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La huelga de camioneros en el sur de Italia vacía los supermercados y desabastece de combustible aeropuertos y gasolineras

Una oleada de protestas de transportistas por el aumento del precio del carburante sacude desde hace días el sur de Italia, donde los bloqueos en las carreteras están provocando problemas de abastecimiento en supermercados, gasolineras y aeropuertos. La huelga ha llevado al Gobierno de Giorgia Meloni a aprobar de urgencia este jueves, en un consejo de ministros extraordinario, ayudas por valor de 550 millones de euros para poner fin a los cortes de carreteras y la escasez de suministros.

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© Ciro De Luca (REUTERS)

Supermercado sin existencias en las baldas, este jueves en Nápoles.
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Sordo y Álvarez auguran que PP y Vox aprobarán “el despido libre y gratuito” si gobiernan

Los secretarios generales de los sindicatos CC OO, Unai Sordo, y de UGT, Pepe Álvarez han rechazado este jueves que su intención con la huelga general del 11 de noviembre sea influir en el voto en las próximas elecciones del 29-N. Pero sí pretenden influir en el contenido de la la campaña electoral, marcando los temas de discusión, que a su juicio deben ser fundamentalmente la vivienda, los salarios y los derechos laborales. No obstante, han advertido que una victoria de los partidos de derechas traerá un recorte de los derechos laborales, y entre ellos han citado la aprobación del despido libre y gratuito o el recorte de la protección social.

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© Chema Moya (EFE)

Los secretarios generales de UGT y CCOO, Pepe Álvarez (i) y Unai Sordo (2i), durante el programa 'Los Desayunos' de la Agencia EFE y RTVE en Madrid.
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Unos 3.000 profesores llevan su protesta a la Asamblea de Madrid para reclamar una negociación

La marea verde de profesores y profesoras, en huelga indefinida desde el pasado 14 de octubre, ha trasladado su malestar este jueves hasta las puertas de la Asamblea de Madrid. Desde las nueve de la mañana, miles de docentes —3.000 según la Delegación del Gobierno— se han acercado y cortado la avenida de Pablo Neruda. Frente a ellos, decenas de policías custodian el paso hacia la acera de enfrente, donde se encuentra el edificio en el que los diputados madrileños asisten al pleno.

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© SERGIO PEREZ (EFE)

Los profesores, en huelga educativa indefinida, se han concentrado este jueves ante la Asamblea de Madrid para demandar al Gobierno regional que abra una negociación sobre sus reivindicaciones.
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Dal Tap alle terre rare, Roma e Baku rafforzano la partnership industriale

Cooperazione industriale, export rafforzato, nuove strade di investimenti e ulteriori partnership nei settori strategici, come le materie critiche. Italia e Azerbaigian viaggiano spedite verso una nuova stagione di relazioni, fondate su business, cultura e geopolitica, in vista del Business Forum di Baku. Gli ultimi accordi siglati a Roma alla presenza di istituzioni e imprese raccontano tutta la bontà dell’iniziativa “Italy-Azerbaijan: Strengthening Economic and Industrial Cooperation”, organizzata da Confindustria, in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il ministero dell’Economia della Repubblica dell’Azerbaigian.

Gli accordi

La presenza del ministro dell’Economia azero Mikayil Jabbarov, in visita in Italia, racconta i concreti passi in avanti nel rafforzamento delle relazioni bilaterali, anche in vista del Business Forum Italia-Azerbaigian, in programma a Baku entro la fine dell’anno. Primo punto affrontato le prospettive di collaborazione tra i sistemi produttivi dei due Paesi in settori nevralgici, come energia, materie prime critiche, industria mineraria e metallurgica, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali. Dal momento che l’Italia è il primo mercato di destinazione delle esportazioni azere, con un interscambio bilaterale che nel 2025 ha raggiunto gli 8 miliardi di euro, ecco che il futuro delle relazioni tra i due Paesi può essere costruito su una base già ampiamente solida, che è cartina di tornasole per individuare nuove partnership.

Come è noto, la cooperazione energetica è stato uno dei pilastri del partenariato bilaterale, grazie al gasdotto TAP, che ha permesso di inviare in Italia quasi 48 miliardi di metri cubi di gas tra il 2021 e il 2025. Si tratta di un’infrastruttura decisamente strategica per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani ed europei, per cui Baku e Roma intendono mettere a frutto questa buona relazione al fine di lavorare per nuove filiere industriali e tecnologiche. L’incontro, aperto dal vicepresidente di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina, ha approfondito le opportunità di cooperazione tra i due Paesi. Le imprese azere hanno presentato progetti e possibili ambiti di collaborazione, seguiti da incontri B2B con le aziende italiane.

Le voci

“Il partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian si rafforza con una nuova prospettiva: affiancare alla consolidata collaborazione energetica tra i nostri Paesi nuovi investimenti azeri nel nostro sistema produttivo”, ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Vogliamo costruire con l’Azerbaigian una partnership tecnologica e industriale che valorizzi le eccellenze italiane nei settori più innovativi, dall’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi, fino alla robotica avanzata. La dichiarazione congiunta sulle materie prime critiche firmata oggi va in questa direzione: unire risorse azere e competenze italiane per diversificare gli approvvigionamenti e promuovere investimenti lungo l’intera filiera, anche con il possibile sostegno del Fondo Nazionale del Made in Italy”, ha aggiunto. “L’Azerbaigian può essere un partner importante anche per il progetto di deposito strategico di materie prime critiche che l’Italia si candida a realizzare a Porto Marghera: un primo sito pilota europeo per proteggere le industrie italiane ed europee dagli shock nelle forniture e rafforzare la nostra autonomia strategica”.

“La cooperazione energetica è un pilastro delle relazioni tra Italia e Azerbaigian, ma oggi abbiamo l’opportunità di rafforzare e ampliare questa partnership a nuovi settori strategici, dalle materie prime critiche alla metallurgia, dall’intelligenza artificiale alle tecnologie digitali. Il nostro export verso l’Azerbaigian ha raggiunto i 432 milioni di euro nel 2025, ma possiamo fare molto di più: secondo le stime del nostro Centro Studi esiste un potenziale aggiuntivo di oltre 110 milioni di euro”, ha dichiarato il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini. “L’obiettivo è trasformare queste opportunità in progetti industriali, investimenti e collaborazioni di lungo periodo, valorizzando le competenze e le tecnologie delle nostre imprese e contribuendo alla diversificazione produttiva dell’Azerbaigian. Confindustria è pronta a sostenere questo percorso e a favorire nuove sinergie tra i due sistemi produttivi, anche in vista del prossimo Business Forum di Baku”.

“L’Azerbaigian è un partner strategico per l’Italia, sia sul piano economico che su quello politico e vogliamo rafforzare ulteriormente le opportunità di cooperazione industriale, anche nel settore delle materie prime critiche. La Dichiarazione congiunta sulla cooperazione strategica offrirà una cornice per integrare le competenze italiane con il potenziale minerario azero, lungo l’intera filiera, dall’estrazione alla trasformazione e al riciclo”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Le prospettive

La capacità di intercettare le nuove rotte geopolitiche a cavallo tra Caucaso e Mare Nostrum è all’origine dell’intensificarsi delle relazioni tra Italia e Azerbaigian, convinzione che il Governo Meloni ha da subito avuta ben chiara nelle priorità internazionali. Baku rappresenta un peculiare partner che si inserisce alla perfezione nel concetto di Mediterraneo Globale, da dove Roma può tessere nuove relazioni e imprimere un’accelerazione alle proprie priorità. Se in principio il nesso era essenzialmente circoscritto al dossier energetico coagulatosi attorno al TAP, progressivamente le interlocuzioni del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e di quello delle Imprese e del Made in Italy Urso hanno rafforzato anche le relazioni personali, oltre che di sistema tra i due Paesi. Molto lavoro negli ultimi anni si deve anche all’ambasciatore Rashad Aslanov, che ha da poco lasciato Roma per la nuova destinazione in Turchia.

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India fija meta para erradicar narcóticos en 2029

Nueva Delhi, 22 oct (Prensa Latina) India concentrará sus esfuerzos de seguridad en combatir el narcotráfico con la meta de eliminar las drogas para el 31 de diciembre de 2029, anunció hoy el ministro del Interior, Amit Shah.

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Polícia Civil apreende de 120kg de drogas na Zona Norte de São Paulo

A Polícia Civil de São Paulo apreendeu cerca 120 kg de drogas, na última segunda-feira (19), na região do Jardim Peri, na Zona Norte da capital paulista.Durante a ação, os policiais também prenderam dois homens suspeitos de serem ligados ao crime organizado.

A operação foi realizada pela equipe da Cerco (Central Especializada de Repressão a Crimes e Ocorrências Diversas).

Em nota, a SSP-SP informou que os policiais realizavam monitoramento sobre uma investigação contra o tráfico de drogas, quando perceberam dois homens em um veículo utilitário descarregando materiais em um imóvel.

Ao ver os agentes, os homens tentaram fugir, mas foram capturados. No local, foram encontrados 102 quilos de cocaína e 17,9 quilos de maconha, parte das drogas escondida em um guarda-roupa e em um cômodo nos fundos da residência.

Os policiais também apreenderam celulares, balanças, uma máquina de contar cédulas, documentos e um veículo utilitário usado no transporte dos materiais.

Os dois suspeitos foram presos em flagrante por tráfico de drogas, associação para o tráfico e resistência. Um dos homens era procurado pela Justiça, com mandado de prisão pendente relacionado a uma investigação de feminicídio contra uma mulher grávida.

A Polícia Civil segue a investigação para esclarecer a participação dos suspeitos e aprofundar sobre a possível estrutura de armazenamento e distribuição de entorpecentes.

 

 

*Sob supervisão de Thiago Félix

É preciso qualificar uso da força policial, diz especialista à CNN

 

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Derriban dron que ingresaba droga a cárcel en Chile

Santiago de Chile, 21 oct (Prensa Latina) La gendarmería chilena reportó hoy el derribo de un dron que sobrevoló la cárcel de Antofagasta con el objetivo de ingresar drogas y celulares a ese recinto penitenciario.

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10.ª edição do Jazz nas Adegas regressa em novembro com música e vinhos de Silves

Ciclo de concertos decorre entre novembro de 2026 e maio de 2027, em diferentes produtores de vinho do concelho, promovendo a criação artística, os produtos locais e a identidade de Silves.

O Município de Silves promove a 10.ª edição do Jazz nas Adegas, iniciativa que regressa em novembro para mais uma temporada de concertos intimistas, onde o jazz se cruza com os vinhos de Silves e o património vitivinícola do concelho, os quais vão até maio de 2027, cujo programa percorre diferentes espaços de produção de vinho, proporcionando ao público o contacto próximo com os artistas, os produtores e as particularidades de cada local.

Ao longo das suas dez edições, o Jazz nas Adegas tem contribuído para diversificar a oferta cultural do concelho, levando a música a espaços distintos dos equipamentos convencionais e criando novas oportunidades de fruição artística, cuja aposta traduz a importância do investimento público na cultura, enquanto dimensão essencial da vida coletiva, e na criação de iniciativas que aproximam artistas, públicos e comunidade.

A programação arranca a 6 de novembro de 2026, na Quinta João Clara, com a atuação da Feel Good Band, seguindo-se uma segunda sessão no dia 7 de novembro. Nos meses seguintes, o ciclo apresenta diferentes formações e abordagens musicais, abrangendo várias linguagens do jazz e sonoridades próximas.

Entre os artistas e projetos desta edição encontram-se Low Tech Groove, Scooby 4 Tet, Betty and the Boopers, Sonic Bloom Jazz Collective, Silves Filarmónica Combo, Sofia Moreira Quarteto, Diga Diga Doo’s, Al Guitar Duo, Jaime Almeida Trio, Marta Santa Maria Trio, OJA, Funky Noise e The Invisible Tuba.

O programa passa por diversos produtores e espaços vitivinícolas do concelho, nomeadamente Cabrita Wines, Quinta do Francês, Quinta do Barradas, Quinta do Malaca, Paxa Wines, Barranco Longo, Quinta do Rogel, Patuá Wine, Quinta dos Sentidos e Convento do Paraíso. A ligação entre a programação musical e estes espaços contribui para dar visibilidade aos produtores, promover os vinhos locais e dinamizar a economia, articulando cultura, turismo e atividade produtiva.

A iniciativa integra uma visão de desenvolvimento local assente na valorização dos recursos endógenos, na cooperação com os agentes culturais e económicos e no envolvimento das instituições e da comunidade. Ao assinalar a sua 10.ª edição, o Jazz nas Adegas reafirma o papel da cultura na construção de um concelho mais dinâmico, coeso e ligado à sua identidade.

Os bilhetes para as primeiras sessões estarão à venda a partir das 16h00 de amanhã, 22/10/2026, através da plataforma BOL e nos pontos de venda FNAC, Worten, El Corte Inglés, CTT, Pousadas da Juventude e Quiosques Serveasy.

Com o custo de 35 euros, os ingressos destinam-se a maiores de 18 anos e incluem o acesso ao concerto, provas de vinho e tapas, um voucher para visita ao Castelo de Silves e ao Museu Municipal de Arqueologia, bem como a oferta de uma garrafa de vinho.

Esta edição conta, mais uma vez, com a parceria do Agrupamento de Escolas Silves Sul, reforçando a ligação da iniciativa à comunidade educativa.

Para mais informações, os interessados podem contactar o setor de Turismo do Município de Silves através do telefone 282 440 800 (ext. 2743) ou do endereço de correio eletrónico turismo@cm-silves.pt.

Programa

06 e 07  NOV’26

  • Feel  Good Band
  • QUINTA JOÃO CLARA | Alcantarilha

27 e 28 NOV’26

  • Low Tech Groove
  • CABRITA WINES | Silves

04 e 05 DEZ’26

  • Scooby 4 tet
  • QUINTA DO FRANCÊS | Odelouca –  Silves

08 e 09 JAZ’27

  • Betty and the Boopers
  • QUINTA DO BARRADAS | Silves

29 e 30 JAN’27

  • Sonic Bloom Jazz Colective
  • QUINTA DO MALACA | Real Picadeira – Pêra

06 e 06 FEV’27

  • Silves Filarmónica Combo
  • DITO CUJO | Casa Islâmica – Silves

05 e 06 MAR’27

  • Sofia Moreira Quarteto
  • HERDADE BARRANCO DO VALE | São Bartolomeu de Messines

19 e 20 MAR’27

  • Diga Diga Doo´s
  • Paxa Wines | Silves

09 e 10 Abr’27

  • Al Guitar Duo
  • BARRANCO LONGO | Algoz

23 e 24 Abr’27

  • Jaime Almeida Trio
  • QUINTA DO ROGEL | Silves

07 e 08 MAI’27

  • Marta Santa Maria Trio
  • PATUÁ WINE | Silves

15 MAI’27

  • OJA
  • QUINTA DOS SENTIDOS | Silves

21 e 22 MAI’27

  • Funky Noise
  • CONVENTO DO PARAÍSO | Silves
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Jackdaw approval is a step towards a grownup North Sea policy

Government decision is about how much oil and gas is sensible for UK to produce on the way to net zero

Andy Burnham hit the nail on the (well)head in his first fortnight as prime minister when he said: “The question isn’t whether Britain will still be using oil and gas, the question is, where does it come from?”

It was a nod towards several awkward energy facts. First, oil and gas provided 75% of the UK’s energy in 2025, government data shows. Second, even with the rollout of domestic renewables for generating electricity, about 43% of overall energy was imported last year.

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© Photograph: Adura/Reuters

© Photograph: Adura/Reuters

© Photograph: Adura/Reuters

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Os desafios e o futuro do transporte expresso

Durante muitos anos, habituámo-nos a medir a qualidade do transporte expresso através do tempo. Quer isto dizer, quanto mais depressa uma encomenda chegasse ao destino, melhor seria o serviço. A rapidez continuará, naturalmente, a ser importante. Mas tenho cada vez mais a convicção de que o verdadeiro desafio dos próximos anos será outro.

Os números ajudam a perceber a mudança. O comércio eletrónico B2C europeu está em crescimento e, segundo os dados da Digitalisation in Europe – 2026 edition do Eurostat, em 2025, 78% dos utilizadores de Internet na União Europeia já compraram bens ou serviços via online. Estamos, portanto, perante um hábito consolidado, transversal a gerações e mercados, que colocou a logística no centro da experiência de compra.

No entanto, mais encomendas não significam apenas mais volume. Significam consumidores com expectativas mais elevadas. Já não basta saber que uma encomenda “chega amanhã”. Queremos saber quando chega, poder alterar a entrega, escolher onde a recebemos e acompanhar o percurso de forma simples. Em Portugal, o Barómetro E-Shopper 2025 mostra que 79% dos compradores online consideram que conhecer um horário exato para a entrega aumenta a probabilidade de compra. Ao mesmo tempo, 32% já recebem encomendas através de soluções out-of-home, como pontos de recolha ou lockers.

Estes dados levam-me a uma primeira reflexão: talvez estejamos a entrar numa fase em que a previsibilidade será tão ou mais importante do que a velocidade. Uma entrega rápida que obriga alguém a permanecer em casa à espera da encomenda pode ser menos conveniente do que uma entrega um pouco mais demorada, mas com um horário preciso e possibilidade de escolha. O desafio para os operadores será, por isso, construir redes suficientemente flexíveis para acomodar diferentes necessidades.

É precisamente na last mile que encontramos muitas destas exigências. É aqui que a expectativa do consumidor, o trânsito das cidades, a disponibilidade do destinatário, as restrições de circulação e a necessidade de reduzir o impacto ambiental se cruzam. É aqui também que pequenas ineficiências, quando multiplicadas por milhares de encomendas, podem fazer uma enorme diferença.

Por isso, quando falamos de sustentabilidade no transporte expresso, acredito que temos de ir além da discussão sobre a eletrificação das frotas, por mais importante que ela seja. Uma last mile mais sustentável é, antes de mais, uma last mile mais eficiente. Significa otimizar rotas, reduzir quilómetros desnecessários, diminuir as segundas tentativas de entrega e consolidar encomendas sempre que isso fizer sentido.

Um estudo publicado em 2025 na Research in Transportation Economics, dedicado à evolução dos modelos de entrega de last mile em contexto urbano, mostra que uma maior otimização de entregas pode contribuir para reduzir os quilómetros percorridos e as emissões de CO₂. Não existe uma solução única, mas é por isso que o futuro passa por redes híbridas, capazes de combinar diferentes modelos de entrega em função das características de cada cidade, de cada percurso e de cada consumidor.

A inteligência artificial e a utilização avançada de dados terão também um impacto particularmente relevante no setor. Mais do que automatizar tarefas, estas ferramentas podem ajudar a antecipar a procura, otimizar rotas em função de variáveis em constante alteração e identificar anomalias antes de se transformarem em falhas de serviço.  Mas a tecnologia, por si só, não resolve todos os desafios. Quanto mais sofisticadas se tornam as operações, maior é também a necessidade de garantir que não se traduz numa barreira para a experiência do cliente. É talvez esse o paradoxo mais interessante do nosso setor: por detrás de uma entrega aparentemente simples existe uma rede cada vez mais complexa de pessoas, tecnologia, dados, infraestruturas e decisões operacionais.

Ao mesmo tempo, há várias expectativas que temos de conseguir conciliar. Os consumidores querem mais conveniência e mais opções; as empresas procuram maior eficiência e custos competitivos; as cidades querem menos congestionamento e emissões; e o setor tem de continuar a garantir qualidade, previsibilidade e capacidade de resposta. Fazer tudo isto simultaneamente será provavelmente um desafio maior do que simplesmente entregar cada vez mais depressa.

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Jazz nas Adegas percorre espaços vitivinícolas de Silves até maio de 2027

A 10.ª edição do Jazz nas Adegas começa em Alcantarilha, com a Feel Good Band, nos dias 6 e 7 de novembro. O ciclo percorre espaços do concelho de Silves até maio de 2027.

O conteúdo Jazz nas Adegas percorre espaços vitivinícolas de Silves até maio de 2027 aparece primeiro em Barlavento.

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10.ª edição do Jazz nas Adegas regressa em novembro com música e vinhos de Silves

Ciclo de concertos decorre entre novembro de 2026 e maio de 2027, em diferentes produtores de vinho do concelho, promovendo a criação artística, os produtos locais e a identidade de Silves. O Município de Silves promove a 10.ª edição do Jazz nas Adegas, iniciativa que regressa em novembro para mais uma temporada de concertos intimistas, […]

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Trivellazioni nel Mare del Nord. L’Ue sorride ma per Burnham iniziano i guai

Il Partito Laburista ha approvato nuove trivellazioni nel Mare del Nord. Cosa cambia per Londra e per l’Ue? In primis dal lato interno Burnham affronta una rivolta politica sul clima dopo l’approvazione della misura osteggiata da sinistra e ambientalisti, ma dal punto di vista internazionale di fatto è un’occasione interessante (anche se da mettere in cantiere ben prima delle attuali crisi).

Il neo premier non si è discostato dalla traccia imboccata dai due ministri degli Esteri, Fahnbulleh e dal suo predecessore, Ed Miliband. Infatti all’inizio dell’anno, Burnham ha lasciato intendere di condividere le posizioni del presidente americano Donald Trump che premeva non poco per esplorare in quelle zone, promettendo di adottare un “approccio pragmatico” nella decisione finale. Certo dovrà adesso salvaguardare la “sua” opinione pubblica, per questa ragione si lavora su come permettere agli organismi di regolamentazione di valutare le emissioni di carbonio generate dalla combustione del petrolio e del gas estratti dai due giacimenti.

Risale a due mesi fa la richiesta avanzata da Shell ed Equinor per ottenere l’autorizzazione ambientale. Pochi giorni fa il premier rivolgendosi alla Camera dei Comuni, ha affermato: “Adotterò un approccio pragmatico in merito a petrolio e gas; comunicheremo le nostre decisioni a breve”. Ma secondo un sondaggio condotto da Savanta per l’organizzazione ambientalista E3G, un terzo degli elettori Labour sarebbe meno propenso a votare per loro se dessero il via libera a ulteriori trivellazioni petrolifere nel Mare del Nord.

Per cui se nel nord-est della Scozia, area in cui ha sede gran parte del settore industriale, il Labour crescerebbe, altrove perderebbe: è il motivo vero della prudenza dell’inquilino di Downing street, che solo tre mesi fa prometteva bollette accessibili, crescita industriale e un clima pulito. Di contro il Partito Conservatore, all’opposizione e convinto sostenitore del progetto, ha affermato che, se approvato, il giacimento di Jackdaw potrebbe iniziare a riscaldare 1,4 milioni di case nel Regno Unito già quest’inverno.

Che significa aprire il Mare del Nord? Rosebank è il più grande giacimento di petrolio e gas non ancora sfruttato nel Regno Unito: situato a circa 80 miglia a nord-ovest delle Shetland, conoscerà il suo destino entro fine anno. Ha una capacità produttiva stimata tra i 300 e i 500 milioni di barili di petrolio entro circa 25 anni. Invece il giacimento di Jackdaw che si trova a circa 240 chilometri a est di Aberdeen potrebbe essere collegato alla rete britannica in pochissimo tempo.

A tal proposito il presidente degli Stati Uniti ha scritto il proprio pensiero su Truth Social: “Gli abitanti di Aberdeen, in Scozia, stanno ballando per le strade perché il nuovo Primo Ministro, Andy Burnham, ha dichiarato che aprirà completamente i preziosi giacimenti petroliferi del Mare del Nord!”. Lo scorso agosto BP ha messo in vendita la sua attività petrolifera nel Mare del Nord, dopo 60 anni di produzione nella regione. La vendita potrebbe potenzialmente fruttare a BP due miliardi di sterline.

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Energy secretary leaning towards rejecting Rosebank oilfield

Exclusive: Officials say Miatta Fahnbulleh minded not to give approval in victory for climate campaigners

Miatta Fahnbulleh is minded to reject the giant Rosebank oilfield, sources have told the Guardian, in what would be a blow for the North Sea energy industry and a major victory for climate campaigners.

After approving the smaller Jackdaw gasfield on Wednesday, officials say the energy secretary is leaning towards refusing approval for what would be one of the biggest oilfields in the North Sea.

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© Photograph: Paul Reid/PA

© Photograph: Paul Reid/PA

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Andy Burnham se enfrenta a los grupos ecologistas al dar luz verde a una explotación de gas en el mar del Norte

Andy Burnham es partidario de tomar decisiones, en vez de aparcar los problemas, algo que muchos críticos achacaban a su antecesor, Keir Starmer. Aunque esas decisiones provoquen polémica y ruido. El Gobierno del Reino Unido ha anunciado este miércoles a las siete de la mañana (ocho, en horario peninsular español) que da luz verde al inicio de la actividad en la plataforma de gas de Jackdaw, situada en el mar del Norte, a unos 250 kilómetros de Aberdeen, en la costa escocesa.

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© Toby Melville (REUTERS)

Protestas en Londres, este miércoles, tras la decisión del Gobierno británico de dar luz verde al yacimiento de Jackdaw
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‘Jackdaw means we pay our mortgages’: relief in Aberdeen over gasfield approval

Few believe decision will bring back city’s boom years, but workers hope it will keep as many North Sea jobs for now

As recently as 2012, Aberdeen boasted the highest concentration of millionaires in the UK. An ATM reportedly had the highest withdrawal rate in Europe in the 90s, as oil and gas wealth flowed through the city. House prices skyrocketed in the scramble for space as fossil fuel firms transformed the city’s grand granite houses into company offices. But that was then.

Today, “for sale” and “to let” signs punctuate the city’s main thoroughfares. Disposable income in Aberdeen has fallen by nearly 20% between 2013 and 2023 – more than any other large UK city – after a 2014 oil price shock sparked a brutal reversal in Aberdeen’s fortunes.

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© Photograph: Patrick Greenfield/The Guardian

© Photograph: Patrick Greenfield/The Guardian

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OE2027: Excedente é “sinal positivo”, mas Governo deve pensar se não está a reduzir dívida demasiado depressa

A proposta de Orçamento do Estado para 2027 (OE2027) é “prudente” e reflete mais um ano de estabilidade fiscal, algo que os investidores apreciam, mas revela falta de ambição ao voltar a não abordar a questão da produtividade. Por outro lado, e apesar de o excedente orçamental ser um “sinal positivo” numa altura de turbulência nos mercados, o Governo deve refletir sobre se não estará a ir além do necessário, defende Pedro Fugas, sobretudo dada a crise do custo de vida, particularmente na habitação.

O Country Tax Leader da EY aproveitou a sua intervenção na conferência desta quarta-feira sobre o OE2027, promovida pelo JE em parceria com a consultora, para elogiar a trajetória das contas públicas nacionais e a estabilidade fiscal que tem marcado os últimos anos, embora alertando para os desafios que se aproximam.

Resumindo a proposta como um orçamento de “continuidade fiscal, prudente nas contas públicas, mas com uma margem muito estreita para responder a novos choques e com ambição limitada no reforço estrutural da competitividade”, Pedro Fugas começou por destacar a “boa notícia” que é novo ano de redução do rácio de dívida, embora questionando “até que ponto não estaremos a fazer uma redução demasiado forte e além dos compromissos e exigências de Bruxelas”.

“É aqui que temos de ver onde poderemos ter alguma margem para estimular a economia”, continuou, lembrando, por exemplo, a questão da habitação, onde, argumenta, há “espaço para uma resposta mais ampla à crise”. “Se estamos tão bem – e obviamente ninguém quer voltar a situações de défice, mas se o rácio de dívida desce mais rápido do que acordado com a Comissão –, talvez houvesse aqui espaço para introduzir mais medidas fiscais”, sugere.

Uma destas medidas seria o alargamento da taxa de 6% na construção “a um investidor que, por sua vez, afete [o imóvel] ao arrendamento”, algo que permitiria aumentar significativamente a oferta disponível no mercado.

Por outro lado, Pedro Fugas destaca outros dois elementos que considera “centrais” da proposta: a “perspectiva que o choque energético é temporário” e o fim do PRR, que deu um forte impulso à economia nos últimos trimestres e cujo final se traduzirá numa quebra substancial do investimento. A capacidade nacional de substituir o contributo da formação de capital fixo para o crescimento será mesmo “o principal teste à nossa economia” no próximo ano, argumenta.

O especialista da EY elogiou ainda a estabilidade fiscal que os orçamentos dos últimos três anos têm revelado, algo que “é de saudar” dada a estabilidade e previsibilidade que tal confere aos portugueses e aos investidores que olham para o nosso país. Ainda assim, “continua a faltar ambição nas medidas de produtividade”, um dos ‘calcanhares de Aquiles’ recorrentes da economia portuguesa.

Junta-se a isto a expectativa do lado das famílias por mexidas mais significativas e arrojadas no IRS, ainda que a redução seja “uma boa medida”, considera Pedro Fugas. Já no que respeita às empresas, o cumprimento da trajetória de redução do IRC prometida em campanha eleitoral merece elogios, bem como a intenção anunciada na abertura da conferência pelo ministro das Finanças de visitar as derramas no Orçamento para 2028, mas houve estranheza pela ausência de um capítulo dedicado ao imposto sobre pessoas coletivas.

“Pela primeira vez, e para muito espanto nosso, temos um OE que não tinha sequer um capítulo do IRC”, destacou o Country Tax Leader da EY, embora classificando as mexidas anunciadas como positivas.

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