❌

Reading view

Guimarães Jazz. 35.ª edição com estreias e Kurt Elling

De 12 a 21 de novembro, o festival regressa ao Centro Cultural Vila Flor. Kurt Elling com a Orquestra Nacional de Jazz da Macedónia do Norte fecha o cartaz.

© MOHAMED MESSARA/EPA

"Não obstante esta celebração, a perspetiva do Guimarães Jazz foi sempre baseada no princípio de que o mais importante é o que está para acontecer e não o que já foi feito", sugere o festival no 'site'
  •  

Amigos, ódio ou engate: para que serve o Facebook hoje?

A propósito da estreia de “O Veredito Social” e no 20.º aniversário da rede social de Mark Zuckerberg, esta semana falamos sobre likes e perfis, algoritmos e cronologias, bons textos e má língua.

  •  

Joni Mitchell virou americana aos 82 anos só para votar?

A lenda da música tirou a cidadania nos EUA para votar contra Donald Trump. Já a nova porta-voz da Casa Branca não tem carteira de advogada, é acusada de usurpação de funções e ainda foge à Ucrânia.

  •  

A tutto Sud con i Banda Maje

Un 45 giri a tiratura limitatissima: la contrabbando version di Living Disco Club, è stata confezionata a mano con la carta del pane e lo spago. Rapidamente, il pubblico di nicchia locale, dj e addetti ai lavori di Salerno e dintorni se ne accaparrano una copia. In effetti i Banda Maje sono discepoli dell’ascolto tradizionale, nonché ferventi idolatri del supporto fisico: il disco. Incuriosito, Andrea Fabrizii, direttore artistico influente nel panorama delle colonne sonore italiane e internazionali, li mette allora in contatto con Pierpaolo De Santis, di For Flies Records. Da lì il déclic: groove partenopeo e funk salmastro iniziano a propagarsi lungo tutta la costiera. 

Se l’album di esordio, «Ufo Bar» (2021), trasporta l’ascoltatore in una Salerno immaginaria che fonde tradizione locale e cultura pop e cinematografica anni Settanta, con «Costa Sud» (2026), il gruppo compie un passo ulteriore. «Rispetto a Ufo Bar ci siamo amalgamati, il sound è diventato più organico» confida Peppe Maiellano, all’origine del progetto. È un road trip che insegue la sua spensieratezza e quella dei suoi soci nell’immaginario della  “Salifornia” , fantomatica provincia meridionale dove, tra onde ed edifici decadenti, affiorano chimere. Una colata di asfalto torrido che si snoda lungo il paesaggio mozzafiato del golfo salernitano, ferito allo stesso tempo dall’abusivismo edilizio, dalla malavita e dalla cattiva amministrazione. «Le storie che raccontiamo sono mosse da un intento di evasione. Partendo dal contesto campano ci riferiamo al sud del mondo: America Latina, Africa e Italia condividono la stessa grande contraddizione tra bellezza e degrado, con problemi a livello sociale e politico che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone».

Courtesy of Banda Maje

Baia, la seconda traccia dell’ultimo album, è una spiaggia urbana che, prima della costruzione del porto commerciale, era considerata l’ingresso naturale della costiera amalfitana «Il territorio ne è uscito completamente deturpato. Quando hai poco tempo, vai alla Baia: è sempre un’esperienza, un crocevia di culture, dove negli anni sono spuntati anche locali modaioli, circondati da quella sorta di degrado urbano, a due passi dall’incanto della costiera.» prosegue Francesco Cirillo, parte del nucleo storico della band, insieme al rapper e producer Tonico 70.

Attorno a loro gravita un numero di componenti in continua evoluzione, mossi da una passione sincera per una commistione di generi d’importazione, siano essi samba-funk, soul, disco o afrobeat che amano incrostare alle melodie partenopee. Sparsi principalmente tra Napoli e Salerno, sono una grande famiglia: prima di tutto amici, accomunati del legame con la loro terra, da un forte spirito goliardico e da una precisa idea artistica indipendente. «Ci riteniamo fortunati, in una formazione così numerosa (una decina di musicisti, a volte di più NDLR) siamo orientati a contribuire alla musica insieme. Non c’è spazio per l’ego, lavoriamo tutti per il risultato finale, per ottenere il sound giusto. Siamo al servizio l’uno dell’altro, anche negli arrangiamenti: molte volte si sentono degli incastri, dei botta e risposta inaspettati.» spiega Maiellano. Al momento, si esibiscono una sezione fiati (tromba, sax e flauto), due voci femminili, Chiara Della Monica e Cristina Cafiero, batteria e basso, mentre lo stesso Maiellano si dedica alle tastiere.

Courtesy of Banda Maje

Insieme, i Banda Maje suonano le radici e riflettono sul cambiamento: «La tradizione lascia un’impronta: anche nel momento in cui la rielabori, resta lì, sedimentata nell’inconscio. Diceva Quincy Jones che “la melodia è la voce di Dio”, quel parametro musicale che non si può controllare in maniera matematica o scientifica, come invece accade con armonia e ritmo. È lì che si innesta il vissuto, fatto di tutti quegli ascolti che abbiamo assorbito negli anni. Siamo cresciuti con i canti di lavoro partenopei, e ce li portiamo dentro: anche se altri elementi convergono nella nostra musica, cerchiamo sempre di rispettarli. Del cambiamento non bisogna avere mai timore: è nella natura umana evolvere, senza restare fermi. L’importante è avere ben presente il punto di partenza, sapé chi simmo e ‘a addó venimmo (sapere chi siamo e da dove veniamo, NDLR)». 

Questa varietà di atmosfere riflette la profondità del loro linguaggio sonoro, plasmato dai vicoli stretti pieni di vita, dell’amore incondizionato per la canzone napoletana, per le colonne sonore italiane, per i B-movies e per la saga dei contrabbandieri di sigarette. Un tuffo nei ricordi d’infanzia di Maiellano, insomma, che confluiscono nel concerto. Il live rappresenta la liberazione di tutte le fatiche della sala prove, un processo un po’ oscuro, spesso invisibile agli occhi del pubblico. Da qui germoglia l’essenza del progetto: un momento che rende il gruppo ancora più unito, in cui le emozioni si amplificano e i pezzi si dilatano, anche grazie all’energia degli spettatori.

Courtesy of Banda Maje

***

Il cambiamento spesso è una sfida che ti presenta la vita, a volte è un atto liberatorio che serve a migliorare noi stessi, altre volte ancora si è vittime dei cambiamenti imposti e bisogna reagire. La nostra vita, la società e le arti sono in perenne evoluzione, per cui pensiamo che non si debba avere timore del cambiamento, ma scrutarne i segni e assecondarne il flusso cogliendone il lato positivo. 

In alcuni di questi brani si parla direttamente di questo: cambiamenti spirituali (Kokoroko e Battiato), cambiamenti sociali e collettivi (Area, Esa Williams e Ezra Collective), riflessioni sul flusso del tempo (Khruangbin, Zero 7, Moloko), speranza nel futuro (Marcos Valle, Blundetto, Black Pumas), momenti di transizione personali (George Benson, Black Sabbath) o un cambiamento di ordine musicale, come nel caso di Habbanera in cui James Senese decide di fare il suo esordio discografico da solista, cambiando sonorità rispetto a Napoli Centrale. 

Fedeli alla goliardia, non potevamo non introdurre questa playlist con un messaggio a tema degli adorati Squallor, che nel loro album “Cambiamento” del 1994 descrissero in maniera geniale e dissacrante la fine della prima Repubblica e l’avvento dell’era berlusconiana, assolutamente in linea con una certa visione caustica e disincantata di Ennio Flaiano che già negli anni ’50 ci ricordava che “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria”. Ci auguriamo che questi ascolti possano essere di ispirazione soprattutto a chi sta affrontando un cambiamento importante nella propria vita. Con amore, Banda Maje.

Ascolta la playlist di Banda Maje per Linkiesta Etc

L'articolo A tutto Sud con i Banda Maje proviene da Linkiesta.it.

  •  

Bárbara Bandeira inicia em dezembro nova digressão acústica

Oito datas em auditórios de norte a sul do país, temas inéditos ao vivo e uma instalação criada especialmente por Joana Vasconcelos. A digressão começa a 18 de dezembro, em Leiria.

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

O espetáculo inclui uma instalação inédita da artista plástica Joana Vasconcelos, criada especialmente para a digressão
  •  

Inês Sousa Real faltou ao parlamento por causa do gato?

A líder do PAN faltou à sessão no parlamento para acompanhar o seu gato Micas. O Padre Guilherme faz sucesso: está no top 100 da DJ Mag com os fones abençoados pelo Papa Francisco.

  •  

“A Leste do Paraíso” é uma das séries do ano? — Sugestões

Os sete episódios protagonizados por Florence Pugh estão em destaque nas propostas desta semana, mas também há Schumacher em 94, salsa em Nova Iorque, plantas em livro e David Foster Wallace.

  •  

C2C si prepara alla nuova edizione del festival con il record di presenze internazionali

Il C2C Festival si prepara a spegnere venticinque candeline consolidando la sua statura di punto di riferimento globale per la musica avant-pop e la youth culture. Dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, Torino tornerà a trasformarsi nel capitale europea dell’elettronica d’avanguardia e della sperimentazione sonora per l’edizione 25 YEARS OF. Il quarto di secolo della kermesse – nata nei primi anni Duemila con il nome di Club To Club – arriva accompagnato da numeri record: le vendite dei biglietti viaggiano spedite verso il sold out per il quinto anno consecutivo, ma è la componente geografica a segnare uno storico sorpasso. Per la prima volta, infatti, il pubblico internazionale ha superato quello italiano, attestandosi al cinquantatrè per cento delle presenze complessive, a cui si affianca una schiacciante quota del settantotto per cento di spettatori under 35.

Il traguardo dei 25 anni segue i recenti successi internazionali del marchio torinese, con i sold out registrati sia alla seconda edizione di C2C NYC a New York sia al prestigioso Barbican Centre di Londra. Per l’occasione, il festival presenta il programma più esteso e ambizioso di sempre, estendendosi su una rete capillare di venue cittadine che raccontano l’anima barocca, post-industriale e contemporanea di Torino.

Se la main venue di Lingotto Fiere accoglierà le serate di venerdì e sabato mettendo al debutto il nuovo DAZED Stage, le OGR Torino confermano il proprio ruolo strategico ospitando il Grand Opening del giovedì e il Finissage della domenica. Non mancheranno poi storici ritorni e format evocativi: a undici anni dall’ultima volta, il Teatro Carignano riaprirà le porte sabato 31 ottobre per uno speciale matinée ideato con il supporto del Teatro Stabile e la coproduzione di MITO SettembreMusica. La giornata conclusiva del 1° novembre vedrà invece un evento diffuso accessibile con un unico titolo d’ingresso tra Le Roi — la celebre ballroom progettata da Carlo Mollino — e il Notorius, storico locale tra i luoghi simbolo della primissima edizione del 2002.

A completare la mappa del festival saranno il Teatro Regio, sede diurna dell’hub di incontri e dibattiti C2C Talks, e l’headquarters di Combo Torino. Quest’ultimo accoglierà già domenica 25 ottobre la preview C2C KIDS!, l’appuntamento dedicato ai più piccoli il cui ricavato di biglietteria sarà integralmente devoluto allo storico partner etico Medici Senza Frontiere.

La proposta artistica del 2026 riunisce icone pop, debutti attesissimi ed esclusive nazionali. Tra i set più attesi figura l’icona pop svedese Robyn, di ritorno a sette anni dall’ultimo lavoro solista con il nuovo album Sexistential, ma anche l’inedita e rara apparizione di coppia per i rapper e producer svedesi Yung Lean & Bladee. Spazio poi all’art-pop etereo della producer francese Oklou, al ritorno di Arca e a quello di Kelela, oltre allo show di Chuquimamani-Condori (fresco di Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia) e ai set di Shygirl, The Avalanches, Theo Parrish (protagonista di una maratona sonora di 7 ore), Grouper, Lorenzo Senni, Smerz e Sonnets/HEADACHE.

La celebrazione del venticinquennale si proietta infine nel futuro attraverso l’investimento sulle nuove generazioni. Quest’anno ha preso il via C2C Curators, un programma gratuito di formazione e professionalizzazione dedicato alla memoria del fondatore Sergio Ricciardone. Tra le oltre duecento candidature ricevute da tutta Italia, dodici giovani curatrici e curatori under 35 sono stati selezionati per affiancare i mentor internazionali Bill Kouligas, Simone Trabucchi ed Elisa Luengo, entrando direttamente nei meccanismi produttivi e curatoriali del festival.

L'articolo C2C si prepara alla nuova edizione del festival con il record di presenze internazionali proviene da Linkiesta.it.

  •  
❌