NPR investigation finds evidence of widespread fraud at mall kiosks tied to Israeli skincare brand





Um acidente no IC1, em São Marcos da Serra (concelho de Silves), provocou o corte daquela via de comunicação e longas filas de trânsito.
O conteúdo Acidente corta IC1 em São Marcos da Serra aparece primeiro em Algarve Marafado.
Torino, Milano, Genova, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Firenze, Venezia. Ci vorrebbe troppo spazio per scrivere l’elenco completo di tutte le città nelle quali gli studenti italiani sono scesi in piazza venerdì, per il “No Meloni Day“. Da Nord a Sud, secondo gli organizzatori sono stati oltre 400mila, tutti con lo stesso obiettivo: urlare al governo che la scuola italiana cade a pezzi e che studiare in questo Paese è sempre più difficile. Per il costo della vita, per il caro affitti e per il clima di repressione politica e culturale che si respira. Centinaia di migliaia di studenti hanno cantato e sfilato per le strade di tutta Italia per far capire alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e a tutto il suo esecutivo, che non appoggiano le sue scelte. Che vogliono “più aule e meno bombe“. Perché, come spiega a ilfattoquotidiano.it Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, non sono disposti ad accettare che la sicurezza, il diritto allo studio e il benessere di studenti e studentesse vengano trattati come “questioni secondarie”: “Vogliamo essere protagonisti del cambiamento, non spettatori di riforme calate dall’alto”.
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano
Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano
Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano
Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )
Momenti di tensione al corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO-- Moments of tension during a protest against climate change, organized by the Fridays for Future movement and students speaking out against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola, Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++--- A march against climate change by the Fridays for Future group and students protesting against the deterioration of schools, Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Il corteo di circa 600 studenti del 'No Meloni Day' a Cagliari, al motto di 'la scuola non si tocca', 16 ottobre 2026 ANSA / Francesca Melis +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA++
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia
Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia
Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia
Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia
Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
“La scuola non è un privilegio – prosegue Verdecchia -. Pretendiamo che questo principio si traduca in scelte e investimenti concreti”. Le richieste degli studenti, così come i problemi della scuola, sono tante: edifici sicuri, più personale scolastico, maggiori tutele per chi studia e lavora negli istituti e misure per contrastare il caro studio e il carovita, che rendono sempre più difficile proseguire il proprio percorso formativo. Ma c’è anche la contestazione delle politiche del governo, dal decreto Scuola al Ddl di Giuseppe Valditara, fino alla scelta di destinare miliardi alle spese militari anziché all’istruzione pubblica. Una mobilitazione che guarda anche oltre i confini italiani, sull’onda delle proteste dei coetanei in Francia e Spagna, e che rivendica il diritto dei ragazzi a partecipare alle decisioni sul proprio futuro. Perché, come recitava uno striscione esposto al corteo di Firenze: “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”.
A Roma, dove secondo gli organizzatori sono scesi in piazza 20mila studenti, il corteo è partito dall’Esquilino e ha attraversato il centro fino a raggiungere il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Tra bandiere palestinesi, cartelli e cori contro il governo e il riarmo. A Milano, migliaia di ragazzi hanno sfilato dietro lo slogan “Nessuno è straniero”. A Firenze, almeno duemila studenti di una quindicina di istituti superiori si sono ritrovati in piazza San Marco, con striscioni contro i tagli alla scuola e le misure sugli alunni stranieri. Mobilitazioni anche in Veneto, con cortei a Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, mentre a Bari centinaia di studenti hanno attraversato il centro cittadino per denunciare il carovita e le condizioni degli edifici scolastici. Ma la protesta ha coinvolto anche Torino, Genova, Bologna, Napoli e Cagliari, con cortei, striscioni e iniziative di contestazione. Davanti alla sede di Confindustria del capoluogo ligure è stato bruciato un carro armato di cartone. A Milano, invece, due immagini raffiguranti la premier e Valditara sono state appese a testa in giù vicino ad alcuni cassonetti e colpite con delle uova.
La maggior parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente, con qualche momento di tensione, soprattutto a Torino e Roma. Nel capoluogo piemontese, in piazza Castello, alcuni manifestanti si sono staccati dal corteo, coprendosi il volto e lanciando pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha caricato i giovani e usato gli idranti, costringendo i partecipanti ad allontanarsi verso via Po. Durante gli scontri, alcuni docenti e genitori hanno formato un cordone tra gli studenti e gli agenti. Il bilancio è di tre minorenni arrestati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e oltre 50 manifestanti identificati. A Roma, davanti al ministero dell’Istruzione, sono stati lanciati petardi e altri oggetti, provocando la reazione del ministro Valditara, che ha parlato di “aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Secondo i sindacati di polizia, nel corso della giornata una decina di agenti è rimasta ferita.
Da Bruxelles, Meloni ha commentato solo gli episodi di violenza, accusando i leader delle opposizioni di non averli condannati. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier. Immediata la replica della segretaria del Pd Elly Schlein: “Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi degli italiani, anziché prendersela con loro”. Anche Giuseppe Conte ha criticato l’esecutivo per la mancata risposta alle emergenze sociali: “Quattro anni di nulla, solo 14 miliardi extra in armi e difesa”, ha commentato il leader del Movimento 5 Stelle. Mentre Angelo Bonelli ha ribadito la condanna di ogni forma di violenza, chiedendo però alla premier di “chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”.
La mobilitazione degli studenti proseguirà ben oltre il “No Meloni Day”. La Rete degli Studenti Medi ha lanciato la campagna nazionale “Generazione Fuoriclasse”, con l’obiettivo di dare continuità alle proteste nelle scuole e nelle piazze. Il prossimo appuntamento è già fissato per sabato 17 ottobre a Roma, dove gli studenti confluiranno nella manifestazione della Via Maestra. E le iniziative proseguiranno fino al 20 novembre. “Le criticità della scuola non sono problemi individuali: sono questioni politiche e collettive, che richiedono risposte strutturali”, spiega ancora Verdecchia. L’obiettivo è costruire una mobilitazione permanente, perché “le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza ascoltare chi la attraversa ogni giorno”, conclude la coordinatrice nazionale.
L'articolo No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente” proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Oxfam concluiu que as políticas e regulamentações da UE levam à aplicação de critérios desiguais e de caráter colonial em relação aos agrotóxicos altamente perigosos (AAPs). Isso porque tais mecanismos de regulação seguem protegendo parcialmente sua própria população e meio ambiente enquanto permitem que substâncias proibidas continuem sendo produzidas e exportadas para outros países.
“Não é aceitável que a União Europeia proíba determinados agrotóxicos para proteger sua própria população e, ao mesmo tempo, permita que essas mesmas substâncias sejam produzidas e exportadas para outros países”, apontou a diretora da Oxfam Brasil, Viviana Santiago.
Dados do relatório mostram que, em 2024, os Estados-Membros da UE exportaram quase 122 mil toneladas de pesticidas proibidos dentro do bloco, mais do que o dobro do volume exportado em 2018.
Segundo o doccumento, 93 países importam agrotóxicos perigosos da UE, sendo 75% deles de baixa e média renda do Sul Global
A Oxfam alerta que os pesticidas altamente perigosos representam cerca de um terço dos ingredientes ativos utilizados em todo o mundo e são empregados principalmente em países do Sul Global, onde os mecanismos de proteção e regulamentação costumam ser mais frágeis.
“Esse duplo padrão transfere os riscos para trabalhadores rurais, comunidades e territórios do Sul Global, enquanto os benefícios econômicos ficam concentrados em poucas empresas”, acrescentou Viviana Santiago.
A análise aponta que, no Brasil, os AAPs correspondem a 49% de todos os agrotóxicos vendidos, uma proporção muito superior à observada em países da UE, como a Alemanha, onde representam apenas 12% das vendas.
O relatório destaca ainda que seis dos dez pesticidas mais vendidos no Brasil são proibidos na União Europeia, mas continuam sendo pulverizados sobre lavouras e áreas próximas a florestas por tratores, aviões e drones.
“Esse uso intensivo está diretamente ligado ao modelo agrícola baseado em grandes monoculturas voltadas para exportação, como soja, café e cana-de-açúcar, altamente dependentes de agrotóxicos”, apontou a Oxfam, em nota.
Além dos impactos para a saúde humana e o meio ambiente, o relatório mostra como esse sistema beneficia um pequeno grupo de grandes corporações. Segundo os dados analisados, quatro empresas controlam 61% do mercado global de pesticidas e obtiveram cerca de € 2,7 bilhões em receitas (R$ 15,37 bilhões) pela venda de pesticidas altamente perigosos.
A Oxfam avalia que tais números evidenciam a concentração nas mãos das grandes multinacionais agroquímicas do poder econômico e dos lucros gerados por esse comércio de produtos tóxicos. Enquanto isso, os riscos à saúde e ao meio ambiente são transferidos para países do Sul Global.
“É preciso interromper a exportação de agrotóxicos proibidos e avançar em regras que coloquem a saúde, os direitos das pessoas e a proteção ambiental acima dos interesses comerciais”, afirmou Viviana Santiago.
Apesar do cenário em que há amplo uso de agrotóxicos, a Oxfam aponta que a expansão do mercado brasileiro segue acelerada. “Em 2025, o país registrou um novo recorde de aprovações, com 725 novos pesticidas autorizados, um aumento de quase 10% em comparação com o recorde anterior de 663 produtos registrados em 2024”, apontou a entidade.
A Agência Brasil entrou em contato com o Ministério da Agricultura e aguarda posicionamento.
O senador Flávio Bolsonaro (PL), candidato à Presidência da República, almoçou nesta sexta-feira (16) com dirigentes do Grupo Globo, no Rio de Janeiro, poucas horas antes de participar de uma sabatina no Jornal Nacional. O encontro ocorreu na sede da emissora, no Bairro Jardim Botânico, e reuniu o presidente do grupo, João Roberto Marinho, e o vice-presidente de Relações Institucionais, Paulo Tonet.
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Flávio esteve acompanhado do senador Rogério Marinho (PL-RN), coordenador-geral de sua campanha, e de um assessor de imprensa. A reunião foi confirmada pela Globo, que classificou a visita como institucional e informou que não houve participação de integrantes da equipe de Jornalismo.
Em nota, a emissora afirmou que encontros desse tipo fazem parte da rotina dos executivos e que candidatos a cargos eletivos costumam solicitar visitas institucionais. Segundo a Globo, o almoço foi realizado a pedido de Flávio Bolsonaro.
A reunião gerou questionamentos porque ocorreu no mesmo dia da entrevista de Flávio ao Jornal Nacional. O presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), adversário do senador no segundo turno, participou da sabatina na quinta-feira (15), mas não almoçou com a direção da emissora.
Integrantes da campanha petista manifestaram desconforto com a diferença de tratamento. O ministro da Secretaria de Comunicação Social da Presidência, Sidônio Palmeira, questionou a conveniência de receber um dos candidatos para um encontro reservado no dia da entrevista eleitoral.
A Globo argumentou que Lula não solicitou uma visita institucional semelhante. A emissora sustentou que esse tipo de reunião depende de pedidos feitos pelos próprios candidatos.
O almoço desta sexta-feira foi o segundo encontro de Flávio com a cúpula da Globo. A reunião anterior ocorreu antes do início oficial da campanha, durante uma rodada de visitas do senador a grandes veículos de comunicação.
O compromisso antecedeu a sabatina conduzida pela jornalista Renata Lo Prete, prevista para depois do Jornal Nacional. A entrevista integra a programação da emissora para o segundo turno da eleição presidencial, disputado entre Flávio Bolsonaro e Lula.
A Globo também prevê um debate entre os dois candidatos em 23 de outubro, dois dias antes da votação. A participação de Flávio ainda depende da confirmação formal da campanha.
The post Flávio Bolsonaro almoça com cúpula da Globo antes de sabatina no Jornal Nacional appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.
Com a queda, o desmatamento nos dois biomas em um ano chegou às menores extensões das séries históricas. Veja abaixo:
O ministro do Meio Ambiente e Mudança do Clima, João Paulo Capobianco, comemorou os números, que classificou como "um sonho para ambientalistas como ele".
“Quantas vezes não ouvimos essa frase de que é impossível obter o desmatamento zero? Estamos trazendo resultados concretos para os biomas Amazônia e Cerrado”, disse.
Segundo ele, a redução gradativa, ano a ano, pode ser explicada com base em três “pilares essenciais”, que garantem a execução de políticas de combate ao desmatamento.
O ministro descreve que o primeiro pilar é seguir a ciência, respeitando dados e estudos; o segundo é a democracia, trazendo a sociedade para participar dos debates, com conselhos estaduais e municipais; e o terceiro pilar é o pacto federativo, com prefeitos e governadores aderindo ao plano de combate ao desmatamento, não importando o partido ou se são políticos de oposição ou da base do governo federal.
A ministra da Casa Civil, Miriam Belchior, também reforçou a importância da integração entre todos esses fatores.
“Houve uma coordenação ministerial eficaz para contribuir com esse resultado. Houve cooperação com estados e municípios e participação da sociedade. Foi um jogo de ganha-ganha. Todo mundo trabalhou”.
O governo federal acrescenta que, entre as ações que contribuíram para a queda no desmatamento, estão o fortalecimento das operações da Polícia Federal, com quase 8 mil inquéritos instaurados sobre crimes contra o meio ambiente entre 2023 e 2026.
Também foi citado o aumento do investimento no Instituto Chico Mendes de Conservação da Biodiversidade (ICMBio), a criação de 18 novas unidades de conservação e a homologação de 20 terras indígenas.
Na opinião do ministro da Agricultura e Pecuária, André de Paula, o mercado exportador do agronegócio nacional é o maior beneficiário da redução do desmatamento. Ele cita a exigência cada vez maior de vários países e blocos de países de que seus parceiros comerciais promovam uma agricultura sustentável.
André de Paula citou como exemplo a União Europeia, que proíbe a entrada de produtos oriundos de áreas desmatadas.
“Esse é um passaporte para entregar os produtos brasileiros. Sem esses números, seria muito difícil comercializar os produtos brasileiros no mundo”.
Segundo ele, o Brasil superou os Estados Unidos em 2026 e se tornou o maior exportador de alimentos do mundo.

– Italia, la piazza sfida il riarmo di Margherita Furlan
– Avvocatura dello Stato: è guerra mondiale ibrida di Jeff Hoffman
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– USA e UE sempre più distanti di Gionata Chatillard
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A cura di Margherita Furlan
Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman
Editing di Mario Ferdinandi
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L'articolo 🔴GUERRA MONDIALE IBRIDA | 16.10.26 proviene da Casa del Sole TV.
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A cônsul-geral da Guiné-Bissau, embaixadora Josefina Kosta, foi recebida nos Paços do Concelho de Loulé pelo presidente da Câmara Municipal, Telmo Pinto, na passada quarta-feira, no âmbito de uma visita de cortesia que teve como principal objetivo fortalecer as relações bilaterais e o estreitamento dos laços existentes entre o Município e este país africano.
A comitiva diplomática contou ainda com a presença do terceiro secretário da representação consular, Elizé Semedo Monteiro, e de Fernando Carvalho, professor e músico guineense residente no concelho de Loulé há décadas e com um longo percurso de ligação à comunidade radicada no Algarve.
Foram abordados durante o encontro os principais marcos da cooperação entre Loulé e a Guiné-Bissau, com especial destaque para a geminação com a cidade guineense de Bissorã, celebrada em março de 2001, a qual foi “reativada” em 2024.

Um dos reflexos deste intercâmbio cultural (e afetivo) é a existência de um bairro em Bissorã batizado com o nome de “Loulé” .
É também importante referir que um dos pontos altos da agenda desta cooperação é o apoio contínuo à
formação académica de jovens guineenses. Atualmente, destaca-se o percurso de José Sadjo, estudante natural de Bissorã que frequenta a licenciatura em Ciências Biomédicas na Universidade do Algarve. O percurso do jovem, financiado ao abrigo do protocolo assinado com a autarquia louletana, teve início no ano letivo 2025/2026, somando desde então um excelente aproveitamento académico.
O encontro de trabalho serviu também para analisar os termos do protocolo que define as áreas prioritárias de cooperação mútua, as quais incluem a formação no domínio das ciências científico-pedagógicas e da saúde – como ciências biomédicas, enfermagem, fisioterapia e nutrição -, a assessoria técnica à Câmara Municipal de Bissorã e o desenvolvimento de estudos de apoio àquela região.
Com esta receção, o Município de Loulé e o Consulado-Geral da Guiné-Bissau reafirmam o compromisso comum de revitalizar e dar continuidade aos projetos de solidariedade, cultura, educação e capacitação técnica que unem os dois territórios.
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A Associação Dinamika realizou, em Vilamoura, no dia 16 de outubro de 2026, a 4.ª edição do ‘Surf 4 All’, uma iniciativa dedicada à inclusão através do surf, que reuniu 24 participantes e 20 voluntários num dia marcado pelo sol, boas ondas e, acima de tudo, muitos sorrisos únicos e momentos inesquecíveis.
O evento proporcionou batismos de surf adaptado a participantes da Associação EXISTIR, de Loulé, e da Associação ACASO, de Olhão, que tiveram a oportunidade de sentir a emoção de deslizar sobre as ondas, com o apoio dedicado dos voluntários e o recurso às pranchas adaptadas da marca portuguesa FLOWT.
Mais do que uma experiência desportiva, cada entrada no mar representou um momento de superação, alegria e liberdade. Os sorrisos genuínos dos participantes reforçaram aquilo em que a Dinamika acredita: o mar é um espaço de todos e para todos, onde as diferenças dão lugar às oportunidades.

O principal objetivo do “Surf 4 All” continua a ser proporcionar experiências seguras, inclusivas e significativas de contacto com o mar, promovendo a autoconfiança, a autonomia, o bem-estar físico e emocional e a inclusão social através do desporto.
Esta 4.ª edição contou com o apoio fundamental da Câmara Municipal de Loulé, da Junta de Freguesia de Quarteira, do Conrad Algarve, responsável pela oferta do lanche aos participantes e voluntários, e do Patacas Bar, cujo contributo ajudou a tornar possível mais um dia especial.
O “Surf 4 All” continua a afirmar-se como um projeto comunitário que valoriza a saúde nas suas diferentes dimensões — física, psicológica e social — e demonstra o impacto positivo que o desporto, o contacto com a natureza e o envolvimento da comunidade podem ter na vida de cada pessoa.

A Associação Dinamika deixa um agradecimento especial aos 20 voluntários, cuja dedicação, energia e espírito de entreajuda foram essenciais para o sucesso da iniciativa, bem como a todos os parceiros, instituições e participantes que fizeram desta edição mais um momento de verdadeira inclusão e partilha.
Porque, no final, não são apenas as ondas que ficam na memória, mas os sorrisos, as conquistas e a felicidade de quem viveu esta experiência. O mar é para todos — e juntos continuaremos a prová-lo!


A distinção será entregue em fevereiro, durante os Actor Awards, e reconhece não só o legado artístico de uma das figuras mais emblemáticas de Hollywood, mas também o contributo para a sociedade.

O grupo de teatro do Polo de Educação ao Longo da Vida de Pêra sobe ao palco no próximo sábado,
O conteúdo Novo ciclo de teatro sénior arranca a 17 de outubro com atuação do grupo de teatro sénior de Pêra aparece primeiro em Algarve 7.
A Biblioteca Municipal de Loulé e o seu polo de Quarteira recebem, no próximo sábado, dia 17, um conjunto de
O conteúdo Biblioteca Municipal de Loulé promove um sábado cheio de música, criatividade e histórias em família aparece primeiro em Algarve 7.

Da herança têxtil da Covilhã à criação de esculturas tridimensionais, Ana Rita Arruda transforma fibras de lã em peças que desafiam os limites do artesanato e da arte contemporânea. Depois de uma carreira na tradução, encontrou na feltragem a sua verdadeira vocação, dedicando-se à exploração das formas orgânicas, à experimentação artística e à formação de novas gerações.
A ligação de Ana Rita Arruda aos têxteis nasceu entre memórias familiares, tradições artesanais e o fascínio pelas cores e texturas dos tecidos. Natural da Covilhã, cidade profundamente marcada pela indústria têxtil, cresceu num ambiente onde o saber-fazer manual ocupava um lugar especial. A avó materna, professora de trabalhos manuais no antigo liceu de meninas da cidade, dominava técnicas como o bordado, o croché, o tricô e a costura, transmitindo-lhe, desde cedo, a proximidade com este universo criativo. Em criança, Ana Rita sonhava ser estilista. Fascinava-a a diversidade de tecidos e a possibilidade de transformar materiais em peças únicas. O percurso profissional, porém, começou longe das artes têxteis. Formou-se em Línguas e trabalhou durante vários anos como tradutora e intérprete de neerlandês, alemão e inglês, sem nunca abandonar por completo o interesse pelos trabalhos manuais. A mudança decisiva surgiu através do encontro com uma artista têxtil neerlandesa que, ao conhecer os trabalhos que Ana Rita desenvolvia nos tempos livres, reconheceu o seu potencial e a convidou a aprender uma nova técnica de feltragem. A experiência revelou-se determinante: em apenas três anos, deixou a tradução para se dedicar a tempo inteiro à criação artística. Hoje, a feltragem é a base de um trabalho que transforma fibras de lã soltas em esculturas sólidas e formas tridimensionais.
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Sem necessidade de tecnologia complexa, o processo depende sobretudo das mãos, da água, do sabão e de um trabalho físico persistente. Através da fricção, as fibras entrelaçam-se e compactam-se, dando origem a materiais resistentes e a formas surpreendentes. Trata-se de uma técnica ancestral, preservada em diferentes tradições artesanais, nomeadamente na Mongólia, em Marrocos e na Turquia, que Ana Rita reinventa através de uma linguagem artística contemporânea. No seu ateliê, no Porto, encontra o espaço ideal para experimentar materiais, desenvolver ideias e explorar novas possibilidades. As suas criações inspiram-se frequentemente nas estruturas e formas da natureza: intestinos, ondas de água, moluscos e líquenes são algumas das referências que alimentam o seu imaginário. O resultado são peças de forte expressão orgânica, onde o contraste entre materiais, texturas e acabamentos assume um papel central.
A lã, de aparência baça e suave, pode combinar-se com superfícies brilhantes ou elementos de maior rigidez, criando esculturas que oscilam entre o acolhedor e o inquietante, o familiar e o misterioso. Algumas parecem quase vivas, evocando formas animais ou organismos que poderiam existir num universo desconhecido. Por detrás da aparente delicadeza destas obras está um processo exigente, que requer tempo, experimentação e capacidade de superar obstáculos. Para Ana Rita, criar implica investigar, inventar e aceitar que o erro faz parte do caminho até à concretização de uma peça.
Os desafios variam consoante a dimensão e a complexidade do trabalho. Se as peças mais pequenas exigem precisão e atenção ao detalhe, as esculturas de grandes dimensões colocam dificuldades físicas consideráveis. Quando molhada, a lã pode tornar-se extremamente pesada, chegando uma única peça a atingir os 15 quilos. Dobrar, movimentar e organizar o material exige, por isso, técnicas específicas e, em determinados projetos, a colaboração de assistentes.
Entre os trabalhos que marcaram o seu percurso está O Caos e a Diva, criado para o New Hand Lab, na Covilhã. Instalado numa antiga fábrica, este espaço conjuga património industrial têxtil, criação artística e colaboração entre profissionais. A obra de Ana Rita explora o conceito matemático do caos através de uma forma entrelaçada que evoca uma borboleta, cruzando a feltragem tradicional com o tufting, técnica que permite inserir fios numa superfície com recurso a ferramentas específicas. A criação artística não esgota a atividade de Ana Rita Arruda.
A formação e a partilha de conhecimento ocupam também um lugar importante no seu percurso. Ao longo dos anos, colaborou com instituições como a Escola Secundária Soares dos Reis e a Escola Secundária António Arroio, contribuindo para aproximar os estudantes das possibilidades expressivas das artes têxteis. Quando começou a trabalhar com feltragem, a oferta formativa nesta área em Portugal era praticamente inexistente. Perante essa realidade, assumiu o compromisso de divulgar a técnica, promover a aprendizagem e contribuir para a criação de uma comunidade em torno desta prática artística, levando-a a escolas e universidades. O seu trabalho demonstra que as técnicas tradicionais não têm de permanecer confinadas ao passado. Pelo contrário, podem constituir um ponto de partida para novas linguagens, cruzamentos disciplinares e formas de expressão. O futuro de Ana Rita Arruda passa pela participação em exposições, novos projetos e residências artísticas, incluindo uma experiência prevista na Estónia. Entre as áreas que pretende continuar a explorar está a ligação entre o têxtil e a tecnologia, nomeadamente através da soft robotics, ou robótica suave, procurando novas possibilidades de integração com a feltragem. Entre formações, encomendas personalizadas para arquitetos e colaborações multidisciplinares, a artista continua a alargar os horizontes de uma matéria-prima tão antiga quanto versátil. Na sua obra, a lã deixa de ser apenas um material associado à tradição para assumir novas formas, volumes e significados. O percurso de Ana Rita Arruda mostra como a memória artesanal pode alimentar a inovação e como, através da experimentação e da persistência, uma fibra natural se pode transformar numa expressão singular da arte contemporânea.
Paulo Perdiz/MS

Há coisas que não se aprendem na escola. A classe, por exemplo. Não estou a falar daquela classe que vem no boletim de notas, nem da classe económica do avião, embora esta última já tenha pouca coisa de classe e muito de económica. Falo da outra. Da classe de saber estar, saber vestir, saber comer, saber trabalhar, saber respeitar e, sobretudo, saber viver em comunidade. E, meus amigos, essa classe anda pelas ruas em vias de extinção.
Comecemos pela roupa, que é um assunto delicado. Não porque cada um não tenha o direito de vestir o que quiser, que tem, e muito bem. Mas há uma diferença entre vestir aquilo de que gostamos e vestir aquilo que calhou estar mais à mão. Há também uma coisa chamada ocasião. Parece simples, mas pelos vistos já exige formação. Uma noite de marchas não é uma gala do fado. Uma gala do fado não é o jantar dos chicharros. E o jantar dos chicharros, por muito importante que seja — e sabemos que é — também não é propriamente a cerimónia de entrega dos Óscares. Cada momento tem o seu ambiente, a sua roupa, o seu bocadinho de bom senso. Não é preciso ir buscar um alfaiate a Paris para aparecer bem vestido, mas também não é necessário aparecer numa gala do fado com o mesmo entusiasmo têxtil com que se vai comprar pão ao domingo de manhã. Roupa cara não dá classe. Se desse, bastava comprar a etiqueta. Classe é saber o que vestir, quando e como.
Depois temos a classe à mesa. Ah, a mesa… Essa grande prova de carácter. Basta haver um almoço ou jantar comunitário e lá aparece o arquiteto do prato. A pessoa chega ao buffet e começa a construir uma obra que desafia as leis da gravidade: arroz, massa, batatas, carne, salada, sobremesa, mais um bocadinho de tudo porque “é só para provar”. O prato fica tão cheio que já não é um prato, é um condomínio. E depois, com toda a serenidade, olha para a travessa e pergunta: “Ainda há mais?”. Classe é perceber isso. É não encher o prato como se amanhã fechassem os supermercados. É servir o que se vai comer, voltar depois se ainda houver e, sobretudo, lembrar que há outras pessoas à mesa. Porque comunidade também é isto: não sermos sempre nós primeiro.
E depois há a classe na profissão, que é outra espécie em vias de extinção. Sobretudo quando aparecem câmaras, fotógrafos, entrevistas e aquela maravilhosa oportunidade de mostrar ao mundo que também estávamos lá. Parece que, mal aparece uma máquina fotográfica, desenvolve-se em algumas pessoas uma espécie de atração magnética pelo enquadramento. Há uma câmara? Lá vai alguém passar à frente. Há um fotógrafo agachado a tentar conseguir uma imagem? É precisamente por ali que alguém decide atravessar. Há uma entrevista a decorrer? É o momento perfeito para passar mesmo atrás do entrevistado, de preferência devagar, para garantir que fica bem registado. Meus amigos, não é preciso. Todos conseguimos o melhor plano. Acreditem. Não precisamos de estragar a fotografia ou a imagem do colega para conseguirmos a nossa. Há espaço para todos, há trabalho para todos e, no fim, todos queremos a melhor imagem. E às vezes, claro, acontece. Estamos longe em pensamentos, distraídos, preocupados com outra coisa, a tentar resolver cinco problemas ao mesmo tempo e, quando damos por nós, já atravessámos a frente da câmara de alguém. Acontece. E sabem o que se faz? “Desculpa.” E segue-se a vida. Pedimos desculpa. Simples. É uma palavra pequenina, mas tem uma classe enorme.
Aliás, talvez o problema seja mesmo esse: perdemos o hábito das palavras simples. Obrigado. Desculpa. Com licença. Faça favor. Não é preciso muito mais para uma comunidade funcionar melhor. Mas hoje parece que até pedir licença é uma afronta. Há pessoas que entram numa fila como se tivessem comprado prioridade vitalícia. Chegam depois de toda a gente, olham para a fila, fazem uma cara de quem acabou de descobrir uma injustiça histórica e começam lentamente a aproximar-se da frente. E ninguém sabe exatamente como aconteceu, mas cinco minutos depois já estão três pessoas atrás de quem estava primeiro. Na estrada é igual. O pisca parece ter-se tornado um acessório opcional. Dar passagem é visto como um ato de generosidade extraordinária. E agradecer quando alguém nos deixa passar? Isso então já é quase diplomacia internacional.
Também nas redes sociais a classe anda desaparecida. Toda a gente tem opinião sobre tudo, o que é perfeitamente legítimo. O problema é que agora parece obrigatório insultar quem discorda. Antigamente dizia-se: “Não concordo consigo.” Hoje, antes de chegarmos à parte do “não concordo”, já fomos informados sobre a nossa inteligência, a nossa família, a nossa profissão e, se houver tempo, até sobre os nossos antepassados. Discordar não é faltar ao respeito. Faltar ao respeito é achar que só podemos ter razão se o outro for tratado como um idiota.
E depois há aquela necessidade permanente de competir. “Eu fiz.” “Eu fiz melhor.” “Eu tenho.” “Eu tenho mais.” “Eu conheço.” “Eu conheço melhor.” “Eu estive lá.” “Eu estive lá três vezes.” Há pessoas que não conversam, fazem classificações. Até o jantar dos chicharros pode transformar-se numa competição internacional de quem conhece mais gente, quem tem a melhor mesa, quem tirou a melhor fotografia e quem conseguiu chegar mais perto da banda. E, no meio disto tudo, esquecemo-nos de uma coisa muito simples: ninguém está a entregar medalhas. Embora muitos só queiram andar de medalhinha no peito. Classe é também perceber que o outro tem falhas, aceitar as suas imperfeições e compreender que ninguém é perfeito. É saber respeitar, sem julgar, e ter empatia mesmo quando não concordamos. A classe não está no carro que conduzimos, na roupa que vestimos, no dinheiro que temos ou no tamanho da casa. Está na maneira como tratamos os outros. Está em saber esperar. Está em saber ouvir. Está em não interromper. Está em deixar comida para quem vem atrás. Está em perceber que há ocasiões diferentes e que não precisamos de aparecer sempre vestidos como se tivéssemos acabado de sair de uma sessão. Está em respeitar os outros e a forma de ser dos outros. Talvez a maior classe de todas seja perceber que não somos mais importantes do que os outros. Que o nosso trabalho vale, mas o trabalho dos outros também. Que a nossa fotografia é importante, mas a fotografia do colega também. Que queremos comer, mas os outros também. Que gostamos de estar bem vestidos, mas não precisamos de transformar cada jantar numa passadeira vermelha. Que podemos ter opinião sem precisar de esmagar a opinião alheia.
Classe não custa dinheiro. Não se compra numa loja, não vem numa marca e não se mede pelo tamanho da carteira. Vem de casa, aprende-se com os outros e demonstra-se nos pequenos gestos: num “bom dia”, num “obrigado”, num “desculpa” e no respeito por quem nos rodeia. Classe é saber estar, saber trajar e respeitar os trajes do nosso folclore. É não falar nem bater com os talheres no prato enquanto alguém discursa. É não passar à frente da câmara dos outros para conseguir a melhor fotografia. Classe é também saber organizar festas comunitárias sem amontoar tudo. Às vezes, mais simples é mais bonito, mais elegante e mais barato. Menos excessos, mais bom gosto. No fundo, todos podemos comer, vestir bem e aparecer na fotografia. Mas nem todos percebemos que a verdadeira classe está na atitude, no respeito e na educação.
E já agora: menos com menos dá mais. Menos vaidade, menos exagero e menos exibicionismo dão mais classe, mais respeito e uma comunidade onde dá gosto estar. Ainda!. Sejam felizes.
Romulo Ávila/MS

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Bragança quer afirmar-se como referência na produção e valorização dos cereais e vai candidatar-se a Cidade Europeia do Cereal em 2027. O anúncio foi feito esta sexta-feira, Dia Mundial do Pão, com a autarquia a querer dar visibilidade à tradição cerealista de Trás-os-Montes e ao trabalho desenvolvido por agricultores, empresas e investigadores.
“É importante dar visibilidade a tantos trabalhos que são feitos na área dos cereais, de inovação, de recuperação de espécies, e de valorização do trabalho também dos nossos empresários, agricultores e investigadores nesse domínio“, assinala a presidente da Câmara Municipal de Bragança, Isabel Ferreira. A autarca destaca, por isso, a importância dos cereais e do pão para a identidade e a economia da região.
A candidatura será apresentada à Rede de Cidades do Cereal (REDCCER), entidade responsável pela atribuição anual do título, que distingue projetos dedicados à cultura cerealista. A Câmara de Bragança chama a participar na candidatura a Universidade Politécnica de Bragança, através dos centros de investigação CIMO e SusTEC, o MORE CoLAB, produtores agrícolas, padarias, empresas, restaurantes, escolas e associações locais.
No âmbito da candidatura, a autarquia tem programadas diversas atividades, que vão desde a criação de um “Pavilhão Vivo do Cereal”, integrado na Feira de Agricultura, onde os visitantes poderão acompanhar as várias fases do processo do fabrico, desde as sementes e variedades de cereais até à moagem, panificação e utilização na gastronomia.
É importante dar visibilidade a tantos trabalhos que são feitos na área dos cereais, de inovação, de recuperação de espécies, e de valorização do trabalho também dos nossos empresários, agricultores e investigadores nesse domínio.
O município tenciona ainda criar a “Rota do Cereal e do Pão”, que ligará padarias, moinhos, produtores, restaurantes e espaços patrimoniais, além da iniciativa “Doze Meses, Doze Sabores”, que desafiará estabelecimentos de restauração, padarias e pastelarias a apresentar mensalmente criações à base de cereais.
Será ainda lançado o desafio “Bragança Cereal Lab” a estudantes, investigadores e empresas para desenvolverem novos produtos alimentares e soluções relacionadas com os cereais e os seus subprodutos.
Está prevista também a recolha de memórias e testemunhos relacionados com a atividade cerealista, a celebração do “Dia Mundial do Cereal”, a 7 de março, e a realização do Festival “Bragança, Pão e Futuro”, no outono.