Normal view
- teleSUR Español
- Papa León XIV mantiene buena recuperación tras su operación según nuevo parte médico
- Il Fatto Quotidiano
- “Ologramma super realistico, ballerini dal vivo e spettacolari effetti laser”: a Roma arriva a dicembre un concerto per omaggiare Raffaella Carrà
“Ologramma super realistico, ballerini dal vivo e spettacolari effetti laser”: a Roma arriva a dicembre un concerto per omaggiare Raffaella Carrà
A distanza di più di cinque anni dalla sua morte, in una serata evento si ballerà ancora con la musica che Raffaella Carrà ha regalato al suo pubblico. Lunedì 28 dicembre, all’Atlantico di Roma, si terrà uno speciale concerto che avrà come protagonista un ologramma della cantante. Gli organizzatori assicurano che sarà “un ologramma super realistico”, che però non rappresenterà il solo elemento di attrativa della serata.
Sul palco dell’Atlantico, situato nel quartiere dell’EUR, si esibiranno anche dei ballerini e l’atmosfera sarà resa ancora più coinvolgente dagli “spettacolari effetti laser 3D” che saranno presenti. Per la serata, che si annuncia essere un evento molto invitante per i fan di Raffaella Carrà, che potranno ricantare a squarciagola tutti i suoi più grandi successi, i posti disponibili non sono tantissimi e per questo l’organizzazione ha reso possibile l’accesso a una vendita prioritaria dei biglietti per chi lasciasse sul sito ufficiale dell’evento il proprio indirizzo mail.
La vendita al pubblico dei biglietti per questo evento parte giovedì 15 ottobre, alle ore 10:00. La serata dal titolo “The Show Must Go On” è prodotta da Laserman Industries e vede anche il contributo di RTL 102.5. Non è la prima forma di spettacolo con il quale si tenta di omaggiare la carriera di Raffaella Carrà.
Anche in Italia, nel corso della scorsa primavera, era arrivato il musical spagnolo “Raffaella – Il musical”, scritto e diretto da Luciano Cannito, per ricordare e omaggiare la vita e la carriera della grande star nata a Bologna.
L'articolo “Ologramma super realistico, ballerini dal vivo e spettacolari effetti laser”: a Roma arriva a dicembre un concerto per omaggiare Raffaella Carrà proviene da Il Fatto Quotidiano.
- Il Fatto Quotidiano
- Maria Elena Boschi con il nuovo fidanzato Roberto Vaccarella sul red carpet della Festa del Cinema di Roma: è la prima uscita ufficiale dopo quasi un anno dall’inizio della loro relazione
Maria Elena Boschi con il nuovo fidanzato Roberto Vaccarella sul red carpet della Festa del Cinema di Roma: è la prima uscita ufficiale dopo quasi un anno dall’inizio della loro relazione
Primo red carpet di coppia per Maria Elena Boschi e Roberto Vaccarella, il nuovo fidanzato della deputata di Italia Viva. L’occasione l’ha offerta la Festa del Cinema di Roma, inaugurata per la sua ventunesima edizione nella serata di martedì 13 ottobre. La parlamentare nel 2024 aveva sfilato sullo stesso tappeto rosso accompagnata dall’allora fidanzato Giulio Berruti, con il quale l’ex ministra ha avuto una relazione durata circa cinque anni.
Più di un anno fa, però, la loro storia d’amore è terminata, come aveva avuto modo di confermare la stessa Boschi alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”: “È vero, anche se in questi casi fa molto fico e molto corretto dire ‘no comment’. Come sto? Come sempre dopo la fine di una storia così importante penso che ci sia un dispiacere profondo per tutti“.
In quell’occasione, però, alla deputata di Italia Viva era stato anche chiesto se avesse già trovato un nuovo fidanzato, dal momento che su Dagospia erano uscite le prime indiscrezioni circa una sua frequentazione con Roberto Vaccarella, fratello di Elena Vaccarella, avvocata come lui e compagna di Giovanni Malagò.
“No comment” aveva detto Boschi, che poi negli scorsi mesi è stata immortalata più volte dai paparazzi con il nuovo fidanzato. Alla Festa del Cinema di Roma la coppia Boschi-Vaccarella ha avuto così l’opportunità di ufficializzare tra i flash dei fotografi presenti la loro relazione, che è iniziata ormai un anno fa, poco dopo fine della storia tra la parlamentare e l’attore Giulio Berruti, ora fidanzato a sua volta con Michelle Hunziker.
L'articolo Maria Elena Boschi con il nuovo fidanzato Roberto Vaccarella sul red carpet della Festa del Cinema di Roma: è la prima uscita ufficiale dopo quasi un anno dall’inizio della loro relazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
- Il Fatto Quotidiano
- Tensione Mourinho-Gasperini: “I giocatori della Roma erano morti”. “Ma se li abbiamo surclassati in tutto”
Tensione Mourinho-Gasperini: “I giocatori della Roma erano morti”. “Ma se li abbiamo surclassati in tutto”
Una clamorosa rimonta del Real Madrid vale per i blancos il successo all’Olimpico, dopo essersi trovati sotto per 3-1. E proprio la dinamica del match – terminato 3-4 – diventa motivo di tensione nel post partita tra i due allenatori, José Mourinho e Gianpiero Gasperini. Il tecnico portoghese ha ammesso la superiorità dei giallorossi nel primo tempo, ma ha sentenziato: “Sul 3-1, per tutti la partita era morta, ma quelli che erano morti erano i giocatori della Roma“. Secca e piccata la replica di Gasp: “Mourinho dice che eravamo stanchi? Se qualcuno non ne poteva più erano loro. Potevamo fare tanti altri gol, sono stati surclassati in tutto”.
La cronaca del match parla di una Roma meritatamente in vantaggio al 20esimo con una botta da fuori di De Roon. Il pareggio del Real 5 minuti più tardi è un fulmine a ciel sereno: un tiro da fuori di Mbappè deviato da Mancini beffa Gollini. Nella ripresa però i giallorossi capitalizzando una migliore gestione della gara: Malen scatenato segna una doppietta, al 57esimo la Roma è avanti 3 a 1. Nel finale il Real si trasforma anche grazie ai cambi di Mourinho. Succede tutto in sette minuti con tre disattenzioni su calcio d’angolo: all’83′ Espi accorcia le distanze su una ribattuta, mentre all’85 Endrik batte a rete, ancora sugli sviluppi di un corner. Al 90′ il gol dell’ex di Rüdiger ancora da calcio d’angolo.
Mourinho commenta la pazzesca rimonta così: “Una prima parte in cui la Roma è stata superiore sotto tutti gli aspetti, tutti. E poi venti minuti in cui è stato impossibile fermare il Real. Due fasi completamente distinte. Loro ci hanno sorpreso all’inizio con Soulé sulla fascia, una soluzione che ci ha messo in difficoltà. Nel secondo tempo, quando eravamo più organizzati per affrontare questa situazione, abbiamo preso un secondo gol ridicolo, che non si può prendere a questo livello”. Poi la frase che ha fatto arrabbiare Gasperini. Secondo Mou, i giocatori della Roma erano “morti” perché “è molto difficile mantenere quella intensità“. Dopo i cambi, conclude il portoghese, “sono stati loro a non avere più la capacità tattica e fisica di reagire“.
Gasperini dissente totalmente con l’analisi del collega e risponde duramente e aggiunge: “Poi per carità i loro gol da calcio d’angolo valgono, ma il Real non è stato certo alla nostra altezza”. Secondo il tecnico non c’erano difficoltà fisiche: “Non stavamo soffrendo, invece nel finale ci siamo come paralizzati“. E ancora: “Sui calci d’angolo del Real siamo stati passivi. Abbiamo perso una gara che avevamo condotto in maniera notevole. Ora dobbiamo analizzare psicologicamente e mentalmente“. Secondo Gasperini, insomma, si è trattato soprattutto di un calo di tensione o di una certa paura quando il traguardo era ormai vicino: “Le partite vanno portate in fondo anche se hai un doppio vantaggio”, sottolinea il tecnico.
L'articolo Tensione Mourinho-Gasperini: “I giocatori della Roma erano morti”. “Ma se li abbiamo surclassati in tutto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Roma, al Festival del Cinema Segan e Turturro presentano un’ode a New York
Papa Leão 14 retira nódulo no pulmão “com sucesso”, diz Vaticano
O papa Leão 14 passou por uma cirurgia nesta terça-feira (13), no Hospital Agostino Gemelli, em Roma, para a retirada de um nódulo no pulmão. Segundo comunicado do Vaticano, o procedimento foi concluído conforme o previsto, e o pontífice já havia retornado ao quarto no início da noite, pelo horário italiano.
“A intervenção foi concluída positivamente, no tempo e no modo previstos, e o Santo Padre já voltou para o quarto”, informou a Santa Sé em nota divulgada pouco antes das 20h locais, 15h em Brasília.
A operação ocorreu no fim da tarde, sob a coordenação do médico Stefano Margaritora, diretor de cirurgia torácica do hospital. A previsão é que Leão 14 permaneça internado por aproximadamente sete dias. Os compromissos oficiais do pontífice foram suspensos até 20 de outubro.
O próprio papa anunciou que passaria pela cirurgia durante a oração do Angelus, no domingo (11), diante dos fiéis reunidos na Praça de São Pedro. Ele explicou que o nódulo foi identificado durante exames médicos recentes.
“Recentemente, durante alguns exames, os médicos encontraram um nódulo circunscrito ao pulmão, identificado em uma fase muito inicial e bem localizado”, declarou.
Posteriormente, o Vaticano esclareceu que os exames eram de rotina e que o pontífice não apresentava sintomas. Até o momento, não foram divulgadas informações sobre a natureza do nódulo, se benigno ou maligno, nem sobre a realização de uma eventual biópsia.
Internação suspende compromissos do papa
Leão 14 chegou ao hospital pouco depois das 13h, no horário local. Na entrada, foi recebido por integrantes da direção da instituição e acenou para curiosos, fiéis e pacientes que aguardavam sua chegada.
O pontífice ficará no décimo andar do hospital. Ele não ocupará a suíte tradicionalmente reservada aos papas, que passa por reformas.
Apesar da internação, Leão 14 continua à frente da Igreja Católica. A viagem à América do Sul, prevista para ocorrer entre 6 e 17 de novembro, permanece confirmada na agenda do Vaticano.
Antes de ser hospitalizado, o papa assinou duas nomeações. Uma delas envolve o bispo brasileiro Francisco Cota de Oliveira, que deixará a Diocese de Sete Lagoas para assumir a Diocese de Itabira-Fabriciano, ambas em Minas Gerais.
Secretário de Estado manifesta preocupação
O secretário de Estado da Santa Sé, cardeal Pietro Parolin, afirmou ter conversado com o papa na tarde de segunda-feira (12). Ao comentar a cirurgia, disse estar preocupado com a situação, mas destacou a serenidade demonstrada por Leão 14.
“Estou preocupado porque não esperava algo do tipo”, declarou Parolin. O cardeal também manifestou esperança de que o problema seja resolvido em breve, conforme a avaliação inicial apresentada pelo próprio pontífice.
Aos 71 anos, Leão 14 não tinha problemas de saúde conhecidos divulgados publicamente. Ele foi eleito papa em maio de 2025, após a morte de Francisco.
Gemelli já recebeu outros dois papas
O Hospital Agostino Gemelli também recebeu os antecessores de Leão 14. João Paulo 2º foi o primeiro pontífice a passar por tratamento na instituição, em 1981, após sobreviver a um atentado na Praça de São Pedro.
O papa polonês voltou ao hospital em outras nove ocasiões até sua morte, em 2005, aos 84 anos. Ao longo dos anos, enfrentou problemas respiratórios, cardiológicos e a doença de Parkinson. Uma estátua de mármore em sua homenagem foi instalada na entrada do hospital em 2009.
Francisco também passou por duas cirurgias no Gemelli. Em 2021, foi submetido a uma intervenção programada no cólon para tratar uma diverticulite. Dois anos depois, passou por uma operação para retirada de uma hérnia abdominal relacionada a uma cirurgia anterior.
Em abril de 2025, semanas antes de morrer, aos 88 anos, o pontífice argentino ficou internado por quase 40 dias para tratar uma pneumonia bilateral. Ele morreu no Vaticano após sofrer um acidente vascular cerebral (AVC), seguido de insuficiência cardíaca.
The post Papa Leão 14 retira nódulo no pulmão “com sucesso”, diz Vaticano appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.
Percevejos cancelam voo da Qantas entre Roma e Perth

© JEREMY NG/EPA
13h. Raimundo acusa Passos Coelho de querer voltar a 2015

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Los romanos excavaron el túnel más largo hasta el siglo XIX: 30.000 hombres, 11 años y una batalla naval con 19.000 condenados organizada por Claudio
Los romanos excavaron el túnel más largo hasta el siglo XIX: 30.000 hombres, 11 años y una batalla naval con 19.000 condenados organizada por Claudio

O dia em que Hitler e Mussolini se tornaram amigos

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Frescos romanos del siglo I a.C. aparecen junto al lugar donde votaban los griegos de Agrigento
Frescos romanos del siglo I a.C. aparecen junto al lugar donde votaban los griegos de Agrigento

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Descubren en Aquinum un cipo con la imagen del sacrificio más solemne de Roma, un altar dedicado por un seviro augustal y un rayo enterrado
Descubren en Aquinum un cipo con la imagen del sacrificio más solemne de Roma, un altar dedicado por un seviro augustal y un rayo enterrado

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Encuentran en la antigua Segisamo una cocina de hace dos mil años y descubren que los romanos también improvisaban con lo que tenían a mano
Encuentran en la antigua Segisamo una cocina de hace dos mil años y descubren que los romanos también improvisaban con lo que tenían a mano

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- El día que asesinaron a Julio César media ciudad estaba borracha porque era la fiesta de una oscura divinidad romana: ¿quién era Anna Perenna?
El día que asesinaron a Julio César media ciudad estaba borracha porque era la fiesta de una oscura divinidad romana: ¿quién era Anna Perenna?

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- El pigmento de los faraones que un romano escondió dentro del yeso de su villa: un hallazgo cambia lo que sabíamos del comercio del azul en la Antigüedad
El pigmento de los faraones que un romano escondió dentro del yeso de su villa: un hallazgo cambia lo que sabíamos del comercio del azul en la Antigüedad

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Los romanos enterraban los rayos como si fueran cadáveres sagrados dedicados al desconocido dios Sumano: lo confirma un hallazgo en la villa de Adriano
Los romanos enterraban los rayos como si fueran cadáveres sagrados dedicados al desconocido dios Sumano: lo confirma un hallazgo en la villa de Adriano

- EU Reporter
- 'Fascism begins with words, stereotypes, indifference', says European Roma Institute for Arts and Culture
'Fascism begins with words, stereotypes, indifference', says European Roma Institute for Arts and Culture
Minorities say they fear a rise in anti-Roma rhetoric following predictions of Germany’s AfD surge in Sunday’s Saxony-Anhalt election.
As Germany heads into a closely watched state election in Saxony-Anhalt this Sunday, 6 September, with the AfD polling above 40% and potentially within reach of an outright majority, right groups say they are “growing concerns over what its increasing electoral strength means for minorities and Germany’s and the EU’s democratic norms and values.”
Anna Mirga-Kruszelnicka, Executive Director of the Berlin-based European Roma Institute for Arts and Culture, looks ahead to the election.
She told this site: “For Roma and Sinti communities in particular, the election comes against a backdrop of increasingly visible anti-Roma racism.”
The Central Council of German Sinti and Roma described the situation “as a cynical example of a far-right party once again targeting Sinti and Roma.”
The incident, says the institute, comes amid "growing evidence of antigypsyism in Germany."
The Institute says that MIA, the country’s reporting and information centre documenting anti-Roma racism, reportedly recorded 1,193 cases of stereotyping and disparaging remarks targeting Roma and Sinti in 2025, as well as 55 physical attacks, up from the previous year, and eight cases of extreme violence.
The institute says Roma experts warn of a changing political landscape in Germany and the growing strength of the far right.
They note that “the normalisation of nationalist, racist and anti-minority rhetoric is reshaping political discourse, including the increasing use of anti-Roma stereotypes.”
Mirga-Kruszelnicka said: “Over 80 years since more than 4,300 Roma and Sinti were murdered during the liquidation of the “Zigeunerlager” at the Auschwitz-Birkenau concentration camp, a far-right party that openly stigmatises and singles out Roma citizens is yet again on the rise in Germany. In April 2026, AfD politician Enxhi Seli-Zacharias led party colleagues through a German city, handing brooms to residents she took to be Sinti and Roma and filming them as they swept the pavement, telling one woman: “Germans have had enough—look what this looks like.”
As the EU prepares its next €2 trillion budget, the institute says experts are also questioning whether Roma communities are "being adequately accounted" for in how European funding is tracked and measured with”, says the insititute, “antigypsyism not mentioned once in the Performance Framework Regulation".
“Fascism is never simply a chapter in history books. It begins with words, stereotypes, indifference and the gradual erosion of democratic values. Honouring those who were murdered is not enough. We must also recognise how quickly democratic societies can unravel when prejudice, dehumanisation and political extremism become accepted as ordinary," concluded Mirga-Kruszelnicka.
Domiziano II: l’imperatore romano restituito alla storia da due monete
di Matteo Forlani
Per oltre diciassette secoli il suo nome rimase sepolto in un campo dell’Oxfordshire. A riportarlo alla luce, nell’aprile del 2003, fu il segnale di un metal detector.
Brian Malin stava esplorando un terreno nei pressi di Chalgrove, a meno di sedici chilometri da Oxford, quando lo strumento reagì a qualcosa nascosto fra trenta e sessanta centimetri di profondità. Per lui non era un luogo qualunque: nel 1989, appena trenta metri più in là, insieme al fratello Ian aveva già trovato 4.145 monete romane chiuse in due vasi.
Il nuovo recipiente, modellato in una ceramica grigia di produzione locale, sembrava la continuazione di quella scoperta. I due depositi avevano dimensioni e composizione simili; entrambi terminavano con emissioni di Probo del 278-279. Jérôme Mairat ha proposto che appartenessero alla stessa persona, forse qualcuno che aveva preferito dividere i propri risparmi in nascondigli separati. Non possiamo sapere chi fosse né perché non tornò a recuperarli. Resta però difficile considerare casuale la presenza di due fortune quasi gemelle nello stesso campo.
Dentro il secondo vaso c’erano 4.957 monete coniate fra il 251 e il 279. Erano quasi tutte monete radiate di lega povera, rese più brillanti da un velo d’argento ormai in gran parte scomparso. Sette su dieci provenivano dall’Impero delle Gallie; le altre dalle officine controllate dagli imperatori di Roma. Chi aveva raccolto quel denaro, insomma, usava senza distinzione le valute dei due poteri che si contendevano l’Occidente romano.
Quando venne estratto dal terreno, il tesoro non aveva l’aspetto di una cascata di monete. La corrosione aveva saldato i pezzi fra loro e alle pareti del contenitore, formando un blocco compatto. Il vaso arrivò intatto all’Ashmolean Museum e fu poi affidato ai restauratori del British Museum. Per mesi, acqua tiepida e alcol sciolsero il terreno, mentre ultrasuoni e solventi rimossero le incrostazioni. Ogni esemplare venne separato, asciugato, stabilizzato e protetto. Fu un lavoro lento, quasi una seconda esplorazione del tesoro. All’inizio del 2004, da quella massa indistinta comparve un volto che non avrebbe dovuto esserci.
Il pezzo era ben battuto e mostrava pochissimi segni d’usura. Sul diritto si vedeva il busto barbuto di un uomo con la corona radiata, il mantello e la corazza. Intorno al ritratto correva la legenda:
Per esteso significava Imperator Caesar Domitianus Pius Felix Augustus. Il nome era quello di Domiziano, ma non dell’imperatore flavio assassinato nel 96. Lo stile del ritratto e il tipo monetale appartenevano alla seconda metà del III secolo. Gli studiosi lo chiamano Domiziano II soltanto per distinguerlo dal sovrano vissuto quasi duecento anni prima.
Non bastava a raccontare un regno, ma bastava a dimostrare una pretesa. Un uomo chiamato Domitianus aveva assunto il titolo di Augusto, ottenuto l’appoggio necessario per usare una zecca e fatto incidere il proprio nome sul denaro. Le cronache lo avevano dimenticato; il metallo no.
Il falso che non era falso
La scoperta di Chalgrove aveva però un precedente. Il 28 novembre 1900, durante alcuni lavori in un vigneto di Les Cléons, presso Nantes, era emerso un ripostiglio di 1.456 radiati. Fra le monete di Gordiano III, Aureliano e Tetrico ce n’era una intestata a Domiziano. La notizia fu pubblicata l’anno seguente. Proprio l’eccezionalità del ritrovamento, tuttavia, finì per renderlo sospetto.
Nel 1929 l’esemplare entrò nelle collezioni del Musée Dobrée. Poi se ne persero le tracce fra i depositi del museo e per decenni rimase accessibile soltanto attraverso fotografie, disegni e un calco in gesso riprodotto nel Roman Imperial Coinage. Il numismatico Lodovico Laffranchi lo interpretò come una moneta di Tetrico ritoccata; Lawrence Okamura riassunse i dubbi nel titolo di uno studio del 1992, Forging a Usurper in Late Roman Aquitania.
La moneta ricomparve nel 1996 e fu portata a Parigi per essere pulita ed esaminata. Il risultato incrinò l’ipotesi del falso: le lettere di DOMITIANVS erano incorporate in prodotti di corrosione antichi. Nessun falsario moderno poteva averle reincise sopra una legenda precedente senza alterare quelle incrostazioni. Anche il ritratto, pur vicino ai modelli di Vittorino e Tetrico, mostrava caratteristiche proprie.
Poi il presunto falso trovò il proprio gemello.
L’antoniniano inglese era identico per conio a quello di Cléons e persino un poco meglio impresso. Coincidevano il profilo del volto, la posizione delle lettere e le irregolarità più minute. I conii antichi erano incisi a mano: due monete che condividono gli stessi piccoli difetti provengono dalla medesima coppia di matrici, come fogli stampati dallo stesso torchio.
A chiudere la discussione fu soprattutto il contesto. Il nuovo pezzo era ancora saldato a un deposito romano intatto, in mezzo a migliaia di emissioni comuni recuperate in condizioni documentate. Nessuno avrebbe potuto introdurlo in quella massa di corrosione. Domiziano continuava a non avere una biografia, ma da quel momento ebbe un’esistenza storica.
Il vuoto lasciato da Vittorino
Il momento in cui Domiziano tentò la fortuna era uno dei più confusi della storia romana. Nel 260 l’imperatore Valeriano era caduto prigioniero del re sasanide Sapore I. Suo figlio Gallieno si ritrovò solo al comando di un impero attaccato su più fronti e attraversato dalle rivolte degli eserciti.
In Occidente le truppe acclamarono il generale Postumo, che diede forma a quello che oggi chiamiamo Impero delle Gallie. Comprendeva la Gallia e la Britannia, per qualche tempo anche la Hispania. Il nome può trarre in inganno: non era uno Stato nazionale staccatosi da Roma. Postumo e i suoi successori si consideravano imperatori romani, nominavano consoli e governatori, proteggevano le frontiere e battevano moneta come qualunque altro Augusto.
Postumo riuscì a governare per quasi dieci anni. Nel 269 sconfisse il rivale Leliano, ma vietò ai soldati di saccheggiare Magonza e fu ucciso dai suoi stessi uomini. Gli succedette Mario, rimasto al potere per poche settimane o pochi mesi, quindi Vittorino. Nella primavera del 271 anche Vittorino morì assassinato. Per la terza volta in meno di due anni, il trono gallico era disponibile.
Secondo una tradizione tarda e non del tutto affidabile, Victoria, madre di Vittorino, usò denaro e influenza per favorire Tetrico, allora governatore in Aquitania. Ma un imperatore non poteva imporsi nello stesso istante da una provincia all’altra. Nel tempo necessario a Tetrico per raccogliere consensi, guarnigioni e officine monetarie potevano scegliere altri candidati.
Fu con ogni probabilità in quel vuoto che Domiziano fece la sua mossa.
Le monete lo collocano come un concorrente di Tetrico alla guida dell’Impero delle Gallie, non come il sovrano di un regno britannico e neppure come un avversario in grado di minacciare direttamente Aureliano. La città in cui fu proclamato e i reparti che lo sostennero restano sconosciuti. Il suo tentativo, però, superò il fragore di un’acclamazione militare: arrivò fino a un’officina monetaria.
Per battere denaro servivano incisori, metallo, tondelli, incudini, martelli e maestranze abituate a lavorare in serie. Domiziano controllò quell’organizzazione almeno per il tempo necessario a preparare due conii e avviare la produzione. Non era dunque soltanto un nome gridato dai soldati: uomini, strumenti e metallo erano stati messi al servizio della sua candidatura.
La concordia dei soldati
Il pezzo di Chalgrove è un antoniniano di 22 millimetri e 2,07 grammi. La corona radiata indossata dal sovrano identifica la denominazione. Il colore attuale è quello del bronzo, ma all’origine una sottile argentatura copriva la lega povera e faceva apparire la moneta assai più preziosa di quanto fosse davvero.
Dal ritratto non ricaveremo il vero volto di Domiziano. Barba, sguardo fermo, mantello e corazza appartenevano al repertorio con cui gli incisori costruivano l’immagine di un imperatore. Eppure non si limitarono a cambiare il nome su un modello di Tetrico. Il diritto venne preparato appositamente per Domiziano, e il rovescio fu inciso per la stessa emissione. Anche un potere destinato a durare pochissimo volle dunque un’immagine propria.
Sul rovescio compare Concordia, con la coppa delle libagioni in una mano e una cornucopia nell’altra. La legenda CONCORDIA MILITVM significa «la concordia dei soldati». Nessun messaggio poteva essere più opportuno. In un’epoca in cui gli imperatori salivano al potere sulle spalle delle legioni e spesso morivano per mano delle stesse truppe, Domiziano presentava l’esercito come compatto attorno a lui. Forse descriveva una realtà momentanea; forse esprimeva soltanto un desiderio.
I conii conservano anche una traccia del disordine di quei mesi. Il diritto sembra opera dell’incisore legato alla cosiddetta officina II; il rovescio ricorda invece la mano attiva nell’officina I e anticipa alcune monete di Tetrico. Una matrice, o forse lo stesso artigiano, potrebbe essersi spostata fra le due zecche durante la crisi. Persino la sede della coniazione è ancora discussa: il catalogo dell’Ashmolean indica Colonia, mentre MER-RIC assegna l’emissione a Treviri. Sono divergenze che raccontano quanto poco conosciamo ancora dell’organizzazione delle zecche galliche.
Quei piccoli dischi erano il mezzo di comunicazione più capillare di cui disponesse un sovrano. Entravano nelle paghe, passavano di mano nei mercati e viaggiavano insieme agli eserciti. Il ritratto annunciava chi comandava, i titoli ne proclamavano l’autorità e il rovescio spiegava su quale sostegno diceva di fondarsi. Domiziano parlò lo stesso linguaggio degli imperatori che lo avevano preceduto.
I due esemplari sicuramente autentici provengono dalla stessa coppia di conii, un indizio forte di una produzione limitata. Non significa che fossero le uniche matrici: altre monete possono essere state ritirate, rifuse o perdute. Per questo i «quattro giorni di regno» spesso attribuiti a Domiziano sono una formula giornalistica senza fondamento. Possiamo dire che la sua occasione durò poco, non contare i giorni.
Il ritrovamento inglese non prova che Domiziano governasse la Britannia. Il vaso fu sepolto negli anni Ottanta del III secolo, anni dopo l’emissione. L’antoniniano ebbe tempo per attraversare la Manica: documenta il viaggio della moneta, non i confini del suo potere.
Un uomo senza biografia
Una volta accertata l’esistenza di Domiziano, restava da capire chi fosse. Le fonti antiche offrono due possibili tracce, entrambe troppo incerte per trasformarsi in un’identità.
La Historia Augusta attribuisce la vittoria sui Macriani nel 261 a Domitianus, «il più valoroso e attivo» dei comandanti di Aureolo. Aggiunge che si diceva discendente dell’imperatore Domiziano e di Domitilla. Se quel comandante fosse l’uomo delle monete, il tentativo del 271 sarebbe l’ultima tappa di una carriera militare lunga almeno dieci anni, non il gesto improvviso di uno sconosciuto.
La fonte, però, impone prudenza. La Historia Augusta mescola documenti, errori e personaggi inventati ed è stata composta molto tempo dopo i fatti. La discendenza dalla dinastia flavia assomiglia a una genealogia costruita per nobilitare il protagonista. Il racconto può custodire un dato autentico, ma non basta a sovrapporre con sicurezza il generale e il pretendente.
All’inizio del VI secolo Zosimo ricordò invece Epitimio, Urbano e Domiziano come innovatori rapidamente arrestati e puniti durante il regno di Aureliano. Non disse dove avessero agito, quali truppe li sostenessero o quale autorità avessero sfidato. Nome e cronologia possono adattarsi all’usurpatore gallico; la certezza, ancora una volta, resta fuori portata.
La sua fine resta completamente oscura. Potrebbe essere caduto combattendo Tetrico, essere stato abbandonato dalle truppe o essere sopravvissuto abbastanza da subire la punizione di Aureliano. Quando Tetrico consolidò il potere, il rivale era già scomparso dalla scena. Tre anni più tardi anche l’Impero delle Gallie cessò di esistere e le province occidentali tornarono sotto Roma.
Persino il numero ordinale «II» appartiene alla storiografia moderna. Sulle monete compare soltanto DOMITIANVS e nessun contemporaneo lo chiamò «secondo». Un possibile terzo antoniniano proveniente dalla regione bulgara di Vidin è stato attribuito allo stesso pretendente, ma stile, dimensioni e rovescio sono diversi. Finché l’attribuzione resterà discussa, la sua storia continuerà a poggiare sui due esemplari di Cléons e Chalgrove.
Uno rimase dimenticato nel deposito di un museo. L’altro trascorse oltre diciassette secoli dentro un vaso, confuso fra migliaia di pezzi corrosi. Insieme conservano ciò che gli storici antichi non raccontarono: nel 271 un uomo assunse il titolo di Augusto, riuscì per breve tempo a servirsi di una zecca e cercò di prendere il controllo dell’Impero delle Gallie.
Il suo potere scomparve quasi subito. Le due monete sopravvissero abbastanza a lungo da restituirgli un posto nella storia.
L'articolo Domiziano II: l’imperatore romano restituito alla storia da due monete su Vanilla Magazine scritto da Arianna Mecozzi
- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Descubren sumergido a dos metros de profundidad en la costa de Roma un puerto etrusco del siglo IV a.C., el más antiguo vinculado a un templo
Descubren sumergido a dos metros de profundidad en la costa de Roma un puerto etrusco del siglo IV a.C., el más antiguo vinculado a un templo

- https://www.labrujulaverde.com/feed
- Los emperadores romanos sí planificaban el futuro de sus dinastías, según un estudio
Los emperadores romanos sí planificaban el futuro de sus dinastías, según un estudio
