopo 5 giorni di ricovero per l’asportazione di un adenocarcinoma al polmone destro. La ragazza ucraina, che ha affrontato a sua volta un tumore lo scorso gennaio, è particolarmente legata al Pontefice.
Il 31 dicembre 2025, infatti, lo ha incontrato in piazza San Pietro il giorno prima di sottoporsi all’intervento per l’asportazione della neoplasia all’ospedale Regina Margherita di Roma. “Anche io ho lottato contro un cancro al collo e sono molto legata a Papa Leone XIV. Il giorno prima del mio intervento mi ha abbracciata. Fortunatamente è andato tutto bene: ho superato la malattia e ora sto recuperando”, racconta all’Adnkronos Salute mentre mostra la foto di quell’incontro in piazza San Pietro.
Oggi Varvara è felice per il ritorno del Santo Padre in Vaticano e vorrebbe “avere l’occasione di rivederlo per ricambiare quell’abbraccio che”, in un momento così delicato della sua vita, “ha rappresentato un gesto importante”. La ragazza è accompagnata dall’associazione ‘La Memoria Viva di Torino’, che dal 26 febbraio 2022, nei giorni successivi all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, ha organizzato 85 missioni nel Paese, anche nelle zone colpite dai bombardamenti.
“Sono contentissima che il Santo Padre possa tornare in Vaticano e spero che guarisca presto. Mi piacerebbe incontrarlo ancora. Se non dovessi riuscire a vederlo, il mio messaggio per lui è questo: spero che vinca la sua malattia e che in futuro per lui vada tutto bene“. Parole semplici, quelle di Varvara, che raccontano la forza di chi ha affrontato la malattia in prima persona e oggi desidera trasmettere al Papa la stessa vicinanza e lo stesso affetto ricevuti da lui.
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Per i medici del Gemelli, il Papa è “idoneo” alle dimissioni. Leone XIV reciterà domani l‘Angelus dal Palazzo apostolico. Il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, in merito al decorso post operatorio del pontefice, comunicano che “in considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione”. Il pontefice celebrerà anche oggi una messa al decimo piano dell’ospedale Gemelli. La funzione sarà alle 12, prima delle dimissioni previste nel primo pomeriggio. Non saranno necessari presidi medici in Vaticano come informa la Sala stampa.
Che Prevost fosse in recupero dopo l’intervento per un adenocarcinoma al polmone, annunciato solo domenica scorsa ai fedeli, lo si era capito sin dal primo bollettino. Già il giorno dopo aveva concelebrato la messa all’interno della cappella dell’ospedale che viene chiamato “Terzo Gemelli” ed era stata annunciata la ripresa al lavoro. Non solo venerdì la notizia che era è tornato nel pieno del lavoro con una telefonata al presidente russo Vladimir Putin al quale ha chiesto una tregua per la cittadina di Oleshky sotto assedio, incassando l’apertura del presidente russo. I due si erano già sentiti a giugno dello scorso anno, il Papa ha più volte offerto la Santa Sede per eventuali negoziati e recentemente ha inviato a Mosca due suoi alti collaboratori.
Nel frattempo il Vaticano aveva diffuso le prime sue foto dopo l’intervento, dove appare in forma, confermando che il decorso post-operatorio procede bene e tra una fisioterapia e l’altra, lavora. Prevost è apparso all’equipe medica ligio alle indicazioni mediche e dovrà seguire i consigli di chi lo ha preso in cura. Proseguono anche i preparativi per il viaggio in Sudamerica: è uscita la lista dei giornalisti ammessi al volo. Non è una conferma ufficiale ma comunque indirettamente si ribadisce che il Papa vuole andare.
Il viaggio apostolico è previsto dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù. Dodici giorni di trasferta, numerosi spostamenti aerei e oltre quaranta appuntamenti tra incontri e discorsi rappresentano un impegno significativo per un Pontefice appena sottoposto a un intervento chirurgico. A rendere più complesso il programma è soprattutto la tappa peruviana a Cusco, città situata a oltre tremila metri di altitudine. Per affrontare un’agenda di questa portata serviranno una valutazione attenta delle condizioni respiratorie e una verifica dei tempi effettivi di recupero. Ora tutto dipenderà solo dalle indicazioni dei medici. Ma il ritorno in Vaticano sembra un primo importante passo.
Davanti al Policlinico Gemelli continua la preghiera e l’affetto dei fedeli. Un gruppo di sacerdoti latinoamericani si è riunito in cerchio attorno alla statua di Giovanni Paolo II, all’ingresso dell’ospedale. Davanti all’ingresso dell’ospedale, i segni di vicinanza sono tanti. C’è un cartello con la sua fotografia e la scritta ‘Viva il Papa’, insieme ai disegni e ai messaggi dei bambini ricoverati nel reparto di Oncologia. “Papa, ti aspettiamo. Quando starai meglio, vieni da noi bambini”, scrivono i piccoli pazienti. Un altro messaggio arriva dai bambini del Municipio XIII di Roma: “Santità, sei il polmone della Chiesa e con Lei respiriamo la stessa fede. Le auguro una pronta guarigione”.
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O papa Leão XIV, de 71 anos, apresenta evolução positiva após passar por uma cirurgia para retirada de parte do pulmão direito, onde foi identificado um câncer. Segundo comunicado divulgado pelo Vaticano nesta sexta-feira (16), a recuperação do pontífice é constante e ele já consegue realizar suas atividades diárias com autonomia.
A primeira aparição pública do papa desde a hospitalização está prevista para domingo, quando ele deverá participar da tradicional oração. Embora sua agenda estivesse suspensa até 20 de outubro, foi aberta uma exceção para o compromisso.
Na quinta-feira, Leão XIV foi submetido a exames de rotina, que apresentaram resultados normais. Uma radiografia do tórax também apontou uma boa recuperação do pulmão operado.
De acordo com o boletim médico, a evolução geral do pontífice está dentro do esperado. Durante a recuperação, ele realizou atividades cotidianas de forma independente e participou de sessões de fisioterapia.
O papa está internado no Hospital Gemelli, em Roma, instituição conhecida por atender e receber para tratamentos e cirurgias outros pontífices.
Leão XIV foi diagnosticado com adenocarcinoma pulmonar, tipo mais comum de câncer de pulmão. Na tarde de terça-feira (13), os médicos retiraram o lobo inferior do pulmão direito do pontífice.
Segundo o Vaticano, o procedimento foi concluído com sucesso e não houve complicações. Até agora, porém, não foram divulgadas informações sobre o tamanho do tumor ou sobre uma possível disseminação da doença para os linfonodos próximos. Esses dados são importantes para avaliar o prognóstico.
Mesmo durante a recuperação do pontífice, os preparativos para a viagem à América do Sul, prevista para novembro, seguem em andamento. Até o momento, o Vaticano não informou alterações no planejamento da visita.

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Il ricovero di Papa Leone XIV potrebbe portare a una revisione degli impegni e delle modalità con cui proseguirà il pontificato. A chiarirlo è il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che invita ad attendere il decorso della degenza e le indicazioni dei medici prima di fare previsioni sulle prossime decisioni del Pontefice.
“Sono appena due giorni che il Papa è stato ricoverato, non si possono fare previsioni di nessun tipo. Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. E, in base a tutti questi elementi poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo“. Lo ha affermato Parolin parlando con i giornalisti a margine di un evento all’ambasciata irachena a Roma, rispondendo a una domanda sulle possibili conseguenze del ricovero per il futuro del pontificato.
Tra gli appuntamenti da valutare c’è anche il viaggio in America Latina, inizialmente confermato e ora subordinato alle condizioni di salute del Papa. “È un viaggio lungo e impegnativo, dipenderà dai medici”, ha spiegato Parolin. “Dipenderà da come vanno le cose – ha osservato -. Il Papa ancora non si è pronunciato su questo tema e quindi dobbiamo attendere prima di tutto che torni dall’ospedale e poi in base a quello che diranno i medici ecco se lui potrà viaggiare o meno e quindi affrontare un viaggio, affrontare un viaggio così lungo impegnativo come quello che si prospetta in America Latina”.
Il segretario di Stato ha ricordato che, al momento del ricovero, il programma non era stato modificato: “la decisione iniziale quando il Papa è stato ricoverato era che il viaggio si sarebbe mantenuto nella sua forma prevista, quindi immagino che se tutto va bene, se, diciamo, la situazione si sviluppa come avevano previsto all’inizio, il viaggio si farà se poi ci sono delle novità questo non lo possiamo prevedere ora“.
Anche la possibilità che Leone XIV pronunci l’Angelus di domenica dal Policlinico Gemelli dipenderà dall’evoluzione della convalescenza. “Dipenderà un po’ dal decorso della convalescenza. Mi pare che hanno dato cinque giorni, no? Quindi adesso, se entro fine settimana, starà meglio penso che lo farà l’Angelus e lo farà di là, se poi rimane ancora… Però sono tutte illazioni che faccio”, ha precisato Parolin.
Il cardinale ha inoltre riferito di aver ricevuto aggiornamenti sulle condizioni del Papa attraverso mons. Paolo Rudelli, sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, che lo ha incontrato al Gemelli. “Le notizie che mi ha portato corrispondono esattamente a quanto hanno detto i comunicati”, ha dichiarato Parolin, confermando poi che il Pontefice sta bene.
Infine, il segretario di Stato ha espresso apprezzamento per il modo in cui Leone XIV ha reso pubblica la propria malattia. “È bellissimo” il modo in cui il Papa ha comunicato la sua malattia, ha sottolineato, aggiungendo: “Sono molto molto lieto che ci sia stato, in modo tale che non ci sono dietrologie, ecco, cose che i giornalisti cercano sempre”.
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